LA PREGHIERA‎ > ‎

LE FORME DELLA PREGHIERA - (1G)

1) La preghiera di domanda e di intercessione.

g. chiedere lo Spirito

Il cammino della preghiera insegnatoci da Gesù, non ha altro che questo scopo: chiedere la novità dello Spirito, offrire la Sua stessa preghiera: "Il divino Adoratore è in noi, abbiamo perciò la sua preghiera. Offriamola prendendovi parte noi stesse, preghiamo con la sua anima" (Beata Elisabetta della Trinità). 
Il nostro pregare non è altro che una continua conversione del cuore e della vita. Un continuo liberarci dalle nostre situazioni di peccato, di appianare le nostre vie, raddrizzare i sentieri.
Quando installiamo un'antenna televisiva, non facciamo altro che metterla sulla lunghezza d'onda del trasmettitore perché possa vedersi e ascoltare meglio quanto trasmettono, così è nella preghiera. Infatti, la preghiera non è altro che un orientare il nostro cuore sulla lunghezza d'onda del cuore di Dio: lo Spirito Santo, perché possiamo ascoltare e vedere meglio quanto lo Spirito comunica. 
Questo perché "Lo Spirito Santo ci insegna innanzitutto a riconoscere la natura profonda dei bisogni espressi dalla nostra preghiera: abbiamo fame e sete della giustizia di Dio, desideriamo il suo Regno. Ma il nostro desiderio sarebbe cieco senza l'assistenza dello Spirito"1.
C'è da domandarci se sappiamo che la preghiera è un dono dello Spirito Santo seminato nei nostri cuori; eppure viene ricordato spesso che siamo figli, "E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del Figlio suo che grida Abbà, Padre" (Gal 4,6)Ed è lo stesso Spirito che ci suggerisce cosa fare e cosa dire, perché "nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare" (Rm 8,26)
Attraverso il nostro cuore, dentro la nostra libertà, se gli avremo permesso di prendervi dimora, lo Spirito dice "Padre!", ed è lo Spirito che ci sollecita a volgere l'attenzione verso di Lui2, ad ascoltarne la voce, ad accoglierne la sua Parola, ad aprirci alla sua azione trasformante.
Nel silenzio esteriore ed interiore, nello spogliamento coraggioso di tutto ciò che è superfluo e ci aliena da noi stessi, impareremo piano piano, grazie allo Spirito Santo, a prendere sul serio la nostra vita e ad impegnarci sinceramente per fare noi stessi dei costruttori del Regno di Dio: "Signore, dammi tutto ciò che mi conduce a te. Signore, prendi tutto ciò che mi distoglie da te. Signore, strappa anche me da me e dammi tutto a te" (Santa Teresa Benedetta della Croce).
Questo non è altro che aprirsi allo Spirito che vive in noi; aprirsi allo Spirito comporta l'ubbidienza a Lui, lasciare che sia Lui ad esprimersi in noi e non noi in Lui.
Spesso nella preghiera ricadiamo in questo, ma quest'attegiamento dipende soltanto dal nostro orgoglio, dalla nostra superbia, dalla nostra poca voglia di farci trasformare da questa Forza rigeneratrice.
Non è un momento di euforia quello che dovremmo vivere, ma il lasciarci muovere dallo Spirito di Dio per le vie del mondo, della nostra storia, della nostra società.
Allora nasce il pane della condivisione, il pane del cammino, il pane del Regno.


Note:

1. CHARLES A. BERNARD, o.c., pag. 48.
2. Cfr. DOMENICO DI S. ALBERTO, Exercitatio, 24: "Coltivare la santa orazione consiste in una vera, totale, attuale attenzione a Dio".

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