L'arredo di Trento

L'ARREDO URBANO DEL CENTRO STORICO DI TRENTO

di Paolo Tomio e Alda Rebecchi

Comune di Trento - 1991

Pubblicato 1991 - 96 pagine

Immagine di copertina

Copertina Paolo Tomio

Introduzione prof. arch. Giorgio Trebbi

... Con rara competenza il progetto vincitore del concorso d'idee indetto dal Comune di Trento, opera degli architetti Paolo Tomio e Alda Rebecchi, si sviluppa assimilando saldamente le conseguenze dell'analisi alla ricostruzione delle pavimentazioni in un rapporto intenso fra vocazioni e soluzioni sempre a queste ancorando la logica del sovrastrutturale.

... Ogni decisione è motivata senza concessioni letterarie superflue, ma in piena sintonia con l'"abaco" costruito per il percorso progettuale; si legge, pertanto, nel disegno l'attenzione posta al continuo dialogo fra gli ingredienti privilegiati, nell'ambito di uno scrupoloso controllo. Il pregio, oltreché intrinseco, è evidente nella linea conduttrice che non deflette, non si annebbia, non si smarrisce, oltre ad esprimersi con rara essenzialità. Un documento maturo, coerente ed esemplare.

LINEAMENTI GENERALI DEL PROGETTO

L'impianto del "castrum" romano, quale elemento fondativo della struttura urbana, anche se morfologicamente meno leggibile e riconoscibile, ci è parso il primo contenuto da riportare nella forma del progetto.

...Questo "percorso simbolico romano" calato sulla città non è un artificio grafico-geometrico, quanto un approccio alla progettazione che implica una dialettica tra il nuovo in rapporto alla memoria del vecchio, ma anche, per contro, una perdita della memoria in quanto possibilità d'invenzione.

...La civiltà medioevale, cui era estraneo il concetto di pianificazione, ricostruendo attraverso processi di aggregazione spontanea la città, deforma in diagonale il rigido impianto ortogonale degli assi viari romani, introducendo le figure del "suo moderno". Questa impronta lasciata nel corpo fisico della città, ci è parso un secondo contenuto da riportare nella forma del progetto là dove la struttura del tessuto urbano ha mantenuto in forma esplicita l'originaria morfologia medioevale...

...Qui è stata inserita nel disegno della pavimentazione in porfido, una diagonale in pietra rossa ruotata di 45° rispetto alla maglia ortogonale romana, che introducendo le figure del moderno, ne segna la rottura e contemporaneamente, contesta l'impianto classico.