CONOSCIAMO PAOLO, L'APOSTOLO DELLE GENTI / 4

LA LUCE DOPO LA CECITA'
 
tratto da LA DOMENICA, Periodico religioso, n. 3-2008/40
 
Paolo sulla via di Damasco ha sperimentato la potenza di Cristo che lo ha atterrato e accecato, ma anche l'attrazione irresistibile di Gesù che diventerà il centro della sua vita ormai tutta dedicata a lui e alla missione affidatagli.
Alla luce di Cristo egli ha compresola falsità della situazione in cui viveva, sia per la pretesa, tipica del fariseo, di crearsi un diritto alla salvezza dinanzi a Dio con la sua pratica della legge, sia per l'ostilità verso Gesù e i suoi seguaci, giudicati trasgressori della legge e traditori della religione dei padri.
E sempre alla luce del Risorto, Paolo comprese che Dio aveva posto la sua compiacenza nella persona, nella parola e nell'opera di Gesù: egli era veramente il Messia, il Cristo, e le sue parole erano veramente Vangelo, cioè "la buona notizia" della salvezza di Dio per Israele e il mondo intero.
In lui si erano compiute le profezie sul "Servo del Signore" che per compiere la sua missione avrebbe sofferto fino alla morte, ma che sarebbe stato glorificato da Dio e avrebbe portato la salvezza a Israele e al mondo (cfr. Is 53).
D'ora in Paolo vedrà solo Cristo nella sua vita e potrà dire «Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me» (Gal 2,20).
 
Antonio Ghirlanda, biblista

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