Patty, Patty!
 
Questa è una lettera d'amore per Patty Pravo. Per questo le dirò cose orribili. Come in ogni amore vero. Quell'amore in cui senti di aver avuto tantissimo, e dato forse poco, ma che ti consente di parlare senza nemmeno il bisogno di dire quante cose meravigliose ci trovi, nell'altro.
E di meraviglie lei ne ha regalate tantissime, in tutta la sua storia, cominciata anche prima di quanto io stesso possa ricordarmi.
Pur non essendoci stato, agli inizi, ho sempre sentito quella stessa sensazione di 
scoperta che avrei avuto se davvero fossi stato là da subito. Quello che le aleggiava intorno era qualcosa di interiore, qualcosa che ho sempre adorato, un vero Incanto, come se fosse nata con la capacità rara di potersi permettere, in un mondo in cui passiamo tutta la vita a nasconderci anche da noi stessi, di mettere fuori da sè quello aveva dentro. Patty aveva uno sguardo, e ce l'ha ancora, che dice a chiunque una cosa molto semplice ed altrettanto rivoluzionaria: io sono questa.
Ed intorno, questo diventa un'onda che la incornicia.
E che col tempo è rimasta immutata: dovrei dire in maniera anche un po' retorica (e ci ho pensato) che con l'età che cambia avrebbe magari acquistato anche i colori che la memoria disegna sui volti e sulle espressioni, ed invece... invece rivederla ora mi ha fatto pensare che invece, a parte tutte le vicende della vita, beh, di diverso nel suo sguardo e nell'onda che la segue, non c'è nulla. Il miracolo è rimasto intatto.
Questo l'ho pensato nello stesso istante in cui ho provato orrore.
E devo dire, anche un rimpianto da amante tradito. Il tuo volto, Patty, hai deciso di celarlo. Non seguo le notizie legate agli 
inciuci sui personaggi famosi, quindi non so nulla e parlo soltanto per ciò che immagino guardandoti: qualunque cosa tu gli abbia fatto e per qualsiasi motivazione tu l'abbia fatto, quello è un volto che hai deciso di avere, e di averlo artificialmente, ma non è il tuo.
Sarà anche la mia intolleranza assoluta per qualsivoglia intervento artificiale sul proprio corpo, e sul volto in particolare, che me ne fa sentire sempre una invincibile avversione, ma il fatto che si tratti di te, proprio di te che mai avresti avuto bisogno di nulla che non fosse il dono della tua natura, mi consente di poterlo dire in maniera chiarissima, anche perchè nessuno potrebbe dubitare del filo affettivo che tiene insieme queste parole.
Mi hai tolto la possibilità di godere del tuo fascino immutato nel mutare degli anni e delle età, che per te non sarebbero mai cambiate in ogni caso. Mi hai tolto l'immagine del tempo che acquista valore quando tutto intorno lo perde, ed io stesso se mi guardo allo specchio ora non vedo più la persona che ti amava 30 anni fa, perchè in questo caso dovrei vedere me stesso di 20 anni fa... Non so se riesco a spiegare questa difficoltà, e ti assicuro che non cambia nulla in quello che vedo di te, perchè è spirito; ma dovevo dirtelo, perchè mi ha fatto orrore. Quell’orrore che può venire soltanto da un amore troppo intenso e significativo.

Ti abbraccio.