2002 Fiera Primiero

CONCORSO PER UNA SCULTURA ALLE

SCUOLE MEDIE DI FIERA DI PRIMIERO - 2002

Gli elementi fondanti di questa opera, numerosi, complessi e tra loro intimamente interrelati, sono riconducibili sinteticamente a due riferimenti principali.

Il primo, più generale, attiene al mondo della geometria, la disciplina che sta alla base del pensiero scientifico e dell'atto progettuale e creativo razionale.

Il secondo, più specifico, riguarda quelle correnti delle arti pittoriche e plastiche moderne che hanno indagato e approfondito il rapporto dell'espressione estetica con le forme geometriche, in particolare il Neo-plasticismo di Mondrian e Van Doesburg.

Mondrian precisa in modo rigoroso la sua poetica dei valori primari o strutturali della visione che deve muovere dagli elementari della linea, del piano, dei colori fondamentali. Suddividendo la superficie mediante coordinate orizzontali e verticali, egli inventa un nuovo spazio pittorico in cui ogni componente dell’opera d’arte è collocato all’interno di rapporti equilibrati poiché ogni parte riceve il suo valore dal tutto, e il tutto lo riceve dalle parti. Le linee nere sono cesure senza le quali i colori confinerebbero tra loro, si influenzerebbero l'uno con l'altro. Il colore esiste grazie all’altro colore e ai rapporti di proporzione e di posizione nelle partizioni della composizione pittorica. Non deve tendere all’illusione del rilievo ma deve essere bidimensionale e limitare i colori a quelli elementari per evitare che nel loro rapporto reciproco si torni nuovamente a una sensazione tridimensionale.

Le opere neo-plastiche di Van Doesburg sono, invece, caratterizzate da un astrattismo geometrico e dall’esaltazione dei piani e degli elementi bidimensionali, aggregati secondo rapporti di “tensione” tali da non chiudere mai l’angolo del volume tridimensionale, in modo da lasciare il volume aperto. Anche Rietveld, nella sua "poltrona con elementi in giallo, rosso e blu", mette in atto il principio della elementarietà costruttiva mediante la composizione di listelli e piani dipinti nei colori primari.

Ci si serve della forma geometrica perché è la più familiare, la meno inventata: e non una astratta proporzionalità, ma questa familiarità psicologica con la forma fa’ dello spazio neo-plastico uno spazio a misura d'uomo.

La scultura presentata, rispetto alla ricerca di Mondrian incentrata sull’equilibrio delle “proporzioni perfette” nella superficie bidimensionale del quadro e alle costruzioni del Neo-plasticismo, risultato della decostruzione di volumi mediante lo sfalsamento di piani, indaga le potenzialità espressive aperte da De Stijl, ma tuttora inesplorate, date dalla creazione di volumi complessi mediante la “composizione di solidi elementari coordinati tra loro nello spazio secondo proporzioni e combinazioni astratte”.

Estratto relazione