LA PREGHIERA‎ > ‎

LE FORME DELLA PREGHIERA - (1C)

1) La preghiera di domanda e di intercessione.

c. chiedere al Padre nel nome di Gesù

È chiaro, Gesù lo ha detto: la preghiera che facciamo è da farsi nel suo nome: "Ciò che domanderete al Padre, ve lo darà in nome mio… Domandate e riceverete, e la vostra gioia sarà perfetta" (Gv 16,23-24; vedi anche Gv 15,16; 16,2; 16,25); "Se domandate qualcosa nel mio nome, io ve lo concederò" (Gv 14,14)C'è forse, da rimproverare a noi stessi di non aver attuato quello"in nome mio". C'è la necessità di riscoprire quella "Porta" per potervi passare. Quella porta è Cristo-chiave che consente di aprire la porta della preghiera (Cfr. Mt 18,18; Ap 1,18)
Come possiamo vivere quest'atteggiamento?
Dobbiamo riuscire a far pregare dentro di noi Gesù. San Paolo c'invita ad avere in noi "gli stessi sentimenti che furono di Cristo" (Fil 2,5).
È l'esperienza stessa del Cristo che dobbiamo vivere nel suo rapporto col Padre. Quando Cristo prega entra nel suo intimo, dove risuona la parola-presenza-realtà del Padre: "Tu sei il mio Figlio, il Figlio prediletto; in te mi sono compiaciuto" (Mt 17,5).  Egli accoglie la realtà del Padre dentro di se facendola risuonare in tutto il suo essere e facendosi fermentare fino a generare la risposta filiale: "Padre, Padre mio, ecco, io vengo per fare la tua volontà" (Eb 10,5-10).
Occorre domandarci di continuo se quello che diciamo, cerchiamo e attendiamo nella preghiera, lo facciamo realmente nel nome di Gesù. Vale a dire, in conformità con i suoi comandamenti e secondo la volontà del Padre (Cfr. Mt 6,10)
La sua preghiera è un entrare in sintonia piena col Padre fino ad essere il riflesso della sua presenza: "Chi vede me vede il Padre" (Gv 14,9), "Io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10,30), "Io sono nel Padre e il Padre è in me" (Gv 14,11) , "Le parole che io dico non le dico da me… le dico come il Padre le ha dette a me", "Il Padre che è in me compie le sue opere" (Gv 14,10).
Similmente la nostra preghiera vuol essere incontro d'amicizia con Dio che, in Cristo è presente in noi tramite il suo spirito e che dentro di noi grida "Abba Padre" e prega con gemiti inesprimibili.
Santa Teresa d'Avila pregava nel nome di Gesù, perché "Lo posso trattare come un amico, benché sia il Signore"1
Allora, la nostra preghiera allora vuole essere un incontrarci col Signore Gesù presente nel nostro cuore tramite il suo spirito per accogliere la sua realtà-presenza-parola di Figlio, facendola risuonare dentro di noi fino a lasciarci fermentare e ritrovarci all'unisono con Lui, tale che la nostra preghiera sia eco della sua preghiera al Padre, le nostre parole siano eco delle sue, le nostre opere siano le sue. Se tutto questo non accade è perché chiediamo male; per poter passare bisogna rivolgerci a Cristo nostra Pasqua (Cfr. 1Cor 5,7).
La nostra preghiera deve diventare preghiera di figlio nel Figlio, per dire che quando preghiamo non siamo più noi a pregare ma è Gesù che prega in noi (Gal 2,20).



Note:
1. SANTA TERESA DI GESU', Libro della Vita, 37,5.
 
 
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