Storia e leggende dei luoghi lungo le strade: nel territorio s'affondano le nostre radici

   
I percorsi montani delle antiche vie di comunicazione tra l'Emilia e la Toscana evocano un grande fascino. 
Tra i sassi dei muretti a secco e l'acciottolato consunto dal calpestio dei cavalli e dei viandanti, sono racchiuse storie antiche e arcane. Storie di vita vissuta ed episodi, spesso cruenti, che hanno lasciato un segno indelebile nella tradizione orale.  
Le leggende sono legate a luoghi precisi ed è recandosi su questi e raccontandole nuovamente che queste assumono un'aurea quasi trascendentale. Oggi - soprattutto nei ragazzi, ma non solo - si sente bisogno di riappropriarsi dei luoghi natii e delle storie che racchiudono: è la nostra identità, la nostra storia, sono le nostre radici. 
Guardando con attenzione alla geografia dei luoghi leggendari si nota come questi siano raccolti nelle aree di strada delle antiche vie di comunicazione. Oggi, riconoscere la geografica del territorio, la sua storia, significa imparare a decifrare i segni dell'uomo: l'aspetto sociale, culturale, religioso ed economico di luoghi in perenne trasformazione. (Massimo Turchi)


Il ritorno alla tradizione è un mito [...] Nessun popolo l'ha mai vissuto. Per me la ricerca d'identità e del modello è davanti, mai dietro. E direi che la nostra lotta attuale è finalizzata a poter mettere il maggior numero possibile di elementi appartenenti al nostro passato, alla nostra cultura nella costruzione di un modello d'uomo e di società che noi vogliamo per l'edificazione della nostra "polis". La nostra identità è davanti a noi.
Jean-Marie Tjibaou, "La presence de kanak", a cura di A. Bensa e E. Wittersheim, Odile Jacob, p. 185, in Marco Aime, "Eccessi di culture", Einaudi, 2004)
 
 

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