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Ricorsi al giudice del lavoro per il risarcimento del danno e la stabilizzazione

pubblicato 30 apr 2015, 13:12 da Amedeo de Amicis   [ aggiornato in data 06 mag 2015, 12:19 ]

Il ricorso è aperto a tutti i docenti che abbiano prestato pluriennale esperienza di insegnamento presso scuole statali. Obiettivo del ricorso è la richiesta di risarcimento del danno e la stabilizzazione.

I ricorsi avranno natura individuale e saranno curati dallo Studio Legale Bonetti - L'azione di pre-adesione all'azione legale e la valutazione della causa è gratuita.

Documenti/Link correlati:


1. Che cos'è - Di cosa si tratta

Scopo del ricorso è l'impugnazioni dei contratti e più in generale di tutta la situazione economica e lavorativa che abbiano prestato servizio presso Scuole Statali. Le principali richieste portate avanti nel ricorso saranno quelle di:
  1. Verificare l'illegittima apposizione del termine ed il diritto del ricorrente a riprendere il posto di lavoro precedentemente occupato;
  2. Verificare il diritto del ricorrente alla stabilizzazione del contratto e alla conseguente immissione in ruolo;
  3. Verificare il diritto del ricorrente al risarcimento del danno subito a causa dell'illegittima stipulazione di contratti a Tempo determinato;
  4. Verificare il diritto del ricorrente alla percezione degli stipendi estivi ingiustamente non retribuiti;
  5. Verificare il diritto del ricorrente alla parità di trattamento economico con il personale assunto a tempo indeterminato nella scuola e sancito dalla direttiva europea 70/1999;
  6. Verificare il diritto del ricorrente alla percezione degli scatti stipendiali, nonché al risarcimento del danno subito per la loro mancata erogazione negli anni precedenti (ricostruzione di carriera);
Il ricorso che verrà proposto è individuale1, e sarà quindi inoltre possibile impugnare altre "personali vicende" non in elenco fra quelle sopracitate, come il mancato rispetto dei diritti dei docenti invalidi che usufruiscono della L. 104.
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[1] I ricorsi al Giudice del Lavoro a differenza dei ricorsi di tipo amministrativo non possono essere avviati a livello nazionale, in quanto l'impugnazione deve avvenire presso il tribunale/procura della provincia/distretto presso cui è stato stipulato l'ultimo contratto di assunzione. Il CPC prevede inoltre che le posizioni dei singoli ricorrenti siano identiche. Appare quindi evidente che la proposizione di ricorsi collettivi/semicollettivi appare impossibile o comunque fortemente sconsigliata.

2. Requisiti per partecipare

Possono compilare il modulo di preadesione all'azione legale tutti coloro che siano in possesso di una pluriennale esperienza di insegnamento presso le scuole statali indipendentemente dalla graduatoria di inserimento, dal titolo/qualifica posseduta e dalla tipologia di contratti stipulati (se su cattedra vacante o supplenza). Si ricorda a tal proposito che non esistono requisiti ben definiti per avviare tale tipologia di ricorso, in quanto la normativa e la giurisprudenza risultano piuttosto complesse e a tratti contraddittorie, pertanto si informa che i casi verranno valutati singolarmente.

L'associazione provvederà in un secondo momento ad allestire assemblee e incontri online e/o dal vivo riservati a coloro che abbiano dato preadesione all'azione di ricorso in oggetto nel corso delle quali si provvederà a fare il punto della situazione, esaminando le singole casistiche, illustrando inoltre nel dettaglio il quadro normativo, le possibilità e problematiche relative all'azione legale proposta e le possibilità di accoglimento.

3. Come dare la propria pre-adesione

Per pre-aderire all'azione legale è necessario agire come segue:
  1. Compila il modulo di preadesione all'azione legale;
  2. Effettua l'iscrizione all'associazione (l'iscrizione è gratuita);
Si ricorda infine che la compilazione del modulo di preadesione non ha in alcun modo valore vincolante, ma da diritto a ricevere informazioni circa le modalità di avvio dell'azione legale vera e propria. E' possibile quindi decidere in un secondo momento se proseguire o meno nell'azione legale.

4. Costo ricorso

Il costo complessivo del ricorso, qualora sia avviato, deve essere inserito nella tipologia del "ricorso individuale" che, come si sa, ha costi più elevati rispetto ad un ricorso collettivo. Si ricorda a tal proposito che non è possibile avviare ricorsi al giudice del lavoro a livello nazionale e che il CPC prevede che la posizione dei singoli ricorrenti sia identica. Per tali ragioni si ritiene impraticabile o comunque sconsigliabile la strada dei ricorsi collettivi/semicollettivi e l'azione di ricorso deve essere di tipo individuale.

Nel premettere inoltre che la sola compilazione del form di pre-adesione è gratuita e non comporta obblighi, per chi decidesse di proseguire nell'azione legale, si informa di quanto segue:
  • Costo dell'avvio di una nuova azione di ricorso: € 700,00

  • Contributo Unificato: € 259,00 (Il contributo unificato è una tassa di ricorso che si versa allo stato per la presentazione dell'azione legale, sono esonerati dal versamento di questa tassa i soggetti in possesso di un reddito famigliare inferiore a 32.208,33 €);

  • Solo per coloro che avviarono in passato un ricorso al Giudice del Lavoro con Adida nel 2011 e la cui azione legale risulta ancora in corso: L'avv. fa sapere che è possibile/conveniente operare una ricongiunzione delle cause. Tale ricongiunzione avverrebbe a costi inferiori rispetto alla presentazione di nuova azione di ricorso e il costo di ricorso in questo caso ammonterebbe a €400,00;

4. Cosa altro è necessario sapere sui ricorsi proposti

Il quadro normativo che sottintende tale tipologia di ricorsi oltre ad essere poco chiaro ed estremamente complesso, risulta inoltre a tratti contraddittorio. Da un lato esiste infatti una normativa nazionale che, a seguito delle modifiche apportate nel 2011, non riconosce ai ricorrenti e ai precari scolastici alcun diritto. Al contempo esiste una normativa e giurisprudenza comunitaria che contrasta con la normativa nazionale dichiarando illegittimo tale quadro normativo. E' in questo panorama che si pone il recente parere della Corte di Giustizia Europea il quale, sebbene presenti alcuni aspetti negativi, condanna e dichiara illegittimo l'attuale impianto normativo italiano in quanto contrastante con i precetti contenuti nella direttiva 70/1999/CE.

Ricordando che le norme di rango comunitario si pongono gerarchicamente su un piano più elevato rispetto alle leggi e decreti a livello nazionale, è opportuno precisare che non è possibile prevedere con certezza l'esito di tali azioni legali. A nostro avviso è probabile, ma non certo che la maggior parte dei magistrati si allineino al recente parere della Corte di Giustizia, disapplicando la normativa nazionale e accogliendo i ricorsi proposti. Tuttavia anche in questa ipotesi non sono certe le conseguenze. Qualche fortunato ricorrente potrebbe ottenere la stabilizzazione, tuttavia si ritiene probabile che i più ottengano un risarcimento economico più o meno cospicuo e il diritto a ricevere le differenze retributive.

5. Chi sono gli avvocati e competenze giuridiche membri associazione

Premesso che l'associazione, al fine di garantire ai propri aderenti la massima efficienza e professionalità, consapevole della complessità e importanza della questione III fascia, ha scelto di avvalersi della consulenza e collaborazione non di un solo avvocato, ma di ben due studi legali, al fine di dare chiara ed esaustiva risposta a questa domanda, si invita ognuno a visionare il seguente documento


"C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza" Socrate