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1998 1° luglio - 31 dicembre

1998 1 gennaio - 30 giugno



1 luglio: disposto dal Tribunale di Roma il sequestro dei beni, per un valore di 40 miliardi, nei confronti di Matilde Ciarlanti e Giuseppe Cillari, esponenti della criminalità organizzata romana.


Condannato dal Tribunale di Palermo, a 10 anni per traffico di droga, il collaboratore di giustizia Francesco Di Carlo, a cui i giudici hanno concesso soltanto le attenuanti generiche.

Ucciso a Santa Lucia del Mela (Me) il pregiudicato Fortunato Ficarra.

Reso noto che nei giorni scorsi era stata disposta dalla Procura di Palermo, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto riciclaggio di denaro della mafia tramite Marcello Dell'Utri, una perquisizione nei locali della Fininvest a cui i legali di Silvio Berlusconi si sono opposti «rifacendosi alle sue prerogative quale appartenente alla Camera dei deputati». Berlusconi dichiara: «Certi pm imbeccano i pentiti contro di me».

Chiesta dai magistrati di Caltanissetta l'archiviazione dell'inchiesta sul procuratore aggiunto di Palermo, Guido Lo Forte, e sul capitano dei carabinieri Giuseppe De Donno, nata nell'ottobre scorso dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Angelo Siino sul rapporto del Ros su mafia e appalti di cui era entrato in possesso nel '91.



2 luglio: Budapest, un'autobomba esplosa in pieno centro provoca la morte di 4 persone e il ferimento di altre 23. Tra gli uccisi il proprietario di alcuni locali notturni, Tomas Boros, secondo gli inquirenti destinatario dell'attentato forse perché confidente della polizia.



3 luglio: emessi su richiesta della Procura di Palermo 45 ordini di custodia (30 notificati in carcere, 6 i latitanti tra cui Mariano Tullio Troia) per mafiosi accusati di 24 omicidi dal 1974 al 1990, tra i quali quello del capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, ucciso il 13 giugno del 1983 a Palermo assieme all'appuntato Giuseppe Bommarito e al carabiniere Pietro Morici, e quello dell'appuntato dei carabinieri in pensione, Gioacchino Crisafulli, ucciso il 27 aprile del 1983 perché, secondo i collaboratori di giustizia, aveva denunciato due ladri e aveva fatto troppe domande ai conducenti di un camion carico di casseforti.

Scoperte a Partinico (Pa) altre cinque piantagioni di canapa indiana e sequestrati 20 quintali di marijuana. Il 6 luglio verrà scoperta un'altra piantagione e saranno sequestrate mille piante per un valore di circa un miliardo.

Ucciso a Varese, da un bandito incappucciato, il carabiniere Giovanni Palermo, che era andato per un controllo in una fabbrica dove era scattato l'allarme. Il 27 verranno tre arrestate tre persone con l'accusa di concorso in omicidio e tentata rapina.



4 luglio: uccisi a Bari il pregiudicato Nicola Gentile, vicino al clan Montani, e il giovane Gioacchino Silecchia che si trovava a passare col motorino ed è stato eliminato probabilmente perché aveva visto gli assassini.

Arrestato a Riesi (Cl), Francesco Cammarata, fratello di Maria Catena, condannata a sei anni per associazione mafiosa, e dei latitanti Pino e Vincenzo. L'arrestato è accusato di avere preso le redini della cosca.

Arrestato Luigi Sparacio, capomafia di Messina e collaboratore di giustizia, a cui da pochi giorni era stato revocato il programma di protezione e che deve scontare una condanna per omicidio ed usura. Sparacio è stato al centro delle polemiche che hanno investito Angelo Giorgianni, già magistrato e sottosegretario agli Interni, per un presunto atteggiamento di favore nei suoi riguardi, relativo anche al dissequestro di beni per circa venti miliardi.

Reso noto che alcune settimane fa una delegazione della polizia italiana e una dell'Fbi si sono recate in Sud Africa per discutere con le autorità giudiziarie i termini per un'azione comune contro il capomafia di Terrasini (Pa) Vito Palazzolo, che in Sud Africa ha creato un impero economico. Palazzolo, ricercato dall'Italia e dagli Stati Uniti fin dai tempi dell'inchiesta "Pizza connection", è accusato di traffico di droga, armi, diamanti e avorio, di estorsione e sfruttamento della prostituzione. Il capomafia, che sembra abbia goduto di coperture ad alto livello, ha un esercito privato di uomini di varia nazionalità, guida una cupola mafiosa formata da nove persone tutte individuate dalle autorità sudafricane e si sospetta che ospiti latitanti di Cosa nostra come Mariano Tullio Troia, Giuseppe Gelardi e Giovanni Bonomo.



5 luglio: morto a Catania Enrico Chiarenza, nipote diciottenne di un ex collaboratore di giustizia e figlio di Clemente, ucciso nel 1995 in un agguato mafioso. Il giovane, sconvolto per l'uccisione del padre, nel marzo scorso aveva tentato il suicidio ingerendo dell'acido muriatico che gli aveva provocato danni irreparabili.
Ucciso ad Acerra (Na) il giovane Antonio Ferrara da due ragazzi diciassettenni (uno figlio di un camorrista) che hanno sparato al termine di una lite, a cui l'ucciso era estraneo. I due saranno arrestati il 9 luglio.



6 luglio: al processo contro Marcello Dell'Utri, il collaboratore Antonio Mancini, ex componente della banda della Magliana, dichiara di non conoscere l'imputato ma parla di Silvio Berlusconi del quale Francis Turatello, mentre erano insieme nel carcere di Trani, gli avrebbe detto che per le speculazioni in Sardegna aveva riciclato il denaro sporco della banda della Magliana e della mafia siciliana. Berlusconi replica chiedendo ai magistrati di tutelarlo contro le calunnie.

Scarcerato dal Tribunale della libertà di Palermo, Dario Lo Bue, lo skipper arrestato il 9 giugno scorso, con l'accusa di avere fatto da prestanome al capomafia Pietro Vernengo, in un blitz in cui sono state arrestate altre 16 persone.
Lascia la magistratura, a tre giorni del plenum del Csm che avrebbe dovuto decidere sul suo trasferimento per"incompatibilità ambientale", il procuratore generale di Roma, Vittorio Mele, accusato di corruzione in atti giudiziari.



7 luglio: Berlusconi condannato in primo grado per corruzione nel processo sulle tangenti alla guardia di finanza. In appello otterrà attenuanti generiche e prescrizione, in Cassazione l'assoluzione.

Palermo, per l’omicidio di Salvo Lima sono condannati all’ergastolo, tra gli altri, Riina, Provenza, Aglieri e Ganci.

Emessi tra Palermo e Trapani, su richiesta della Dda di Palermo, 45 ordini di custodia cautelare per presunti mafiosi, uomini politici e imprenditori, al termine di un'inchiesta su dieci anni di appalti di opere pubbliche dall'inizio degli anni ottanta. Tra gli arrestati con l'accusa di concorso in associazione mafiosa, Francesco Canino, deputato regionale e più volte assessore fin dal 1981, eletto prima nelle liste della Dc e nel 1996 con una lista "fai da te", poi passato al Cdu, accusato (e assolto) di aver fatto parte della loggia massonica trapanese "Iside 2" che avrebbe avuto legami con Cosa nostra; Manlio Orobello, ex consigliere provinciale e comunale del Psi e sindaco di Palermo, per quattro mesi, nel '92; l'ex presidente della Provincia Mimmo Di Benedetto, dc della corrente di Salvo Lima. Devono rispondere dell'accusa di corruzione l'ex assessore regionale della Dc Franz Gorgone, già coinvolto in una inchiesta su voto di scambio; Francesco Caldaronello, ex presidente della Provincia, limiano e da anni capo ripartizione dell'assessorato comunale Ville e giardini, carica mantenuta sino ad adesso malgrado le rotazioni dei dirigenti attuate dal sindaco Orlando (verrà sospeso in seguito all'arresto); l'ex assessore provinciale del Psi Vincenzo Leone. Tra i funzionari pubblici il capo del genio civile di Palermo, Giuseppe Mendola, accusato di associazione a delinquere semplice, e il professore universitario Giuseppe Di Giovanni, ex presidente del consorzio Asi di Palermo. Tra gli imprenditori Agostino Catalano, consuocero di Vito Ciancimino; Pietro ed Epifanio Patti; Vincenzo Udine, cugino di Pino Lipari anch'egli arrestato con l'accusa di avere curato gli interessi di Totò Riina. Uno degli affari miliardari gestiti dalla mafia di Trapani era un impianto di riciclaggio e smaltimento delle scorie ospedaliere, in mano ai capimafia Roberto Marciante e Francesco Virga.

Iniziato a Bari il processo a 139 persone, ritenute appartenenti a tre clan della Sacra corona unita e accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, quattro omicidi, una ventina di tentati omicidi e altri reati. L'inizio del processo ha subìto diversi rinvii e nel frattempo una decina di imputati di associazione mafiosa è stata scarcerata.

Muore suicida a Cosenza un operaio disoccupato, di cui non viene fatto il nome, che lascia la moglie e due figli.
Condannato a due anni e nove mesi, dal Tribunale di Milano, Silvio Berlusconi per le tangenti pagate dalla Fininvest alla Guardia di Finanza. Assolto il fratello Paolo. Il Polo preannunzia proteste di piazza.

Arrestate nel Catanese 17 persone legate alla cosca Santapaola e accusate di traffico di droga.

Arrestate in Campania 112 persone, tra cui anche 20 finanzieri, con l'accusa di truffa all'Aima. Le aziende agricole coinvolte, che hanno denunciato di avere portato al macero frutta mai prodotta, sono tutte legate al clan Schiavone.



8 luglio: Trieste, un documento di 5 pagine a firma N.T.A. (Nuclei Territoriali Antimperialisti) veniva recapitato alla redazione di un quotidiano locale. Il testo presentava, secondo gli inquirenti, "analogie concettuali e assonanze linguistiche" con i precedenti documenti diffusi dalla stessa organizzazione.

Accolta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere, con tredici voti a favore e sei contrari, la richiesta della Procura diPalermo di arresto per l'onorevole Gaspare Giudice di Forza Italia, accusato di concorso in associazione mafiosa. Il 16 luglio la richiesta verrà respinta dalla Camera, con 303 voti contrari e 210 a favore.

Trovato ucciso a colpi di lupara, nelle campagne di Catanzaro, il collaboratore di giustizia Pasquale Turrà, a cui in febbraio era stato revocato il programma di protezione perché era ritornato al suo paese senza autorizzazione. Le dichiarazioni di Turrà, che era stato affiliato al clan dei "viperai" di Guardavalle (Cz), avevano permesso di far luce su venti omicidi e avevano fatto arrestare 35 'ndranghetisti.

Confermata in appello la condanna ad otto anni per associazione mafiosa al costruttore palermitano Salvatore Sbeglia.
Inizia la discussione alla Camera sulla proposta di Forza Italia di costituzione di una Commissione d'inchiesta sulla corruzione politica. L'Ulivo dice sì all'inchiesta a condizione che la Commissione non si occupi dei processi in corso e non giudichi l'operato dei magistrati. La discussione viene rimandata al giorno 15.



9 luglio: ucciso a Napoli, nel rione Forcella, Giuseppe Giuliano, esponente dell'omonimo clan, e ferito Vincenzo Colucci, pregiudicato per associazione camorristica, omicidio, rapina ed altri reati e ritenuto affiliato al clan Giuliano.

Intervenendo al plenum del Csm il presidente Luigi Scalfaro, senza fare nomi, critica «chi parla di tribunali speciali» ma anche i magistrati che fanno un uso eccessivo dei mass media e inoltre, ricordando l'avviso di garanzia inviato a Napoli a Silvio Berlusconi, quando da presidente del Consiglio presiedeva la conferenza delle Nazioni Unite sulla criminalità, afferma:«Non ho dubbi sulle intenzioni, ma è pensabile che venga inviato proprio quel giorno?». L'intervento di Scalfaro susciterà una risposta polemica da parte di Di Pietro secondo cui il presidente fu informato il giorno prima. Ma Scalfaro puntualizzerà di aver ricevuto la telefonata dal procuratore Borrelli quando già c'erano i carabinieri a Palazzo Chigi.



10 luglio: assolti dalla Corte d'appello di Palermo, per non aver commesso il fatto, Giuseppe Bonanno e Giuseppe Sensale, che erano stati condannati per associaz ione mafiosa come presunti appartenenti alla cosca del rione San Lorenzo. La Corte non ha trovato elementi concreti per stabilire l'appartenenza a Cosa nostra dei due imputati che erano stati accusati da alcuni collaboratori di giustizia e che hanno già scontato cinque anni di carcere. Sensale, a cui è stata sequestrata una cava che fattura cinque miliardi l'anno, ha un fratello carabiniere. Bonanno è fratello di Armando (ucciso nel '90), uno dei killer del capitano Emanuele Basile.

Rinviate a giudizio 14 persone, tra capimafia come Totò Riina e Raffaele Ganci, e imprenditori per le aggiudicazioni degli appalti per la costruzione della nuova Pretura di Palermo, che sarebbero avvenute con l'intermediazione mafiosa.



11 luglio: Roma, picchiato da estremisti di sinistra Teodoro Buontempo.

Arrestato a Casal di Principe (Ce), in un rifugio segreto ricavato in una villa, Francesco Schiavone, capo del clan dei Casalesi, accusato di associazione camorristica, traffico d'armi, omicidio e strage. Schiavone, il cui patrimonio viene valutato a circa 5.000 miliardi, era latitante dal '93 quando, uscito dal carcere con una riduzione di pena di quattro mesi, scomparve prima che gli venisse notificato il provvedimento speciale di sorveglianza. Al momento dell'arresto Schiavone era in compagnia della moglie, Giuseppina Nappa, delle sue due bambine e del cognato Mario Schiavone, anch'egli arrestato. In un'intervista a La Repubblica la moglie afferma che il marito, «credente di fede vera», è un prigioniero politico che paga l'appoggio dato al suo avvocato, Alfonso Martucci, eletto sei anni fa alla Camera. Il parroco di Casal di Principe, don Carlo Aversano, dichiara di «non poter essere felice per l'arresto di Schiavone» perché avrebbe voluto convertirlo.

Rinviati a giudizio, con l'accusa di voto di scambio, l'ex sottosegretario Luigi Foti e l'ex sindaco di Siracusa (e attualmente presidente del consiglio comunale) Gaetano Bandiera, entrambi democristiani fino al 1992 e ora esponenti rispettivamente del Cdu e del Ppi.


Condannati, dal Tribunale di Trapani, a complessivi 500 anni di carcere nel processo "Omega 2", 6 mafiosi accusati dell'attentato (fallito) del maggio 1991, che era stato ordinato da Totò Riina contro la cosca Greco di Alcamo (Tp).

Sequestrati beni per oltre un miliardo di lire a Antonino Valenti di Castellammare del Golfo (Tp), già in carcere con l'accusa di associazione mafiosa e omicidio.

Ucciso a Napoli, con un colpo di coltello all'addome, il giovane peruviano José Luis Mendoza, dopo una rissa con un ragazzo, piccolo boss di quartiere. Mendoza, per giocare a pallone con i suoi amici, aveva scacciato il pitt bull del ragazzo che è fuggito.i. ;dopo averlo accoltellato. L'episodio è collegabile con la presenza di bande giovanili nel capoluogo campano.



13 luglio: Milano, il Tribunale del processo All Iberian condanna Silvio Berlusconi a due anni e quattro mesi e 10 miliardi di multa e Bettino Craxi a quattro anni e 20 miliardi di multa. Condannati anche i gestori dei conti esteri di Craxi, Miguel Vallado e Mauro Giallombardo, e il cugino di Berlusconi, Giancarlo Foscale. Assolti i manager Fininvest Ubaldo Li Volsi e Alfredo Zuccotti, e il fratello di Craxi, Antonio. Berlusconi dichiara che si tratta di una sentenza politica che risponde al «disegno delle sinistre» per eliminarlo.

Confiscati dal Tribunale di Reggio Calabria beni per 100 miliardi ai fratelli Antonino e Demetrio Frascati, accusati di essere affiliati al clan Libri.

Arrestati, con l'accusa di associazione mafiosa, gli agenti penitenziari Nicolò Indovina, in servizio nel carcere di Augusta (Rg), e Giovanni Migliore, in servizio a Siracusa. Il primo avrebbe fornito il telefonino al capomafia Santo Mazzei, il secondo avrebbe messo in contatto uomini della cosca di Mazzei detenuti.

Arrestati a Palermo i giovani Tommaso Di Giovanni, nipote di Salvatore Lo Presti ex capo mandamento del rione Porta nuova, e Tommaso Leale, trovati in possesso di 34 chili di marijuana.

Arrestati a San Giuseppe Jato (Pa) Maurizio La Barbera e Sergio Denaro Di Liberto, colti mentre stavano incassando da un imprenditore edile i soldi del racket.

Arrestati a Brindisi Fortunato Vitale e Franca Corvace che con un sistema di apparecchiature spiavano la Guardia di Finanza per conto di contrabbandieri di sigarette.



14 luglio: rinviato a giudizio dal gip di Reggio Calabria il deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Uccisi a colpi di arma da fuoco, a Santa Lucia di Cuorgnè (To), due muratori calabresi, Domenico Scali, pluripregiudicato anche per traffico di droga, e Vincenzo Ferraro, pregiudicato per detenzione di munizioni.

Emessi dal gip di Napoli 78 ordini di custodia al termine di un'inchiesta su un traffico di droga tra l'Italia e l'Albania. Tra gli arrestati, con l'accusa di associazione camorristica e traffico di droga, Annamaria Carotenuto, moglie del boss Domenico Falanga attualmente detenuto, e Francesca Di Gioia, moglie di Luigi Barallo, anch'egli arrestato.



15 luglio: riprende alla Camera la discussione sull'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla corruzione. Il segretario dei Ds D'Alema sostiene che non si può non dialogare con un partito che ha sedici milioni di voti; esponenti del suo partito e dell'Ulivo non condividono la linea di D'Alema e si oppongono alla costituzione della Commissione d'inchiesta: l'unica proposta accettabile è quella di un Commissione conoscitiva. Centinaia di fax indirizzati ai leaders dell'Ulivo: «non tradite i vostri elettori». Berlusconi, in una conferenza stampa ai giornalisti stranieri, dichiara che la Commissione dovrà avere pieni poteri e che i fatti che gli vengono contestati «per la gente non sono reati».

Arrestato a Woodbridge, in Canada, dai carabinieri del Ros e dalla polizia canadese, Alfonso Caruana, che deve scontare una condanna a 21 anni di reclusione per associazione mafiosa e traffico internazionale di droga. La condanna gli era stata confermata in Cassazione il 21 maggio unitamente a quella di Pasquale Cuntrera. Arrestati anche i fratelli Pasquale e Gerlando, il nipote Giuseppe e altre 10 persone, tra cui l'imprenditore bresciano Alberto Minelli, accusato di essere il commercialista della famiglia Caruana-Cuntrera, e l'esponente della camorra Oreste Pagano. Minelli e Pagano sono stati arrestati in Messico. Sequestrati 2 quintali di cocaina per un valore di 10 miliardi.

Concluso a Palermo il processo per l'omicidio di Salvo Lima, con l'accoglimento delle richieste del pm: 18 ergastoli ai componenti la cupola mafiosa e 127 anni complessivi di carcere ad altri 10 imputati, tra cui due killer divenuti collaboratori di giustizia.

Emessi dal gip di Reggio Calabria 6 ordini di custodia per i presunti esecutori materiali dell'omicidio dell'imprenditore Angelo Antonio Pangallo, ucciso il 24 settembre 1992 perché si sarebbe rifiutato di sottostare al racket. Individuato come mandante Domenico Pavigliantini, indicato come uno dei capi dell'omonimo clan di Reggio, arrestato lo scorso anno in Spagna ma ancora non istradato in Italia.

Confermata in appello la condanna a cinque anni per Pino Mandalari, accusato di concorso in associazione mafiosa perché considerato prestanome di Totò Riina e di altri mafiosi.



16 luglio: arrestata per traffico di droga Fabiola Morelli, ex componente della banda della Magliana poi collaboratrice di giustizia. Con lei sono stati arrestate altre 5 persone componenti un'organizzazione diretta dalla donna.

Trovato nelle campagne vicino Monreale (Pa) il cadavere del giovane pregiudicato Massimo Barella, scomparso da casa il 3 giugno.

Ucciso ad Aversa, con un colpo di pistola al cuore, il diciassettenne Pasquale Menale, da altri ragazzi a cui sembra avesse impedito un sorpasso.

Sequestrate a Ravenna 12.000 pasticche di ecstasy per un valore di 600 milioni e arrestate 3 persone.



17 luglio: arrestate su richiesta della Procura di Palermo 7 persone, quasi tutte insospettabili, ritenute legate alle cosche di Altofonte e San Giuseppe Jato. Si tratta di Nunzio Raccuglia, padre del latitante Mimmo ritenuto il capo della famiglia mafiosa di Altofonte; l'agronomo Calogero Di Carlo, cognato del collaboratore Gioacchino La Barbera; l'imprenditore Mario Biondo, vicino a Giovanni Brusca; l'impiegato comunale di San Giuseppe Jato Luigi Vito Palo; il dipendente delle Poste in pensione Giovan Battista Tusa, vicino ad Aglieri; l'ex impiegato del Banco di Sicilia Salvatore Vassallo e l'agronomo Calogero Todaro. Gli investigatori avrebbero scoperto un piano di Totò Riina per sequestrare imprenditori (il primo avrebbe dovuto essere Pippo Cambria, socio dei Salvo), ma anche familiari di magistrati e uomini delle istituzioni, col duplice scopo di ottenere riscatti e ricattare lo Stato.

Emessi dal gip di Catania 8 ordini di custodia per persone appartenenti alle cosche Santapaola, Ercolano e Laudani accusate di aver riciclato denaro sporco acquistando immobili delle aste fallimentari, con la complicità di un funzionario del Tribunale che è stato sospeso.



18 luglio: concluso a Catania, con 29 ergastoli e 55 anni di carcere, il processo denominato "Orsa maggiore 3" contro uomini della cosca Santapaola, accusati di una serie di delitti tra gli anni ottanta e novanta, tra cui gli omicidi di Giuseppe Fava e dell'ispettore di polizia Giovanni Lizzio. Per l'omicidio di Fava sono stati condannati all'ergastolo Nitto Santapaola, ritenuto il mandante, Marcello D'Agata e Francesco Giammuso come organizzatori, e Aldo Ercolano come esecutore assieme al reo confesso, Maurizio Avola, già condannato a sei anni.

Concluso a Marsala (Tp) il processo contro 20 persone, tra cui 6 donne, accusate di far parte di un'organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di stupefacenti e ricettazione. Soltanto 5 i condannati, con pene dai nove ai tre anni.



19 luglio: ricordati con una serie di iniziative Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Cusina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina, uccisi nella strage di via D'Amelio del 1992.

Ferita gravemente a Torino la giovane Federica Ferrero, colpita da un proiettile vagante durante una sparatoria tra bande di sfruttatori della prostituzione, probabilmente albanesi.

Muore suicida a Licata (Ag) il geometra disoccupato Filippo Incorvaia. Sono già tre in due mesi i licatesi suicidi per mancanza di lavoro.

D'Alema avanza la proposta che una commissione di cinque saggi, nominati dai presidenti della Camera e del Senato, prepari una relazione sulla corruzione politica, sulla cui base si svolga la discussione in Parlamento. Il Polo respinge la proposta. Il 23 i partiti decidono di rinviare la discussione a settembre.



20 luglio: uccisi a Pomigliano D'Arco (Na) tre giovani incensurati, Rosario Flaminio, Salvatore Di Falco e Alberto Vallifuoco, operai di un pastificio. I killer, che hanno sparato davanti a un bar, hanno anche ferito leggermente la cassiera. Gli inquirenti sospettano che i killer abbiano scambiato i tre giovani per altre persone, ma verrà fatta anche l'ipotesi che i tre siano stati uccisi per gli apprezzamenti rivolti alla compagna di un boss.

Sequestrata, per decreto della Procura di Palermo, documentazione delle holding del gruppo Fininvest, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto riciclaggio del denaro della mafia negli anni ottanta da parte della società. Indagati di riciclaggio sono Marcello Dell'Utri e Carlo Bernasconi, manager della Fininvest. L'inchiesta nasce dalle dichiarazioni dell'ex socio di Dell'Utri, il finanziere Filippo Alberto Rapisarda, secondo cui Dell'Utri avrebbe chiesto e ottenuto, nell'80-81, 20 miliardi da Stefano Bontate e Mimmo Teresi. Al consiglio nazionale di Forza Italia, Berlusconi dichiara che le parole di Rapisarda sono«follia pura» e, afferma, riferendosi chiaramente al Presidente della repubblica, che nel '94 venne ordito contro il suo governo un «colpo di Stato» con la copertura «dall'alto». Prodi, Mancino e Violante intervengono a difesa del capo dello Stato.

Emessi dal gip di Siracusa 59 ordini di custodia cautelare (8 per persone già detenute) per appartenenti ad un'organizzazione di spacciatori di droga tra Avola, Pachino e Siracusa.

Ucciso a Comiso (Rg) il pregiudicato Emanuele Di Nicola. Si pensa che l'omicidio sia maturato nel giro delle scommesse clandestine sulle lotte di cani.

Concluso a Termini Imerese (Pa), con 10 condanne e 24 assoluzioni, il processo a 34 persone accusate di spaccio di droga nei paesi della zona. La pena più pesante, dodici anni e sei mesi, è stata inflitta a Francesco Seminerio, che è stato assolto dall'accusa di omicidio colposo per la morte per overdose di un ragazzo.



21 luglio: respinta dal Tribunale di Agrigento la richiesta della Procura di Sciacca di confisca dei beni, perché «già considerati di provenienza lecita», dell'ex ministro Calogero Mannino accusato di concorso in associazione mafiosa.
Al termine del suo mandato il presidente della Colombia, Ernesto Samper, ammette di aver ricevuto per la campagna elettorale di quattro anni fa finanziamenti dai narcotrafficanti del cartello di Cali, ma di averlo saputo soltanto a cose fatte. Samper, che aveva in precedenza sempre negato rapporti con in narcotrafficanti, non è riuscito a fare eleggere il suo candidato, Horacio Serpa, sconfitto dal conservatore Andrés Pastrana, che nel '94 era stato superato al ballottaggio da Samper.



23 luglio: ucciso a Barrafranca (En) il pregiudicato Saverio Sessa, ritenuto appartenente alla Stidda.
Viene reso noto che il 6 febbraio sono stati sequestrati a Livorno 700 chili di crack e cocaina provenienti dal Perù.
Scoperte altre due piantagioni di canapa indiana, con oltre 4.000 arbusti, a Partinico (Pa) e arrestati due agricoltori.
Inviati dalla Procura di Palermo avvisi di garanzia all'imprenditore sardo Niki Grauso, all'avvocato Antonio Piras e al procuratore della repubblica presso la Pretura di Cagliari Luigi Lombardini, accusati di avere intascato il miliardo versato da Tito Melis per la liberazione della figlia.



24 luglio: concluso a Siracusa, con 14 ergastoli, quasi 400 anni di reclusione e 17 assoluzioni, il processo "Tauro" a 79 esponenti della mafia siracusana. Sono stati condannati all'ergastolo il capomafia Nello Nardo, accusato di essere il mandante di quattro omicidi, e i mafiosi della sua cosca: Carmelo Caramagno, accusato di cinque omicidi, Delfo Ruggeri, Ciro Fisicaro, Alessandro Limaccio, Antonino Dell'Arte e il latitante Sergio Scannavacca. Ergastolo anche per Giuseppe Trigilia, figlio del capomafia di Noto, Antonino detto "Pinnintula"; Giuseppe Di Benedetto, Antonino Tarascio, Vincenzo Curcio e Angelo Scarfò della cosca Urso-Bottaro; Carmelo Pugliara e Giuseppe Nigro Restuccia della cosca che faceva riferimento a Salvatore Belfiore.

Al processo per la strage di via D'Amelio, padre Pietro Bumbalo, già parroco nel rione Acquasanta, testimonia a favore di Pietro Scotto che nel primo processo per la strage era stato condannato all'ergastolo con l'accusa di aver manomesso il telefono della madre di Paolo Borsellino. Il sacerdote ha dichiarato che Scotto il 19 luglio del '92 si trovava a Bologna. All'udienza ha deposto anche il fratello del collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino che ha detto che le dichiarazioni del fratello sulla strage sono frutto di fantasia.

Arrestato a Catania il latitante Salvatore Di Mauro, considerato uno dei più pericolosi killer della cosca Mazzei.
Al secondo processo d'appello per le tangenti pagate per la metropolitana milanese i giudici riducono a quattro anni la condanna per Bettino Craxi, condannato a otto anni in primo grado.



27 luglio: arrestati in Germania i latitanti Luigi e Giuseppe Gambacorta, presunti affiliati alla mafia di Porto Empedocle (Ag). Giuseppe Gambacorta è stato indicato da un collaboratore di giustizia come uno dei killer del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli ed è anche accusato di tre omicidi nell'ambito della guerra di mafia tra Cosa nostra e Stidda dell'Agrigentino.



28 luglio: arrestate 4 persone accusate di essere fiancheggiatori del capomafia di Partinico (Pa) Vito Vitale. Tra loro Pietro Caleca, responsabile del Patronato Uil di Partinico, fino al 1993 consigliere comunale della Dc e attualmente commissario della sezione locale del Cdu.

Catturata a Caltagirone (Ct) Francesca Patrizia Privitera, considerata vicina alla cosca di Nitto Santapaola. Era evasa nei giorni scorsi dal penitenziario di Paliano (Fr) dove sta scontando 21 di carcere per omicidio volontario e sequestro di persona.

Ucciso a Luzzara (RE), durante uno scontro a fuoco con dei banditi che avevano tentato di rapinare una banca, il brigadiere capo dei carabinieri Pasquale Iscaro.



29 luglio: emessi 46 ordini di custodia cautelare su richiesta della Dda di Palermo (14 per persone già detenute, 5 i latitanti tra cui il capomafia Mariano Tullio Troia) al termine di un'indagine su estorsioni ed attentati a commercianti ed imprenditori dalla metà degli anni ottanta. Tra i destinatari delle ordinanze Antonino Cinà, il medico già condannato per favoreggiamento verso Totò Riina, Vincenzo Troia fratello del latitante, Michelangelo La Barbera, Salvatore Biondino ex autista di Riina, Calogero Lo Piccolo figlio del latitante Salvatore e indicato come attuale reggente della cosca del quartiere San Lorenzo. La lista degli estorti in mano alla Procura contiene settanta nomi tra i quali quelli dei gestori dei ristoranti più importanti di Palermo e di grosse catene di supermercati. Soltanto tre commercianti hanno ammesso di avere pagato senza denunciare le estorsioni.

Ucciso a Santa Maria a Cubito, nel comune di Qualiano (Na), il pregiudicato Raffaele Basile. Pochi minuti più tardi, in un conflitto a fuoco con una pattuglia della polizia, rimangono feriti due giovani di cui uno riesce a fuggire e l'altro, Sossio Capasso, viene arrestato con l'accusa di tentato omicidio nei riguardi degli agenti. Capasso, che è sospettato di essere uno dei killer di Basile, appartiene al clan Mallardo, lo stesso a cui apparteneva l'ucciso.



30 luglio: Palermo, smentita dal procuratore Caselli la notizia pubblicata dal settimanale Panorama di un'indagine sul generale Mario Mori, riguardante la cattura di Totò Riina.



31 luglio: presentata da Silvio Berlusconi, presso la Procura di Caltanissetta, una querela contro Alberto Rapisarda che, nei verbali depositati al processo contro Marcello Dell'Utri, ha accusato la Fininvest di aver riciclato il denaro della mafia.
Sequestrati per ordine della Dda di Palermo beni per circa 450 miliardi, tra cui 140 ville di Pizzo Sella (costruite per la maggior parte dall'impresa di Andrea Notaro, cognato di Michele Greco, e per le quali c'è un'ordinanza di demolizione per costruzione abusiva), 323 appartamenti e i capitali sociali di 17 imprese edili. Secondo gli investigatori i beni sono riconducibili a Antonino Buscemi, Giovanni Bini e Sebastiano Crivello, già coinvolti in un'operazione su mafia e appalti e indiziati mafiosi.

All'Università di Messina viene eletto rettore il professore Gaetano Silvestri, candidato delle sinistre.



1° agosto: arrestato in Venezuela Vito Di Maria, mafioso di Santa Ninfa (Tp), latitante da oltre vent'anni, condannato all'ergastolo per un omicidio compiuto nel 1963. Si sospetta che abbia ospitato il capomafia Alfonso Caruana.

Arrestato a Lucerna il latitante Tommaso Atterritano di Gioia Tauro (RC), ritenuto appartenente alla cosca Piromalli e accusato di omicidio, sequestro di persona e rapina.

Chiesto dalla Procura di Roma al giudice istruttore Rosario Priore, nell'ambito dell'inchiesta sulla strage di Ustica, il rinvio a giudizio dei generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Corrado Melillo e Zeno Tascio, con l'accusa di attentato contro gli organi costituzionali per aver depistato le indagini, e di sei ufficiali e sottufficiali accusati di falsa testimonianza.

Arrestate dai carabinieri del ROS di Perugia sei persone, tra cui due siciliani, con l'accusa di traffico internazionale di droga.



2 agosto: Avellino, arrestato nelle campagne dell'avellinese il latitante di Castellammare di Stabia (Na) Maurizio Procida, ritenuto esponente del clan camorristico Alfieri, autore di 40 omicidi commessi tra il 1980 e il 1990 e braccio destro di Ferdinando Cesarano, il camorrista evaso dall'aula bunker di Salerno il 22 giugno scorso.

Ucciso con numerosi colpi di pistola, nella sua abitazione a Peschiera sul Garda (Ve), l'imprenditore Camillo Cavalli. Gli investigatori seguono la pista del racket della prostituzione.



3 agosto: arrestati il presidente della Provincia di Ragusa, Giovanni Mauro di Forza Italia, e due suoi stretti collaboratori, Emanuele Vitale e Giovanni Buonomo, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, per tangenti che avrebbero intascato per la realizzazione di opere pubbliche. La stessa accusa per l'ingegnere palermitano Nicolino Burriesci, già in carcere dal 7 luglio per una vicenda di mafia e appalti nel Trapanese. Altri ordini d'arresto sono stati emessi per cinque ingegneri accusati di corruzione.

Gravemente ferito a Napoli in un agguato camorristico il giovane Eduardo Romano, pregiudicato per contrabbando di sigarette.



4 agosto: arrestate su richiesta della DDA di Messina 19 persone, ritenute appartenenti alla cosca di Sebastiano Ferrara (ora collaboratore di giustizia) e accusate di estorsione.

Arrestato a Marbella (Spagna) l'ingegnere Francesco Martello, originario di Scilla (RC), considerato uno dei principali procacciatori d'affari per Cosa nostra e vicino a Bernardo Provenzano. E' accusato di turbativa d'asta e corruzione.

Ucciso a Napoli il pregiudicato Guglielmo Scafaro, ritenuto un esponente della camorra del quartiere Mercato, e ferito il pregiudicato Pasquale Nocerino.



5 agosto: condannati all'ergastolo dal Tribunale di Caltanissetta per l'assassinio del giudice Antonio Saetta e del figlio Stefano, avvenuto il 25 settembre dell'88, Salvatore Riina e Francesco Madonia, come mandanti, e Pietro Ribisi ritenuto uno dei killer assieme a Michele Montagna e Nicola Brancato, nel frattempo uccisi dalla mafia.

Ucciso a Lecce a sassate un clandestino curdo da tre scafisti albanesi che pretendevano altro denaro per la traversata.

Arrestati Vincenzo Santapaola, figlio maggiore del capomafia, e altri quattro ritenuti appartenenti alla cosca, Antonio Motta, Maurizio Zuccaro, Nicolò Maugeri e Guido Agosta, accusati dell'eliminazione per lupara bianca di Massimiliano Vinciguerra della cosca dei Mazzei. Secondo gli investigatori a Catania nei mesi scorsi ci sarebbe stata una guerra di mafia, con almeno sei morti, che avrebbe visto la cosca Santapaola contro la cosca dei Mazzei alleatasi alla cosca di Vito Vitale di Partinico (Pa) per togliere a Nitto Santapaola il predominio su Cosa nostra catanese.



6 agosto: sequestrati per disposizione del Tribunale di Agrigento beni per diversi miliardi a Carmelo Milioti di Favara detenuto per turbativa d'asta e sospettato di avere favorito la latitanza di Giovanni Brusca.

Monreale (PA), arrestati e subito scarcerati per insufficienza di indizi, 4 giovani ritenuti responsabili di due lupare bianche di cui sono rimasti vittime i giovani Roberto Rusticano e Massimo Barella, scomparsi tra febbraio e marzo scorsi e che sarebbero stati puniti perché avrebbero compiuto dei furti "senza autorizzazione". Sembra esclusa l'appartenenza degli uccisi e degli arrestati alla mafia.



7 agosto: Nairobi (Kenia) e Dar es Salaam (Tanzania), a pochi minuti l’una dall’altra due autobombe esplodono davanti alle ambasciate americane in Kenya e Tanzania. L’ordigno di Nairobi uccide 247 persone (fra cui 12 cittadini americani) e ne ferisce oltre 4500. 11 morti a Dar es Salaam e oltre 100 feriti, ma tra di loro non c’è alcun americano. Due settimane dopo gli Usa bombardano alcuni campi di addestramento in Afghanistan e una presunta fabbrica di armi chimiche in Sudan — che poi si rivelerà un'ordinaria fabbrica di medicinali. bin Laden sopravvive agli attacchi ma viene accusato dagli Stati Uniti di aver organizzato gli attentati del 1998. Gli Usa ne chiedono l'estradizione ma i talebani rifiutano.

Resi noti dal procuratore Pier Luigi Vigna alcuni dati raccolti dalla Direzione nazionale antimafia: gli arresti per associazione di tipo mafioso sono stati 6.649 tra il 1994 e il 1997 e 741 nel primo semestre del 1998, in cui sono stati compiuti 2.191 attentati esplosivi o incendiari (di cui 1.799 al Sud), molti dei quali contro nuove imprese e giovani imprenditori.

Confiscati dal Tribunale di Catania beni per complessivi sei miliardi di lire all'ex sindaco di Castel di Judica, Rosario Di Dio, arrestato con l'accusa di duplice omicidio e associazione mafiosa, e a Concetto Di Mauro, ritenuto affiliato alla cosca dei Puntina e uno dei maggiori usurai catanesi.

Ucciso a Bari, con colpi di pistola alla testa, il giovane Francesco Quaranta.



8 agosto: Avellino, trovato morto con una profonda ferita alla testa, il tenente colonnello della Forestale Armando Guerriero. Mancano notizie sul movente del delitto.

Uccisa a Volzhski (Russia), con tre colpi di pistola, l'imprenditrice Marina Antonova, amministratrice della Voltair, un'azienda nel settore dei pneumatici. A maggio l'Antonova era scampata ad un attentato. Si pensa ad un'azione della criminalità organizzata.



9 agosto: trovato morto per una overdose ad Avola (Sr) il pregiudicato per spaccio di stupefacenti Paolo Agosta. Gli inquirenti sospettano che sia stato ucciso.



11 agosto: Cagliari, si uccide, con un colpo di pistola nel suo studio al Palazzo di Giustizia, il procuratore Luigi Lombardini, al termine di un interrogatorio da parte del procuratore Gian Carlo Caselli e di alcuni sostituti procuratori di Palermo. Lombardini, che assieme all'imprenditore Nicola Grauso e all'avvocato Antonio Piras era stato accusato di avere estorto alla famiglia di Silvia Melis un miliardo di lire, durante l'interrogatorio aveva negato ogni addebito. L'accusa al magistrato nasce dalle dichiarazioni dell'imprenditore Tito Melis, padre di Silvia, che avrebbe riconosciuto in Lombardini l'intermediario incontrato segretamente nella notte tra l'8 e il 9 ottobre 1997 e che gli disse che avrebbero ammazzato lui e sua figlia se non avesse consegnato un altro miliardo di lire. Il suicidio è avvenuto dopo che i magistrati palermitani avevano chiesto a Lombardini di consegnare l'agenda ed il computer. Lombardini per molti anni aveva condotto da solo le inchieste sui sequestri di persona in Sardegna, ma i suoi metodi di indagine avevano suscitato non pochi dissensi tra i colleghi. Dalla fine degli anni ottanta era procuratore presso la Pretura e quindi senza più titoli per indagare sui sequestri. Negli ultimi anni non erano state accolte le sue domande per la Direzione nazionale antimafia e per il posto di Procuratore della Repubblica di Cagliari. Il suicidio del magistrato suscita violente polemiche nel mondo politico e vengono chieste da parte del Polo le dimissioni del procuratore Caselli che invia i nastri dell'interrogatorio al Csm e il cui operato viene difeso dall'Ulivo. Successivamente l'operato della Procura di Palermo verrà ritenuto corretto.


Gela (Cl), trovato il cadavere irriconoscibile di un uomo. Si pensa ad un caso di lupara bianca perché dal paese sono scomparsi ultimamente due giovani pregiudicati e un autotrasportatore. Il cadavere verrà poi identificato come quello del sedicenne Fortunato Balladonna, con precedenti per furti e rapine. Il 13 agosto verranno arrestati quattro giovani, presunti autori dell'omicidio, che avrebbero ucciso Belladonna per punirlo del furto di un motorino di uno di loro.

Sequestrato a Licio Gelli un deposito in una banca svizzera contenente circa sei miliardi di lire.



12 agosto: arrestate 12 persone, tre in Italia e nove in Argentina, componenti un'organizzazione di trafficanti di cocaina.

Sequestrati beni per trenta miliardi riconducibili al capomafia palermitano Tommaso Spadaro, in carcere con una condanna a trent'anni di reclusione per associazione mafiosa, traffico di sigarette e di droga, e sospettato di aver continuato a gestire i suoi affari, alleandosi con la cosca del latitante Bernardo Provenzano.



13 agosto: arrestate dalla Dia di Torino, in collaborazione con la polizia spagnola, 14 persone accusate di traffico internazionale di droga. Tra loro il pregiudicato catanese Antonino Strano Stellario, ritenuto appartenente alla cosca di Salvatore Pillera.

Catania, arrestati da carabinieri che li hanno sorpresi a preparare un attentato contro un negozio, Alessandro Pennisi e Antonino Manca, ritenuti appartenenti alla cosca Santapaola - Ercolano.



14 agosto: nell'agenda del procuratore Luigi Lombardini sono stati trovati degli appunti relativi ad un riscatto di tre miliardi che sarebbe stato pagato per il rilascio di Miriam Furlanetto, sequestrata il 15 luglio del '93 e rilasciata dopo 123 giorni. L'appunto dimostra che anche allora Lombardini si sarebbe occupato delle trattative per la liberazione e che la cifra pagata sarebbe stata superiore a quella dichiarata ufficialmente, che fu di un miliardo e 200 milioni. Nell'agenda ci sarebbero i nomi delle persone che avrebbero avuto il denaro, tra le quali non figura Lombardini. Dagli appunti emerge che Lombardini si sarebbe occupato anche delle indagini di altri quattro sequestri con l'utilizzazione di una specie di struttura parallela.



15 agosto: attentato dinamitardo alla villa, presso Amalfi, della famiglia Mazzitelli proprietaria dell'hotel Fuenti, simbolo della speculazione edilizia sulla costa e per il quale è stata disposta la demolizione. Nella villa c'era una ventina di persone, rimaste illese malgrado la notevole entità dei danni. Si pensa ad un'azione del racket delle estorsioni.



17 agosto: in un'intervista l'ex ministro degli Interni Vincenzo Scotti rivela che durante il suo ministero vennero utilizzati fondi riservati dello Stato per pagare il riscatto dei sequestri del bambino Stefano De Megni, rapito il 4 ottobre 1990, e di Roberta Ghidini, rapita il 15 novembre del 1991.



18 agosto: in una lettera ai sacerdoti e ai fedeli della sua diocesi, il vescovo di Locri e Gerace (RC), Giancarlo Maria Bregantini, ex prete-operaio del Trentino, invita a non scegliere per padrini di battesimo e cresima persone affiliate alla 'ndrangheta, usurai e massoni.



19 agosto: Barcellona Pozzo di Gotto (Me), ucciso in un agguato il pregiudicato Mario Milici, indiziato mafioso.

Sequestrati in un deposito vicino Perugia 1.500 chili di hashish per un valore di 5 miliardi.



20 agosto: Sant'Arcangelo (PZ), arrestati Mario Lucio Giordano, fratello del cardinale di Napoli Michele Giordano, e a Rimini l'ex direttore dell'agenzia del Banco di Napoli di Sant'Arcangelo, Filippo Lemma. Sono accusati dalla Procura di Lagonegro, assieme ad altri complici, di usura, associazione a delinquere, estorsione e appropriazione indebita. Nell'ambito delle indagini nel febbraio scorso era stata disposta un'ispezione negli uffici delle Opere pie di Napoli, allo scopo di chiarire la provenienza di alcuni assegni tratti dal conto corrente delle Opere pie intestato al cardinale Giordano e versati sul conto di Lucio Giordano, ma era stato smentito un coinvolgimento del cardinale, che a Napoli è stato promotore di iniziative antiusura.



22 agosto: Napoli, perquisita dalla Finanza, per ordine della Procura di Lagonegro, la sede della Curia napoletana. Dai tabulati dei conti correnti (alcuni personali del cardinale, altri della Curia) è emerso che solo nel 1997 c'è stato un movimento di denaro di circa 10 miliardi di lire. Il cardinale Michele Giordano convoca giornalisti e fotografi perché assistano alla perquisizione e in una conferenza stampa afferma che gli assegni dovevano servire per ripianare dei debiti bancari del fratello, della cui innocenza dice di essere sicuro, e come compenso per lavori effettuati dai nipoti. Accusa inoltre la Procura di violazione del Concordato per aver ordinato la perquisizione e per aver disposto le intercettazioni sulla linea telefonica della Curia. L'iniziativa della Procura di Lagonegro suscita polemiche nel mondo politico. Solidarietà al cardinale viene espressa dal Vaticano, il cui portavoce dichiara che il modo in cui è stato gestito il caso “tocca problemi e aspetti delicati dei rapporti tra Stato e Chiesa” e dai vescovi che criticano la pubblicità data alla vicenda.



24 agosto: reso noto che il magistrato Luigi Lombardini, quando era titolare di inchieste sui sequestri ma anche dopo essere passato alla Pretura, avrebbe utilizzato una "rete parallela" antisequestri formata da carabinieri come il maggiore Vincenzo Rosati, poliziotti come l'ispettore Mario Uda, ma anche da pregiudicati, come Salvatore Cuccuru e Giuseppe Boi che il 24 aprile di quest'anno sono stati condannati rispettivamente a 30 e a 26 anni per il rapimento, avvenuto il 20 ottobre del 1990, dell'imprenditore Giovanni Murgia di Dolianova (Ca). Un altro collaboratore di Lombardini sarebbe stato Ignazio Perra, sospettato di usura (nella sua casa sono stati trovati pacchi di cambiali) e di essere stato coinvolto nel sequestro Murgia. Uno dei confidenti di Lombardini, Salvatore Carboni, in un'intervista dichiara che la rete del magistrato era formata da 60 persone. Carboni verrà arrestato il 12 settembre per favoreggiamento nei riguardi dell'anonimo autore delle lettere, trovate nello studio di Lombardini, con cui il magistrato veniva informato che la Procura di Palermo stava indagando su di lui.

Respinto dalla Corte Europea di Strasburgo il ricorso presentato da Bruno Contrada che aveva denunciato un“accanimento giudiziario” contro di lui da parte della Procura di Palermo.

Si suicida il vicequestore Antonio Sardo, dirigente della polizia amministrativa della Questura di Lucca, che era stato accusato da due collaboratori di giustizia, implicati in faccende di riciclaggio e traffico di droga, di avere coperto la loro latitanza con la complicità di altri colleghi della squadra mobile di Massa, in cambio di regali e denaro. Dal 1994 si sono suicidati quattro poliziotti (uno di loro ha ucciso anche i due figli), Ivanoe Scandurra figlio dell'ex questore di Lucca che era stato trasferito contro la sua volontà a Pistoia, e un commerciante. Cinque giorni prima del suicidio di Sardo erano stati arrestati altri due agenti della Questura di Lucca.



26 agosto: confermate da un imprenditore di Sant'Arcangelo (Pz) le accuse di usura contro Lucio Giordano e Filippo Lemma. L'imprenditore ha anche parlato di un viaggio in Calabria compiuto da un usurato in compagnia di un costruttore calabrese condannato per traffico di droga. Le dichiarazioni dell'imprenditore confermerebbero i sospetti che ci sia stato riciclaggio del denaro della 'ndrangheta: secondo quanto hanno dichiarato Leonardo Tatalo e Antonio Stipo, (il commerciante e l'assicuratore che per primi hanno denunciato alla Procura di Lagonegro (Pz) gli affari del Banco di Napoli di Sant'Arcangelo) Lemma avrebbe proposto ai suoi “clienti privati” di “acquistare” denaro proveniente dalla Calabria, pagando cento e ottenendo centocinquanta. In una conferenza stampa indetta nei locali della Curia di Napoli,presente il figlio di Lucio Giordano intestatario di un assegno dello zio, il legale del cardinale preannunzia una denuncia contro i magistrati “per irregolarità compiute durante l'acquisizione delle prove e nel corso degli interrogatori”. Visita di solidarietà al cardinale Giordano di alcuni vescovi campani. Tra gli assenti il vescovo di Caserta, Raffaele Nogaro, e quello di Acerra, Antonio Riboldi.

Indagato dalla Procura di Cagliari il frate francescano Pinuccio Solinas, sospettato di favoreggiamento nei confronti dei sequestratori di Silvia Melis.

Ucciso a Bari a colpi di pistola il giovane Luigi Cannito. La polizia sospetta che Cannito e Francesco Quaranta, ucciso il 7 agosto, possano essere stati puniti per avere assassinato il 3 luglio scorso due giovani passanti invece delle vittime designate.



27 agosto: convocato l'Ambasciatore italiano presso la Santa Sede a cui l'arcivescovo Jean-Louis Tauran ha indicato verbalmente i punti del Concordato che, secondo il Vaticano, sono stati violati nell'inchiesta in cui è coinvolto il cardinale Michele Giordano. Sembra che nella nota verbale Tauran non sia entrato nel merito delle accuse di usura.



29 agosto: minacciati i magistrati della Procura di Lagonegro e Filippo D'Agostino, il giornalista della radio privata Basilicata radio due di Sant'Arcangelo (Pz) che per mesi aveva denunciato il giro di usura in cui è implicato Lucio Giordano e la complicità di alcune banche. Tra i funzionari di banca indagati il vice direttore della filiale di Potenza del Banco di Napoli, Maria Albano, e due dipendenti. Si indaga anche sull'ex Cassa rurale di Aliano (Ma), presieduta dal sacerdote don Pierino Delenge e fallita qualche anno fa, nella quale aveva un proprio conto corrente la Glf Giordano Lucio Finanziaria.



31 agosto: arrestato il latitante Domenico D'Agnano, ritenuto appartenente alla Sacra corona unita del brindisino.


1° settembre: minacciati di morte Leonardo Tatalo e Antonio Stipo, i primi a parlare degli incontri tra il cardinale Michele Giordano e Filippo Lemma e di un probabile riciclaggio del denaro della 'ndrangheta.

Arrestati a Reggio Calabria l'avvocato Giorgio De Stefano, noto penalista cugino dei fratelli De Stefano (potenti capi della 'ndrangheta reggina assassinati dalla cosca rivale guidata dal loro ex alleato Nino Imerti), e l'ex vice presidente della Provincia, Giuseppe Aquila di Forza Italia, nell'ambito dell'operazione denominata Olimpia 4 che ha portato all'emissione di 41 provvedimenti contro presunti appartenenti alle cosche di Reggio Calabria.



2 settembre: ferito lievemente con un colpo di pistola il presidente e proprietario della squadra di calcio di Gela (Cl), Fabrizio Lisciandra. Secondo gli inquirenti i due, che hanno sparato diversi colpi, avevano intenzione di ucciderlo.
Consegnata dall'ambasciatore italiano presso la Santa Sede una nota del Governo italiano in cui si afferma che nella vicenda giudiziaria in cui è coinvolto il cardinale Michele Giordano non c'è stata violazionedel Concordato.
Uccisi a colpi di pistola, a Brandico nel Bresciano, l'ex presidente dell'Azienda municipalizzata igiene urbana di Taranto, Alessio Magistro, e, a poca distanza, il suo avvocato, Stefano Punzi, anch'egli di Taranto, che è stato trovato semicarbonizzato nella sua auto. Magistro nel '93 era stato arrestato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell'Amministrazione comunale. Si pensa che il delitto sia avvenuto per faccende di usura o di racket legato al riciclaggio dei rifiuti.



3 settembre: ferita mortalmente a Scisciano (Na) Giuseppina Guerriero che si trovava a passare mentre era in corso una sparatoria tra camorristi rivali. Secondo gli inquirenti la vittima predestinata era Saverio Pianese del clan Capasso. La Guerriero lascia quattro figli.

Ucciso a Bivongi (RC) il giovane incensurato Domenico Russo, che sarebbe stato assassinato perché frequentava la vedova di un mafioso.

Trovato dalla polizia a Bari un deposito di armi e di eroina e cocaina già confezionate in dosi.

Interrogato dai magistrati di Lagonegro (Pz) Francesco Cavallari, l'ex presidente delle "Case di cura riunite" di Bari arrestato nel 1994 per associazione mafiosa. Cavallari avrebbe detto di avere ricevuto un'offerta di finanziamenti per le sue cliniche dall'avvocato Aldo Palumbo (ora deceduto) che amministrava le "Opere Pie" della Curia di Napoli e che avrebbe gestito ingenti somme di denaro tramite lo Ior.



4 settembre: liberata a Locri (RC), dopo 266 giorni di sequestro, Alessandra Sgarella. Con la sua liberazione non ci sono più rapiti in mano ai sequestratori. I parenti affermano di non aver pagato nessun riscatto. Verrà rivelato, tra le polemiche nel mondo politico e in quello giudiziario, che la liberazione della Sgarella è stata frutto di trattative tra il sostituto di Milano Alberto Nobili, titolare dell'inchiesta, e alcuni 'ndranghetisti detenuti. Da più parti si richiede la revisione della legge sul blocco dei beni dei familiari dei sequestrati.

Ricevuto dal Papa a Castel Gandolfo il cardinale di Napoli Michele Giordano.



6 settembre: accolto dal Tribunale della Libertà di Potenza il ricorso contro l'ordine di carcerazione di Lucio Giordano e Filippo Lemma.

Ucciso a Torre Annunziata (Na) il pregiudicato Patrizio Izzo, ritenuto appartenente al clan Chierchia, e ferito mortalmente alla testa il sedicenne Aniello P. che si trovava in auto con Izzo.



7 settembre: presentata alla Procura di Palermo dal finanziere Alberto Rapisarda una denuncia contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri per i reati di associazione per delinquere, calunnia, subornazione di testi e diffamazione a mezzo stampa.



8 settembre: attentato a Campo Calabro (RC) all'impianto di calcestruzzo dell'imprenditore Vito Locicero che quattro mesi fa si era ribellato al racket.

Secondo la Procura di Firenze, che indaga sulla mafia cinese nella zona, la giovane Chen Panfeng, trovata morta ad Empoli il 7 giugno scorso, sarebbe stata uccisa perché non avrebbe pagato 10 milioni di lire per l'ingresso in Italia di un connazionale clandestino e forse perché aveva collaborato con gli inquirenti.



9 settembre: l'ex collaboratore di giustizia Santi Timpani, originario di Milazzo (Me), ha confessato di essere responsabile dell'omicidio, avvenuto durante una rapina, del rappresentante di gioielli Fabio Magliacane, trovato morto nel bagagliaio della sua auto il 24 febbraio 1997 a Mestre (Ve). Complice dell'omicidio sarebbe la convivente di Timpani, Giuseppa Sottile, che, assieme ad altri anch'essi arrestati, avrebbe collaborato per nascondere il cadavere.

Condannati all'ergastolo dal Tribunale di Palermo Giuseppe Briamo, Vincenzo Giangrande, Salvatore Rovetto e Pietro Lo Coco di Bagheria (Pa) accusati di tre omicidi avvenuti tra il '92 e il '96. Uno degli omicidi sarebbe avvenuto perché la vittima si era rifiutata di sottostare al racket.


Trovato a Scicli (Rg) il cadavere carbonizzato di un uomo che non è stato possibile identificare.




10 settembre: l'ex capo della P2 Licio Gelli, latitante da quasi cinque mesi per sottrarsi all'arresto dopo una sentenza divenuta esecutiva, viene arrestato a Cannes. E' in compagnia del figlio Raffaello e di Gabriela Vasile. Viene ricoverato sotto sorveglianza in ospedale. Nei giorni successivi verranno trovati nella sua villa ad Arezzo lingotti d'oro nascosti nelle fioriere.

Arrestata a Napoli Assunta Cecere, considerata elemento di spicco del clan camorristico "Sarno" e ricercata dal febbraio dell'anno scorso con l'accusa di associazione camorristica, concorso in omicidio, traffico di droga e detenzione di armi.

Emesso su richiesta della Dda di Catania un ordine di custodia, per associazione mafiosa, per l'ex collaboratore Luigi Sparacio, nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei collaboratori di giustizia da parte della Procura di Messina. Sparacio, a cui è stato revocato il programma di protezione, è detenuto dal luglio scorso per una condanna a 30 anni per omicidio ed usura. Indagati dalla Dda di Catania 4 magistrati: il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Giovanni Lembo, applicato alla Procura di Messina, che avrebbe ignorato i rapporti del questore e di altri funzionari su Sparacio che, mentre era collaboratore di giustizia, continuava a dirigere la sua cosca; il sostituto procuratore Carmelo Marino, titolare dell'inchiesta sull'Università di Messina; il procuratore di Reggio Calabria Antonio Catanese e il suo sostituto Francesco Mollace, che avrebbero favorito la suocera di Sparacio, Vincenza Settineri, condannata a 16 anni per associazione mafiosa, sospendendo ordini di custodia cautelare e restituendo beni sequestrati.



12 settembre: Pordenone, a seguito di telefonata anonima veniva rinvenuta a Casarsa della Delizia (PN) una busta recante il simbolo della stella cerchiata e la sigla "N.T.A.", e contenente copia del testo diffuso l’8 luglio 1998, nonché un volantino ed una pallottola. Il volantino riportava, sotto al consueto frontespizio dei "nuclei" la sigla "Brigata Sergio Spazzali-Pino"(facente riferimento ad un componente delle Brigate Rosse, rifugiatosi nel 1982 in Francia e morto nel 1994). Il documento si caratterizzava secondo gli inquirenti per "i toni intimidatori diretti ed immediati e le espressioni insolitamente pesanti".

Arrestate 38 persone accusate di far parte di un'organizzazione di usurai ed estortori della provincia di Agrigento eCaltanissetta e di truffe ai danni di società del Nord Italia, Spagna, Francia e Germania. Tra loro un avvocato, un funzionario di banca e dirigenti di una società assicurativa romana.

Arrestato a San Luca (RC) Giuseppe Mammoliti, latitante dal 1987: deve scontare 27 anni per il sequestro dell'ingegnere Carlo De Feo, rapito nell'83 e rilasciato dopo un anno dietro un pagamento di quattro miliardi.

Confiscati beni per 15 miliardi all'imprenditore palermitano Cesare Carmelo Lupo, già in carcere per associazione mafiosa, riciclaggio dei denari dei fratelli Graviano, estorsione e traffico di droga.



14 settembre: aggredita da un centinaio di persone a Platì (RC) una pattuglia di agenti che ad un posto di blocco aveva fermato una persona per un controllo. L'uomo è fuggito e gli agenti, dopo aver sparato alcuni colpi in aria, sono stati costretti a rifugiarsi in caserma.

Al processo per l'omicidio di Marta Russo, che si svolge a Roma, viene allegato agli atti un video che riprende, all'insaputa della teste, l'interrogatorio di Gabriella Alletto, avvenuto l'11 giugno del 1997 presso l'ufficio del pm Carlo Lasperanza, alla presenza del procuratore aggiunto Italo Ormanni e del cognato della Alletto, l'ispettore di polizia Gino De Mauro. Una parte delle riprese, in cui la Alletto è sottoposta a pressioni, viene trasmessa dai telegiornali. Vengono richiesti dalle destre interventi immediati dei ministri della Giustizia e dell'Interno. Il presidente del Consiglio, rispondendo ad un'interrogazione, giudica l'interrogatorio una «vicenda gravissima».



15 settembre: Palermo, si conclude con la cattura la latitanza di Mariano Tullio Troja, detto Mario, capo mandamento della borgata di San Lorenzo e membro della cupola mafiosa. Si trovava in una casa unifamiliare alla periferia della città, di proprietà dei coniugi incensurati Calogero Miceli e Angela Giammanco, arrestati per favoreggiamento. Gli inquirenti si sono avvalsi della collaborazione dell'ex autista di Troia, Alberto Lo Cicero. Sembra che Troia, dopo essere sfuggito ad un agguato nel marzo del '93, sia stato per qualche tempo in Sud Africa, dove si sarebbe sposato con una donna di origine milanese e dove avrebbe costituito una holding finanziaria in società con altri mafiosi trasferiti da tempo in quel paese. Nel dicembre del '95 gli erano stati confiscati beni per circa 7 miliardi. Secondo gli investigatori il nuovo capomafia del rione San Lorenzo sarebbe il latitante Salvatore Lo Piccolo, uno dei destinatari degli ordini di custodia emessi nel luglio scorso, al termine di una inchiesta su una ventina di omicidi nella guerra di mafia degli anni ottanta.

Al Palazzo di giustizia di Como, dove era stato chiamato per un confronto con il fratello Rosario, Vincenzo Scarantino, collaboratore di giustizia nel processo per la strage di via D'Amelio, dichiara di non essere mai stato mafioso, di avere inventato tutto, che molte notizie le apprendeva dalla televisione e di avere parlato a causa delle minacce e torture subite da parte dell'ex questore di Palermo Arnaldo La Barbera e del funzionario di polizia Mario Bò. I pm di Palermo Nino Di Matteo e Annamaria Palma, presenti all'interrogatorio, rivelano che c'è un'indagine in corso «sul tentativo di far ritrattare il collaboratore in cambio di denaro». Il confronto tra i due fratelli era stato disposto perché Rosario Scarantino aveva affermato che le dichiarazioni del fratello sulla strage erano inventate.

Durante un confronto tra Giovanni Brusca e Santo Di Matteo, davanti alla Corte d'Assisi di Caltanissetta in trasferta a Como, Di Matteo tenta di scagliarsi contro Brusca dopo avergli ricordato l'omicidio del figlio Giuseppe e averlo ripetutamente insultato.

Inizia in Germania il processo al camorrista Sabatino Ciccarelli, originario di Giugliano (Na) e indicato dalla polizia tedesca come il rappresentante in Germania della mafia italiana, ma in effetti con precedenti soltanto come guardiaspalle di un capocamorra. Ciccarelli, la cui compagna è una imprenditrice tedesca del settore edile, prima dell'arresto era conosciuto negli ambienti dell'alta borghesia di Baden Baden.



16 settembre: Roma, i partiti della maggioranza presentano un progetto di riforma della giustizia. Tra le proposte: misure anticorruzione, funzioni distinte per pubblico ministero e giudice, istituzione di una Commissione per la riforma del codice penale. Il punto sulla depenalizzazione dei reati minori lascia fuori, per mancanza d'intesa, le norme sui pentiti e quelle sulla depenalizzazione dei reati di finanziamento illecito ai partiti e di consumo di droghe leggere. Il documento viene valutato negativamente dal Polo e ritenuto insufficiente da alcune componenti dell'Ulivo e negli ambienti giudiziari.

Incendiata a Porto Empedocle (Ag) l'auto di Giuseppe Scozzari, deputato della Rete e componente del Consiglio di presidenza della Commissione parlamentare antimafia.

Sequestrati, su disposizione del gip di Perugia, i beni, per un valore di circa un miliardo, dell'ex giudice Orazio Savia accusato di corruzione in atti giudiziari.



17 settembre: al processo, denominato "Couscous", che si svolge a Palermo contro 45 presunti mafiosi della cosca del quartiere Noce accusati di estorsione, 23 commercianti dichiarano in aula di avere avuto richieste ma pochi ammettono di avere pagato. Un'altra trentina di esercenti ha preferito ricevere un avviso di garanzia per favoreggiamento piuttosto che ammettere il taglieggiamento, ma successivamente alcuni di essi decideranno di testimoniare.

Arrestato a Caltanissetta il latitante Giuseppe D'Asta, ritenuto il nuovo capomafia della provincia.

Trovato sotterrato nelle campagne di Pietraperzia (En) il cadavere del contadino incensurato Giuseppe Bottiglieri scomparso da casa nel gennaio scorso.



18 settembre: al processo che si svolge a Palermo all'ex ministro Calogero Mannino accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, Mario Rossetto, ex amministratore del complesso alberghiero costruito a Sciacca (Ag) con grande dispendio di denaro pubblico, dichiara che le ditte che dovevano costruire gli alberghi furono imposte da Mannino, ma che non gli risulta che l'ex ministro abbia preso tangenti.



19 settembre: condannati all'ergastolo, dalla Corte d'Assise di Roma, Pippo Calò, Totò Riina, Raffaele Ganci, Vincenzo Buccafusca e Giovanni Di Giacomo per due omicidi avvenuti nella capitale nel 1981 nell'ambito della guerra di mafia tra corleonesi e loro avversari.


Ucciso a San Pietro Clarenza (Ct) il pregiudicato Aldo Raffa.

Arrestato, dopo le sue ritrattazioni e la revoca del programma di protezione, Vincenzo Scarantino che dovrà scontare la condanna, diventata definitiva, a 14 anni di reclusione riportata nel processo per la strage di Capaci.

Ucciso a Torre del Greco (Na) il pregiudicato Santo Tutti. I killer che hanno sparato all'interno di un ristorante hanno ferito gravemente il giovane Luigi Malvone che stava pranzando con l'ucciso.
Trovato morto a Roma, nella zona Ostiense, il pregiudicato Renato Bartolomucci, strangolato con un fil di ferro.



22 settembre: al processo contro Giulio Andreotti che si svolge a Palermo, il teste della difesa Giuseppe Mancuso, ex segretario particolare dell'ex assessore regionale andreottiano Giuseppe Merlino, dichiara di avere incontrato Salvo Lima, per consegnargli una busta su incarico di Merlino (ospite all'Hotel delle Palme), il pomeriggio del 20 settembre 1987, nell'ora in cui secondo Balduccio Di Maggio sarebbe avvenuto l'incontro tra Totò Riina e Andreotti, accompagnato da Lima. Il pm accusa Mancuso di falsa testimonianza perché da un'indagine sui registri degli ospiti non risulta che Merlino si trovasse quel giorno nell'albergo palermitano.

Arrestato a Catania Alfio Laudani, figlio del capomafia Sebastiano, con l'accusa di aver continuato a dirigere la cosca pur essendo stato colpito da un ictus. A causa della malattia alla fine dell'anno scorso gli era stata sospesa la pena definitiva all'ergastolo. Nella stessa operazione, denominata "Ficodindia 4 - Tornado", sono stati arrestati altri 50 presunti affiliati alla cosca, accusati di omicidi ed estorsioni. Altri 58 provvedimenti sono stati notificati a persone già detenute. Sono rimaste latitanti 6 persone, tra cui Concetta Scalisi, presunta capocosca nella zona di Adrano

Al processo contro Marcello Dell'Utri che si svolge a Palermo il finanziere Filippo Rapisarda dichiara che la Fininvest ebbe circa 30 miliardi da Stefano Bontate e Mimmo Teresi, tramite Dell'Utri, e che Silvio Berlusconi ne era a conoscenza. Intanto viene reso noto che dalla documentazione contabile della Fininvest, prelevata alla fine di luglio, la Dia ha scoperto che le holding della società non sono 22 ma 44. Le altre 22 erano registrate sotto la voce «settore di attività: parruccheria».



24 settembre: Roma, durante un confronto con Vincenzo Scarantino nel carcere di Rebibbia, Giovanni Brusca nega di averlo conosciuto e di aver partecipato alla strage di via D'Amelio. Scarantino ripete di avere inventato le dichiarazioni rilasciate sulla strage.


Al processo contro l'ex ministro Calogero Mannino, accusato di concorso in associazione mafiosa, il parroco della Chiesa madre di Porto Empedocle, don Angelo Brancato, smentisce di avere detto a suo cugino Vincenzo Cani, dirigente dell'azienda friulana Rizzani De Eccher coinvolta nell'inchiesta sulla "tangentopoli" siciliana, che Mannino «fosse influente nel campo degli appalti». Tale dichiarazione si trova in una lettera sequestrata nei locali della De Eccher.

Ucciso in un agguato a Riesi (Cl) il giovane Andrea Pirrello e ferito il padre Salvatore, il cui fratello è scomparso lo scorso anno.



25 settembre: Roma, in un confronto a Rebibbia tra Giovanni Brusca e Santino Di Matteo, quest'ultimo afferma che Brusca, in quanto capomandamento, non poteva non essere tra i mandanti della strage di via D'Amelio.

A Giugliano (Na) esplode un'auto davanti alla casa di Domenico Marano, presunto affiliato al clan Mallardo.



28 settembre: inizia a Palermo il processo per le infiltrazioni mafiose al Cantiere navale, nato dalle dichiarazioni dell'operaio Gioacchino Basile. Imputati 25 presunti appartenenti alla cosca dei Galatolo e Fontana. Chiesta da Basile la costituzione di parte civile. Hanno chiesto di costituirsi parte civile anche la Fincantieri e la CGIL. Il pm si oppone alla costituzione della Fincantieri, che aveva licenziato Basile a causa delle sue denunce e che per anni aveva escluso la presenza della mafia nel Cantiere, e della Cgil, che aveva espulso Basile accusandolo di voler costituire un sindacato autonomo, ma in effetti perché alcuni dirigenti erano stati accusati da lui di essere collusi con i mafiosi o di aver taciuto perché intimiditi. La Fincantieri replica di essere stata danneggata dalla presenza della mafia e la CGIL sostiene di avere fatto autocritica, riconoscendo di avere sbagliato nei confronti di Basile, che nel frattempo è ritornato nel sindacato e ha avuto l'incarico di condurre una ricerca sui rapporti tra imprese e mafia.



29 settembre: il comune di Castellammare del Golfo (Tp) ritira la richiesta di costituzione di parte civile nel processo "Omega" contro 84 presunti mafiosi del Trapanese e del Palermitano. Il ritiro è stato attribuito dal sindaco di Forza Italia alla mancanza di fondi.

Arrestate dalla polizia di Pachino (Sr) 24 persone accusate di spaccio di eroina e cocaina nella zona del Siracusano.
Trovata sotterrata nelle campagne di Catania, su indicazione di un collaboratore di giustizia, una cassa piena di armi, forse appartenente alla cosca Santapaola.

Arrestati a Malaga (Spagna) dalla polizia italiana il romano Giuseppe D'Alessandri, che deve scontare una condanna definitiva per traffico di droga, e il ferrarese Primo Ferraresi, condannato in primo grado a 18 anni per lo stesso reato. Nella stessa operazione sono state arrestate altre 41 persone, tra cui diverse donne, appartenenti ad una organizzazione di traffi canti di droga diretta da D'Alessandri e Ferraresi e a cui appartengono membri della camorra, della 'ndrangheta e della banda della Magliana. Secondo la polizia, tra il '96 e il '97 l'organizzazione ha introdotto in Italia circa 900 chili di cocaina proveniente dalla Colombia e si stava preparando all'arrivo di altri 1.500 chili.

Ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) Giovanni Catalfamo, imputato di associazione mafiosa nel processo contro 287 presunti mafiosi del Messinese, nato dall'operazione "Mare nostrum".

Al processo che si svolge a Palermo contro il racket delle estorsioni nel quartiere Brancaccio, l'imprenditore Innocenzo Lo Sicco, dalle cui denunce è nata l'inchiesta, ripete in aula le sue accuse contro gli uomini della cosca dei Graviano che dalla metà degli anni ottanta lo hanno sottoposto a continue richieste e minacce.

Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per padre Mario Frittitta, con l'accusa di favoreggiamento aggravato nei confronti di Pietro Aglieri e del suo fiancheggiatore Gioacchino Corso. Frittitta, che aveva frequentato Aglieri durante la latitanza celebrando la messa nel suo rifugio, ha ammesso soltanto di aver taciuto agli inquirenti l'identità di Corso ma respinge l'accusa di aver favorito Aglieri. Nella stessa ordinanza è stato richiesto il rinvio a giudizio per altre 9 persone, tra cui lo stesso Gioacchino Corso, il fratello Giampaolo e il padre Luigi accusati di associazione mafiosa. A Frittitta e agli altri imputati è stato concesso il rito abbreviato.

Ucciso nelle campagne di Valguarnera (En) il contadino incensurato Franco Saffila. Il 6 ottobre verrà arrestato il giovane tossicodipendente Simone Compagno, accusato di avere ucciso Saffila assieme ad un complice, dietro compenso di 15 milioni. Sia l'identità del complice che quella del mandante, che avrebbe voluto punire Saffila per alcuni furti, sarebbero note agli inquirenti.

Concluso a Milano il processo d'appello per 33 imputati accusati di avere gestito il racket dell'immigrazione clandestina tra Milano, Varese e Prato. Condanne a 550 anni di carcere, 230 in più rispetto al processo di primo grado, perché la Corte ha ipotizzato anche il reato di associazione mafiosa.



30 settembre: arresti domiciliari, perché «non può inquinare le prove», per il presidente della Provincia di Ragusa, Giovanni Mauro di Forza Italia, in carcere dal 3 agosto con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.
Al processo "ter" per la strage di via D'Amelio, il collaboratore Calogero Ganci dichiara che Cosa nostra avrebbe avuto contatti con l'ex ministro Claudio Martelli, con Francesco Musotto, attuale presidente della Provincia di Palermo e assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, con il commercialista Pino Mandalari condannato a cinque anni per concorso in associazione mafiosa, e con il commercialista Pietro Di Miceli.

Firmata da 79 commercianti palermitani una petizione in cui si chiede la scarcerazione di Giovanni Corallo, un presunto mafioso accusato di estorsione, definito «persona perbene» dai firmatari.

Sequestrati a Partinico (Pa) 150 chili di infiorescenze di marijuana che, secondo gli investigatori, erano destinate alla Germania e avrebbero fruttato cinque miliardi di lire. Questa è la sesta piantagione trovata nella zona in pochi mesi, per un valore complessivo di circa 15 miliardi.

Reso noto che il 13 luglio il ministro della Giustizia ha chiesto al Csm un'azione disciplinare nei riguardi del sostituto procuratore di Milano, Piercamillo Davigo, che, in un'intervista rilasciata al giornale di Washington America oggi, aveva dichiarato che Silvio Berlusconi, il 21 novembre del 1994, giorno in cui gli era stato notificato l'avviso di garanzia durante la Conferenza internazionale sulla criminalità, era già stato condannato per falso in bilancio. Berlusconi a quella data non aveva subito alcuna condanna. L'agosto scorso il ministro era ricorso alle Sezioni unite della Cassazione per appellarsi contro il proscioglimento, da parte del Csm, del sostituto procuratore di Milano Francesco Greco che, durante un convegno nel maggio del '97, aveva criticato la modifica dell'articolo 513 del codice di procedura penale. Analogo ricorso è stato fatto contro il proscioglimento del pm di Milano Paolo Ielo, per cui era stata richiesta azione disciplinare per alcune affermazioni fatte durante la requisitoria del processo Enimont.



1° ottobre: nell'inchiesta di "Mani pulite" primo interrogatorio di Mario Poggiolini, ex direttore generale del Servizio Sanitario Nazionale. Racconta al magistrato il meccanismo perverso che regolava il mercato dei farmaci. Compensi astronomici e regali di preziosi per favorire alcune industrie farmaceutiche. Le stesse case versavano contributi per i vari convegni scientifici. Lo stesso premio Nobel dato a una ricercatrice italiana ha seguito questo iter di favoritismi; premiando i ricercatori l'industria che li aveva in ruolo otteneva così il quasi monopolio di un farmaco commercializzato.

Il presidente Scalfaro critica la Camera che ha respinto l' arresto di De Lorenzo e afferma che scioglierà le Camere dopo il completamento della riforma elettorale.

Concluso a Catania il processo "Ariete" contro la cosca Pulvirenti-Santapaola. Inflitti 36 ergastoli e 70 anni di carcere a 41 imputati. Tra i condannati all'ergastolo: Girolamo Rannesi, genero del collaboratore Giuseppe Grazioso e nipote di Giuseppe Pulvirenti; Aldo Ercolano, nipote di Nitto Santapaola; Salvatore e Nino Pulvirenti, figli dell'ex capomafia; Marcello D'Agata e Pino Puglisi.

Minacciato e ustionato con una sigaretta accesa un bambino del rione Albergheria di Palermo da due presunti pedofili contro cui aveva testimoniato in aula. Il fratello diciottenne afferma che il bambino si sbaglia e che non si tratta di ustioni ma di macchie prodotte da «allergia all'acqua sporca».



2 ottobre: attentato con un'autobomba a Napoli nel rione Sanità. Ferite 13 persone di cui 4 gravemente. L'attentato era rivolto contro uomini del clan Misso-Pirozzi che abitualmente frequentano una sala giochi davanti a cui era stata posteggiata l'auto e che sono in guerra con il clan Vastarella-Tolomelli. Tra i feriti il gestore del locale, Mario Savarese, indicato come esponente di primo piano del clan.

Al processo per mafia contro Marcello Dell'Utri il finanziere Filippo Rapisarda dichiara che l'imputato conosceva l'esattore Nino Salvo e che da lui avrebbe ricevuto negli anni '80 cinque miliardi.

La procura di Palermo si appella contro la sentenza che ha assolto il presidente della Provincia Francesco Musotto, dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Resi noti i dati sulle operazioni antidroga in Sicilia nel 1997 e nei primi sette mesi del 1998: operazioni effettuate 1.112 nel 1997, 977 nel 1998; persone denunciate 2.139 nel 1997, 1.791 nel 1998; stupefacenti sequestrati (in chilogrammi) 1.417 nel 1997, 976 nel 1998.



3 ottobre: rivolta a Mosca, manifestanti sostenitori del Congresso si uniscono alle milizie armate e ai deputati che si sono rifugiati nel Parlamento. Il presidente Ieltsin proclama lo stato di emergenza e destituisce Rutskoi. Dopo una battaglia di diverse ore Rutskoi e il presidente del Parlamento Ruslan Khasbulatov sono arrestati. Secondo dati ufficiali, nella rivolta sono morte 145 persone.

Attentato a Napoli a colpi di bazooka contro la villa dell'incensurato Vincenzo Lago, fratello di Pietro, attualmente libero e considerato il capocamorra della zona di Pianura. Un ruolo importante all'interno del clan è riconosciuto anche ai fratelli Giorgio, Carmine e Mario.



5 ottobre: al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli che si svolge a Perugia Giulio Andreotti dichiara di non aver conosciuto personalmente il giornalista e di non aver mai saputo che Franco Evangelisti finanziasse la rivista OP. Invita inoltre la Corte ad informarsi sullo stipendio dei collaboratori di giustizia «per capire meglio quanto è accaduto», e afferma:«Nessuno può darmi la responsabilità della morte di questo poveretto e lo stesso di problemi di mafia». Il giorno successivo dichiarerà che il prefetto Parisi, che si era detto disposto a testimoniare in suo favore, gli aveva riferito che ai collaboratori che lo accusavano venivano triplicati gli emolumenti.

Inizia a Palermo il processo all'ex senatore di An Filiberto Scavone, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e bancarotta fraudolenta. Secondo alcuni collaboratori di giustizia, Scavone sarebbe stato vicino a Leoluca Bagarella, a Pino Greco "scarpuzzedda" e a Tullio Cannella.

Pubblicato sul Mattino di Napoli un appello di Salvatore Savarese, fratello di Mario affiliato al clan Misso e vittima designata dell'attentato del 2 ottobre nel rione Sanità. Salvatore Savarese, che ha già scontato vent'anni di carcere, invita a deporre le armi e giura che non ci sarà vendetta.



6 ottobre: udienza preliminare, con il rito abbreviato, per il generale Francesco Delfino, accusato di concussione nei riguardi della famiglia di Giuseppe Soffiantini. Verrà ritenuto responsabile di truffa aggravata, e non di concussione, e condannato a tre anni e quattro mesi e alla restituzione del miliardo chiesto alla famiglia Soffiantini.



7 ottobre: pm del processo per la strage di via D'Amelio accusano gli avvocati Giuseppe Scozzola e Paolo Petronio (difensori degli imputati Gaetano Scotto e Salvatore Profeta) di avere convinto a ritrattare l'ex collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino, che avrebbe intascato 40 milioni consegnatigli dal fratello Rosario. Le accuse nascono da alcune registrazioni telefoniche e ambientali di conversazioni di familiari degli imputati. I due avvocati respingono le accuse che definiscono «infamanti» e affermano che, avendo saputo che Scarantino voleva ritrattare, avevano posto ai familiari di Scotto il problema di procurargli un legale.

Roma, secondo dati del Ministero dell'Interno sono 14 dall'inizio dell'anno i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose: 5 in provincia di Caserta, 4 nel napoletano, 2 in provincia di Reggio Calabria e 3 nel palermitano.

Emessi per ordine della Dda di Catania 34 ordini di custodia (di cui 26 eseguiti) per presunti componenti della cosca di Salvatore Cappello, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e omicidi. Secondo gli inquirenti il capomafia Salvatore Cappello avrebbe continuato a dirigere dal carcere la sua cosca, malgrado sia al regime del 41 bis, attraverso i suoi familiari, in particolare la sua convivente.

Arrestato a Ventimiglia il narcotrafficante sudamericano, Adolfo Tenaglia Sommavilla, che aveva nascosto nella panciera due chili e mezzo di cocaina, per un valore di circa 5 miliardi di lire.

Trovato a Napoli davanti al Palazzo di Giustizia, in seguito ad una segnalazione anonima, uno scooter imbottito di tritolo.



8 ottobre: il generale dei carabinieri Francesco Delfino viene condannato a tre anni e quattro mesi dal Tribunale di Brescia, che lo riconosce colpevole di truffa aggravata respingendo l'accusa di concussione. Con quella imputazione era stato arrestato, nell'ambito dell'inchiesta sul sequestro dell'imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini.

Ucciso a Caccamo (Pa) con diversi colpi di pistola il sindacalista dell'Uil ed ex consigliere provinciale Domenico Geraci. Aveva denunciato gli interessi della mafia e durante una manifestazione, nel luglio scorso, aveva fatto il nome del capomafia latitante Nino Giuffrè. Sarebbe stato candidato a sindaco per l'Ulivo nelle prossime elezioni comunali. Ai suoi funerali, celebrati dal cardinale di Palermo, Salvatore De Giorgi, parteciperà un gran numero di persone, tra cui molti concittadini. Polemiche perché nel manifesto della giunta comunale, firmato dal sindaco Nicasio Di Cola, di Forza Italia, non figura la parola "mafia".

Viene data notizia che la magistratura italiana ha chiesto alle autorità panamensi l'«arresto preventivo per un'eventuale estradizione» di Alfredo Oranges, ex ministro dell'Agricoltura e aspirante candidato alla presidenza della Repubblica per il Partito rivoluzionario democratico. Oranges è accusato di traffico di droga e riciclaggio di denaro sporco, essendo una delle 58 persone coinvolte nell'operazione contro un'organizzazione di narcotrafficanti tra l'Europa e l'America latina.



9 ottobre: cade il governo Prodi, che per un solo voto non ottiene la fiducia alla Camera. Il 22 si insedia il nuovo governo di centrosinistra guidato da Massimo D'Alema.

Fermati a Napoli gli esponenti della camorra del rione Sanità, Giulio Pirozzi e Mario Savarese, un altro affiliato, Vincenzo Troncone, e Antonio Fusco affiliato al clan avversario "Alleanza di Secondigliano". I primi tre sono sospettati di stare preparando la rappresaglia contro i responsabili dell'attentato del 2 ottobre. Il quarto, accusato di avere partecipato all'attentato, si pentirà subito dopo l'arresto perché stavano preparandosi ad ucciderlo sia i suoi avversari sia gli affiliati al suo clan, che lo ritenevano facilmente individuabile.

Al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, Raffaele Cutolo, chiamato a testimoniare dalla difesa di Claudio Vitalone, riferisce di avere saputo dal suo capozona a Roma, Nicolino Selis, che l'omicidio era stato deciso dalla banda della Magliana perché Pecorelli «era in combutta» con l'organizzazione e poi riferiva le informazioni al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Al processo contro mandanti ed esecutori dell'assassinio dell'ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco, l'ex sindaca Elda Pucci ricorda il «clima pesante» che si respirava nel consiglio comunale per l'influenza esercitata dalla corrente di Vito Ciancimino.



10 ottobre: arrestati a Cinisello Balsamo (Mi), l'agrigentino Sebastiano Regina e la suocera Reimeneta Abolos, di origine filippina, con l'accusa di spaccio di cocaina per circa mezzo miliardo.

Il collaboratore di giustizia Gaetano Vinciguerra di Acireale (Ct) rivela che nel 1995 la mafia catanese aveva progettato di uccidere Claudio Fava e che l'esecuzione era stata sospesa per non mettere in ulteriore difficoltà gli affiliati della cosca Santapaola sotto processo. Esecutore doveva essere lo stesso Vinciguerra, le cui dichiarazioni hanno portato all'arresto di 12 persone.

Arrestate a Palermo 13 persone accusate di spacciare ecstasy nelle discoteche e sequestrate 5.000 pastiglie.

Accolta dal pm di Milano Francesco Greco, titolare dell'inchiesta sui fondi neri dell'Eni, la richiesta di patteggiamento avanzata dai manager dell'Ente accusati di avere intascato la maggior parte dei 600 miliardi scomparsi. La condizione posta dal pm è che gli imputati, entro il 27 ottobre, ritirino dalle banche estere il denaro per riconsegnarlo allo Stato italiano.



12 ottobre: arrestato a Milano Francesco Migni, originario di Perugia, trovato in possesso di due chili di cocaina.

Arrestato a Napoli un ragazzo di 17 anni, con diversi precedenti penali, accusato dal collaborante di giustizia Antonio Fusco, di avere guidato l'autobomba per l'attentato del 2 ottobre al rione Sanità. La moglie di Fusco, Isabella Vestina, rinuncia al programma di protezione e dichiara di voler avviare le pratiche per la separazione, affermando di essere stata all'oscuro dei rapporti di suo marito con la camorra. Qualche giorno dopo i familiari di Fusco (che si affretterà a ritrattare) insceneranno una protesta, con cartelli e megafono, per far sapere che il loro parente non è un collaboratore.

Viene reso noto che Vito Roberto Palazzolo, originario di Terrasini (Pa) e ricchissimo cittadino sudafricano, per il quale l'Italia e gli Stati Uniti hanno chiesto l'estradizione per traffico internazionale di droga e armi, godrebbe della protezione di «Pik» Botha, ex ministro degli esteri nei governi dell'apartheid dal '74 al '94, e avrebbe amicizie anche dentro l'African National Congress, il partito di Nelson Mandela. Palazzolo, diventato un grossissimo imprenditore e accusato di traffico di diamanti e avorio, di estorsione e sfruttamento della prostituzione, ricatterebbe Botha minacciandolo di diffondere fotografie che ritraggono l'ex ministro assieme ad una donna nera.

Rinviati a giudizio dal gup di Messina, nell'ambito dell'inchiesta sulla Sitel, la ditta che ha gestito la farmacia del Policlinico, Guglielmo Stagno D'Alcontres ex rettore dell'Università, Dino Cuzzocrea titolare della Sitel, Concetta Paone direttrice della farmacia, Fausto Consolo direttore della clinica medica ed altre 5 persone.

Si dimette dalla presidenza dell'Associazione nazionale magistrati Elena Paciotti, eletta nel dicembre del '96 con l'accordo di reggere l'Associazione per un anno.

Arrestato a Roma l'ex amministratore unico della società che gestisce la discoteca Open Gate, dove sono stati trovati tre chili di cocaina.

Ucciso a Carapelle (Foggia) il pregiudicato Francesco Tucci, colpito da una raffica di colpi mentre si trovava in un circolo ricreativo. I killer hanno ferito gravemente Giuseppe Treviso, incensurato, che era seduto accanto all'ucciso.



13 ottobre: progetto di golpe denunciato da Donatella Di Rosa, che chiama in causa il generale Monticone. La Di Rosa è anche la moglie del tenente colonnello Aldo Michittu. Dopo alcune rivelazioni indagini anche su Gianni Nardi, morto in Spagna nel 1976, ma vivo secondo la Di Rosa, il giorno 28 i due coniugi sono arrestati e accusati di calunnia e di autocalunnia con finalità eversive.

Arrestate in provincia di Napoli 17 persone presunte affiliate alla camorra e accusate di traffico e spaccio di droga. Tra loro: il boss Vincenzo Scotti, un ex agente di polizia indicato come guardaspalle del latitante Felice Napolitano, un militare della Guardia di Finanza, due guardie giurate e un vigile urbano del comune di Nola.

Al processo per la strage di via D'Amelio depone il sacerdote di Modena Giovanni Neri, che ha dato lavoro a Rosario Scarantino, fratello dell'ex collaboratore Vincenzo. Il sacerdote ha dichiarato di aver saputo di una riunione di familiari di Scarantino in casa di Rosario, prima della ritrattazione di Vincenzo, e che quest'ultimo ha ricevuto 40 milioni dal fratello. L'ex collaboratore, deponendo al processo, accuserà i pm di avere «aggiustato» i verbali delle sue deposizioni.

Arrestato a Milano Giovanni Terzi, consigliere comunale di Forza Italia, accusato di avere preso 250 milioni di tangenti nel 1991 quando era assessore all'urbanistica nel comune di Bresso.

Bruciata a Reggio Calabria l'auto del capo della Squadra Mobile di Palermo Guido Marino, originario di quella città. Sembra che Marino stia indagando sui legami tra mafia e 'ndrangheta.

Ucciso a Costanza (Romania) il giornalista Stefan Itoafa, presidente della Lega dei diritti umani. Itoafa, decapitato con un colpo di scimitarra, aveva denunciato traffici di armi e merci di contrabbando dal porto di Costanza in cui sarebbe implicata la mafia locale con la connivenza di politici.

Secondo il collaboratore di giustizia Gaetano Vinciguerra, negli ultimi anni la mafia catanese sarebbe in crisi finanziaria a causa dei numerosi sequestri di beni e gli affiliati avrebbero visto decurtato lo stipendio. Nel 1997 sono stati sequestrati beni per 433 miliardi; nel 1996 gli indiziati di mafia sono stati 8.000; quest'anno i carabinieri hanno arrestato 1.180 persone per mafia a Catania e provincia; 8.266 i denunciati a piede libero.

Chiesta dal senatore Luigi Lombardi Satriani, autore di una relazione sulla lotta alla camorra, un'indagine della Commissione antimafia sul sostituto procuratore di Napoli Arcibaldo Miller e sui suoi rapporti con la famiglia Sorrentino, legata ad organizzazioni camorristiche.



14 ottobre: approvata la legge sulla custodia cautelare e l'avviso di procedimento (nuova denominazione dell' avviso di garanzia).

Operazione 'Nord-Sud' contro mafia e 'ndrangheta. Avviso di garanzia al gen. Delfino, che - secondo alcuni pentiti - ha infiltrato Antonio Nirta nelle Brigate rosse che hanno compiuto il rapimento e uccisione di Aldo Moro.

Arrestato Germano Maccari, presunto quarto carceriere di Moro.

Arrestato a Barcellona il latitante Diego Burzotta, originario di Marsala (Tp). Deve scontare una pena a nove anni per associazione mafiosa, ma contro di lui nel 1994 era stato spiccato mandato di cattura con l'accusa di aver commesso tredici omicidi e di aver partecipato al tentato omicidio del commissario Rino Germanà.

Emesso, su richiesta della Procura di Milano, un ordine di custodia cautelare, con l'accusa di traffico di droga, per il professore dell'Università di Messina, Giuseppe Longo, già in carcere per associazione mafiosa e indagato per l'omicidio del professore Matteo Bottari.

Ucciso a Villa Literno (Caserta) il giovane pregiudicato Davide Orbona. Nella sparatoria, avvenuta dentro un bar, è rimasto ferito leggermente un altro giovane.

Ucciso a Noragugume (Nu) l'anziano pensionato Tommaso Corda. E' la quarta vittima in quattro mesi.
Arrestate a Palermo 28 persone accusate di spaccio di droga. Secondo alcuni tossicodipendenti che li hanno accusati (tra cui il piccolo spacciatore Maurizio Messina Denaro successivamente morto per overdose) sarebbero i responsabili dell'immissione sul mercato di una partita di eroina che ha causato diverse morti per overdose.



15 ottobre: arrestati l'avvocato penalista di Nuoro Carlo Maria Mannoni e l'imprenditore di Orune (Nu), Francesco Biagio Zizi, accusati di riciclaggio del denaro del sequestro Soffiantini. In Svizzera, dove è stata recuperata metà del riscatto, è stato arrestato un imprenditore elvetico, di cui non sono state date le generalità.

Al processo per mafia contro Giulio Andreotti, il senatore inizia a rendere delle dichiarazioni spontanee, che si protrarranno per diverse udienze, con cui intende ricostruire i 50 anni della sua attività politica. Tra l'altro dichiara: «Ci vuole molta inesperta fantasia per sostenere che l'appoggio di Lima mi avrebbe tolto dal ghetto laziale. Quando conobbi Lima ero stato per sette anni sottosegretario alla presidenza del Consiglio e per altri tredici ministro. La mia origine politica è stata da sempre individuata in Alcide De Gasperi».

Trovato a Palermo un arsenale di armi e centinaia di milioni della cosca del rione San Lorenzo diretta da Salvatore Lo Piccolo.

Aggrediti a Napoli, da alcuni abitanti del rione Caivano, alcuni agenti che volevano arrestare degli spacciatori.



16 ottobre: con un aereo militare viene ricondotto in Italia, e sbarca all'aeroporto di Roma - Ciampino, l'ex capo della P2 Licio Gelli, proveniente dal carcere di Nizza. Egli stesso non si è opposto all'estradizione chiesta dalle autorità italiane e viene tradotto al carcere romano di Regina Coeli. Gelli si era sottratto all'arresto fuggendo dall'Italia nell'aprile del 1998.

Assolto in Cassazione, «perché il fatto non sussiste», Paolo Berlusconi, che in primo grado era stato condannato a due anni con l'accusa di aver pagato tangenti per l'acquisto di immobili della Cariplo da parte dell'Edilnord.

Condannato a quattro anni, per concorso esterno in associazione mafiosa, l'ex assessore della Provincia di PalermoLiborio Polizzi, accusato da alcuni collaboratori di giustizia di essere vicino a mafiosi a cui avrebbe anche offerto i locali della sua impresa per incontri segreti.

Emessi a Palermo ordini di custodia per Leoluca Bagarella, Vittorio Mangano, come mandanti, e Gaspare e Giuseppe Bellino come esecutori dell'assassinio di Giovan Battista Romano, ucciso nel '95 perché sospettato di essere un confidente.
Minacciata di morte Angela Pietroiuti della Procura di Siracusa e pm nel processo "Ducezio" a 44 imputati, tra cui il capomafia di Noto Antonino Trigila, detto "Pinnintula", e quello di Lentini, Nello Nardo. Il procuratore capo Roberto Campisi decide, «per motivi di sicurezza», di revocarle la delega per questo processo e per tutti quelli in cui ci siano coinvolti esponenti delle cosche siracusane. La Pietroiuti nel dirsi amareggiata per la decisione afferma: «Ciò che più mi ha colpito è di apparire agli occhi dei mafiosi come una timorosa che fugge di fronte alle proprie responsabilità».



17 ottobre: arrestate a Bologna 15 persone accusate di far parte di un'organizzazione di trafficanti di droga, tra cui due poliziotti della Questura bolognese.

Confermate in appello le condanne, per oltre 200 anni complessivi, a 22 componenti della cosca palermitana dei Madonia, accusati di estorsione. La condanna più alta, 27 anni, a Salvino Madonia. Il padre Francesco ha avuto 22 anni e il fratello Nino 20.

Arrestato a Gela (Cl) Rosario Trubia, indicato come vicino alla cosca di Giuseppe "Piddu" Madonia. E' accusato di essere il mandante dell'uccisione del gestore di un negozio, Orazio Sciascio, ucciso cinque mesi fa perché non aveva pagato il "pizzo", e dell'uccisione del ragazzo Fortunato Belladonna, avvenuta qualche settimana dopo, forse perché ritenuto inaffidabile dai mafiosi della cosca a cui si era avvicinato. Per questi due omicidi erano già state arrestate 4 persone.
Eletto presidente dell'Associazione magistrati Mario Almerighi, che si dimetterà due giorni dopo in seguito alle proteste di diversi esponenti politici e di suoi colleghi, per una intervista, pubblicata sul Corriere della Sera, in cui esprime le sue valutazioni sui candidati a ministro della Giustizia nel nuovo governo.



18 ottobre: arrestato l'ex dittatore cileno Augusto Pinochet



19 ottobre: il gip Italo Ghitti respinge la richiesta di archiviazione per il sen. Marcello Stefanini (Pds) e dispone altre indagini.

Il Presidente della Repubblica affida l'incarico di formare il nuovo governo a Massimo D'Alema.

Arrestate a Caracas 5 persone appartenenti alla cosca dei Caruana-Cuntrera, tra cui l'italiano Giacomo Di Mauro Graziano, originario di Cava dei Tirreni, e sequestrati beni per 15 miliardi di bolivar (quasi 50 miliardi di lire), fra cui 400.000 ettari di terreno che stavano per essere venduti ad una società canadese per lo sfruttamento di miniere di oro e diamanti.



20 ottobre: arrestato, su richiesta della Procura di Catania, l'imprenditore milanese Giulio Romagnoli, titolare della Costruzioni generali CGP, l'impresa che si era aggiudicata l'appalto per la costruzione del secondo lotto del Nuovo Ospedale Garibaldi. E' accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d'asta, falsità e corruzione, perché l'appalto sarebbe stato truccato con la mediazione della cosca di Nitto Santapaola. Per gli stessi reati è stato arrestato il manager Mario Seminara, uomo di fiducia di Romagnoli.

Secondo i periti nominati dal pm di Caltanissetta Luca Tescaroli, sarebbero dello stesso tipo gli esplosivi usati nell'attentato di Pizzolungo (Tp) contro il giudice Carlo Palermo, che costò la vita alla signora Barbara Asta e ai suoi due bambini, e nel fallito attentato all'Addaura contro Giovanni Falcone. Alcuni collaboratori di giustizia avevano dichiarato che in entrambi i casi era stato utilizzato esplosivo prelevato in un deposito nei pressi di Erice (Tp).

Iniziato a Palermo il processo per concorso esterno in associazione mafiosa all'avv. Franco Marasà accusato da molti pentiti di essere vicino a Cosa nostra.

Durante un'affollata assemblea svolta nello stabilimento della Ceramica delle Puglie, un'azienda di Monopoli (Ba) che impiega 313 operai (500 con quelli dell'indotto) e che è in crisi con un deficit di circa 38 miliardi, il capo del personale rivela che alcuni operai hanno ricevuto la proposta da contrabbandieri di sigarette di partecipare ai loro traffici. Un operaio, che chiede l'anonimato, dice: «Nessuno andrà a fare il contrabbandiere, anche se, quando devi portare a casa il pane».



21 ottobre: ucciso a Siderno (RC), nell'ospedale dove era ricoverato dopo un incidente stradale, il pregiudicato Antonio Spatara.

Arrestati a Lecce 4 albanesi e 3 italiani appartenenti ad un'organizzazione dedita al traffico di armi e droga e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secondo gli inquirenti armi e droga erano destinati pure alla Sicilia.

Trovato sulla strada che collega Ravanusa a Licata (Ag) il cadavere in avanzato stato di decomposizione del giovane Giovanni Profita.

Arrestato a Palermo l'ambulante Angelo Chifari trovato in possesso di cento milioni in banconote false e decine di schedine del Totonero. Gli inquirenti sospettano che Chifari fosse inserito in un'organizzazione che controlla le scommesse clandestine, quasi sicuramente collegata a Cosa nostra, e che le banconote false servissero per pagare i vincitori. Il 2 novembre la Guardia di Finanza scoprirà in una tipografia, di proprietà dell'incensurato Vito Mucera, migliaia di schede del gioco clandestino.



22 ottobre: si dimette il capo di Stato Maggiore dell' esercito, gen. Canino per le rivelazioni della Di Rosa. Lo sostituisce il generale Bonifazio Incisa di Camerana.

Avvertimento mafioso contro il sostituto procuratore di Siracusa Stefano Ancillotto che dovrà sostenere la pubblica accusa nel processo "Ducezio", contro 44 componenti le cosche di Noto e di Lentini, in sostituzione di Angela Pietroiuti più volte minacciata di morte.

Al processo che si svolge a Palermo, contro alcuni mafiosi accusati di attentati ad amministratori progressisti, il collaboratore di giustizia Vincenzo Chiodo rivela che Giovanni Brusca aveva progettato di uccidere Maria Maniscalco, sindaca di San Giuseppe Jato, e suo marito Domenico Giannopolo, sindaco di Caltavuturo.

Emesso un avviso di garanzia per Paolo Berlusconi, accusato di falso in bilancio, appropriazione indebita e truffa aggravata nei riguardi della regione Lombardia e dell'Amsa, la municipalizzata milanese per la nettezza urbana. Si tratterebbe di un'appropriazione di circa settanta miliardi in cui è implicata la Simec, l'azienda, di cui è comproprietario Paolo Berlusconi, che ha gestito dal '91 al '96 l'unica discarica di Milano a Cerro Maggiore. Nei giorni scorsi sono stati messi sotto sequestro depositi bancari e titoli per venti miliardi, intestati a Paolo Berlusconi, a suoi congiunti e a dipendenti della Edilnord.



23 ottobre: la Camera vota la fiducia al Governo presieduto da Massimo D'Alema.

Al processo all'ex deputato democristiano ed ex assessore alla Regione Sicilia Franz Gorgone, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, l'imputato non nega di avere conosciuto alcuni mafiosi, tra cui dei collaboratori di giustizia che lo hanno accusato di avere favorito Cosa nostra, ma attribuisce al suo ex segretario Mario D'Acquisto (omonimo dell'ex presidente andreottiano della Regione siciliana) la responsabilità di averglieli presentati come persone che chiedevano favori. Quanto agli esattori Salvo ha ammesso di avere avuto con loro legami politici dal 1959 e rapporti di carattere economico.



24 ottobre: emessi dalla Procura di Palermo 51 ordini di custodia (di cui 40 per persone già detenute) per mafiosi accusati di venti omicidi avvenuti durante la guerra di mafia dei primi anni ottanta. Tra gli omicidi di cui si parla nell'ordinanza quelli avvenuti il 30 novembre dell'82, giorno in cui furono uccisi dai "corleonesi" il capomafia Saro Riccobono e quattro guardiaspalla e altre nove persone tra Palermo e Trapani.

Condannate dal Tribunale di Palermo 10 persone accusate di avere fatto parte di un'organizzazione che ha messo a segno, tra il 1988 e il 1994, alcune rapine ad agenzie bancarie e postali che hanno fruttato decine di miliardi, in gran parte finiti nelle casse della cosca del rione Brancaccio facente capo ai fratelli Graviano. Le condanne più alte ai capimafia Salvatore e Francesco Giuliano, condannati rispettivamente a 28 e 20 anni.

Aggredito a colpi di sedie e sbarre il professore Cosimo Infante, della scuola media del quartiere Secondigliano di Napoli, che aveva rimproverato un suo alunno figlio di un appartenente alla camorra. L'aggressione, da parte di amici che il ragazzo sembra abbia chiamato con il telefonino, è avvenuta nei locali della scuola alla presenza di alunni e professori, ma è stata resa pubblica soltanto perché il professore, che dice «di non ricordare fino in fondo», ha dovuto ricorrere al pronto soccorso.
Nessuna denuncia o solidarietà da parte del preside Felice Pirozzi e dei colleghi che hanno tentato di minimizzare l'accaduto. Nei giorni successivi il preside verrà rimosso e sostituito, suscitando proteste da parte degli alunni, con la professoressa Anna Sellitto preside di una scuola di un altro quartiere.


Ucciso ad Alessandria della Rocca (Ag) l'agricoltore Antonino Russa. Il 29 ottobre nelle campagne del paese verrà ucciso a colpi di vanga l'agricoltore Calogero Conte.



25 ottobre: minacciato di morte il sacerdote di Pagani (Sa) Roberto Tortora, per le sue iniziative e denunce contro la camorra.

Ucciso in un attentato a Grozny, capitale della Cecenia, il capo della squadra speciale della polizia contro i sequestri di persona, generale Shadid Barghishev.



26 ottobre: arrestata a Randazzo (Ct), con l'accusa di detenzione e spaccio di droga e detenzione di armi, Grazia Cacciola ex moglie di Alberto Ragaglia e madre di Michele, Antonino e Claudio, tutti detenuti con l'accusa di far parte del clan Laudani.



27 ottobre: condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise di Palermo 16 mafiosi per gli omicidi del commissario di polizia Beppe Montana, avvenuto il 28 luglio 1985, del vice questore Ninni Cassarà e dell'agente Roberto Antiochia, avvenuti il 6 agosto 1985. Tra loro Giuseppe Lucchese, Nino Madonia, Salvatore Biondino, Giuseppe e Vincenzo Galatolo, Domenico Gangi, accusati di essere gli esecutori, e Pippo Calò, Nenè Geraci, Giuseppe Farinella, Raffaele Gangi accusati di essere i mandanti.

Il Tribunale di Palermo condanna il costruttore Giovanni Ienna per associazione mafiosa a sette anni di reclusione e alla confisca dei beni. Confermata dalla Cassazione la condanna a sei anni per associazione mafiosa al costruttore Vincenzo Piazza che era stato arrestato con Ienna nel luglio del 1994. A Piazza era stato confiscato in primo grado un patrimonio da duemila miliardi.



28 ottobre: approvata la riforma dell' immunita' parlamentare.

Ridotta da 14 a 8 anni, dalla Corte d'assise d'appello di Catania, la condanna per associazione mafiosa a Maria Filippa Messina, moglie del capomafia di Calatabiano Antonino Cinturino. Confermata la condanna a 17 anni per il capomafia.
Condannato all'ergastolo, dalla Corte d'assise d'appello di Palermo, Salvino Madonia per l'omicidio dell'agente di polizia Natale Mondo, ucciso nel gennaio del 1988.

Sciopero generale di 4 ore contro la legge Finanziaria.



29 ottobre: il governo chiede la fiducia sul decreto legge che modifica la minimum tax.

Inchiesta sui fondi riservati dei servizi segreti: è arrestato a Roma l'ex direttore del Sisde Riccardo Malpica . L' ex direttore amministrativo del Sisde Maurizio Broccoletti, chiama in causa i ministri dell' Interno degli ultimi 10 anni.

Al processo a Giulio Andreotti che si svolge a Palermo il senatore, continuando la sua autodifesa, nega ancora una volta di avere conosciuto gli esattori Salvo e giudica «panzane» le dichiarazioni di Francesco Di Carlo e Francesco Marino Mannoia su un suo incontro con Stefano Bontate dopo l'omicidio di Piersanti Mattarella. Riguardo alle dichiarazioni di Balduccio Di Maggio su un incontro con Totò Riina in casa di Ignazio Salvo, dice: «Dovrei essere un pazzo per andare con la mia faccia conosciuta ad incontrare un latitante in casa di una persona agli arresti domiciliari» e sostiene che, nel giorno e nelle ore in cui i pm pongono quell'incontro, ha rilasciato un'intervista ad Alberto Sensini della Nazione, ha risposto per iscritto alle domande del giornalista Giuseppe Testa della Sicilia e ha studiato alcune carte in preparazione dell'assemblea dell'Onu programmata per il giorno successivo. Inoltre afferma che Di Maggio lo avrebbe accusato «con l'incoraggiamento» di qualche mister X «per aumentare la sua forza contrattuale e per ottenere dallo Stato privilegi ed aiuti».

Ucciso e dato alle fiamme a Messina il giovane tossicodipendente Alessandro Felicia. Il giorno 30 verranno arrestati due suoi coetanei, Giovanni Utano e Davide Romeo, che confesseranno di averlo ucciso perché lo ritenevano responsabile di un attentato incendiario contro l'automobile di uno di loro.

Arrestato a Siracusa, in casa di un pregiudicato, il quindicenne G. C. accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco.

Udienza preliminare con il rito abbreviato a Palermo per padre Mario Frittitta, accusato di avere favorito Pietro Aglieri e il suo collaboratore Ino Corso, e per Ino, Gianpaolo e Luigi Corso accusati di associazione mafiosa. Frittitta afferma di essersi recato da Pietro Aglieri per convertirlo e che il latitante, quando è stato arrestato, stava per costituirsi. Le condanne: due anni e quattro mesi per padre Frittitta; sei anni per Ino Corso, tre per suo fratello Gianpaolo e quattro per il loro padre Luigi.

Ucciso nelle campagne di Grotte (Ag), a colpi di arma da fuoco, l'impiegato comunale Salvatore Boscarino, ex componente del direttivo del Pci del paese.

Arrestate a Mazzarino (Cl) 8 persone affiliate alla cosca dei Sanfilippo, accusate di associazione mafiosa finalizzata a rapine, furti e traffico di stupefacenti. Tra loro Salvatrice D'Alessandro considerata l'organizzatrice delle rapine.



30 ottobre: ordine di cattura per Carlo De Benedetti spiccato dal Gip Iannini per concorso in corruzione per una tangente da dieci miliardi ai funzionari dello Stato. Irreperibile De Benedetti si costituira il 2 a Roma e traferito a Regina Coeli dove è interrogato dal pm Mario Cordovaa e dal Gip Iannino. Gli verranno a tarda sera concessi gli arresti domiciliari.

Palermo, don Mario Frittitta è condannato a due anni e due mesi per favoreggiamento aggravato nei confronti di alcuni boss mafiosi.



31 ottobre: sventato in provincia di Nuoro un sequestro di persona ai danni del possidente agricolo Mario Mura e del figlio quattordicenne, che sono riusciti a liberarsi.

Al processo contro 25 presunti appartenenti alla cosca dei Galatolo e Fontana, nato dalle dichiarazioni dell'operaio Gioacchino Basile sulle infiltrazioni mafiose al Cantiere navale di Palermo, la Corte respinge la richiesta di costituzione di parte civile di Basile, sotto protezione per le minacce ricevute, e della Cgil e ammette la Fincantieri.



2 novembre: depositata la sentenza della Corte costituzionale sulla legge di modifica dell'articolo 513 del codice di procedura penale riguardante le dichiarazioni dei testimoni imputati di reato connesso. Secondo la riforma approvata nel luglio del '97, non potevano essere utilizzate le dichiarazioni che non fossero ripetute durante il dibattimento, a meno che non ci fosse l'accordo delle due parti. La Consulta ora sancisce che basterà l'iniziativa di una parte soltanto, solitamente il pm, per fare acquisire nel fascicolo del processo le dichiarazioni che però dovranno essere sottoposte al contraddittorio tra accusa e difesa. La sentenza riceve consensi nell'ambito della magistratura ma critiche da esponenti politici. Gli avvocati penalisti decidono una settimana di sciopero e una manifestazione a Roma il 13 novembre, iniziative che verranno duramente criticate dal Presidente Scalfaro suscitando aspre reazioni da parte del Polo.

Al processo a Marcello Dell'Utri che si svolge a Palermo il collaboratore di giustizia catanese Maurizio Avola, oltre a confermare dichiarazioni già rese su incontri tra l'imputato e Nitto Santapaola, rivela che Pier Francesco Pacini Battaglia nel settembre del '92 avrebbe incontrato a Roma uomini di Cosa nostra a cui avrebbe chiesto di uccidere Antonio Di Pietro. Il banchiere annuncia querela nei confronti di Avola affermando che a quell'epoca lui non era indagato e non sapeva neanche chi fosse Di Pietro.

Intimidazione a Giuseppina Ignaccolo, consigliera comunale di Rifondazione Comunista a Pachino (Sr). La polizia ritiene che il messaggio possa essere collegato all'attività della Ignaccolo nell'associazione antiracket del paese.

Rinviato a giudizio per associazione mafiosa Giovanni Vitale, il figlio sedicenne del capomafia di Partinico (Pa) Vito Vitale. Il processo inizierà il 30 novembre.

Depositata agli atti del processo All Iberian, contro l'ex giudice Renato Squillante, Cesare Previti e Silvio Berlusconi, la documentazione riguardante il denaro (17 miliardi) depositato nei conti cifrati svizzeri All Iberian e Polifemo. Secondo quanto dichiarato da un cambista di Lugano, il denaro in contanti sarebbe stato trasportato da spalloni in pacchi da 490 milioni alla volta.



3 novembre: uccisi a Giugliano (Na), con diversi colpi di arma da fuoco, l'ex collaboratore di giustizia Sabatino Martino e un suo cugino omonimo anch'esso pregiudicato.

Emessi ordini di custodia per 10 persone appartenenti ad un'organizzazione di trafficanti di droga di Priolo, in provincia di Siracusa.

Feriti durante una sparatoria nel rione Pianura di Napoli il pregiudicato Alfonso Cerbone e un suo nipote quattordicenne.


Palermo, la Corte d'assise d'appello del processo contro alcuni mafiosi accusati di traffico d'armi tra la Sicilia e la Jugoslavia riduce la pena, da 21 a 12 anni, a Giovanni Brusca di cui i giudici hanno valutato positivamente il contributo nel dibattimento. Condannato a quattro anni Giuseppe Maniscalco che era stato assolto in primo grado ma che successivamente aveva collaborato autoaccusandosi e facendo trovare un arsenale di armi a San Giuseppe Jato.

Bocciata alla Camera la proposta di costituzione di una Commissione d'inchiesta sul fenomeno della corruzione.



4 novembre: al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, il capo della polizia Fernando Masone depone a favore di Claudio Vitalone affermando di avere risolto assieme a lui molti casi relativi alla criminalità organizzata a Roma.
Arrestato il latitante Sebastiano Gaddone, accusato di aver fatto parte della banda responsabile del sequestro dell'imprenditore Ferruccio Checchi. Tutti gli altri componenti sono già detenuti.



5 novembre: chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per Raffaele Ganci, Nino Madonia, Antonio Rotolo, Pietro Salerno, Giuseppe Lucchese, Vincenzo Galatolo e i collaboratori Calogero Ganci e Francesco Paolo Anzelmo, accusati di essere i killer del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente Domenico Russo. Secondo i collaboratori di giustizia, che scagionano i mafiosi catanesi, ad uccidere Dalla Chiesa furono soltanto killer palermitani scelti in modo da rappresentare le famiglie mafiose della città.

Arrestato a Rabat, in Marocco, il latitante palermitano Salvatore Graziano, presunto capomafia della cosca del quartiere San Lorenzo, accusato di associazione mafiosa, omicidi ed estorsioni.

Chiesto da Silvio Berlusconi al sostituto procuratore di Milano Pier Camillo Davigo un risarcimento di 5 miliardi per«l'inaudita gravità dell'aggressione al suo onore, alla sua immagine e alla sua reputazione» che avrebbe subìto a causa dell'intervista rilasciata dal magistrato ad America Oggi, già oggetto di una richiesta di procedimento disciplinare da parte dell'ex ministro Giovanni Maria Flick. Davigo nell'intervista aveva dichiarato che Silvio Berlusconi, il 21 novembre del 1994, giorno in cui gli era stato notificato l'avviso di garanzia durante la Conferenza internazionale sulla criminalità, era già stato condannato per falso in bilancio, mentre Berlusconi a quella data non aveva subìto alcuna condanna.

Ucciso in prigione in Colombia l'ex narcotrafficante Helmer Herrera, da un altro detenuto che gli ha sparato alla testa durante l'ora d'aria. Herrera aveva testimoniato contro 35 narcotrafficanti per ottenere una riduzione di pena.



6 novembre: trovati al Cantiere navale di Palermo dei volantini, firmati «l'amici», contenenti intimidazioni e minacce nei riguardi di Gioacchino Basile, dell'operaio in pensione Sebastiano Saiola e dell'impiegato Gaspare Miraglia.

Arrestate a Palermo 10 persone appartenenti ad un'organizzazione di trafficanti di eroina , di cui alcune vicine a Cosa nostra. Uno di loro, Michele Vitale, è un paraplegico utilizzato come corriere perché ritenuto insospettabile. Nei suoi spostamenti Vitale era accompagnato da una ragazza, Antonella Milione, anch'essa arrestata.

A Prato liberati dai poliziotti un uomo e una donna che erano stati rapiti in Turchia, secondo gli inquirenti, dalla mafia cinese che aveva chiesto un riscatto alle famiglie. Arrestati 4 emissari della banda. In Italia sarebbero presenti tre famiglie della Triade cinese, a Milano, Roma e Firenze, con succursali in Versilia, a Prato ed Empoli. Le attività principali sono il traffico dei clandestini, il gioco d'azzardo, le estorsioni e il riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di droga.



7 novembre: danneggiato il palcoscenico del teatro di Favara (Ag) dove era programmato un dibattito sulla mafia, con la partecipazione del procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli, organizzato dal magistrato Laura Vaccaro assieme ai giovani universitari e ai gruppi cattolici giovanili. Il dibattito, a cui ha partecipato anche il sostituto di Palermo Franca Maria Imbergamo, si è tenuto ugualmente nel salone di un'Opera Pia.

A Siracusa trovata sul pianerottolo dello studio legale del presidente dell'Antimafia regionale Fabio Granata una borsa contenente una piccola bomba artigianale.

Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per il tenente dei carabinieri Carmelo Canale, stretto collaboratore di Paolo Borsellino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Le indagini su Canale erano iniziate dopo che alcuni collaboratori avevano parlato di lui come una delle "talpe" di Cosa nostra all'interno dell'Arma dei carabinieri. A queste dichiarazioni Canale aveva risposto ipotizzando un complotto per screditare lui e suo cognato, il maresciallo Antonino Lombardo, suicidatasi dopo le accuse fatte contro di lui, durante una trasmissione televisiva, dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e dal sindaco di Terrasini Manlio Mele. Oltre che per Canale è stato chiesto il rinvio a giudizio, con la stessa accusa, per il primario del pronto soccorso di Marsala Giuseppe Pandolfo e, con l'accusa di associazione mafiosa, per il collaboratore di giustizia Vincenzo Sinacori e per un presunto mafioso di Salemi, Gaspare Casciolo. Pandolfo, Sinacori e Casciolo sarebbero stati gli intermediari tra Canale e le cosche di Marsala e Salemi.
Ucciso a Villaseta (frazione di Agrigento) il giovane pregiudicato Antonio Lombardo.

Arrestati a Gragnano (Na) il camorrista Leonardo Di Martino, sua moglie Annamaria Molinari e il loro primogenito Antonio di diciotto anni. Sono accusati di traffico di droga e di avere utilizzato per lo spaccio, anche davanti alle scuole, i loro figli minori, di cui uno di dieci anni. Secondo gli inquirenti la famiglia è legata al clan Afeltra-Di Martino.



8 novembre: ucciso a Borgetto (Pa) Vito Giambrone, indiziato mafioso e ritenuto legato alla cosca del capomafia di Partinico, Vito Vitale. Un fratello dell'ucciso, Giuseppe, è stato arrestato assieme a Vitale lo scorso aprile. Secondo gli inquirenti l'omicidio potrebbe essere stato ordinato dal mafioso Filippo Anania (che è stato arrestato due settimane fa per degli omicidi di mafia) ex alleato di Nenè Geraci, il vecchio capomafia di Partinico eliminato da Vitale.

Manifestazione con tremila persone a Caccamo (Pa) a un mese dall'assassinio del sindacalista dell'Uil ed ex consigliere provinciale Mico Geraci, a cui è stata intitolata la sede dell'Uil del paese.

Ferita gravemente a Perugia con un colpo di pistola, Rosalba Mellace originaria di Crotone, pregiudicata per reati contro il patrimonio e per spaccio di droga, che morirà il giorno dopo. Viene sospettato dell'omicidio e fermato il pregiudicato di Mazara del Vallo Vincenzo Cucchiara che nell'87 era stato arrestato per un omicidio e due tentati omicidi.

Nelle campagne di Salemi (Tp) trovato ucciso a colpi di pietra il bracciante incensurato Benedetto Ganci.



9 novembre: depositata la sentenza di condanna per Silvio Berlusconi nel processo "All Iberian" per i finanziamenti occulti al Psi.

Trovato morto a Trabia (Pa), colpito con diversi colpi di pistola, il giovane Filippo Lo Coco che era scomparso da alcuni giorni.

Arrestato a Milano l'urbanista Roberto Almagioni, consulente del gruppo dei Ds alla Regione Lombardia, con l'accusa di avere preso 50 milioni per la lottizzazione dell'area ex Iso Rivolta a Bresso, per la quale il 15 ottobre era stato arrestato l'assessore di Forza Italia Giovanni Terzi.



10 novembre: arrestate nelle province di Palermo, Caltanissetta, Messina e Catania 39 persone ritenute appartenenti alla cosca di Bernardo Provenzano o a cosche alleate. L'operazione, denominata "Grande Oriente", conclude un'inchiesta nata nel '95 dalle dichiarazioni di un confidente dei carabinieri, Luigi Ilardo, cugino di Giuseppe "Piddu" Madonia, ucciso il 10 maggio del '96 un'ora dopo un incontro a Catania con l'ufficiale del Ros Michele Riccio. Tra gliarrestati Leonardo Greco, ritenuto il capofamiglia di Bagheria (Pa), e il fratello Nicolò; il costruttore Vincenzo Giammanco, nipote del senatore Ignazio Mineo, ucciso nell'84, e del presunto capomafia di Bagheria Antonino Mineo, ucciso nell'aprile dell'89; Gaetano e Vincenzo Cavallotti, di Belmonte Mezzagno (Pa), titolari di aziende specializzate in lavori di metanizzazione ancora in attività in diversi centri della Sicilia; nel Nisseno diversi appartenenti alla cosca di "Piddu" Madonia, tra cui Giovanna Santoro e Maria Stella Madonia, moglie e sorella del capomafia, che, secondo gli inquirenti, avrebbero gestito gli affari della cosca dopo il suo arresto. L'ordinanza riguarda pure Bernardo Provenzano e Salvatore Ferro di Canicattì che sono rimasti latitanti e 10 persone già in carcere appartenenti alla cosca catanese di Santo Mazzei, alleata a quella di Vito Vitale. Tra le carte acquisite dagli inquirenti ci sono alcune lettere tra Ilardo e Provenzano. Alcune si riferiscono ad una richiesta di protezione da parte della direzione dell'acciaieria Megara di Catania, i cui dirigenti hanno smentito di avere subìto estorsioni. Ma gli inquirenti sospettano che Ilardo possa essere stato ucciso per una somma che il confidente avrebbe estorto alla Megara senza consegnarla alla cosca. Nelle lettere si parla anche di appalti di imprese che stanno eseguendo lavori per la metanizzazione nell'Isola e di estorsioni.

Trovato morto nelle campagne tra Marsala e Mazara del Vallo (Tp) il latitante Francesco Gangitano, accusato di essere affiliato alla cosca di Vincenzo Sinacori.

Feriti gravemente a Trapani il giovane commerciante Angelo Clavo e il nipote diciassettenne Ciro, entrambi originari di Ercolano (Na). Sono rispettivamente fratello e figlio di Gerardo Clavo ucciso nel '96 e ritenuto affiliato al clan Ascione. Il ragazzo è in attesa di giudizio per spaccio di stupefacenti.

Arrestata a Roma Giacchina Costa, moglie di Benedetto Spadaro, uno dei principali capimafia di Siracusa che sta scontando 20 anni per traffico internazionale di droga. Anche la donna è accusata di traffico di droga e deve scontare una condanna a 3 anni.



11 novembre: chiesta dal ministro della Giustizia Oliviero Di Liberto l'approvazione alla Camera della legge che abolisce l'ergastolo, già approvata al Senato.

Arrestato a Palermo il giovane incensurato Francesco Levantino di Caltanissetta, trovato con un chilo di eroina.



12 novembre: chiesto dal pm veneziano Carlo Nordio il rinvio a giudizio per 98 dirigenti del Pci-Pds e delle Coop accusati a vario titolo di corruzione, falso in bilancio, bancarotta e sottrazione di fondi pubblici. Nordio ha chiesto l'archiviazione per Achille Occhetto, Massimo D'Alema e Bettino Craxi non avendo trovato prove per concludere che, come segretari di partito, non potevano non essere a conoscenza dei finanziamenti illeciti.

Arrestate per ordine della Procura di Napoli 40 persone tra cui esponenti della camorra, della 'ndrangheta, della banda della Magliana, titolari di esercizi commerciali, intermediari d'affari, un funzionario di banca, un ispettore di polizia e un ex maresciallo dei carabinieri. Le accuse vanno dal traffico e spaccio di droga all'associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione di banconote, certificati di deposito e titoli di credito
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Arrestato a Catanzaro l'ex collaboratore di giustizia Salvatore Catrambone, accusato di traffico di droga.



13 novembre: inseriti nei verbali del processo d'appello in corso a Caltanissetta contro Pietro Scotto, Vincenzo Orofino e Salvatore Profeta, condannati all'ergastolo con l'accusa di aver partecipato alla strage di via D'Amelio, alcuni appunti scritti a mano, riguardanti la strage, che erano in possesso dell'ex collaboratore Vincenzo Scarantino. Secondo il legale che li ha depositati sarebbero la prova che c'è stato «un suggeritore» per le dichiarazioni rese da Scarantino durante l'inchiesta.

Ferito a colpi di fucile ad Acate (Rg) l'incensurato Carmelo Città. Secondo gli inquirenti l'agguato sarebbe maturato nell'ambiente delle corse clandestine dei cavalli.

Resa nota una lettera di Salvatore Grigoli, killer di padre Pino Puglisi, con cui chiede «perdono a Palermo per i suoi errori».



16 novembre: al processo in corso a Catania contro Giuseppe Meli, Salvatore e Maurizio Infuso, accusati di avere compiuto estorsioni ai danni di Salvatore Frazzetto, il gioielliere di Niscemi (Cl) ucciso assieme al figlio Giacomo il 17 ottobre 1996, Chiara Frazzetto ha ribadito le accuse già fatte dalla madre, Agata Azzolina, suicidatasi il 22 marzo dell'anno scorso. La Azzolina aveva indicato nei due fratelli Infuso gli autori del duplice omicidio.



17 novembre: emessi su richiesta della Procura di Palermo ordini di custodia cautelare per Bernardo Provenzano, Totò Riina, Pippo Calò, Francesco Madonia, Giuseppe Farinella, Bernardo Brusca, Antonino Geraci, Michele Greco e Matteo Motisi ritenuti responsabili dell'omicidio di Mario Francese, il giornalista del Giornale di Sicilia ucciso il 26 gennaio 1979. Secondo la Procura l'omicidio venne deciso dai corleonesi perché il giornalista era ritenuto troppo pericoloso per le sue inchieste, specialmente quella che riguardava la costruzione della diga Garcia e l'omicidio del colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, ucciso assieme al suo amico Filippo Costa il 20 agosto 1977. Nella richiesta si fa riferimento a dichiarazioni di collaboratori di giustizia su presunti rapporti di amicizia o conoscenza di Federico Ardizzone, per anni consigliere delegato o presidente del consiglio di amministrazione del quotidiano, con Michele Greco, Tommaso Spadaro e Stefano Bontate, del giornalista Pippo Montaperto con Stefano Bontate e Mimmo Teresi, e del giornalista Giuseppe Sottile con i cugini Salvo. L'Associazione siciliana della stampa decide di costituirsi parte civile.

Al processo per mafia contro Giulio Andreotti, il senatore ha ammesso di essersi incontrato con Michele Sindona, ma che furono tutti incontri «istituzionali», avvenuti alla fine degli anni '50, quando il finanziere gli venne presentato dalla Camera di Commercio di Milano «in termini fortemente positivi»; di aver conosciuto Licio Gelli come direttore di una fabbrica di materassi e di averlo incontrato poi a Buenos Aires, scoprendo che era diventato intermediario del governo argentino per i rapporti con l'Italia.

Ucciso a Palma di Montechiaro (Ag) con nove colpi di pistola l'agente penitenziario Antonio Condello. Di recente aveva prestato servizio nel padiglione del carcere di Agrigento in cui sono rinchiusi mafiosi sottoposti al regime del 41 bis.
Gambizzato a Reggio Calabria il medico Carlo Colella della direzione nazionale dei Socialisti democratici italiani.



18 novembre: Parigi, il leader dell'estrema destra francese Le Pen è condannato a un anno di interdizione da cariche pubbliche per aver insultato una militante socialista.

Denunciata a Piedimonte San Germano (Fr), dalla madre Rosa Forlini, la scomparsa del figlio Mauro di undici anni. La donna, separata dal marito Francesco Iavarone (trasferitosi da tempo per lavoro in Germania), era stata arrestata l'estate scorsa assieme ad altre 11 persone accusate di estorsione per conto di un clan camorristico del Casertano, e rilasciata un mese fa. Tra le ipotesi degli inquirenti la possibilità che il piccolo sia stato rapito per un atto di ritorsione verso la madre (ma si pensa anche ad un caso di pedofilia). Il cadavere del bambino verrà ritrovato il 21 novembre a venti chilometri dal paese. Successivamente verranno arrestati i due fratelli nomadi Denis e Fardi Bogdan e i due minorenni Claudio T. ed Erik Schertzberger, dopo la confessione di quest'ultimo che dichiarerà in un primo momento che Mauro è stato ucciso perché parlava troppo e successivamente perché il ragazzo non aveva consegnato una somma di denaro ottenuta spacciando droga. La madre nega che il figlio fosse uno spacciatore.



19 novembre: trovati imbrattati con della vernice nera alcuni mosaici della villa romana del Casale a Piazza Armerina (En).


E' il terzo atto vandalico dopo quelli del settembre '95 e del maggio '98. Una delle ipotesi è che sia una vendetta delle organizzazioni criminali interessate al commercio di reperti archeologici. Successivamente si viene a sapere che c'è stato un tentativo di incendio nella casa di campagna del caposervizio della vigilanza del parco archeologico, presumibilmente avvenuto tra martedì e mercoledì, e che sono stati tagliati cinquanta alberi da frutto.

Trovate vicino al Cantiere navale di Palermo due auto rubate nel cui interno c'erano delle lettere anonime indirizzate al Procuratore Gian Carlo Caselli e al capo della Squadra mobile Guido Marino. In una c'era una "richiesta d'aiuto" contro i sindacati: «Fate presto, siamo in pericolo, vittime dei sindacati e della Fincantieri»; nell'altra un elenco di nomi di sindacalisti e dirigenti dello stabilimento indicati come «collusi».

Al processo contro Calogero Mannino, accusato di concorso in associazione mafiosa, Giovanni Brusca, imputato di reato connesso, dichiara che nel febbraio del '92 gli fu dato l'incarico da Salvatore Biondino, per conto di Totò Riina, di eliminare l'ex ministro. Sul perché di quella decisione, poi rientrata dopo la strage di Capaci, Brusca dichiara: «Penso che Mannino era una di quelle persone che prendevano tangenti, gestivano lavori e le loro clientele e poi parlavano male di noi ai giornali e alla televisione. Non so dire invece quali e se ci fossero dei rapporti tra Mannino e Cosa nostra di Sciacca. Siino mi diceva che Mannino era il collegamento con l'Agrigentino».

Emessi a Palermo 4 ordini di custodia, in seguito alle accuse di estorsione fatte da alcuni imprenditori e commercianti, per Vito e Carlo Biondino, fratelli del mafioso Salvatore arrestato assieme a Totò Riina, Giuseppe Lo Verde e Carmelo Biondo ritenuti appartenenti alla cosca del rione San Lorenzo e già in carcere perché coinvolte in un'operazione antiracket del luglio scorso.

Ucciso a San Marcellino (Caserta) il cittadino albanese Krenardo File Saleimani, pregiudicato per ricettazione di reperti archeologici.

Presentata a Palermo una petizione, accompagnata da 427 firme, perché venga tolta la zona rimozione in una strada dove abitano il pm Vittorio Teresi e il componente del Csm ed ex pm Gioacchino Natoli. Il divieto di sosta viene definito «una calamità» per le attività dei negozi e di una palestra della zona. Successivamente i firmatari dichiareranno di aver voluto evidenziare il problema pur nel rispetto per il lavoro svolto dai due magistrati.



20 novembre: emessi dal gip di Catania, con l'accusa di traffico di droga, estorsioni, omicidio e tentato omicidio, 19 ordini di custodia (12 per persone già detenute) per presunti appartenenti alla cosca dei "cursoti" operante a Milano e, secondo gli inquirenti, ancora diretta da Jimmi Miano malgrado sia in carcere col regime del 41 bis.

Trovati nelle campagne vicino Catania i resti di Massimiliano Vinciguerra, il reggente del clan Mazzei scomparso nell'aprile scorso.

Arrestato a Santo Domingo il latitante Vincenzo Lubrano ritenuto il mandante dell'omicidio, avvenuto nell'83, di Francesco Imposimato, il sindacalista fratello dell'ex magistrato Ferdinando a quell'epoca impegnato nelle indagini sulla banda della Magliana.

Viene data notizia che ha deciso di collaborare con la giustizia il mafioso catanese Natale Di Raimondo, ritenuto uno dei "fedelissimi" di Nitto Santapaola.

Trovati allentati i bulloni di una ruota dell'auto dei vigili urbani di Palermo che scortavano Gioacchino Basile, il quale si dice sicuro che si tratti di una «manomissione» ai suoi danni.

Uccisa a San Pietroburgo, con diversi colpi di mitra, la deputata liberale Galina Starovojtova, molto vicina a Eltsin e mai sospettata di corruzione. Il suo assistente Ruslan Linkov è stato gravemente ferito. Si pensa ad una matrice prettamente politica, anche se non viene esclusa la responsabilità della criminalità organizzata, notevolmente cresciuta nella città negli ultimi anni. Successivamente viene data notizia che la deputata aveva chiesto la concessione dell'asilo politico per il leader del PKK (Partito comunista curdo) Abdullah Ocalan, che il 14 novembre era stato arrestato al suo ingresso in Italia.



21 novembre: arrestate dal Gico della Guardia di Finanza, su richiesta della Dda di Roma, 6 persone in un'operazione, denominata "Omnia", contro un'organizzazione operante tra Roma e la Lombardia, composta da elementi legati alla banda della Magliana e alla 'ndrangheta calabrese. Altre 40 sono state denunciate

Confermata dalla Cassazione la sentenza della Corte d'assise di Caltanissetta, emessa il 16 luglio del 1994, a conclusione del processo contro 37 imputati accusati a vario titolo di 17 omicidi e 21 tentati omicidi a Gela (Cl) e in altri paesi del Nisseno e del Ragusano tra la fine degli anni ottanta e i primi dei novanta. Tra i condannati all'ergastolo i capimafia Carmelo Rapisarda, Emanuele Antonuccio, Aurelio Cavallo, Orazio Paolello, di Gela, e Carmelo Dominante di Vittoria.

Arrestato a Palermo, con l'accusa di concorso in associazione mafiosa e riciclaggio del denaro della mafia, il costruttore Pietro Lo Sicco, zio dell'imprenditore Innocenzo Lo Sicco, ora sotto protezione per avere denunciato i suoi estortori. A Pietro Lo Sicco sono stati sequestrati beni per 200 miliardi.

Recuperati in una banca di Chiasso altri 2 miliardi del sequestro Soffiantini che erano stati versati il 12 agosto e sarebbero dovuti pervenire in Australia a Giovanni Farina. Lo stesso giorno era stata depositata al Credit Suisse di Lugano un'altra parte del riscatto, anche questa recuperata, dall'avvocato Antonio Mannironi e da Biagio Zizi che sono stati arrestati per riciclaggio.



22 novembre: ucciso a Bogotà l'agente statunitense della Dea (Drug Enforcement Adiministration) Frank Arnold Moreno. Secondo il comunicato ufficiale della Dea, che conta in Colombia circa duecento consiglieri per la lotta al traffico di cocaina, Moreno sarebbe stato ucciso durante una banale lite al bar.

Ferito gravemente a fucilate ad Avola (Sr) il bracciante agricolo incensurato Antonio Bruni.



23 novembre: arrestato il questore di Milano, Francesco Forleo, accusato di omicidio e falso per l'uccisione del contrabbandiere Vito Ferrarese avvenuta durante un'operazione di polizia nel giugno del 1995, quando Forleo era questore a Brindisi. Ad accusare Forleo, che è stato il fondatore del sindacato di polizia Siulp e deputato per due legislature come indipendente nelle liste del Pci e del Pds, è Giorgio Oliva all'epoca capo della squadra catturandi. Contro il motoscafo furono lanciate bombe a mano e sparati diversi colpi. Poiché dall'autopsia emerse che il colpo mortale era venuto dalla pistola di Forleo, il capo della squadra mobile, Pietro Antonacci che aveva preso parte all'operazione, avrebbe chiesto a Oliva di prendersi la responsabilità dell'uccisione dichiarando di avere usato la pistola di Forleo dopo aver scaricato la sua. Inoltre, per giustificare l'uccisione di Ferrarese, gli ispettori Pasquale Filomena e Emanuele Carbone, su richiesta di Antonacci, avrebbero messo sul motoscafo una mitraglietta. L'inchiesta sull'omicidio è stata riaperta quando, nel marzo scorso, su richiesta della Dda di Lecce sono state arrestate una trentina di persone con l'accusa di associazione a delinquere, al termine di un'indagine che ha visto coinvolti diversi poliziotti, tra cui Filomena e Carbone, accusati di collusione con uomini della Sacra corona unita. Sembra, tra l'altro, che alcuni uomini della squadra mobile di Brindisi abbiano protetto la latitanza dei capi clan Benedetto Stano (poi catturato il 10 novembre del '96 e diventato collaboratore di giustizia) utilizzando le sue "soffiate" per operazioni di polizia, e Santo Vantaggiato, ucciso in un agguato il 16 settembre '98 a Bar (nel Montenegro).

Uccisi con diversi colpi di fucile a Raffadali (Ag) Salvatore Tuttolomondo, titolare di un'autoscuola e coinvolto qualche anno fa in un'inchiesta su tangenti per la concessione di patenti, e il suo amico Giovanni Alaimo.

Rinviato a giudizio dal gip di Perugia il banchiere Pier Francesco Pacini Battaglia, accusato di corruzione nell'ambito di uno dei tronconi dell'inchiesta "Tangentopoli due".



24 novembre: inizia a Catania il processo "Ficodindia" a 117 imputati accusati di appartenere alla cosca dei Laudani e, a vario titolo, di venti omicidi, quattro tentati omicidi, rapine ed estorsioni e dell'attentato dinamitardo alla caserma dei carabinieri di Gravina avvenuto il 17 settembre del '93.

Inizia a Siracusa il processo "Piazza pulita" a 99 presunti affiliati al clan "Dominante" di Vittoria (Rg).



25 novembre: si suicida nella sua cella nel carcere della Dogaia a Prato il collaboratore di giustizia Vincenzo Ricci di Napoli



26 novembre: si apre a Caltanissetta un nuovo processo per l'omicidio del consigliere istruttore di Palermo Rocco Chinnici, ucciso con un'autobomba il 29 luglio 1983 assieme al maresciallo Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Imputati tutti i componenti della cupola mafiosa, il dichiarante Giovanni Brusca e i collaboratori di giustizia Francesco Paolo Anzelmo, Calogero Ganci e Giovan Battista Ferrante.



27 novembre: annullata dalla Cassazione per un vizio di forma, con rinvio alla Corte d'appello, la sentenza di condanna nel processo per le tangenti pagate dall'Enimont, per Bettino Craxi, accusato di avere preso sette miliardi e condannato a quattro anni, e Claudio Martelli, accusato di avere preso 500 milioni. La loro posizione era stata stralciata, mentre per gli altri imputati la sentenza è diventata definitiva.

Arrestate tra le province di Trapani e di Palermo, su richiesta del sostituto procuratore della Dda Marcello Viola, 21 persone accusate di fare parte della cosca dei Messina Denaro. Tra gli arrestati, di cui soltanto 6 con precedenti penali, l'impiegato di banca Salvatore Messina Denaro, che avrebbe assunto la direzione della cosca al posto del padre Francesco e del fratello Matteo latitanti. L'operazione, denominata "Progetto Belice", è stata anticipata perché gli inquirenti sono riusciti a sapere che la cosca stava preparando un omicidio e alcuni attentati dinamitardi.

Sequestrati a Giovanni Brusca beni immobili e terreni edificabili per circa 30 miliardi. I beni erano intestati ad una decina di prestanomi, ora sotto inchiesta per favoreggiamento e riciclaggio. Gli inquirenti hanno impiegato quasi due anni per riuscire ad individuare i beni e i prestanome, perché Brusca nelle sue dichiarazioni, adducendo vuoti di memoria, ha fornito soltanto i soprannomi dei suoi complici, tutti incensurati, e notizie poco precise su dove fossero le sue proprietà e quanto fossero estese.

Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per associazione mafiosa per il deputato di Forza Italia Gaspare Giudice e per altre 19 persone, ritenute vicine alla cosca di Caccamo e accusate a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, traffico di droga e turbativa d'asta. Tra loro il presunto capomafia Giuseppe Panzeca, il medico Giorgio Ciaccio, Rosalia Stanfa moglie del capomafia latitante Nino Giuffrè, e Carlo Greco vice di Pietro Aglieri.

Trovato a Casandrino (Na) il cadavere di un uomo, non ancora identificato, che si trovava in una vettura data alle fiamme.

Al processo che si svolge a Palermo all'ex deputato di An Filiberto Scavone, accusato di concorso in associazione mafiosa, il collaboratore Tony Calvaruso dichiara che Leoluca Bagarella aveva deciso di uccidere Scavone perché, dopo essersi impegnato a fare aggiustare un processo, non ne aveva fatto niente e non aveva restituito il denaro che già aveva preso.



28 novembre: arrestate a Roma 7 persone accusate di essere i referenti italiani della cosca Caruana-Cuntrera e di avere favorito la fuga e la latitanza di Pasquale Cuntrera. Tra gli arrestati, accusati anche di traffico di droga, i fratelli Vito e Vincenzo Triassi, originari di Siculiana (Ag) (il paese di origine dei Caruana e dei Cuntrera) ma residenti ad Ostia, sposati con le figlie del latitante Santo Caldarella condannato per associazione mafiosa assieme a Pasquale Cuntrera e Alfonso Caruana.

Sequestrati a Catania, nel quartiere considerato regno della cosca dei Piacenti "Ceusi", 100 chili di marijuana per un valore di oltre un miliardo di lire.

Arrestate a Bari 12 persone accusate di far parte dei clan Laraspata, Montani e Cardinale. Tra loro 5 donne.

Intimidazioni mafiose a Canicattì (Ag) dove sono state inviate lettere contenenti un proiettile al deputato della Rete Giuseppe Scozzari, al sindaco Antonio Scrimali, all'ex presidente del Consorzio idrico Marco Notarstefano e al direttore amministrativo della Usl di Agrigento Aldo Manganaro. Nei giorni precedenti era stata incendiata l'auto dell'assessore regionale Vincenzo Lo Giudice e inviate lettere di minacce ad altri uomini politici e al cronista del Giornale di Sicilia, Pino Barbara.

Condannate dal Tribunale di Palermo 10 persone accusate di avere abusato di una cinquantina di minori del quartiere Albergheria. L'inchiesta era nata due anni fa dalle denunce dei sacerdoti e dei volontari del Centro sociale Santa Chiara. Condannati a vent'anni gli anziani Giuseppe Mercurio e Salvatore Maniscotti ritenuti responsabili delle violenze, a dieci la figlia di Maniscotti, Rosalia, e il marito Gaetano La Vecchia accusati di avere ceduto i propri figli, a diciotto anni Leonardo Runfolo accusato di avere filmato i rapporti sessuali e avere venduto le cassette, a diciotto e dodici anni Rosario e Giovanni Firemi anche loro accusati di avere fatto da operatori. I sacerdoti di Santa Chiara indicono una veglia di preghiera che viene disertata dagli abitanti del quartiere.



30 novembre: trovato morto nelle campagne di Castelvetrano (Tp), il latitante Francesco Messina Denaro, di cui l'autopsia rivelerà la morte naturale. L'anziano capomafia era malato da tempo e, secondo quanto dichiarato da alcuni collaboratori, era curato dal medico Vincenzo Pandolfo anch'egli latitante. A segnalare al commissariato del paese il cadavere, che è stato trovato composto come per essere riposto nella bara, è stato il cognato Giovanni Santangelo. Evidentemente i familiari hanno utilizzato lo stratagemma del ritrovamento per potere celebrare i funerali e seppellirlo.

Trovata ucciso con un colpo di pistola alla bocca a Marianopoli (Cl) la guardia forestale Mario Giambra.



1 dicembre: arrestato su richiesta della Procura di Napoli il vicequestore Gennaro D'Amico, attualmente dirigente della Digos di Campobasso, accusato di avere depistato alcune indagini per favorire il clan Vollaro (ricevendo in cambio da uno a tre milioni al mese) quando dirigeva il commissariato di San Giorgio a Cremano tra il 1992 e il 1994. L'inchiesta è nata dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro Vollaro, ex capo del clan omonimo che operava a Portici, Ercolano e San Giorgio a Cremano, e Francesco Di Pierno, affiliato al clan. Sono state arrestate altre 24 persone, tra cui camorristi e diversi imprenditori. Tra gli indagati Leopoldo Spedaliere, sindaco di Portici per l'Ulivo, che avrebbe favorito le imprese del clan. Ciro Vollaro ha parlato anche dell'ex deputato Mimmo Pinto (leader dei disoccupati organizzati di Napoli quando militava in Lotta continua) che sarebbe stato amico di suo padre Luigi da cui avrebbe ricevuto in regalo cocaina.

Condannato a tre anni dal Tribunale di Roma Giovanni Brusca per aver calunniato il magistrato Libertino Alberto Russo, giudice a latere nell'appello del primo maxiprocesso. Brusca, deponendo il 30 luglio del '97 al processo a Giulio Andreotti, aveva fatto alcuni nomi di magistrati che sarebbero stati collusi, tra cui quello di Russo.

Arrestati tra la Sicilia e il Nord Italia, per ordine della Procura di Palermo, 10 presunti appartenenti alla Stidda, tutti originari di Campobello di Licata (Ag).



3 dicembre: si apre a Messina il processo "Mare nostrum" a 286 imputati di associazione mafiosa e di 45 omicidi, 7 agguati, 32 estorsioni, 5 attentati e 2 rapine. Tra gli imputati 17 collaboratori di giustizia. Hanno chiesto di costituirsi parte civile alcuni comuni del Messinese, il Ministero dell'Interno e le associazioni antiracket di Brolo, Capo d'Orlando, Patti e Sant'Agata di Militello.

Emessi dal gip di Palermo 14 ordini di custodia (12 per persone già detenute, tra cui Benedetto e Giuseppe Graviano, Gaspare Spatuzza, Antonino Mangano, Francesco Giuliano e Cosimo Lo Nigro) a conclusione di un'inchiesta nata dalle dichiarazioni del collaboratore Salvatore Grigoli su 10 omicidi, commessi tra l'87 e il '93, di cui è stato uno dei killer. I nuovi arrestati sono Angelo Arnone, uno degli esecutori di un omicidio, e Maria Intravaia, accusata di avere fatto uccidere il suo ex amante da un killer della mafia pagando 40 milioni.

Ucciso a Sciacca (Ag) il proprietario terriero Giuseppe Bono. Nel '93 era stato accusato da un collaboratore di giustizia di fare parte della mafia di Sciacca, ma era stato prosciolto nell'udienza preliminare.



4 dicembre: arrestato a Riesi (Cl), nell'abitazione di due sposini che sono stati fermati per favoreggiamento, il latitante Pino Cammarata, accusato di associazione mafiosa ed omicidio. Due suoi fratelli, Vincenzo e Francesco, sono stati arrestati l'estate scorsa, la sorella Maria Catena è già stata condannata a sei anni per associazione mafiosa.

Arrestato in Germania il latitante Giuseppe Guglielmino, originario di Palagonia (Ct), affiliato alla cosca catanese dei Russo e condannato ad otto anni per associazione mafiosa e traffico di droga.

Sequestrati beni per 12 miliardi a Giuseppe Guastella, uomo di fiducia di Leoluca Bagarella e ritenuto affiliato alla cosca del rione palermitano San Lorenzo, arrestato il 24 maggio scorso con l'accusa di essere l'autore di alcuni omicidi avvenuti nel '95. I suoi beni sarebbero frutto delle estorsioni e del traffico di droga.

Ferito gravemente a Napoli con una coltellata il giovane Alberto Vincenti che aveva cercato di reagire al furto del suo motorino.

Agguato camorristico sulla strada tra Cancello Arnone e Villa Literno (Caserta) contro il giovane Antonio Ianuario che è riuscito a sfuggire ai killer che avevano sparato contro la sua auto. Durante la fuga Ianuario ha provocato un incidente, rimanendo ferito leggermente ma causando la morte del conducente dell'altra auto, l'agricoltore Tammaro Bocchino, e il ferimento del nipote.



5 dicembre: uccisi a Bologna due giovani extracomunitari, Soel Rana del Bangladesh e Ataur Rahaman pakistano, dal pregiudicato calabrese Giuseppe Calabrò, evaso dagli arresti domiciliari dal maggio scorso. Calabrò, che è stato arrestato dopo un conflitto a fuoco con la polizia, avrebbe voluto vendicare lo stupro subito dalla sua ragazza un paio di anni fa ad opera di un immigrato.

Si suicida in carcere Giovanni Bellavia, un giovane di Favara che era stato arrestato due anni fa assieme ad altre 29 persone accusate da suo fratello Gioacchino di appartenere ad una organizzazione di trafficanti di droga. Giovanni Bellavia doveva scontare 27 anni di carcere per l'uccisione del compaesano Giuseppe Sutera.



6 dicembre: trovato a Troina (En) il corpo del pastore Luciano Gagliano, ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Il giovane, che aveva piccoli precedenti penali, era scomparso da dieci giorni.

Arrestati a Catania, con l'accusa di traffico di reperti archeologici, i professori universitari Giacomo Manganaro e Salvo Di Bella e gli imprenditori Morando Moretti e Alfio Attanasio; a Rimini l'antiquario Gianfranco Casolari e ad Enna il possidente Vincenzo Cammarata (la cui moglie è direttrice del carcere della città). Sono stati sequestrati reperti per decine di miliardi, la maggior parte in casa di Cammarata e Manganaro che hanno dichiarato che si tratta di materiale inventariato dalla Soprintendenza. In effetti soltanto una parte del materiale era stata inventariata alcuni anni fa. Cammarata è accusato anche di concorso in associazione mafiosa perché, secondo il pm, sarebbe in collegamento con la mafia ennese, responsabile del traffico italiano ed estero di reperti archeologici provenienti dalla provincia di Enna. Manganaro e Cammarata sono coinvolti nella vendita clandestina della "phiale", una coppa d'oro ellenistica, finemente cesellata, che era stata rinvenuta a Caltavuturo (Pa) e che, dopo essere stata esportata illegalmente in Svizzera, era stata acquistata da un collezionista americano che l'aveva rivenduta al Metropolitan Museum di New York. Essendo stata accertata l'illegittimità dell'esportazione, da anni la phiale è chiusa nel caveau della dogana di Manhattan. A novembre un giudice federale ha dato ragione all'Italia che ne rivendica la proprietà.



7 dicembre: in una intervista al quotidiano La Repubblica, l'imprenditore Giovanni Salatiello (di origine sarda ma cresciuto a Palermo dove ha diretto per anni la Keller spa, un'azienda, ora in crisi, per la produzione di materiale ferroviario, e deputato tra l'83 e l'87 come indipendente nelle liste del Pci) rivela che, quando nell'83 decise di impiantare uno stabilimento in Sardegna, altri imprenditori gli consigliarono di mettersi in contatto con il magistrato Luigi Lombardini per cautelarsi dal rischio di essere rapito. Salatiello incontrò Lombardini a cui pagò alcune somme di denaro che dovevano servire per un'organizzazione di informatori e per mediare con i potenziali sequestratori. Lombardini non gli assicurò la certezza di non essere rapito, ma Salatiello non ebbe mai fastidi. Secondo l'imprenditore le forze dell'ordine e i magistrati sapevano e «chiudevano un occhio». Alla domanda se non avesse mai pensato che in quel modo si scendeva a patti con l'Anonima sequestri, Salatiello risponde: «Ma cosa vuole che importi ad un imprenditore, l'importante è non essere sequestrato. E poi un'organizzazione così costava venti volte meno che la guerra all'Anonima». Nei primi anni '80 a Palermo Salatiello aveva denunciato una richiesta di estorsione, ricevendo la solidarietà dei lavoratori della Keller.

Concluso a Catania, con 5 ergastoli e 385 anni di reclusione per 42 imputati, il processo contro 53 presunti appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano, nato dalle operazioni denominate "Dafne", "Ciclope" e "Galatea". Tra i condannati all'ergastolo il capomafia Sebastiano Sciuto.

Sequestrati beni a Giuseppe e Antonio Piromalli (il primo latitante e il secondo detenuto), indicati come capi dell'omonimo clan.

Arrestato all'aeroporto di Toronto il latitante Antonino Erasmo Troia, originario di Capaci (Pa), accusato di associazione mafiosa e degli omicidi degli imprenditori di Cerda (Pa) Giuseppe e Salvatore Sceusa scomparsi il 19 giugno 1991.



8 dicembre: ucciso con due colpi di pistola ad Acireale (Ct), da qualcuno che si trovava con lui in auto, l'infermiere incensurato Sergio Panebianco. Secondo gli inquirenti l'omicidio potrebbe essere avvenuto nell'ambiente del gioco d'azzardo.

Arrestato a Giugliano (Na) il latitante Stefano Ranucci, capo dell'omonimo clan della camorra operante a Sant'Antimo e accusato di tentato omicidio, sequestro di persona e traffico di droga.

Ucciso a Reggio Emilia il giovane di origine calabrese Giuseppe Gesualdo Abramo



9 dicembre: condannato all'ergastolo, dalla Corte d'Assise di Catania, Marcello Incognito per l'uccisione del fratello Enrico, collaboratore di giustizia. L'omicidio era avvenuto il 24 marzo 1994 in casa di Enrico, alla presenza della madre e del padre, ed era stato registrato perché il collaboratore stava raccontando tutto quello che sapeva davanti alla telecamera di un amico.
Arrestate in provincia di Matera 49 persone, e una è rimasta latitante, con l'accusa di far parte di un'organizzazione di tipo mafioso capeggiata dal pregiudicato Pierdonato Zito (detenuto dal 1995). Secondo gli inquirenti l'organizzazione aveva progettato l'uccisione dell'avvocato Emilio Nicola Buccico, presidente del Consiglio nazionale forense, e dell'ex pm Vincenzo Autera e il sequestro di una figlia di Autera. Tra gli arrestati due avvocati di Matera, Pietro Damiano Mazzoccoli e Nicola Di Marzio, e due carabinieri, Giovanni Carlomagno e Giuseppe De Biasi.



10 dicembre: rinviate a giudizio dal gip di Palermo 12 persone accusate dell'assassinio di Emanuele Piazza, collaboratore dei servizi segreti, scomparso nel marzo del 1990. Tra gli imputati, ritenuti appartenenti alla cosca del rione San Lorenzo, il collaboratore Francesco Onorato che ha ammesso di averlo attirato in una trappola e di averlo strozzato per ordine di Salvatore Biondino. Il processo inizierà il 10 maggio prossimo.

Indagato per associazione camorristica, truffa aggravata e frode fiscale l'ingegnere Corrado Ferlaino, presidente del Napoli, accusato da alcuni collaboratori di giustizia di aver pagato il clan camorristico di Casal di Principe per conservare un appalto.



11 dicembre: a conclusione dell'inchiesta sulla caduta a Marghera nel novembre 1973 dell'aereo del Sid (Servizio Informazioni Difesa) "Argo 16" in dotazione alla "stay-behind" Gladio che provocò la morte dei quattro componenti l'equipaggio, caduta addebitata ad un sabotaggio compiuto dal servizio segreto israeliano Mossad, il giudice istruttore di Venezia rinvia a giudizio nove imputati. Sono Zvi Zamir, capo del Mossad israeliano all'epoca del sabotaggio, accusato di concorso in strage; gli ex ufficiali e funzionari del Sid Gianadelio Maletti, Giuseppe Castaldo, Giorgio Genovesi, Ambrogio Viviani, Gerardo Capotorto, Antonio Viezzer e Giorgio Lehmann, accusati di soppressione di atti concernenti la sicurezza dello Stato e di favoreggiamento; Silvano Russomanno, già appartenente al Sigsi (Servizio Informazioni Generali e Sicurezza Interna) del ministero dell'Interno, imputato di soppressione di atti. Il magistrato dispone inoltre la competenza del Tribunale dei ministri a giudicare la posizione di Giulio Andreotti, ex ministro della difesa, anch'egli accusato di soppressione di atti.

Concluso a Palermo il processo per le irregolarità nella gestione del Consorzio per il mercato agroalimentare di Catania. Assolti l'ex ministro Salvo Andò, «per non aver commesso il fatto», e l'ex assessore regionale alla Cooperazione Turi Lombardo perché l'abuso contestato è stato dichiarato prescritto essendo passati dieci anni dal fatto. Condannati a due anni di carcere Turi Leanza ex assessore regionale alla Cooperazione, Luigi Mazzei ex vicepresidente del Consorzio, Elio Rossitto consulente dell'ex presidente della Regione Rino Nicolosi, Domenico Cavallaro ex membro del consiglio di amministrazione. Il processo era nato dalle indagini svolte per l'omicidio del funzionario dell'assessorato alla Cooperazione Giovanni Bonsignore, ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1990, che poco prima del delitto era stato trasferito dall'assessore Lombardo che non condivideva le obiezioni di Bonsignore al finanziamento del Consorzio.

Arrestato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa Leo Pangallo, consigliere comunale di Reggio Calabria per i socialdemocratici.



12 dicembre: diventato definitivo l'ergastolo inflitto dalla Corte d'assise di Caltanissetta a Bernardo Provenzano per la strage di Capaci, essendo scaduti i termini entro i quali l'imputato avrebbe potuto presentare ricorso. Altri 23 mafiosi condannati all'ergastolo sono ricorsi in appello. Al processo Provenzano era rappresentato da un difensore d'ufficio. Una delle ipotesi per spiegare il mancato ricorso è che Provenzano sia morto. Tale ipotesi viene esclusa dal suo legale di fiducia, Salvatore Traina, che da qualche tempo non segue più udienze a suo carico fuori Palermo perché i familiari di Provenzano hanno dichiarato di non essere più in grado di pagare le spese processuali.

Concluso a Catania, con 20 ergastoli e 244 anni di reclusione a 22 imputati, il processo "Ariete 2" a 49 presunti affiliati alla cosca di Giuseppe Pulvirenti. Sette gli assolti. Tra i condannati all'ergastolo Antonino Pulvirenti, figlio del capomafia adesso collaboratore di giustizia, accusato di otto omicidi. Condannati a due e tre anni i componenti l'équipe medica che aveva curato un affiliato alla cosca ferito dopo un conflitto a fuoco.

Attentato in un bar di Reggio Emilia abitualmente frequentato da calabresi: qualcuno ha lanciato all'interno una bomba a mano che ha provocato dieci feriti, di cui uno grave. Secondo gli inquirenti potrebbe essere un regolamento di conti legato all'omicidio del calabrese Giuseppe Gesualdo Abramo avvenuto l'8 dicembre.

Chiesta dalla Procura di Palermo l'archiviazione dell'indagine sulla "pista interna" alla comunità Saman per l'omicidio di Mauro Rostagno, che resta impunito. La richiesta riguarda Francesco Cardella, Chicca Roveri e Monica Serra, accusati di favoreggiamento, e i presunti killer Giuseppe Cammisa, Massimo Oldrini, Giuseppe Rallo e Giacomo Bonanno, operatori della comunità.

Arrestato l'imprenditore Giuseppe Sensale, indicato da alcuni collaboratori come appartenente alla famiglia mafiosa diCapaci (Pa) e accusato dal collaboratore Francesco Onorato di essere uno dei responsabili dell'uccisione dell'imprenditore Vincenzo D'Agostino, scomparso nel marzo del '91. L'imprenditore sarebbe stato attirato nella trappola proprio da Sensale che era un suo amico ed ucciso da Salvatore Biondino ed altri componenti della cosca del rione San Lorenzo di Palermo.
Condannati a 22 anni di carcere, dalla Corte d'assise di Torino, i giovani Piero Iavarone, Andrea Demartis, Paolo Trevisan e Fabio Montrucchio ritenuti responsabili dell'uccisione per annegamento nel Po dell'immigrato marocchino Abdellah Doumi, avvenuta il 19 luglio dell'anno scorso.



14 dicembre: la borsa di San Paolo crolla dell'8.5% ai suoi minimi da ottobre e riprendono i massicci deflussi di capitali, che si intensificano con le difficoltà incontrate in parlamento da alcune misure di riforma fiscale

Arrestato Angelo Angelotti, elemento di spicco della banda della Magliana, condannato a 30 anni per concorso in omicidio, associazione di stampo mafioso e traffico internazionale di droga. Era in attesa della sentenza della Corte di Cassazione prevista per gennaio, ma le forze dell'ordine avevano avuto notizia che stesse per scappare in Sud America. 



14 - 15 dicembre: Clinton, primo presidente americano a visitare la Palestina, presenzia insieme ad Arafat all'incontro dei delegati del Consiglio Nazionale Palestinese che deve, secondo gli Accordi di Wye, abrogare la clausola dello statuto palestinese che prevede la distruzione di Israele. Il voto, per alzata di mano, non è unanime ma a grandissima maggioranza.
Pur con questo risultato storico, il successivo incontro di Clinton e Arafat con Netanyahu, al check-point Erez di Gaza, si conclude con un fallimento per l'intransigente posizione di Netanyahu che ripete la parola gergale nakush, per dire niente compromessi con i palestinesi fino a che Arafat non garantisce ampiamente le seguenti condizioni: fine dell'incitamento alla violenza, confisca delle armi illegali, rinuncia ad ogni minaccia di dichiarare unilateralmente l'indipendenza




15 dicembre: Brasile, la borsa di San Paolo crolla dell'8.5% ai suoi minimi da ottobre e riprendono i massicci deflussi di capitali, che si intensificano con le difficoltà incontrate in parlamento da alcune misure di riforma fiscale

La decisione n. 128/1999/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio «sull'introduzione coordinata di un sistema di comunicazioni mobili e senza fili (UMTS) della terza generazione nella Comunità» ha la finalità di agevolare l'introduzione rapida e coordinata nella Comunità di reti e servizi Umts compatibili, secondo i principi del mercato interno ed in base alla domanda commerciale.
Secondo la Decisione, il sistema UMTS dev'essere in grado di soddisfare, come minimo (senza carattere esaustivo), le caratteristiche di cui all'Allegato 1, ossia:
- Capacità multimediali, applicazioni a mobilità completa e a mobilità bassa in diversi ambienti geografici, superiori alle capacità dei sistemi di seconda generazione (GSM).
- Accesso efficiente a Internet, Intranet e ai servizi basati su protocolli Internet (I/P).
- Trasmissioni vocali di elevata qualità, paragonabili a quella delle reti fisse.
- Portabilità del servizio in ambienti UMTS differenti, ove opportuno (per esempio settore pubblico/privato/imprese; fisso/mobile).
- Funzionamento in un ambiente integrato e ininterrotto, incluso il roaming totale con GSM e tra componenti terrestri e satellitari delle reti UMTS

Palermo, udienza preliminare per il processo per l'omicidio di Giuseppe Impastato, per il quale la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio, come mandanti del delitto, del capomafia di Cinisi (Pa) Gaetano Badalamenti, detenuto negli Stati Uniti per traffico droga, e di Vito Palazzolo, agli arresti domiciliari. Presenti, per la richiesta di costituzione di parte civile, la madre Felicia Bartolotta e il fratello Giovanni, il presidente del centro Impastato, Umberto Santino, i rappresentanti di Rifondazione comunista, dell'Ordine dei giornalisti e del Comune di Cinisi. L'udienza preliminare, fissata solo per Palazzolo, è stata rinviata al 10 marzo del '99 in seguito alla richiesta del pm Franca Imbergamo di coinvolgere anche Badalamenti.

Inviato un avviso di garanzia alla segretaria della Camera del Lavoro di Tortolì (Nu), Maria Ausilia Piroddi di Barisardo (Nu), indagata per l'omicidio dei sindacalisti della Cgil Franco Pintus, ucciso il 14 aprile 1997, e Pier Paolo Demurtas, ucciso il 5 giugno 1996. La Piroddi nel '95 era sfuggita ad un agguato e qualcuno aveva tentato di far ricadere la responsabilità su Pintus, facendo ritrovare davanti casa sua un fucile dello stesso tipo usato dagli autori dell'agguato. Nel registro degli indagati ci sarebbero altre 4 persone sospettate a vario titolo di aver preso parte ad una vera e
propria "guerra" all'interno del sindacato nella zona dell'Ogliastra (in provincia di Nuoro): l'imprenditore Adriano Pischedda, socio in un'impresa di pulizie della Piroddi, i fratelli Sebastiano e Salvatore Puggioni, tutti di Barisardo, e il pizzaiolo Mario Cabras di Tortolì.
Arrestati su richiesta della Procura di Palermo 7 imprenditori edili accusati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti pubblici. Uno di loro, Salvatore Geraci, è accusato anche di concorso in associazione mafiosa. L'inchiesta è nata dalle dichiarazioni di Giovanni Brusca e Angelo Siino sugli appalti pubblici banditi dal Comune di Pollina (Pa) tra il '95 e il '97.

Confiscati beni per 10 miliardi a Giuseppe Cosenza, di Palermo, indiziato mafioso e ritenuto prestanome dei fratelli Graviano.

Scarcerati per ordine della Cassazione i tre fratelli Bottani, gli imprenditori edili arrestati il 13 ottobre scorso per ordine della Procura di Milano con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla lottizzazione dell'area ex Iso Rivolta a Bresso. Secondo la Cassazione la Procura di Milano «per un delirio di onnipotenza» pretenderebbe «non solo di esercitare la funzione giudiziaria, ma anche di interferire nell'attività amministrativa della Regione». Dal Polo viene chiesta anche la scarcerazione di Giovanni Terzi, attualmente consigliere al Comune di Milano per Forza Italia, accusato di aver preso 250 milioni di tangenti quando era assessore all'urbanistica a Bresso.



16 – 19 dicembre: Iraq, inizia l’operazione “Volpe del deserto” con l’obiettivo di costringere Saddam Hussein a collaborare con l’Unscom, la commissione speciale delle Nazioni Unite incaricata del disarmo dell’Iraq. Il paese è sottoposto a massicci bombardamenti dell’aviazione anglo americana. Molti missili sono lanciati sull’Iraq dalle navi di stanza nel Golfo Persico.



17 dicembre: perquisita per ordine della Procura di Napoli la sede della Curia arcivescovile nell'ambito di un'indagine su presunte frodi fiscali. Oltre al cardinale Michele Giordano sono indagati l'attuale direttore della Caritas italiana don Elvio Damoli ed esponenti della "Deputazione di San Gennaro", la commissione di laici che si occupa della manutenzione della cappella dove è custodito il tesoro del santo e amministra il patrimonio formatosi con lasciti e donazioni.



18 dicembre: concluso a Reggio Calabria il processo per l'uccisione del giudice Antonino Scopelliti, avvenuta nell'agosto del 1991. Condannati all'ergastolo, come mandanti, Bernardo Provenzano, Giuseppe e Filippo Graviano, Raffaele Ganci, Giuseppe Farinella, Francesco Giuffrè e Nitto Santapaola. Secondo l'accusa gli imputati avrebbero commissionato il delitto alla 'ndrangheta. Nel primo processo alla cupola palermitana erano stati condannati all'ergastolo in primo grado e assolti in appello Totò Riina, Pippo Calò e Pietro Aglieri.

Arrestate per ordine della Procura di Milano 43 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e rapine.

Condannate a Palermo, a pene che vanno da quindici a quattro anni di carcere, 7 persone accusate di estorsione. La pena più elevata a Girolamo Celesia, ritenuto uomo di fiducia del capomafia Gaspare Spatuzza.



19 dicembre: emessi dalla Procura di Milano 11 ordini di custodia per persone ritenute appartenenti al clan della 'ndrangheta di Petilia Policastro (Catanzaro) e operanti in Lombardia. Tra i destinatari del provvedimento il capoclan Pasquale Liotti arrestato in Calabria e Franco Coco Trovato, detenuto ed ex capo del clan operante a Lecco.



20 dicembre: sequestrati all'aeroporto di Genova tre chili di cocaina e arrestate due persone provenienti da Caracas.

Tentato omicidio a Gela (Cl) contro l'agricoltore incensurato Rocco D'Arma che è riuscito a sfuggire ai colpi di arma da fuoco nascondendosi dietro il suo trattore.

Ucciso a Cariati (Cosenza), con diversi colpi di arma da fuoco, il giovane Cataldo Mangone.

Viene reso noto che il duplice omicidio, avvenuto il 2 settembre scorso a Brandico nel Bresciano, dell'ex presidente dell'Azienda municipalizzata igiene urbana di Taranto, Alessio Magistro, e del suo avvocato Stefano Punzi anch'egli di Taranto, sarebbe legato alla rapina di 60 miliardi (in lire italiane) alle Poste centrali di Zurigo dell'autunno del '97. Nei loro abiti erano stati trovati i recapiti telefonici di tre uomini della banda, i cui componenti sono stati quasi tutti arrestati. Secondo gli investigatori l'omicidio sarebbe stato compiuto da un clan camorristico interessato alla parte del bottino (30 miliardi) che ancora non è stata recuperata dalla polizia. Per il duplice omicidio è stato arrestato Domenico Belforte, di Marcianise (Caserta), in soggiorno obbligato a Travagliato (Bs) e ritenuto appartenente al clan camorristico dei Mazzacane.



21 dicembre: 
con Decisione del Consiglio sulla promozione di vie europee per il collegamento tra la formazione e il lavoro incluso l'apprendistato, viene varato il programma europeo Europass, un'iniziativa che, attraverso un documento comunitario, attesta i periodi di formazione all'estero e si situa nel contesto delle attività per promuovere nel contempo l'apprendistato e la mobilità delle persone in formazione

Attentato incendiario nel cantiere della ditta impegnata nei lavori di costruzione dell'acquedotto di Gioiosa Marea (Me). L'intimidazione sembra una risposta alla richiesta fatta dai titolari, Nino, Pietro e Domenico Mollica, di costituirsi parte civile nel processo contro presunti appartenenti a cosche mafiose del Messinese accusati di omicidi ed estorsioni. I tre fratelli erano stati a loro volta accusati di associazione mafiosa ma nei giorni scorsi erano stati prosciolti da ogni accusa.

Sequestrati a Modena oltre dodici chili di eroina proveniente dall'Albania e arrestati 5 albanesi e 2 italiani.

Scarcerato l'ex questore Francesco Forleo perché, pur rimanendo indagato per omicidio volontario del contrabbandiere Vito Ferrarese, secondo il gip «la sua posizione può ritenersi marginale essendo indagato per un singolo episodio del tutto avulso dal contesto criminale che faceva capo alla consorteria del boss Francesco Trane».



22 dicembre: al processo contro 6 presunti estortori per conto del capomafia palermitano Salvatore Cucuzza, ora collaboratore di giustizia, depone Antonino Istrice, ex titolare di un pub costretto a cedere l'attività per le estorsioni subìte e ora sotto protezione per avere denunciato i suoi taglieggiatori.

Arrestate a Cesa (Caserta) 4 persone, e una quinta è ricercata, dopo le denunce di estorsione da parte di un imprenditore di cui non sono state date le generalità.



23 dicembre: uccisi a Udine, in un attentato contro un negozio con una bomba inserita tra la saracinesca e la porta, tre agenti di polizia, Giuseppe Zanier, Adriano Ruttar e Paolo Cragnolino, e feriti l'agente Paolo Alberto Bianco e il proprietario del negozio Paolo Albertini. Si sospetta che l'attentato sia opera del racket delle estorsioni, ma il proprietario nega di avere ricevuto richieste.

Il capomafia di Partinico Vito Vitale, interrogato dal pm (come previsto per tutti i genitori di minori sottoposti a procedimento penale) sul figlio minorenne accusato di associazione mafiosa, ha dichiarato: «Ho insegnato a mio figlio solo campagna e scuola. Ho paura di saperlo in carcere, perché fra tanti ragazzi c'è sempre quello soggetto a vizi. Mio figlio è oro e augurerei a tante famiglie di avere dei figli come i miei. Mio figlio non può avere le colpe di suo padre perché io debbo essere ancora giudicato. Non avrei mai coinvolto mio figlio in nulla, già bastano le tragedie che stiamo vivendo noi innocenti».

Distrutta da un attentato a Monreale (Pa) la villa dell'ispettore forestale Leonardo Gullo, suocero di Giovanni La Corte, collaboratore dell'amministrazione comunale. La notte di Natale verrà data alle fiamme l'auto del vicesindaco Claudio Burgio.
Chiesto dal sindaco Salvino Pantuso l'intervento della Commissione antimafia perché questi attentati seguono a una serie di intimidazioni e aggressioni contro assessori e consiglieri comunali.



24 dicembre: ucciso ad Orgosolo (Nu) il sacerdote Graziano Muntoni, viceparroco del paese. Si esclude ogni collegamento con i sequestri di persona. Don Muntoni, ordinato sacerdote in età matura, dopo aver lavorato come insegnante alle medie, era impegnato con i giovani e non si esclude che l'omicidio sia opera di qualche teppista. Un'altra ipotesi è che il sacerdote stesse per rivelare il nome del responsabile dell'omicidio del giovane Giorgio Manca, ucciso l'agosto scorso dopo una lite per futili motivi davanti a decine di coetanei. Il vescovo invita a parlare, ma gli interrogatori degli inquirenti non avrebbero dato nessun risultato.



25 dicembre: trovato ad Agrigento, davanti l'ingresso di una discoteca, un ordigno confezionato con gelatina esplosiva e bulloni di ferro. E' l'ultimo di una serie di attentati del racket.



26 dicembre: Vittoria (Rg) il collaboratore di giustizia Orazio Sciortino, ex appartenente alla cosca Dominante, tenta il suicidio. Sciortino era ritornato a Vittoria, da una residenza segreta, da venti giorni, assieme alla famiglia. Il 31 dicembre, dopo alcune minacce ricevute dal fratello, verrà di nuovo inserito nel programma di protezione.



28 dicembre: condannati all'ergastolo, dalla Corte d'assise di Palermo, Gaspare Spatuzza, Luigi Giacalone, Cosimo Lo Nigro e Francesco Giuliano per l'omicidio, avvenuto cinque anni fa, di Diego Alaimo, un piccolo ladro di auto sospettato di essere confidente della polizia. Salvatore Grigoli, uno dei collaboratori che ha permesso di ricostruire l'omicidio e che si è autoaccusato, è stato condannato a quindici anni.

I genitori di Nico Querulo, il bambino catanese accecato da un proiettile in una sparatoria avvenuta il 7 aprile, dichiarano di non volere costituirsi parte civile nel processo contro i presunti responsabili. Affermano di essere delusi perché alcuni degli arrestati sono stati subito liberati e dicono di non volere risarcimenti dai responsabili del ferimento.



29 dicembre: viene data notizia che si sono costituiti agli inizi di dicembre due latitanti autori degli attentati con autobombe commessi a Napoli il 17 aprile e il 2 ottobre. Si tratta di Pasquale Acciarino e Italo Gallo. Rimangono latitanti i mandanti: Ciro Armento e Pietro Licciardi.



30 dicembre: arrestato a Firenze il latitante Ciro Piccirillo, originario di Napoli e considerato esponente della camorra della zona di Mergellina.

Rinviate a giudizio dal gip di Palermo 85 persone accusate di sessanta omicidi tra gli anni '70 e '80. Verranno processate assieme ad altre 40 già a giudizio da due anni nel processo denominato "Tempesta" che sta per ricominciare per il trasferimento ad altro ufficio del presidente della Corte d'assise. Tra gli omicidi contestati quello del capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, ucciso il 13 giugno 1983 assieme all'appuntato Giuseppe Bommarito e al carabiniere Pietro Morici. Gli imputati sono tutti esponenti delle famiglie mafiose di Palermo. Tra loro 18 sono collaboratori di giustizia.



31 dicembre: le banche centrali degli Undici, in accordo con la Commissione Europea ed i rispettivi ministri finanziari, fissano i tassi di conversione "irrevocabili e definitivi" tra le singole valute nazionali ed il nascente Euro. Per quanto riguarda l'Italia, 1 euro equivale a 1936,27 lire.

Ucciso a Marcianise (Caserta) Vincenzo Argenziano, probabilmente assassinato perché nel ristorante di cui era titolare erano soliti ritrovarsi alcuni esponenti del clan camorristico dei Mazzacane-Belforte


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