Leggetemi, è gratis.
 


Per fortuna provo ancora un senso di sconforto nel trovare di tanto in tanto il limite spostato sempre un po’ più in là.

Il limite è quello dell’indifferenza e della stupidità con la quale sembra che accogliamo alcune abiezioni del nostro tempo, e nel nostro tempo queste abiezioni sono quasi sempre frutto di un accurata programmazione, quasi sempre di marketing.
Beh, non riesco ad abituarmi.
E magari vale la pena di dirlo, perché il limite che da qualche anno è stato superato, è uno di quelli più insidiosi che sia venuto in mente a quei maledetti geni della comunicazione che siedono attorno ai loro brain-storming con un caffè che spero sia pessimo e vada loro di traverso, frutto magari anch’esso di una delle loro migliori trovate, quindi necessariamente una schifezza imbevibile.
Il limite questa volta, è quello del linguaggio.
Lo so, non è la prima volta, ma in questo caso mi ha fatto una rabbia particolare, tanto che se sedessi su una poltrona di un ufficio con fuori scritto “Autorità Garante della concorrenza e del mercato”, tirerei fuori ogni arma per arrivare al massimo della pena, o meglio della sanzione irrogabile (ma suona molto meglio pena…), perché distorcere il linguaggio è una delle attività più meschine, subliminali e purtroppo efficaci con le quali veniamo colpiti, e ripeto, purtroppo è possibile anche grazie alla divina indifferenza del consumatore del XXI secolo.
Leggo uno dei tanti messaggi promozionali che hanno scatenato la mia intolleranza: “Con 5€ a settimana hai un quantitativo fisso di minuti di conversazione e di SMS da utilizzare a tuo piacimento. Con la tariffa (…) le chiamate e gli SMS tra tutti i telefonini scelti sono sempre gratis.”
Peccato, quindi, che a fronte di questa parola così impegnativa, "gratis", esista un limite di SMS da inviare, ovvero 250, e pertanto, come saprebbe capire (se avesse voglia di pensarci) anche un bambino, 5€ diviso 250 SMS fa giusto € 0,02.
Quindi, ovviamente, stanno soltanto offrendo un abbonamento per pagare 250 SMS a 2 centesimi di € l'uno. Punto.
Basta fermarsi un attimo, come dico spesso… basta fermarsi un solo attimo, per inorridire.
Sarebbe come entrare dal nostro salumiere e chiedere della mortadella. Lui risponde: “Ma signora, invece di prendere 200 grammi oggi, che le costerebbero 2€ (1 kg costa 10€), perché non facciamo così: ogni mese lei ne prende 2 kg, ed io glieli faccio pagare solo 2,5 € al kg, così mi da 5€ al mese anziché 20€, e si ritrova con questi 200 grammi ogni 3 giorni!”
Chiaro, no? Ed anche conveniente: se mi piacesse molto la mortadella, non esiterei un attimo…
La differenza infatti non è nella sostanza, perché se mi dicessero che la mortadella, con questa formula, potrei comprarla con uno sconto del 75%, accidenti, aderirei e sottoscriverei senz’altro la proposta del salumiere, dandogli questi 5€ al mese più che contento… la differenza sta nella infamia con la quale si vuole invece convincere la nostra mente del fatto che stiamo facendo una cosa gratis… anzi, dell massimo dell’utopia del marketing: stiamo COMPRANDO GRATIS!
Ecco la cosa sconvolgente… sono riusciti a rendere percettibile dalla mente una cosa completamente assurda, e che infatti è totalmente falsa. Da qualche parte, nel codice penale, dovrebbe essere scritto.
E fatemi lamentare, inoltre, questo ennesimo etimo-crimine: la parola gratis (gratiis) è l’ablativo plurale di gratia (“grazia”), astratto di gratus (“grato”), ed il suo significato è la pura grazia, ovvero senza pagamento alcuno. Mi sento ridicolo perfino a doverlo dire, ma questo è il punto al quale siamo arrivati: doverci ricordare cosa significa una parola dal concetto elementare e familiarissimo a chiunque come è appunto "gratis"...
Credetemi, non sto esagerando. Credo che la manipolazione del linguaggio sia un’azione più terrorista di qualunque attentato, perché anziché impattare la coscienza con il negativo che riconosci subito, come il sangue o il lutto, viene ad insinuarsi nel positivo che riesce a convincerti di recare con sé, e modifica il DNA delle parole, che da quel momento cominci a pronunciare non solo senza nemmeno più sapere cosa dovrebbero significare, ma anzi, col loro nuovo significato, quello che hanno deciso coloro che siedono attorno a quel tavolo con il loro caffè, spero orribile.
Basta fermarsi un attimo, come mi viene da dire spesso… basta fermarsi un solo attimo, per inorridire.
Ma purtroppo non lo facciamo mai: noi non ci fermiamo neanche quell’attimo, e compriamo gratis.