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1971 1° gennaio - 30 giugno

1° gennaio: Palermo, falliscono per un errore degli esecutori, gli attentati al palazzo comunale, all’Ente minerario e agli assessorati all’Agricoltura, Lavoro e Sanità.

Vittoria (Ragusa), a poca distanza dai negozi ricchi di merce, muore di fame la piccola Giuseppina Gallano, figlia di una ragazza di 17 anni che vive sola e di stenti.

Verbania, centinaia di persone partecipano alla veglia di Capodanno davanti al carcere di Pallanza per solidarizzare con i lavoratori della Rhodiatoce incarcerati. Tra la folla i volti noti del regista Elio Petri e dell’attore Gian Maria Volonté impegnati nelle riprese de La classe operaia va in Paradiso.



4 gennaio: riprendono, dopo un mese di sospensione, i massicci bombardamenti dei B-52 americani sulle province vietnamite di Quang Tri e Thua Thiem, a sud della zona smilitarizzata. Riprendono anche i raids su Laos e Cambogia.

Tresigallo (Ferrara), un’assemblea straordinaria alla presenza di parlamentari, amministratori pubblici e sindacalisti avanza la proposta della gestione cooperativa per la Colgate - live, occupata dai lavoratori da 70 giorni. La proprietà americana vuole smantellare la fabbrica.



5 gennaio: riprendono gli scioperi dei marittimi per il contratto.



6 Gennaio: il gran maestro Lino Salvini cerca di sottrarre il controllo della loggia P2 a Licio Gelli. Salvini delibera la costituzione della P1 (Loggia Propaganda numero 1), segreta ed elitaria. Ne nomina Licio Gelli primo sorvegliante, Domenico Bernardi secondo sorvegliante e Alessandro Del Bene oratore. Nell'atto di costituzione è scritto che "la segretezza dei partecipanti sarà assicurata dall'uso di mantelli neri, cappucci neri, guanti bianchi che celino accuratamente la persona". Si profilana un conflitto tra Salvini e Gelli. Con la costituzione della Loggia P1 Salvini vuole istituire un contraltare alla Loggia P2, ma l'iniziativa non avrà un seguito pratico.



7 gennaio: Milano, un attentato provoca un vasto incendio in un deposito di copertoni della Pirelli - Bicocca. L’operaio Gianfranco Carminati perde la vita durante l’opera di spegnimento. L'azione, che in sede giudiziaria verrà attribuita al Mar (Movimento Azione Rivoluzionaria), si colloca temporalmente in concomitanza con le prime azioni delle Brigate Rosse a Milano.

Milano, Guido Viola, sostituto procuratore incaricato delle indagini sulla morte dello studente Saverio Saltarelli, è sollevato dall’incarico per decisione del procuratore capo De Peppo. L'inchiesta è affidata a Ferdinando Pomarici.

Torino, cessa dall’incarico il questore Filippo De Nardis, che passa a dirigere l’Ispettorato generale di Ps presso il Quirinale.

Porto Marghera, scendono in agitazione i lavoratori del Petrolchimico, la più importante concentrazione operaia del gruppo Montedison. Oltre al sindacato, è attivo nella lotta il Comitato di base. In è particolare è chiesta l’assunzione degli operai delle imprese satellite e la riduzione dell’orario di lavoro effettivo per i dipendenti stabili, attuata mediante il blocco degli straordinari.

L’ex cotonificio Valle Susa, già di proprietà di Felice Riva ed ora del gruppo Montedison, è presidiato dagli operai contro il piano di ristrutturazione che in realtà investe tutto il complesso e che prevede la concentrazione dell’attività in alcuni stabilimenti del gruppo e il recupero della produttività attraverso l’aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro. Gli operai denunciano anche la possibile chiusura degli stabilimenti.

Bari, estremisti di destra penetrano nel corso della notte nella sede dell’Unione m-l in via Andrea da Bari e, dopo averla devastata, rubano alcuni oggetti.

Mantova, estremisti di destra penetrano nella sede del movimento studentesco e, dopo averla devastata, tracciano sulle pareti scritte inneggianti al fascismo.



8 gennaio: Milano, denunciati una ventina di esponenti del movimento studentesco per manifestazione non autorizzata (perché il corteo del 12 dicembre 1970 è uscito dal percorso concordato), per resistenza e oltraggio.

Novara, i lavoratori della Falconi occupano il palazzo comunale per protestare contro il disimpegno del governo e delle autorità nei confronti della loro vertenza, che vede in gioco la sopravvivenza stessa della fabbrica.

In una nota informativa il confidente della divisione Affari riservati Enrico Rovelli, nome in codice “Anna Bolena”, riferisce che il giorno successivo agli attentati ai treni, trovandosi a Rimini in compagnia di Tito Pulsinelli, apprese da questi della probabile responsabilità di Nino Sottosanti nell’operazione. E di aver saputo che questi era collegato a Serafino Di Luia con il quale si era incontrato alla stazione Termini di Roma nel settembre 1969. Afferma inoltre che Nino Sottosanti aveva riferito alla Farvo che gli appartenenti a Nuova repubblica avevano disponibilità di esplosivi.



9 gennaio: Giordania, l'esercito di re Hussein attacca anche le postazioni palestinesi nel nord del paese e in particolare a Salt, Jerash, Ruscifah e nei campi profughi presso la capitale. Arafat ha lancia un appello ai capi arabi.

Riprendono le agitazioni alla Brion Vega di Milano, per aumenti salariali (le paghe si aggirano intorno alle 65.000 lire mensili) e contro le impossibili condizioni di lavoro.

Verbania, denunciati altri 3 lavoratori della Rhodiatoce per blocco stradale e ferroviario.

L’Aerfer di Pomigliano (Na), lavora essenzialmente su commesse 
americane, effettua la serrata nel corso della vertenza su cottimo, qualifiche e diritti sindacali.



9 –10 gennaio: Roma, si svolge una riunione della direzione nazionale del Mpon (Movimento politico Ordine Nuovo), presieduta da Clemente Graziani, in cui vengono “discusse e definite linea politica, attività e programmi per il 1971”.



10 gennaio: Roma, il presidente del Consiglio Emilio Colombo, in un discorso alla Camera chiede ai sindacati di mettere in condizione le aziende di lavorare e produrre, suscitando profonda irritazione negli ambienti sindacali.



11 gennaio: Giordania, l’attacco alle postazioni palestinesi prosegue congiuntamente dall'esercito giordano e dall'aviazione israeliana. Dopo che re Hussein ha respinto l’iniziativa dei capi di stato arabi, il tunisino Ladgham minaccia la propria rinuncia all’attività di mediatore fra le parti.



12 gennaio: assalito con lanci di pietre, un treno che trasporta un reparto della celere a Reggio Calabria. L’agente Antonio Bellotti è colpito al capo e morirà dopo 16 giorni di coma. Il 20 gennaio saranno arrestate quattro persone ritenute responsabili dell’assalto.

Milano, il pretore assolve Giuseppe Bonora e Giorgio Eugenia, membri della commissione interna della Sit Siemens, denunciati per un corteo interno e poi colpiti dalla rappresaglia: il primo licenziato in tronco, il secondo sospeso.

Varese, scioperano i lavoratori della Ignis Ire per rilanciare la piattaforma rivendicativa e respingere le trattenute anti-sciopero. Si sciopera anche alla Fiat Ferriere e a Pizzighettone (Cremona) per solidarietà con i lavoratori dell’Ata Pirelli.



13 gennaio: Giordania, dopo la proclamazione di uno sciopero generale indetto dalla Unione sindacati operai, si raggiunge un accordo fra il primo ministro e i leaders della resistenza.

Palermo, 17 operai della Sicilfiat vengono denunciati per blocco stradale, alla vigilia della lotta per il contratto. Altre 4 denunce sono spiccate a Piombino, contro i lavoratori dell’Italsider Giancarlo Pietrini, Piero Mei, Antonio Vegni ed Elio Santucci.

Iglesias, i minatori manifestano contro i piani di smantellamento delle miniere sarde.

I lavoratori della Falconi di Novara manifestano a Roma.

Milano, la polizia interviene all’Iti Feltrinelli occupato dagli studenti. La situazione è tesa anche per la rimozione dall’incarico di due professori che hanno solidarizzato con gli studenti. Viene invece sospesa la occupazione al VI Iti, dopo che il preside ha accettato le richieste di revoca di tre sospensioni comminate, agibilità politica per il movimento e partecipazione di studenti ai lavori del prescrutinio.

Piombino, denunciati
i lavoratori dell’Italsider Giancarlo Pietrini, Piero Mei, Antonio Vegni ed Elio Santucci per fatti avvenuti durante la lotta per il contratto di lavoro



14 gennaio: Roma, sono diffusi i risultati dei lavori della Commissione sul fallito colpo di Stato del 1964. La commissione parlamentare anche se non ha potuto prendere visione del piano Solo per i tanti segreti di Stato (gli "omissis") invocati dal governo, conclude i suoi lavori e presenta la relazione finale che viene sottoscritta dalla DC, PSI, PSU e PRI. Nel documento si esclude che vi sia mai stato un tentativo di colpo di Stato. Contemporaneamente si avanzano delle proposte per formare una commissione per il riordino dei servizi segreti. Presentate anche le altre tre relazioni dell'opposizione - della sinistra in particolare - che dicevano e sapevano ben altro: che il golpe nel '64 c'era stato (tutti ignorano ancora quello del 7 dicembre 1970 di Borghese) e che erano accaduti quel giorno dei fatti gravissimi: oltre a una struttura eversiva guidata del generale De Lorenzo, c'era a fiancheggiarla anche una fantomatica struttura parallela ai servizi segreti, ancora più potente. Così autorevole e molto bene organizzata che era stata in grado di raggiungere gli scopi prefissati senza dover ricorrere al colpo di stato.

Su questa fantomatica struttura segreta di cui nessuno sapeva il nome si discusse per anni, ed emergerà come un'ombra ad ogni processo sui presunti organizzatori e autori della "strategia della tensione" e quindi colpevoli di attentati e stragi, a partire da Piazza Fontana. Verrà debolmente alla luce quando: a) nel 1973 verrà incriminato Giannettini; b) Quando nei suoi confronti verrà spiccato un mandato di cattura il 14 agosto del 1974, dopo che il 20 giugno era stato riconosciuto come agente informatore del Sid dal ministro della difesa Andreotti; c) Quando arresteranno nel 1976 il capo dell'ufficio D del SID per aver fatto fuggire lo stesso Giannettini. d) quando nel processo di Catanzaro Giannettini nel 1979 fu condannato all'ergastolo con Freda e Ventura per la strage di Piazza Fontana (assolti poi il 1° agosto 1985 dalla Cassazione).
Il 18 ottobre 1990 finalmente si scoprì il nome di questa struttura: Gladio, una organizzazione clandestina volta a contrastare anche con mezzi militari, l'avanzata del comunismo.
A curare i tanti omissis contenuti nella carte dell'inchiesta sul piano Solo c'era il sottosegretario alla difesa Francesco Cossiga. E fu lui poi nel 1990 e negli anni successivi a difendere la legittimità della misteriosa organizzazione paramilitare.

Pozzuoli (Na), sciopero generale per l’occupazione. A Varese, manifestano i lavoratori dell’Aviomacchi e a Desio (Milano), quelli dell’Autobianchi.

Trento, militanti di destra incendiano la sede di Lotta continua. Poco dopo sarà incendiata anche la sede della Cisnal.



15 gennaio: Milano, la polizia irrompe all'Itis Feltrinelli rioccupato dagli studenti che, a loro volta, escono dai tetti e tentano di assediare la polizia. Durante gli scontri, la polizia spara candelotti di ferro ad altezza d'uomo. Il preside Nigro effettua una serrata di tre giorni. Riprende nel frattempo la lotta degli studenti delle professionali che manifestano in mattinata davanti al Provveditorato.

Sciopero nazionale dei portuali. Manifestazioni a Genova e Napoli.

Torino, scioperano i lavoratori della Lancia e della Fiat per rispondere al taglio dei salari per effetto degli scioperi. A Milano, si riuniscono i consigli dei delegati fra i quali Borletti, Falck, Autobianchi per rispondere unitariamente alle rappresaglie padronali: in particolare all'Autobianchi sono state comminate 2.000 multe per la partecipazione agli scioperi. E’ stato invece firmato l’accordo alla Borletti. Ad Arzignano (Vicenza), i lavoratori della Pellizzari presidiano il municipio per chiedere il passaggio all’Iri dello stabilimento e l’intervento dei comuni della zona.

Valle del Belice, giornata di lotta per la rinascita.

Milano, in via Mancini, estremisti di destra aggrediscono e feriscono tre militanti del Pci.



16 aprile: Roma, militanti missini aggrediscono, nei pressi della sezione Nomentano, aderenti al Pci che avevano protestato contro la provocatoria affissione di manifesti nei pressi della loro sezione.



17 gennaio: scioperi in Polonia. Il segretario del Partito operaio polacco, Edward Gerek, attribuisce al suo predecessore Wladislaw Gomulka la responsabilità della crisi.

Roma, nella sede del Fn (Fronte Nazionale), in via XXI Aprile, si riuniscono i dirigenti nazionali e i delegati provinciali dell'organizzazione per fare il punto della situazione dopo il fallimento dell'azione insurrezionale nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970. Junio Valerio Borghese finisce sotto accusa soprattutto a causa del contrordine impartito nel pieno dell'azione. Sono presenti, tra gli altri, Remo Orlandini, Mario Rosa, Dante Ciabatti, Giovanni De Rosa, Tommaso Adami Rook, Salvatore Drago, Lorenzo Pinto, Enrico Bonvicini, Salvatore Pecorella, Giuseppe Lo Vecchio, Giacomo Micalizio, Eliodoro Pomar, i fratelli Fabio e Alfredo De Felice, Torquato Nicoli, Felice Costantini, Filippo De Jorio e Giancarlo De Marchi, il quale "offre ingenti finanziamenti per attività future". Dalla riunione la posizione di Borghese esce fortemente indebolita.

Bari, incendiata la sede dell’Unione dei comunisti marxisti leninisti.



18 Gennaio: Trento, ore tre del mattino. Una pattuglia di polizia scopre ai piedi del monu­mento ai caduti, nella piazza in cui s’affaccia il Palazzo di Giustizia, un micidiale ordigno esplosivo contenuto in una sacca sportiva. Si tratta di un razzo antigrandine innescato con un meccanismo a pendolo, predisposto ad esplodere appena qualcuno, anche acciden­talmente, avesse toccato la sacca. La bomba, come afferma il giudice istruttore Antonino Crea, è stata “volutamente, con diabolica malizia collocata là dove il mattino successivo doveva essere tenuta una manifestazione pub­blica”. Quella mattina si doveva svolgere un processo contro alcuni militanti della sinistra, per questo, era stata convocata una manife­stazione di solida­rietà. Qualcuno avrebbe sicuramente toccato la borsa, provocando una strage. Ovviamente se fosse riuscita, la colpa sarebbe ricaduta sui manifestanti accusati d’andare in piazza “con le bombe in tasca”. Sarebbe stato l’ottavo attentato dinamitardo a Trento nello spazio di quattro mesi. Il primo è stato il 10 settembre con una bomba esplosa sui binari ferroviari; il 4 ottobre è la volta di tre ordigni che esplodono nei cinema Roma, Vittoria e al Teatro Sociale. Il 17 ottobre un’altra esplosione avviene nel gabinetto del primo piano del Comune. Poi il 17 gennaio due bombe distruggono l’auto di un sindacalista e la Casa dello Studente. Una provocazione in grande stile. Ma questa volta qualcosa s’inceppa nel mec­canismo: la manifestazione è revo­cata. L’indomani in piazza non ci sarebbero stati i rossi, ma gli ignari cittadini di Trento. Nella notte l’ordigno è localizzato con inusitata prontezza dal capo dell’Ufficio politico, Saverio Molino che personalmente, con rara perizia, disinne­sca e neutralizza la bomba. Il 7 novembre 1972 Lotta Continua pubblica un servizio dal ti­tolo: “Trento, 18 gennaio 1971. La polizia organizza un attentato destinato a fare un mas­sa­cro”. Il quotidiano afferma d’essere in possesso della confessione di un giovane che di­chiara d’aver collocato la bomba per conto della polizia. Lotta Continua è denunciata per “propalazione di notizie tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico”. E’ istruito il processo che si protrae per tre anni e finisce con l’assoluzione di Lotta Continua. Ciò equivale ad affermare che il giornale ha scritto una cosa vera. La magistratura di Trento deve così aprire una nuova istruttoria (1976) che porta ad una serie di clamorosi ar­resti. La strada ai magistrati è aperta da un dossier for­nito dalla Guardia di Finanza che chiama direttamente in causa i servizi segreti. Il fascicolo è un’autentica miniera d’informazioni segrete, note confidenziali, rapporti di riunioni al vertice che, confermati dall’istruttoria, portano, il 27 gennaio 1977, all’arresto del vice questore Saverio Molino, del colonnello dei carabinieri Michele Santoro e del colonnello del SID Angelo Pignatelli. Tutti e tre hanno alle spalle una lunga militanza nella strategia della tensione. I giudici accuse­ranno formalmente come manovali del terrore Sergio Zani e Claudio Widmann, ambedue al servizio dei corpi separati dello stato. Che i due siano stati al servizio dei vari apparati segreti, è certificato dall’istruttoria del pubblico ministero Franco Simeoni: “Può, in conclu­sione, affermarsi che certamente Zani era in contatto, in qualità di informatore (…) col SID e, forse, con il colonnello Santoro fin dall’autunno 1970; che il Widmann era dalla suddetta epoca con (…) il SID; che entrambi divennero confidenti anche della questura di Trento subito dopo il 18 gennaio 1971”. “Il caso delle bombe di Trento - scrive Giuseppe De Lutiis in Storia dei servizi segreti in Italia - è forse l’episodio nel quale ci si è maggiormente avvi­cinati alla possibilità con­creta di individuare e colpire i mandanti della strategia del terrore”. La ricostruzione dei giudici mette infatti a nudo una storia allucinante. Il 31 gennaio 1977, difendendosi dalle accuse, il colonnello Santoro affermerà che subito dopo il ritrovamento della bomba nella piazza, l’allora comandante della Legione di Bolzano dei carabinieri, colon­nello Giulio Grassini (piduista, poi capo del Sisde N.d.R.) aveva imposto il segreto sull’informazione. Questa non aveva fatto un millimetro in direzione dei giudici, che erano rimasti all’oscuro. In com­penso aveva fatto tutta la trafila verticale interna, risalendo rapida­mente la scala gerar­chica: il colonnello Santoro ne riferisce al colonnello Grassini, che riferisce al gene­rale Verri, comandante della divisione Pastrengo, il quale a sua volta informa il coman­dante generale dell’arma Corrado Sangiorgio. Questi, in data 5 giugno 1971, ne aveva rife­rito direttamente al ministro dell’interno Franco Restivo, “considerato che nell’informativa vi era cenno all’attività svolta dalla questura di Trento”. Il ministro della Difesa Tanassi era stato preventivamente informato - osservano i giudici - e anche il Presi­dente del Consiglio ne fu probabilmente messo al corrente - in base all’articolo 28 del regola­mento in casi dì particolare gravità: nell’estate del 1971 i vertici politici e militari sapevano che un terrorista aveva deposto una bomba in piazza per conto della polizia. Nessuno ne informò la magi­stratura.

Ma il gioco era stato ancora più sottile. Zani e Widmann (nomi di copertura Sartana e Lu­cas) fin dal 1970 sono confidenti del servizio informazioni della Guardia di Finanza diretto dal capitano Lucio Siragusa. Contemporaneamente operavano per conto del colonnello An­gelo Pignatelli del SID. L’8 febbraio esplode un ordigno nelle adiacenze del palazzo della Regione. l 12 altri due: uno sistemato in un cassone di sabbia nei pressi del castello del Buon Consi­glio, in occasione di un’altra manifestazione pubblica, verrà scoperto dalla poli­zia prima dello scoppio. Il secondo, invece, posto sul Doss al Mausoleo di Cesare Battisti, esploderà. Il giorno prima Zani e Widmann avevano comunicato a Molino, presente il braccio destro di Siragusa, maresciallo Salvatore Saija, “luoghi e ora di colloca­mento dei due ordigni” (atti G.I. di Trento, Antonino Crea). Nel rapporto scritto per il colonnello Grassini, Santoro, in collaborazione con il maresciallo Luigi D’Andrea, cercherà, giovandosi delle informazioni attribuite al duo Zani-Widmann, di rovesciare la responsabilità sulla Guardia di Finanza.

(…) Dietro le bombe - si legge - si nasconde un traffico di contrabbando di vasta portata che va a rimpinzare le tasche di grassi borghesi (..) Si tratta di contrabbandieri in stretti rapporti con altre persone dette Beini (in gergo, finanzieri corrotti) sotto la cui protezione praticano il contrabbando (..) Non appena il soggetto fece riferimento a persone che ap­partengono ad altro corpo di polizia, lo scrivente interrompeva le indagini. I connotati delle per­sone che avrebbero proposto la collocazione degli ordigni possono corri­spondere a quelli del capitano della Guardia di Finanza dell‘Ufficio I di Bol­zano Siragusa Lucio e a quelli del maresciallo (..) Saija Salvatore (..) I con­notati delle due persone che avrebbero collocato le bombe appaiono corri­spondenti a quelli di Gatscher Eugenio e Hofer Edoardo” (atti inchiesta (G.I. di Trento Antonino Crea). Analogo rapporto contenente la stessa “falsa rico­stru­zione dei fatti” (idem) sarà inviato dal colonnello Pignatelli al capo dell’ufficio D del SID, Federico Gasca Queirazza. Un anno dopo (2 maggio 1972) fal­lisce una nuova provocazione. Ad un posto di blocco della Finanza è fermato Luigi Bion­daro, attivista della Cisnal e impegnato nella campagna elettorale del MSI. Nell’auto sono trovato armi ed esplosivi (forniti dal vero­nese Gianfranco Pedrotti ndr) che debbono servire per arredare un covo di terroristi, natural­mente rossi. “Nel quadro delle operazioni di preven­zione d’attività crimi­nose, incappava giorni fa in un posto di blocco della Guardia di Fi­nanza presso Trento, un furgone guidato dal fascista Biondaro. Il furgone era ca­rico di armi ed esplosivo. A sua giustificazione il Biondaro affermò che stava lavorando per conto dei carabinieri. Fu convocata immediatamente una riunione straordinaria tra il tenente colon­nello della Guardia di Finanza, il colon­nello Santoro dei carabinieri e il procuratore della repubblica Mario Agostini. Nonostante la fiera opposizione del tenente colonnello della Fi­nanza, che intendeva trarre pubblicità e merito dall‘operazione, prevalse la linea di San­toro di mettere tutto a tacere” (pubblicato su Lotta Continua e citato in G.P. Testa, La strage di Peteano, pag. 11).

Riprendono gli scioperi articolati dei lavoratori del settore gomma-plastica.



18 gennaio: Milano, migliaia di studenti sfilano in solidarietà con i loro compagni del Feltrinelli.

Monza, protestano una sessantina di detenuti del locale carcere, rifiutandosi di rientrare in cella. Chiedono la revisione del regolamento carcerario.



19 gennaio: De Mita riafferma alla direzione DC (lo aveva già fatto nel 1969 a Firenze, chiedendo un patto costituzionale aperto al PCI) che "il partito non può proprio rifiutare l'offerta di disponibilità di collaborazione che viene dal PCI".

Roma, migliaia di coltivatori e mezzadri manifestano per sollecitare l’approvazione della nuova legge sui fitti, per iniziativa dell’Alleanza, Acli, Uci e cooperative agricole.

Treviso, un gruppo di detenuti che ha effettuato uno sciopero della fame, emette un comunicato che viene pubblicato soltanto dal Manifesto. Vi si legge che il carcere è uno “strumento brutale a carattere unicamente repressivo e terroristicamente punitivo. La cosiddetta rieducazione è una colossale mistificazione; in realtà, il detenuto sottoposto alla ‘terapia detentiva’ non fa altro che abituarsi e, completamente represso, regredisce in tutti i sensi”.



20 gennaio: Reggio Calabria, arrestato Giuseppe Liconti, sospettato insieme ad altri giovani di aver partecipato ai tafferugli nel corso dei quali era stato ucciso, con una sassata, l’agente di Ps Antonino Bellotti.



21 gennaio: il Sid decide di non informare la magistratura e le forze di polizia (Ps e carabinieri) del contenuto delle notizie riferite dal confidente “Avorio”, infiltrato negli ambienti di Avanguardia nazionale a Trento, sul possesso di armi e di esplosivi da parte del gruppo.

Il segretario nazionale del Pci, Luigi Longo, in occasione del 50° anniversario della fondazione del partito, in un articolo pubblicato sulla Pravda auspica la formazione di “nuovi equilibri politici in Italia” e afferma che “pur essendo un partito di opposizione, siamo un partito di governo, nel senso che pesiamo in modo più o meno grande su tutte le questioni che interessano le masse”.

Milano, presidio dei lavoratori della Pirelli davanti al grattacielo Pirelli (il Pirellone).



22 gennaio: Reggio Calabria, la polizia reprime e disperde con lancio di gas lacrimogeni i manifestanti che circondano le sedi di Pci e Psi.

Roma, viene costituita con sede in corso Vittorio Emanuele n.18 (dove aveva sede l’Istituto di studi militari Nicola Marselli ndr) l’Associazione parlamentare di studi per le Forze armate, alla quale aderiscono i democristiani Giuseppe Zamberletti, Bartolomeo Ciccardini, Rodolfo Tambroni Armaroli, Ruggero Vi1la, Gustavo De Meo; i liberali Umberto Bonaldi e Ugo D’Andrea; il repubblicano Randolfo Pacciardi. Segretario viene nominato Paolo Possenti. Contestualmente, gli stessi promotori danno vita alla Associazione amici delle Forze armate, sempre con sede in corso Vittorio Emanuele n. 18, di cui viene nominato segretario generale Gino Ragno. Organo di stampa di entrambe le associazioni è il periodico Rassegna militare, di cui è direttore responsabile il generale di brigata della riserva Vincenzo Fasanotti, inizialmente responsabile dell’Istituto di studi militari Nicola Marselli.

Torino, la Fiat riduce l’orario e conseguentemente il salario, a 8.000 lavoratori.

Padova, occupata la facoltà di Chimica contro la riforma presentata dal governo che prevede la istituzione dei dottorati e una composizione degli organi di governo degli atenei che penalizza la rappresentanza studentesca.



23 gennaio: l'Unità pubblica la notizia di un campeggio paramilitare fascista svoltosi sulle Alpi trentine. Si scoprono altri campeggi paramilitari, in varie località italiane, spesso finanziati dal ministero della Difesa, tramite le associazioni d'arma.

Milano, numerose famiglie provenienti dai centri sfrattati di Quinto Romano e Figino e occupanti palazzine Iacp di Villapizzone e Mac Mahon, sono scacciate dalla polizia. Bilancio: 66 feriti, 25 arresti, 17 militanti della sinistra rivoluzionaria finiscono a San Vittore.

Milano, la polizia disperde manifestanti del Msi al termine di un comizio dell'on. Franco Servello.

Palermo, gli operai edili allontanano dopo violenti scontri decine di estremisti di destra che si erano infiltrati in una loro manifestazione.



24 gennaio: Pachino (Siracusa), due militanti del Pci rimangono feriti dall’esplosione di un ordigno piazzato davanti alla porta della loro sezione.



25 gennaio: un commando delle Brigate Rosse colloca bombe incendiarie sotto otto autocarri, distruggendone tre, sulla pista di Lainate (Mi) dove la Pirelli prova i pneumatici.

Uganda, un colpo di stato depone il presidente Obote. Sale al potere il generale Idi Amin Dada.

Reggio Calabria, la polizia attacca le barricate dei dimostranti al quartiere Sbarre.

Siracusa, sgomberate le palazzine Iacp occupate da 120 famiglie. Arrestate sette persone.



26 gennaio: giornata nazionale di lotta dei lavoratori dell’edilizia.

Reggio Calabria, proseguono gli scontri tra polizia e dimostranti per Reggio capoluogo. Mezzi blindati sono disposti a difesa degli edifici pubblici.



27 gennaio: Roma, si riunisce nella sede di un circolo culturale, il direttivo del Fronte nazionale per discutere sull’opportunità o meno di riprendere l’azione. Sono presenti: Filippo De Jorio, Remo Orlandini, Fabio De Felice, Alberto De Felice, Dante Ciabatti, Giuseppe Zanelli, Dimitri Quattrone, Enrico Bonvicini.

Torino: sciopera la Fiat spa di Stura. Sciopero generale a Castelfranco Veneto per sbloccare la crisi del gruppo Confitex. A La Spezia, si è firmato l’accordo per il Muggiano.

Milano, si apre il processo contro 25 arrestati per l’occupazione delle case di via Mac Mahon, accusati di resistenza, oltraggio ed occupazione abusiva: 13 fra essi ottengono la libertà provvisoria. In coincidenza con l’apertura del processo, gli studenti del liceo Cremona tengono una conferenza stampa per rivendicare la libertà per due loro compagni, che sono fra gli imputati: la richiesta è appoggiata, con motivazioni differenti, anche dal preside Ettore Orlandini. Altra conferenza stampa è tenuta dalle studentesse del magistrale Agnesi che contestano la ristrutturazione dei corsi. Manifestano ancora gli studenti delle scuole professionali.



28 gennaio: Roma, il vice segretario nazionale del Pci Enrico Berlinguer dichiara che la rivolta di Reggio Calabria è, in realtà, una “vergognosa rissa tra cricche locali colpite dall’avvento delle Regioni. Alti personaggi – afferma – del governo e della Dc hanno continuato ad agire in modo da fomentare gli intrighi di notabili locali e le rivalità municipalistiche”.

Napoli, aderenti al Fuan aggrediscono gli studenti che escono da un’assemblea del movimento studentesco.

Brescia, scioperano gli studenti medi.



29 gennaio: Reggio Calabria, manifestanti impegnano per tre ore la polizia che cerca di impedire l'assalto alla federazione del Pci.

Sesto San Giovanni (Milano), sciopero cittadino a sostegno delle vertenze e in solidarietà agli operai della Falck i cui salari sono stati decurtati per aver scioperato. A Milano, scioperano e manifestano i metalmeccanici e i la voratori della gomma. La polizia ha vietato una contemporanea manifestazione studentesca, caricando poi il corteo che si era formato e arrestando 2 studenti. Nell’occasione, estremisti di destra esplodono razzi contro militanti di sinistra, rifugiandosi successivamente in un bar. A Brescia, sfilano quasi 10.000 operai metallurgici e 20.000 a Napoli, in testa quelli di Aerfer, Italsider, Selenia. A Livorno, si svolge uno sciopero provinciale contro l’aumento delle imposte di consumo e per rivendicare la riforma fiscale.



30 gennaio: Roma, decine di neofascisti, armati di mazze e bastoni, assaltano la facoltà di Scienze politiche occupata dagli studenti.

Una nota informativa anonima della divisione Affari riservati riferisce sui tentativi di Giorgio Almirante di far rientrare nel Msi i dissidenti di An e Fn, portando ad esempio l’accordo raggiunto “specialmente a Reggio Calabria” sul piano attivistico con gli esponenti degli stessi gruppi, in attesa di raggiungere un accordo in campo nazionale, “tenendo conto anche della particolare posizione del Comandante nei riguardi delle organizzazioni combattentistiche”.

Firmato il contratto nazionale del settore gomma.

Milano, il pretore Montera ordina il reintegro nel posto di lavoro per Giuseppe Bonora, licenziato dalla Sit Siemens.

Milano, manifestano gli studenti contro la repressione, il governo Colombo e l’imperialismo americano.



31 gennaio: Emilio Colombo dichiara: “Non abbiamo bisogno dei richiami di improvvisate vestali dell’ordine come il Pci, che ha dato per anni copertura, per ambigui giochi politici, a ogni sorta di infantile estremismo. E’ questo estremismo che ha finito per ridare fiato ad un neofascismo che oggi insidiosamente cerca lo scontro di piazza”.

Milano, un gruppo di estremisti di destra assalta e devasta il bar Magenta, abituale ritrovo di giovani di sinistra. A Varese, un gruppo di neofascisti organizza una sassaiola notturna contro le sedi del Pci e della Cisl.



Gennaio: San Benedetto del Tronto (Ap), effettuati 10 arresti e numerosi fermi fra i pescatori e la popolazione che, dopo la morte di alcuni marinai del peschereccio Rodi, hanno protestato chiedendo il recupero dei corpi e la ripresa dei lavori di ripristino di un quartiere alluvionato.

Roma e Fusaro (Napoli), scendono in agitazione i lavoratori della Selenia, l’azienda elettronica modello detta la fabbrica del Duemila su una vertenza molto avanzata, duramente contrastata dalla direzione che colpirà i dipendenti più attivi con denunce alla magistratura.

Salvatore Drago, secondo la testimonianza resa dal capitano Antonio Labruna, invia ai vertici del Sid il suo ringraziamento per il comportamento mantenuto, a copertura, durante e dopo l’operazione del 7/8 dicembre 1970.



1 febbraio: Milano, militanti di Ordine nuovo veneti e lombardi fanno esplodere un potente ordigno al plastico in uno scantinato dell’Università. Secondo gli inquirenti l’attentato era rivolto contro il movimento studentesco.

Milano, sciopero di un’ora contro la aggressione alla Camera del lavoro del 29 gennaio e le iniziative neofasciste.

Modena, un gruppo di neofascisti penetra nella federazione del Pci, in via Ganaceto, incendiandola e distruggendola. Anche a Varese, gruppi di neofascisti lanciano sassi contro le sedi del Pci e della Cgil, lasciando scritte inneggianti a Mussolini.

Brescia, sciopera la Om Fiat per il licenziamento di un delegato di reparto, Paolo Clerici. Entrano in agitazione anche gli operai del gruppo Ignis, dove sono state effettuate trattenute sulle tredicesime, contro i ritmi insostenibili e l’autoritarismo della direzione; nonché quelli della Salmoiraghi di Nerviano, azienda a partecipazione statale che ha effettuato la serrata. Continuano gli scioperi all’Autobianchi di Desio e nel gruppo Falck.

Genova, protestano i detenuti nel carcere di Marassi.



2 febbraio: Foggia, nel corso di uno sciopero la polizia apre il fuoco uccidendo il bracciante Domenico Centola.

Roma, poliziotti e carabinieri irrompono nella Casa dello studente occupata, devastandola e malmenando i presenti, impiegando lacrimogeni rivestiti di ferro a gittata lunga e armi da fuoco. Alcuni studenti vengono immobilizzati con la canna del fucile alla bocca. Prima di sgomberare, gli agenti lavano le pareti che un giornalista de La Stampa descriverà in seguito “lorde di sangue”. Ha partecipato personalmente all'azione il vice questore Mazzatosta. Il bilancio finale è di 214 fermati, 3 arrestati, 61 contusi e feriti.

Roma, arrestati per concorso negli attentati ai distributori di benzina Luigi Capparella e Carmelo Staltari.


Treviso, attentato contro la sede provinciale della Dc.

Catanzaro, lanciata una bomba contro la sede della Regione. A Reggio Calabria, durante gli scontri tra polizia e manifestanti per Reggio capoluogo, viene gravemente ferito da un candelotto lacrimogeno sparato a brevissima distanza e ad altezza d'uomo il dentista Angelo Pugliatti. Arrestati per possesso di armi e munizioni l’avvocato Bolignano e Annunziato Turro, componenti del “Comitato d’azione per Reggio capoluogo”.



3 febbraio: Messina, decine di aderenti al Fuan irrompono in un’aula dell’Università dove si sta svolgendo un’assemblea e feriscono alcuni dei partecipanti. A Napoli, alcuni militanti missini feriscono gravemente a coltellate Domenico Puddu, militante di sinistra.

I lavoratori occupano gli stabilimenti di Ossona e Viggiù  (Va) del gruppo Muller, che non vuole applicare il nuovo contratto ed ha sospeso alcuni operai.



4 Febbraio: Catanzaro, i fascisti attaccano con bombe a mano un corteo antifascista. Muore l'operaio Giuseppe Malacaria, 16 i feriti. Le indagini dirette dall’ispettore generale di Ps Ariberto Vigevano porteranno all’arresto di 4 militanti del Msi provenienti da un paese dell’interno, fra i quali il locale segretario missino. La magistratura li proscioglierà per "assoluta mancanza di indizi", nonostante le proteste pubbliche di Vigevano che ribadisce la sua convincione sulla colpevolezza dei missini.

Bologna, la polizia interviene per impedire uno sciopero studentesco all'istituto per geometri Pacinotti, indetto per protestare contro le azioni dei fascisti della Giovane Italia. La polizia entra nella scuola compiendo 9 arresti, 30 fermi e numerosi pestaggi.

Scioperano le lavoratrici della Bellù plastiche di Seregno (Mi) denunciando che il padrone, Mario Bellù, ha picchiato alcune operaie. La Fiat, la Indesit e la Olivetti sospendono alcuni lavoratori come conseguenza delle agitazioni per le vertenze.



5 febbraio: Catanzaro, Cgil, Cisl e Uili indicono uno sciopero per protestare contro l’attentato fas
cista che ha provocato la morte di Malacaria. Brevi astensioni e manifestazioni anche a Milano, Torino, Genova, Livorno, Porto Marghera, Bologna, dove si protesta anche per altre azioni neofasciste.

Scioperano i lavoratori del gruppo Zanussi per ambiente, salute e orario di lavoro. Nel gruppo, in 6 mesi i dipendenti sono calati di 2.000 unità, a fronte di investimenti in Spagna. Sono in agitazione anche i tessili dell’Eni e i telefonici.

Roma, la polizia carica un corteo studentesco indetto per protestare contro i fatti del giorno 2. scoppiano degli scontri dopo che un gruppo di manifestanti ha lanciato delle molotov verso l'abitazione dell'on.Restivo. 20 giovani sono arrestati al termine del corteo, mentre i manifestanti si sciolgono. Paolo Ricci, studente simpatizzante del movimento, viene ferito da elementi di destra davanti al liceo Mamiani.

Brescia, lanciate 2 bottiglie incendiarie contro l’abitazione del sindaco Boni, che aveva in precedenza rifiutato di concedere una sala comunale per una conferenza del senatore missino Giorgio Pisanò.



6 febbraio: attentato incendiario al deposito dell’Ignis di Genova Sestri organizzato dai GAP. Lo stesso gruppo compirà un attentato alla raffineria Garrone di Arquata Scrivia e alcuni sabotaggi (con la sigla Brigata Canossi) a cantieri edili in cui erano avvenuti incidenti mortali sul lavoro.

Roma, il confidente Armando Mortilla, “Aristo”, informa la divisione Affari riservati del Viminale c
he Giorgio Almirante ha deciso di mettere a capo dei Volontari nazionali l’onorevole Tullio Abelli.
Negli stessi giorni una seconda nota informativa diretta alla divisione Affari riservati del Viminale testimonia sulle disposizioni impartite da Giorgio Almirante di contenere gli attacchi al Pci, di non far muovere i Volontari nazionali, di dare “incarico al prof. Paolo Signorelli di organizzare squadre speciali e segrete, con il compito di attuare azioni di rappresaglia”, che il Msi “riteneva l’iniziativa di Borghese dell’8 dicembre frutto delle provocazioni della Dc”, e che la “situazione nel Msi è comunque difficile da controllare, sia per il clima generale creatosi (…) sia per gli armamenti individuali che si vanno incrementando”.

Irlanda, riprendono nell’Ulster gli scontri tra cattolici e protestanti.



7 febbraio: Viterbo, una violenta scossa di terremoto colpisce il viterbese: 14 morti e ingenti danni.

Treviso, Nello Capotosto scrive a Sergio Cipolla, Salvatore Tringali, Nino Sospiri, Vincenzo Centorame, per fare il punto sulla rivista Europa Imperium, “partorita dalla nostra collaborazione”: “Europa Imperium può fare molto, può essere bandiera di riscossa dei gruppi AR che in ogni parte d’Europa palpitano all’unisono nel desiderio di riaffermare la loro weltanschauung, la loro fedeltà alla tradizione, il loro pathos olimpico, virile, sacrale. Dobbiamo riconoscerci, sia la nostra rivista palestra d’incontro di uomini della Tradizione, di figli di Evola”. Alla rivista collaborano: Julius Evola, Guido Medici, Nicola Carlesi, Rosaria Di Lucente, Leo Negrelli, Aldo Grano, Massimo Scalfati, Francesco Lamenza, Biagio Giancola, Marcantonio Bezicheri.

Cirò Marina, (Catanzaro), incendiata la Camera del lavoro.

Svizzera
le donne conquistano il diritto di voto .



8 Febbraio: Trento, esplode un ordigno nelle adiacenze del palazzo della Regione. Un altro ordigno è esploso al porto di Genova, dove i lavoratori indicono subito uno sciopero con assemblea.

Firenze, migliaia di persone partecipano a una manifestazione “per le riforme, contro il fascismo”.

Bologna, sfilano in corteo per rivendicare la difesa dell’occupazione, i lavoratori della Viro (50 licenziamenti), del maglificio Sicem (100 licenziati), della elettromeccanica Feb (60 licenziati).

Scioperano anche i lavoratori della Olivetti e della Ignis di Varese.



9 febbraio: Milano, ancora una manifestazione del movimento studentesco contro la strategia della tensione e la repressione. Manifestazioni anche a Bologna e Cagliari.



9 – 10 febbraio: Venezia, s’incontrano i ministri degli Esteri Aldo Moro e quello jugoslavo Tepavac. Nel comunicato emesso al termine dei colloqui si assicura che “attraverso i canali diplomatici sarebbero stati esaminati alcuni problemi le cui soluzioni avrebbero migliorato le condizioni di vita delle popolazioni di frontiera e delle minoranze etniche alle quali i due governi intendono accordare la maggiore tutela”.



10 febbraio: Roma, si conclude il congresso del PSU che riesuma la vecchia sigla PSDI. Mauro Ferri co-segretario con Tanassi.
Quindici giorni dopo, i repubblicani usciranno dal governo di centro sinistra per l’inadeguatezza della politica economica e fiscale.

Reggio Calabria, la polizia spara ad altezza d’uomo candelotti lacrimogeni contro i dimostranti. Feriti il 16enne Vincenzo Doldo che riporta la frattura della mandibola e della base cranica e Francesca Bavuscia che riporta la doppia frattura dell’omero.



11 febbraio: Casalpusterlengo (Milano), attentato incendiario contro la sezione del Pci.

Scioperano i lavoratori del vetro. Fermi anche gli edili delle ditte appaltatrici dell’Italsider di Taranto.



12
Febbraio: Trento, dopo l'attentato dell'8 febbraio nei pressi della Regione, è scoperto e neutralizzato un ordigno collocato in un cassone di sabbia nei pressi del Castello del Buon Consiglio dove è in programma una manifestazione pubblica. Un'altra bomba esplode invece sul Doss, al mausoleo di Cesare Battisti. La polizia è stata avvertita dei "luoghi e dell'ora di collocamento dei due ordigni" dai confidenti Sergio Zani detto Sartana e Claudio Widmann detto Lucas, che hanno passato le stesse informazioni anche agli altri enti per i quali lavorano: l'Ufficio I (informazioni ndr) di Bolzano della Guardia di Finanza (capitano Lucio Siragusa e maresciallo Salvatore Saija ndr), il Centro di controspionaggio di Trento del Sid, diretto dal colonnello Angelo Pignatelli, e il Gruppo carabinieri di Trento (colonnello Michele Santoro). Le polemiche e la non collaborazione tra i diversi corpi di polizia bloccheranno di fatto le indagini. Il capo dell'Ufficio politico della Questura Saverio Molino (in rapporti con la Divisione Affari Riservati del ministero dell'interno) relazionerà "falsamente che nessuna utile informazione era stata acquisita" pur essendo Zani e Widmann anche suoi confidenti. Il colonnello Santoro, con la collaborazione del maresciallo Luigi D'Andrea, spedirà un promemoria al comandante della legione carabinieri di Bolzano colonnello Giulio Grassini (che poi risalirà le vie gerarchiche, dal colonnello Grassini al comandante della divisione carabinieri di Milano generale Pietro Verri, al comandante dei carabinieri generale Corrado Sangiorgio, al ministro dell'interno Franco Restivo e al presidente del consiglio Mariano Rumor) in cui scriverà che "i connotati delle persone che avrebbero proposto la collocazione degli ordigni possono corrispondere a quelli del capitano della Guardia di Finanza Lucio Siragusa e del maresciallo Salvatore Saija". Infine un analogo rapporto con la stessa "falsa ricostruzione dei fatti" sarà inviata da Pignatelli al capo del Reparto D del Sid generale Federico Gasca Queirazza. Tutto verrà messo a tacere per anni (cfr. 18 gennaio 1971).

Roma, vertice sull’ordine pubblico, presenti Colombo, De Martino, Restivo, Tanassi e Reale. Democristiani, socialdemocratici e liberali insistono per reprimere la violenza di sinistra che, secondo i dati forniti dal ministro degli Interni Franco Restivo, è pericolosa quanto quella di destra. I socialisti respingono invece la teoria degli “opposti estremismi”.

Napoli, durante un'aggressione ad avversari politici, alcuni estremisti di destra riducono in fin di vita a bastonate la studentessa Givienne O’Connor.

Trento, caricata dalla polizia con caroselli di jeep e lanci di lacrimogeni una manifestazione organizzata da Lotta Continua a sostegno degli operai della Michelin, Giovanni Modena ed Enzo Fronti, condannati per un picchetto dove è stato spintonato un dirigente. Decine i fermati, 23 arresti, molti feriti e contusi.

Scioperano i lavoratori del gruppo Lanerossi, quelli della Pirelli Bicocca per le trattenute, della Ignis Ire, dove ci sono stati 3.000 sospesi in conseguenza degli scioperi articolati, della Caffaro di Porto Marghera contro la nocività, e della Dalmine. A Sesto Calende, si manifesta per difendere due fabbriche occupate, la Tematex e la Muller.




13 febbraio: una nota riservata del Viminale informa che Giorgio Almirante ha cercato di “sondare l’on. Berlinguer facendogli osservare che sarebbe controproducente per il Pci forzare troppo la mano contro il Msi, essendo il Msi sostanzialmente contrario a qualsiasi avventura contro l’ordinamento politico vigente nel paese”.

Inoltrata alla divisione Affari riservati da “qualificata fonte ambientale” una nota informativa sul Msi: “L’attentato del 4 c.m., col lancio di bombe contro il corteo antifascista che provocarono la morte dell’operaio Giuseppe Malacaria, ha prodotto un vero e proprio ‘choc’ tra i dirigenti centrali del Msi i quali, in conseguenza dell’accaduto e delle sue gravissime ripercussioni contro il loro partito, si sono subito preoccupati di cercare di frenare l’attivismo dei giovani. Sono state completamente rifatte le bozze del giornale del settore ‘Rivolta ideale’, di prossima pubblicazione, che contenevano appelli all’azione diretta contro i comunisti, ed è stato raccomandato all’on.le Tullio Abelli, nominato nuovo dirigente nazionale del ‘settore volontari’ (agit-prop) di impedire ogni forma di attivismo capace di aggravare ulteriormente la difficile situazione in cui è venuto a trovarsi il Msi, esposto al massiccio attacco dei propri avversari. Lo stesso giorno dell’attentato e prima che la sua nomina fosse ratificata dall’esecutivo, riunitosi il 5 c.m., l’Abelli ha diramato a tal fine la circolare di cui si allega copia. In ambienti missini che si definiscono ‘moderati’ ha tuttavia destato sfavorevoli commenti la nomina a vice dirigente del ‘settore volontari’ del trentaseienne Paolo Signorelli, insegnante di lettere a Tivoli, membro della direzione del Raggruppamento giovanile e componente del comitato centrale del Msi, nelle cui file è rientrato con i dissidenti, filonazisti, del ‘Centro Ordine nuovo’ dove egli presiedeva il ‘Fronte di azione studentesca’. Il Signorelli, infatti, è conosciuto come elemento privo di equilibrio e si teme, pertanto, che egli possa promuovere o secondare iniziative attivistiche inconsulte”.

Bari, tre dirigenti sindacali che transitano in auto per via Sparano, sono aggrediti a colpi di mazza da elementi di destra. A Pinerolo (To), dopo un’aggressione nei confronti di aderenti al movimento studentesco condotta da militanti del Msi, una folla di antifascisti assedia a lungo la federazione locale del Msi.



15 febbraio: Reggio Calabria, ancora una giornata di scontri e tensioni. Ferito gravemente uno studente colpito da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo.

Desio (Milano), sciopero generale di solidarietà con i lavoratori dell’Autobianchi, in agitazione da 4 mesi per la vertenza su cottimi, tempi di lavoro e salari. A Milano, manifestano i grafici della Rizzoli.



16 febbraio: scioperano i lavoratori del vetro dopo la rottura delle trattative per il rinnovo contrattuale.

Migliaia di contadini manifestano a Roma, per sollecitare la approvazione della legge sui fitti.

Palermo, un gruppo di missini assalta la Casa dello studente, il ginnasio Umberto I e il Municipio.



17 febbraio: scioperano i lavoratori tessili.

Torino, sciopero generale, dopo che la Fiat ha sospeso nuovamente 40.000 lavoratori per le conseguenze degli scioperi.



18 febbraio: Reggio Calabria, sgomberato, anche con l'uso degli M-113 il quartiere Sbarre, dove la popolazione in rivolta aveva eretto barricate. Per la prima volta dall'immediato dopoguerra, vengono impiegati i carri armati contro la popolazione civile. Fermi, contusi e feriti.

Roma, attentato contro la sede del Pci all’Eur. Attentati contro le sedi del Pci vengono compiuti anche a Milano e a Casalpusterlengo.

I Gap compiono un attentato contro la raffineria Garrone di Arquata Scrivia.

Le Br lanciano un ordigno, a Torino, contro la sede del sindacato autonomo Sida.

Santo Stefano (Lodi), alcune decine di famiglie iniziano lo sciopero dell’imposta di famiglia.



19 febbraio: Milano, firmato, dopo una lunga lotta, l’accordo per il gruppo Falck.

Genova,i fascisti incendiano e distruggono la sezione del Pci Villa. A Catania, neofascisti aggrediscono studenti e docenti riuniti in assemblea all'università, ferendone 3 a randellate, il professor Gabriele Centineo e 2 studenti, Sebastiano Giuffrida e Giuseppe Lamartina: quest’ultimo è il più grave, per una frattura alla testa. Arrestati i fascisti Vincenzo e Francesco Rapisarda e Vincenzo Cardullo. Il Senato accademico decide di costituirsi parte civile.

Nel rapporto del Viminale dedicato ad una riunione del Club di Berna sulla contestazione studentesca, si sostiene che “almeno all’origine si deve rilevare la spinta di qualche servizio segreto americano (non parlo dell’Fbi, ha precisato il delegato tedesco facendo con questo una pesante allusione alla Cia) che ha finanziato elementi estremisti in campo studentesco”.

Il Partito comunista polemizza duramente con la Democrazia cristiana per il viaggio di Emilio Colombo negli Stati Uniti. Secondo Enrico Berlinguer, è stato compiuto “per offrire al governo Usa quelle garanzie che esso chiede contro ogni autonomo sviluppo democratico del nostro paese”, e lo paragona a quello di De Gasperi quando i governanti italiani “accettarono di subordinare gli interessi e la indipendenza del nostro paese ai voleri dell’imperialismo americano”.

Barcellona, gli studenti manifestano in solidarietà con le lotte operaie in Catalogna.

Reggio Emilia, un attentato danneggia i locali della sezione Pci Gramsci, in via Toschi.



20 febbraio: Roma, si conclude il 38° corso accademico del Nato Defence College. Il segretario generale della Nato nel suo intervento si chiede se il Patto atlantico abbia il diritto di intervenire “nel caso che i comunisti o altri partiti ostili alla Nato prendessero il potere in uno dei Paesi membri”. E giunge alla conclusione che “non si devono chiudere gli occhi al fatto che la presenza dei comunisti nel governo di un Paese alleato porterebbe praticamente, prima o poi, all’inevitabile ritiro di questo paese dall’Alleanza atlantica anche se le relative misure formali non fossero immediatamente adottate. E’ ovvio che questa situazione (che si sta pericolosamente profilando in Italia) interesserebbe direttamente e preoccuperebbe l’Alleanza atlantica. Quale sarebbe in questo caso la reazione concreta della Nato sul piano diplomatico e quali le conseguenze, nessuno è in grado di prevedere e io non mi azzardo a fare ipotesi”.



21 febbraio: Marsiglia, il veneziano Gianfranco Bertoli, latitante e collaboratore del Sid, si imbarca per Haifa, Israele, dove giungerà il 26 febbraio e lo stesso giorno, senza alcun controllo ne visita medica, sarà inviato al "kibbutz" di Karmia, situato in un'importante posizione strategica al confine della striscia di Gaza. Il poter usufruire di una procedura rapidissima d'ingresso in Israele (neanche il suo passaporto falso viene seriamente controllato) sarà fatto risalire all'appoggio del Sid presso il servizio segreto israeliano Mossad. Del resto, come verrà accertato, nel periodo di quasi quindici mesi di permanenza nel "kibbutz", Bertoli se ne allontanerà almeno quattro volte, rientrando brevemente anche in Italia. In Israele darà poi ospitalità a due neofascisti francesi, i fratelli Jacques e Jean Jemmy di Jeune Revolution.



22 febbraio: Milano, attentato incendiario contro la sezione Pci Arrighini, in via Ercole Ferrario.



23 febbraio: Milano, la polizia guidata dal vice questore Vittoria sgombera alcuni stabili occupati. Violente cariche e un fitto lancio di candelotti lacrimogeni, all’arresto di 25 persone e al fermo di altre 66.

Napoli, con il pretesto dell’aggressione di uno studente di sinistra da parte di alcuni neofascisti, la polizia irrompe nell’istituto tecnico Righi.

Manifestano nuovamente contro la serrata i lavoratori della Ignis Ire.



23 – 24 febbraio: Arzignano (Vicenza), un blocco stradale organizzato sul ponte del Guà dagli operai della Pellizzari viene sciolto dalla polizia. Gli operai resistono, seguono scontri ed un assedio al Palazzo comunale. Il giorno dopo i lavoratori manifestano nuovamente.



24 febbraio: Palermo, rapito Antonino Caruso, figlio dell’industriale Giacomo e imparentato con Pietro Torretta. Giacomo Caruso, molto legato al deputato democristiano Bernardo Mattarella che alla notizia muore d’infarto, paga 300 mi­lioni per la liberazione del figlio.

Udine, una bomba-carta è collocata contro la sede del Comitato provinciale della Democrazia Cristiana. Viene lasciato un volantino con su scritto "Per Reggio". l'ordinovista Vincenzo Vinciguerra confesserà poi di avere preparato l'ordigno e di aver scritto il volantino.

Foggia, durante una manifestazione di contadini, la polizia apre il fuoco uccidendo il bracciante Domenico Centola.

Ravenna, i bieticoltori alzano una tenda davanti allo stabilimento dell’ Eridania, per rivendicare l’innalzamento del prezzo corrisposto e solidarizzano con i lavoratori dello zuccherificio. A Bologna, si svolge un corteo contro i licenziamenti nel settore dell’abbigliamento.

Milano, attentato dinamitardo contro la sezione Pci Carminelli, in via Archimede.

Algeri, l’Algeria, durante la guerra del petrolio con la Francia, nazionalizza i giacimenti.



25 febbraio: Reggio Calabria, durante una delle quotidiane dimostrazioni, un agente in borghese apre i
l fuoco sulla folla, ferendo un bambino.

Milano, prima assemblea generale della Confederazione mondiale corrispondenti diplomatici (una delle tante sigle dell'eversione di destra ndr), alla quale partecipano: Michele Maria Tumminelli, Mario Vecchi, Adalberto Tardini, Guglielmo Sessa, Pietro Sarasso, Gianni Samuelli, Antonio Santopietro, Mario Riccardi, Francesco Perez, Maurizio Pardocchi, Mario Mottura, Enzo Magni, Alberto Macchi, Paolo Frassi, Giuseppe Diana, Augusto Chierricati, Piero Calcaterra, Alfonso Bonaccorsi, Gaetano Basso, Armando Baj, Giorgio Strini, Vincenzo Zanzi, Giovanni Gramellini, Paolo Ghini, Mario Vedovato, Raphael Villrino, Luciano Pelliccioni, Irene Imperiali di Francaville, Lino Orlando, Fabrizio Ferrari, Luciano Contini, Clois Avigni, Fernando Berardini.

Como, manifestano gli studenti per protestare contro i costi dei trasporti e dei servizi.



26 febbraio: Gela, scioperano i lavoratori dell’Anic contro l’atteggiamento antisindacale dell’azienda a partecipazione statale, che ha effettuato rappresaglie contro la lotta per la revisione delle qualifiche.

Brugherio, il giovane lavoratore Antonello Mura, vittima di un grave infortunio sul lavoro, è licenziato dalla Dardano Manuli.



27 febbraio: ricominciano gli scontri tra dimostranti e polizia a Pescara e all’Aquila contro la decisione del governo di assegnare all’Aquila il capoluogo e a Pescara la sede degli assessorati regionali. All’Aquila vengono assaltate le sedi dei partiti. Alzate barricate e posti di blocco attorno alla città, mentre la polizia ha l'ordine di non reagire alle provocazioni. Nemmeno quando i manifestanti passando davanti ai poliziotti schierati, sputano loro in faccia. Si cerca l'incidente a ogni costo ed è solo la fredda calma del questore a evitare il peggio.

Milano, rientra la serrata alla Philips dopo la risposta dei lavoratori; ma alla Philips Carbon Black di Ravenna la direzione ha sospeso i dipendenti in lotta per ottenere un nuovo inquadramento. Serrata revocata anche alla Singer di Monza. A Sesto San Giovanni, è stata occupata la Redaelli contro 68 licenziamenti.



28 febbraio: Molinella (Bologna), un gruppi di fascisti devasta le sezioni di Pci, Psiup, Psi e la Camera del lavoro, tutte situate nello stesso edificio.



Febbraio: il periodico romano Prima Linea pubblica questo appello: “I lettori sono pregati di informarci riservatamente su tutto quanto desta i loro sospetti: riunioni clandestine di sovversivi, ubicazione di depositi d’armi, munizioni e strumenti per la guerriglia, traffici di droga e valuta, presenza di spie, improvvisi arricchimenti di persone senza arte né parte, nonché su qualsiasi attività volta a ledere gli interessi della Patria e della comunità nazionale. E’ questo, uno dei modi efficacissimi per servire la causa e difendere lo Stato”.

Sull’organo di stampa della Federazione nazionale combattenti della Rsi appaiono le prime indiscrezioni sul tentativo di golpe del 7 - 8 dicembre 1970.

Roma,
in un appartamento dei fratelli Fabio e Alfredo De Felice a Montesacro, scriverà il giudice istruttore Filippo Fiore, “i massimi dirigenti del Fronte si riuniranno per commentare ancora una volta il Tora-Tora ma soprattutto per correggere gli errori della strategia (...). Remo Orlandini illustra ai presenti “l’utilità di riconoscere al De Jorio un ruolo di preminente importanza qualificandolo come legato anche a importanti uomini politici di governo”.

Pescara, si costituisce il centro culturale Corneliu Zelea Codreanu.



1 marzo: Milano, gli studenti il liceo Parini, organizzando gruppi di studio sulla riforma scolastica e la repressione. A Sant’Angelo Lodigiano manifestano invece i pendolari contro l’aumento delle tariffe.

Milano, militanti di destra aggrediscono e feriscono Massimo Natali, segretario della sezione Pci di via Sottocorno.

Una nota informativa del Viminale segnala che nel corso di un convegno giovanile del Msi “è emersa la preoccupazione dei dirigenti missini per l’attività concorrente del movimento oltranzista Avanguardia nazionale, che non ha accettato di entrare nel Msi e che ha trovato nella situazione calabrese, un terreno favorevole al proprio sviluppo”.

Secondo rivelazioni successive del New York Times, passeranno da mezzo milione a 4 milioni le "forze di autodifesa civile" impegnate in Vietnam in operazioni informative (un informatore ogni 4 abitanti circa). Il nome ufficiale del progetto è “Piano di difesa della comunità e di sviluppo locale”, e sarebbe stato elaborato dal governo di Saigon e "sottoscritto" dal comandante delle truppe americane in Vietnam, Abrams.



2 marzo: in una relazione al comitato centrale del Pci [e nel corso di un comizio a Bologna] il senatore Bufalini e l’onorevole Enrico Berlinguer chiedono le dimissioni del ministro degli Interni Franco Restivo, colpevole di “aver lasciato mano libera allo svilupparsi di un disegno eversivo contro le istituzioni democratiche”.

Roma, aderenti al gruppo neofascista Lotta di popolo feriscono alcuni militanti di sinistra, in piazza Santa Maria in Trastevere.



3 marzo: Milano, su richiesta del preside, la polizia interviene al liceo Parini: vari contusi fra gli studenti.

Milano, manifestano i lavoratori elettromeccanici.

Trento, in occasione di uno sciopero provinciale, gruppi di operai metalmeccanici contestano i segretari provinciali Panza della Cgil e Fronza della Cisl, che avevano messo in moto provvedimenti punitivi contro i dirigenti della categoria, accusati di aver boicottato il tesseramento delle rispettive confederazioni, anticipando così l’unità sindacale desiderata dalla base. “Fronza, Panza, andate in vacanza”, urlano gli operai, allontanando i dirigenti dalla manifestazione.

Il comune di Ossona (Mi) requisisce la Muller, accogliendo la richiesta dei lavoratori.



4 marzo: Turchia, quattro avieri statunitensi sono rapiti nei pressi di Ankara da cinque membri del Tpla. Durante la ricerca degli ostaggi la polizia tenta di entrare in un dormitorio dell’università di Ertekin, questo provoca la rivolta degli studenti e uno scontro a fuoco in cui muoiono uno studente e un soldato. L’8 marzo i quattro avieri saranno rilasciati.

Pietro Nenni, commentando i disordini verificatisi a L’Aquila, afferma che “lo Stato e i pubblici poteri si sono lasciati tagliar fuori da una fiammata di municipalismo dietro il quale operano forze eversive di destra”.

Roma, i missini della sezione Flaminio compiono una spedizione punitiva contro i cittadini che inaugurano un circolo dell’Uisp.

Milano, inizia il blocco delle merci all’Autobianchi. Sarà represso duramente dalla direzione aziendale mediante serrata, mentre elementi di destra paraaziendali e carabinieri effettueranno svariati tentativi di disturbo e sfondamento dei picchetti. A Varese, manifestano i lavoratori della Ignis.



5 Marzo: usando la definizione "Raggruppamento Gelli-P2" Licio Gelli invita a Roma 40 massoni (quattro non si presentano, resta comunque un fatto assolutamente strano per una loggia nata storicamente per garantire la segretezza dei suoi affiliati ndr) per discutere il seguente ordine del giorno: "a) situazione politica ed economica dell'Italia; b) minaccia del Partito comunista italiano, in accordo con il clericalismo, volta alla conquista del potere; c) carenza di potere delle forze dell'ordine; d) mancanza di una classe dirigente e assoluta incapacità del governo nel procedere alle riforme necessarie per lo sviluppo civile e sociale del paese; e) dilagare del malcostume, della sregolatezza e di tutti i più deteriori aspetti della moralità e del civismo; f) nostra posizione in caso di ascesa al potere dei clerico-comunisti; g) rapporti con lo Stato italiano". Il verbale sarà poi diffuso riservatamente in ambiente massonico con una lettera di accompagnamento in cui Gelli scriverà:"La filosofia è stata messa al bando. Abbiamo ritenuto, come riteniamo, di dovere affrontare solo argomenti solidi e concreti che interessano tutta la vita nazionale". Si parla aper­tamente di volontà di instaurare un (...) regime autoritario di destra e mi­litare preferibile ad un governo comunista (...).

Palermo, durante una conferenza stampa tenuta dalle associazioni dagli agrari, il portavoce dei trapanesi Adragna definisce “eversive” le nuove leggi sui fitti e il superamento della mezzadria e colonia, illustra la attività di un “Comitato intercomunale per la difesa del diritto di proprietà”, ed afferma “abbiamo bisogno di gente che spari”.

Vicenza, sciopero generale provinciale.

Milano, sono in sciopero gli studenti medi contro la repressione e la selezione. All’Itis di Sesto San Giovanni, interviene la polizia.



6 marzo: Foggia, la polizia interviene violentemente contro i contadini che manifestano per la mancata corresponsione dei sussidi governativi stanziati per le perdite subite a causa delle gelate invernali, ed effettua 23 fermi.

Torino, scioperano nuovamente i lavoratori della Fiat Mirafiori, dopo l’invio a 25 delegati di lettere in cui si accusano gli operai di lavorare poco, a fronte di un effettivo aumento dei ritmi e carichi di lavoro.

Avola (Sr) e Licata (Ag), si svolgono manifestazioni contro l’atteggiamento della Confagricoltura regionale espresso anche nella conferenza stampa del giorno precedente.

Si dimettono il ministro di Grazia e giustizia Oronzo Reale e il sottosegretario alla Pubblica istruzione Oddo Biasini, entrambi repubblicani. L’incarico del primo viene assunto, ad interim, dal presidente del Consiglio Emilio Colombo.



7 marzo: Torino, disordini durante una manifestazione di destra indetta dall'Oci (Organizzazione Cittadini Indipendenti) tra i cui fondatori figura l'ex fascista repubblicano Elios Toschi. La manifestazione, che intende "affermare la presenza dell'Italia che lavora, produce, paga e forma la maggioranza silenziosa degli italiani", registra una significativa partecipazione di iscritti al Movimento sociale italiano. In piazza San Carlo parla, tra gli altri, Vitaliano Peduzzi, monarchico del Centro liberale di Milano, organizzatore del Crd (Comitato di Resistenza Democratica) e successivamente affiliato alla P2.



7 – 9 marzo: seconda conferenza unitaria delle tre confederazioni sindacali. E’ deciso di formare una struttura sindacale in fabbrica incentrata sui delegati, sui consigli di fabbrica, e sui consigli zonali dove verranno discusse le piattaforme.



8 marzo: denunce per resistenza e minacce a pubblico ufficiale a Bolognetta (Palermo) dopo un corteo bracciantile che chiede la riammissione di 517 espulsi dalle liste anagrafiche e il ritiro di precedenti denunce.

Desio (Milano), dirigenti e guardie private dell’Autobianchi aggrediscono un gruppo di operai, ferendo uno di essi e denunciano un esponente della Fiom, Paolo Canegrati.

La Pretura di Roma allarga l’inchiesta sugli asili nido, emettendo altri 40 avvisi di reato. Sono 118 gli istituti indagati, in prevalenza gestiti dall’Omni e da religiosi.



9 marzo: il dirigente giovanile del Msi, Massimo Anderson, si reca a Parigi a portare il saluto del partito all’assemblea di Ordre Nouveau. Anderson ringrazia i camerati francesi per aver creato una “specie di asse Parigi - Madrid - Roma”.

Palermo, sventato, per un caso fortuito, un attentato contro una sezione del Pci.



10 marzo: il comitato centrale del PSI approva un documento, con l’astensione degli autonomisti, in cui si propone una politica di convergenza con il PCI.

Il ministro del Commercio con l'estero Mario Zagari firma l'autorizzazione per l'esportazione clandestina in Sudafrica, con falsa destinazione Portogallo, di cento mitragliere prodotte dalla Oerlikon Italiana. Il carico è spedito via mare dalla società Tirrena.

Verbania, gli operai della Nyco occupano lo stabilimento, dopo che 28 di loro sono stati denunciati per l’agitazione sindacale in corso. La Nyco è una piccola fabbrica e la lotta riceve la solidarietà della vicina Rhodiatoce.

Roma, in largo Argentina, la polizia interviene con violenza contro un gruppo di anarchici e militanti della sinistra rivoluzionaria che manifestano contro la detenzione di alcuni compagni.

Roma, sei neofascisti sono arrestati mentre, con altri, tentano di assaltare l’Istituto di stato per la cinematografia e la televisione.

Su Riscossa, periodico bresciano, Giorgio Freda scrive: “Lo scudo americano è solo un ricordo degli anni ’50 e ’60. Appare sempre più chiaro non solo che dobbiamo unirci, ma anche che dobbiamo difenderci. E quindi ristrutturare su basi autonomamente europee i nostri apparati militari”.

Violenti incidenti si verificano, a Parigi, fra simpatizzanti di sinistra e i fascisti di Ordre Nouveau riuniti in assemblea al Palais des sports e spalleggiati dagli uomini della polizia e dei servizi di sicurezza. Ordre Nouveau, secondo le dichiarazioni rese successivamente da Gilbert Lecavelier, ex componente del Sac, era direttamente legato ai servizi segreti francesi e al Renseignement générale (Rg) della Prefettura di Parigi che ne utilizzavano i militanti per raccogliere informazioni sulla sinistra da trasmettere, tramite il dr. Scheurmann, anche al Bnd, il servizio segreto della Germania federale.

Con una nota informativa, inserita in un programma di “intossicazione”, i servizi segreti americani accreditano presso il Sid l’organizzazione Europa nazione come “controllata dai comunisti cinesi” e indicano Robert Leroy coinvolto in “attività di sabotaggio dirette a screditare i rapporti Usa- Europa”.



11 Marzo: Milano, prima manifestazione pubblica organizzata dal Comitato Cittadino Anticomunista - Maggioranza Silenziosa il cui esponente di primo piano è l'avvocato Adamo Degli Occhi, vicepresidente della Lega Italia Unita ed ex partigiano bianco. Al corteo che raggiunge piazza del Duomo partecipano anche il coordinatore regionale dell'organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano Luciano Buonocore e il consigliere comunale della Dc Massimo De Carolis, poi affiliato alla P2. La manifestazione rappresenta l'esordio del Comitato Cittadino Anticomunista - Maggioranza Silenziosa, costituito alla fine di febbraio a Milano nella sede del Pdium (Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica) alla presenza del commissario monarchico per Milano Emidio Bertozzi. Del comitato, oltre a Degli Occhi, fanno parte Elena Manzoni De Chiosca per il Partito Socialista Democratico Italiano, Gabriele Pagliuzzi per il Partito Liberale Italiano, Luciano Buonocore per il Msi, Guido Pasqualino di Marineo (che ritroveremo negli elenchi della "stay-behind" Gladio ndr) per la Dc, Bruno Sebastiani di Alleanza Cattolica e Giorgio Muggiani del Comitato Tricolore. Solidarizzano pubblicamente con la manifestazione un gruppo di 77 deputati demo­cristiani capitanati da Bartolo Ciccardini.

Milano, la polizia ferma un gruppo di anarchici che manifesta davanti San Vittore. 20 denunciati a piede libero per “adunata sediziosa”.



12 marzo: Ankara, l’esercito depone il presidente turco Demirel e proclama la legge marziale dopo una serie di sanguinosi scontri tra studenti universitari e polizia.

Si svolgono due scioperi provinciali, a Genova per le riforme e a Napoli per l’occupazione: quest’ultima in 3 anni è calata nel napoletano dal 30,2% a 27,8%, mentre gli addetti dell’industria manifatturiera sono passati nello stesso periodo da 212.210 a 194.837.

L’onorevole Francesco De Martino, durante i lavori del comitato centrale del Psi, afferma che il Paese è vittima di una “controffensiva di carattere conservatore e perfino reazionario” e definisce “miope e moderata” la teoria degli “opposti estremismi”.



14 Marzo: Roma, manifestazione degli Amici delle Forze Armate promossa da Gino Ragno, appartenente ad Ordine Nuovo e legato alla Aginter Press. Al teatro Adriano parlano contro il comunismo, "il vero nemico dell'Italia", Elios Toschi, Giuseppe Valle e lo stesso Ragno alla presenza di molti aderenti e simpatizzanti del Msi, molti dei quali partecipano a un successivo corteo. Aderiscono il MSI, il PDIUM, Randolfo Pacciardi ed i deputati DC Ciccardini e Greggi. Tra gli intervenuti Giulio Caradonna, Luigi Turchi, Massimo Anderson, Mario Gionfrida, Alfredo Covelli, gli ex generali Giovanni De Lorenzo e Giorgio Liuzzi, Marino Bon Valsassina, l'ex cappellano militare capo monsignor Arrigo Pintonello, il democristiano Filippo De Jorio, i professori Ettore Paratore e Giuseppe Pietro Valdoni, gli avvocati Filippo Ungaro e Vittorio Battista.

Trieste, un militante missino aggredisce il 71enne esponente comunista Vittorio Vidali, che viene ricoverato in ospedale con prognosi riservata. A Foggia, militanti di Ordine nuovo lanciano sassi e bottiglie molotov contro un corteo di militanti di sinistra che sta passando davanti alla loro sede. A Parma, l’estremista di destra Donatello Ballabeni ferisce a revolverate alcuni giovani di sinistra. A Reggio Emilia, neofascisti irrompono nella sede del Partito radicale e la devastano.



15 marzo: Roma, la Corte Costituzionale dichiara illegittimi gli articoli del codice penale che vietano i metodi anticoncezionali.

India, Indira Gandhi e il Partito del Congresso vincono le elezioni.



16 Marzo: 90 deputati della DC, coordinato da Bartolo Ciccardini, presentano un do­cumento in cui si chiede l’interruzione della collaborazione con il PSI, la repubblica presiden­ziale e la legge elettorale maggioritaria. Leader del gruppo che si raccoglie sotto la sigla Europa 70, Ciccardini è uomo di provata fede atlantica e di assoluta fedeltà alla FIAT. E’ proprio la casa automobilistica torinese, tramite il direttore della Fondazione Agnelli Ubaldo Scassellati, a finanziare il piano cosiddetto cinque per cinque, elaborato da Europa 70 per introdurre un regime presidenzialista – come volevano anche Sogno e Pacciardi – in Italia. Una volta scoperto il finanziamento occulto, Scassellati venne scaricato e sostituito da Vittorino Chiusano. L’inchiesta del giudice Catalani accertò che la FIAT nel periodo tra il 1971 e il 1976, tramite la Banca Popolare di Novara, emise circa 3.000 assegni – per un valore di circa 15 miliardi dell’epoca – per finanziare la massoneria di Palazzo Giustiniani che fa capo al gran maestro Lino Salvini. La conferma dell’emissione degli assegni arriva anche dalle deposizioni di Luciano Macchia, condirettore dell’IFI (la finanziaria di casa Agnelli) e di Maria Cantamessa, cassiera generale della FIAT, e che sarà poi inquisita per il tentato golpe di Edgardo Sogno.

Trieste, durante una perquisizione dell'abitazione di Franco Neami, sono trovati in cantina tre chili di tritolo, sedici bombe a mano, sei caricatori per mitra con 73 cartucce e una bomba nebbiogena. Neami, che appartiene al Movimento Politico Ordine Nuovo, si dà alla latitanza fino al 2 luglio 1971, quando il Tribunale di Trieste lo assolverà per insufficienza di prove, ritenendo "possibile che altri abbia immesso nella cantina l'esplosivo sequestrato e che l'imputato si sia dato alla fuga per il timore di non essere creduto nell'affermare la propria estraneità".

Palermo, i lavoratori delle zolfare e miniere di salgemma e sali potassici, provenienti da tutta la regione, manifestano contro lo smantellamento e l’incuria del settore, e per la difesa dell’occupazione.

In una nota informativa del Viminale si legge che Giorgio Almirante, “parlando con altri dirigenti missini ha dichiarato che il vittimismo è un suo atteggiamento tattico e che egli non ha rinunciato per nulla alla politica della ‘piazza di destra’, come alternativa alla ‘piazza di sinistra’ (…).

Inviata al Viminale, e per conoscenza al ministro e al capo della polizia, una nota informativa proveniente da ‘qualificata fonte ambientale’ sul conto di Massimo Anderson: “Il segretario nazionale del Raggruppamento giovanile del Msi Massimo Anderson si è recato a Parigi nei giorni scorsi per assistere, su invito dell’organizzazione francese di estrema destra Ordre Nouveau, al suo congresso nazionale. L’Anderson ha accolto l’invito sperando di potere approfittare dell’operazione per cercare di stabilire concreti rapporti di collaborazione e d’intesa con l’organizzazione francese e, soprattutto, di ottenere suoi aiuti finanziari per le attività del settore giovanile del Msi”.



17 marzo: Roma, la Procura della Repubblica emette un ordine di cattura nei confronti del principe Borghese e dei suoi complici per il tentato colpo di stato del 7 dicembre 1970. Una mezza dozzina di dirigenti del Fronte Nazionale vengono colpiti da ordine di cattura per il reato di cospirazione politica. Finiscono in carcere Remo Orlandini, Mario Rosa, Giovanni De Rosa, Giuseppe Lo Vecchio e Sandro Saccucci. Borghese riesce a sfuggire alla cattura rifugiandosi in Spagna. Orlandini, per motivi di salute, sarà quasi subito ricoverato in una clinica privata di Roma, dove riceverà la visita del direttore del Sid generale Vito Miceli, col quale è già da tempo in contatto.
Nel pomeriggio il quotidiano comunista Paese Sera pubblica, a titoli cubitali, che la notte fra il 7 e l’8 dicembre 1970, forze di estrema destra avrebbero tentato un colpo di stato.

Alla commissione Bilancio della Camera dei deputati, Eugenio Cefis dichiara: “Le maggiori compagnie non hanno un effettivo interesse al contenimento dei prezzi. Data la forza della posizione attuale, esse pensano di non trovare alcuna difficoltà, oggi ed in futuro, nel trasferire gli aumenti di prezzo sui consumatori”.

Si svolge a Roma, secondo una fonte fiduciaria del Viminale, una riunione del Msi per discutere delle indagini della magistratura sui gruppi della destra extraparlamentare. Dalla sede della direzione nazionale si portano via documenti e la corrispondenza tra Borghese, Ordine Nuovo e il partito.



18 Marzo: il Cipe e l’Iri approvano la realizzazione del V centro siderurgico a ciclo integrale a Gioia Tauro, in Calabria: non verrà mai realizzato, nonostante i notevoli investimenti di denaro pubblico nell’area

Il ministro degli Interni Restivo rende noto il tentativo di colpo di stato del 7 Di­cembre dopo che il quotidiano Paese Sera ne aveva già fornito ampie anticipazioni. La Procura di Roma spicca un mandato di cattura per il principe Borghese, il quale, dopo le prime indiscrezioni uscite il 17 marzo, si è già rifugiato in Spagna.

Il Comando dei carabinieri per la Marina di La Spezia invia al reparto carabinieri del Sios Marina presso lo Stato maggiore della Marina una nota nella quale afferma che “il Fronte nazionale ha ventilato l’attuazione di colpi di stato con il favore delle forze di polizia e delle Forze armate senza però mai attuare alcuna azione (…).

L’ufficio politico della Questura di Roma invia alla Procura della repubblica di Roma un rapporto sui fatti del 7/8 dicembre 1970 basato sulle intercettazioni telefoniche di elementi dell’estrema destra che confermano “che i dirigenti del Fronte avevano organizzato effettivamente un’azione diretta a sovvertire con la violenza i poteri costituiti dello Stato”.

Nel corso di un’intervista televisiva, Giorgio Almirante si presenta come l’uomo adatto ai tempi difficili.

Co
n l’arresto di Clemente Graziani inizia l’istruttoria Occorsio contro Ordine Nuovo. E’ an­che il segnale di un cambio di strategia, scaricando la parte più compromessa, del partito del golpe. Ufficialmente Ordine nuovo è confluito nel MSI il 14 novembre del 1969 e l’inchiesta Occorsio parte da quella data, cancellando 15 anni d’attività del movimento. Il Movimento Politico Ordine Nuovo nasce ufficialmente il 9 gennaio del 1970. Sono arrestati anche i veronesi Elio Massagrande, Pietro Rocchini, Claudio Bizzarri e Roberto Besutti. A difesa di Romano Coltellacci scende in campo direttamente Almirante e, una volta appu­rato il rientro nel MSI, Coltellacci esce dall’inchiesta.

Pino Rauti fonda Ordine nuovo nei primi anni ‘50. Inizialmente era un Centro studi interno al partito con il compito d’essere “il contrappunto di una corrente giovanile al vertice del MSI”. Con l’elezione di Michelini alla segreteria missina (Milano, 24 -26 novembre 1956) il grup­po esce dal MSI. La sede nazionale è a Roma, inizialmente in via della Pietra, poi in via degli Scipioni 286. Il primo gruppo, quello che possiamo definire storico, era costituito da: Cle­mente Graziani, Paolo Andriani, Rutilio Sermonti, Bruno Acquaviva, Piero Vassallo, Silvio Adorni, Riccardo e Gastone Romani (quest’ultimo fiduciario del Veneto), Silvio Vi­tale, Nino Capotondi, Alfio Tagliavia, Stefano Mangiante, Gabriele Troilo, Antonio Lom­bardi. In se­guito aderiranno: Giulio Maceratini, Paolo Signorelli, Gino Ragno, Marcello Pe­trina, Adriano Romualdi. Quando nel 1969, ritorno alla segreteria missina di Almirante, Rauti decide il rientro nei ranghi del MSI, la decisione è criticata dai duri. Ma i fatti succes­sivi dimostreranno che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio gioco delle parti. l 21 settembre 1969 il gruppo che ruota attorno a Clemente Graziani da vita al Movimento Poli­tico Ordine Nuovo. Il gruppo dirigente é composto da: Elio Massagrande, Adriana Ponte­corvo, Giuseppe Dionigi, Antonio Ragusa (responsabile studenti medi), Sandro Saccucci (responsabile organizzazioni parallele), Fabio Miriello (Johannesburg), Roberto Besutti (responsabile propaganda e controinforma­zione), Mario Tedeschi (iniziative finanziarie), Bruno Esposito (responsabile studenti univer­sitari), Roberto Gabellini (settore lavoratori). Altri nomi di spicco sono: Leone Mazzeo, Al­fonso Dalla Corte, Salvatore Francia, Tom­maso Stabile, Francesco Ligato, Sandro Pisano e Alfredo Di Chiappori. Questi ultimi due sono di fatto infiltrati-informatori per conto di Ste­fano Delle Chiaie. Contemporaneamente si fonda il FAS (Fronte azione studentesca) che tiene il suo primo congresso a Lucca il 17 aprile del 1970. Nella città toscana sono attivi Mauro Tomei e Ugo Fusi. Tra i partecipanti al congresso troviamo Umberto Balistrieri e Claudio Bizzarri.
Graziani, nel 1954, era stato fermato, insieme a Paolo Andriani, mentre trasportavano armi, bombe, esplosivi e micce. Dichiarò di avere ricevuto il tutto da Cesa­re Pozzo, depu­tato del MSI, poi capo Ufficio stampa del partito. Fu anche coinvolto nell’evasione dell’ex marò Benito Lucidi, in galera per omicidio a scopo di rapina. Di rile­vante interesse è quanto scrive Graziani sul Quaderno n.1 del Centro Ordine Nuovo del 21 settembre del 1969, vale a dire un paio di mesi prima della fondazione del MPON, in un saggio dal titolo La guerra rivoluzionaria: (…) Per la conquista totale delle masse la dottrina della guerra rivoluzionaria prevede, oltre che il ricorso all‘azione psicologica, il ricorso a forme dì terro­rismo spietato e in­discriminato. (...) Si tratta cioè di condizionare le folle non solo attra­verso la propaganda, ma anche agendo sul principale riflesso innato presente tanto negli animali quanto nella psiche di una grande massa: la paura, il terrore, l’istinto di con­serva­zione. (..) Occorre determinare tra le masse un senso di impotenza, un senso di acquie­scenza assoluta in rapporto all’ineluttabile destino di vittoria della fazione rivoluzionaria. Inoltre, il terrorismo su larga scala attuato tra le fila delle forze incaricate della repressione del movi­mento rivoluzionario genera sempre disagio, stanchezza, insicurezza, de­termi­nando così condizioni favorevoli alla propaganda disfattista. (...) Ab­biamo accennato al ter­rorismo indiscriminato e questo concetto implica ovviamente la possibilità di uccidere o far uccidere vecchi, donne, bambini. (…) Queste forme di intimidazione terroristica sono, oggi, non solo ritenute valide, ma a volte, assolutamente necessarie per il conseguimento di un determinato obiettivo” (citato nella relazione del nucleo operativo dei carabinieri di Bologna, la sezione, del 12.6. 1989 a firma del maggiore Giorgio Tesser).
Esiste una relazione molto stretta tra questa anticipazione dello stragismo e quanto conte­nuto nel documento dell’Aginter Press, La nostra azione politica: (..) Noi pensiamo che la prima parte della nostra azione politica debba essere quella di favorire l’installazione del CAOS in tutte le strutture del regime”. Nel rapporto del capitano del Ros, Massimo Giraudo vi è una preci­sazione che fa riflettere: “nel documento in lingua francese Notre ac­tion poli­tique è presente un annotazione a mano, tra le altre, riportante la parola in corsivo, sottolineata, CAOS. Nella riga la parola è ripetuta con l’apposizione di una H tra la C e la A. te­nuto conto del contenuto del docu­mento, è bene ricordare che nel 1975 la Commissione Rockfeller (Com­mission on CIA activities within the United States ndr) redasse un rapporto all’allora presi­dente Ford sulla covert operation denominata in codice CHAOS. Il rapporto è stato decodificato e reso pubblico nel 1997. Scopo dell’operazione Chaos era l’infiltrazione in gruppi, associazioni e partiti dell’estrema sinistra extraparlamentare (anar­chici, m - I, ope­raisti e castri­sti) d’Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Repubblica fe­derale tede­sca. L’operazione Chaos risulta nata nell’agosto del ‘67 e terminata nel ‘73” (rapporto del Ros al G.I. di Milano Guido Salvini e di Bologna Leonardo Grassi del 14.2.1994).
Secondo Graziano Gubbini, “Ordine nuovo era nato nel dopoguerra attorno ad alcune ope­razioni anticomuniste di particolare rilevanza simbolica, come quella concernente la nave scuola Cristoforo Colombo, che doveva essere ceduta all’URSS e che invece venne fatta salta­re nel porto di Taranto. Ordine nuovo era già in origine legato ad ambienti militari. Tutti i suoi componenti venivano da esperienze belliche e soprattutto Rauti aveva im­por­tanti legami con ambienti militari. Ordine Nuovo era un gruppo con evi­denti caratteri di an­ticomunismo e pertanto facile preda dei servizi segreti”(Interrogatorio G.I. di Bologna Leonardo Grassi del 24. 1.1994). Gubbini è tra i partecipanti del Corso di aggiornamento del MSI per dirigenti giovanili del 5 settembre 1969 all’Hotel Cavallino Bianco del Terminillo (RI). Tra i temi trat­tati anche quello di “rovesciare l’attuale classe dirigente italiana, inca­pace di garantire la sicurezza nazionale, la pace sociale e il progresso ci­vile” (rapporto “riservatissimo” legione CC La­zio, gruppo di Rieti del 19.9.1969 n0 3/16-RR).
Secondo l’inchiesta del giudice istruttore di Bologna Vito Zincani, Gubbini farebbe parte di Ordine Nero, “operano stando all’interno del MSI dal quale ricevono denaro e protezioni per il tramite del federale di Arezzo Oreste Ghinelli”. Di questo gruppo toscano fanno parte: Massimo Batani, Augusto Cauchi, Giovanni Rossi, Andrea Brogi. Gubbini verrà arrestato nel giugno del ‘74 in seguito agli sviluppi su Ordine nero. Rinviato a giudizio nell’inchiesta Occorsio su MPON “per aver organizzato e diretto il MPON anche successivamente che il Ministro dell'Interno che ne ordina lo scio­glimento”. Tra gli altri organizzatori rinviati a giu­dizio: Francia, Cartocci, Sandro Sparapani, Umberto Zamboni, Euro e Marco Castori, Giancarlo Rognoni, Clemente Graziani, Elio Massagrande, Umberto Balistrieri, Luigi Fa­lica, Massimo Batani, Marcantonio Bezicheri, Giovanni Melioli. Testimone dell’inchiesta Salvini, farà riferimento a Cesare Ferri come effettivo autore della strage di Brescia e “come persona che era stata as­solta grazie ad un falso alibi relativo a quella mattina”. Secondo Gubbini ”ad alcuni attentati commessi da Nico Azzi e dal suo gruppo, era presente un uffi­ciale dei carabinieri” (sentenza-ordinanza del G.I. Guido Salvini). Secondo Tritone, una delle fonti confidenziali del SID, la strage di Brescia “non do­veva rimanere un fatto isolato”, ma doveva essere seguita da altre “azioni terroristiche di grande portata da compiere a breve sca­denza” in modo da aprire un “conflitto interno risolvibile solo con lo scontro armato”.
Sulla possibile identificazione della struttura, o parte di essa, di Ordine nuovo con organismi occulti facenti capo ai servizi segreti, è da ricordare la deposizione di Vincenzo Vinciguerra al giudice istruttore Zorzi del 6 maggio 1985: “Il mio ingresso in Avanguardia nazionale fu preparato dal progressivo distacco politico determinato dall’acquisizione di elementi su rapporti tra elementi dirigenti di Ordine nuovo e funzionari del ministero degli Interni e co­munque con persone inserite a vario titolo e a vario livello in apparati dello Stato. L’episodio iniziale che illuminerà questa realtà fu la proposta avanzatami nel settembre del 1971 a Udine da Carlo Maria Maggi e DeIfo Zorzi di eliminare il ministro Rumor nella sua abitazione di Vicenza, senza per questo avere problemi di sorta con la scorta di polizia che abitualmente veglia sull’incolumità di un personaggio pubblico di quel rilievo. Rifiutai que­sta proposta, presentatami come momento di una più vasta azione destabilizzante, perché non ritenevo vi fossero le condizioni per una simile azione e perché venni messo in fortis­simo sospetto dalla precisazione che non avrei avuto problemi con la scorta, cosa questa che mi dimostrava l’esistenza di agganci con funzionari di altissimo livello, in grado di pre­disporre una situazione per cui la scorta potesse non interve­nire. Si formò così in me la convinzione, avvalorata da successivi riscontri (ad esempio l’ammissione di Zorzi di es­sere legato da intima amicizia con un altissimo funzionario del ministero degli Interni, la confidenza fattami da Rognoni e Francesco Zaffoni in Spagna, circa marce notturne con tute mi­metiche dell’arma dei carabinieri nella zona di Varese), dell’esistenza sotto la fac­ciata di Ordine nuovo di una struttura occulta all’interno della quale operavano Maggi, Zorzi, Carlo Di Giglio (rectius: Digiglio), Paolo Signo­relli e in posizione di vertice Io stesso Rauti, struttura a sua volta inserita in un apparato composto da civili e militari, arruolati sulla base della loro con­vinzione anticomunista e della loro adesione all’idea di un raf­forzamento della NATO (..) La chiarezza che avevo acquistato su Ordine Nuovo mi di­mo­strò che non si trattava più di un gruppo politico di opposizione allo Stato, ma di supporto a centri di potere dello Stato stesso (...)Per me l’episodio chiave per capire potrebbe essere la strage via Fatebenefratelli in ordine alla qual
e anzitutto formulo l’ipotesi che si sia trat­tato della ripresa e dell’attuazione della proposta che venne fatta a me di un attentato a Ru­mor e del progetto sottostante. Lo valuto come episodio chiave perché sono certo che, se venisse chiarito in tutti i suoi termini, sviluppi e riflessi, tale fatto metterebbe a nudo in maniera esemplare il connubio esistente tra potere politico, apparati dello Stato e Ordine Nuovo”.
Sempre Vinciguerra racconta (sentenza-ordinanza G.I. Guido Salvini del 18.3.95): (…) Intendo fin d’ora affermare che tutte le stragi che hanno in­sanguinato l’Italia a partire dal 1969, apparten­gono ad un’unica matrice or­ganizzativa. (..) tale struttura (...) obbedisce ad una logica se­condo cui le di­rettive partono da apparati inseriti nelle istituzioni e per l’esattezza in una struttura parallela e segreta del ministero dell’Interno più che dai carabi­nieri” (interrogatorio G.I. di Bologna del 20.6. 1984).“Posso oggi indicare i no­minativi di persone che dal 1960 o da ancora prima sino ad oggi sono ri­masti in collegamento tra loro provenendo da uno stesso ceppo ed es­sendo un gruppo politicamente ed umanamente omogeneo (…) Si tratta infatti del gruppo che dette vita (…) al Centro Studi di Ordine Nuovo di Pino Rauti (…) Tale gruppo ha il suo baricentro nel Veneto, ma ha naturalmente agito anche a Roma e Milano. E’ composto tra gli altri, da queste persone: a Trieste da Francesco Neami, Claudio Bres­san e Manlio Portolan; a Ve­nezia-Mestre da Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Giancarlo Vianello; a Verona da Marcello Soffiati e Amos Spiazzi, nonché a Treviso da Roberto Raho. A Padova l’intero gruppo Freda, con Fachini e Aldo Trinco; a Trento Cristiano De Eccher; a Milano Giancarlo Rognoni; a Udine Cesare Turco dal 1973 in poi; a Roma Enzo Maria Dantini e il gruppo di Tivoli di Paolo Signorelli” (sentenza ordinanza G.I. Salvini del 18.3.1995). “La struttura in cellule - continua Vinciguerra - era mutuata dall’OAS (…) si basa su una struttura a cinque in cui il capocellula è in contatto con due coppie che tra loro non si co­noscono. Solo il capocellula è in contatto con un altro capocellula” (interrogatorio G.I. Salvini del 6.6.1991). “Ho sempre segnalato la presenza in Ordine Nuovo nel Veneto di elementi inseriti negli apparati dello Stato (…) Delfo Zorzi, sul conto del quale chiedo sia approfondita la sua posizione anche alla luce della concessione da parte del ministero degli Esteri a co­stui di un passaporto diplomatico che (…) può essere concesso solo in casi eccezionali a pri­vati cittadini nel caso svolgano all’estero attività a fa­vore del Paese" (interrogatorio G.I. Salvini 21.12.1992).
Sulla reale funzione di Ordine nuovo confesserà Paolo Fascinelli: “il ruolo di Ordine nuovo di Torino era quello di squadra politica d’appoggio all’esercito; ci sarebbero stati degli elenchi di posti strategici dove avremmo dovuto fare rastrellamenti di avversari politici (...) Si par­lava di la­gunari” (atti inchiesta giudice Violante). Sempre secondo Fascinelli a Francia “fanno capo gli esponenti italiani di Ordine nuovo nonché gli esponenti di collaterali organizza­zioni straniere quali Luis Garcia Rodrigues (Barcel­lona), Jean Thiriart (Belgio), Guy Amau­druz (Losanna)” (idem).
A questi personaggi bisogna aggiungere Marcello Soffiati, ordinovista veronese, massone, legato alla CIA e informatore di Spiazzi quando questi era all’ufficio I. Durante una perqui­si­zione, nel 1974, gli vennero sequestrate armi, bombe a mano ed esplosivo, nonché do­cumenti tra cui una lettera intestata alla Massoneria universale di rito scozzese nella quale era definito fratello e un appunto manoscritto con piantina e le annotazioni “Tirrenia - Camp derby - Mr Bandoli - Instructor”. Secondo Marco Affatigato partecipò ad un corso per l’uso delle armi e lo studio di tecniche investigative. Venne sequestrato un foglio ma­noscritto, a firma illeggi­bile e senza data, in cui l’estensore dice di aver lavorato per gli americani in un’azione antisovietica (cita la SETAF), di aver avuto la disponibilità di tessere Usa da ufficiale firmate da un tale Sam Fish, di aver contattato il signor Mancini dell’ambasciata statunitense a Roma al quale riferiva di rivolgersi a Mario Tedeschi, al ge­nerale De Lorenzo e al massone dottor Giuseppe Tebano e viene inoltre citato Gianni Bandoli. Il 31 maggio 1966 è denunciato a Verona per detenzione abusiva di armi da guerra insieme a Elio Massagrande, Roberto Besutti, Giampaolo Paini, Giovanni Barozzi, Alberto Morandi, Alfredo Cristofoletti, Massimiliano D’Andrea, Marco Morin. Appartengono tutti a Ordine nuovo. Racconta Gabriele Forziati: “fui io ad esprimere il desiderio di andare in Spagna. Lo espressi al dottor Maggi, allorché venne a visitarmi a casa del Romani. Il Maggi mi procurò una persona che poi mi accompagnò fino a Madrid. La persona è Sof­fiati Marcello di Verona, che io avevo visto una sola volta a Udine allorché mi incontrai con Rauti”.
Soffiati è legato a Sergio Tazio Poltronieri. Racconta nel suo memoriale Gianfranco Ma­siero: (…) 1970: inizio dei rapporti con Verona con Soffiati, Besutti e Maggi, Ordine Nuovo e rapporto segreto con francesi, belgi, Thi­riart, Giovane Europa, con gli austriaci di Bort e i tedeschi di Wiederstand che si tenne in un ristorante di Colognolla, ai colli veronesi, pre­sente un uf­ficiale dei servizi" (memoriale Masiero - Alto Adige del 28 giugno 1991). Il ristorante a cui fa cenno Masiero è gestito dalla famiglia Soffiati ed è un abituale luogo d’incontro degli ordi­novisti. E’ indicato da Affatigato come agente dei servizi. Vinciguerra lo indica come componente della struttura occulta implicata nelle stragi, coincidente con Ordine nuovo, insieme a Rauti, Enzo Erra, Fausto Pierfranceschi, Cesare Pozzo, Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Ezio Maria Dantini, Cesare Turco, Francesco Neami, Claudio Bressan, Manlio Portolan, Giancarlo Vianello, Aldo Trinco, il gruppo Freda - Fachini, Giancarlo Rognoni, Marco Ca­gnoni, Claudio Orsi, Claudio Mutti, Luigi Falica e altri. E’ coinvolto nell’episodio Affatigato dell’inchiesta 2 agosto (deposizione Spiazzi) con il quale si era incontrato a Nizza e Montecarlo nella prima­vera dell’80. Tramite Spiazzi collaborava con Sisde, Sismi, CIA per conto dei servizi (deposizione Salerno, capocentro Sisde). Teneva i contatti con Affatigato (Sentenza rinvio a giudizio inchiesta strage del 2 agosto).
Secondo Carlo Digiglio (dal 1967 collaboratore CIA attraverso Ftase di Verona ndr) Soffiati par­tecipò al concentramento veneziano all’Arsenale la notte del 7 dicembre 1970.
Secondo il rapporto del Ros dei carabinieri, molti ex appartenenti a Ordine nuovo aderi­rono anche “all’organizzazione Ananda Marga, struttura con estensione in vari paesi e di­rettivi non solo filosofici e religiosi, ma anche rivoluzionari, con una struttura formata non soltanto da monaci e adepti, ma anche da un servizio d’ordine e da regole molto rigide di carattere quasi militare, cui erano costretti a sottoporsi gli adepti con una simbologia nazi­sta (…) le regole di vita di Ananda Marga portano alla spersonalizzazione dell’affiliato, che viene assoggettato completamente al leader, sicché si crea un clima particolarmente ido­neo a indurre gli affiliati a qualsiasi azione”. La setta, sempre secondo il rapporto del Ros, fu im­portata in Italia dall’India dall’ex capo della CIA per il Mediterraneo, uno degli ideologi della strategia della tensione, già presidente della WACL ed ex capo del nucleo guerra non ortodossa [Karamessines nda] l’idea della setta furono poi riprese, sempre secondo il rap­porto, da gruppi eversivi quali il Gruppo Ludwig, Le Ronde pirogene antidemocratiche, I nuclei sconvolti per la sovversione urbana.



18 – 20 marzo: Padova, manifestano i lavoratori del gruppo Zanussi.



20 marzo: Roma, rinviati a giudizio gli anarchici del Circolo 22 Marzo per gli attentati del 12 dicembre 1969 a Milano e Roma. Pietro Valpreda, Mario Merlino, Emilio Borghese e Roberto Gargamelli sono accusati della strage di piazza Fontana e reati connessi, Emilio Bagnoli e Enrico Di Cola di partecipazione ad associazione per delinquere; Olivo Della Savia di detenzione d'esplosivo; Rachele Torri, Ele Lovati, Maddalena Valpreda e Olimpia Torri (tutte parenti di Valpreda) di falsa testimonianza; prosciolto Roberto Mander perchè minorenne al momento dei fatti.



21 marzo: Trieste: su indicazione del direttore del Sid Vito Miceli, la polizia sequestra la nave Conquistador che dei mercenari stanno usando per arrivare in Libia e con un colpo di mano liberare dal carcere di Tripoli importanti oppositori del regime di Gheddafi. Fallisce così l'operazione finanziata dall'esule Omar Shalhi, rifugiato in Svizzera, che ha assoldato tramite l'inglese David Stirling, mercenari inglesi e francesci. Le informazioni sono state trasmesse al Sid dai servizi di informazioni statunitensi.

Sul Corriere della Sera, in un articolo intitolato “Non siamo al 1922”, Ignazio Silone ribatte a Giorgio Almirante contestando la necessità di un “uomo adatto ai tempi difficili”.

Nassau, capitale delle isole Bahamas, il direttore generale del Banco Ambrosiano Roberto Calvi fonda la Cisalpine Overseas Bank affidandone la presidenza al vescovo Paul Marcinkus, amministratore dello Ior (Istituto Opere di Religione), la banca vaticana. Marcinkus cede la presidenza allo stesso Calvi poco dopo. L'iniziativa è condotta con gli uffici di Michele Sindona.



22 marzo: costituita la Società per le gestioni e partecipazioni statali (Gepi), per la ristrutturazione delle piccole imprese, con capitale Imi, Iri, Eni, Efim

Milano, il locale centro CS (Centro controspionaggio), al comando del maggiore dei carabinieri Giorgio Burlando, invia al reparto D del Sid una nota informativa redatta dalla fonte “Meto”, su Avanguardia operaia: “Il gruppo ha avuto origine nel dissenso entrista del Pci milanese del 1967-68. Inizialmente era formato da quadri comunisti legati alla IV internazionale trotzkista. Era capeggiato da Gorla, Vinci e Bolchini. Sulle prime l’iniziativa aveva avuto l’appoggio di Maitani (sic); si presentava come un gruppo culturale-politico ed era organizzato nel circolo: Il manifesto di Milano via Ausoni n.6 (…).

In un rapporto riassuntivo del Viminale sulle vicende del Fronte nazionale si legge che “nel novembre del 1968 Borghese si incontrò con i dirigenti di Ordine nuovo e, convenendo con essi sull’esistenza di una comune piattaforma programmatica, stabilì una specie di patto di intesa che implicava la loro collaborazione alle attività organizzative e propagandistiche del Fronte (…) Successivamente, però, divergenze ideologiche e programmatiche e, soprattutto, il venir meno degli attesi aiuti finanziari indussero i dirigenti di On a denunciare il patto col Fronte nazionale”. In un'altra nota del Viminale, si legge che “il fenomeno Borghese non ha mai rappresentato un problema dal punto di vista della sicurezza, e questo vale anche per quanto concerne l’episodio del 7 dicembre”.

Milano, si apre il processo contro gli anarchici Pulsinelli, Braschi, Giovanni Corradini, Piero della Savia, Eliane Vincileone, Paolo Faccioli, Norscia e Mazzanti, accusati di “strage” per gli attentati del 25 aprile 1969.



23 marzo: Buenos Aires, sale al potere a capo di una giunta militare, il generale Lanusse.

Cagliari, un gruppo di militanti missini aggredisce e ferisce due iscritti al Pci al termine di un inseguimento automobilistico. Tre degli aggressori saranno successivamente fermati dalla polizia.

Diffusi in Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna volantini firmati “Giunta esecutiva riscossa sociale italiana” (Gersi) in cui si proclama la necessità di “colpire direttamente tutti i capi responsabili dei vari partiti”. Ad alcuni volantini, inviati a uomini politici è allegato un messaggio: “Voi siete uno dei responsabili e come tale sarete colpito”, firmato “La Rosa dei Venti”.



24 marzo: l'esplosione di un ordigno collocato sotto i binari, tra le stazioni di Latisana e di Palazzolo della Stella, provoca l'inarcarsi di una rotaia e la caduta della linea aerea dell'alta tensione. Autore dell'attentato è, con altri, Vincenzo Vinciguerra aderente alla sezione di Udine del Movimento Politico Ordine Nuovo. Vinciguerra racconterà poi che l'azione è stata compiuta in occasione della visita di Tito in Italia, perchè "si diceva che Tito doveva arrivare in Italia in treno". Il giorno successivo un altro attentato è organizzato lungo la linea ferroviaria Venezia-Udine, tra la stazione di Basiliano e quella di Campoformido: l'esplosione di un ordigno provoca danni al binario.

In un’intervista al quotidiano La Nazione, Mario Scelba dichiara: “Non esiste un pericolo fascista, né esiste una minaccia da destra alle istituzioni. E’ tutta un’invenzione propagandistica del Pci. La vera minaccia, il vero pericolo sono i comunisti”.

Milano, attentato dinamitardo contro la sede del consolato jugoslavo in via Pirandello.



25 marzo: Casoria (Napoli), scioperano ad oltranza i lavoratori della Rhodiatoce per ottenere il ritiro di 50 sospensioni e a sostegno della vertenza su qualifiche, organici e ritmi di lavoro.



26 marzo: Genova, Mario Rossi, esponente del gruppo XXII Ottobre, durante un tentativo di rapina allo IACP uccide il fattorino Antonio Floris. L'omicidio segna la fine del gruppo, in pochi g
iorni la polizia, giovandosi anche di provocatori interni all'organizzazione, individua e arresta i suoi componenti: oltre a Rossi e Viel, Giuseppe Battaglia, Gino Piccardo, Cesare Maino, Aldo De Scisciolo, Adolfo Sanguinetti, Gianfranco Astara, Renato Rinaldi e Diego Vandelli. Viel riuscirà a sottrarsi all'arresto grazie all'aiuto di Giangiacomo Feltrinelli.

Milano, sospeso il processo Calabresi - Baldelli, per la ricusazione della parte lesa nei confronti del presidente della Corte, Carlo Biotti, accusato di aver espresso giudizi sul merito della sentenza ancora da emettere. Il giudice Biotti aveva predisposto una nuova perizia e la riesumazione della salma di Pinelli.

Pakistan, si scatena la guerra civile tra l’esercito e i separatisti del Bangladesh. Nelle settimane successive la dura repressione pachistana costringerà milioni di profughi a cercare rifugio in India.



27 marzo: Palermo, sgombero poliziesco, seguito dalla rioccupazione delle case Iacp sfitte del quartiere Zen. Protagoniste della lotta sono le donne del quartiere, che riescono a liberare un giovane fermato dalla polizia, circondando la camionetta.

Spediti ad amministratori pubblici, cittadini, politici, giornali, volantini firmati “Gersi-Rosa dei venti” (Giunta esecutiva riscossa sociale italiana).



28 marzo: nei pressi della stazione di Grumolo delle Abbadesse, in provincia di Vicenza, un ordigno trancia una settantina di centimetri di una rotaia e un treno passeggeri diretto a Venezia evita il deragliamento solo grazie alla sua velocità. L'attentato è compiuto in concomitanza con una prevista visita del presidente jugoslavo Tito in Italia e tra gli esecutori saranno indicati il triestino Francesco Neami e il veneto Delfo Zorzi, entrambi del Movimento Politico Ordine Nuovo.



29 marzo: Roma, storico incontro tra papa Paolo VI e il presidente jugoslavo Tito, in visita ufficiale in Italia.

Milano, Gilberto Tornaghi, amministratore dell’Agip mineraria, denuncia alla Questura di Milano che il suo telefono è sotto controllo. Inizia, da questa denuncia, l’inchiesta sulle intercettazioni telefoniche abusive.



30 marzo: Roma, il ministro dell'interno Franco Restivo dichiara alla Camera: "Non vi è nell'episodio nulla che corrisponda agli allarmi lanciati. Non ha alcun fondamento la notizia secondo cui gli estremisti di destra sarebbero penetrati la notte dell'8 dicembre nel palazzo del Vi
minale". Gli "allarmi lanciati" riguardano il tentato "golpe Borghese" della notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970.

Il ministro del Commercio con l'estero Mario Zagari firma l'autorizzazione per l'esportazione clandestina in Sudafrica, con falsa destinazione Francia, di venti cannoni navali da 76 millimetri prodotti dalla Oto Melara di La Spezia.



30 – 31 marzo: Roma, circa 3000 celerini sgomberano le case sfitte di proprietà comunale a San Basilio, occupate da 500 famiglie sostenute da militanti della sinistra rivoluzionaria. Alcuni gruppi, decisi a non mollare, impegnano la polizia in scontri che si estendono al Tiburtino. Il 31, gruppi di donne rientrano nelle case. Lo sgombero è quasi immediato, ma dall'esterno arrivano appoggi e gli scontri si allargano.



31 marzo: dopo gli arresti compiuti per ordine della Procura della repubblica di Roma e la fuga in Spagna di Junio Valerio Borghese, il Fronte Nazionale si riorganizza. A dirigerlo è designato Dante Ciabatti, il nuovo direttivo è formato, tra gli altri, da Giacomo Micalizio, Eliodoro Pomar, Salvatore Drago, Enrico Bonvicini, Felice Costantini e da Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia Nazionale. Si forma un gruppo dirigente anche a Genova, con a capo Giancarlo De Marchi, che assumerà la funzione di tesoriere. De Marchi infatti, tramite Attilio Lercari, può ancora gestire parte del finanziamento avuto dall'industriale ligure Andrea Piaggio.

Il sostituto procuratore romano Vittorio Occorsio emette un mandato di cattura contro Clemente Graziani, responsabile del movimento politico Ordine Nuovo.



Marzo: Roma, il deputato socialdemocratico Flavio Orlandi chiede l’adozione di provvedimenti penali a carico dei giornalisti che hanno parlato di golpe per gli eventi del 7-8 dicembre 1970.

Milano, rientra in fabbrica alla Pirelli Bicocca l'operaio Della Torre, licenziato e riassunto per ordine del pretore del lavoro.

Chioggia, 97 pescatori sono denunciati per aver bloccato il Canal Grande a Venezia nel corso di una lotta sindacale. Il fatto era avvenuto un anno prima.

Alba (Cn), due soldati sono arrestati per vilipendio alle forze armate per il contenuto di una serie di volantini.

Il Tribunale di Padova condanna il soldato Beck Peccoz a un anno per "attività sediziosa continuata".

Trasferito da Pistoia a Bari, poi incarcerato per insubordinazione il soldato, Domenico Gavella, per aver contestato a un sottotenente un abuso.



Aprile: esce il primo numero di Nuova Resistenza, periodico vicino alle BR.

Tommaso Buscetta lascia New York per trasferirsi in Brasile.

Muore in un carcere del Texas, Joe Valachi.



1 aprile: Amburgo, ucciso l’ex console boliviano, Roberto Quintanilla. L’omicidio sarà rivendicato il giorno seguente dall’Eln che accusa Quintanilla di essere responsabile della morte, avvenuta nel 1969, di Inti Peredo, uno dei leader dell’Eln. Il 13 maggio 1973, Oswaldo Ucasqui e Monica Ertl, ritenuti responsabili dell’omidicidio del console, saranno uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia boliviana a La Paz.

Il generale tedesco J. Steinhoff succede all’ammiraglio Nigel Henderson nella carica di presidente del Comitato militare della Nato.

Arrestato a Roma Clemente Graziani.



2 aprile: Roma, da un centro periferico arriva al colonnello Gasca Quierazza, responsabile dell’ufficio D del Sid, una nota che segnala come la notte il 7 e l'8 dicembre 1970, elementi del Fronte nazionale “introdotti nel ministero dell’Interno da ingressi secondari, sarebbero stati ricevuti da un maggiore di Ps. Questi a nome del vice del dottor D’Amato avrebbe provveduto alla distribuzione ai convocati di armi (…) degli avvenimenti (…) non sarebbero stati all’oscuro l’ammiraglio Birindelli in funzione del suo incarico, il capo di Stato maggiore della Marina Roselli Lorenzini, il capo di Stato maggiore dell’Esercito Mereu, il comandante della III armata, il comandante delle fanterie del sud Europa e alcune personalità del Quirinale (…) Il comandante Valerio Borghese si troverebbe a Roma ospite del comando generale dell’Arma dei carabinieri a viale Romania”.



3 aprile: Cagliari, militanti missini aggrediscono tre sindacalisti della Cgil che stavano distribuendo volantini.



4 aprile: Reggio Calabria, ancora dimostrazioni e scontri. Un candelotto lacrimogeno sparato dalla polizia ad altezza d'uomo ferisce gravemente al volto Rocco Vigliante.



5 aprile: Roma, incidenti fra occupanti di appartamenti sfitti e polizia. Venti arresti.

Trento, militanti di destra tentano di assaltare la Casa dello studente.



7 aprile: sciopero generale per la casa e le riforme sociali proclamato da CGIL CISL e UIL. La partecipazione è massiccia perché il problema casa nel Paese è diventato serio e viene avvertito ormai da tutte le categorie del mondo del lavoro sia privato che pubblico. Viene quindi sollecitato il governo a preparare un progetto di riforma urgente.

S. Antonino Val di Susa, i carabinieri caricano un picchetto organizzato dal collettivo operai-studenti che aveva bloccato un treno Tee per 70 minuti, malmenando operaie del Cotonificio e della Magnadyne.

Rignano Garganico (Foggia), la polizia disperde con violente cariche contadini e agricoltori che manifestano per il mancato pagamento dei contributi governativi. Uno dei manifestanti riporta la frattura della base cranica. 22 arrestati, 20 fermati.

Roma, militanti di destra lanciano razzi sugli operai in sciopero davanti ai cancelli della Fatme.

San Ginesio (Macerata), attentato dinamitardo contro la sede del Psi.

Il colonnello dei carabinieri, Pio Alferano, comandante del nucleo di polizia giudiziaria di Roma, in un rapporto alla Procura della repubblica scrive che, a Reggio Calabria, “i pochi aderenti al Fronte nazionale” non si sono messi in evidenza “per segnalate attività durante i decorsi 8 mesi di lotta”.

Stoccolma, due ustascia croati penetrati nell’ambasciata jugoslava, sparano all’ambasciatore Vladimir Rolovic. Nello scontro a fuoco resta uccisa la segretaria Mira Stempihar che aveva tentato di proteggere l’ambasciatore. I due ustascia sono arrestati, mentre l’ambasciatore morirà il 15 aprile successivo per le ferite riportate.



9 aprile: Este (Padova), un attentato incendiario distrugge completamente la locale sezione del Pci.



9 – 10 aprile: Milano, a seguito della sentenza della magistratura, la polizia interviene per forzare il picchetto delle operaie che presidiano la Crouzet, colpita dalla ristrutturazione.



10 aprile: Pechino: un torneo amichevole di ping pong tra la nazionale cinese e quella americana, segna l’inizio del disgelo tra le due superpotenze. Passerà alla storia come la diplomazia del ping pong.

Milano, la polizia interviene in forza per sciogliere il picchetto operaio che presidia la Brionvega.



12 Aprile: Treviso, il giudice istruttore Stiz firma un mandato di cattura a carico di Franco Freda, Giovanni Ventura e Aldo Trinco, neofascista padovano, accusandoli di associazione sovversiva. Successivamente i tre saranno accusati anche di ricostituzione del partito fascista. Il 12 luglio saranno rimessi in libertà provvisoria e il giudice istruttore di Treviso trasmetterà per competenza il procedimento al Tribunale di Padova.

Massa Carrara, si conclude il congresso della Federazione anarchica italiana (Fai), con una mozione approvata a larga maggioranza di solidarietà “con gli anarchici ingiustamente accusati di crimini mai commessi”.

Torino, esplode la rivolta dei detenuti delle Nuove contro le inumane condizioni di vita. La rivolta è duramente repressa e più di 100 detenuti saranno trasferiti.



14 aprile: Novara, i detenuti inscenano una manifestazione di protesta che viene duramente repressa.



15 aprile: Roma, serrata dei commercianti contro l'introduzione dell’IVA, l’imposta che sostituirà l’IGE.

Macerata, attentato incendiario contro la sezione del Pci in via Mozzi.



16 aprile: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri, e interpretato da Gian Maria Volontè, vince l’Oscar come miglior film straniero.

Il Messaggero, La notte e Il secolo d’Italia pubblicano con rilievo il rapporto, che dovrebbe essere coperto dal segreto, del prefetto Libero Mazza secondo cui, a Milano, "20.000 maoisti" sarebbero pronti, armi in pugno a distruggere le istituzioni democratiche. Il rapporto invita il governo a sciogliere i movimenti rivoluzionari di sinistra. Il giorno precedente, alla Fiera di Milano,
il presidente Saragat aveva incitato i lavoratori a moderare le lotte, mostrare buonsenso ed isolare le "minoranze irresponsabili". Per il giorno seguente è prevista una manifestazione della Maggioranza silenziosa.

17 aprile: Milano, la Questura vieta una manifestazione anticomunista della Maggioranza silenziosa. Quattro ore di scontri tra fascisti e polizia. 82 squadristi sono fermati, otto arrestati. Identificato l'avvocato Adamo Degli Occhi come organizzatore e sono arrestati alcuni neofascisti, tra i quali Alessandro Torti e Gianluigi Radice del Fronte della Gioventù e Vittorio Cogliati, appartenente al Nouveau Ordre Europèen e addetto al settore della preparazione politica nella giunta provinciale piemontese del Mpon. La fallita manifestazione di Milano segna la conclusione della breve attività del Comitato.

Egitto, Libia e Siria danno vita all’Unione delle repubbliche arabe.



18 aprile: Milano, assalto fascista all’Università Statale. Una studentessa è ustionata dallo scoppio di una molotov.

Brescia, la polizia interviene contro un gruppo di missini che vuole dar vita ad un corteo non autorizzato.



19 aprile: Roma, attentato incendiario contro la sezione del Pci della Cecchignola.



20 aprile: Milano, per protesta contro gli arresti dei loro camerati, il 17 aprile precedente, Nico Azzi ed altri elementi del gruppo La Fenice lanciano una bomba a mano Srcm contro il muro esterno del carcere di San Vittore.



21 aprile: Torino, il pacifista Fulvio Senatore, già processato durante il servizio militare per aver difeso un alpino dalle punizioni inflittagli, è arrestato mentre distribuisce volantini davanti alla caserma Monte Grappa. Arrestato anche Franco Brustia, medico.



22 aprile: colpo di mano alla Montedison: Montecatini e la Edison dopo il grande matrimonio (testimone Cuccia) ognuno aveva, conservato il suo vertice e il suo potere nelle due ex società, e ognuno sperava nel fare lo sgambetto all'altro e assumere la dirigenza della seconda più grande impresa privata italiana (193 stabilimenti, 177 mila dipendenti). Per far calmare le acque vengono messi due presidenti super partes, Merzagora e Campilli. Ma durano poco, la confusione aumenta, le polemiche non si placano, intervengono gli amici politici che contano (Cefis ha un grande alleato: Fanfani) e incaricano il governatore della Banca d'Italia per risolvere la diatriba, che ha però un solo sbocco naturale: Eugenio Cefis, che entra da re a Foro Bonaparte.
Cefis ha convinto i politici ad acquistare il grande colosso privato per non far danneggiare le aziende di stato, ma ora, salito al potere inizia a cedere quelle poco redditizie e con i bilanci in rosso (26) proprio alle altre aziende di stato del gruppo IRI / EFIM ecc., dove sempre di più piovono i finanziamenti a pioggia per le riconversioni, partecipazioni, salvataggi ecc. e ottiene due risultati: si scrolla di dosso le aziende in perdita e risana la Montedison scegliendosi (o ricattandole) anche le aziende private che vendono o acquistano dentro il Gruppo.
In questo modo la Montedison diventa il miglior gioiello d'Italia, grazie a Cefis, un uomo che rappresenta il tipico imprenditore, che si vale della politica per fondare sui padrinaggi di partito un immenso potere personale. Questo fenomeno verrà battezzato razza padrona. E Cefis farà scuola a questa razza. Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani in Razza padrona, Storia della borghesia di stato, così la descrivono: "La confisca del potere politico ed economico effettuata da alcuni uomini utilizzando il denaro dello stato per finalità che con lo stato niente hanno da vedere, e senza incontrare resistenza alcuna da parte di chi viene espropriato e confiscato".
Eugenio Cefis ha vinto su tutti i fronti. Guido Carli governatore della Banca D'Italia, super partes del governo (neutrale mica tanto, visto che è l'uomo che con le emissioni di obbligazioni del Tesoro copre, con le banche democristiane, ogni necessità di liquido per le imprese) incorona Cefis presidente della Montedison. Non solo, ma virtualmente lo mette in cattedra, e le sue lezioni sono: "il capitalismo (privato o delle partecipazioni) assistito"; quando si fa, dove si fa, come si fa, con chi si fa e soprattutto che tipo di scambio si fa.
Cioè un evento di incalcolabile importanza (nel bene? nel male?) nell'economia italiana dei prossimi anni a venire. La cui portata (anno 2001) non è ancora quantificabile. Molti gioielli sono ancora in mano sia allo Stato (pagati dai cittadini ma pur sempre in mano ai cittadini) o in mano ai privati (pagati dai cittadini ma con nulla in mano anche se le emissioni di obbligazioni e il debito pubblico consequenziale, drenando liquidità, le pagarono tutti i cittadini con l'inflazione, cioè l'intera società). Le stesse imprese invece di investire si misero ad acquistare grandi pacchetti di buoni del Tesoro che rendevano di più. E' l'inizio del grande indebitamento pubblico.

Milano, nel corso della seduta del consiglio regionale dedicata all’esame della violenza fascista in Lombardia, un folto gruppo di estremisti di destra aggredisce i consiglieri di sinistra. Lo stesso giorno sempre a Milano, vengono contemporaneamente compiuti 4 attentati contro sedi di partiti di sinistra e una tenda eretta dagli operai della Brionvega in sciopero.

Milano, il centro Cs invia al reparto D del Sid una nota informativa redatta dalla fonte Meto sulla “situazione del Movimento anarchico milanese (…) a margine del processo che si sta svolgendo a Milano per i noti attentati del 25.4 1970” (in realtà si tratta degli attentati del 25 aprile 1969 ndr): ”Tra i vari gruppetti ed elementi milanesi - scrive l’estensore - esiste un notevole dissidio che ha trovato conferma in occasione del processo ai giovani accusati di attentati dinamitardi che si svolge in questi giorni a Milano. Da un lato stanno i gruppi ‘confederati ‘ attorno al circolo del Ponte della Ghisolfa, dall’altro gli elementi che ruotano attorno a Valitutti e a Joe Fallisi. Fallisi e Valitutti s’erano fatti promotori di manifestazioni a favore dei giovani sotto processo accusando quelli del Ponte della Ghisolfa di essere dei riformisti, ‘proudhoniani’ e dei ‘recuperatori’. Questi hanno risposto al grido di ‘provocatori’; e sono giunti a minacce molto concrete. Ai primi di aprile, infatti, un pomeriggio, nella sede della libreria La Vecchia Talpa si sono presentati due individui che hanno intimato a Fallisi, presente in libreria, di non infastidire più gli anarchici, perché in caso contrario, questi sarebbero passati a vie di fatto. Fallisi ha fatto per prendere una spranga di ferro, ma i due hanno estratto le pistole dicendo che erano disposti a tutto. Hanno aggiunto che a loro tutto ciò non importava personalmente niente, ma che erano stati pagati e che all’occorrenza sarebbero passati all’azione. Successivamente Fallisi, Orsini e Valitutti hanno indagato meglio sull’episodio. I due killers erano stati mandati da un certo Rovelli, proprietario di un locale notturno a Rimini e di un altro ’night’ a Cinisello Balsamo (ha testimoniato in Corte d’Assise per fornire un alibi a Tito Pulsinelli ed è legato agli anarchici del Ponte della Ghisolfa, per i finanziamenti che gli fornisce) sollecitato da Silvia Rosa e dal suo amico Chicco Gerli. Valitutti e Fallisi vi hanno anche visto lo zampino dei coniugi Corradini, seppure molto indirettamente (...).



23 aprile: Milano, le BR incendiano le auto di Franco Moiana e Paolo Romeo.

Villacidro (Cagliari), alcune centinaia di operai occupano lo stabilimento Snia Viscosa, per ottenere il ritiro delle sospensioni che avevano colpito i lavoratori più attivi nelle agitazioni sindacali per la parificazione del premio di produzione. Le autoblindo della polizia circondano la fabbrica.



24 aprile: Washington, 300.000 persone partecipano a una manifestazione pacifista contro la guerra nel Vietnam.

Verbania, il Tribunale assolve, perchè il reato non esiste, i 48 operai della Rhodiatoce denunciati dalla polizia per la manifestazione del 6 ottobre 1970.



25 aprile: Latina, un gruppo di neofascisti assalta la locale federazione comunista. La Federazione si trova a pochissima distanza dal comando dei carabinieri.

Catania, accoltellato da un gruppo di militanti missini Demetrio Severino, un giovane di sinistra intento a scrivere sui muri frasi inneggianti alla Resistenza.

Teramo, esplodede un ordigno nei pressi di Palazzo di giustizia mentre, poco più in là, è in corso un comizio del Pci.

Como, la polizia disperde un gruppo di neofascisti arrivati in città da varie località della regione per disturbare la cerimonia di commemorazione del 25 aprile.



26 aprile: Pordenone, la direzione della Zanussi annuncia la cassa integrazione per 3 mesi per 900 lavoratori, con la motivazione di una diminuita competitività sul mercato seguita alle agitazioni operaie. Ai dipendenti è stata anche recapitata una lettera che intima la cessazione delle lotte.

Roma, la polizia notifica a 213 occupanti della Casa dello studente, sgomberata il 2 febbraio, altrettante denunce. A sua volta, la polizia è stata denunciata dal Collettivo giuridico di Roma, per la brutalità dell’operazione di sgombero.

Roma, una squadra di neofascisti aggredisce alcuni giovani di sinistra, mentre stanno attaccando manifesti nel quartiere di Torre Maura.



27 aprile: Pietro Valpreda è rinviato a giudizio per la strage di piazza Fontana.

Napoli, manifestano gli abitanti del rione Traiano, effettuando un blocco stradale nei pressi di Fuorigrotta, per chiedere l’abbassamento degli affitti e il risanamento delle case degradate.

Bari, neofascisti irrompono nell’aula dell’Università dove si sta svolgendo un’assemblea in ricordo di Paolo Rossi, aggredendo - anche con il lancio di sassi - gli studenti presenti.



28 aprile: Il Manifesto diventa quotidiano.

Scioperano per 4 ore i lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat, della Om, della Weber e dell'Autobianchi, per cottimo, qualifiche, orario di lavoro. Respinta la partecipazione del Sida, il sindacato para aziendale che, per riacquistare credibilità presso i lavoratori, aveva aderito allo sciopero. Sciopera anche tutto il complesso Montedison ed i ferrovieri per un’ora e mezzo, per sostenere la richiesta di assunzione in organico degli operai delle imprese appaltatrici. A Roma, una delegazione sindacale che chiedeva di incontrare il ministro Viglianesi – che si era detto disposto ad ascoltare le richieste – trova invece la polizia.

Milano, tre detenuti di San Vittore, Ferdinando Del Pozzo, Massimo Marzanti e Francesco Milazzo, iniziano uno sciopero della fame per chiedere l’estensione dei colloqui con familiari ed amici, la libera circolazione di stampa e letteratura all’interno del carcere, l’abolizione del controllo sulla corrispondenza e la istituzione dei delegati nominati dai detenuti. Il loro comunicato si rifà alle lotte delle Nuove.

Predappio (Forlì), gruppi antifascisti avvicinatisi al cimitero con l'intento di impedire la annuale commemorazione del Duce, protetta dalla polizia, sono caricati per tre volte. Sparati candelotti lacrimogeni ad altezza d'uomo.



29 aprile: Milano, l’assemblea degli studenti del Politecnico decide il blocco del calcolatore – centro di calcolo strategico impiegato dalle industrie milanesi e dai centri militari della Nato – per appoggiare le richieste inerenti al presalario. Anche a Torino, si tiene l’assemblea degli studenti del Politecnico per organizzare le iniziative contro la repressione, dopo l’arresto di Enrico Bettini di Potere operaio e la serrata dell’ateneo, decretata dopo un’occupazione dei labora
tori di Matematica e Fisica.

Macchiareddu (Cagliari), 100 operai occupano le saline Conti Vecchi, dove i lavoratori guadagnano dalle 50 alle 60 mila lire mensili per un orario giornaliero di 10-12 ore.

Turchia, decretato lo stato d’assedio ed emesse decine di denunce per fermare la protesta anti americana durante la visita del segretario di stato Rogers. Un ordigno esplode davanti all’albergo che ospita il seguito.



30 aprile: Roma, il ministro degli Interni Franco Restivo, rispondendo alla Camera a 15 interrogazioni parlamentari sul rapporto Mazza, difende l’operato del prefetto di Milano riaffermando il pericolo degli “opposti estremismi”.

Mestre, 2.000 operai sfilano in corteo per protestare contro la repressione alla Sava, la cui direzione ha sospeso e denunciato 20 dipendenti. Gli obiettivi della vertenza sono la assunzione degli operai delle imprese, la parità normativa fra operai e impiegati, la riduzione dell’orario di lavoro e il conglobamento delle indennità in paga base.

Salerno, manifestano gli operai dei cotonifici di Salerno, Napoli, Nocera e Angri. In agitazione anche i lavoratori della Snia, conservieri, edili e tabacchini, mentre è stata occupata l’Ideal Standard.

Milano, arrestati 4 militanti di Avanguardia operaia mentre stanno attaccando manifesti per il 1 maggio. L’accusa è di“detenzione di armi improprie”, per alcuni bastoni che essi portavano con sé a scopo di autodifesa.

Messina, neofascisti assaltano la Casa dello studente, distruggendo la mensa.



Aprile: Washington, iniziano ad emergere le prove delle torture praticate da militari americani in Vietnam. Le vittime sono in gran parte prigionieri civili sospettati di simpatizzare coi vietcong. Qualcuno sarebbe stato anche ucciso per il rifiuto a collaborare. Un ufficiale dei berretti verdi dichiara che 12 vietcong sono stati lanciati vivi da elicotteri in volo.

Milano, il giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio emette un mandato di cattura per Roberto Rapetti e Gianni Nardi, per l’omicidio del benzinaio Innocenzo Prezzavento, avvenuto il 10 febbraio 1967: il primo come autore materiale, il secondo per favoreggiamento. Incriminato a piede libero anche Giancarlo Esposti.

Torino, ancora fermate spontanee alla Fiat Mirafiori: la tensione cresce dopo la sospensione di un delegato. A Prato, sono in agitazione i lavoratori di una trentina di piccole aziende tessili, mai coinvolte da agitazioni. Alla Piaggio di Pontedera (Pisa), ci sono scioperi spontanei contro l’aumento dei ritmi e le riduzioni di orario.

Vittorio Veneto (Treviso), venti sacerdoti affermano in un comunicato la necessità che la Chiesa appoggi le lotte dei lavoratori, in particolare della vicina Zoppas di Conegliano. “Da tante parti si lamenta – si legge nel comunicato – che in questa situazione gli operai assumono forme di violenza e turbano la cosiddetta pace sociale. Riteniamo invece che la vera violenza sia quella del nostro sistema, nel quale si trova il padrone che sistematicamente sfrutta il lavoratore”. Una lettera aperta firmata da 2000 operai cattolici al vescovo denuncia l’iniquità del trasferimento ad altre sedi di 3 sacerdoti.



1° maggio: Udine, la Questura vieta, dopo una dura presa di posizione di tutte le forze po­litiche antifasciste, una manifestazione Tricolore. Per una decina di giorni gruppi di fascisti, pro­venienti anche da altre città, daranno vita a numerose provocazioni.

Madrid, si svolge lo sciopero indetto dalle Commissiones obreras. La Standard Electric licenzia 16 lavoratori ritenuti organizzatori dell’agitazione: gli operai rispondono occupando lo stabilimento.

Palermo, decine di famiglie senzatetto occupano gli appartamenti dello Iacp nel quartiere Michelangelo.

Roma, si forma all’ospedale Forlanini il primo collettivo ospedale-quartiere, per iniziativa di medici, malati, della Fiom e del movimento studentesco della facoltà di Medicina.

Padova, occupata la fonderia Peraro contro la messa in cassa integrazione di 350 operai.

Raduno di ex combattenti della RSI. Sono presenti, tra gli altri, Francesco Tampier (MI), Bernhard Bater, Nereo Gardin (MI), Francesco Cavallaro, Salvatore Musso, Antonio Fante, Giovanni Battista Borsano, Francesco Giancola, Teodoro Pasini, Ezio Tartaglia (tra i fedelissimi di Borghese e presidente dell’Associazione nazionale campeggiatori escursionisti - ANCE).



2 maggio: Forlì, un attentato dinamitardo devasta la sede di Lotta Continua.

Egitto, alla vigilia della visita del segretario di stato americano Rogers, il presidente Sadat destituisce il vice presidente Ali Sabri, ritenuto troppofilo sovietico.

Washington, grande manifestazione per la pace in Vietnam. La polizia effettua centinaia di arresti. Dalla sua residenza californiana, il presidente Nixon bolla le manifestazioni “che pretendono di ristabilire la pace all’estero, infrangendola nel loro stesso paese” ed incita la polizia a far rispettare l’ordine pubblico.



3 maggio: Berlino Est, Erich Honeker succede a Walter Ulbricht al vertice del Partito comunista della Repubblica democratica tedesca.

Eugenio Cefis diventa presidente della Montedison.

Le Mans, i lavoratori della Renault entrati in agitazione 3 giorni prima, occupano lo stabilimento.

Verbania, un migliaio di operai si autodenuncia per solidarizzare con 28 lavoratori della Nyco, denunciati dopo l’occupazione dello stabilimento.



4 maggio: il Parlamento decide la distruzione dei fascicoli SIFAR.

Novara, la polizia scioglie con alcune cariche un picchetto di operaie del cotonificio Olcese della Snia Viscosa. Le lavoratrici stanno lottando per il ridimensionamento dell’orario e dei carichi di lavoro. Arrestato Mario Pasinetti, sindacalista della Filtea.

Torino, si inasprisce la tensione alla Fiat dopo l’arresto di tre lavoratori al Lingotto. Continuano le fermate a singhiozzo.

Torino, gli studenti occupano la facoltà di Magistero, ma interviene subito la polizia che sgombera l’istituto. A Trieste gli studenti medi bloccano le lezioni. Decine di sospensioni al magistrale Carducci, al Vinci e all’istituto tecnico Carli.



5 maggio: Palermo, un commando mafioso uccide il procuratore capo Pietro Scaglione e l’agente Anto­nino Lo Russo.Dopo l’assassinio, l’ufficio del giudice resta sprovvisto di sigilli per 24 ore. Secondo Buscetta, avrebbero sparato Leg­gio, Riina e un terzo killer rimasto sconosciuto. Il 12 maggio la Cassazione affiderà alla procura di Genova l’indagine sul duplice omicidio.

Il generale De Lorenzo, insieme ad altri deputati, lascia il Pdium (Partito democratico monarchico) per aderire al Movimento sociale italiano.



6 maggio: Genova, scompare di casa la tredicenne Milena Sutter. Il 20 maggio sarà ritrovato il suo corpo che affiora dal mare. L’indiziato principale del rapimento e omicidio sarà il ventiseienne Lorenzo Boxano, che passerà alle cronache come il biondino dalla spider rossa.

Milano, al processo contro gli anarchici testimonia il giornalista inglese Leslie Finner, che aveva curato la pubblicazione del “rapporto greco”. Finner dichiara che il "signor P" indicato nel documento è, con ogni probabilità, Pino Rauti.

Cagliari, il processo d’appello conferma le condanne per gli anarchici Corda, Congiu e Niola, già condannati in primo grado a 22 mesi per oltraggio pluriaggravato per aver contestato la visita del papa.

Oderzo, gli operai della Zanussi che hanno inasprito l’agitazione, scioperano ed effettuano cortei interni, espellendo i dirigenti dallo stabilimento. A Pordenone, gli operai della Elettrotecnica effettuano lo “sciopero all’incontrario”, con la presenza al lavoro dei sospesi.



7 maggio: Firenze, il rettore decide la chiusura degli uffici amministrativi della facoltà di Architettura, rispondendo così alla contestazione studentesca dei piani di studio.

Billancourt, gli operai occupano la Rénault.



7 – 9 maggio: Bologna, un gruppo di lavoratori, appoggiato da studenti del movimento, istallano in piazza Maggiore un di solidarietà con i lavoratori licenziati e sospesi. Viene anche impedita una dimostrazione di una sedicente Gioventù studiosa, alla quale il Comune aveva concesso la piazza. Il tendone viene criticato dalla stampa locale dal Resto del Carlino perchè ritenuto "antiestetico".



8 maggio: Parigi, decine di migliaia di persone manifestano contro la guerra in Vietnam.

Torino, alla Om Fiat e a Mirafiori si effettuano altre fermate, dopo che sono state recapitate 15 lettere di ammonimento, che si aggiungono ad analoghi provvedimenti già presi nei confronti di lavoratori attivi sindacalmente. A Palermo, un dipendente investe con la propria auto un picchetto di operai in sciopero davanti alla Sicilfiat.



9 maggio: Verbania, all’alba, la polizia sgombera la Nyco, occupata dai lavoratori che si oppongono alla messa in liquidazione dell’azienda decisa dal padrone svizzero.

Roma, le 37 lavoratrici della Filodont, una piccola fabbrica che produce apparecchi odontecnici, occupano lo stabilimento dopo aver ricevuto una lettera di licenziamento, contenente anche i ringraziamenti del padrone per il lavoro prestato.

Sarzana (La Spezia), attentato incendiario contro la Camera del lavoro.



10 maggio: Milano, concessa la libertà provvisoria dopo 45 giorni di carcere all’ex partigiano Fernando Del Grosso e ai giovani Massimo Mazzanti e Francesco Milazzo, incriminati per aver affisso manifesti antimilitaristi. La libertà è concessa in attesa della decisione della Corte costituzionale sulla legittimità dei reati di opinione.

Bologna, la polizia carica un picchetto di commesse dei magazzini Upim, in sciopero per protestare contro la sospensione di otto lavoratrici nel corso della vertenza.

Roma, 200 lavoratori del Policlinico assemblea decidono, su indicazione del consiglio dei delegati, l'autogestione dell’ospedale per meglio svolgere il lavoro e nell’interesse dei pazienti.

Scioperano per 4 ore i lavoratori del Cnen, con assemblea nazionale a Roma, per sbloccare la vertenza che si protrae da mesi. Punti principali della vertenza sono la eliminazione progressiva degli straordinari, con conglobamento dei compensi in paga base, e del precariato.



11 maggio: Torino, la Fiat prosegue nella linea dura contro le agitazioni dei lavoratori, licenziando Luciano Parlanti, Luigi Zappalà e Antonio De Masi di Mirafiori, mentre fioccano decine di lettere di ammonizione. Gli operai decidono di continuare la lotta; ciò anche alla Om, dove 6 lavoratori sono stati sospesi per lo stesso motivo; e all’Autobianchi di Desio, sempre di proprietà Fiat, dove la direzione ha risposto al “salto della scocca” (salto di una macchina su 5, alla linea di montaggio), effettuando trattenute sui salari.

La Federbraccianti annuncia la ripresa delle agitazioni nelle campagne per sostenere il rinnovo dei patti provinciali e nazionale, in scadenza nel mese di settembre.

Catania, occupata la facoltà di Magistero.



12 maggio: l’Italia riprende i rapporti diplomatici con la Cina. Arriva a Pechino l’ambasciatore italiano.

Il governo, presieduto da Emilio Colombo, presenta un decreto che modifica a vantaggio dei produttori e degli importatori di prodotti petroliferi il regime fiscale ed il prezzo dei derivati degli idrocarburi. Ministro delle finanze è il socialdemocratico Luigi Preti, notoriamente legato al petroliere Attilio Monti

Milano, l
a polizia sgombera la Lesa, occupata da 3 settimane dai lavoratori contro i licenziamenti. Poco dopo, gli operai rioccupano lo stabilimento, sostenuti dal movimento studentesco. Occupati anche gli stabilimenti di Saronno e Tradate.

Bologna, i lavoratori del Cnen bloccano il reattore veloce e il centro di calcolo di Montecuccolino.

Roma, manifestano i lavoratori della Selenia.



13 maggio: Tradate e Saronno, la polizia sgombera gli stabilimenti della Lesa. Ma, come era successo il giorno precedente nello stabilimento milanese, le fabbriche verranno rioccupate immediatamente. A Tradate, i commercianti offrono generi di prima necessità gratuitamente agli operai, per sostenere la lotta.

Milano, l’assemblea della Om Fiat decide la prosecuzione dell’agitazione. E' presente anche una delegazione di lavoratori della Rai, in sciopero per ottenere una informazione imparziale sulle lotte degli operai e degli studenti, mentre le omissioni e le distorsioni di notizie, come dice un intervento, mortificano la loro stessa professionalità e motivazione nel lavoro. AVerbania, i sindacati hanno proclamato una giornata di lotta cittadina per sostenere i lavoratori della Rhodiatoce.

Napoli, scioperano gli studenti del 7°liceo scientifico per protestare contro gli attacchi squadristici.



14 maggio: Papa Paolo VI rende pubblica la sua lettera apostolica Octogesima adveniens, dove afferma che "spetta alle comunità cristiane la responsabilità delle scelte operative dei modelli d'intervento da perseguire". Questi richiami conservatori, inutili irrigidimenti sulla linea della tradizione monocratica della Chiesa provocarono non solo a obiezioni, critiche e accuse di interferenza a pochi giorni dalle elezioni, ma era anche un passo indietro rispetto alle sollecitazioni di apertura fatte dal Concilio. Forte è, invece, l'azione politico-sociale di alcuni gruppi di cattolici che vogliono invece camminare con "i tempi nuovi"; come una parte delle ACLI o un gruppo di un centinaio di intellettuali cattolici che clamorosamente alla vigilia del referendum sottoscriveranno un appello in favore del no all'abolizione della legge sul divorzio. Contemporaneamente si era aperto, il 3 maggio, il procedimento contro Don Mazzi e altri cinque preti, già sospesi a divinis.

Torino, Fiat rompe le trattative, annunciando che per ristabilire l’ordine nelle fabbriche occorrerebbe il licenziamento di 50 "estremisti". A Roma, un picchetto di lavoratori e studenti davanti alla sede della Fiat di viale Manzoni, è caricato dalla polizia che arresta Paolo Zappelloni, Jaro Novak, Umberto Fascetti e Lucio Castellano. A Milano e Brescia, i lavoratori della Om Fiat scioperano e danno vita a cortei interni. A Brescia, gli scioperanti bruciano i volantini della Uilm che invitava i dipendenti a non partecipare agli scioperi articolati.

Brescia, manifestazione di studenti che rispondono così all’aggressione fascista contro uno studente del Magistrale, che dovrà essere ricoverato in ospedale.

Messina, militanti neofascisti aggrediscono un gruppo di comunisti ferendone sette, tra cui l’on.Levi.

Berlino Ovest, una manifestazione che richiede la scarcerazione dell’avvocato Mahler, si scontra con la polizia. Per tutto il mese ci sono manifestazioni di solidarietà con Mahler e contro la repressione.


Un poliziotto greco muore ad Atene mentre tenta di disinnescare una bomba collocata sotto la statua del presidente Usa Harry Truman. L’attentato è rivendicato dall’organizzazione di estrema destra Grecia Libera.



15 maggio: Milano, la polizia disperde un gruppo di studenti dello Schiapparelli che stava manifestando contro le aggressioni fasciste subite nei giorni precedenti. Uno studente è denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. A Genova, manifestazione di protesta per un comizio del senatore missino Gastone Nencioni, cui è stata concessa la piazza De Ferraris (la stessa piazza dalla quale era partita la contestazione al congresso del Msi nel giugno 1960), La polizia carica i manifestanti in via XX Settembre. A Udine, la sinistra rivoluzionaria contesta un convegno degli Amici delle forze armate,ma il corteo viene caricato dalla polizia che ferisce 2 dimostranti, colpiti dai candelotti, e ne denuncia 18. La manifestazione è definita dal Pci "provocatoria".



16 maggio: Matera, manifestazione contro la repressione, dopo la denuncia di 29 operai di Montescaglioso che avevano occupato un cantiere e di 76 braccianti per l’occupazione di un consorzio di bonifica. 52 studenti sono stati denunciati, invece, per occupazioni di scuole.

Scioperano per 6 ore tutti i dipendenti del gruppo Fiat.



17 maggio: Istanbul, rapito il console israeliano Ephraim Elrom. I sequestratori richiedono il rilascio di tutti "i guerriglieri rivoluzionari detenuti". Il governo turco rifiuta ogni trattativa, mentre la polizia esegue diverse retate alla ricerca dei sequestratori, ma l’ostaggio sarà comunque ucciso ed il cadavere ritrovato il 23 maggio.

Milano, in piazza Cinque giornate, una ventina di neofascisti aggredisce 3 militanti di sinistra.



18 maggio: Milano, manifestano gli studenti delle facoltà scientifiche, la cui agitazione continuerà col blocco del calcolatore al Politecnico e della ricerca a Scienze. Dopo un corteo nel quartiere di Lambrate cui partecipano 2.000 studenti, la polizia irrompe nel Politecnico. Anche alla Statale, la polizia ha fatto irruzione, malmenando gli studenti che avevano occupato gli uffici amministrativi per protestare contro la decisione dell’autorità accademica di negare la revisione dei presalari.

Torino, manifestano i lavoratori Fiat contro le rappresaglie padronali portando in corteo, fissate sulle bandiere, le lettere di ammonimento della direzione.

In sciopero i dipendenti della Olivetti dopo la sospensione di un operaio per "danneggiamento della produzione". L’agitazione è prevalentemente diretta a contestare i carichi di lavoro troppo pesanti.



19 maggio: Roma, gruppi di abitanti del quartiere di San Basilio occupano un centro sociale per organizzarvi un pronto soccorso, del quale il quartiere è privo. Nella zona, continuano gli scioperi e le autoriduzioni degli affitti.



20 maggio: Siracusa, durante un comizio, il socialista Ernesto De Martino accusa la Dc di aver condotto una politica che ha provocato “un’ondata reazionaria di estrema destra che tenta di investire le istituzioni democratiche” e “venature autoritarie che fanno capolino nella stessa Dc”.

Rotte nuovamente le trattative fra sindacati e Fiat, dopo l’ondata repressiva che ha colpito diversi lavoratori. La direzione non vuole rinunciare, infatti, al proprio atteggiamento autoritario.

Sciopera il gruppo editoriale Rizzoli.

Milano, manifestano gli studenti sfilando dietro lo striscione "Contro la repressione, lotta di classe" da Foro Bonaparte, sede dello Schiapparelli (dove sono stati sospesi 4 studenti) a Palazzo Marino.



21 maggio: Parigi, il presidente Gorge Pompidou toglie il veto francese all’ingresso della Gran Bretagna nella CEE.

Bari, guardie private della Fiat aggrediscono un picchetto operaio. A Brescia, scioperi nei reparti della Om Fiat a causa della sospensione di tre lavoratori, i quali avevano prolungato la presenza in mensa d
i mezzora, per rivendicare la maggior durata della pausa per il pranzo. A Pordenone, 140 operai della Zanussi sono denunciati per "blocco ferroviario, ingiurie, danneggiamento, adunata sediziosa, violenza privata aggravata e continuata", dopo alcuni picchetti.

Bologna, occupato l’istituto per ciechi Cavazza, dove intervengono militanti della sinistra rivoluzionaria, per ottenere il riconoscimento del diritto di assemblea, il diritto all’assistenza nonostante l'insolvenza degli enti locali. Chiesta anche la fine della spirale repressiva.

Mosca, liberato dopo aver scontato 5 anni di lavori forzati, lo scrittore Siniavski, che con lo pseudonimo di Abraham Tertz aveva fatto circolare in occidente scritti satirici sul regime.



22 maggio: Milano, i fascisti Nico Azzi e Giovanni Ferrorelli compiono un attentato contro la sede del quotidiano Il Giorno.

Assolto lo psichiatra Franco Basaglia dall’accusa di omicidio colposo, mossagli nel settembre 1968 dopo l’uxoricidio commesso da Alberto Miklus, un degente che era stato messo in libertà dall’ospedale psichiatrico. Confermata confermata l’accusa, per lo stesso fatto, a carico dell’assistente di Basaglia, Slavich. I due psichiatri dichiarano al quotidiano Il manifesto: “La equivoca soluzione del processo costituisce un bell’esempio di tentato compromesso (…) per liquidare attraverso la repressione, non tanto il solo Slavich, quanto tutti coloro (compreso Basaglia) che praticamente portano avanti quel poco di nuovo che accade nei manicomi italiani”.

Conegliano Veneto, gli operai della Zoppas occupano il municipio per protestare contro la serrata dello stabilimento.

Roma, denunciati Domenico Cecchini, Paolo Flores D’Arcais, Francesco Piperno ed Enrico Vercellino, per aver distribuito un volantino contro la repressione.



23 maggio: il segretario in esilio del Mpd dominicano viene trovato morto a Bruxelles. Secondo alcune fonti giornalistiche l’uomo sarebbe stato ucciso da uomini del presidente dominicano Balaguer.



Giugno: durante il mese avvengono in tutta Italia oltre 90 aggressioni a militanti o sedi della sinistra. Il giorno 22, a Milano, un militante di sinistra era stato ferito da un colpo di pistola alla testa.



1 giugno: il generale Gasca Queirazza lascia la guida dell’ufficio D del SID al generale Gian Adelio Malet
ti, già addetto militare ad Atene durante il regime dei colonnelli. Maletti aderisce alla Loggia massonica P2.



8 giugno: Palermo, gli uomini di Riina rapiscono Pino Vassallo, fi­glio del costruttore Francesco.



11 giugno: Torino, con un versamento simbolico di 300 mila lire viene aperto il "conto Roma" intestato a Camillo Venesio, presidente della Banca Anonima di Credito. In realtà conto è destinato "alle necessità economiche del Crd". Si tratta di fondi messi a disposizione di Edgardo Sogno da Vittorino Chiusano, direttore del servizio Relazioni esterne della Fiat. Il primo versamento è appunto soltanto simbolico. Nel 1971, come verrà accertato, dalla cassa centrale della Fiat saranno versati a Sogno 45 milioni di lire per l'attività del Crd (Comitato di Resistenza Democratica).



13 giugno: Washington, il New York Times pubblica i rapporti segreti del Pentagono sull’intervento americano in Vietnam.



13 – 14 giugno: elezioni per il rinnovo del consiglio regionale siciliano e in alcune grandi città, tra cui Roma. Clamorosa affermazione del MSI che a Catania diventa il primo partito con il 21,9% dei voti e a Roma il terzo con il 16,2. In Sicilia la DC perde il 6,8%, il MSI guadagna il 9,7. La lista unitaria PCI-PSIUP ottiene il 22,4.



16 giugno: il tribunale di Verona autorizza la pubblicazione del periodico L'Opinione Pubblica, organo del Mnop (Movimento Nazionale di Opinione Pubblica) presieduto da Paride Piasenti e fondato da Francesco Nardella. Direttore del giornale sarà un personaggio molto noto alle cronache dell'eversione italiana: il principe Gianfranco Alliata di Montereale, massone della Gran Loggi
a d'Italia.



20 giugno: Milano, all'Angelicum Edgardo Sogno tiene a battesimo il Comitato di Resistenza Democratica. Tra l’altro, afferma: "Si avvicina ancora una volta il momento in cui qualcosa deve cambiare. Il Comitato si indirizza a tutti gli elettori dei partiti democratici, coprendo tutto l'arco che va dagli autonomisti del Partito Socialista fino ai liberali. E' scontato che l'estrema sinistra non mancherà di accusarci di voler sabotare le riforme, di voler ridare forza e voce alle correnti più reazionarie". Tra gli altri sono presenti: Nicola Matteucci, Angelo Mogliano, Antonio Calvi, Aldo Garosci, Domenico Bartoli, Roberto Dotti (ex Pace e Libertà), Edward Philip Sicluna (ex agente OSS in Italia, poi agente della CIA e legato alla FIAT di cui possiede una concessionaria a Malta). Aderisce anche il Sindacato liberi scrittori: Diego Fabbri, Guido Gonella, Dino Dal Bo, Italo De Feo, Luigi Preti, Armando Plebe, Fausto Gianfrancisci, Luigi Volpicelli, Ettore Paratore, Piero Operti, Franz Maria D'Asaro, Francesco Grisi, Marcello Camilucci, Ugo Fasolo, Luigi Peverini. La destra democristiana è rappresentata dai Circoli Mario Fani: Renato Tozzi Condivi, Giovanni Elkan, Nino Badano, Ugo Sciascia, don Giuseppe Brusadelli. Altre ade­sioni: Aldo Cucchi, Gastone Piccinini, Luigi Briganti, Gianandrea Gropplero di Troppem­burg (paracadutato in Friuli con una missione alleata e in contatto con la Decima Mas e la Brigata Osoppo) Gino Matiussi, Vito Olivetti, Rino Pachetti (già responsabile della sicurezza di Mattei), Giovanni Quircio, Giuseppe Rimbotti, Eugenio Artan, Guido Macera, Guido Bersellini Rivoli, Filippo Jacini, Vittorio Enzo Alfieri, Celso De Stefanis (DC, gruppo Europa 70), Giuseppe Borgioli, Antonio Maddalena, Ercole Camurani.



22 giugno: un ordigno composto da una tanica di benzina e due candelotti di gelatina viene fatto esplodere davanti al portone dell'autorimessa della stazione dei carabinieri di Feltre. Confesserà poi Oscar Nessenzia, del Mpon (Movimento Politico Ordine Nuovo), che dirà di avere agito con un complice, di cui non rivelerà il nome, su istigazione di un funzionario del Sid e in accordo con i carabinieri, preavvertiti dell'azione. L'attentato doveva servire a mitigare l'effervescenza, giudicata eccessiva, della sinistra locale. La responsabilità dell'attentato verrà infatti addebitata a un gruppo anarchico.



24 Giugno: Roma, si svolge all’Hotel Parco dei Principi un convegno di tre giorni sul tema "Guerra non ortodossa e difesa" organizzato dall'Istituto di Studi militari fondato e diretto dal democristiano Paolo Possenti. In particolare Guido Giannettini e Vinicio Araldi svolgono una relazione su "La guerra rivoluzionaria in Italia". Sono presenti, tra gli altri, il generale Corrado San Giorgio comandante dell'arma dei carabinieri, il capitano di vascello Mario Cassisa per lo Stato Maggiore della marina, il colonnello Ciro Berardinucci per quello dell'aeronautica, Paola Menada ispettrice nazionale del Corpo delle infermiere volontarie, i deputati democristiani Bartolo Ciccardini e Celso De Stefanis del gruppo "Europa Settanta", l'altro democristiano Filippo De Jorio, il socialdemocratico Ivan Matteo Lombardo, gli estremisti di destra Eggardo Beltrametti e Gino Ragno (quest'ultimo esponente della Associazione Amici delle Forze Armate), Randolfo Pacciardi di Nuova Repubblica, l'ex capo di Stato maggiore dell'esercito generale Giorgio Liuzzi e il generale in pensione Enzo Fasanotti, direttore della rivista Rassegna Militare.



25 Giugno: Milano, la moglie di Giuseppe Pinelli, Licia, denuncia il commissario Calabresi e altri 5 poliziotti per l'omicidio del marito.



26 giugno: Roma, per l’approvazione della legge sulla casa è determinante l’astensione del PCI dopo che 60 franchi tiratori avevano fatto mancare la maggioranza al governo



30 Giugno: Michele Sindona riesce a conquistare il controllo della Centrale.

Mosca, tre astronauti sovietici (Dobrovolsky, Volkov e Patsayev) muoiono durante la missione nello spazio della Soyuz 11.
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