2013 06 Melamorfosi

Collettiva FIDA-Trento

MELAMORFOSI

Casa de Gentili - SANZENO

11 Ottobre - 10 Novembre 2013

"Ci sembra di poter affermare che nell’arte, non è il “cosa” che interessi, ma il “come”

Catalogo della mostra

Pubblicato Ottobre 2013 - 96 pagine

Immagine di copertina

Copertina e progetto grafico Paolo Tomio

Come spesso succede, FIDA-Trento si fa coinvolgere con le sue collettive in temi che rivestano un interesse culturale o sociale perché legati alla storia, al territorio o alla nostra identità. Ecco, quindi, la collettiva “Appunti di viaggio” in ricordo del pittore Renato Pancheri, quelle sulla montagna: “La montagna immaginata” e “Magica montagna”, quelle sul confronto con gli artisti russi: “Senza confine 4+4” e con la cultura giapponese: “Oriente-Occidente”, quelle sul Trentino, terra di confine e passaggio: “disORIENTAMENTI” e sulle città: “Le città invisibili e le città visibili”, quella sull’attualità e la continuità dell’astratto degli artisti trentini: “astrazioni 7”, le due sui libri e sulla poesia visiva: “Il libro che non c’è” e “parole, parole, parole...”, e infine: “I have a dream”, inaugurata il 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace.

Non amiamo molto le mostre in cui i soci si limitino ad esporre dei lavori privi di un filo conduttore e che non siano il punto di arrivo di un discorso comune sulla società e sul fare l’artista oggi.

Nel caso di questa esposizione, che si svolgerà in concomitanza con Pomaria, abbiamo proposto alla Comunità della Val di Non di misurarci su un tema che potrebbe sembrare singolare, anche banale, come quello della mela. La proposta è stata apprezzata e, già nel corso della stessa riunione, è stato creato il bel titolo “Melamorfosi“ il quale, giocando sulla parola metamorfosi, sintetizzava in un neologismo i due concetti che si volevano valorizzare: la mela e la morfosi, cioè la forma nel suo divenire.

Una tematica, dunque, apparentemente semplice e limitata ma rivelatasi in corso d’opera intrigante e stimolante poiché, ci sembra di poter affermare che nell’arte, non è il “cosa” che interessi, ma il “come”. La storia, infatti, dimostra che non esistono temi importanti e temi di secondo piano, ma solo artisti importanti e artisti di secondo piano. Vedremo come saranno giudicati i ventisette artisti della FIDA che espongono ben 54 opere attinenti al “mondo della mela”, frutto universalmente conosciuto che è stato trasformato in un qualcosa di nuovo e inaspettato, a seconda dell’occhio dell’artista che lo guardava.

Certo la mela non è un soggetto inedito nell’arte che, anzi, è stato rappresentato nei modi più impensati da molti grandi pittori del passato e della modernità: da Arcimboldi a Caravaggio, da Cézanne a Gauguin, da De Chirico a Warhol, da Dürer a Magritte.

Infinite le mele entrate nell’immaginario collettivo: la “mela” offerta da Eva all’inconsapevole Adamo, assurta a simbolo delle tentazioni, del peccato e della colpa; il pomo di Paride che originò la discordia tra le tre Grazie; la mela centrata dalla freccia di Guglielmo Tell sulla testa del figlio; la mela che, cadendo dall’albero, svelò a Isaac Newton le leggi della Natura. Oggi la mela con il segno del morso della Apple è riconosciuta a livello planetario, celeberrime sono la rossa mela avvelenata di Biancaneve della Disney, la Green apple dei Beatles e la Grande Mela simbolo di New York.

Si comprende intuitivamente, poi, perché questo succoso frutto dalle forme rotonde, rosse, turgide, sia sempre stato interpretato come il simbolo stesso di salute, abbondanza e bellezza nonché della dimensione dell’eros.

Abbiamo iniziato parlando di una comune mela per scoprirla, man mano, onnipresente nella nostra cultura colta e popolare: negli antichi miti, nella iconografia religiosa, negli attributi fisici o sessuali, nella pubblicità ma, soprattutto, ritrovarla costantemente nell’arte di tutti i tempi. Poco a poco un frutto talmente normale che, probabilmente, non notiamo neanche più, si è caricato di significati e contenuti impensati che, forse, ce lo faranno guardare e riconsiderare con un misto di curiosità e interesse, sotto una luce diversa.

In conclusione, penso che per il pubblico sarà interessante scoprire come, nelle opere esposte, la mela sia stata interpretata mediante gli stili e i linguaggi più vari a dimostrazione che, in arte, non dovrebbero esistere preclusioni concettuali aprioristiche ma, sempre e solo, la capacità immaginifica di “ri-vedere e ri-disegnare la realtà”.

PAOLO TOMIO

Presidente della FIDA - Trento

I frutti proibiti, 2013

fine art su plexiglass, 75x75 cm

The green green apples of home, 2013

fine art su plexiglass, 75x75 cm