Siti archeologici

Zona- Arbatax - Tortolì 

- Lotzorai - S. Maria Navarrese - Barisardo

PROVINCIA OGLIASTRA


  

 

 

Parco archeologico di Lotzorai

 

 

La necropoli ipogeica a domus de Janas costituita da almeno 17 

tombe, è ubicata nei versanti della collina di Tracucu, rilievo appartenente al complesso granitico di Bruncu Crabiola.

Il primo impianto della necropoli risale al Neolitico recente come 

testimoniano alcuni frammenti ceramici appartenenti alla cultura di Ozieri (3800-2900 a.C.) messi in luce nel corridoio di una delle tombe. 

Il rinvenimento di tre vasi interi attribuibili alla cultura di Bonnanaro (2350-1600aC), rinvenuti all'interno di un ipogeo, documenta il riutilizzo 

della necropoli nelle fasi iniziali dell'età del Bronzo.

Le tombe, realizzate prevalentemente 

a sviluppo planimetrico longitudinale, 

sono del tipo monocellulare e pluricellulare. Entrambe le tipologie presentano un corridoio di accesso (dromos), che in un caso raggiunge la ragguardevole lunghezza di 5 m.; in alcuni casi, un'anticella precede una o due celle.

Un nuraghe complesso è posizionato nella sommità della collina di Tracucu,dalla quale domina tutta la necropoli e il paesaggio circostante.

 

 

 

tempietto sa Carcaredda

di

Villagrande

 

 

 

Tomba dei Giganti Lanusei

 

 

Ruderi del castello di Medusa 

Lotzorai

dove visse la principessa Isabella di Navarra che approdò dopo un naufragio                         a S Maria Navarrese  

e per riconoscenza  fece costruire la  Chiesetta.


 

Il cu Il nuraghe è  un'imponente costruzione di forma semplice o complessa che può raggiungere e superare i 20 metri di altezza. Può sembrare inverosimile che che molte di queste costruzioni, erette con la tecnica della pietra a secco, si siano conservate così integre sino ai giorni nostri. Essi sono un vero e proprio gioiello dell'architettura preistorica, la quale testimonia l'altissimo livello di sviluppo che la civiltà nuragica raggiunse nell'età del bronzo. Durante il VII secolo a.C. la zona venne occupata dai Fenici, dai Punici e, successivamente, dai Romani, popolo del quale sono a tuttoggi presenti, lungo la costa, varie tracce e ruderi di villaggi. In seguito, dopo la conquista della Sardegna da parte dei Pisani, essa venne occupata dagli Aragonesi nel 1323, come testimonia la presenza di diverse torri costiere e di varie chiese campestri. Nel XII secolo la Sardegna era divisa in Giudicati e l'area dell'Ogliastra apparteneva al Giudicato di Cagliari, ma solo agli inizi del XIII secolo i Pisani, prima di venire cacciati dall'isola dagli Aragonesi, la resero Giudicato indipendente. Con il trascorrere dei secoli, comunque, la storia dell'Ogliastra è comune a quella del resto della Sardegna fino all'arrivo dello Stato Piemontese, al quale è dovuta la distruzione del suo originario, rigogliosissimo manto boschivo d'alto fusto. Durante i millenni, le varie popolazioni esterne che hanno colonizzato la Sardegna si sono sempre impadronite dei suoi tesori, delle sue foreste, del suo mare. Ma, in compenso, hanno anche ricevuto qualcosa, la malaria e la peste, le terribili malattie che le hanno costrette ad abbandonare l'isola e che hanno rafforzato il carattere e la fierezza delle genti locali.

 

 

 

 

I



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Di interesse

storico culturale

sono i siti archeologici:

 Nuraghi,

Tombe dei giganti,

Domus de Janas,

Menhir

dislocati nel territorio

ogliastrino

Il culto pagano dei popoli prenuragici è testimoniato dai vari reperti che sono stati rinvenuti nella zona, come utensili di vario genere, anfore di diverse dimensioni e punte di frecce.

 



L'Ogliastra, poi, è particolarmente disseminata di Nuraghi, splendide e suggestive casa-fortezze, e di Tombe dei Giganti, ovvero tipi di sepolture nuragiche che testimoniano una notevole concentrazione di popolazioni nella regione.

Il nuraghe è uno dei simboli più conosciuti della Sardegna, forse il monumento più rappresentativo della sua storia millenaria

ecco alcuni

dei numerosi siti

presenti nella zona

   

S'Ortali de sa Murta 

zona  S.Salvatore Tortoli

 


I tre Menhir 

   

 

 

 Località perdalonga Barisardo


 


Nuraghe Bau Nuraxi

di Triei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La torre

 di Barisardo

 

 

Le torri della Sardegna sono state costruite dal 1500 per funzioni difensive e d'avvistamento, in particolar modo sulle coste. Furono edificate in posizioni strategiche e distanti a vista, in modo da poter comunicare fra loro mediante segnali di giorno e di notte ed essere di difesa ai porti, alle tonnare, alle miniere, alle saline e ai villaggi. Si distinguono per epoca storica e per tipologia in torri aragonesi, spagnole e piemontesi. L'amministrazione delle torri fu creata dal governo spagnolo nel 1578.

 

 

 

  Le torri  

di controllo

per la difesa delle coste