Beato Luigi Variara

Era il 1887 quando Luigi Variara, ancora ragazzino, incontrò per la prima volta l'instancabile don Bosco. «Eravamo nella stagione invernale - scrisse da adulto Variara - e un pomeriggio stavamo giocando nell'ampio cortile dell'Oratorio quando, all'improvviso, si intese gridare da una parte all'altra: don Bosco, don Bosco! Istintivamente ci lanciammo tutti verso il nostro buon padre, che facevano uscire per una passeggiata nella sua carrozza. Lo seguimmo fino al posto dove doveva salire sul veicolo; subito si vide don Bosco circondato dall'amata turba infantile. Mi avvicinai più che potei, e nel momento in cui lo aiutavano a salire sulla carrozza, mi rivolse un dolce sguardo, e i suoi occhi si posarono attentamente su di me. Quel giorno fu uno dei più felici per me; ero sicuro d'aver conosciuto un Santo, e che quel Santo aveva letto nella mia anima qualcosa che solo Dio e lui potevano sapere».
Nato a Viarigi (Asti) nel 1875 Luigi Variara fu condotto undicenne a Torino-Valdocco dal padre. Entrato in noviziato il 17 agosto 1891, lo concluse emettendo i voti perpetui. Dopo si trasferì a Torino-Valsalice per lo studio della filosofia. Qui conobbe il venerabile Andrea Beltrami. A lui si ispirerà don Variara quando in seguito, ad Agua de Dios (Colombia), alle sue Figlie dei Santissimi Cuori proporrà la «consacrazione vittimale». Nel 1894 don Michele Unia, il missionario salesiano che da poco aveva cominciato a lavorare tra i lebbrosi di Agua de Dios, passò da Valsalice e invitò il giovane Luigi a seguirlo nel suo lebbrosario: «Io dissi di sì e mi pareva un sogno». Giunse ad Agua de Dios il 6 agosto 1894. Il lazzaretto comprendeva due mila abitanti di cui 800 lebbrosi. Nel 1895 don Unia morì. Toccò a Variara raccoglierne l'eredità. E don Luigi fu ordinato sacerdote in quel paese: era il primo prete salesiano ad essere ordinato in Colombia.
In quegli anni incentivò la fondazione di una congregazione femminile. Presso le Suore della Presentazione, presenti ad Agua de Dios, era nata l'Associazione delle Figlie di Maria, un gruppo di circa 200 ragazze di cui molte lebbrose. Non gli fu difficile scoprire tra quelle giovani qualcuna idonea alla vita religiosa. Ma era una meta ardita. Nessuna congregazione avrebbe mai accettato una figlia di lebbrosi e tanto meno un'ammalata di lebbra. Allora don Luigi decise di formare una nuova congregazione, in modo da accogliere anche quelle vocazioni. Dopo solo due anni erano già ventidue le giovani che ne entrarono a far parte.
In seguito su don Variara e sulla nascente congregazione delle Figlie dei Santissimi cuori di Gesù e Maria furono avanzate forti perplessità. Anche l'arcivescovo, che pur ne aveva dato l'approvazione, cominciò a ritirare il suo sostegno. Così per qualche tempo il missionario italiano fu inviato a lavorare nelle chiese di Mosquera, Contratacion e Bogotà. Sospettato di essere ammalato di lebbra - diagnosi che poi risulterà errata - tornò ad Agua de Dios. Ma dopo pochi mesi fu trasferito a Baranquilla. Due anni dopo, nel 1921, in obbedienza, accettò di trasferirsi a Tariba, una cittadina venezuelana. Vi giunse fortemente malandato in salute. I medici consigliarono di fargli cambiare clima. Fu così ricondotto in Colombia, a Cùcuta. Ma la situazione precipitò rapidamente. Morì il 1° febbraio 1923, lontano dai suoi lebbrosi. Aveva 49 anni, di cui 24 di sacerdozio. Sepolto a Cùcuta, fu trasportato nel 1932 nella cappella delle sue suore ad Agua de Dios, dove oggi riposa. Attualmente le sue suore sono 375. sparse in 11 nazioni di America, Europa e Africa, dedite in particolar modo alla pastorale della salute.
Il Martyrologium Romanum pone il culto al 1° febbraio mentre la Famiglia Salesiana lo ricorda il 15 gennaio.
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