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Lettera di un Maestro

pubblicato 07 mag 2015, 00:36 da Amedeo de Amicis   [ aggiornato in data 07 mag 2015, 00:37 ]
E con piacere che pubblichiamo qui di seguito la lettera e testimonianza inviataci da un aderente che ringraziamo per il testo inviatoci



Sono un maestro precario da quasi dieci anni e oggi, con orgoglio, sono in sciopero. Sciopero per difendere la libertà di insegnare e quella di scioperare. Sciopero per tantissimi altri motivi, ma soprattutto perché sono consapevole dei miei diritti e se qualcuno li lede voglio poter avere la possibilità di essere tutelato da una parte terza che possa essere in grado di dirimere la controversia. 

Da sempre ho ritenuto, ad esempio, il mio diploma magistrale abilitante. Mi sono documentato e ho cercato di sensibilizzare i miei colleghi più distratti. Ho chiesto chiarimenti al MIUR, il mio datore di lavoro, e custodisco ancora le sue giustificazioni che oggi, alla luce degli sviluppi giudiziari, apparirebbero quasi "buffe" se non fosse che hanno condizionato negativamente la vita di migliaia di lavoratori. Ho chiesto aiuto ai sindacati, che a mio parere avrebbero dovuto tutelare i miei interessi, ma sono stato considerato come una sorta di idealista smanioso di combattere contro i mulini a vento. Quegli stessi sindacati che oggi sostengo la tesi del valore abilitante del diploma magistrale e tentano di accaparrarsi improbabili ricorsi sulle spalle dei soliti colleghi distratti, quando hanno avuto la possibilità di difendere i diritti dei loro rappresentati hanno colpevolmente taciuto.

Non è stato facile intraprendere l'unico percorso rimasto, quello giudiziario, ma non ho avuto alternative. I colleghi fatalisti che mi dicevano "...l'importante è lavorare!" o i sindacati che difendevano interessi di docenti tesserati in pensione o di ruolo non potevano aver ragione. 

Tantomeno doveva bastarmi la risibile risposta del MIUR, che nella questione era ovviamente di parte. 

Ho incontrato Francesca Bertolini, attuale presidente dell'Associazione La Voce dei Giusti e ho avuto modo di conoscere di persona la professionalità dell'avvocato Bonetti e grazie a loro ho intrapreso un cammino lungo e spesso tortuoso. Relegato, mio malgrado, in una spossante condizione di totale precarietà ma certo che l'unico rimedio ad un sopruso debba essere la consapevolezza e la difesa strenua del diritto negato sono andato avanti per la mia strada. 

Siamo andati avanti per la nostra strada, perché nei momenti di sconforto attraversati in questi lunghi anni abbiamo potuto contare sulla forza e l'unione di una Associazione, forse più piccola di altre, ma infinitamente tenace e battagliera. La strada da percorrere è ancora lunga, ma oggi che qualche risultato si intravede all'orizzonte sono certo che non ci possa essere alternativa all'unita  nella difesa dei propri diritti. 

Sono convinto che la mancanza di consapevolezza dei nostri diritti di insegnanti, la divisione e lo sguardo limitato al nostro singolo "orticello" abbiano scatenato una guerra tra poveri voluta dall'alto che ha mietuto e continua a mietere vittime colpevoli solo di non aver saputo intuire un simile disegno.

Ho proposto diversi ricorsi contro il mio datore di lavoro e nonostante tutto ho potuto continuare a lavorare. 

Oggi posso scioperare liberamente per manifestare la mia contrarietà a questa "Buona scuola" e domani sarò di nuovo in classe con i miei alunni ma mi chiedo se il futuro super dirigente che vogliono plasmare mi darà la stessa possibilità di insegnare che ho avuto fino ad oggi, nonostante i ricorsi che ho legittimamente proposto. Mi nominerà  per il mio "merito" o per gli scioperi che non avrò eventualmente fatto?  Ci rimettiamo direttamente all'attento vaglio del nostro Presidente della Repubblica certi che se questo DDL non verrà profondamente modificato dovrà fare i conti con la nostra Costituzione.

Christian Schettino

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