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FERRARI TESTAROSSA


L'erede della 512 Berlinetta Boxer assume il nome dalle mitiche 250 e 500 Testarossa, modelli sport da competizione che avevano dettato la loro legge sui circuiti di mezzo mondo negli anni'50, ed erano caratterizzate dal colore rosso dipinto sui coperchi degli alberi a camme. Caratteristica ovviamente riportata sulla supercar degli anni Ottanta.

La sera prima della presentazione ufficiale al Salone dell'Auto di Parigi del 1984, fa la sua comparsa in anteprima al tempio della bella vita notturna parigina, il Club Lido.

Il design di Pininfarina (aveva lavorato a questo progetto quel  Guido Ottina che una decina di anni prima aveva operato sulla 130 MAREMMA), davvero innovativo e affascinante, è da alcuni ritenuto un po’ esagerato, ma le sue forme, per qualche verso generose ed imponenti, sono raffinate da eleganti stilemi assolutamente lineari, nella griglia inferiore del frontale, nelle lamelle che contraddistin-guono le fiancate e nelle barre orizzontali nere della griglia che caratterizza il bellissimo posteriore.

Il frontale rientra nei classici stilemi FERRARI, con la griglia inferiore in nero satinato che si sviluppa in orizzontale per tutta la parte inferiore del musetto, chiusa agli estremi dalle coppie lineari di indicatori di direzione e luci di posizione, appena raccordate verso l'esterno. I doppi fari tondi sono reclinabili, incassati nell'ampio cofano che suscita un senso di imponenza.

Sul posteriore, i doppi fanalini circolari che avevano contrad-distinto le vetture del Cavallino per anni lasciano il posto a gruppi ottici di forma rettangolare, celati da una elegante griglia di elementi orizzontali di color nero satinato che avvolge tutto il pannello di coda.

La larghezza della carrozzeria posteriore e dei profondi pannelli portiera, deriva dalla presenza dei radiatori dell’acqua montati sui due lati. Le lamelle laterali convogliano l'aria verso le bocche di raffreddamento e sono il tratto distintivo di questa Testarossa, insieme ai larghi e sinuosi parafanghi posteriori, che contribuiscono ad ancorare al terreno la supercar da 300 Km/h.

La posizione posteriore e laterale dei radiatori consente anche di aumentare lo spazio disponibile per i bagagli nel cofano anteriore, che nella 512 BB era veramente esiguo.

Rispetto alla boxer precedente, la Testarossa , visivamente, ha perso la forma a cuneo nel suo profilo, ma la riacquisisce in senso orizzontale, con l'importante allargamento (11,5 centimetri) della carreggiata posteriore.

Un dettaglio solleva qualche reazione contraddittoria : in origine la Testarossa ha un solo specchietto retrovisore molto sporgente e posto a metà del montante anteriore, per tentare di migliorare la scarsissima visibilità posteriore, ostacolata dalla massiccia coda. Dapprima appare lo specchietto "speculare" da montare a destra, ma tale collocazione non era, in effetti, particolarmente elegante.

Al Salone di Ginevra del 1987, la Testarossa avrà una coppia di specchietti che richiamano la linea del precedente, montata però sugli angoli inferiori dei finestrini. Oggi, per i cultori, le prime Testarossa, dette "monospecchio", sono un po’ più ricercate.

Il telaio è costituito da tubi d'acciaio, le parti strutturali della carrozzeria sono in acciaio, altri lamierati sono in alluminio.

Le ruote in lega leggera sono a forma di stella a cinque punte, tipiche del Ferrari Style, inizialmente con un singolo bullone di fissaggio centrale; i cerchi ruota anteriori e posteriori hanno misure diverse: 8J x 16 davanti e 10J x 16 dietro. La ruota di scorta a ingombro ridotto è sistemata nel vano anteriore.

Le ruote coprono grandi freni a disco ventilati con doppio circuito idraulico e servofreno.

Tutte le sospensioni sono indipendenti con bracci oscillanti, molle elicoidali e ammortizzatori idraulici, doppi sul retrotreno. Sono presenti anche le barre antirollio anteriori e posteriori.

La meccanica è un affinamento di quella della 512 BB; la Testarossa è la prima Ferrari stradale a montare una testata a 4 valvole per ognuno dei 12 cilindri del suo boxer di 4.943 cc.; eroga una potenza di 390 cv a 6300 giri/min (380cv a 5750 giri la versione USA).

Alesaggio e corsa sono rispettivamente di 82mm x 78mm, ha doppi alberi a camme in testa per bancata di cilindri mossi da una cinghia dentata, ora comandata direttamente dall’albero motore e non tramite cascata d’ingranaggi come i precedenti propulsori boxer.

Il motore, con lubrificazione a carter secco, è montato longitudinalmente in blocco con la trasmissione a 5 rapporti.

Ha un sistema d’accensione elettronica Marelli Microplex MED 120 B e l’iniezione elettronica Bosch KE-Jetronic.

Nel 1988 vengono apportate lievi modifiche agli interni ed ai cerchi ruota, ora a 5 bulloni.

Nel 1989, per adeguarsi alla normativa antinquinamento, perde 10 cv con il montaggio della marmitta catalitica.

La Testarossa è stata prodotta in 7177 esemplari, fino al 1991 (tra il n.53081 e il n.91923).

Un esemplare unico in configurazione spider con tetto pieghevole fu realizzato per l’Avvocato Gianni Agnelli.


FERRARI 512 TR (1992)

Al Salone di Los Angeles del 1992 debutta la 512 TR, prima evoluzione della Testarossa.

Le modifiche estetiche sono limitate al nuovo frontale, con una mascherina più raccordata e nuovi paraurti; gli interni sono completamente nuovi. Più sostanziose le modifiche alla meccanica : il motore viene modificato nei pistoni, nell'albero motore e nei condotti d'aspirazione e scarico,ha un nuovo impianto di iniezione Bosch.

La potenza sale a 428 cv e la velocità massima a 314 km/h.

Bastano 4,8 secondi per farla scattare da 0 a 100 km/h.

Il telaio viene irrobustito e l'ABS è di serie.


FERRARI F 512 M (1994)

A dieci anni dalla presentazione, debutta l'ultima evoluzione della Testarossa.
Le novità estetiche riguardano ancora il frontale, con la ca-landra ridisegnata e i fari a vista carenati da una copertura in trasparente sintetico, anziché a scomparsa come sulle serie precedenti. Ha nuovi paraurti, nuovi cerchi e vede il ritorno dei gruppi ottici posteriori doppi, circolari e senza grigliatura.
All'interno cambiano alcuni dettagli, ma le variazioni sotto l'aspetto tecnico sono importanti.

Il telaio è ancora in tubi d'acciaio, con sezioni differenziate, ma la carrozzeria è interamente in alluminio.

La potenza del motore sale a 440 CV. Le prestazioni, grazie anche al peso ridotto di 60 kg, arrivano ad una velocità di 315 km/h e di un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,68 s.

Viene prodotta in meno di 500 unità ed è l'ultima della dinastia delle FERRARI spinte da un motore V12 boxer, nata con la 365 GT4 BB nel 1973.

Esce dal listino nel 1996 cedendo il posto alla 550 Maranello.

La serie Testarossa è stata prodotta in circa 10.000 esemplari di cui 7177 TESTAROSSA, circa 2.300 512 TR e circa 500 F512 M.

FERRARI 512 BB
FERRARI 512 BB - la "mamma"

FERRARI TESTAROSSA 1956
FERRARI TESTAROSSA 1956



FERRARI TESTAROSSA 1984 posteriore

FERRARI TESTAROSSA mono-specchio

FERRARI TESTAROSSA profilo

FERRARI TESTAROSSA posteriore laterale

FERRARI TESTAROSSA anteriore




E' famosa la TESTAROSSA in colore bianco in dotazione a Don Johnson e Philip Michael Thomas nella serie di telefilm MIAMI VICE. Inizialmente i due guidavano una Chevrolet Corvette "travestita" da FERRARI 365 GTS/4.
Si narra che per ovviare a questa imbarazzante situazione il Cav. Enzo Ferrari abbia donato alla produzione due VERE FERRARI TESTAROSSA bianche.

FERRARI TESTAROSSA MIAMI VICE



FERRARI TESTAROSSA 512 TR
FERRARI 512 TR (1992)
FERRARI TESTAROSSA 512 TR posteriore



FERRARI F512 M
FERRARI F 512 M

FERRARI F 512 M posteriore

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