LA PREGHIERA‎ > ‎

VARIETÀ DELLA PREGHIERA - (E)

e. La preghiera come vita

"Divin Maestro: che la mia vita sia una preghiera continua; che nulla possa distrarmi da voi: né occupazioni né piacere né sofferenze; che Elisabetta scompaia e rimanga Gesù solo".36

Queste parole ci fanno da introduzione e ci danno il senso di cosa significhi la preghiera come vita. Infatti, se pregare è incontrare Dio, è aprirsi silenziosamente alla sua presenza che tutto opera, è ovvio che ogni incontro, ogni gesto, ogni presenza può essere un luogo teologico, una trasparenza di Dio...ed allora tutta la vita diventa una esperienza di preghiera. 
Questo è quanto hanno vissuto i mistici.  Ma bisogna riconoscere la realtà del quotidiano, che spesso si presenta con la doppia faccia della medaglia.In esso incontriamo gesti di bontà, in cui è facile leggere il Volto di Dio. Ma il quotidiano è intriso anche di malvagità, di violenza, di paura, di tradimento, di morte, ed allora è facile essere travolti, entrare in questa logica, dimenticare l'amore, la presenza di Dio; svanisce l'atteggiamento di preghiera, si opera come uno svuotamento e Dio inevitabilmente è messo fuori dalla propria vita.
Per evitare tutto questo è necessario che l'atteggiamento di preghiera in certi momenti si espliciti in esercizio di preghiera, in momento dichiarato di stupore silenzioso, di lode, di supplica, di gratitudine, di adorazione del Dio vivente. È questa preghiera che ci libera dalle incrostazioni delle ambiguità di ogni giorno, ci pone in cuore una presenza nuova che imprime un carattere evangelico alla nostra azione e ci rimette in cammino con una speranza dentro. Infatti, il/la religioso/a non fugge la vita per nascondersi nell'aureo mondo della preghiera, lasciando agli altri le preoccupazioni della vita. Se questo dovesse accadere, egli ha già tradito la sua vocazione, perché il nuovo stato fa di lui un privilegiato, un uomo senza pensieri!
La preghiera deve essere aperta e accogliente al grido dei poveri e dei sofferenti sino a diventare gesto concreto di carità e di solidarietà. Pregare non è rimanere sordi alle esigenze dei fratelli, non significa evadere dalla storia e dalla realtà, trasformando la preghiera in puro sentimentalismo. Pregare non è dire parole ed eseguire puramente dei gesti, ma è anche produrre nella vita quotidiana la preghiera che Cristo eleva al Padre. Come non vi può essere vita di fede senza la preghiera, così nella vita religiosa - in modo particolare - la preghiera è autentica lode solo se la vita per prima è lode, solo se il cuore è specchio della bellezza di Dio.
Il segreto, qui, è l'amore: "Essere radicati e fondati nell'amore, questa, mi sembra, è la condizione per adempiere degnamente il mio ufficio di laudem gloriae".37



Note:
36 ELISABETTA DELLA TRINITA', Scritti, L 45.
37 ELISABETTA DELLA TRINITA', Scritti, Ultimo ritiro, ottavo giorno.


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