CONOSCIAMO PAOLO, L'APOSTOLO DELLE GENTI / 19

LA PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI


fonte: "La Domenica", periodico religioso n. 2-2009/29

SAN PAOLO PARLA NELLA SINAGOGA DI TESSALONICA OGGI SALONICCO. 
(INCISIONE DI GUSTAVO DORE').

La Chiesa di Tessalonica (oggi Salonicco, al nord della Grecia), fu fondata da Paolo nel secondo viaggio, come racconta Luca (At 17,1-9); ma la lettera suppone una comunità che vive con impegno la vita cristiana e resiste alla persecuzione. Paolo, preoccupato, manda Timoteo (3,19 a visitare quei fedeli. Dopo poco tempo egli ritorna da paolo con buone notizie e con qualche domanda. Così Paolo detta subito questa lettera che, nella prima parte (cc. 1-39 esprime la sua ansia paterna e la sua gioia per questi figli che hanno appreso da lui la fede e anche la fortezza nel viverla.
Nella seconda parte (cc. 4-5) esorta i fedeli alla purezza, alla carità e alla laboriosità (4,1-12). Poi risponde al quesito sulla situazione dei cristiani, morti prima del ritorno del Signore (4,13-5,11), che le prime comunità attendevano già al loro tempo! I defunti non saranno in condizioni di inferiorità rispetto ai viventi, perchè risorgeranno. Paolo sembra collocarsi tra i viventi (4,15-18), ma poi dice. "sia che vegliamo sia che dormiamo"( 5,10), cioè sia che siamo vivi o morti, l'importante è vivere sempre nell'attesa del Signore (5,2; Cfr. Mt 24,42-44). Seguono norme di vita cristiana e i saluti.

Antonio Girlanda, biblista

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