La terra è sempre stata rotonda


 
A scuola ci hanno insegnato che "nell'antichità" si credeva che la terra fosse piatta.
Ho notato che soltanto negli ultimi anni si sta diffondendo la verità su questo che è un clamoroso falso storico-culturale.

Fa parte di quelle bugie che ritengo assolutamente clamoroso che possano tramandarsi per secoli in interi sistemi culturali ed educativi, per arrivare fino ad un'era come la nostra.
Fa parte di quel bagaglio di ignoranza cui veniamo condannati, nelle piccole e grandi cose, perfino quando ci sediamo dietro ad un banco di scuola. Anzi, di squola.
Facciamo un minimo di chiarezza.
La faremo partendo dall'idea comune, riallacciandoci così al recente post su Francesco Bacone e Cristoforo Colombo, secondo cui fino a Colombo tutti pensavano che la terra fosse piatta, e solo dopo si avviarono le prime intuizioni sulla sua sfericità.
Ebbene, è talmente falso, che paradossalmente potrebbe essere vero il contrario...

Solo tra l'VIII ed il VII secolo a.c. la terra è stata piatta, come sostenne la scuola ionica: era un disco un po' inclinante verso sud a causa del peso dell'abbondante vegetazione dei tropici. Sono note col nome di mappe ioniche anche se è un nome assai scorretto poiché si trattava di sculture e di terrecotte.
Ma stiamo parlando di quasi 2.800 anni fa... basta arrivare a Pitagora (VI secolo a.c.) per trovare l'opinione già prevalente della sfericità della terra, e poi Aristotele, Strabone ecc (1)
L'unico problema vero che avevano prima di Colombo, e l'avevano dunque già da oltre 2.000 anni, era la fattibilità dell'impresa, ovvero in altre parole, il calcolo della distanza fra il mondo conosciuto (l'ecumene) e quello da scoprire.
Fu su questo argomento che Colombo imbrogliò un po' le carte, dato che avrebbe tentato l'impresa a tutti i costi, forse anche al di là delle sue stesse convinzioni: Colombo non lesse Aristotele ma il commento ad Aristotele di Averroè, e quello che Seneca diceva in proposito: due autori che ridussero moltissimo la distanza fra le coste conosciute e l'al di là del mare tenebroso (il calcolo più prossimo alla realtà fu invece quello di Eratostene, che ci arrivò trattando la terra "come un qualsiasi corpo celeste", ed accusato per questo da Strabone di aver indagato solo le forme esteriori, e quindi di aver fatto astronomia, e non geografia; ma forse proprio per questo fu così preciso).
Nel 1474 Paolo dal Pozzo Toscanelli a Firenze, senza muoversi, disegnò un avanzatissimo planisfero, purtroppo perduto, sostenendo che si sarebbe potuto arrivare per mare "fino alla terra dove nascono le spezie", fino quindi a quella che allora si chiamava l'India delle spezierie, e parlando di questa rotta fa riferimento intermedio unicamente all'isola di Antilia a 225 leghe prima del Cipango (il Giappone) Le Antille, dunque, il cui nome appunto significa "anti isola, ossia isola opposta (alle colonne d’Ercole)”.
Ecco le parole di Toscanelli: "la carta che vi trasmetto dimostrerà lo spazio intero fra il ponente e l'inizio delle Indie. Vi ho posto di mia mano le isole e le coste che si potrebbero trovare sulla rotta. Non vi sorprenda, Maestà (era diretta al Re del Portogallo, n.d.r.), che io chiami ponente il paese delle spezie, che generalmente da noi è chiamato levante, poiché quelli che continueranno a navigare ad ovest troveranno gli stessi luoghi che coloro che vanno per terra, in direzione est, troveranno a levante."
Voglio solo citare ancora un coevo di Colombo, Martin Behaim, poiché costruì il famoso Erdapfel, la mela terrestre, conservata al museo nazionale della città tedesca, un mappamondo ricco di disegni fantastici e leggende che sintetizza perfettamente le approssimative e superstiziose cognizioni geografiche dell'epoca, esattamente quelle con cui Cristoforo Colombo partì.
L’unica domanda interessante allora è: perché questo falso, perché ancora oggi nelle opinioni comuni si sa che "gli antichi pensavano che la terra fosse piatta?"
Se dall’antichità al medioevo c’è questo “buco”, molto spesso si è cercato di tapparlo sostenendo che le carte di Aristotele ed Eratostene, così come le mappe di Tolomeo, fossero andate perdute o dimenticate per mille anni, e che la Chiesa medievale insegnava che la terra fosse un disco piatto con Gerusalemme al centro.
La soluzione sta in un equivoco, ovvero la supposizione (data per buona fino a Copernico) che la terra fosse immobile. Ma immobile non significava certo piatta.

Secondo la tesi di Jeffrey Burton Russell ('Inventing the flat Earth', New York, 1991), fu il pensiero laico dell’800 che introdusse questa idea, e fu per sostenere il darwinismo e “crocifiggere” il fondamentalismo religioso, nel tentativo di dimostrare gli errori della Chiesa in toto: così come aveva sbagliato tutto sull’idea della sfericità del mondo, insomma, così era chiaro che si sbagliava anche sull’evoluzionismo.
Questa distorsione fu possibile dando eccessiva importanza a due autori cristiani che furono invece assolutamente minori e minoritari nel pensiero loro coevo: Lattanzio (IV sec.) e Cosma Indicopleuste (VI sec.) secondo i quali, interpretando un passo della Bibbia a modo loro, la forma della terra doveva essere quadrangolare.
Ma ripeto, erano due gocce nel mare della conoscenza, che stava letteralmente altrove: Cosma era perfino ignoto al Medioevo occidentale, mentre il pensiero di Lattanzio non fu accolto nemmeno da Sant'Agostino.

Se poi ci chiediamo ancora perché mai le mappe medievali sembrano disegnare una terra piatta, dovremmo anche chiederci perché mai anche i nostri atlanti rappresentano il globo in un foglio a due dimensioni: forse quando la nostra civiltà sarà oggetto di archeologia, i nostri discendenti si chiederanno lo stesso di noi…
Colombo partì quindi con le idee di Toscanelli e di Behaim, perfettamente integrate nella cultura dell’epoca, solo con dei calcoli più approssimativi di quanto pure molti già avevano elaborato, ma questo avvenne più per voler andare ad ogni costo che per intima convinzione.
L’unico ad essere davvero ignoto era il pensiero che fra la costa del Portogallo e quella dell’Asia vi fosse un’altra terra in mezzo.

Ah, naturalmente tutto questo discorso vale per la cultura dominante, laddove per cultura va inteso un livello di conoscenza che certo non poteva appartenere a tutto il popolo… ma se volessimo opporre anche questa considerazione, allora la risposta sarebbe semplice: non ho dubbi che anche oggi, 27 dicembre 2008, in molte parti della nostra terra c'è ancora gente che in materia ha idee ben confuse...

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Nota
(1)
Reinhard Krüger, professore di letterature romanze dell'Università di Stoccarda, ha catalogato oltre cento autori (di cui per 79 si conosce il nome) che tra l’antichità ed il 1492, l’anno di Colombo, avevano chiaramente sostenuto la sfericità della Terra.
Riporto la catalogazione di Krüger, e credo che i loro nomi non diano adito a molti dubbi:


Sovrani:

Sisebuto, Alfredo il Grande, Alfonso X di Castiglia

Padri della Chiesa, papi, vescovi, sacerdoti e membri di ordini religiosi:
Basilio Magno, Ambrogio di Milano, Agostino d'Ippona, Paolo Orosio, Giordane, Cassiodoro, Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile, Teodulfo, Virgilio di Salisburgo, Dicuil, Rabano Mauro, Remigio d'Auxerre, Giovanni Scoto Eriugena, Leo di Napoli, Papa Silvestro II, Notker III di San Gallo, Ermanno di Reichenau, Ildegarda di Bingen, Pietro Abelardo, Onorio di Regensburg, Gautier de Metz, Adamo di Brema, Alberto Magno, Tommaso d'Aquino, Bertoldo di Regensburg, Meister Eckhart, Papa Pio II

Teologi, filosofi ed enciclopedisti:
Lucio Ampelio, Calcidio, Macrobo, Marziano Capella, Boezio, Guglielmo di Conches, Philippe de Thaon, Idrisi, Bernardo Silvestro, Petrus Comestor, Thierry di Chartres, Gautier de Châtillon, Alessandro di Neckam, Alano di Lilla, Averroè, Mosè Maimonide, Lambert de Saint-Omer, Gervasio di Tilbury, Roberto Grossatesta, Brunetto Latini, Giovanni Sacrobosco, Thomas de Cantimpré, Peire de Corbian, Vincenzo di Beauvais, Robertus Anglicus, Juan Gil de Zámora, Perot de Garbelei, Ruggero Bacone, Ristoro d'Arezzo, Cecco d'Ascoli, Fazio degli Uberti, Gersonides, Konrad von Megenberg, Nicola d'Oresme, Pierre d'Ailly, Alfonso de la Torre, Paolo dal Pozzo Toscanelli

Poeti, viaggiatori, mercanti, stampatori:
Snorri Sturluson, Marco Polo, Dante Alighieri, Brochard the German, Jean de Meung, John Mandeville, Christine de Pizan, Geoffrey Chaucer, William Caxton, Martin Behaim, Cristoforo Colombo