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posted Sep 17, 2018, 12:28 AM by Vincenzo Suriano   [ updated Sep 17, 2018, 12:29 AM ]

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posted Sep 17, 2018, 12:27 AM by Vincenzo Suriano

Il regime semplificato non esclude passaggi al forfettario
Sanzionabile l’omessa indicazione dell’opzione nella dichiarazione Iva
L’omessa indicazione dell’opzione nella dichiarazione annuale Iva, per l’applicazione del regime semplificato, anche se non è vincolante per l’efficacia del regime scelto, è comunque una violazione sanzionabile. Il contribuente può, però, avvalersi del ravvedimento operoso, riducendo la sanzione. Vale il comportamento concludente del contribuente, che però non è vincolato alla permanenza triennale nel regime, con la conseguenza che la scelta per la contabilità semplificata non preclude il passaggio al regime forfettario, se in possesso dei requisiti di legge. È questa la risposta fornita dall’agenzia delle Entrate, con la risoluzione 64/E di ieri, a seguito di un’istanza di interpello. 
Nell’istanza, il contribuente ha specificato che, pur essendo in possesso dei requisiti per accedere al regime forfettario di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, fin dall’anno 2015 ha sempre svolto l’attività di parrucchiera in regime di contabilità semplificata, di cui all’articolo 18 del Dpr 600/1973, determinando l’Iva nei modi ordinari, cosiddetto regime normale Iva da Iva, adottando semplicemente un «comportamento concludente».
Nel 2017, il contribuente ha optato per il nuovo regime semplificato, cosiddetto di cassa, di cui al comma 5 dell’articolo 18 Dpr 600/1973 secondo il quale «previa opzione, vincolante per almeno un triennio, i contribuenti possono tenere i registri ai fini dell’imposta sul valore aggiunto senza operare annotazioni relative a incassi e pagamenti (...). In tal caso, per finalità di semplificazione si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento».
Per l’agenzia delle Entrate, la scelta per comportamento concludente, effettuata a partire dal 2015, di avvalersi del regime semplificato, invece di quello forfettario, non vincola il contribuente alla permanenza triennale nel regime semplificato in quanto si tratta di regime «naturale» per i contribuenti minori. Non rileva nemmeno il fatto che, dal 2017, il contribuente determina il reddito secondo il «criterio di cassa» poiché si tratta, anche stavolta, del regime «naturale» dei contribuenti in contabilità semplificata in presenza dell’opzione di cui all’articolo 18 comma 5 del Dpr 600/1973. 
Per l’agenzia delle Entrate, il vincolo triennale rileva solo per i contribuenti che scelgono di rimanere nel regime semplificato di cui all’articolo 18, comma 5, e non anche per quelli che, in possesso dei requisiti di legge, scelgono di accedere al regime forfettario. Ne consegue che il contribuente, in possesso dei requisiti di legge, può transitare dal regime semplificato al regime forfettario senza vincolo triennale di permanenza nel semplificato e, di conseguenza, avvalersi già per l’anno 2018 del regime forfettario. In definitiva, il nuovo regime di contabilità semplificata si rivela sempre più complicato.

fattura elettronica

posted Sep 17, 2018, 12:09 AM by Vincenzo Suriano

In caso di ricezione di una fattura in reverse charge da un soggetto non residente, l’autofattura richiesta dalla legge per l’addebito dell’Iva deve transitare dallo Sdi? 
Sì. L’articolo 46 del Dl 331/1993 impone al soggetto italiano che riceve la fattura in reverse charge di emettere un’autofattura in unico esemplare nel momento di effettuazione dell’operazione. Trattandosi a tutti gli effetti di una fattura, dovrà essere trasmessa allo Sdi compilando il campo «TipoDocumento» del file xml con il codice convenzionale TD20 e le sezioni anagrafiche del cedente o prestatore con i dati del fornitore estero. Va sottolineato che in caso di fattura in reverse charge emessa da un soggetto italiano o da un soggetto UeE in relazione a operazioni effettuate nel territorio dello Stato, l’integrazione della fattura richiesta 
dall’articolo 17 del Dpr 633/1972 non deve 
transitare dal sistema di interscambio, essendo sufficiente una variazione contabile valida ai soli fini interni. 
Ai fini della detrazione dell’Iva, quando si considera ricevuta una fattura elettronica?
La e-fattura si intende ricevuta quando viene recapitata dallo Sdi all’indirizzo telematico comunicato all’Agenzia. Possono verificarsi tre casi: recapito effettuato dallo Sdi (la data di ricezione è quella indicata nella ricevuta di consegna); recapito non possibile dallo Sdi (la data di ricezione è la data di presa visione della fattura da parte del cessionario o committente); fattura scartata dallo Sdi (si considera non emessa).

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