Scontri negli stadi

Sovente si sente parlare in televisione o si legge nei giornali degli scontri che avvengono tra fazioni ultrà durante una partita di calcio, e questi tragici eventi mi portano a riflettere sempre di più sul valore dello sport oggi e sul modo in cui la società si relaziona con questo.Penso sia lecito che una persona, dopo una dura settimana (di studio o di lavoro che sia), vada allo stadio con gli amici per scaricare la tensione e divertirsi intonando cori e saltando in compagnia in un'atmosfera magnifica e carica d'energia come quella che c'è in uno stadio, ma se si va allo stadio per cantare con cori razzisti, per mettere in mostra svastiche e striscioni nazisti, per fare i violenti, allora credo che si oltrepassi il limite. IL calcio italiano è criticato dagli altri paesi europei per mancanza di pubblico e questo spopolamento degli stadi non è dovuto alla mancanza d'interesse, poichè viene molto seguito in televisione. Il fatto è che le famiglie italiane hanno paura di andare a vedere le partite di calcio, non tutte certo, solo quelle a rischio, a causa del pericolo del coinvolgimento in scontri di ultrà, ma non solo per questo motivo: molti sono infastiditi anche dalle ideologie politiche estremiste che questi gruppi sostengono. A pensarla così non sono solo gli spettatori, ma anche persone che fanno lo sport e che allenano squadre di calcio. Mi riferisco a Fabio Capello, allenatore della nazionale inglese di calcio da poco tempo, che ha potuto quindi constatare in prima persona le differenze tra realtà calcistiche completamente diverse. Il c.t. dice infatti che in Italia non ci sarebbero problemi se le leggi venissero rispettate: il Vimimale ha proibito di portare striscioni di nascosto e senza autorizzazione,di portare petardi, lanciare oggetti, ma di fatto tutto continua e nessuno viene punito seriamente dalla legge. Inoltre dice che la televisione propaganda queste squadre ultrà inquadrando prima e dopo la paartita gli striscioni volgari e mettendo in rilievo le risse che avvengono sugli spalti. Basta, per fare un esempio, ricordare Striscia la notizia, che dedica una parte del programma alla visione di alcuni striscioni (la maggior parte delle volte divertenti sì, ma spesso anche pungenti). Pochi ritengono il problema degli ultrà effimero, sostenendo che ultimamente sono state attuate delle riforme per quanto riguarda la sicurezza negli stadi ,si è provato a eliminare la polizia e incrementare il numero degli steward è stata anche introdotta la tessera abbligatoria del tifoso e si è visto che gli scontri sono diminuiti. Resta però il fatto che gli ultrà restano comunque un problema, si lasciano andare compiendo atti vandalici dentro e fuori lo stadio, portano comunque oggetti non permessi e creano confusione, si scontrano con la polizia e a volte ci scappa anche il morto, come è accaduto varie volte in Italia da qualche anno a questa parte, e a dirlo non sono io, parlano i fatti.
Quindi, se per gli ultrà tutto questo è normale, penso che dovrebbero ricredersi: a tutti piace scherzare e divertirsi, ma non in questo modo, perchè così facendo stanno infastidendo la maggior parte dei tifosi, che hanno una concezione sana dello sport, e non ricordano che la loro libertà finisce quando inizia quella degli altri.
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