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Opinamento parcelle


Circolare n. 1/2013
La tutela giudiziale per i crediti professionali dopo il passaggio dalle tariffe ai parametri — Attività di opinamento della parcella

Roma, 17 gennaio 2013
Prot. n. 419/2013/F/mgt
Circolare n. 1/2013

Caro Presidente, 

la scrivente Federazione è stata raggiunta da numerose richieste di chiarimenti a proposito dell'incidenza dell'abrogazione del sistema tariffario sull'impianto del recupero crediti giudiziale del professionista, finora fondato sulla possibilità di giovarsi della tutela accelerata del procedimento di ingiunzione - disciplinato dagli art. 633 e seguenti del codice di procedura civile - con la sola prova della parcella vidimata dal competente Ordine professionale. 
La norma del decreto "liberalizzazioni", che ha abolito le tariffe professionali eliminandole dai principi di riforma degli ordinamenti professionali, ha provocato una serie di dubbi interpretativi ed ha generato interrogativi in merito alla attività di opinamento delle parcelle dei Consigli degli Ordini territoriali. 
Dalla lettura dell'articolo 9 (comma 1, 2 e 5) del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, appaiono invece evidenti le ripercussioni sulla lettura dell'art. 2233 del Codice Civile1 nonché gli effetti abrogativi degli artt. 633, comma 1, n. 3 e, conseguentemente, 636 del Codice di Procedura Civile, con inevitabili conseguenze sulla tutela giudiziale dei crediti professionali. 
Prima il professionista che non era stato pagato dal cliente aveva la possibilità di farsi vidimare la parcella del proprio Consiglio dell'Ordine: questo documento costituiva immediatamente un titolo per richiedere il credito a mezzo procedimento d'ingiunzione. 
Oggi in ragione dell'abolizione delle tariffe e di ogni riferimento alle stesse contenute nei vari codici, leggi e regolamenti, il professionista perde il privilegio probatorio di "provare" il proprio credito professionale (solo) mediante la produzione della parcella delle spese e prestazioni, munita della sua sottoscrizione e corredata dal parere della competente associazione professionale (art. 636 c.p.c.). 
Abrogate le tariffe, poiché i nuovi parametri appaiono destinati solo alla liquidazione operata da parte del giudice in carenza di contratto col cliente, il professionista perde il provvedimento dal quale derivare l'iniziale quantificazione del proprio compenso. 
Il procedimento monitorio passa da "puro" a documentale non rivestendo più la dichiarazione unilaterale del professionista (sotto forma di parcella) il valore di prova scritta privilegiata. Ora che le tariffe sono state abrogate il professionista non sarà più esonerato dall'onere di provare per iscritto (e non con la mera produzione della sua parcella) il suo credito, come prevede, per ogni altro creditore, l'art. 633, n. 1, Codice di Procedura Civile. 
Il professionista che aspiri ad ottenere un provvedimento monitorio dovrà quindi d'ora innanzi allegare alla domanda d'ingiunzione un documento scritto avente efficacia probatoria secondo le regole del codice civile per provare l'incarico ricevuto e la pattuizione sull'entità del relativo compenso. 
Il Consiglio dell'Ordine perde a sua volta il potere di scrutinare ex art. 636 c.p.c. l'entità della prestazioni del professionista pur nel quadro della compatibilità con il decoro e la dignità professionali. Venendo meno la tariffa professionale viene meno la funzione del parere di liquidazione, essendo questo lo strumento mediante il quale l'Ordine esprimeva una valutazione tecnica sulla corretta applicazione della tariffa professionale. 
In virtù dell'ari. 11 delle preleggi, il quale prevede che "la legge non dispone che per l'avvenire" e "non ha effetto retroattivo", i Consigli degli Ordini potranno ancora opinare le parcelle che si riferiscono ad incarichi conclusi e/o assunti dai professionisti prima dell'entrata in vigore del decreto "liberalizzazioni" e per i quali non sia stato previamente concordato il compenso. 

1 L'art. 2233 Codice Civile non ha subito alcuna modifica formale. Tuttavia l'abrogazione delle tariffe professionali altera nella sostanza le previsioni dell'articolo. La norma civilistica infatti prevedeva una gerarchia fra i diversi criteri di determinazione degli onorari (1. pattuizione fra le partì; 2. tariffe/usi; 3. definizione giudiziale) ed il venire meno delle tariffe professionali induce a ritenere che in assenza dell'accordo si possa fare riscorso solo alla liquidazione giudiziale. 


Circolare n. 4/2007 F.N.O.V.I.


Roma, 12 aprile 2007
Prot. n. 2290/2007/F/mgt

Circolare n. 4/2007

Ai Presidenti
degli Ordini Provinciali

L O R O S E D I

Oggetto: Opinamento delle parcelle a richiesta degli iscritti a seguito delle disposizioni del “Decreto Bersani – Chiarimenti

Gentile Presidente,

l’art. 2 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 4 agosto 2006, n. 248 ha disposto l’abrogazione delle disposizioni legislative e regolamentari che prevedevano, con riferimento alle attività libero professionali, l’obbligatorietà delle tariffe minime con conseguente soppressione del principio di inderogabilità dei minimi tariffari.

Devono pertanto ritenersi pienamente vigenti le disposizioni di cui all’art. 2233 del codice civile il quale fissa una gerarchia nei criteri di liquidazione dei compensi, indicando, in primo luogo, l’accordo delle parti e, in via subordinata, le tariffe professionali, ovvero gli usi e, in estremo subordine, la decisione del giudice previo parere obbligatorio (anche se non vincolante) delle associazioni professionali.

Deve rammentarsi che le tariffe dei medici veterinari non erano espresse in fonti normative, ma erano rimesse alla valutazione e statuizione delle singole assemblee degli iscritti, e che il divieto di deroga ai minimi tariffari era espresso da una norma deontologica che non è più rinvenibile nel nuovo Codice Deontologico adottato dal Consiglio Nazionale lo scorso dicembre 2006.

Le disposizioni del Decreto Bersani non hanno inciso sul potere attribuito al Consiglio dell’Ordine di rilasciare pareri in materia di liquidazione delle parcelle a richiesta degli iscritti, non essendovi alcun riferimento e, tanto meno, alcuna abrogazione esplicita delle disposizioni degli ordinamenti professionali che attribuiscono tale potere agli Ordini, né delle disposizioni di cui all’art. 636 del codice di procedura civile

Si coglie l’occasione per chiarire che il parere di congruità reso dal Consiglio dell’Ordine costituisce titolo idoneo per l’emissione di un decreto ingiuntivo a carico del cliente inadempiente.

L’opinamento sulla parcella assume valore solo nella fase dell’emissione del decreto ingiuntivo. La parcella vistata dal competente Ordine professionale, che costituisce titolo idoneo per l’emissione del decreto ingiuntivo a carico del cliente, non ha infatti valore probatorio nel successivo ed eventuale giudizio ordinario e non è vincolante per il giudice in ordine alla liquidazione degli onorari, costituendo una semplice dichiarazione unilaterale del professionista.

Qualora il professionista “creditore”, in luogo del procedimento sommario di cui al decreto ingiuntivo3, intendesse invece avviare per il recupero del proprio credito un processo ordinario di cognizione, non sarà necessario far opinare la propria parcella in quanto in questo caso gli spetterà fornire in giudizio gli elementi dimostrativi della propria pretesa.

Al fine di ottenere l’opinamento delle parcelle, si ricorda ai colleghi che è necessario:
  1. redigere un’istanza in marca amministrativa da 14,62 Euro intestata al Consiglio dell’Ordine contenente una, sia pur succinta, relazione descrittiva dell’attività svolta (vedi facsimile allegato);
  2. depositare due copie firmate della prenotula in cui siano specificate le singole voci degli onorari;
  3. consegnare la relazione clinica e/o comunque tutta la documentazione collegata all’attività professionale prestata (documentazione che verrà riconsegnata al richiedente a opinamento avvenuto);
  4. allegare n. 1 marca amministrativa da 14,62 Euro (che sarà apposta sul parere che verrà rilasciato).
Per le parcelle opinate verrà emessa una attestazione di opinamento sottoscritta dal Presidente del seguente tenore: “Il Consiglio Direttivo dell’Ordine di _________, dopo aver esaminato l’istanza presentata dal proprio iscritto Dr./Dr.ssa ____________, stimata l’attività professionale espletata e visionato i documenti offerti in esame, dichiara che gli onorari richiesti sono congrui.
Ciò con riferimento al valore degli onorari indicati nello studio indicativo in materia di compensi professionali del medico veterinario divulgato dalla Federazione che è stato adottato come parametro per le tariffe applicabili”.

Confidando di aver fornito in modo esaustivo i chiarimenti da più parti sollecitati in argomento, si inviano i migliori saluti.

Pagine secondarie (1): Circolare FNOVI n. 6/2006
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