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VARIETÀ DELLA PREGHIERA - (A)

a) La preghiera liturgica

Premessa

Il termine "liturgia" viene dal greco "leitourghìa". È una parola composta dal sostantivo èrgon (azione, servizio) e dall'aggettivo lèitos (attinente il popolo); tale aggettivo deriva da lèos (popolo). Il termine nasce in un ambiente profano. Infatti, nella sua etimologia della lingua greca classica, liturgia sta ad indicare "l'azione o il servizio reso a favore del popolo", ma il termine può essere anche tradotto con "azione o servizio pubblico". 
Possiamo dire che il termine liturgia, etimologicamente dice già che si tratta di un'azione; è un'opera e, per essere più precisi, si tratta di un'opera di Dio in favore nostro e di un'opera del popolo che accetta e risponde a Dio che agisce per primo.
In epoca ellenistica,27 il termine "liturgia" stava ad indicare il "servizio obbligatorio del lavoro" cui delle comunità, o categorie di persone, dovevano sottostare. Poco tempo dopo acquisisce anche il senso di servizio in genere in modo più ampio, servizio oneroso in riguardo del servo al suo padrone, servizio amichevole e volontario in riguardo ai favori concessi.
Ma tutto ciò sbiadisce fino a perdere il carattere "pubblico", che pure è componente essenziale della parola "LITURGIA".
Nell'A.T. il termine "liturgia" ricorre frequentemente circa 170 volte. Nei "LXX", il termine "liturgia" viene indicato come il "culto che i sacerdoti facevano nel tempio di Gerusalemme". Infatti si aveva il "culto levitino" che era una forma cultuale determinata da un proprio cerimoniale che vi si trovava nei libri della Legge e veniva solamente riservato a una categoria di persone.
I LXX hanno unificato nel termine liturgia due parole ebraiche che fra loro sono sinonimi: sherèt-'abhodàh, ("servizio"). Il primo vuole indicare in modo particolare del servizio: l'atteggiamento interiore; l'altro termine, invece, sta ad indicare principalmente l'azione del servire. Nel N.T. non si ha il termine culto applicato alla liturgia.
Nella tradizione cristiana (IV secolo), il termine designava soltanto la celebrazione eucaristica.

PREGHIERA LITURGICA

È preghiera liturgica quel testo in cui la Chiesa riconosce l'espressione autentica della sua vita, del suo rapporto con Dio, del suo inserimento nel mondo.
In ogni nostra azione liturgica noi non facciamo altro che rinnovare la nostra fede in Cristo morto e risorto finché egli venga: "Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta".28
La Chiesa, adempiendo il comando del Signore per mezzo degli apostoli, ne celebra la memoria, ricordando sopratutto la sua passione, la sua risurrezione e l'ascensione al cielo. Nel corso di questa stessa memoria la Chiesa, in modo particolare quella radunata in quel momento e in quel luogo, offre al Padre nello Spirito Santo la vittima immacolata. Essa desidera che i fedeli non solo offrano il sacrificio di Gesù, ma anche che imparino a offrire se stessi e così portino ogni giorno più a compimento, per mezzo di Cristo Mediatore, la loro unione con Dio e con i fratelli, perché finalmente Dio sia tutto in tutti.
Per preghiera liturgica intendiamo anzitutto la preghiera contenuta nella liturgia, e non solo le preghiere, ma tutta la liturgia che si compone di parole, gesti, segni e simboli. 

Le azioni liturgiche nella Chiesa sono tre: 

* L'Eucarestia;
* I Sacramenti;
* La Liturgia delle Ore.

Eucaristia"La celebrazione della Messa, in quanto azione di Cristo e del popolo di Dio gerarchicamente ordinato, costituisce il centro di tutta la vita cristiana per la chiesa universale, per quella locale, e per i singoli fedeli".29

L'amministrazione dei Sacramenti"I Sacramenti sono ordinati alla santificazione degli uomini, alla edificazione del Corpo di Cristo e, infine, a rendere culto a Dio; in quanto segni, hanno anche una funzione pedagogica. non solo suppongono la fede, ma con le parole e gli elementi rituali la nutrono, la irrobustiscono e la esprimono; perciò vengono chiamati Sacramenti della fede".30 

Liturgia delle OreLa Liturgia delle Ore che celebrano i membri riuniti nel nome di Cristo, deve essere celebrata in un determinato modo seguendo un determinato ordine nella preghiera, perché in quel momento la preghiera diventa un legame profondo con Dio e con tutta la Chiesa, un momento di trasformazione, un mezzo per renderci sensibili alla voce dello Spirito Santo che prega in noi e senza interruzione agisce nella Chiesa, perché l'unità della Chiesa orante viene effettuata dallo Spirito e non vi può essere orazione cristiana senza l'azione dello Spirito. 
Quindi la liturgia delle Ore estende alle varie ore del giorno (Ufficio delle Letture, Lodi, Ora Media: Terza - Sesta - Nona, Vespri e Compieta) la lode e il rendimento di grazie, unitamente alla memoria dei misteri della salvezza che ci vengono offerte nel Mistero eucaristico. 
Ognuno di noi è chiamato a prendere parte a queste tre grandi azioni liturgiche che la Chiesa in Cristo effettuate per amore e perché tutto il popolo cresca nell'unione con Dio dentro il suo Mistero di forza creatrice, redentrice, santificatrice.


Note:
27 Periodo storico e corrispondente alla cultura greca compreso tra la morte di Alessandro Magno e la conquista dell'Egitto, in cui tale cultura si estese e sviluppò al di fuori della madre patria.
28 Messale Romano, Preghiera Eucaristica, Anamnesi.
29 Messale Romano, Principi e norme, I, 1.
30 CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione sulla sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium, III, 59.

 
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