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Site story - Storia del sito



     The story

The story began on 1956 Christmas morning. I was six. As I woke up, I found a toy beside my bed, a car transporter truck with its tender, full of tiny car models. It was the Fiat 682 from Mercury, and the cars inside were the Fiat 600 and 1100, the Alfa Romeo Giulietta and 1900 and the Cadillac Eldorado, all from Mercury. Since then, the most desired presents were car models and on every Christmas my "fleet" increased.

When I grew up a little, I was always watching the ads on the Mickey Mouse magazine, too see the latest announcements from Mercury or Politoys. I was so fortunate to receive many of them. I was of course playing a lot with these models, since they really were toys for me. But since my play was to reproduce the town traffic or simply drive those little cars as if they were the real ones, they arrived until today still in good conditions. Every day I opened a huge tin box, where I used to store the models, choosed which cars use, opened carefully every single cartoon box and played around. At the end, I stored the models in their boxes and then in the tin box again. Sounds incredible? But I loved them too much! So, this was my collectioner "first phase": the game.

The second phase: exchanges. Growing up, I slightly passed from playing to collectioning. In Italy had its birth the Quattoruotine Club (derived from the car magazine "Quattroruote"), so I began to attend to the monthly meetings. When adult, I found that I couldn't have all the models in the world, so I decided to choose a collection "theme" (in fact, two themes): european cars and racing cars (my passion). Then I made an unforgivable mistake: in order to gather some anonymous english, german or french saloon car, I gave away in change almost all my american cars and the Fiat 682 truck itself! How could I! Second mistake: at that time many used to modify by hand production models, in order to get some different model or version not available in catalogs. I therefore modified by myself some now valuable model like a Fiat 600, an Alfa Romeo GT, a Lancia Fulvia coupè, etc. Fortunately I was wise enough to do it only with doubles! In that period I also mounted some plastic mounting kit model.
In the following years I let car models apart: study, marriage, home, work. But when I saw a nice model I simply couldn’t resist. 
In the mature age began the third phase: public model exchange events and “obsolete” models specialized shops. I again had the desire of those models that I couldn’t get when I was young. So my collection increased quite significantly, buying back all American cars I gave away years before.

In 1997 my daughter was born and since she had the right to have some time and also some home space, I gave up the wish to increase the collection, also because by now it was too difficult to find interesting obsolete models.

Then, some times ago, I went to the Museum of Automobiles in Torino (Italy), which, by the way, is a really modern and exciting museum, completely renewed in 2011, and, after the visit, I had an idea. Today my collection is almost completely hidden in boxes. I had the desire to get it visible to other people in a kind of virtual museum, using Internet technologies. Nevertheless, taking photos, I had the opportunity to see all models and … play a little again. And here we are.

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   La storia




Tutto cominciò la mattina di Natale del 1956. Avevo 6 anni. Svegliandomi, trovai sul comodino accanto al mio letto un camion e rimorchio “bisarca”, per il trasporto auto, pieno di modellini, quelle che chiamavamo “macchinine”. Era il Fiat 682/N2 della Mercury, mentre mi par di ricordare che i modellini a bordo fossero le Fiat 600 e 1100, le Alfa Romeo Giulietta e 1900 e la Cadillac Eldorado, tutte Mercury. Da quel giorno, il regalo più desiderato furono le macchinine ed ad ogni Natale il mio “parco” aumentava. Più grandicello, attendevo con gioia la pubblicità della Mercury o della Politoys su Topolino, per scoprire quali nuovi modelli stavano per uscire, ed ebbi la fortuna di poterne avere tanti in regalo. Ovviamente con questi modelli giocavo tantissimo, ma il mio gioco era la riproduzione del traffico cittadino e soprattutto era il piacere di guidare questi modellini fingendo che fossero auto vere. Ogni giorno aprivo una grande scatola di latta, sceglievo quelle con cui giocare, aprivo le varie scatoline, giocavo, poi le riponevo ordinatamente. Incredibile, vero? Ma ci tenevo troppo!  Questa fu quella che chiamerei la mia “prima fase” di collezionista: il gioco.

Seconda fase: gli scambi. Crescendo, passai gradatamente dal gioco alla collezione. Era nato il Club Quattroruotine e ad un certo punto mi iscrissi e cominciai a frequentare le riunioni mensili. In quel periodo, ormai adulto, rendendomi conto che non potevo collezionare tutti i modelli, decisi un tema, anzi due: auto europee ed auto da corsa (la mia passione). Così commisi un’errore imperdonabile: pur di raccogliere anonime berline inglesi, tedesche e francesi, diedi in cambio quasi tutte le mie berline americane e lo stesso camion Fiat 682/N2! Secondo errore: allora andavano di moda le elaborazioni, cioè modificare artigianalmente un modellino per ottenere un modello diverso, non ancora riprodotto da altri. Così modificai modelli di una certa importanza storica, come una Fiat 600, un’Alfa GT, una Fulvia coupè, ecc.. Fortunatamente ebbi l’accortezza di farlo con dei doppioni! In questo periodo costruii anche automodelli in plastica in scatola di montaggio.  

Più avanti lasciai un po’ in disparte gli automodelli: lo studio, il matrimonio, la casa, il lavoro. Però quando vedevo un bel modellino, raramente resistevo. 

In età matura iniziò la terza fase: quella delle mostre scambio e dei negozi specializzati in modelli “obsoleti”. Mi tornò la voglia di avere quei modelli che non avevo potuto acquistare da giovane. Così, fra mostre scambio, contatti e negozi, ampliai parecchio la collezione, riacquistando fra l’altro tutte le americane che avevo scambiato anni prima.

Nel 1997 nacque mia figlia, per la quale, dovendole giustamente dedicare, oltre che il tempo, anche un po'dello spazio di casa, lasciai perdere ogni ulteriore velleità di ampliare la collezione, anche perché ormai era sempre più difficile trovare obsoleti interessanti.

Poi, qualche tempo fa, visitai il Museo dell'Automobile di Torino, che, a proposito, è stato completamente rinnovato nel 2011 ed è veramente un museo moderno e molto interessante, e così avvenne che, dopo la visita, ebbi un'idea. Oggi la mia collezione è quasi completamente nascosta in scatole. Da qui il desiderio di renderla visibile ad altri in una sorta di museo virtuale, sfruttando le tecnologie che Internet mette a disposizione. Senza nascondere che, per fotografare i modellini, ho un motivo per rivederli tutti e … giocarci di nuovo un po’. Ed eccoci qui.


Riccardo