QUATTRO CHIACCHIERE SULLA STORIA DI PECCIOLI

Mario Bartoli (1925-1972)

Pubblicato nel 1973 a cura dell'Amministrazione Comunale di Peccioli

Riprodotto per gentile concessione

DISCORSO FRA NOI

I libri, quelli che hanno una funzione specifica e sono destinati a una particolare categoria di lettori, sono preceduti di solito da una PREFAZIONE o da una AVVERTENZA. Noi, questo volumetto lo facciamo precedere da un DISCORSO FRA NOI perché non è diretto ad alcuna particolare categoria di lettori, ma è destinato unicamente e semplicemente ai Pecciolesi. Perché lo abbiamo fatto? Lo abbiamo fatto non perché pensassimo che tutti fossero digiuni di storia, ci mancherebbe!, ma perché di storia Pecciolese la maggior parte di essi lo è senz'altro.

E questo vuole essere, appunto, un lavoro di divulgazione di quella storia, come una chiacchierata in famiglia, fra tutti i Pecciolesi, giovani e vecchi, « istruiti » e non. Un lavoro senza pretese, che non è certamente privo di difetti . I Pecciolesi, se pure attratti da altri e più allettanti motivi della vita di oggi, avvertono, ne siamo sicuri, anche il desiderio di sapere qualche cosa di queste antiche mura, di questa nostra vecchia e cara « casa », del cui passato non hanno mai saputo nulla se non qualcosa di molto vago e, spesso, inesatto. Lo abbiamo fatto anche per i nostri ragazzi che, sollecitati dai loro insegnanti alle ricerche locali, non saranno più assillati, com'è accaduto fino ad oggi, dal problema del « dove rivolgersi ».

Mano a mano che andavamo avanti nella stesura, le dimensioni che il lavoro andava assumendo, ci spaventavano un po'. I primitivi propositi erano assai limitati, ma bastò che abbozzassimo un rudimentale piano di lavoro perché andassero subito all'aria. Vi accorgerete, ad ogni modo, che sono dimensioni contenute nello stretto indispensabile. Volevamo fissare, con il necessario ordine, tutte le notizie storiche che erano a nostr a conoscenza, raccolte un po' qua e un po' là.

Ma questo presupponeva, ovviamente, che tutti i lettori avessero dimestichezza con la storia d 'Italia perché raccontare, ad esempio, che nel tale anno « il castello di Peccioli fu venduto al vescovo di Volterra » o che nel tale altro « i Guelfi di Peccioli cacciarono i Ghibellini dal castello », raccontarlo così, in modo semplice, nudo e crudo, non avrebbe avuto senso alcuno. Essendo questo, come abbiamo detto, un lavoro di divulgazione, occorreva rielaborare quelle notizie e allargare il discorso. Nel raccontare quindi varie vicende del nostro paese abbiamo « disegnato », sforzandoci di farlo nel modo più chiaro e sintetico possibile, il quadro politico e storico dei vari momenti nei quali quelle vicende si sono verificate. E abbiamo ricercato, anche di vedere certi avvenimenti dal « di qua », cioè dal nostro punto di vista, quello pecciolese, vogliamo dire, senza avere alterato — almeno lo speriamo — la realtà storica.

La seconda parte del volumetto è più confidenziale. Se in quelle pagine dovesse ficcarci il naso qualche « estraneo », qualcuno non di Peccioli, forse rimarrebbe deluso. Certi fatti e fatterelli, situazioni drammatiche e comiche, nomi e figure che fra noi, in famiglia, assumono quel particolare sapore e colore, quando vengono risaputi « fuori » si scolorano e sanno di attaccaticcio.

Ecco perché questo libretto è soltanto un «discorso fra noi» .

M. B.



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