CONOSCIAMO PAOLO, L'APOSTOLO DELLE GENTI / 23

LA LETTERA AGLI EBREI

fonte: "La Domenica", periodico religioso n. 2-2009/34


Questa non è una lettera (non ha mittente nè destinatari), ma un "discorso di esortazione" come dice l'autore (13.22), che aggiunge alla fine (13.22-25) un biglietto per gli ignoti destinatari. L'indicazione "agli Ebrei" dipende dal contenuto che si richiama alla liturgia ebraica che solo dei cristiani-ebrei potevano comprendere. Lo scritto che non è di Paolo risale a prima del 66, quando il servizio del tempio era ancora in funzione, cioè prima della rivolta giudaica, conclusa con la distruzione di Gerusalemme e del tempio (70 d.C.). Dopo il prologo (1.1-4) che presenta Cristo Figlio e rivelatore definitivo di Dio, superiore agli angeli e a Mosè, mediatori dell'antica alleanza (1.5-4,13), lo scritto si fissa sul Cristo, costituito da Dio sommo sacerdote (4,14-7,28) che ha stabilito la nuova alleanza (8.1-13), offrendo se stesso come sacrificio infinitamente più prezioso e gradito a Dio, di cui i sacrifici di animali, offerti secondo la legge erano solo un "ombra" (9,1-10,18). Seguono esortazioni (10,19-13,15) a perseverare nella fede, seguendo i personaggi della storia sacra, che hanno perseverato nella fede, fino al martirio (11,1-12,29).

Antonio Girlanda, biblista

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