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Monergismo - Confronto fra due concezioni


Il Monergismo

In teologia, il monergismo è la dottrina secondo la quale nella rigenerazione del peccatore (nuova nascita) lo Spirito Santo è l'unica causa efficente, che la volontà umana non possiede alcuna autentica inclinazione verso la santità, fintanto che essa non sia rigenerata e che quindi non possa cooperare alla propria rigenerazione.

Lo Spirito Santo, che ci unisce a Cristo, ci risveglia attraverso la chiamata che viene fatta dalla predicazione della Sua Parola, disarma la nostra innata ostilità, guarisce la nostra cecità, illumina la nostra mente, crea la capacità di comprendere, trasforma il nostro cuore di pietra in un cuore di carne. E' solo allora che comprendiamo la bellezza e l'eccellenza di Cristo. Questo Spirito di grazia, che opera nel cuore di una persona fa sì che il suo cuore si rallegri della Sua Parola - ciò che ci permette, con i nostri sentimenti rinnovati, di abbracciare Cristo volentieri e con gioia.

Il monergismo è quando Dio trasmette quella potenza nell'anima decaduta per la quale la persona che è destinata alla salvezza è messa in grado di ricevere l'offerta della redenzione. Si riferisce al primo passo (la rigenerazione) che ha priorità ed è fattore causante del desiderio e capacità morale e spirituale di conformarsi a tutti gli altri aspetti del processo d'essere uniti a Cristo (cioè la capacità di accogliere il Redentore con fede vivente, ravvedersi dai propri peccati ed amare Dio ed il Mediatore con tutto il nostro cuore.

Il monergismo non fa riferimento all'intero processo che dà luogo alla giustificazione ed alla santificazione, ma solo alla concessione delle capacità spirituali per poterci conformare ai termini del patto di grazia. La Riforma protestante non era interessata semplicemente a stabilire il principio della giustificazione per grazia mediante la fede, ma, più importante ancora, se i peccatori siano impotenti nei loro peccati, se Dio sia da considerarsi come Colui che li salva con una grazia libera, incondizionata ed invincibile, non solo giustificandoli per i meriti di Cristo quando essi giungono alla fede, ma pure risuscitandoli dalla morte dovuta al peccato mediante il Suo Spirito vivificante al fine di portarli alla fede.

Il sinergismo

Il sinergismo, invece, è la dottrina secondo la quale vi sarebbero due agenti, due cause efficienti nella rigenerazione, cioè la volontà umana e lo Spirito di Dio che, in senso stretto, coopererebbero alla salvezza. Questa teoria, di conseguenza, sostiene che l'anima umana, con la caduta, non abbia perduto ogni inclinazione verso la santità, né tutte le sue capacità di perseguirla sotto l'influenza di motivazioni ordinarie.

La dottrina sinergista della grazia preveniente non risolve il problema, ma semplicemente lo sposta indietro, perché se tutti hanno la grazia e solo alcuni credono all'Evangelo, che cos'è che fa la loro differenza? Gesù Cristo o qualcosa in loro? Secondo il sinergista, c'è qualcosa oltre la grazia che rende una creatura umana diversa dall'altra. Questa concezione non biblica è la più grande minaccia che oggi vi sia nella Chiesa alla comprensione dell'Evangelo.

Lo schema seguente mette in evidenza i maggiori punti di differenza fra i due sistemi.

Sinergismo
Monergismo
Causa di rigenerazione
La rigenerazione è l'opera di Cristo più la buona volontà della creatura umana decaduta. Ciò che differenzia le persone l'una dall'altra non è la sola grazia di Cristo, ma Gesù più la buona volontà della creatura umana decaduta. La rigenerazione è solo l'opera dello Spirito Santo, la quale applica i meriti della vita e della morte sacrificale di Cristo alla creatura umana decaduta che Dio sovranamente elegge a salvezza. Ciò che differenzia le persone l'una dall'altra è Gesù Cristo,
La causa che innesca la rigenerazione è la fede. La rigenerazione ha la priorità causale sulla fede. Proprio come una persona deve avere gli occhi prima di poter vedere ed orecchi prima di poter sentire, così una persona prima deve avere un cuore nuovo per poter comprendere la verità spirituale.
La fede e l'amore per Dio sono qualcosa che il peccatore genera da sé stesso, che la sua natura peccaminosa non preclude. La fede non è il prodotto della nostra natura umana non rigenerata. Essa è il prodotto immediato ed inevitabile della nuova natura impartita da Dio agli eletti. Il nuovo cuore ama Cristo naturalmente.
Dio e la creatura umana devono cooperare affinché si produca la rinascita spirituale. La grazia di Dio ci incontra sulla via della salvezza a metà strada. La grazia di Dio ci porta sulla via della salvezza solo per un certo tratto. E' la creatura umana non rigenerata che deve determinare il proprio destino ultimo. In altre parole, è la fede in Cristo che da origine alla nuova nascita. Dio, lo Spirito Santo, soltanto produce la rigenerazione, senz'alcun contributo da parte del peccatore, allo stesso modo in cui un bambino non contribuisce alla propria nascita. E' un'opera di Dio. La nuova nascita, nelle Sacre Scritture, non è un imperativo, non è "comandata". E' Dio che deve far nascere di nuovo una persona.
Dio attende con ansia che le creature umane decidano liberamente per Lui. Dio attende che la volontà umana prenda la sua decisione. E' Dio stesso che mette in grado il peccatore di volere, che si decida per Lui.
Le Persone della Trinità hanno obiettivi conflittuali nel realizzare e applicare la salvezza. Il Padre elegge un popolo particolare; il Figlio muore per un popolo in generale; e lo Spirito Santo applica la redenzione in modo condizionale a coloro che esercitano il loro libero arbitrio autonomo. Le Persone della trinità operano in armonia. Il Padre elegge un popolo particolare (Efesini 1:3-5); Cristo muore per coloro che il Padre Gli ha affidato (Giovanni 17:9,15; Apocalisse 5:9) e lo Spirito santo, similmente, applica i benefici della redenzione a questi stessi. La rigenerazione è uno dei benefici della redenzione ad opera di Cristo.
Il ristabilimento delle gacoltà spirituali subentra dopo che la creatura umana, senza lo Spirito Santo, esercita fede attraverso le proprie capacità naturali ed innate. Essa ha la capacità di vedere la verità spirituale prima ancora di essere risanata (vedi 1 Corinzi 2:14). Essa ha capacità e4 desideri spirituali per ricevere la verità, prima che Dio le conceda una qualsiasi capacità spirituale. La presenza della "luce" non è sufficiente per far sì che un cieco veda. Prima è necessario ristabilirgli la vista (Giovanni 3:3-6). E' necessaria capacità spirituale per poter ricevere la verità. Questa capacità deve essere preliminare (1 Corinzi 2:12; Giovanni 6:63-65,37).
Concezione dell'uomo
Il peccatore decaduto ha la capacità e l'inclinazione potenziale a credere prima ancora della sua nuova nascita. Il peccatore decaduto non ha alcuna comprensione, capacità morale od inclinazione a credere prima della sua nuova nascita (1 Corinzi 2:14).
Nella creatura umana decaduta c'è abbastanza bene da permetterle di volgere verso Cristo il suo amore. la creatura umana decaduta coltiva nel suo cuore un'ostilità di fondo verso Dio, ama le tenebre, odia la luce e non possiede lo Spirito santo, "Non c'è nessuno che cerchi Dio" (Romani 3:11). I peccatori non si volgerebbero mai spontaneamente a Dio senza che Dio stesso li mettesse in grado di farlo dando loro nuovi sentimenti.
I peccatori hanno bisogno di aiuto, sono degli andicappati spirituali.
I peccatoru sono spiritualmente morti ed hano bisogno di una nuova natura (mente, cuore, volontà), hanno bisognov della rigenerazione.
La creatura umana, così come oggi si trova è malata e nella condizione di un uomo che sta annegando.Dio non sarebbe misericordioso se non cercasse di salvarlo gettandogli una fune da afferrare. La creatura umana, cosìi com'è, è spiritualmente impotente e moralmente colpevole del suo peccato. La nostra incapacità morale non è comer un handicap fisico o come un uomo che stia annegando, del che non avrebbe colpa, ma come un uomo che non possa pagare i suoi debiti perché ha sperperato i suoi soldi. L'incapacità di pagare, quindi, non ci solleva dalla responsabilità morale di farlo. Dio, nella Sua misericordia, non ci getta semplicemente una fune, ma si immerge Egli stesso per assicurarsi che non anneghiamo.
Ha bisogno della salvezza dalle conseguenze del peccato: infelicità, inferno, dolore psicologico. Ha bisogno della salvezza per rimuovere la colpa che abbiamo verso un Dio santo che giustamente ci condanna e dalla potenza e schiavitù che il peccato comporta.
La creatura umana, così com'è, è sovrana per quanto riguarda le sue scelte di accettare o di respingere Cristo. Dio risponde condizionalmente alla nostra decisione. L'amore di Dio per il peccatore, quindi, è condizionale. La creatura umana, così com'è non può contribuire in alcun modo alla sua salvezza. La fede è una risposta resa certa in seguito dell'opera efficace dello Spirito Santo. Noi rispondiamo all'amore incondizionato di Dio (Atti 13:48; Giovanni 6:37).
Quegli uomini e quelle donne che sono salvati, sono tali o perché hanno generato un pensiero giusto, o un giusto sentimento, oppure una giusta volizione, che li ha condotti alla loro salvezza, mentre altri non hanno avuto il naturale necessario per giungerea quella fede che Dio richiede loro per ottenere salvezza. La salvezza, quindi, dipende da qualche virtù o capacità che Dio vede in certe persone. Non soltanto Gesù, ma Gesù, più...
Non esiste creatura umana decaduta che possa generare un pensiero, un sentimento o una volizione giusti che li conduca a questa salvezza. Noi non giungeremmo mai alla fede se lo Spirito Santo non venisse a disarmare la nostra ostilità verso Dio. La salvezza, quindi, dipende dal beneplacito di Dio (Efesini 1:4,5,11), non da qualche virtù o buona volontà che Egli veda in noi.
La natura ed i sentimenti umani non determinano o causano le nostre scelte. Anche senza l'opera dello Spirito Santo per trasformare il nostro cuore, il peccatore può ancora fare una decisione salvifica di credere all'Evangelo. Secondo questo schema, Dio concede abbastanza grazia per mettere la creatura umana im posizione neutrale che può volgersi o per Gesù o contro Gesù (un fatto casuale?). La natura della creatura umana determina i suoi desideri e sentimenti oppure causano le nostre scelte. Gesù rende testimonianza di questo: "Non c'è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono" (Luca 6:43). Solo Cristo può rendere buono un albero affinché dia buoni frutti (vedi pure Giovanni 8:34;42-44; 2 Pietro 2:19).
Concezione dell'Evangelo
L'Evangelo è un invito.
L'Evangelo non è semplicemente un invito, ma un comando (1 Giovanni 3:23)
Cristo è morto per tutti i nostri peccato, eccetto l'incredulità. Cristo è morto per tutti i nostri peccati inclusa l'incredulità.
Sono i peccatori ad avere nelle loro mani la chiave della salvezza. E' la volontà umana a determinare se la morte di Cristo sia efficace oppure non efficace. Dio ha la chiave della nostra salvezza nelle Sue mani. E' l'eterno decreto di Dio che determina a chi sono applicati i benefici della redenzione.
Sarebbe ingiusto che Dio non desse a tutti una chance, una possibilità di salvezza. Se Dio eseguisse la Sua giustizia, allora nessuno di noi potrebbe reggere, dato che ciascuno di noi, creature umane, è in attiva ribellione contro un Dio infinitamente santo. Egli non ci deve nulla e non è in obbligo alcuno di salvarci. La rigenerazione, quindi, è un puro atto di misericordia immeritato perché il castigo che, secondo la Sua giustizia, noi meriteremmo è stato espiato da suo Figlio, il quale così distoglie da noi la giusta ira di Dio.
Dopo che Dio trasforma il cuore di una persona da pietra a carne, l'appello alla salvezza dello Spirito santo può ancora essere resistito. Dopo che Dio trasforma il cuore di una persona da pietra a carne, nessuno vuole resistergli. Per definizione, i nostri desideri, inclinazioni e sentimenti sono stati tanto cambiati che noi ci volgiamo per fede a cristo volentieri e con gioia.
La salvezza è accordata a quei peccatori (non rigenerati) che scelgono e desiderano Cristo di loro propria volontà. Indipendentemente dalla grazia, non c'è alcun peccatore decaduto (non rigenerato) che corrisponda a quella descrizione. Il desiderio per dio non fa parte della vecchia natura.
Dio conferisce la Sua grazia in risposta alla preghiera della creatura umana. E' la grazia stessa che ci porta a pregare Dio (Romani 10:20; Isaia 65:1).
Dio manifesta su di noi la Sua misericordia quando crediamo, vogliamo, desideriamo, ci sforziamo, operiamo, preghiamo, vigiliamo, studiamo, cerchiamo, chiediamo o bussiamo, indipendentemente dalla grazia rigenerante. Cercare e desiderare Dio prima della nuova nascita è impossibile (Romani 3:11; 1 Corinzi 2:14). E' per l'infusione e la vivificazione dello Spirito Santo in noi per il quale noi abbiamo la fede e la forza di volere, desiderare, sforzarci, operare, pregare, vegliare, studiare, cercare, chiedere, bussare e credere nell'opera compiuta da Cristo.
Il fatto che ci venga comandato di ravvederci e di credere all'Evangelo implica la capacità del peccatore a farlo. Il comando che viene rivolto ai peccatori di ravvedersi e credere, non implica che lo possano fare. Secondo la Scrittura, l'intenzione divina della Legge è quella di rivelare la nostra impotenza morale a parte dalla grazia (Romani 3:20; 5:20; Galati 3:19.24). La legge non era destinata a conferire la forza di adempierla, ma di spogliarcene.
Dio aiuta quelli che aiutano sé stessi.
Dio solo aiuta coloro che non possono aiutare sé stessi (Giovanni 9:41)
La persona non rigenerata contribuisce solo un poco alla sua salvezza.
Non porto nulla nelle mie mani, mi aggrappo semplicemente alla Tua croce.
Il ravvedimento è considerato un'opera umana.
Il ravvedimento è un dono di Dio (2 Timoteo 2:25).
Uno dei più grandi doni che Dio fa alle creature umane è quello di non interferire mai con la loro libera volontà. La condanna più grande che mai Dio potrebbe infliggere ad un essere umano sarebbe quella di lasciarlo nelle mani della propria libera volontà. Se la salvezza fosse lasciata nelle mani di peccatori irrigenerati, dovremmo veramente perdere ogni speranza di essere salvati. E' un atto di misericordia, quindi, che Dio risvegli i morti nel peccato, dato che coloro che sono privi dello Spirito di dio non possono assolutamente comprendere le cose di Dio (1 corinzi 2:14).
Per la volontà umana la salvezza è possibile.

Per la volontà umana la salvezza (ravvedimento e fede) è impossibile, ma a Dio ogni cosa è possibile (Matteo 19:26; Romani 9:16; Giovanni 6:64-65). Dalla carne nasce carne, ma è lo Spirito a far rinascere lo spirito umano (Giovanni 3:6).


Nota: Dio agisce in modo unilaterale, prendendo l'iniziativa con un atto di grazia sovrana verso il peccatore - grazia che precede e che efficacemente produce, la fede giustificante. La risposta di fede del peccatore è penultima, dato che, nel monergismo, si pone accanto alla grazia ultima e sovrana di Dio. Così come il primo atto di un neonato è quello di respirare, così l'atto di fede è il primo atto del peccatore rigenerato nella sua nuova nascita in Cristo.

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