PREGARE CON LA BIBBIA

LA LECTIO DIVINA

INTRODUZIONE ALL'ESERCIZIO ORDINATO

DELL'ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO


Pagine estratte parzialmente da V. BOSCHETTO, Un viaggio in compagnia dell'Amico. Per i sentieri della preghiera, Trapani 2008

Chi desidera acquistarne copia può mandarmi una email a vibocarm@gmail.com


 

 

Gesù ci dà un primo e chiaro esempio di «Lectio divina» nella Sinagoga di Nazareth (cfr. Lc 4,16ss), all’inizio del suo ministero interpretando il passo d’Isaia. Poi alla fine del medesimo Vangelo, alla luce dell’evento Pasqua e precisamente, nella grande icona dei due discepoli viandanti in cammino verso Emmaus (cfr. Lc 24,13ss).

In questo brano, a prima vista, notiamo, che il Cristo Risorto si fa compagno di viaggio di questi viandanti sfiduciati, giunti ad una rassegnazione per la sorte toccata al loro Maestro.

Il Risorto si associa al cammino che fanno quei viandanti senza farsi riconoscere ed entra nella loro vita, in altre parole s’interessa dei problemi che li assillano e dopo un’esposizione da parte loro sulla fine ignominiosa della vita del Cristo, il Risorto inizia a fare la sua «Lectio divina» (cfr. Lc 24,25ss).

Il primo elemento messo in risalto da Gesù in questo suo intervento, ha per oggetto l’importanza e la necessità di aprire il proprio cuore e mettersi in sintonia col messaggio proclamato dagli autori ispirati (cfr. Lc 24,25ss); ma i discepoli per la loro situazione esperienziale, non si trovano nell’atteggiamento spirituale giusto per accogliere la Parola di vita. Qui, il Cristo si fa interprete delle Scritture (cfr. Lc 24,27).

È da notare che in questa pericope evangelica è descritta sinteticamente la fase iniziale della «Lectio divina», che consiste nella proclamazione o lettura e nella comprensione profonda, mediante un’accurata esegesi. Il v. 32 mostra ed evidenzia la fase dell’ascolto profondo della Parola, che accende e ravviva la fede e l’amore, trasformando l’uomo e sintonizzandolo con il messaggio divino, insegnando a metterci alla scuola di Gesù. Il primo elemento per una fruttuosa «Lectio divina» è la lotta contro la durezza del nostro cuore per capire il significato profondo della Scrittura, perché con tale durezza di cuore non si potrà comprendere e vivere la Parola.

 

Che cos’è in realtà la «Lectio divina»?

 

Immergersi in quest’esercizio ordinato orante della Parola di Dio, in tante persone si presenta come qualcosa di meccanico, troppo metodico tanto che alle volte si è sentito dire: “La Lectio divina è superata”. Questo non è vero!

Per «Lectio divina» s’intende una lettura attenta e devota della Sacra Scrittura. L’aggettivo “divina” è dovuto all’oggetto della lettura: la parola di Dio. Infatti, non è uno studio, un riempirsi scientificamente.

È una lettura della Parola di Dio fatta in un contesto di preghiera, per poter ascoltare quello che Dio vuole dirci, per conoscere la sua volontà e “vivere meglio in ossequio di Gesù Cristo”.

La Lectio divina, anche se si presenta come preghiera meccanica, deve portarti a scavare andando sotto la crosta dello scritto per scoprirvi il volto di Dio, quindi non teorie ma innamoramento. Non bisogna escludere che la sua disposizione è frutto di un’esperienza di Dio e non può essere considerata come metodo rigido e fisso. Abbiamo un movimento spirituale nei suoi stadi di ascolto, di risposta e conoscenza, di contemplazione e condivisione. Per questo motivo possiamo dire che non è superata, perché se ci fermassimo solamente al metodo aumenterebbe la nostra conoscenzadella Bibbia solamente a livello scientifico.


Chi pratica la Lectio divina, insegna Gregorio Magno, può arrivare a raggiungere due traguardi, «la pienezza del libro» o «la pienezza del Verbo».

Il primo traguardo rientra nella comprensione della Parola scritta, mentre il secondo progredisce verso la Parola viva.

Oggi, quest’ultimo traguardo, è riscoperto perché «corrisponde all’interesse che oggi si ha verso le fonti cristiane».

«La preghiera non è un capriccio dell’uomo, ma è la volontà di Dio che ci attrae ad essa», perché «ogni buon regalo e ogni dono viene dall’alto e discende dal Padre della luce» (Gc 1,17) senza il quale non possiamo fare nulla, per questo è necessario che prima di iniziare la Lectio divina dobbiamo invocare lo Spirito Santo, perché senza il suo aiuto, non è possibile scoprire il senso che la Parola di Dio ha per noi oggi: «Lo Spirito, infatti, scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio» (1 Cor 2,10).


0. INVOCATIO. Prima di aprire la Bibbia, prega lo Spirito Santo: ricorda che la Parola scritta nello Spirito va compresa nello Spirito. Puoi invocarlo col canto, con parole che conosci o con la seguente preghiera:

Vieni, Spirito Santo, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore. Tu che nella varietà delle lingue umane raduni i popoli nell’unica fede”.

 

1. LECTIO. Leggere e rileggere con tranquillità la pagina della Sacra Scrittura, sottolineando le parole o gli elementi più importanti (ripetizioni di nomi, cose…), e domandarsi: cosa dice il testo in sé?


2. MEDITATIO. È la fase del dialogo con il testo sacro, chiediamoci: cosa mi dice il testo?

In questa fase ci si limita a raccogliere, a mettere insieme testi in parallelo. È una raccolta personale; dove si fermerà la nostra memoria, dove saremo toccati,feriti, proprio lì bisogna raccogliere i frutti. 

Non bisogna soltanto raccoglierli (scrutatio) ma anche elaborarli (ruminatio).

Infine, viene la fase del discernimento o confronto in cui dobbiamo dare un senso alle parole meditate.


(COLLATIO). Quando la lectio si fa in gruppo (dopo una previa preparazione personale), dopo la meditatio si aggiunge il “confronto delle idee” con la realtà che ci circonda cercando il senso dello Spirito.


3. ORATIO. Siamo al terzo stadio e dobbiamo chiederci: cosa mi fa dire il testo a Dio? Prima è stato Dio a parlarmi, ora sono io a rispondergli.


4. CONTEMPLATIO. È iniziare a vedere il mondo e la vita con gli occhi di Dio, assumendo la propria povertà,

eliminando il proprio modo di pensare; prendere coscienza che molti atteggiamenti, creduti come espressione della nostra fedeltà a Dio, al Vangelo, in realtà non erano che una fedeltà a noi stessi e ai nostri interessi.


5. OPERATIO. Dopo il nostro discernimento sulla realtà personale, ecclesiale e sociale secondo il punto di vista di Dio, nasce un impegno concreto di vita da realizzare nel quotidiano: l’ansia e la gioia dell’evangelizzazione, della missione e della promozione umana nel territorio della nostra Chiesa locale, perché il contemplativo è un evangelizzatore, è l’unico missionario cristiano, che dopo l’ascolto della Parola, come Maria, “con tanta premura, si mette in viaggio”.

 

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in pratica

· Crea silenzio attorno a te e soprattutto dentro di te.

· Apri la Parola di Dio

· Invoca lo Spirito Santo perché ti aiuti a comprendere la Parola e soprattutto a saperla viverla dopo averla compresa.

· Leggi e mentre leggi ascolta dentro di te: è parola di Dio scritta per te. Nel leggerla si attualizza il messaggio.

· Rifletti e medita una parola o una frase o un’immagine o un volto che risalta di più.

· Ora chiediti come puoi rendere la Parola letta una esperienza da vivere nella tua vita.

 

 


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