2009 Moena

CONCORSO PER UN PANNELLO DECORATIVO MURALE PER LA

PALESTRA DELLE SCUOLE MEDIE DI MOENA - 2009

“L’ornamento è il principio dell’architettura” (J.Ruskin)

“La mescolanza di classico e di vernacolare è una strada per l'uso di un'ornamentazione simbolica e un ritorno ad un'architettura antropomorfica e più umanistica". (C.Jencks)

Fin dall’antichità, l’architettura ha sempre considerato gli ornamenti applicati come parte integrante del suo linguaggio e Vitruvio attribuiva all’ornato un posto d’onore. Decorazioni si ritrovano in tutte le manifestazioni della gente di montagna che rappresenta ancora oggi i simboli da sempre scolpiti o dipinti sui manufatti della vita quotidiana, intuendone i nessi con le usanze rituali e con i segni del magico. Da sempre le immagini hanno costituito una sorta di linguaggio dotato di segni che assumono significati particolari e questo linguaggio è altamente evocativo e simbolico. L’arte, per il suo carattere d'intuizione non razionale coglie le misteriose analogie che legano le cose così la decorazione proposta è concepita come messaggio che giunge da lontano e - secondo la poetica del “frammento illuminante” - non si rivolge all'intelletto o al sentimento del fruitore, ma al suo inconscio.

L’immagine che si propone per la decorazione della facciata è usata per la sua capacità evocativa e suggestiva. Nasce dalla iconografia espressiva tradizionale della simbologia, della mitologia e del folklore della gente ladina, estrapolata, decontestualizzata e reinterpretata in forma nuova ed originale. L’uso di un segno artistico, forte, al di fuori della scala umana - monumentale - rimanda a figure e memorie antiche in una commistione tra tradizione e modernità, tra folklore e cultura Pop. La facciata è trattata come una vera e propria “quinta scenografica” sulla quale è riprodotto un apparato decorativo gigante in rilievo, improntato alla semplicità e primitività tipica dell’arte popolare e spontanea. Si presenta quindi una doppia facciata: quella muraria arretrata e chiara, è mascherata dalla parete giustapposta, piatta, di colore bruno, caldo e naturale, che crea una illusione di tridimensionalità grazie al gioco dei chiaroscuri. L’ornamento diventa perciò strumento illusionistico che, creando giochi di profondità - architettura nell’architettura - smaterializza la concretezza del muro.

La composizione è ripartita simmetricamente con motivi geometrici ispirati alla flora variamente stilizzati e di ispirazione geometrica con motivi a losanga, a goccia, a petalo ridotti ad uno schema di fiore e piccoli cerchi: una citazione delle decorazioni geometriche e floreali in legno traforato da sempre utilizzate per ingentilire le balaustre, i timpani degli sporti di copertura o gli oggetti della cultura materiale ladina. Queste particolari sagome ornamentali applicate alla facciata, piatte e di dimensioni monumentali (in totale mt 6.00x18.00), si situano in un livello intermedio tra le tecniche scultoree quali “l'altorilievo” e quelle pittoriche quali il “trompe l'œil” e il graffito tradizionale, (“sgrafit” in ladino), disegno policromo ottenuto direttamente sull’intonaco mediante raschiatura o, appunto, graffiatura.

Estratto relazione