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 decreto legge 201 del 2012
Liberalizzazione orario apertura 
24h/giorno - tutti i giorni anche festivi




    IRES         27,50 %

    IRAP          4,82 %

UTILE  S.r.l.
qualificato > 20%voto > imponibile 49,72 % utile distribuito 
non qualificato  > ritenuta 26%





annotazione termini

Fatture di vendita IMMEDIATE

Entro 15 giorni da emissione

Fatture di vendita DIFFERITA

Entro il 15 del mese successivo

Corrispettivi

Entro il giorno non festivo successivo

Libro Giornale

Entro 60 giorni da data operazione – stampa entro 3 mesi da presentazione DR  (30 dicembre n+1)

conservato 10 anni

+ bollo 29,24/100p .ind.sp   / + 14,62/100p srl

Libro Inventari

stampa Entro 3 mesi da presentazione DR (30 dicembre n+1)

+ bollo

Libro Cespiti

stampa Entro 3 mesi da presentazione DR (30 dicembre n+1)

Libro IVA

Entro 60 giorni devono annotare sul registro

STAMPA entro 28 maggio  N+1

STAMPA contestualmente alla richiesta ed in presenza dei verificatori.

 STAMPA delle SCRITTURE: l'art. 7, co. 4-ter, D.L. 357/1994, conv. con modif. dalla L. 489/1994 , come modificato dall'art. 1, co. 161, L. 244/2007, prevede che la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi meccanografici si consideri regolare, in mancanza di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, dei dati relativi all'esercizio per il quale i termini per la presentazione delle relative dichiarazioni annuali non siano scaduti da oltre 3 mesi se, anche in sede di controlli ed ispezioni, tali dati risultino aggiornati sugli appositi supporti magnetici e vengano stampati contestualmente alla richiesta ed in presenza dei verificatori. 


   
art. 19 comma 1 DPR 633/72
diritto alla detrazione IVA ridotto a 1 anno
E’ altresì modificato il comma 1 dell’art. 25 dello stesso DPR 633/1972, stabilendo che il contribuente ha l’obbligo di numerare in ordine progressivo le fatture e le bollette doganali relative ai beni e ai servizi acquistati o importati nell’esercizio dell'impresa, arte o professione, comprese quelle emesse a norma del secondo comma dell'articolo 17 e deve annotarle in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica, nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno, dunque, non è più possibile registrare le fatture entro il termine della dichiarazione annuale IVA riferito al periodo d’imposta in cui si è esercitato il diritto alla detrazione IVA.



NOVITA' LEGGE DI STABILITA'


L’affitto della casa e i trasporti

La regola generale del divieto di utilizzo dei contanti per i pagamenti pari o superiori a 3.000 euro, dal primo gennaio si applica anche ai pagamenti riguardanti i canoni di locazione di unità abitative e i servizi di trasporto resi dai soggetti della filiera dei trasporti, per i quali, fino allo scorso anno, si dovevano seguire delle norme specifiche, la cui violazione, comunque, non era sanzionata.

I limiti al denaro contante

Dal primo gennaio 2016, i trasferimenti di denaro contante, a qualsiasi titolo e tra soggetti diversi, possono essere effettuati per importi fino a 2.999,99 euro e non più fino a 999,99 euro.


Divieto di contanti da tremila euro in su

Innalzamento a 3mila euro della soglia per l’utilizzo del contante, ma stretto controllo delle altre forme di pagamento (quali: assegni bancari e postali). 

Il divieto dell’utilizzo del contante è passato da mille a 3mila euro.

il nuovo quadro normativo prevede: 

il divieto di trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi (privati o operatori economici), quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 3mila euro.

Questo divieto non opera quando il trasferimento avviene con l’intervento di banche, Poste italiane, istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento; 

l’incremento del limite da 2.500 a 3mila euro per la negoziazione a pronti di mezzi di pagamento in valuta nello svolgimento dell’attività di cambiavalute; 

il mantenimento della soglia di mille euro (1.000,00) per la rimessa di denaro (money transfer)  e per l’emissione di assegni bancari e postali senza indicazione del beneficiario (ovvero con girata libera) e senza la clausola di non trasferibilità. 



Con i superammortamenti 140% sconto anche per il leasing
Bonus su acquisti di beni strumentali dal 15 ottobre 2015 a dicembre 2016

Gli investimenti 

Oggetto dell’investimento sono i beni materiali nuovi strumentali all’attività d’impresa con esclusione degli investimenti:
per i quali vigono coefficienti tabellari di ammortamento (Dm 31 dicembre 1988) inferiori al 6,5% (beni a più lunga vita utile, come per esempio silos, vasche e serbatoi); in fabbricati e costruzioni;

L’agevolazione è possibile sia per l’acquisizione diretta sia per quella derivante da contratti di locazione finanziaria; resta escluso il noleggio, nel senso che il beneficio non può essere goduto dall’utilizzatore mentre può essere goduto dalla società di noleggio che potrebbe, quindi, “traslare” una parte del bonus sul prezzo del noleggio. 

L’agevolazione, che compete ai fini delle imposte sui redditi e non dell’Irap, consiste nel riconoscimento di una maggiorazione del 40% del costo fiscalmente ammesso in deduzione a titolo di ammortamento (o di canone di leasing). A fronte di una spesa di 100 si può ammortizzare 140

Le autovetture 
Sono, quindi, interessati i veicoli non assegnati ai dipendenti e utilizzati in modo generico nell’attività di impresa o di lavoro autonomo, il cui limite di costo fiscalmente rilevante sale da 18.076 euro a 25.306 euro. Se l’investimento è effettuato da un agente di commercio, il tetto sale da 25.823 euro a 36.152 euro.


Prorogato il 50% recupero edilizio

La detrazione del 50% sulle spese di recupero edilizio degli immobili residenziali viene prorogata fino al 31 dicembre 2016. Slitta così di un anno il ritorno alla detrazione del 36%, che scatterà dal 1° gennaio 2017 a meno di ulteriori proroghe. La spesa massima su cui applicare lo sconto fiscale del 50% è 96mila euro per unità immobiliare, mentre i lavori devono essere come minimo di manutenzione straordinaria. La semplice manutenzione ordinaria è agevolata solo per le parti comuni condominiali.

Ecobonus «trasferibile»

Altri 12 mesi con la detrazione del 65% sulle spese di riqualificazione energetica degli edifici (cambio infissi, sostituzione caldaie, coibentazioni, pannelli solari termici, tende solari). Inoltre il bonus viene esteso alle spese per i dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative. È introdotta anche la possibilità per chi si trova nella “no tax area” di cedere la detrazione per le spese di riqualificazione delle parti comuni condominiali alle imprese che effettuano i lavori. Dettagli da definire in un provvedimento delle Entrate.

Affitti sotto la lente

I proprietari che affittano una casa a canone concordato dal 2016 avranno uno sconto del 25% su Imu e Tasi.




ACCERTAMENTO










AFFIDAMENTO  FIDUCIARIO
 Diritto civile. Con il varo della legge sul «dopo di noi» decollano questi contratti che «segregano» parte del patrimonio
Affidamento fiduciario garante di un progetto
Titolarità trasferita a scopi vari: dai passaggi d’impresa alle tutele personali
Via libera ai contratti di affidamento fiduciario, per merito della legge sul dopo-di-noi, la 112/2016 («Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare»), approvata dalla Camera il 14 giugno, pubblicata in Gazzetta il 24 ed entrata in vigore il 25. Questi contratti, “sdoganati” dalla nuova normativa, hanno però una valenza assai più ampia di quella utilizzabile a tutela dei più deboli. Vediamo come. 
Il contratto 
Per contratto di «affidamento fiduciario» si intende il contratto con il quale un soggetto, detto affidante, si accorda con un altro soggetto, detto affidatario, affinché quest’ultimo, con riguardo a determinati beni la cui titolarità viene attribuita dall’affidante all’affidatario, impieghi tali beni a vantaggio di uno o più soggetti beneficiari, secondo un programma delineato dall’affidante e accettato dall’affidatario.
Ad esempio, se un venditore e un acquirente convengono un pagamento dilazionato del prezzo di compravendita e (in attesa della maturazione del termine di pagamento) ne pattuiscono, “a garanzia”, il deposito presso un soggetto terzo, utilizzando il contratto di affidamento fiduciario si ottiene l’effetto che il denaro entra nella piena disponibilità dell’affidatario, il quale deve però svolgere, con riguardo al denaro affidatogli, l’attività descritta nel programma che gli è stato impartito, vale a dire il pagamento del prezzo di compravendita alla scadenza pattuita. Ancora, se Tizio è un anziano proprietario di immobili che gli fruttano un reddito periodico, egli, in previsione di non poter più provvedere all’amministrazione dei suoi beni, li può attribuire a un affidatario, con il programma di gestirli, riscuoterne le rendite, investire il denaro ricavato e anche di utilizzarlo, in tutto o in parte, per provvedere alle esigenze di vita e di salute dell’affidante medesimo (salvo poi riversarli ai suoi eredi, dopo la sua morte).
I soggetti del contratto di affidamento fiduciario possono essere persone fisiche o giuridiche; in particolare, l’affidatario non deve necessariamente avere caratteristiche professionali. Anche quanto ai beni oggetto di affidamento, così come accade per il trust, non vi sono limitazioni (invece, nel caso del vincolo di destinazione ai sensi dell’articolo 2645-ter del Codice civile, il vincolo è limitato a beni immobili e beni mobili registrati). 
Con il contratto di affidamento fiduciario si origina dunque, nel patrimonio del soggetto affidatario, una sfera patrimoniale “segregata” rispetto al suo patrimonio generale, alle cui sorti il patrimonio affidato resta insensibile: in altre parole, ad esempio, se l’affidatario sia coniugato in regime di comunione dei beni, i beni affidati non entrano nel regime di comunione; se l’affidatario ha ragioni di debito (per obbligazioni non dipendenti dal contratto di affidamento fiduciario), i beni affidati non sono sottoponibili a esecuzione da parte dei creditori personali dell’affidatario. Viceversa, dei debiti contratti nell’esercizio dell’affidamento fiduciario, rispondono i beni affidati e non quelli personali dell’affidatario (i quali, peraltro, restano soggetti all’esecuzione dei creditori dell’affidatario per la responsabilità in cui l’affidatario incorra nell’esercizio del suo “mandato”).
Gli effetti 
Questo effetto segregativo, che si produce in capo all’affidatario in conseguenza dell’affidamento fiduciario, era ipotizzato da insigne dottrina anche anteriormente al varo della legge sul “dopo-di-noi”. Se di tale effetto si potesse mai dubitare, la predetta legge è venuta comunque a tacitare ogni discussione: infatti, essa prevede che, in caso di affidamento fiduciario, si origina in capo all’affidatario un “fondo speciale” e cioè appunto un patrimonio separato. Se è questo l’effetto dell’affidamento fiduciario, esso può servire anche come formidabile strumento di protezione patrimoniale per l’affidante: infatti, questi perde la titolarità dei beni dati in affidamento e, venendo tali beni vincolati all’attuazione del programma che egli ha dettato, essi si rendono appunto insensibili alle pretese esecutive dei creditori dell’affidante. È chiaro tuttavia che si deve trattare di un contratto “vero” (e non fasullo), e cioè che il programma dettato dall’affidante deve essere reale e meritevole di tutela poiché, in mancanza, nessun affidamento si originerebbe.
In quest’ambito è chiaro che anche la figura dell’affidatario è di centrale rilevanza: se si tratti di un soggetto che svolga solo un materiale ruolo di esecutore di ordini altrui e quindi il “programma” si riduca a un mero mandato, la segregazione patrimoniale non si origina. L’affidatario, come detto, non deve necessariamente essere un soggetto professionale, perché esistono ambiti di natura personale nei quali è indubbio che sia più funzionale un affidatario legato da rapporti di frequentazione e affetto. Al di fuori di questi casi, però, è indubbio che lo status professionale dell’affidatario aiuta a considerare il contratto in questione come originatore di un effettivo vincolo di destinazione.

TUTELA DI UN DISABILE Due genitori di un figlio disabile decidono di affidare una somma di denaro a un’istituzione di assistenza in modo tale che, quando non saranno più in grado di provvedere direttamente all’assistenza del figlio disabile (per ragioni di età avanzata, di sopravvenuta incapacità, di morte eccetera), l’istituto affidatario possa provvedere alle esigenze di vita del figlio disabile
PASSAGGI GENERAZIONALI IN AZIENDA Un padre imprenditore, titolare del 100% di una Spa, ha due figli, entrambi ritenuti capaci di guidare l'azienda quando il padre non potrà più provvedervi. Per evitare situazioni di stallo decisionale, il padre dona il 49% per cento delle sue azioni a ciascun figlio e affida il 2% a un soggetto con il programma che egli voti a favore della soluzione che imprenditorialmente gli appaia più efficace ove i figli siano discordi su di essa
PROTEZIONE DEL PATRIMONIO PERSONALE Tizio è un dirigente d’impresa. Ora vuole licenziarsi e intraprendere una rischiosa attività in proprio, ma non vuole compromettere il suo patrimonio: due appartamenti e 500mila euro. Affida perciò questi beni a un affidatario fiduciario, affinché li gestisca in favore dei suoi due figli (mettendoli a loro disposizione per abitazione o mettendoli a reddito o vendendoli e reinvestendo il ricavato), con ciò sottraendoli alle pretese di futuri eventuali suoi creditori
PATTO PARASOCIALE Una Srl ha 5 soci ciascuno con la quota del 20%. Per statuto le decisioni assembleari si adottano con il voto favorevole del 50% del capitale . Tre soci istituiscono un sindacato di voto, nel cui ambito le decisioni si adottano con il voto favorevole di 2 su 3. Per evitare che il pattista dissenziente voti in assemblea in senso difforme dal sindacato di voto affidano la titolarità delle azioni a un fiduciario, che dovrà votare in linea con la maggioranza del patto
SALVAGUARDIA BENI ARTISTICI tizio, discendente di una dinastia nobiliare, celibe e senza figli, intende destinare a museo, dopo la sua morte, il palazzo patrizio ereditato dai genitori, ricco di opere d’arte. Riservandosi il diritto di abitazione vita natural durante, egli sottopone ad affidamento fiduciario la nuda proprietà dell’immobile e la proprietà dei mobili che lo corredano affinché l’affidatario possa garantire la desiderata fruizione pubblica


 AGEVOLAZIONE

Nessuna incompatibilità tra super ammortamento e credito d’imposta investimenti aree svantaggiate

Le imprese meridionali potranno quindi beneficiare, contemporaneamente, di entrambe le agevolazioni fiscali sui nuovi investimenti






AGEVOLAZIONE
CREDITO IMPOSTA 20%
 
 LA CUMULABILITÀ 
La norma istitutiva del credito di imposta al Sud specifica chiaramente che il bonus non può essere in nessun caso cumulato con altri aiuti di Stato, anche se rientranti nel regime «de minimis», che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili 
Nulla sembrerebbe, pertanto, escludere la possibilità di fruire contemporaneamente di una misura che non è qualificabile 
come «aiuto di Stato» come per esempio i superammortamenti
per i beni strumentali al 140%
 introdotti sempre dall’ultima legge di Stabilità
Nessuna possibilità, invece, per l’ulteriore cumulo con la Sabatini: sebbene autorizzata dall’Ue, infatti, tale agevolazione costituisce
un aiuto di Stato

-  Risultano, invece, escluse le spese inerenti l’acquisizione di beni immateriali (software, brevetti eccetera)

AGRICOLTURA

DISOCCUPAZIONE AGRICOLA SUSSIDIO 
Il diritto matura da 102 a 170 giornate nell'anno.

Se il lavoratore viane assunto come dipendente in altro settore diverso dallagricoltura, perde il diritto a meno che il contratto sia a Tempo determinato.

Con il contratto a tempo determinato comque vengono scaleti dal sussidio 6 giorni ogno 30 giorni di lavoro se cadenti nel mese altrimenti -6 giorni ogni mese di calendario.

Esempio assunzione a TD nel commercio dal 15/01 al 31/01 del mese vengono defalcati 6 giorni dal sussidio.

Esempio assunzione a TD nel commercio dal 15/01 al 05/02 del mese vengono defalcati 12 giorni dal sussidio.


BASE  IMPONIBILE  IRAP









  SI vendita prodotti di terzi , max 49% del fatturato  >> IVA da IVA e tassazione ordinaria
 
Si considera coltivatore diretto il soggetto che coltiva il fondo col lavoro prevalentemente proprio o di persone della sua famiglia sempreché tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo, tenuto conto anche dell'impiego di macchine agricole (Circ. DF 18 maggio 2012 n. 3/DF).

È considerato
imprenditore agricolo professionale (IAP) colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedichi alle attività agricole (art. 2135 c.c.), direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo, ricavandone almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro (escluse le pensioni ed i compensi per l'espletamento di cariche pubbliche o in enti operanti nel settore agricolo) (art. 1 D.Lgs. 99/2004).







AGENTE


ANATOCISMO - INTERESSI
LA  DECORRENZA 
Dal domani 1° ottobre 2016 le banche devono adeguarsi al Dm Economia 343/2016. Il decreto dà attuazione all’articolo 120 del Testo unico bancario (Tub)che, a sua volta, contiene i principi direttivi per la disciplina dell'anatocismo bancario, demandando però la regolamentazione a una determinazione del Cicr
CONTABILIZZAZIONE 
Gli interessi devono essere conteggiati il 31 dicembre di ogni anno. Il Dm prevede che gli interessi debitori devono essere conteggiati separatamente dal capitale. A quel punto divengono esigibili dal creditore (e dovuti in pagamento dal debitore) il 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui essi sono maturati
LE  TRE  IPOTESI 
- Una volta scattata l’esigibilità, se il cliente paga gli interessi corrispettivi continuano a essere calcolati solo sul capitale. 
- Se il cliente, invece, autorizza l’addebito in conto, gli interessi si calcolano sulla somma di capitale finanziato e interessi divenuti capitale. 
- Se il cliente non paga e non autorizza l’addebito , si determina il presupposto per gli interessi moratori
I  CONTRATTI  IN  CORSO 
Le banche possono procedere unilateralmente per l’adeguamento dei contratti in corso alle nuove norme. L’intermediario deve, però, chiedere l’autorizzazione del cliente per l’addebito in conto degli interessi corrispettivi divenuti esigibili. L’autorizzazione è comunque revocabile in qualsiasi momento
  Usura, i tassi soglia si «aggiornano»
Entrerà 1 ottobre 2016 - e varrà fino al 31 dicembre prossimo - il decreto 26 settembre del Mef che fissa i nuovi tassi soglia per determinare l’usura, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.228 di ieri. 
I tassi medi rilevati nel trimestre aprile-giugno, raggruppati per classi omogenee e divisi per classi di importo delle operazioni considerate, per far scattare l’usura devono essere aumentati di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. 
La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali, oltre i quali scatta appunto la contestazione penale (legge 108 del 1996, che modificò l’articolo 644 del codice penale).
Per le aperture di conto corrente fino a 5 mila euro il tasso soglia su base annua è pari al 18,1875, che scende a 15,400 per i conti di importo superiore. 
Per gli scoperti senza affidamento la soglia d’usura varia dal 23,8375 (per importi inferiori a 1.500 euro) al 22,1625% su base annua, mentre per il leasing auto (e anche per aerei e imbarcazioni) il tetto varia da 11,35% (fino a 25 mila euro) a 11,1625%. 
Quanto ai mutui a tasso fisso, la soglia d’usura è fissata a 7,800% mentre per quelli a tasso variabile il limite è 7,125%. I tassi top, al solito, sono per i crediti revolving che possono arrivare a 24,41% su base annua per gli importi fino a 5mila euro. 
La tabella riassuntiva di tutte le tipologie di operazioni deve essere tenuta esposta dalle banche e dagli intermediari finanziari in ciascuna sede o dipendenza aperta al pubblico «in modo facilmente visibile».



 

Limiti alla deducibilità delle imposte dirette relative alle auto 

(non ci sono limiti per canoni relativi ai servizi)

I seguenti limiti sono validi per un Esercente Arte o Professione, e per le Aziende (qualora l’uso dell’auto non sia esclusivamente strumentale all’attività d’impresa) :

ACQUISTO:

  • per le autovetture costo deducibile fino ad  18.075,99, valore sul quale si applica l’aliquota di deducibilità;
  • per i motocicli costo deducibile fino ad  4.131,66, valore sul quale si applica l’aliquota di deducibilità; si definiscono motocicli i veicoli a due o tre ruote con motore di cilindrata superiore a 50 cm3  o capacità di sviluppare una velocità oltre i 45 km/h. Quando non superano tutti e due i limiti sopra citati sono considerati ciclomotori.
  • per i ciclomotori costo deducibile fino ad  2.065,83, valore sul quale si applica l’aliquota di deducibilità;

LEASING:

  • per le autovetture deducibile l’ ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino ad  18.075,99 con ragguaglio annuo;
  • per i motocicli (sopra definiti) deducibile l’ ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino ad  4.131,66 con ragguaglio annuo;
  • per i ciclomotori (sopra definiti) deducibile l’ ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino ad  2.065,83 con ragguaglio annuo;

NOLEGGIO:

  • per le autovetture deducibile il costo del canone del noleggio fino ad € 3.615,20 con ragguaglio ad anno;
  • per i motocicli (sopra definiti) deducibile il costo del canone del noleggio fino ad € 774,69 con ragguaglio ad anno;
  • per i ciclomotori (sopra definiti) deducibile il costo del canone del noleggio fino ad € 413,17 con ragguaglio ad anno.

Agenti e Rappresentanti di commercio

I seguenti limiti sono invece validi per un Agente o un Rappresentante di commercio:

ACQUISTO:

  • per le autovetture costo deducibile fino ad  25.822,84, valore sul quale si applica l’aliquota di deducibilità;
  • per i motocicli (sopra definiti) costo deducibile fino ad  4.131,66, valore sul quale si applica l’aliquota di deducibilità;
  • per i ciclomotori (sopra definiti) costo deducibile fino ad  2.065,83, valore sul quale si applica l’aliquota di deducibilità;

LEASING: deducibile l’ ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino ad  25.822,84 con ragguaglio annuo;

  • per le autovetture deducibile l’ ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino ad  25.822,84 con ragguaglio annuo;
  • per i motocicli (sopra definiti) deducibile l’ ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino ad  4.131,66 con ragguaglio annuo;
  • per i ciclomotori (sopra definiti) deducibile l’ ammontare dei canoni proporzionalmente corrispondente al costo di un veicolo fino ad  2.065,83 con ragguaglio annuo;

NOLEGGIO:

  • per le autovetture deducibile il costo del canone del noleggio fino ad € 3.615,20 con ragguaglio ad anno;
  • per i motocicli (sopra definiti) deducibile il costo del canone del noleggio fino ad € 774,69 con ragguaglio ad anno;
  • per i ciclomotori (sopra definiti) deducibile il costo del canone del noleggio fino ad € 413,17 con ragguaglio ad anno.

Autovettura concessa ai dipendenti c.d. “Fringe benefit”

Le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti (per la maggior parte del periodo d’imposta) non sono invece soggette al limite massimo di deducibilità di € 3.615,20 annui. Va però precisato che le auto assegnate ad un amministratore o a più amministratori non rientrano tra le “auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti”.


 

Adempimenti per l’auto in uso promiscuo al dipendente

19 GENNAIO 2015 
Tra le forme di assegnazione dell’autovettura ai dipendenti aziendali il caso più frequente e, sotto il profilo fiscale più premiante, è quello dell’autovettura concessa in uso al dipendente. In particolare la forma più frequentemente utilizzata è quella dell’utilizzo promiscuo: si tratta della situazione per cui la vettura viene data al dipendente affinché questo la utilizzi tanto per le finalità aziendali (ad esempio andare a visitare i clienti), quanto ai fini personali (ad esempio uscire la sera e nei weekend, andare in vacanza, etc.).

Il trattamento per l’impresa concedente, tanto ai fini redditi quanto ai fini Iva, è così riassumibile:

 

benefit di modesto ammontare addebitato nella busta paga del dipendente

  Nella busta paga del dipendente si deve rilevare un compenso in natura tassabile, determinato computando il 30% della percorrenza convenzionale di 15.000 Km prevista per quel determinato veicolo; tali valori possono essere agevolmente verificati sul sito dell’Aci al seguente linkhttp://www.aci.it/index.php?id=93.Entro il mese di dicembre di ciascun anno vengono pubblicate sul sito dell’Aci le tariffe valide per il periodo d’imposta successivo: sono pertanto in corso di pubblicazione le tariffe previste per il 2015.

Tale addebito è del tutto forfettario e non tiene conto in alcun modo dell’effettivo utilizzo nell’ambito della sfera personale/familiare.

Tale fringe benefit viene ragguagliato nel caso di assegnazione al dipendente per un periodo inferiore all’anno.

 

  

deducibilità dei costi per l’impresa nel limite del70%

  La deduzione al 70% riguarda sia le spese di gestione della vettura (carburante, manutenzioni, pneumatici, assicurazione, tassa di circolazione, etc.), quanto il costo di acquisizione (quota di ammortamento nel caso di acquisto diretto, canoni di leasing o noleggio). Con riferimento al costo di acquisizione, peraltro, la deduzione è ammessa senza alcun limite rapportato al valore del mezzo (che per le auto destinate all’utilizzo esclusivamente aziendale è pari ad 18.076 euro). La quota fiscale di ammortamento viene calcolata sul costo complessivo della vettura.

 I riaddebiti

In molti casi per l’assegnazione dell’auto in uso promiscuo al dipendente, l’impresa richiede delle somme al lavoratore (che vanno ad indennizzare il datore di lavoro per l’utilizzo personale del dipendente stesso) che possono essere, alternativamente:

  • ·       trattenute dalla retribuzione del lavoratore;
  • ·       addebitate con fattura assoggettata ad Iva con aliquota ordinaria.

Il fringe benefit tassato in busta paga del lavoratore deve essere quindi ridotto degli importi addebitati; nel caso di importo fatturato al dipendente per l’utilizzo personale, il calcolo del fringe benefit tassabile va fatto confrontando il fringe benefit teorico (verificabile con le tariffe Aci di cui si è detto) e l’importo fatturato comprensivo di Iva.

Spesso aziende e dipendenti si accordano per un riaddebito esattamente pari al fringe benefit convenzionale: una volta fatturato (e pagato) tale importo, non vi sarà alcuna conseguenza reddituale in capo al dipendente e al datore di lavoro sarà assicurata la deduzione maggiorata dei costi (rispetto alla soglia del 20% di un’autovettura aziendale) di cui si è detto in precedenza.

 

Esempio
La Alfa Srl ha destinato al dipendente Mario Rossi una vettura Volkswagen Golf plus VI serie 2.0 tdi 110 CV, affinché questo la utilizzi sia per l’attività d’impresa che per l’uso privato.Si ipotizzi un fringe benefit 2014 verificato sul sito Aci pari ad 2.385,71 euro.

Se l’impresa emette al dipendente una fattura dell’importo di 1.955,50 euro+ Iva 22% (il cui totale dà appunto un importo complessivo della fattura di 2.385,71 euro):

  • ·            non vi sarà alcuna tassazione in capo al dipendente (in quanto viene sterilizzato l’importo del fringe benefit da tassare in capo al dipendente a seguito del pagamento della fattura);
  • ·            per il periodo di imposta 2014 la deduzione di tutti i costi sarà pari al 70% degli stessi;

l’Iva assolta sugli acquisti è risultata interamente detraibile. 100% IVA

 In tale procedura sono tre gli aspetti da ricordare se non si vuole correre il rischio di vedersi contestare gli importanti benefici fiscali riconosciuti a tale fattispecie:

 

in caso di riaddebito con fatturasulla base di quanto previsto dalla Circolare n.326/E/97 la fattura emessa deve risultare altresì pagata entro la fine del periodo d’imposta
   
in caso di solo benefitattribuito in busta paga del dipendenteper garantirsi l’integrale detrazione dell’Iva è comunque necessario corrispondere l’Iva su tale importo
   
esistenza di idonea prova documentalenella Circolare n.48/E/98 si afferma la necessità di predisporre e conservare idonea documentazione al fine di provare con certezza l’utilizzo promiscuo del mezzo (ad esempio inserimento di specifica clausola nel contratto di lavoro del dipendente stesso o contratto di comodato da menzionare nel contratto di lavoro)

 Autovetture concesse in uso promiscuo agli Amministratori

 

Æ  Imposta sul valore aggiuntoIn occasione di un recente interpello (n.904-472/2014) la DRE Lombardia ha chiarito che alle autovetture concesse in uso promiscuo agli amministratori non è possibile applicare il medesimo trattamento ai fini Iva previsto per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti. In quanto trattasi di due tipologie di rapporti di lavoro (l’ufficio di amministratore di società e quello di lavoro dipendente) non pienamente assimilabili a tutti gli effetti di legge, la DRE ne ricava che le affermazioni contenute nella Risoluzione n.6/DPF del 20.02.2008, tese a riconoscere (a determinate condizioni) la piena detrazione dell’Iva nei casi di utilizzo promiscuo dell’auto concessa in uso al dipendente, non sono in alcun modo estensibili al caso dell’amministratore. Per tali ultime fattispecie, quindi, secondo la DRE Lombardia andrebbero applicate le regole ordinarie previste dall’art.19-bis1, co.1, lett. c) d.P.R. n.633/72 e che prevedono la detrazione nella misura limitata del 40%.

Æ  Imposte dirette

Il trattamento del benefit in capo all’utilizzatore è il medesimo previsto per il dipendente. È però diversa la deducibilità dei costi della autovettura in capo all’azienda: integrale deduzione nel limite del benefit imputato in capo all’amministratore e deduzione al 20% per la parte eccedente.

 

Si invita, pertanto, la gentile clientela dello Studio che abbia assegnato una autovettura in uso promiscuo ad un proprio dipendente o amministratore a gestire il benefit entro la fine del periodo d’imposta. In particolare, nel caso in cui si decida di imputare un corrispettivo per l’utilizzo privato tramite fattura, tale fattura va emessa e pagata entro la fine dell’anno.

 





AUTO  RIMBORSO KM da casa

Auto dipendente: rimborso chilometrico L’impresa può autorizzare il dipendente ad utilizzare l’auto di sua proprietà per l’effettuazione di trasferte, con rimborso delle spese sostenute. Con la R.M. 92/E del 30.10.2015, l’Amministrazione Finanziaria ha chiarito che in presenza di trasferte “extracomunali”, se il rimborso chilometrico (riconosciuto a tariffe Aci) viene calcolato partendo non dalla sede di lavoro ma dalla propria abitazione, se quest’ultima, utilizzata nell’ambito del rimborso spese: • è inferiore a quella calcolata dalla sede di lavoro: il rimborso non è considerato reddito imponibile; • è maggiore rispetto a quella calcolata dalla sede di lavoro: al lavoratore viene erogato un rimborso chilometrico complessivo di importo eccedente rispetto a quello da considerare esente; la differenza è da considerarsi reddito imponibile ex art. 51 c. 1 TUIR.


BLACK LIST


  

White e black list previste dal legislatore italiano        

         

Normativa di riferimento

Lista e funzione

Modifica

(D.M. 27.7.2010 e D.M. 30.3.2015)

BLACK LIST

D.M. 4.5.1999

La lista è utilizzata per definire la presunzione di residenza in Italia per i cittadini italiani emigrati in uno dei Paesi "black list".

Sono stati eliminati i seguenti Stati:

  • Cipro
  • Malta

D.M. 21.11.2001

La lista è utilizzata per l'applicazione del regime delle società estere controllate e collegate (c.d. Cfc).

Sono stati eliminati i seguenti Stati:

  • Cipro
  • Corea del Sud
  • Filippine
  • Malaysia
  • Malta
  • Singapore
  • Hong Kong

D.M. 23.1.2002

La lista è utilizzata per definire la deducibilità dei costi ex art. 110, commi da 10 a 12- bis, Tuir.

Sono stati eliminati i seguenti Stati:

  • Cipro
  • Corea del Sud
  • Malta
  • Hong Kong

WHITE LIST

D.M. 4.9.1996

Utilizzata per individuare i Paesi con i quali l'Italia effettua uno scambio di informazioni per evitare le doppie imposizioni e per prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito.

Sono stati inseriti i seguenti Stati:

  • Cipro
  • Lettonia
 

ESCLUSIONE di TIPO TERRITORIALE: per effetto delle modifiche apportate dal D.M. 27.7.2010 e dal D.M. 18.11.2015 sono ora escluse dalla lista "nera" Cipro, Malta, Corea del Sud e Hong Kong. In linea con il primo dei decreti citati l'art. 1, D.M. 5.8.2010, ha stabilito che sono escluse (ab origine) dall'obbligo di comunicazione le operazioni realizzate dall'1.7.2010 al 4.8.2010 con operatori aventi sede, residenza o domicilio nei seguenti Paesi:

  • Cipro;
  • Malta;
  • Corea del Sud.

Per le operazioni intercorse dopo il 4.8.2010, l'esclusione diventa "a regime", in quanto è intervenuto il decreto 27.7.2010 ad "espungere" dagli elenchi black list i suddetti Paesi.

Elenco Paesi black list interessati al nuovo obbligo di comunicazione a seguito della revisione operata dal D.M. 27.7.2010 e D.M. 30.3.2015
         

PAESE

LISTA di APPARTENENZA

Alderney (Isole del Canale)

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Andorra

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Anguilla

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Antille Olandesi

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Aruba

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Bahamas

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Bahrein

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Barbados

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Barbuda

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Belize

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Bermuda

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Brunei

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Emirati Arabi Uniti

D.M. 21.11.2001 (art. 2)

D.M. 4.5.1999

Gibilterra

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Gibuti (ex Afar e Issas)

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Grenada

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Guatemala

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Guernsey (Isole del Canale

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Herm (Isole del Canale

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Hong Kong

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Isola di Man

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Isole Cayman

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Isole Cook

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Isole Marshall

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Isole Turks e Caicos

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Isole Vergini britanniche

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Isole Vergini statunitensi

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Jersey (Isole del Canale)

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Kiribati (ex Isole Gilbert)

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Libano

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Liberia

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Liechtenstein

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Macao

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Maldive

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Monaco

D.M. 21.11.2001 (art. 2)

D.M. 4.5.1999

Montserrat

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Nauru

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Niue

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Nuova Caledonia

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Oman

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Polinesia francese

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Saint Kitts e Nevis

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Saint Lucia

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Saint Vincent e Grenadine

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Salomone

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Samoa

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Sant'Elena

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Sark (Isole del Canale)

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Seychelles

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Taiwan (Chunghua MinKuo);

        

D.M. 4.5.1999

Tonga

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Turks e Caicos

      

D.M. 4.5.1999

Tuvalu (ex Isole Ellice)

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Vanuatu

D.M. 21.11.2001 (art. 1)

D.M. 4.5.1999

Elenco Paesi black list, divisi per area geografica, interessati al nuovo obbligo di comunicazione
       

Europa

Asia

Africa

Liechtenstein

Libano

Liberia

Monaco

Bahrein

Gibuti

Andorra

Emirati Arabi Uniti

Seychelles

Gibilterra

Oman

Sant'Elena

Isola di Man

Maldive

 

Jersey (Isole del Canale)

Hong Kong

 

Guernsey (Isole del Canale)

Macao

 

Alderney (Isole del Canale)

Taiwan

    

Herm (Isole del Canale)

Brunei

   

Sark (Isole del Canale)

 

        

Americhe

Oceania

Anguilla

Grenada

Isole Cook

Antille Olandesi

Montserrat

Isole Marshall

Aruba

Saint Kitts e Nevis

Kiribati

Bahamas

Saint Lucia

Nauru

Barbados

Saint Vincent e Grenadine

Niue

Barbuda

Guatemala

Nuova Caledonia

Bermuda

Belize

Polinesia francese

Isole Cayman

 

Salomone

Isole Turks e Caicos

 

Samoa

Isole Vergini britanniche

 

Tonga

Isole Vergini statunitensi

 

Tuvalu

 

 

Vanuatu




 Decreto ministeriale 4 settembre 1996
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 19 settembre 1996, n. 220 

Elenco degli stati con i quali e` attuabile lo scambio di informazioni ai sensi delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito in vigore con la Repubblica italiana
Articolo 1 
Scambio di informazioni per evitare le doppie imposizioni - White list - Elenco degli stati

1. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni indicate nell’art. 6, comma 1, del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli Stati e territori con i quali è attuabile lo scambio di informazioni sono i seguenti:

Albania

Alderney

Algeria

Anguilla

Arabia Saudita

Argentina

Armenia

Aruba

Australia

Austria

Azerbaijan

Bangladesh

Belgio

Belize

Bermuda

Bielorussia

Bosnia Erzegovina

Brasile

Bulgaria

Camerun

Canada

Cina

Cipro

Colombia

Congo (Repubblica del Congo)

Corea del Sud

Costa d’Avorio

Costa Rica

Croazia

Curacao

Danimarca

Ecuador

Egitto

Emirati Arabi Uniti

Estonia

Etiopia

Federazione Russa

Filippine

Finlandia

Francia

Georgia

Germania

Ghana

Giappone

Gibilterra

Giordania

Grecia

Groenlandia

Guernsey

Herm

Hong Kong

India

Indonesia

Irlanda

Islanda

Isola di Man

Isole Cayman

Isole Cook

Isole Faroe

Isole Turks e Caicos

Isole Vergini Britanniche

Israele

Jersey

Kazakistan

Kirghizistan

Kuwait

Lettonia

Libano

Liechtenstein

Lituania

Lussemburgo

Macedonia

Malaysia

Malta

Marocco

Mauritius

Messico

Moldova

Montenegro

Montserrat

Mozambico

Nigeria

Norvegia

Nuova Zelanda

Oman

Paesi Bassi

Pakistan

Polonia

Portogallo

Qatar

Regno Unito

Repubblica Ceca

Repubblica Slovacca

Romania

San Marino

Senegal

Serbia

Seychelles

Singapore

Sint Maarten

Siria

Slovenia

Spagna

Sri Lanka

Stati Uniti d’America

Sud Africa

Svezia

Svizzera  dal  2017

Tagikistan

Taiwan

Tanzania

Thailandia

Trinitad e Tobago

Tunisia

Turchia

Turkmenistan

Ucraina

Uganda

Ungheria

Uzbekistan

Venezuela

Vietnam

Zambia. 





COMPENSO AMMINISTRATORE
se GRATUITO, verbalizzare
se RINUNCIA, devono essere assoggettati a ritenuta


COMPENSAZIONE  DIVIETO IN PRESENZA DI DEBITI ERARIALI



CONTANTI  limite






CONTRIBUTI

  
Per il 2016 le aliquote contributive della Gestione Separata Inps sono pari a:
  • 31,72% per i soggetti privi di altra forma di previdenza obbligatoria NON titolari di partita IVA, quali ad esempio: co.co.co. e associati in partecipazione (31% + 0,72% a titolo di contributo aggiuntivo per il sostegno della maternità, dell’assegno al nucleo familiare, della malattia, della degenza ospedaliera e del congedo parentale);
  • 27,72% per i soggetti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria e titolari di partita IVA (27% + 0,72% a titolo di contributo aggiuntivo per il sostegno della maternità, dell’assegno al nucleo familiare, della malattia, della degenza ospedaliera e del congedo parentale);
  • 24% per tutti gli altri soggetti (soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria).
Le aliquote contributive sopraindicate sono applicabili fino ad un massimale di reddito, che per l’anno 2016 è pari a € 100.324.
Il minimale di reddito valido per l’accredito dei contributi è, invece, pari per il 2016 a € 15.548. Pertanto:
  • i soggetti NON titolari di partita IVA privi di altra copertura previdenziale obbligatoria (aliquota 31,72%): avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuale pari ad € 4.931,83 (di cui € 4.819,99 ai fini pensionistici);
  • i liberi professionisti privi di altra copertura previdenziale obbligatoria (aliquota 27,72%): avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuale pari ad € 4.309,91 (di cui € 4.197,96 ai fini pensionistici);
  • i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria (aliquota 24,00%): avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di € 3.731,52.



 

SRL  - IVS  no reddito  

Per le due sentenze della Corte di Appello dell’Aquila del 25 giugno 2015, ( 752 e 774), nei casi di partecipazioni in ditte o società che non sono il motivo dell’iscrizione alla gestione commercianti e artigiani Inps, l’articolo 3-bis, comma 1, Dl 384/1992, prevede l’inclusione nella base imponibile previdenziale solo dei redditi qualificabili come “redditi di impresa”, come, ad esempio, quelli della ditta individuale, anche familiare o coniugale, o quelli di partecipazione in Snc o Sas (si ritiene anche in Srl trasparenti) da dichiarare nel quadro H del modello Unico Pf del socio, e non l'inclusione anche dei redditi delle Srl (si ritiene “senza trasparenza”), che sono classificati dal Tuir tra quelli di “capitale”.



CREDITO  IVA




DENOMINAZIONE


 DITTA OVVERO COGNOME E NOME: indicare la denominazione della ditta, se esistente, ovvero il cognome e nome del contribuente; l’indicazione deve essere riportata senza abbreviare alcuna parola. Per le denominazioni particolarmente lunghe devono essere eliminati titoli onorifici, professionali e simili eventualmente presenti.


 Rateizzazione lampo fino a 50mila euro e decadenza dal piano

 Le cartelle di Equitalia inoltre possono essere pagate nella misura massima di 72 rate mensili per un massimo quindi di 6 anni ma sempre a condizione che sia approvato il piano di rientro. Tuttavia nei casi più gravi Equitalia, previa verifica dei requisiti richiesti dalla legge, concede un’ulteriore dilazione di pagamento fino a120 rate mensili e prevede quindi che il piano di rateizzazione sia di 10 anni. Occorre ricordare inoltre che per le rateizzazioni concesse da22 ottobre 2015, subentra la decadenza nel caso di mancato versamento di 5 rate del piano di dilazione, anche non consecutive. 

Alla 5 ^ omissione, scatta quindi subito la revoca. Per le rateazioni, concesse prima del 22 ottobre 2015, la decadenza si verifica con il mancato pagamento di 8 rate. Dalla decadenza conseguono una serie di conseguenze: viene meno la sospensione del fermo dell’auto ed Equitalia potrebbe avviare delle misure di esecuzione forzata (pignoramenti). Ad Equitala, infatti, la dilazione blocca questo potere e le azioni esecutive intraprese prima dell’autorizzazione alla rateazione perdono subito efficacia. Dopo la decadenza è possibile essere ammessi alla dilazione di nuovo, ma solo ove si prova il versamento delle rate del precedente piano non pagate. Il diniego o revoca (motivati) del piano di dilazione da parte di Equitalia, permette al contribuente di impugnarlo dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale.