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LA PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO

2) La preghiera di ringraziamento

Se sfogliassimo la Bibbia, ci accorgeremmo di come il Testo sacro è tutto un ringraziamento a Dio.
Infatti, espressioni di ringraziamento nella Bibbia e per tutto il Salterio ci richiamano a lodare il Signore senza fine: «Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, nel consesso dei giusti e nell'assemblea. 
Grandi sono le opere del Signore, le contemplino coloro che le amano" (Sal 111,1-2)Sono le parole del salmista, di un orante dalla cui bocca esce una gioiosa fioritura di lode e di ringraziamento; nonostante questo, Gesù nota malinconicamente che il dovere di ringraziare non è tanto comunemente riconosciuto e denuncia: "Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce, dicendo: "Gesù maestro, abbi pietà di noi!". Appena li vide, Gesù disse: "Andate a presentarvi ai sacerdoti". E mentre essi andavano, furono sanati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: "Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?"» (Lc 17,12-18).
Notiamo, chi è che ringrazia? chi fa questo tipo di preghiera?
Il ringraziare è la preghiera dei poveri perché non c'è la fatica dell'apprendimento, non c'è da imparare o da prepararsi, perché dire grazie lo sappiamo fare dal giorno in cui i nostri genitori l'hanno insegnato. 
Purtroppo, questa sembra più una prassi tra la gente e accettata da tutti, mentre tra noi e Dio non funziona la logica, accade l'opposto.
Questo perché la nostra fede non è autentica, perché se lo fosse scaturirebbero subito il rendimento di grazie a Dio di cui si riconosce la guarigione: fede, obbedienza e guarigione formano un tutt'uno.
Noi ringraziamo Dio così poco come se non ricevessimo nulla da Lui eppure, spesso nelle nostre Liturgie facciamo o usiamo formule in canto o recitate che esprimono il nostro grazie: chissà con quale intento le diciamo o le cantiamo?
Quanti doni Dio ogni giorno ci fa, doni di cui non siamo mai sazi perché appena ne riceviamo uno, allunghiamo subito la mano per afferrarne un'altro!
È vero che Dio spesso parla di non contraccambiare, ma quello che Lui ci rimprovera è di accorgerci che abbiamo le braccia ricolme e di fermare un momento il vortice del nostro io per riconoscere la sua bontà, eppure il sentimento della gratitudine è fondamentale nel rapporto dell'uomo con Dio, perché permette alla creatura di lodare il suo Creatore (= benedizione), di riconoscere la propria condizione creaturale (= umiltà), di gioire nella certezza dell'amore di Dio (= salvezza), di desiderare di fare la sua volontà (= obbedienza).
Il cristiano, che è elevato per grazia ad un intimo rapporto d'amore filiale con Dio, mostrarGli gratitudine diventa l'espressione più genuina della sua vita interiore e della sua sensibilità spirituale.
Nessuno può dispensarsi dal ringraziare Dio: tanto meno il cristiano!
Il cristiano deve imparare a ringraziare perché è una delle manifestazioni più immediate della "preghiera di semplicità", che poi è anche il modo di avvicinarci di più alla preghiera di Maria.
Per ringraziare, non abbiamo bisogno di andare alla ricerca dei formulari, bastano poche parole semplici e qualche idea sulla bontà di Dio: "Grazie infinite ti rendo, o Sapienza eterna! Mi hai dato il pascolo amaro, mi hai fatto bere sino alla feccia nel tuo calice, ed ora mi fai gustare le più intime dolcezze del tuo immenso amore, mi apri il tuo cuore, il tuo Cielo e mi anneghi nel mare immenso delle tue delizie…
Non sono più io che vivo, ma sei tu che vivi in me! Oh, divina trasformazione che si gusta anche in questa vita come caparra della vita divina!"1.
Gesù ha dato modelli insuperabili: "Padre, ti ringrazio…" (Gv 11,41) e dove ha imparato quest'atteggiamento se non dai suoi genitori terreni, così come abbiamo imparato anche noi, e non è una preghiera che stanca ma riposante, riposa la mente e allarga il cuore; quando la mente è stanca è la preghiera più adatta, perché non assorbe, non pesa.
Prima di morire Gesù istituì l'Eucaristia, cioè il nostro rendere grazie a Dio per mezzo di Cristo, che nella santa Messa unifica e restituisce al Padre tutto il creato: "È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Padre santo, per Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figlio"2.
Questa preghiera deve portare ogni cristiano ad incarnare nella realtà quotidiana della vita i sentimenti di fedeltà e d'obbedienza al Padre espressi da Gesù.
La preghiera di ringraziamento è la scoperta del mondo di Dio, è Dio che si mette vicino a noi e si mette a camminare con noi e ci dà quello di cui abbiamo bisogno.

Note:
1. Maria Crocifissa Curcio, Diario, 6.11.1925
5. Messale Romano, Preghiera Eucaristica II

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