LA STORIA


L’ORIGINE

Il torneo nasce da una chiacchierata durante un pranzo surreale a base di spaghetti conditi con lo zucchero (no non è uno scherzo!) tra Frà, ovvero la cavia, e Valeria, ovvero la “cuoca”. Lei, si trovava in quel periodo metafisico della vita in cui un po’ tutti ci si trova ogni tanto; lui invece si trovava lì per caso. Si parlava di argomenti seri e si discuteva su quelle cose che potevano cambiare il mondo e l’esistenza delle persone. Frà era solito divagare per stemperare il clima filosofico e contemplava gesta eroiche degli ultimi match sui campi da calcetto. Valeria ne apprezzava i racconti, perché aveva nel cuore lo spirito del calcetto, ma discorreva e lamentava circa la discriminazione del giuoco del pallone per le donne perché di fatto non venivano mai contemplate.  Come in un break di silenzio interiore il mono-neurone di Frà provò affanno. In una nebbia di pensieri confusi, tipico degli uomini, realizza il concetto della cruda realtà “dell’homo calcettus”, quell’essere capace di inseguire il pallone solo con i suoi simili;  e soprattutto il fatto di esserne parte. Comprende quella triste verità del mondo calcetto per le fanciulle.

E’ cosi, non neghiamolo, per certi uomini non c’è spazio per le donne nel mondo del vero calcetto!

Perché non cambiare gli schemi? Perché non giocare uomini donne tutti assieme in modo avvincente? Tutti player e nessuno fuori campo?  Non sarebbero più divertenti la partite con le donne  in campo?

Una donna in campo, cambia le prospettive della giungla del calcetto, calma gli animi, può ingentilire gli energumeni sudati dei campi da calcio e può rendere una partita alla portata di tutti. Una partita mista offre un nuovo modo di giocare al calcetto con divertimento e il bordo campo può diventare luogo di incontro e divertimento e non solo luogo di chi sta a guardare.

Bisognava assolutamente togliere Valeria dai fornelli, e trovare una risposta alle domande esistenziali!

Frà contatta Manuelito Lambiase, detto Manu, un tipo come lui che non sta mai fermo; sa che non lo ascolterà, ma che lo avrebbe seguito.  

Chi li conosce può immaginare la scenetta:  qualche parola accennata, gesti convulsi, sguardi un po’ assenti che acconsentono; intenti di ottimismo a prescindere, ovvero fiducia e alchimia di chi si prende al volo .

Il GGrande nasce così con soli 3 ingredienti: Frà, Manu e Vale, poi mescolateli a caso e l’effetto sarebbe stato forse lo stesso. Come ogni ricetta segreta, per descriverla bisogna girarci un po’ attorno e per renderla preziosa usare la fantasia e un po’ di mistero.

E’ successo per davvero: un po’ a caso, un po’ per magia. Poi basta l’entusiasmo, e tutto si può fare!


GGrande – prima edizione.

…basta poco e squillano i telefoni:

“Hei Vale, ho una proposta per te e per il tuo fidanzato, mettiti le scarpe da calcetto trovati dei compagni validi, che scendi in campo da protagonista! La prossima settimana si gioca a torneo. Facciamo di Domenica. Perché la Domenica a nessuno verrebbe in mente di giocare alla sera! A calcetto si gioca in settimana, e dunque nessun homo calcettus potrebbe inventare una balla per non giocare con te…” semplice no?

“Ho sentito Raffa, anche per lei la cucina non è una priorità della vita;  e con Laura, detta la Pina, vi faremo neri”. Ci chiameremo Pinella FC, ci sentiamo un po’ football e un po’ club.

Vale e Ugo fanno in fretta: con il Banfo, il Quaranta e il Carluc, plasmano il cognome e fondano i Desperados, una squadra una corazzata. Manu ha i contatti sempre in tasca. Con donne e amichetti sono la Comunità Capi Scout To 30, Sempre Pronti! e già in campo ad aspettare! Pier, Steo, il Mosca, il Marega non possono stare a guardare,  sono Cicciuzzi e sono pronti alla sfida; il Napoletano, geometra di professione, non può stare fermo ed entra nella prima campagna acquisti più meticolosa della storia del campionato dando lustro al torneo nascente con uno schieramento scelto e ponderato, sono gli Atlantide. Ester non crede alle sue orecchie… “se non c’è la donna non si gioca??” Contaci, e allenatevi che vi asfaltiamo; ecco gli A-t-t-o-l-a, flacello di Dio. E il messaggio è molto chiaro.

6 team, 6 squadre affamate di calcetto insieme e pronti per la nuova sfida! Ancora oggi i capitani sono emozionati.

L’oratorio di sempre, si trasforma in Valdocco Stadium, ovvero la prima arena di sfide che rimarranno memorabili.  

Dal quella domenica, il GGrande diventa un passaparola del calcetto positivo che non si ferma…

Per i primi anni Frà, con il Carlùc e il Napoletano danno vita alla GGRANDE GAZZETTA: un bollettino popolar-sportivo con le recensioni semiserie degli incontri sui campi, con commenti, interviste foto e caricature reali. Il Gazzettino inviato via mail, diventa la buona antagonista della Vera Gazzetta dello Sport , e spopola tra i players per divertimento e passione. E’ una scintilla che prima accende e poi scatena la diabolica fantasia di compagni, amici e soprattutto di colleghi con missive e allegati inverosimili via mail. Esplode e implode nella saturazione di menate nei server e nelle mail, e come tutte le cose “Il troppo stroppa”. Nel frattempo crescono le squadre, la redazione virtuale non riesce più a sostenere le notti insonni di menate e le pause caffè dei lettori diventano più lunghe delle ore di lavoro. Il fallimento e il cambiamento era inevitabile. Si lascia cosi spazio al passato per il futuro e nasce il sito on-line.  Il Casetta e il Tapiro si immolano come primi web-master.

GGrande Experience

Cresce cosi la storia e lo stile GGrande, fatta di piccoli gesti, azioni, pensieri e spirito positivo; piccole cose, che contagiano e che durano nel tempo. E’ il Popolo dei  players, Ggrandi per natura!

Non è un torneo a fine di lucro.  Nasce in autogestione e con gli spicci avanzati ogni anno si devolvono donazioni per fini utili e per sostenere progetti per il Sermig, per missioni in Romania, per Comunità conosciute, per il CISV, per amici in difficoltà, per sostenere idee e sogni di amici che non mollano mai. Gesti semplici, ma concreti.

Ma l’essenza unica ed irripetibile della “GGrande Experience” è solo sui campi da calcetto. Morsi sulle caviglie, zappate in campo, tiri e parate inverosimili, giocate mozzafiato, fitte classifiche di marcatori, chiacchiere e sorrisi a bordo campo sono ingredienti che rendono le partite memorabili e insostituibili. Perché sono le azioni e le relazioni che fanno la differenza in ogni sport e in ogni campo.


GGrande Team

Al GGrande c’è chi muove e chi organizza, loro si riconoscono facilmente.

Uno sempre abbronzato, l’altro sempre biancuccio. Il primo è Manu, il secondo Frà, un po’ tuttofare sempre girovaghi per campi da calcetto.

Tapi è l’insostituibile mediatore dei due sopra, webmaster, econo-master, referto-master, praticamente un master per ogni mansione.

Poi un giorno arrivano Ellu, Ste, Zago e Gabri per fare e per organizzare; perché le cose più belle capitano all’improvviso! Con loro si comprende che i sogni si realizzano sole se insieme. Si aprono nuove strade.

“GGRANDE asdcps”

Nasce dopo 15 anni di autogestione tra amici e amici di amici. C’è un passaparola misterioso e contagioso che cresce nel tempo che anima i players, e quando gli amici degli amici portano anche gli amici degli amici allora il rischio è il gran casino. Ci si accorge della strada percorsa e dell’entusiasmo positivo e si raccolgono tanti contenuti. Si decide che vale  la pena impegnarsi per sostenere il tema della legalità e della sicurezza e per creare una felice cultura del calcetto d’oratorio.

Nasce cosi un’associazione per non lasciare al vento questa esperienza e questo stile di gioco, ovvero si trasforma in opportunità, per migliorare e per aprire nuove prospettive. Non si molla mai!


Cosi è il GGrande, se vi pare.  Allegro, positivo, e riempie lo spirito!

Se siete un GGrande player in questa storia ci siete anche voi!

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