CONOSCIAMO PAOLO, L'APOSTOLO DELLE GENTI / 16

LA LETTERA AGLI EFESINI


fonte: "La Domenica", periodico religioso n. 2-2009/24


Questa lettera, tra le più belle e profonde di Paolo, in origine era forse destinata a varie comunità. Mancano infatti del tutto saluti e richiami a situazioni legate a Efeso, dove Paolo si era trattenuto oltre due anni (c. 54-56), formando una comunità cristiana. Ma la mancanza di riferimenti fa di questa lettera l'unico scritto paolino in cui la Chiesa di Gesù Cristo è ormai concepita come un'unica realtà: il corpo di cui Cristo è il Capo, la Sposa di cui Cristo è lo Sposo. La lettera si articola chiaramente in due parti.
La prima dottrinale (cc. 1-3) presenta la Chiesa corpo di Cristo, nella quale si realizza il mistero della riconciliazione tra giudei e pagani, quasi instintivamente ostili tra loro. Su tutti si stende la medesima carità di Dio e Paolo si sente il banditore di questo mistero. La seconda parte (cc. 4-6) trae conseguenze per la vita del cristiano, anche come membro di una famiglia. Di qui il codice familiare in cui si propone agli sposi il modello della loro unione: il rapporto Cristo-Chiesa (5,25-27). Contemplando il mistero dell'amore di Dio per tutta l'umanità, Paolo eleva la stupenda preghiera di lode alla trinità che apre questa lettera (1,3-14).

Antonio Girlanda, biblista

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