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Diploma Magistrale: Ricorso al Giudice del Lavoro per l'ingresso in GAE

pubblicato 24 apr 2015, 17:23 da Amedeo de Amicis   [ aggiornato in data 06 mag 2015, 12:15 ]

A seguito della recente vittoria al Consiglio di Stato e delle numerose richieste pervenuteci, l'associazione ha deciso di aprire le pre-adesioni ai ricorsi rivolti ai Diplomati Magistrali per l'ingresso in GAE. Tuttavia si informa che essendo ormai decorsi ormai da quasi un anno i termini per la presentazione di nuovi ricorsi amministrativi, si informa che l’unica azione legale ancora possibile comporta alcune importanti ed oggettive problematiche legate alla giurisdizione.


1. Che cos'è - Di cosa si tratta

Scopo dell'azione legale è quello di chiedere l'inserimento nelle Graduatorie Permanenti ad Esaurimento a favore dei ricorrenti in possesso di Diploma Magistrale ritenuto abilitante.

I ricorsi in oggetto, a differenza di quelli avviati in passato, non saranno proposti dinanzi al tribunale amministrativo (TAR o Consiglio di Stato), giacché sono ormai decaduti da quasi un anno i termini di impugnazione del decreto di aggiornamento di tali graduatorie, ma dinanzi al Giudice del Lavoro, che hanno termini di prescrizione molto più lunghi1.

Si ricorda infine che le azioni proposte saranno avviate prevalentemente a livello individuale o semicollettivo, in quanto secondo le disposizioni contenute nel Codice Civile, non è possibile presentare grandi ricorsi collettivi a carattere nazionale dinanzi al giudice del lavoro.

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[1] Secondo il Codice del Processo Amministrativo gli atti ritenuti lesivi andrebbero impugnati entro e non oltre 60 giorni dalla loro emanazione, se si vuole proporre ricorso al TAR, o comunque entro 120 giorni, per i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica. Giova a tal proposito ricordare che in Italia non esiste la Class Action e di fatti la recente vittoria non riapre i termini di adesione ai ricorsi amministrativi. I ricorsi al giudice del lavoro hanno invece solitamente una decorrenza di 5 anni.

2. Requisiti per partecipare

Può partecipare chiunque sia in possesso di un diploma di istituto o di scuola magistrale o comunque di titolo sperimentale avente medesimo valore purché conseguito entro il 2002 o a seguito di corsi iniziati entro l'a.s. 1997/1998. Non è necessario aver prestato servizio di insegnamento ai fini dell'accesso del ricorso.

3. Come dare la propria pre-adesione - Costi - Termini

Per pre-aderire all'azione legale è necessario agire come segue:
  1. Compila il modulo di preadesione all'azione legale;
  2. Solo per chi non è ancora iscritto al sindacato: effettua l'iscrizione all'associazione (l'iscrizione è gratuita);
  3. L'associazione invita inoltre chi ancora non l'ha fatto ad inoltrare domanda cartacea di inclusione in GAE all'UST di competenza anche se ormai oltre i termini di decadenza. Si segnala a tal proposito che a questa pagina è disponibile un modello cartaceo e le istruzioni per inoltrare tale domanda.
Si ricorda infine che la compilazione del modulo di preadesione non ha in alcun modo valore vincolante, ma da diritto a ricevere informazioni circa le modalità di avvio dell'azione legale vera e propria e dei costi. E' possibile quindi decidere in un secondo momento se proseguire o meno nell'azione legale.

4. Cosa altro è necessario sapere sui ricorsi proposti/problematiche dell'azione legale

L'associazione La Voce dei Giusti, pur lasciando ad ognuno il libero arbitrio circa l'opportunità di proseguire o meno nell'azione legale e al fine di garantire la massima trasparenza intende informare di quanto segue:

1. A seguito dell'avvio di apposito regolamento di giurisdizione promosso dall'associazione sindacale La Voce dei Giusti, la Suprema Corte di Cassazione a sezioni unite ha sancito e riconosciuto che nei ricorsi per l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento è competente il giudice amministrativo. Ne consegue che secondo tale autorevole organismo i ricorsi per l'inserimento in tali graduatorie vanno proposti dinanzi al TAR o in alternativa Consiglio di Stato, mentre il Giudice del Lavoro non è competente a giudicare tale tipologie di ricorsi;

2. L'avvio di un qualsiasi ricorso amministrativo dinanzi al TAR o al Consiglio di Stato/Presidente della Repubblica è subordinato all'impungazione delle misure lesive contenute in un qualsiasi atto amministrativo (Decreto/Circolare/Nota ecc...). Nel caso dei ricorsi per l'inserimento in GAE, si precisa che il loro avvio è subordinato all'impugnazione dei decreti di aggiornamento di tali graduatorie nel punto in cui parte ricorrente ne viene esclusa dall'accesso. Secondo il Codice del Processo Amministrativo tali ricorsi vanno avviati PERENTORIAMENTE entro 60/120 giorni dall'emanazione dell'atto che si intende impugnare, pena il rigetto per mancanza di interesse e decadenza dei termini.


3. Nel caso di specie, si fa sapere che l'ultimo aggiornamento delle GAE è avvenuto mediante l'emanazione del dm. n. 235, del 1 aprile 2014. Tale decreto avrebbe quindi dovuto essere impugnato entro e non oltre la fine di luglio 2014.
Appare evidente alla luce di quanto esposto che la giurisdizione di tali ricorsi dovrebbe essere, almeno secondo la Corte di Cassazione, quella amministrativa1. La possibilità tuttavia di avviare ora tale tipologia di azioni legale appare però a nostro avviso preclusa in quanto qualsiasi ricorso avviato ora dinanzi al giudice amministrativo verrebbe quasi di certo rigettato per tardività. Sul punto si precisa che la recente sentenza non riapre a nostro avviso purtroppo la decorrenza dei termini, che è ormai scaduta da quasi un anno.

Allo stesso tempo, qualsiasi ricorso avviato dinanzi al Giudice del Lavoro per l'inserimento in GAE, rischierebbe il rigetto per errata giurisdizione, giacché la Corte di Cassazione ha sancito che la competenza debba essere del giudice amministrativo

Un ulteriore fattore di rischio a carico di alcuni dei potenziali ricorrenti risulta inoltre la mancata presentazione della domanda di inserimento in GAE entro i tempi previsti dal decreto di aggiornamento delle graduatorie, che potrebbe causare un rigetto per carenza di interesse ad agire.

5. Alcune considerazioni sui rischi benefici dei ricorsi GAE al Giudice del Lavoro

Sebbene sia possibile impostare i ricorsi proposti in chiave giurislavoristica, e sperare comunque in un accoglimento delle azioni legali propsote, è opportuno precisare che comunque tali ricorsi sono e restano strutturalmente deboli e le possibilità di rigetto, nonostante la fondatezza delle richieste operate, rimangono rilevanti, anche in considerazione dei tre gradi di giudizio di cui tali ricorsi si compognono.

E’ infatti opportuno precisare che l'amministrazione anche nel caso fortuito di accoglimento potrebbe controricorrere e far valere le ragioni già esposte. Si ricorda infine che l'ultimo grado di giudizio di tali ricorsi è la suprema Corte di Cassazione, ovvero lo stesso organismo che riunito a sezioni unite ha dichiarato che per tale tipologia di ricorsi è competente il giudice amministrativo (TAR/Consiglio di Stato) e non quello del lavoro.

E' indubbio che gli eventuali benefici derivati da un'eventuale accoglimento di tali azioni legali sarebbero enormi. Tuttavia si invita ognuno a riflettere con attenzione anche sui possibili rischi e costi che esse comportano e sulle reali possibilità di riuscita. E' possibile che l'unico vero beneficio derivato dall'avvio di tali azioni legali sia a nostro avviso la concessione di eventuali misure cautelari che permettano l'inserimento in GAE dei ricorrenti, ma solo temporaneamente, ovvero fino alla fine del procedimento legale. Tuttavia gli esiti definitivi di tali ricorsi sono e restano fortemente incerti, come incerti restano i costi e le spese che i ricorrenti potrebbero essere chiamati a dover coprire in aggiunta alle spese di avvio iniziale dell’azione di ricorso, in quanto non solo potrebbe essere necessario controricorrere più volte, ma le possibilità di essere condannati al risarcimento delle spese della controparte risulta un'ipotesi tutt'altro che residuale.

Per tali ragioni l'associazione invita ognuno a valutare con estrema attenzione l'opportunità di avviare tale iniziativa legale. Si ricorda infine che le problematiche sovraesposte valgono per chiunque e per qualunque associazione/sindacato che voglia avviare tale tipologia di ricorso. Il fatto che altre associazioni/sindacati non abbiano pubblicizzato tali informazioni non significa che tali azioni risultino più fondate o sicure, ma semplicemente che chi ha avviato tale iniziativa non è stato fino in fondo trasparente

6. Chi sono gli avvocati e competenze giuridiche membri associazione

Premesso che l'associazione, al fine di garantire ai propri aderenti la massima efficienza e professionalità, consapevole della complessità e importanza della questione III fascia, ha scelto di avvalersi della consulenza e collaborazione non di un solo avvocato, ma di ben due studi legali, al fine di dare chiara ed esaustiva risposta a questa domanda, si invita ognuno a visionare il seguente documento



"C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza" Socrate