Caro Pino, io non c'ero


 

 

 Ora che è passato un po' di tempo, circa tre mesi, forse è arrivato un momento adatto per parlarne.

A volte è bene attendere la sedimentazione delle cose, sia per guardare anche cosa avviene dopo, che soprattutto, penso sempre, per non innamorarsi troppo delle proprie idee, ed essere pronti a modificarle, se si riescono a vedere elementi diversi.

Avevo acquistato due biglietti per il concerto concepito da Pino Daniele al San Paolo come occasione storica di riunire la Banda, come avrebbero detto Jack ed Elwood nei Blues Brothers, ed infatti proprio così l'immaginavo: Pino che passava per casa di Joe Amoruso, e mentre prendeva il caffè, aveva l'illuminazione di riunire la Banda, e così partiva la Missione per convincerli tutti, cosa in verità assai facile, per la loro millenaria amicizia e per il loro comune senso artistico che mai li aveva allontanati se non nei diversi percorsi di vita... E poi la scelta del San Paolo, il nome dell'Evento (Vaimo’ Live 2008 – Ricomincio da 30), un'immagine fra Quartieri e Far West e quella meravigliosa fotografia che sul sito (molto improvvisato) http://www.vaimo2008.it/ campeggiava e diceva tutto: roba che bisognava solo entusiasmarsi e pensare guagliù, stamm' già là...

Mi collegai all’ora esatta in cui furono messi in vendita i primi biglietti on-line, alcuni mesi prima, e rimasi a guardarli per giorni; vedevo il concerto del palazzetto dello sport del 198-non-ricordo-bene, l'ultimo che ricordavo della Banda, vedevo i Napoli Centrale confondersi nel nucleo da cui partirono i primi passi degli altri, e quella copertina in cui Pino si radeva davanti allo specchio; vedevo un’intera età passata, o forse un’epoca. E Tullio De Piscopo, Tony Esposito, James Senese, Rino Zurzolo e Joe Amoruso avrebbero fatto il miracolo di farla rivivere.

Così pensavo.

Poi avvenne quello che molti credo ancora ricorderanno: scomparsa del San Paolo, chi dice per colpevole assenza del Comune, chi dice per diniego di De Laurentiis; annuncio roboante quanto incredibilmente falso dell’utilizzo dell’Ippodromo di Agnano; scomparsa di qualunque traccia di presa di posizione da parte dei protagonisti (mancati) dell’Amministrazione per giorni, lasciando migliaia come me con un biglietto falso in mano senza sapere cosa farsene; ignobili scaricabarile fra politica e produzione che ha restituito l’esatto livello concreto di coloro che affrontavano la problematica, a fronte del livello mitologico e consentitemi di dire, spirituale, dell’ormai già mancato Evento; dibattito immancabile sul masochismo napoletano che non considera i suoi figli ed i loro seguaci; trovata finale per salvare le molte capre ed i molti cavoli in un refrain già scritto oltre venti anni fa in quella piazza Plebiscito simbolo già di molte, e forse troppe altre cose, il cui sapore prevalente è stato solo quello del ripiego; sospetti e mezze frasi pronunciate sul coinvolgimento improvviso del ministro Prestigiacomo per lanciare la campagna per la raccolta differenziata; inconcepibile trattamento di noi poveri idioti romantici che nell’attesa che Jake/Elwood-Pino Daniele ricomponesse la Banda ed andasse in missione per conto di Dio, avevamo i biglietti in mano da mesi stringendolo per non farcelo strappare nemmeno da polemiche e disorganizzazioni, con una decisione che non voglio commentare di “concedere” non so quanti giorni per chiedere il rimborso e poi fregarci con un trattamento di posti unificato che a dir niente ha fatto perdere a molti una differenza notevole, senza contare la certezza che nella piazza-simbolo, come minimo sarebbero entrati quei 5.000 senza biglietto di prammatica, dato che basta passare di lì casualmente per ritrovarsi dentro gratis, come sappiamo tutti; ed infine… beh, ho letto su molti giornali un livello di politically correct ormai nazionale, ed allora, da ignoto cronista che la sera si permette di buttare giù qualche riga per pochi intimi, lo dico io, tanto nessuno se ne accorgerà: né, Pino, ma se po’ sapè che cazz’ce faceva Gigi D’Alessio là’n’copp’ cu’ttè?

E si badi bene, lo chiedo e lo urlo a prescindere da qualunque considerazione su di lui e su quello che lo riguarda, ovvero il nulla assoluto in nessun modo accostabile a quello che era stato, ormai molti anni fa, il fenomeno del Neapolitan Sound… e cosa dire poi quando si è letta il giorno dopo una dichiarazione di Pino secondo cui “Chi lo ha fischiato ha mancato di rispetto anche a me[…]. C’è una canzone nel suo prossimo disco, con un verso che parla di ”nu guaglione ’e Santa Chiara che canta ”Napule è”: se mi vuole, in voce o con la mia chitarra, io sono pronto. Ma potremmo anche scrivere qualcosa insieme, piaccia o non piaccia a quella parte del pubblico che mi vorrebbe imbalsamato come una reliquia”… sai che ti dico? Meglio, molto meglio una reliquia, sai, perché una reliquia (dal latino re- dietro e liquus- resto) è ciò che un Santo, oppure per restare nel nostro discorso diciamo ‘nu patatern’, come tu eri, si è lasciato dietro, e nel tuo caso potrebbero essere tante, tante cose, tutte migliori di questo presente. Ed è solo perché esiste un presente non più degno del passato, sai, che si può parlare, appunto, di reliquia… ci avevi pensato?

“La musica non ha confini”, ti sento dire, con una certa banalità anche difficile da valutare. Secondo me, invece, li ha eccome.. Chiederei anche a Bob Dylan cosa ne pensa. O a Ivano Fossati. Tu stavi là, Pino, stavi in mezzo a quelle persone, almeno fino a qualche anno fa, forse molti.

Insomma, io non ci sono andato, volevo buttarli quei biglietti, ed invece li ho ancora qui, sono quelli nella foto; ho tentato anche di venderli su Ebay, a concerto avvenuto, come cimeli da collezionisti, giusto per vedere le reazioni: costati circa 58€, 60 visite, l’unica offerta è stata di 1 centesimo. Me li sono tenuti, almeno potrebbe passare Pino qua sotto un giorno, e rimborsarmeli, che ne sai…

Nel frattempo, continuo a cantare qualcosa che mi viene in mente da quel giorno… te la ricordi, Pino? È keep on movin’

E a trent'anni nun può capì', 'e canzone te fanno fesso…

'ncoppa 'e sorde 'a gente nun guarda 'nfaccia a nisciuno…