2015 01 Arte Timbrica In progress

ARTE TIMBRICA In progress

Sergio Dangelo - Rudolf Haas - Shuhei Matsuyama - Aldo Pancheri - Paolo Tomio - Walter Valentini - Paola Zimmitti

23 giugno - 10 luglio 2015

REGIONE AUTONOMA TRENTINO-ALTO ADIGE

Sala di rappresentanza - Piazza Dante - TRENTO

"E' il risultato di un'azione improvvisa, veloce e violenta che vuole imporre e imprimere con un solo gesto il segno dell'autore.

Ecco cos'è il timbro"

Paul Thomas

LA FIAMMA INTERIORE

2015, fine art e timbri su tela, 100x70 cm

Catalogo della mostra

Pubblicato Giugno 2015 - 96 pagine

Immagine di copertina

Progetto grafico Paolo Tomio

TIMBRI E TIMBRO DI VOCE

Elena Pontiggia

Come potremmo definire l’arte timbrica?

Proviamo a dirlo in critichese: è una terza via fra pittura e concettualismo.

Proviamo invece a dirlo con parole normali: è una pittura in cui all’intervento della mano, cioè alla pennellata vera e propria, si affianca l’uso di una stampigliatura, cioè un’azione meno artigianale e più mentale.

Ma, si potrebbe obiettare, premere un timbro sulla carta o sulla tela non è una sorta di tecnica grafica, non porta a creare un multiplo? Per nulla. Il timbro non è il torchio e dipende sempre dalla mano. Quindi basta una pressione diversa, un cambiamento di posizione, un’altra rifinitura (l’artista può sempre ripassare o ritoccare il segno stampigliato) per giungere a esiti nuovi e sostanzialmente unici.

L’uso del timbro, però, non è una sinecura di cui nemmeno ci si accorge. Al contrario, “raffredda” quanto ci può essere di troppo istintivo nella pennellata e fa assomigliare l’opera più al progetto di un architetto che al gesto romantico di un pittore informale. Per contro, può avere anche qualcosa di inaspettato, proprio perché è un elemento estraneo alla mano vera e propria.

Timbro e pennellata, in realtà, non si contrappongono ma si integrano, come si vede nelle opere esposte in questa mostra. Creano così una simbiosi delicata e

complessa che non si allontana mai dai protocolli della pittura. Mentre in certa arte concettuale ciò che conta non è l’opera ma l’idea (e può valere allora, in quel caso, l’aforisma di Savinio: “Le idee nude muoiono di freddo”), nell’arte timbrica l’opera è sempre al centro dell’intenzione dell’autore.

Ci fermiamo perché stiamo ormai sconfinando anche qui nel critichese, mentre ci eravamo proposti di essere semplici. Aggiungiamo solo che l’arte timbrica, nata da un’idea di Aldo Pancheri, non vuole affatto diventare un nuovo stile, una ricetta programmatica. Gli artisti che vi si cimentano non rinunciano alle loro caratteristiche linguistiche, tanto meno al loro mondo poetico ma, più semplicemente, colgono nella stampigliatura un’ulteriore possibilità espressiva. L’uso del timbro, insomma, non snatura il loro timbro (di voce).

Ma veniamo appunto agli artisti, che sono: Sergio Dangelo, Rudolf Haas, Shuhei Matsuyama, Paolo Tomio, Aldo Pancheri,Walter Valentini, Paola Zimmitti.

... Paolo Tomio dipinge luoghi seducenti e vertiginosi. Sono spazi in cui abita solo il colore, interrotto a volte da segni minimi che procedono incolonnati in strane processioni, dirette non si sa dove; oppure che si ripetono in modo apparentemente uguale, come fregi di un’architettura illusoria. Sono comunque spazi instabili e inospitali, sempre a rischio di precipizio: piccoli abissi, lirici ma non per questo meno pericolosi...

DISCESA NEGLI ABISSI

2015, fine art e timbri su tela, 100x70 cm

RELAZIONI CARNALI

2015, fine art e timbri su tela, 100x70 cm

L'ALFABETO TATUATO

Riccarda Turrina

L’idea iniziale, che muove gli artisti di Arte Timbrica, è quella di dare vita, in un epoca in cui è quanto mai diffuso lo slancio individuale, a una forma di collaborazione e condivisione artistica, in grado di mantenere una propria riconoscibilità collettiva. Attraverso l’individuazione di un elemento identificativo, quale collante fra le diverse poetiche, ha preso forma un percorso di ricerca condiviso, all’interno del quale però indiscussa rimane la forza espressiva di ogni singola personalità.

La proposta, lanciata dall’artista Aldo Pancheri, è già divenuta, sebbene la formazione del gruppo sia relativamente recente, un importante presupposto per intraprendere un viaggio che, nella mente del suo ideatore, prevede mete piuttosto lontane. L’intento è infatti quello di uscire dai limiti territoriali per cercare un dialogo con realtà più complesse, geograficamente e concettualmente altre rispetto all’originaria area di interesse. Fin da subito il nucleo costitutivo ha visto intrecciarsi voci eterogenee, per esperienza, provenienza, percorso creativo, fatto questo che ha reso possibile anche il prezioso contatto fra generazioni e ha fatto sì che le irrinunciabili conoscenze dei maestri si intersecassero con l’entusiasmo dei più giovani.

SVILUPPI ORGANICI

2015, fine art e timbri su tela, 100x70 cm

INVAGHIMENTI ETERODOSSI

2015, fine art e timbri su tela, 100x70 cm