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LE FORME DELLA PREGHIERA - (1F)

1) La preghiera di domanda e di intercessione.

f. chiedere in ogni necessità

Mi sembra al mondo di oggi un pericolo la preghiera in ogni necessità, eppure nella preghiera insegnataci da Gesù non riscontriamo che Egli abbia detto "prega per questo, per questo non pregare".
Egli ha invitato più volte a pregare per qualunque necessità, per qualunque cosa avessimo bisogno.
Nella preghiera del Padre Nostro Gesù ci ha insegnato a invocare "Dacci oggi il nostro pane quotidiano" (Mt 6,11)1
"Dacci…". Siamo davanti alla preghiera di domanda; c'è da chiedersi: che cosa dobbiamo chiedere a Dio?
Il desiderio più frequente anche nella vita cristiana, sono i beni temporali: successo, guarigione… 
Ma, fermiamoci a pensare un attimo; in realtà, tutti i beni che desideriamo avere hanno un rapporto che in qualche modo sono in relazione con il Regno di Dio: "I beni temporali entrano nella storia degli uomini e noi sappiamo che alla realizzazione definitiva del Regno concorrono anche i beni della creazione stessa trasfigurata"2.
Dunque c'è una lecità riguardo al desiderio di chiedere i beni temporali e quindi fare tale richiesta nella preghiera.
Dice san Tommaso: "È permesso desiderare i beni temporali, non come intenzione principale per costituirvi il nostro fine, ma come dei sostegni per il nostro cammino vero la beatitudine".
È bello vedere la preghiera sotto questo aspetto e in essa possiamo vedervi la sua potenza infinita: "Tutto quello che domandate nella preghiera abbiate fede già di averlo ottenuto" (Mc 11,24)
Noi possiamo chiedere tutto quello che il nostro cuore desidera, possiamo fare ogni richiesta, ma questa richiesta deve essere accompagnata dalla fede; la nostra richiesta di necessità sarà importante nella misura in cui sappiamo ricercare con fede, attraverso il bene temporale, il Regno di Dio: "Dimmi o amore dell'anima mia dove vai a pascolare il gregge, dove ti riposi a mezzogiorno perché io non sia come vagabonda dietro i greggi dei tuoi compagni" (Ct 1,7). 
In queste parole c'è una richiesta di un segno, una necessità per non sbagliare meta. Che senso avrebbe per la fanciulla inseguire orme che la conducono lontano dall'Amato?
E non è altro quello che diciamo durante la grande preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato: "Che il tuo regno venga, che la tua volontà si compia in terra come in cielo".
Il domandare nella necessità, anche sulle cose più semplici e banali della vita di ogni giorno, deve diventare cammino pedagogico verso la ricerca del bene spirituale depositato nell'amore di Dio per potervi leggere il suo disegno di amore per noi.
E piano piano che domandiamo, si fa più vicina la risposta dell'Amato: "Se davvero non lo sai bellissima tra le donne segui le orme dei greggi e i tuoi capretti falli pascolare dove sono gli ovili dei pastori" (Ct 1,8).
Non dimentichiamo che il Pastore è colui che si prende cura delle sue pecorelle, che li guida, li accarezza, non gli fa mancare nulla, pone loro attenzione, le chiama per nome. 
In questo cammino pedagogico di ricerca stiamo pure tranquilli che non resteremo soli, c'è il nostro Pastore, l'Amato che non lascia mai la sua Amata vagare per vie fuorvianti: Egli pone attenzione alle sue necessità.
In questo cammino è importante ripetere spesso: "dimmi Amore… dove vai" perché in tutto quello che facciamo possa essere glorificato il Padre (Cfr. 1Pt 4,11): "Qualunque cosa chiederete nel mio nome la farò, perché il padre mio sia glorificato" (Gv 16,13).
Quindi non un semplice chiedere per avere, ma un cammino trasformante che ci porta sempre più all'unione con Dio.
La Chiesa in questo cammino adora colui che è Padre. lo chiama Padre e non soltanto Creatore. Chi ama Dio Padre lo pone decisamente in rapporto con la propria esistenza.


Note:
1. Possiamo tradurre quotidiano con necessario, sufficiente.
2. CHARLES A. BERNARD, La preghiera cristiana, Roma 1976, pag. 24.

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