Segnalazioni

Cose interessanti su arte, filosofia, comunicazione, nuove tecnologie

La mia pagina IMDb

pubblicato 23 dic 2013, 09:35 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 31 lug 2014, 07:38 ]

la pagina IMDb di Valeria Silvestri con in alto logo giallo a sinistra su sfondo nero
La mia pagina sull'International Movie DataBase con biografia, produzioni, trivia e presto tante foto e video ufficiali da guardare http://www.imdb.com/name/nm5035914/

Cucine d'Italia - Dolce Channel

pubblicato 14 dic 2013, 09:30 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 14 dic 2013, 09:47 ]

Cucine d'Italia Experience on Dolce - il mio nuovo programma per il canale OTT dedicato all'Italia e a tutto ciò che è italiano from Dolce on Vimeo.

"Cucine d'Italia" è il nuovo programma presto in onda sull'Over-The-Top statunitense Dolce (maggiori informazioni al sito www.dolcechannel.com) dove troveranno spazio le specialità tradizionali e la cucina più innovativa del panarma italiano. In inglese

"Monotipi" di Emilio Vedova

pubblicato 26 giu 2011, 16:22 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 14 dic 2013, 09:40 ]

Il testo non è mio, ma vede citata una mia recensione apparsa su "Exibart". Bontà dell'autrice, Caterina Porcellini, che nel suo blog "La Traccia" ha raccontato la mostra tenutasi dal 18/11 al 18/12 2010 alla galleria Dep Art di Milano

Caravaggio, maestro del sublime

pubblicato 27 mar 2010, 06:46 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 14 dic 2013, 09:45 ]

Una mostra alle Scuderie del Quirinale per celebrare il quarto centenario della scomparsa del grande pittore lombardo



Un'esposizione da sindrome di Stendhal. Non è difficile pensare che fosse questo il neppure troppo celato intento del curatore Claudio Strinati, quando ha ideato la mostra
Caravaggioallestita alle Scuderie del Quirinale dal 20 febbraio al 13 giugno 2010. D'altronde era atto dovuto, visto che il 18 luglio 1610, nell'ospedale di Santa Maria Ausiliatrice di proprietà della Confraternita di Porto Ercole, l'artista moriva dando così termine nonché completezza alla sua produzione pittorica. Ed è di questa completezza che l'evento vuole dar ragione, infilando l'una dietro l'altra perle come il Canestro di frutta del '96, la Deposizione del 1602 o la Cena in Emmaus del '96-98, solo per citarne tre, e randomizzate.

Al di là dell'effetto speciale, la qualità registica di questa mostra - che non ne dovrebbe avere se non da un punto di vista storico-artistico, essendo un best of -, è di raccogliere in antologia quei quadri che, grazie alla loro potenza espressiva, hanno fatto Caravaggio più che esser stati fatti da lui. Questo comporta un ribaltamento di visuale che porta a guardare le opere sia come singolarità uniche dotate quasi di una loro indipendenza spirituale dal maestro, che come straordinario corpus da vivere come un'esperienza immediata, originaria, archetipa,contingente ed universale insieme. L'effetto è dirompente, come si può ben immaginare; e l'impatto con le carni bianche a volte rosacee a volte livide, con le ceste di frutta troppo matura dalla succosità straripante, coi drappi di un bianco abbagliante, quasi fluorescente, o di un vivido rosso di straordinaria intensità, mette il visitatore a contatto con una fisicità tanto esasperata quanto irrefutabile, dando adito ad una presenza eccessiva, invadente, estrema, radicale, un incubus di cui lo spettatore – perché qui la teatralità la fa da padrone – non può che essere succubo.

Questa incombenza, per quanto possa sembrare, non è rottura dello spazio simbolico del quadro, come farebbe credere la posa ammiccante del Bacco, col suo invitante bicchiere di vino rosso, o il sorriso da scugnizzo rivolto a chi guarda dell'Amore vincitore, ma un dare forma riconoscibile alla pienezza della materia, alla sensualità della pennellata, a quella energia esplosiva che trova la sua apoteosi nell'esaltazione quasi mistica del sublime e può rinunciare, con spazi troppo affollati e pose sgraziate, a quella bellezza formale di cristallina purezza che Roberto Longhi, il primo grande estimatore nostrano del genio lombardo, rimproverava ad un altro eccelso pittore, Leonardo Da Vinci. Peccato solo per un'illuminazione non all'altezza - ma come si può essere all'altezza del Merisi, soprattutto se si tratta di luce? È probabile che non si potesse fare di meglio, se non a costo di chiamare Vittorio Storaro. Funestata da un turn-over delle opere anche abbastanza pesante la mostra resta comunque un must, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, il cui sforzo produttivo è sicuramente uno dei più pregevoli intenti istituzionali degli ultimi anni.

Recensione del "Genio futurista"

pubblicato 27 gen 2010, 10:04 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 29 gen 2010, 09:21 ]

Questo breve articolo avrebbe dovuto apparire nel numero di gennaio del mensile "Liberalmente"; causa elezioni però, l'uscita è stata rimandata. Indi per cui, lo pubblico qui. Enjoy it.

Il “Genio” di Balla

Esposto dopo 30 anni “Genio futurista”, opera cardine di Giacomo Balla


“Genius loci”, dicevano i latini. E forse non è un caso che la realizzazione più grande in senso fisico, e fra le più importanti in senso valoriale, di uno dei padri del futurismo, sia tornata a vedere la luce dopo trent'anni in un involucro che conserva un capolavoro dell'arte antica come la Teca di Meier all'Ara Pacis. L'accostamento è voluto, e significativo. Malgrado la distanza siderale che le divide, sia nel tempo che nello spazio che nella visionarietà, c'è molto in comune tra le due opere. Intanto, il movimento: il dinamismo nervoso e scattante dell'arazzo recentemente restaurato insieme richiama e ostracizza le morbide e ritmiche volute dei fregi scolpiti al lato del monumento celebrativo, opponendosi con energia anche al ritmico ripetersi della teoria di svastiche – simbolo del sole, ricordiamolo – posto subito sopra. Poi i colori: è vero, l'Ara Pacis ora risulta un semplice cubo color del marmo, ma una volta era riccamente decorato, e la colorazione originale è possibile vederla in speciali serate-evento che si ripeteranno sino al 6 gennaio, realizzate con sofisticate tecniche digitali. Però, mentre le variazioni cromatiche dell'altare erano destinate all'esaltazione della dea Pace, con la promessa che avrebbe regnato sovrana in età augustea, i continui richiami al bianco, rosso e verde – intercalati dall'azzurro e dal blu – del capolavoro di Balla sono un chiaro riferimento alla bandiera italiana e ad un patriottismo, per non dire nazionalismo, che presto sarebbe stato foriero di guerra, morte e distruzione. Ultimo, ma non per importanza, l'evocazione del personaggio-chiave: laddove nel monumento ad essere evocato era lo stesso Augusto (come raccontano recenti studi in merito), grazie all'ombra dell'obelisco-meridiana che ogni 23 settembre, giorno di nascita dell'imperatore, veniva a toccare con la sua punta l'ara - come a dimostrare che la venuta al mondo di un simile uomo avrebbe scacciato da Roma tutti i conflitti e i contrasti -, così nell'arazzo i triangoli simbolo della velocità, del cambiamento e del progresso – quasi piccole icone della pittura futurista – convergono al centro a formare una figuretta umana, che assume nel suo nucleo una inconfondibile configurazione ad “M”, iniziale del fondatore del movimento, Filippo Tommaso Marinetti. “Genio futurista” fu esposto per la prima volta all'Esposizione Internazionale di Parigi del 1925, destando già allora stupore e grande interesse da parte di pubblico e critica; e dobbiamo alla passione e all'alacrità di un personaggio come Laura Biagiotti se ancora oggi possiamo ammirarne la straordinaria qualità della composizione e coglierne fino in fondo l'impatto deciso dell'energia espressiva.

Ipotesi al femminile

pubblicato 29 ott 2009, 09:02 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 29 ott 2009, 15:12 ]

Due articoli nati all'interno della collaborazione con il Corso di perfezionamento su Identità di genere e questione femminile del Dipartimento di Filosofia dell'Università Roma Tre - il rapporto fra donne e conoscenza nel '500 e la  multimedialità come elemento di valorizzazione della storiografia al femminile

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pubblicato 17 ott 2009, 11:53 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 29 ott 2009, 15:08 ]

Un articolo sulla webmistress affetta da sclerosi multipla del comune di Piegaro (PG) che ha saputo convertire la sua disabilità in una risorsa per ottenere l'assoluta accessibilità del sito. Articolo pubblicato su La Nazione - edizione di Perugia - il 21 aprile 2007. Un po' datato...

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pubblicato 13 ott 2009, 11:52 da Valeria Silvestri   [ aggiornato in data 29 ott 2009, 15:14 ]

Il mio articolo per la rivista Colorcity sullo spettacolo teatrale di Adelmo Togliani "Io, Clarence" - versione solo testo e immagine dal magazine.
Leggi la pagina Wikipedia dedicata alla pièce.

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