LA PREGHIERA‎ > ‎

LE FORME DELLA PREGHIERA - (1D)

1) La preghiera di domanda e di intercessione.

D. perdonare prima della preghiera

"Che cosa sarebbe un cristiano che prega soltanto, se non un individuo che ha perso l'identità dell'uomo, illuso di un angelismo di marca non cristiana?"1
"Rimettere in discussione il proprio pregare e le motivazioni che lo sorreggono, se da una parte può causare un senso di vertigine, dall'altra può aiutare a scoprire che essa è come l'amore: la grande occasione della vita, occasione di perdita o di creazione, di liberazione definitiva o di caduta definitiva della schiavitù"2.
La preghiera del cristiano deve essere un vissuto in funzione di un incontro con Dio. Il cristiano non è chiamato a vivere e a pregare, ma è chiamato a pregare vivendo e a vivere pregando.
Santa Teresa d'Avila incentra la sua metodologia della preghiera, non tanto interessandosi del come costruire l'esercizio o l'episodio singolo della preghiera, ma piuttosto preoccupandosi di costruire tutta la vita nella sua quotidiana concretezza. In questo senso la preghiera si trasforma come un continuo avvicinarsi a Dio.
Ma cosa significa avvicinarsi?
Il termine in ebraico vuole indicare l'azione del sacrificare. Quindi, non ci si può avvicinare a Dio se la nostra vita non è messa in discussione, senza sacrificare il nostro "io".
"Un segno per distinguere il vero contemplativo dal semplice produttore di preghiere è quella capacità di comprendere la storia del suo tempo, una speciale sensibilità che gli fa captare per quali cammini oggi si va verso la liberazione.
Il produttore di preghiere, invece, è un conservatore, un pauroso. La preghiera invece di liberarlo lo fa affondare sempre più nel timore, nella diffidenza"3.
La preghiera è esperienza del Dio della vita e dell'amore, è il luogo teologico in cui l'orante rivive il mistero pasquale di morte e risurrezione; ed è in questo mistero che l'uomo scopre di essere libero, ma libero di amare, libero per ridare libertà al suo prossimo.
Se osserviamo i numeri 14 e 15 della nostra Regola, vedremo come la preghiera come luogo teologico e spazio di comunione con Dio, deve condurre al dialogo e alla correzione fraterna.
Il Legislatore, non parla casualmente, ma vuole dare un proprio messaggio del vero e autentico orante.
Desidero anche rilevare, per me e per voi, che sulla preghiera, non serve avere tante belle nozioni su Dio se poi non si cade in ginocchio per attivare l'amore orante.
"La preghiera non consiste nel molto pensare, ma nel molto amare, per cui le vostre preferenze devono essere soltanto in quelle cose che più eccitano all'amore. …
L'amore di Dio non sta nei gusti spirituali, ma nell'essere fermamente risolute e contentarlo in ogni cosa, nel fare ogni sforzo per non offenderlo, nel pregare per l'accrescimento dell'onore e della gloria di suo Figlio…"4.
Possiamo capire da queste parole quanta carità deve esserci in noi se vogliamo vivere Dio nella preghiera e nella vita di ogni giorno, perché chi possiede l'amore può accogliere l'Amore e l'Amore non è venuto per qualcuno ma per tutti perché è Padre e il Padre ama tutti i figli!


Note:

1. ENZO BIANCHI, Il corvo di Elia, Torino 1972, pag. 95.
2. GREGORIO BATTAGLIA, Preghiera come cammino di libertà, in HOREB, 1, 1997, pag 13.
3. A. PAOLI, Camminando s'apre cammino, Torino 1977, pag. 206.
4. SANTA TERESA DI GESU', Castello interiore o Mansioni, IV, 1,7.

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