Home page

Benvenuti nel sito di Francesco Titone, per gli amici Ciccio.

Qui potete trovare una mia breve autobiografia e le foto di alcune delle mie opere.

Ho sempre dedicato tutta l’esistenza alla pittura, e all’arte in generale, con passione e costanza, considerandola fedele ed assidua compagna della quotidianità e del mio modo di essere.

Dipingo perché sento di avere qualcosa da esprimere e il dono, spero condiviso da chiunque guardi i miei quadri, di saperlo esternare attraverso quelle immagini impresse su tela, attraverso la misteriosa combinazione parlante dei colori: palesi espressioni del mistero e della bellezza che si ritrovano in un volto o in un corpo umano, in un paesaggio marino, nel mondo animale.

 

Ciccio Titone

 

Quadri Slideshow

 
 
 

In particolare nelle mie opere il colore assume una dominanza espressiva perché descrivere la vita significa superare la realtà concreta delle cose per arrivare ad individuare una diversa concretezza, un “oltre” insito nella sua stessa essenza e questo superamento si ottiene soltanto attraverso il multiforme mondo dei colori, nel loro intrecciarsi, nel loro rincorrersi, nel loro tentativo di esprimere il flusso dell’esistenza dentro la staticità di un’immagine fissa.

Altre volte invece il colore mi permette di spostare l’attenzione sia dal soggetto- agente (per es. la suonatrice di violino), sia dall’oggetto-strumento (il  violino)  per rendere l’idea del mezzo trasmesso (la musica) attraverso pennellate ondulate e vibranti.

In questo modo il paesaggio non è più soltanto un paesaggio ovvero perde la linearità delle sue forme alla ricerca quasi disperata di un significato; una sorta di sfida all’immaginazione di chi guarda, al di là del semplice essere casa, albero o barca e dove, a volte, si perviene con ingenua meraviglia alla scoperta di un particolare non ravvisato in un primo momento.

In un mondo in cui si sta perdendo progressivamente il senso dell’appartenenza alla natura, il mio è un tentativo di riappropriarsene: quasi in sogno, dentro il corpo-farfalla di una donna (simbolo della procreazione e quindi della creatività), nella bellezza sinuosa e musicale di un cavallo compenetrato dal sole, nella purezza del canto del gallo il cui suono sembra quasi diffondersi in un movimento circolare, coinvolgendo tutto l’ambiente circostante.

A tratti emerge anche l’intrinseco tormento della natura stessa, una sorta di coscienza della caducità e dell’orrore che è in grado di esprimere e che ne de-forma i lineamenti.

Il grido disperato di un bambino, il nitrito di un cavallo manifestano l’inquietudine di una natura violentata, oppressa, intrappolata nel continuo moto perpetuo di creazione-distruzione.

Superando continuamente se stessa, la natura finisce col perdere la propria identità allontanandosi dal proprio stato “naturale” per acquisirne un altro non più propriamente naturale, perché lontano dai propri componenti elementari di semplicità, di sincerità, di purezza, di limpida spontaneità.

Per fermare questo continuo e aggressivo movimento verso la distruzione occorrerebbe un ritorno alla “spiritualità” intrinseca in natura, un freno che è anche una riflessione del proprio stato di verità e purezza, nella continua ricerca della propria interiorità, che si può riscoprire intatta dall’osservazione attenta e scrupolosa del mondo che ci circonda.

 

Ciccio Titone

Comments