SCHEDATURE IN TICINO - LE SCHEDE DELLA POLIZIA FEDERALE RACCONTANO

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Questo articolo fu pubblicato il 5 giugno 1992 sulla stampa ticinese di sinistra, Libera Stampa e Politica Nuova. Esso valse all'autore commenti poco lusinghieri sul Dovere e sul Corriere del Ticino***, suffragati in parte (Dovere) da citazioni falsificate. Poiché sull'argomento non è stato pubblicato praticamente nient'altro e chi scrive è stato il solo ad esaminare attentamente le schede pervenute al Comitato contro lo Stato ficcanaso (che poi non ha fatto nulla del suo progetto di "libro bianco"), penso valga la pena metterlo in rete a imperitura memoria (ammesso che qualcuno capiti su questa pagina).

V. anche le pagine  RAPPORTI SCHEDATURE  e  DOSSIER BUPO

POLIZIA POLITICA IN TICINO: LE SCHEDE DELLA BUPO RACCONTANO

Rapporti mensili sulle "attività estremiste", rapporti elettorali con allegate liste dell'opposizione di sinistra, rapporti su festival di Locarno, teatri alternativi, circoli culturali: a dispetto delle dichiarazioni ufficiali, la febbre nazionale delle schedature non ha risparmiato il Ticino. Ne sono testimoni le schede inviate da Berna negli ultimi due anni ai richiedenti subalpini. Dalla cinquantina di documenti esaminati, con oltre 1200 iscrizioni che vanno dal 1956 al gennaio 1990, emerge un quadro meno edificante di quello presentato due anni fa dalla sottocommissione del Gran Consiglio per la gestione, stando alla quale "il Ticino è stato fortunatamente soltanto sfiorato dal fenomeno degenerativo".

TICINO SFIORATO... IN PIENO (1)

  Il rapporto della Gestione parla di una "flessione" delle  registrazioni negli anni'70 rispetto alla "frequenza e intensità" del decennio precedente. Le schede esaminate - in maggioranza raccolte dal "Comitato contro lo Stato ficcanaso" che intende pubblicare un "libro bianco" - sono forse più "fresche" della media: circa il 60 per cento delle registrazioni sono degli anni '70 e oltre il 20 per cento degli anni '80. Non trova in ogni caso conferma che "dalla seconda metà degli anni Settanta", la raccolta di informazioni riguardi "quasi esclusivamente episodi connessi con procedimenti penali specifici, mentre la schedatura si limita ai soli nominativi direttamente implicati nelle inchieste": una porzione irrilevante di "input" si riferisce a inchieste penali.

  Ecco una serie di motivi di schedatura post '75 aventi per fonte la polizia ticinese: essere eletto sulla lista del PdL alle comunali (1976), prendere la parola a una manifestazione studentesca autorizzata "per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla disoccupazione magistrale" (1977), essere membri dell'associazione "Cultura popolare" di Balerna (1978), figurare sulla lista elettorale del PSA (1979 e 1983), parcheggiare l'auto nei dintorni della sala dove si tiene un congresso pacifista (1980).

  Più recenti: essere cofirmatario dell'iniziativa antiesercito (1985), invitare in Ticino un diplomatico dell'Est conosciuto a una partita di calcio (1987), fare un viaggio in Nicaragua (1988), chiedere il permesso di parola per un oratore straniero a nome del Comitato di solidarietà per il Centroamerica (1988), sposarsi (1988, ultima annotazione di uno schedato del Locarnese).

  Bellinzona ha continuato a mandare a Berna rapporti sulle elezioni in Ticino con le liste di PSA-PdL-LMR/PSL fino al 1983. Poi la "Bundespolizei" si è accorta che poteva trovare fatti e nomi direttamente sui giornali. Nel 1988, ha schedato "in corpore" la neodirezione del PSU copiando semplicemente da "Politica nuova".
 

 SOVVERSIVI AL CINEMA

L'utilità, ai fini della "protezione dello Stato", delle "osservazioni" della polizia politica non è evidente. Sulla scheda di uno dei ticinesi processati nel 1981 quali "fiancheggiatori" del terrorismo italiano si leggono annotazioni del tipo: "Da Cdo. Pol. TI: Rapporto sul XXVII festival internazionale del film di Locarno. Il 3.8.74 fu proiettato il film 'Cerchiamo per subito operai offriamo' di HERMANN Willi 41. Al cinema e alla successiva discussione furono notati diversi membri e simpatizzanti della LMR. Figura su questa lista". 

Il suo nome compare pure nel "Rapporto sulla manifestazione folcloristica del 2.2.76 nell'aula magna del ginnasio cantonale di Losone" e non manca nel "Rapporto su una conferenza serale del CIRCOLO DELLE ARTI (il maiuscolo indica che il "Circolo" è pure schedato, ndr) il 3.2.76 sul tema 'Garcia Marquez e la realtà latinamericana'". Sulla sua scheda figurano ben 116 annotazioni dal 1965 al 1980, ma per motivare la prima inchiesta formale nei suoi confronti, a quasi dieci anni dai reati in questione, ci vollero le rivelazioni di un pentito... pubblicate su "Lotta continua".

I furti di armi ed esplosivi contestati a lui e ai suoi compagni in tribunale furono motivo - o pretesto - per mettere sotto controllo decine di telefoni in tutta la Svizzera. Le telefonate di un futuro deputato PSU furono origliate per due mesi, il tutto per carpire solo alcune "conversazioni sull'aiuto al Vietnam".
 

PARCHEGGI A RISCHIO

Accuratezza e puntigliosa verifica non sono la qualità migliore dei rapporti giunti a Berna. Formulazioni quali "probabile partecipante" a tale o talaltra riunione politica perché "la sua auto è stata notata  nei pressi" ricorrono con frequenza sulle schede dei ticinesi. "Non è escluso che C. fosse presente a questa riunione", si legge in una di loro.

  "Molti nomi sulla mia scheda a me non dicono niente, credo che siano di persone che hanno parcheggiato sulla piazzetta del paese per andare al Generoso", afferma un superschedato del Mendrisiotto, spiato fin nelle vicende più intime all'inizio degli anni '70. La polizia gli aveva perfino attribuito la macchina di un altro.

  Prestare l'auto a uno di sinistra poteva comportare rischi imprevisti. Un giovane leventinese fu registrato nel 1980 come "probabile partecipante" a un congresso per il disarmo a Biasca per via del numero di targa. "Ma a Biasca c'ero io", sostiene un fratello, a sua volta "conosciuto come antimilitarista e contestatore in generale". Lo stesso giovane era stato schedato quattro anni prima come "corresponsabile" di un movimento terzomondista e come "membro attivo del PSA". Senonché, stando agli interessati, in questo caso la polizia lo avrebbe confuso con un terzo fratello....

PRONTO, CHI SCHEDA?

  Anche telefonare poteva causare l'inaugurazione di una scheda. Nel 1971, uno studente universitario sorvegliato contatta "un certo Riva ", "impiegato TV", circa "un seminario sulla politica estera e la neutralità della Svizzera" previsto giorni dopo a Lenzburg/AG. Dopo le opportune verifiche lo sconosciuto diventa RIVA Antonio (2). Morale comunque rassicurante: una breve scheda non compromette necessariamente la carriera. Una lunga, a volte sì: "Si cercherà ora col tempo di licenziarla", annota la "Bupo" nel 1972 sulla scheda di una giornalista della TSI.

  Non è mancata qualche intrusione nel segreto postale: l'annotazione "Figura sulla lista di chi ha fatto versamenti alla Brèche", organo della Lega marxista rivoluzionaria, ricorre su parecchie schede nei primi anni '70, a volte come unico motivo di registrazione. Negli anni '60 si cercavano invece gli abbonati al "Lavoratore". Nessun indizio per "Politica Nuova": ma era schedato chi la vendeva per strada.

  PSICOLOGI, MORALISTI, DENUNZIATORI

  Nei ranghi della polizia non mancavano psicologi e moralisti.  "Carattere difficile, incostante e scontento", si legge, in italiano, sulla scheda di un docente, in cui le annotazioni politiche si intrecciano con storie di ex mogli, amanti e vacanze mediterranee di improbabile interesse antisovversivo. "E contro la società, da cui non disdegna però di accettare borse di studio", conclude l'unica iscrizione a carico di un luganese, reo tra l'altro di aver trascorso due anni in Brasile "con l'idea dell'aiuto al Terzo Mondo".

  Informazioni e denunce di privati, anche gravemente lesive, erano trascritte come dati di fatto, senza verifiche né riscontri. Un ingegnere del Luganese è finito nell'elenco degli estremisti sulla base di una denuncia generica di un collega di studi. Un tecnico del Locarnese, incensurato, è descritto nella scheda come "noto imbroglione", "non integro" e "sospetta spia". All'origine del primo epiteto - afferma - una causa civile al datore di lavoro per mancata compensazione del rincaro, vinta in pretura. Dopo un ricorso al Consiglio federale, il tecnico sa ora a chi deve gli altri due: a "segnalarlo" discretamente, mantenendolo però altri dieci anni al suo servizio, è stato il successivo datore di lavoro: persona nota e stimata fin oltre i confini del Belcantone.

 

Note maggio 2006: 

(1) Richiamo al titolo del Giornale del popolo del 13.6.1990 sul rapporto della sottocommissione del GC: 'Schedature, "Ticino soltanto sfiorato"'.

(2) Antonio Riva era nel 1992, al momento della pubblicazione dell'articolo, direttore generale della SSR. Il maiuscolo sta a indicare che anche lui si è meritato la sua bella scheda a Berna.


*** La reazione del Corriere del Ticino è spiegabile: non aveva forse titolato il 13.6.1990: "In Ticino si è schedato meno e meglio" (in opposizione agli "eccessi di zelo" "d'oltre Gottardo")?



V. anche le pagine  RAPPORTI SCHEDATURE  e  DOSSIER BUPO