La vegetazione



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La vegetazione nel territorio è quella tipica della macchia mediterranea, con fichi d'india e una massiccia prevalenza di arbusti come eriche, olivastri, cisti e profumatissime erbe aromatiche, favorite dal clima mite.
 
                                                                              

 

 Diffusissimi nella zona l ficodindia

Questi squisiti frutti, sono poco apprezzati, per la difficoltà di utilizzazione legata alla presenza di spine sull’epicarpo, principalmente dovuta alla carenza di informazione al consumatore di come deve prevenirsi nel maneggiare il frutto durante la  sbucciatura, Desidero sottoporre alla Sua attenzione le peculiarità di un frutto così genuino, che merita di essere più conosciuto e apprezzato per le potenzialità che fornisce all’organismo umano. Il Ficodindia è originario delle Americhe, appartiene al genere Opunzia (famiglia delle cactacee), è probabile che siano stati i Saraceni ad introdurre questa straordinaria pianta. Il ficodindia ha trovato qui,  (divenendone una delle piante simbolo), un clima ideale che ne favorisce la crescita.

 il ficodindia è utilizzata anche come pianta medicinale (i decotti dei fiori svolgono una funzione diuretica).
La pianta di ficodindia si presenta costituito da più fusti piatti chiamati pale che, insieme ai fiori e frutti tutti commestibili, sono un vero e proprio magazzino di sostanze nutritive.
Il ficodindia contiene infatti una buona dose di minerali come il potassio, il magnesio (oligo-elemento indispensabile al buon funzionamento dell'organismo ed un vero rimedio naturale anti-fatica a anti-stress. Stabilisce e riequilibra infatti il sistema nervoso e si comporta come se fosse il suo carburante: controlla la permeabilità delle membrane cellulari, mantiene l'equilibrio neuro-muscolare e interviene nella maggior parte dei processi biochimici dell'organismo. E' un tonico generale, un rigeneratore cellulare e un rimedio ideale per i periodi di fatica fisica, di astenia psichica, per i problemi legati all'attenzione e alla mancanza di concentrazione, nei casi di iper-eccittabilità nervosa, di insonnia e di depressione. previene i tremolii incontrollati e il rilascio muscolare  nelle persone anziane o deboli aumenta le difese dell'organismo agisce sulla pelle, facilitando la scomparsa di eruzioni cutanee e verruche, facilita la ricrescita dei capelli e delle unghie, agisce favorevolmente sulla digestione è un equilibratore psichico e agisce in modo benefico sull'umore si rivela molto utile per affrontare i cambi di stagione) , il calcio, il ferro insieme a vitamine dalle proprietà antiossidanti, come la vitamina A (sotto forma di betacarotene) e la vitamina C.

Dispone inoltre di una varietà di amminoacidi (proteine di alta qualità) che insieme a minerali e vitamine ne fanno un alimento nutriente, ricco di fibre e con limitato contenuto di grassi.
Le caratteristiche organolettiche del frutto sono:

  1. Costituzione dei frutti:
    • Acqua 56/58% ,  Zuccheri 18/20%,  Protidi 4/6%,  Sali di calcio-potassio, magnesio 8/10%, Vitamina"C" 4.88mg/899ml,  Fibre vegetali 7,2%;
  2. Analisi cromatografiche:
    • Zuccheri:  Glucosio ·  Fruttosio ·  Saccarosio;
    • Acidi Organici: Acido citrico - Acido malico - Acido ossalico;
    • Amminoacidi: Acido aspartico -  Ac.glutammico -  Alanina -  Asparagina -  Leucina -  Lisina -  Prolina -  Serina -  Treonina -  Valina -  Triptpfano.

 

 Il Mirto

Nome: Myrtus communis

Raccolta: Le foglie si raccolgono tutto l’anno, mentre i frutti tra settembre e novembre.

Proprietà: Aromatico, astringente, rinfrescante e balsamico (le foglie); disinfettante e stimolante (i frutti).

Famiglia: Mirtacee.

Nomi comuni: Murtella, murta, buss, murtidda.

Habitat: Lungo i fiumi, in zone dal clima mediterraneo, fino ai 1000 metri.

Parti usate: Le foglie e i frutti.

Conservazione: Tutte le parti vengono consumate fresche.

Uso: Uso interno: decotto e tintura delle foglie; uso esterno: infusi e decotti delle foglie.

Note: L’uso del mirto è diffuso soprattutto in Sardegna, dove viene utilizzato nella preparazione del “porceddu”, del cinghiale e di altra 

 

selvaggina. Se ne ottiene inoltre un liquore e un vino molto aromatico.

Il Cisto

 ) è un genere di piccoli arbusti o frutici sempreverdi appartenente alla famiglia delle Cistaceae.

I cisti hanno fiori vistosi, a simmetria raggiata, con calice persistente a 3-5 sepali, corolla dialipetala a 5 petali bianchi o rosei, androceo con numerosi stami poco sviluppati in lunghezza, ovario composto da 3-5 carpelli sormontato da uno stilo semplice.

Il frutto è una capsula a 5 valve contenente più semi.

Si tratta di specie tipiche della macchia mediterranea, dell'Oleo-ceratonion e più raramente della gariga. La presenza di alcune specie, in particolare il Cistus monspeliensis, in associazioni floristiche quasi pure, è indice di degradazione della macchia mediterranea o dell'Oleo-ceratonion e rappresenta un possibile stadio di involuzione verso la gariga o la prateria.


Lavandula
Lavanda - Laminaceae

 

Generalità: pianta erbacea, perenne, sempreverde, originaria del bacino del Mediterraneo. Ha foglie argentee, molto profumate, strette ed allungate; in estate produce moltissimi fiori, piccoli e fragranti, raggruppati in spighe. La maggior parte delle varietà sono resistenti al freddo e vengono utilizzate in giardino, come siepi oppure a formare larghi cespugli. Volendo si può coltivare in larghi vasi, tenendo presente che è una pianta a crescita rapida, che cresce anche fino a un metro e più. Le varietà più comuni sono L. angustifolia, detta anche Lavanda inglese, molto profumata e con spighe floreali ridotte; L. dentata, con fiori chiari e odore resinoso; L. lanata, con foglie bianche ricoperte di peluria e spighe floreali molto grandi.


Lavanda - Lavandula angustifolia - Arbusti
Lavandula stoechas

Annaffiature: la Lavanda necessita di annaffiature non troppo abbondanti e non troppo frequenti, è meglio attendere che il terreno asciughi un po' prima di fornire altra acqua; solitamente preferisce rimanere qualche giorno all'asciutto piuttosto che avere un substrato inzuppato d'acqua. Non necessita di fertilizzanti, volendo si può fornire un po' di concime all'inizio della stagione vegetativa, in aprile.



Lavanda - Lavandula angustifolia - ArbustiParassiti e malattie: se il terreno viene mantenuto troppo umido si rischia di provocare marciume radicale. A volte la Lavanda viene attaccata da funghi e da larve di insetti.

Corbezzolo - 

Arbutus unedo L.
Atlante delle coltivazioni arboree - Alberi da frutto

Generalità

Il Corbezzolo (Arbutus unedo L.) e' originario del bacino del Mediterraneo 

e costa atlantica fino all'Irlanda. Appartiene alla Famiglia delle Ericaceae. Si dimostra una delle specie mediterranee meglio adatte agli incendi. Infatti sui terreni acidi l'incendio ripetuto favorisce il corbezzolo, capace di emettere rapidamente da terra nuovi turioni dopo il passaggio del fuoco, imponendosi sulle altre specie. Alberello sempreverde alto 5-6 m (a volte fino a 10 m), con portamento spesso arbustivo.
Il tronco presenta una scorza sottile, finemente e regolarmente desquamata in lunghe e strette placche verticali di colore bruno-rossastro.
Le foglie persistenti, alterne, coriacee, con breve picciolo, hanno una lamina obovato-ellittica. I fiori sono posti in racemi ramificati di colore bianco crema o rosato, provvisti di corolla lanceolata con 5 denti brevi; il calice ha denti triangolari. Fiorisce da ottobre a dicembre e fruttifica nell'autunno seguente. Il frutto e' una bacca globosa di 1-2 cm, rosso scura a maturita', edule, con superficie ricoperta di granulazioni; polpa carnosa con molti semi.

Frutti di Corbezzolo Frutti di Corbezzolo (foto www.unileon.es)

Varietà e portinnesti

Probabilmente sarebbe possibile selezionare qualita' con frutti piu' saporiti, come e' stato fatto per il colore dei fiori; ne esiste infatti una varieta' rubbia decisamente con fiori rosei ed anche frutti piu' colorati.

Corbezzolo in fiore (foto www.forest.kyushu-u.ac.jp)



 

 

 Informazioni

 Per escursioni guidate nel Gennargentu,
ci si può rivolgere alle cooperative:
ExcursioNatura (Orgosolo, 0784/
40.10.78, 333/4.50.33.28; www.
excursionatura.com), che propone
anche pranzi tipici all’aperto, organizza
tour a cavallo, in fuoristrada o quad
e visite guidate in siti naturalistici
e archeologici; Barbagia No Limits (sede
a Gavoi, 0784/52.90.16, 347/
1.73.63.45, 347/5.77.40.41; www.
barbagianolimits.it). Per percorsi
trekking ed escursioni nel Limbara si
può contattare Terranova Escursioni
(Sede a Olbia, 328/7.39.45.26

 

 

Consigli utili per i turisti

 che non conoscono bene la pianta 

e il frutto.

La presenza di spine sull’epicarpo

 inducono a maneggiare il frutto,

 (al fine di evitare di potersi spinare) 

nel seguente modo:

FASE 1

Vengono raccolti con delle canne

 appositamente aperte a trepiede, in modo 

che possano contenere il frutto e

 raccoglierlo senza usare le mani.

Dopo raccolte si posano a terra e si

eliminano un po di spine con delle frasche.

 

FASE 2
indossare dei normali guanti di lattice e deporre i frutti a bagno in un normale recipiente d’acqua, oppure sciaccquarli sotto un rubinetto,

Fase1

 

FASE 3
fatto ciò prendere un normale coltello da 

cucina e smozzare il frutto sia nella parte 

superiore e sia in quella inferiore,

Fase 2a
Fase 2b

 

FASE 4
subito dopo, in modo perpendicolare 

spaccare l’involucro del frutto tanto 

quanto è lo spessore della buccia,

Fase 3

 

FASE 5
dopo avere effettuato dette operazioni, 

divaricare la spaccatura

Fase 4

 

FASE 6
ecco che il frutto viene fuori in tutta la 

sua magnificenza pronto per essere 

degustato.

Fase 5

 

Lavandula

 

Lavanda - Lavandula angustifolia - Arbusti 

 










Esposizione: è una pianta rustica, che resiste al caldo dell'estate più torrida e al freddo dell'inverno più rigido, anche se nei casi di gelate intense e persistenti è bene ripararla con del tessuto-non-tessuto. Gradisce particolarmente le posizioni soleggiate, e molto ben ventilate.







Terreno: cresce bene in un qualsiasi terreno da giardino, purchè sia ben drenato; preferisce i suoli calcarei.

Moltiplicazione: in primavera prelevare talee di circa 10 centimetri, che vanno fatte radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali; si pongono a dimora l'anno successivo.






Corbezzolo in fiore



Tecnica colturale

E' una pianta che si riproduce facilmente sia per seme che per talea.

Produzioni

Raro l'utilizzo allo stato fresco.
La trasformazione prevede: marmellate, gelatine, sciroppi, succhi, creme, salse e canditi.
Se fermentati danno il vino di corbezzole e distillati con proprietà digestive.
Dai frutti, foglie e fiori si estraggono principi attivi con proprietà astringenti, antisettiche, antinfiammatorie, antireumatiche.
La corteccia contiene tannini utilizzati industrialmente, per la produzione di coloranti e per la concia delle pelli.
Data la rapidità di accrescimento, trova impiego nei rimboschimenti per scopi ambientali, protettivi e antierosivi. Viene utilizzato nel settore florovivaistico per scopo ornamentale. Poiche' i fiori appaiono in autunno-inizio inverno, allorche' i frutti dell'anno precedente sono maturi, il valore ornamentale della pianta e' molto incrementato da tale particolarita'.