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Appello: LVG chiede ai precari di unirsi per portare avanti un piano di riforma condiviso

pubblicato 02 mag 2015, 11:25 da Amedeo de Amicis

LVG nel denunciare l'eccessiva frammentarietà dei precari, nonché il quadro generale di disinformazione, invita tutti i precari e i loro rappresentanti, siano essi rappresentanti di associazioni, sindacati o semplici amministratori di piccoli comitati o gruppi FB a confrontarsi sul tema con i propri esponenti per prendere consapevolezza, ma sopratutto per condividere obiettivi ed idee da perseguire di comune accordo.


Le bugie propinate per anni da sindacati e dai governi ci hanno resi cechi e ignoranti...
Ci hanno portato ad una situazione di estrema precarietà...
Hanno alimentato l'egoismo e l'individualismo...
Ci hanno diviso e messi l'uno contro l'altro.

O riusciamo a cancellare ora tutto questo e impariamo a camminare insieme e compatti perseguendo solo ciò che è giusto...
O saremo per sempre cancellati!


1. Premessa

E’ innegabile come la disinformazione e la non conoscenza da parte dei docenti di quello che è in generale l’impianto giuridico/normativo del comparto scuola, abbia favorito l’attuazione di misure discriminatorie e più in generale la sistematica violazione di diritti e aspettative. L’approvazione inoltre di norme spesso in contraddizione tra di loro e non sempre chiare, ha cristallizzato per molti docenti una condizione di perenne precariato.

Si citi ad esempio la trasformazione delle Graduatorie Permamenti in Graduatorie ad Esaurimento, avvenuta in contrasto con le misure tuttora vigenti delle disposizioni contenute nel Testo Unico della Pubblica Istruzione (dlgs. 296/1994), nate con il fine legislativo di dare una soluzione definitiva al problema del precariato, ma divenute condanna al precariato a vita per decine di migliaia di docenti delle Graduatorie d’Istituto.

Si pensi inoltre all’istituzione delle SSIS, avviate fin dal 2000, dovevano essere destinate ai soli soggetti laureati dopo il 2004/2005 o comunque diplomatisi a seguito della frequenza di corsi avviati successivamente al 1998. 

Chi avesse avuto diplomi o lauree antecedenti avrebbero dovuto essere esonerato dalla frequenza di tali percorsi in quanto possessore di titoli equipollenti alle ‘abilitazioni SSIS’.

In tutto questo vi siete mai chiesti come mai i sindacati anziché denunciare tali aberrazioni, ne siano stati spesso promotori presentandole con toni entusiastici?

Chi infine sapeva che fino agli anni ‘80 i docenti assunti su incarico annuale, ricevano un contratto a tempo indeterminato e divenivano illicenziabili fino alla definitiva immissione in ruolo? Chi protestò quando tale disposizione venne abrogata? Non di certo da sindacati i quali, a quanto pare, presentarono benevolmente tali misure in quanto veniva al contempo permessa l’immissione in ruolo in massa di personale docente che tuttavia non risultava essere precario se non nella sede di lavoro, ma non per durata del contratto.

In questo marasma si inserisce anche la questione dell’abilitazione all’insegnamento e del diritto alla formazione. Quanti sapevano che secondo le normative comunitarie, nazionali e perfino secondo le clausole dello stesso contratto il diritto alla formazione per i lavoratori è un diritto sacrosanto e che per chi operava alle dipendenze del MIUR l’accesso ai ‘corsi abilitanti’ avrebbe dovuto essere gratuito, senza sbarramenti, e con modalità di frequenza compatibili con gli impegni lavorativi?

Quanti infine sanno che in realtà il titolo di ‘abilitazione all’insegnamento’ inteso nel senso stretto non esiste? Che secondo il Codice Civile ci si riferisce alle abilitazioni professionali solo per quelle professioni che prevedono l’iscrizione ad un ordine o ad un albo professionale e che comunque in accordo con norme di rango costituzionale (l’insegnamento è costituzionalmente libero), non è possibile regolamentare in tale modo la professione di insegnante?

Gli esempi che ancora si potrebbero fare sono numerosi e non meno eclatanti, ma riteniamo che tanto basti per comprendere quanto la realtà percepita da molti insegnanti, è ben distante da quella che traspare ad un’analisi attenta del quadro normativo e della sua evoluzione, e di come tale forma di disinformazione sia stata alimentata ad arte e strumentalizzata nel corso del tempo per fini politici ed economici da parte di persone senza scrupoli.

2. Che cosa propone LVG

E’ un dato di fatto che la disinformazione se da un lato ha inibito legittime e più che giuste aspettative, dall’altro ne ha generati di false. Ovvero il caos normativo ha generato a sua volta caos mentale e il caos mentale ha portato alla divisione, frammentazione e spesso anche ad una forma di inerzia/immobbilità dei precari.

In questo clima non solo qualsiasi trattativa portata avanti da chiunque rischia di naufragare nel nulla, ma anche nella remota ipotesi che qualcuno riesca ad ottenere ascolto, non vi è certezza che le richieste operate siano legittime e apportino veri benefici, in quanto potrebbero entrare in contrasto con normative e diritti esistenti. Si segnala a tal proposito il fiorire di gruppi che nel cercare di perseguire esclusivamente gli interessi di determinate categorie di insegnanti, talvolta, più o meno consapevolmente, attivano proposte lesive di diritti, aspettative e dignità di altri precari, e in alcuni casi non si rendono conto che le stesse potrebbero ritorcersi perfino contro gli stessi soggetti che vorrebbero tutelare.

La Voce dei Giusti da sempre si è contraddistinta per lo studio e la competenza nelle fonti del giuridiche del mondo della scuola e si è battuta per la diffusione di una cultura del diritto e della conoscenza, pertanto è la prima a lanciare l’allarme e la prima a condannare il fenomeno della “dispersione disinformata”.

Riconoscendo le individualità di ogni gruppo e nella convinzione che sia sempre valido il vecchio detto “l’unione fa la forza”, informa ogni esponente di gruppo/associazione/sindacato/partito dell’intenzione di voler attivare una piattaforma comune di dialogo e riflessione al fine di elaborare e condividere con i tutti i precari rappresentati da chi attivamente si sta adoperando per la tutela di tale categoria le proprie conoscenze per elaborare una strategia comune.

Il nostro obiettivo è quello di operare un’unione di forze ed intenti, al fine di portare avanti con successo un piano di riforma che assicuri ai precari attuali e futuri quelle forme di tutela indispensabili ed inderogabili di cui tutti i precari dovrebbero godere. Partendo dall'analisi di ogni legge vigente e magari dimenticata o disattesa, ogni proposta che non sia in contrasto col diritto, potrà essere migliorata e rafforzata con l’innegabile fine di ottenere il rispetto dei diritti di insegnanti lavoratori da troppo tempo relegati nell’ignobile posizione di “precari”.

3. Cosa proponiamo in concreto  - Come aderire/agire

Per tali ragioni invitiamo tutti i soggetti che a vario titolo si sono adoperati sia a titolo individuale che di rappresentanza di gruppi, comitati, associazioni o sindacati ma anche di partiti politici a compilare il seguente form. Successivamente l’associazione provvederà a contattare tali soggetti, invitandoli a prendere parte ad un tavolo di discussione/trattativa con i nostri esponenti ed eventualmente con i nostri legali sui temi proposti.


Data l’importanza di tale iniziativa si invitano inoltre tutti i precari ad attivarsi per diffondere questo comunicato e ad operare pressioni affinché il coinvolgimento verso tale progetto ottenga la massima diffusione e condivisione.


Qualche link per approfondire:


"C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza" Socrate