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Giovanni Verga: analisi di "Mastro-Don Gesualdo"

Questo libro è stato scritto nel 1889 da Giovanni Verga e parla delle vicende di un'uomo, mastro-don Gesualdo, che da semplice operaio è divenuto l'uomo più ricco del paese, ma col passare del tempo attira le inimicizie di molti e i suoi affari non vanno a gonfie vele; prima di morire, don Gesualdo Motta subisce altre disgrazie: la morte della moglie, l'infelicità della figlia, il mancato aiuto dei vecchi amici. La funzione che mette in moto il movimento narrativo è il matrimonio tra don Gesualdo e donna Bianca Trao, che porta poi alla nascita di Isabella, che si sposa con il duca, che porta alla cessione delle migliori terre di don Gesualdo che, al vederle sfruttate in mal modo, ri rode dentro pensando a quanto aveva lavorato. Le vicende sono narrate in un tempo storico indeterminato e per l'assenza di marche temporali non si può definire neanche la durata delle vicende. L'ordine cronologico degli eventi è rispettato dato che non si trovano analessi o prolessi. I movimenti narrativi più usati sono il sommario, l'ellissi e la scena. A livello topografico le vicende si svolgono in Sicilia. Il personaggio principale per eccellenza è don Gesualdo, seguito dal canonico Lupi, don Diego, Bianca e Nanni L'Orbo. Si ha un narratore esterno nascosto come voce narrante, che attua una focalizzazione zero, usando il discorso diretto e indiretto libero per esprimere le parole e i pensieri dei personaggi.
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