Nostalgia (A Poem)


 

 

A Poem by the late Paolo d'Ambrosio

In the Original Italian

Il Sole e scomparso dietro le colline/ Il tenue chiarore del crepuscolo

Risplende sulla Cattedrale,/ Facendone risaltare tutta la Sua

Maestosa, incomparabile bellezza./ Varco l’arco del Seminario e,

Lentamente mi avvio nella vecchia via.

I

l mio sguardo spazia a destra e a sinistra, / Guardo le case antiche e i portali

Dallo stile purissimo./ Vedo casa Saracino Petti – Puchetti e

Ammiro estasiato la serie dei bellissimi archi./ Piu avanti case modeste e case patrizie

Con colonne e decorazioni artistiche./ In fondo il meraviglioso palazzo Maggiopalma

Che guarda nella valle

Dove si vede il Torrione, Via Oliveto,/ La fonte di Basso e il Vallone della Terra.

Piano risalgo Via Leone,/ Anche qui, case e vie antiche piene di ricordi secolari.

Vedo largo Borzilli col suo antico, armonioso Palazzetto,/ E a sinistra Vico Romano e Vico Puchetti.

Ancora avanti, vico Brencola e Vico Trengia,/ Via dei miei antenati Materni, a me tanto cari.

 

Piu su via Tria, dedicata al piu illustre Vescovo e storico della nostra Citta.

E fra tutte queste meraviglie,

Ecco le nostre care vecchiarelle,

Che, sedute su sedie e sgabelli,/  Ai lati delle strade e dei vicoli,

Si raccontano gli eventi e/ i benevoli pettegolezzi della giornata.

Mi guardano, mi riconoscono e mi chiedono:/ "Ma tu! No sei Paoluccio?

Non sei il figlio di zio Raffaele?/ "Si, sono Io,  che vi voglio tanto bene

Ed ecco l’apice della mia passeggiata,/ Crespuscolare, notturna e solitaria;

La Cattedrale in tutto Il suo Splendore,/ Nel girovagare tra le tue vie,

Ho parlato con voi, antiche Pietre/ Della mia amata Larino.

 

Sento che mi avete ascoltato,/ Che sentite il grande amore che nutro per Voi

La vostra riposta la sento, e:/ "Paolo, noi ti ascoltiamo, ti vogliamo bene,

e pur provate dal tempo e dall’incuria degli uomini,

ricambiamo il tuo filiale amore.

Paolo, aspetta, una preghiera:

Invoca gli Uomini che comandano,/ Digli che abbiamo bisogno di aiuto,

Digli che non vogliamo morire."

Cara Cattedrale,

Un po’ stanco, ma pago,/ Mi siedo sulla Tua gradinata

Come facevo da fanciullo,/ e  sperando nel futuro, aspetto l’alba,

Aspetto I primi rintocchi delle Tue campane/ Che riempiono il mio cuore di figlio devoto.

Ciao, vecchie Pietre e vecchie Vie,/ Il pellegrinaggio e terminato,

La meravigliosa notte con voi e finita,/ Fra poco devo partire.

Perdonatemi se no ho parlato con tutte,/ Aspettatemi, tornero a trovarvi e

A parlare ancora con voi,/ Ve lo prometto, ciao.

 

Paolo d'Ambrosio

*My Italian friends will forgive the fact that my computer does not have the capacity to insert the appropriate accent marks.

 

When Paolo passed away in June of 2009 his funeral service, for some strange reason, was held in the new town.  Everyone knew that his passion was the centro storico.  The funeral cortege was supposed to go directly to the cemetery, but Larino, being Larino, the cortege took a detour to the old town and took Paolo on one last circuit of the streets where he was born.   Paolo would have approved heartily.  There is one last observation on this wonderful son of Larino.  Although he had emigrated to the North of Italy after the war he, long ago, had his final resting place designed and placed in the Larino cemetary.  Visitors would often ask who was the famous personage who rested beneath a gigantic stature of Jesus.  The proper reply (until June of 2009) was "no one".  Paolo had been hale and hearty until his death at the advanced age of 90.

 

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