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1970 1° luglio - 31 dicembre




Luglio: esce il primo numero di Sinistra Proletaria, poi considerata rivista teorica delle nasciture BR.

Nell'abitazione di Pippo Calderone a Catania e in alcuni rifugi sicuri in Germa­nia, si svolgono le riunioni per decidere se appoggiare o meno il golpe Borghese. Per l’occasione sono giunti dal continente ameri­cano Greco Cicchiteddu e Buscetta. Proprio di ritorno da una di queste riunioni, a bordo di un’Alfa Romeo sono fermati a Milano dalla polizia stradale e subito rilasciati Greco Cicchiteddu (che è in possesso di un passaporto venezuelano intestato a Renato Martinez Caruso), Alberti, Badalamenti, Calderone e Buscetta (che ha un passaporto canadese intestato ad Adalberto Barbieri).

Ravenna, firmato l’accordo aziendale all’ANIC. E’ superata la job evaluation e viene introdotta la contrattazione aziendale per il nuovo inquadramento professionale. Sono introdotte anche norme sulla nocività e per la tutela della salute in fabbrica.



1° luglio: entra in vigore il Trattato di Lussemburgo sulla istituzione di risorse proprie e l’attribuzione al Parlamento europeo di poteri in materia di bilancio.

Roma, la Camera, approva il piano di riassetto, che dovrebbe essere il primo passo della riforma della pubblica amministrazione.

Roma, il poliziotto infiltrato nel circolo 22 Marzo Salvatore Ippoliti, detto Andrea, in un confronto con Roberto Mander, si confonde e smentisce alcune delle accuse da lui precedentemente rivolte ai componenti del circolo. Successivamente una perizia ordinata dal Tribunale di Roma nei confronti di Mander, lo dichiara immaturo ed incapace di intendere e di volere, ma socialmente pericoloso. Ciò comporterà la sua esclusione dal processo – e dagli atti processuali a lui connessi, compreso il confronto con l’Ippolito – nonché la reclusione per 3 anni in un carcere minorile.

Torino, i lavoratori della Fiat prolungano lo sciopero deciso dalle organizzazioni sindacali. Dalle carrozzerie partono cortei che vanno a coinvolgere i reparti più deboli. Sciopero di 2 ore anche il giorno successivo, mentre prosegue la trattativa fra sindacati e proprietà.

Manifestano i degenti del Niguarda di Milano e quelli del sanatorio di Vialba, sempre a Milano, mentre la protesta si diffonde anche al San Martino di Genova.

Mosca, riaperta l’ambasciata cinese chiusa dopo la crisi diplomatica dei primi anni sessanta.

La Commissione Cee è ridotta a nove membri e la presidenza affidata a Franco Maria Malfatti.

Approvata la legge n.406 che fissa i termini di carcerazione preventiva da un massimo di 3 mesi a 2 anni, a seconda della gravità dei reati.

Milano, denunciato il cittadino greco Karanastassis, nel cui negozio a Rozzano (Milano) sono trovati timer e cassette simili a quelle usate il 12 dicembre, delle quali egli non sa spiegare la provenienza. L’inchiesta non avrà sviluppi.



2 luglio: Reggio Emilia, sfilano i mezzadri, nel quadro di una settimana di agitazioni per la riforma deipatti agrari e un adeguato sistema previdenziale; manifestano anche i lavoratori della Lombardini contro atti di intimidazione dell’azienda. ARimini, scioperano i lavoratori della Sita, per la modifica dei turni di lavoro.

Ferrara, 120 malati di tbc iniziano uno sciopero della fame per rivendicare migliore assistenza.

Interrogato “a futura memoria” il tassista Rolandi. La difesa degli anarchici imputati nell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana, denuncia di non aver potuto assistere, come suo diritto, all’interrogatorio.



3 luglio: Milano, il giudice Amati accoglie la richiesta di archiviazione per la morte di Pinelli, definendola “fatto accidentale”.

Elvio Catenacci è nominato vice capo della polizia. A dirigere la divisione Affari riservati va Umberto Federico D’Amato.

Firmato il contratto del commercio che prevede, tra l’altro, la riduzione dell’orario di lavoro a 40 ore settimanali e una nuova struttura del salario

Torino, nell’anniversario degli scontri di corso Traiano un corteo spontaneo percorre i reparti della Fiat. Chiuso lo stabilimento di Rivalta. Il giorno successivo la direzione chiude anche lo stabilimento del Lingotto.

L’avvocato Umberto Cuttica, direttore del personale Fiat, diffonde una circolare che stabilisce i criteri che devono essere adottati per le indagini sui dipendenti, a seguito dell’entrata in vigore dello Statuto dei lavoratori.



4 luglio: Roma, durante una riunione nella sede del Fn (Fronte Nazionale) in via XXI Aprile, "si decide, in previsione dell'imminente realizzazione del piano insurrezionale, il conferimento di poteri illimitati deliberanti ed esecutivi alla giunta nazionale. L'attuazione del golpe viene fissata per la notte dell'8 dicembre". Alla riunione partecipano molti dirigenti del Fronte, tra i quali Junio Valerio Borghese, Dante Ciabatti e Tommaso Adami Rook. Alcuni sono venuti da altre città, come Gavino Matta da Milano e Mario Pavia da Torino.



6 luglio: il presidente del consiglio Rumor si dimette alla vigilia dello sciopero generale indetto dai sindacati per sollecitare le riforme. Lo sciopero sarà revocato. La CGIL e i sindacati dei metalmeccanici invitano alla mobilitazione e alla vigilanza

Una nota del Viminale – di cui si verrà a conoscenza solo molti anni dopo – informa che, in previsione dello sciopero generale annunciato per il 7 luglio, Giorgio Almirante ha deciso la costituzione “di quattro raggruppamenti antisciopero”, con il compito di “inscenare dimostrazioni contro lo sciopero”, “aiutare i cittadini che si trovassero in difficoltà…”, “indurre ed incoraggiare i commercianti e gli altri pubblici esercenti a non chiudere per timore di rappresaglie da parte degli scioperanti”.

Brescia, firmato l'accordo per la Smi, dopo 46 giorni di occupazione della fabbrica.

L'estremista di destra Gianni Nardi è segnalato per la sua immissione nell'organizzazione della "stay-behind" Gladio e l'Ufficio D del Sid (Servizio Informazioni Difesa) trasmette all'Uffcio R, dal quale dipende Gladio, una informativa sulla sua affidabilità. In essa è scritto che "nel marzo scorso venne riferito che il Nardi frequentava in Spagna un corso per legionari allievi paracadutisti e che, in tale occasione, avrebbe fornito alle autorità militari spagnole preziose informazioni sugli organici e sulla attività addestrativa della brigata paracadutisti "Folgore". Il soggetto, prima di arruolarsi nella Legione spagnola, aveva tentato di raggiungere una unità americana dislocata nel Vietnam del Sud".



7 luglio: revocato lo sciopero generale per le riforme, a Roma manifestano i metallurgici, in testa quelli della Fatme in risposta alla serrata dell’azienda. Si effettuano fermate alla Pirelli di Milano, Sit Siemens, Alfa, Ignis di Varese, Meccanico di Genova e in altri stabilimenti vengono indette assemblee. Scioperano per 24 ore anche i braccianti veneti. La Fiat revoca le sospensioni.

Quattro operai muoiono fulminati da un cavo elettrico, effettuando lavori sullo stretto di Messina, mentre altri 4 restano feriti.

La Corte costituzionale sopprime il 2° comma art.635 del codice penale, che prevedeva l’aggravamento del reato di danneggiamento se commesso in occasione di scioperi.




8 – 9 luglio: continuano fermate e assemblee a Milano (Cge, Tibb, Loro e Parisini, Riva, Candy, Asgen), a Ivrea (Olivetti), in Liguria (Tibb di Vado, Grandis di Albisola, Asgen di Campi).



9 luglio: si apre la vertenza Montedison, con sciopero e manifestazione a Ferrara.

Carpi (Mo), i mezzadri emiliani manifestano per rivendicare la riforma dei patti agrari.

L’ammiraglio Eugenio Henke, direttore del Sid, invia al giudice istruttore Ernesto Cudillo una nota in cui afferma: “Questo servizio non ha compiuto indagini in ordine ai fatti indicati in oggetto (strage di piazza Fontana ndr). Qualche giorno dopo i noti attentati di Roma e Milano una fonte – operante in altro settore di interesse del Servizio sulla cui identità non è possibile fornire indicazioni – (…) rivelò occasionalmente di aver saputo che Merlino Mario avrebbe inteso dichiarare, se interrogato, che il pomeriggio del 12 dicembre 1969 stava effettuando una lunga passeggiata e, se messo alle strette, avrebbe dichiarato di essere stato, quel pomeriggio, in compagnia di Stefano Delle Chiaie”.

Il ministro della Giustizia Reale concede l’autorizzazione a procedere contro il magistrato Franco Marrone, incriminato dalla Procura della repubblica di La Spezia per aver criticato la giustizia, definendola "di classe".



10 luglio: firmato i contratti dei poligrafici e dei lavoratori del legno.

Le segreterie confederali della CGIL, CISL e UIL sottoscrivono un comunicato sui fatti di Reggio Calabria, sottolineando come quanto sta avvenendo non è collegato a fatti contingenti, ma alla mancata soluzione dei problemi di fondo della società italiana e, in questo ambito, alla situazione specifica della Calabria, che costituisce il caso limite della miseria, dell'arretratezza economica e del malgoverno.

Torino, Mario Cellerino, responsabile del. servizio informazioni della Fiat, scrive al direttore del servizio centrale amministrazione operai, Ugo Negri: “Ho cercato più volte di contattare con Lei telefonicamente ma purtroppo ciò non mi è stato possibile (...) Per sua conoscenza Le allego copia del nuovo modulo relativo alle note preassuntive che l’avv. Ferrero ha stilato di suo pugno, tenendo presente sia il vecchio modulo ma soprattutto quanto prescritto dallo Statuto dei Lavoratori. Come Le potrà apparire, determinate voci sono state depennate e pertanto altre risposte, in maniera palese, non appariranno più. Cercheremo di ovviare a detti inconvenienti adottando una fraseologia che lasci finalmente capire la convenienza o meno di procedere all’assunzione di determinate persone. Di quanto sopra ho già informato il geom. Villania; comunque rimango a Sua disposizione per meglio chiarire quanto, e per eventuali esigenze che Lei vorrà indicarmi. Con l’occasione mi permetto di farLe presente che siamo in condizioni di soddisfare un numero maggiore di richieste relative agli assumendi residenti in Torino e provincia e nelle sue vicinanze”.


11 luglio: il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat incarica Giulio Andreotti di formare il nuovo governo.

Il segretario generale della Farnesina, Gaja, in una lettera all’ambasciatore Egidio Ortona sull’attività svolta a favore del governo greco, precisa che “era stato necessario intervenire per evitare che i rappresentanti di Olanda e Belgio si associassero agli scandinavi”.



12 luglio: Roma, si svolge al teatro Adriano una manifestazione nazionale della Cgil per la pace in Indocina.

Taranto, l’Italsider sospende 100 operai dopo uno sciopero di 4 ore per la vertenza su ambiente e organici.

Buenos Aires, ucciso dai Montoneros il generale Pedro Aramburu.



13 - 18 luglio: Roma, XV congresso della Fiom. Dopo l’autunno caldo del 1969, durante arriva per la Fiom una stagione di successi: il 19 dicembre 1969 è firmato l'accordo per il contratto con la Confapi; il Senato e la Camera avevano approvato lo Statuto dei lavoratori (Legge 300 del 20 maggio 1970), legittimando così i diritti sindacali anche sul piano istituzionale. Gli iscritti, in crescita da diversi anni, erano arrivati a quota 452.872. L'autonomia e la democrazia entrarono nelle fabbriche: questa era l’atmosfera che si respirava nel XV Congresso. La relazione introduttiva e le conclusioni furono tenute dal segretario generale Bruno Trentin; punto focale delle discussioni fu il tema: «democrazia operaia e unità di classe per costruire dalla fabbrica un sindacato nuovo», con obiettivo principale quello dell'unità sindacale dei metalmeccanici. La questione dell'unità provocò squilibri: «unità a pezzi o unità generale?». Fortunatamente nel Congresso queste perplessità non si manifestarono. Due anni dopo, durante la IV Assemblea unitaria di Genova (29 settembre - 2 ottobre 1972) nacque la Federazione lavoratori metalmeccanici (Flm).



13 luglio: Ravenna, scioperano e manifestano i braccianti, mentre nel bolognese sono decise 48 ore di sciopero articolato.

Milano, protestano le telefoniste con un corteo fino alla Sip di via Pirelli, contro 10 sospensioni



14 luglio: scoppia la rivolta a Reggio Calabria. Pretesto per la sommossa è lo spostamento della sede della Regione a Catanzaro. Inizialmente guidata dal sindaco democristiano Angelo Battaglia, sarà successivamente egemonizzata dal MSI e dall’estrema destra che tenterà di dare alla rivolta un significato antipartitico e meridionalista. Il giogno 15 muore, durante una carica della polizia, il ferroviere Bruno Labate, iscritto alla CGIL. Cento sono i feriti. Il giorno 18, durante i funerali di Labate, è assaltata la questura.Motivo profondo della rivolta, al di là dell'innesco contingente dovuto all'assegnazione delle sedi istituzionali della regione, è l'antico malcontento popolare nei confronti dello Stato. Quasi subito però l'estrema destra assume la direzione dei disordini indirizzandoli verso sbocchi eversivi, mentre si verifica la saldatura tra una parte della 'ndrangheta reggina e l'eversione di destra. La figura del capo-popolo è assunta dal missino Francesco (Ciccio) Franco, che si pone alla testa di un Comitato d'azione per Reggio capoluogo. Diventa famoso lo slogan "Boia chi molla". Con lui sono il Mpon (Movimento Politico Ordine Nuovo) che incita: "Reggio, la nostra rivolta", An (Avanguardia Nazionale) diretta localmente da Felice Genoese Zerbi, il Fn (Fronte Nazionale) e il Msi (Movimento Sociale Italiano). Nei gravi disordini risulteranno coinvolti anche l'industriale del caffè Demetrio Mauro, l'armatore Amedeo Matacena, il consigliere regionale del Msi Renato Meduri e l'avvocato Paolo Romeo.
Secondo quanto rivelato in un libro uscito nel dicembre del 2000 (scritto dal giornalista Domenico Nunnari, Storia della rivolta. Reggio Calabria 1970, Laruffa editore ndr), l’Italia fu sull’orlo di una gravissima crisi istituzionale. L’imminente decisione del Governo di far intervenire l’esercito per stroncare la protesta avrebbe infatti provocato le dimissioni dalla sua carica del presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat.
Secondo l’autore, il Governo - su pressione del PCI, all’epoca il maggior partito di opposizione - aveva già allertato l’esercito, fatto affluire dalla Sicilia e dal centro-nord, per stroncare la ribellione nella città calabrese, ma una drammatica telefonata tra il Quirinale e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, servì a scongiurare l’impiego dei soldati.
"Se intervengono i militari a Reggio Calabria mi dimetto da Capo dello Stato", disse Saragat al telefono. Il tono concitato della conversazione fu ascoltato dal segretario particolare di Saragat, Costantino Belluscio, che secondo Nunnari, non solo conferma l’episodio, ma ricorda anche che il capo dello Stato disse: «Se fa comodo definire fascista la rivolta dei reggini, si faccia pure, ma fascista non è».
Saragat, rivolgendosi al segretario generale della Presidenza della Repubblica, Nicola Picella, e gli ordinò di richiamare il Governo: «Glielo ripeta. Se l’esercito entra a Reggio, il capo dello Stato si dimette».

Stati Uniti, le organizzazioni femministe proclamano, per il 26 agosto, uno sciopero generale di tutte le donne contro l’oppressione maschile e per il raggiungimento di una parità reale fra i sessi.

L’editore Ventura querela gli autori del volume Strage di Stato, uscito il 26 giugno. Al primo querelante seguiranno diversi altri, fra i quali i generali Grassini e Caforio, Junio Valerio Borghese, Almirante, Pecoriello, Sottosanti. Ma le notizie contenute nel libro - probabilmente il primo esempio di controinformazione -saranno largamente confermate dalle inchieste giudiziarie

Giorgio Zicari, giornalista de Il Corriere della Sera registra, per conto del Sid, un secondo colloquio con Carlo Fumagalli. Nella sintesi poi redatta dal servizio si legge che ha messo “in evidenza i contatti con i tedeschi di Strauss e con il suo Fronte europeo di liberazione”. E, ancora, “la partecipazione del Fumagalli ad una riunione in Roma, nella prima quindicina del mese di luglio, alla quale ha partecipato un rappresentante tedesco e nella quale si è discusso di formare un movimento politico il cui fine sarebbe quello di sovvertire legalmente l’attuale sistema governativo”.

Stati Uniti, le organizzazioni femministe proclamano, per il 26 agosto, uno sciopero generale di tutte le donne contro l’oppressione maschile e per il raggiungimento di una parità reale fra i sessi.



14 – 15 luglio: Milano, manifestano gli operai della Philips per il premio di produzione e quelli della Sit Siemens che ha sospeso 100 lavoratori. L’Italsider di Taranto, in seguito alle proteste dei lavoratori revoca le sospensioni, mentre altre sono decise all’Italsider di Lovere (Bergamo). La direzione dell’Eni denuncia un sindacalista della Cgil e 4 lavoratori dell’Anic per violazione di domicilio e diffusione di notizie private per un’assemblea tenutasi all’interno dell’azienda.




15 luglio: Roma, i socialdemocratici rilanciano l’alternativa fra il quadripartito e lo scioglimento delle Camere.




16 luglio: Torino, firmato l’accordo alla Fiat per premi di produzione, orario, mensa e quattordicesima mensilità. Contemporaneamente il noto provocatore Luigi Cavallo spedisce ai dirigenti della Fiat una lettera-rapporto, in cui tra l'altro si legge: “Ho organizzato un servizio che copre tutte le organizzazioni politiche e sindacali di Torino: Pci, Psiup, Psi, Psu, Dc, Pri, Pli, Msi, CdL, Cisl, Uil, Lotta continua, Potere operaio, Pc-ml eccetera. Ho mandato un nostro uomo a Lotta continua e alla 5° Lega Fiom. Hanno fornito nomi di iscritti e informazioni. Ho organizzato a Roma un servizio informativo centrale con un nostro uomo alla direzione del Pci e uno alla Cgil (…) In base ad accordi presi con l’onorevole Tullio Abelli, a partire dal prossimo settembre nei periodi di forte tensione attueremo distribuzioni attivistiche congiunte alle porte ‘calde’ della Mirafiori (…) Attivismo d’urto. Abbiamo organizzato sinora 4 squadrette. La prima, costituita tramite Abelli, è composta da 4 milanesi, altre due squadrette, costituite tramite il principe Borghese sono costituite da piemontesi. Abbiamo fornito loro targhe false, parrucche da capelloni e tubi di gomma. Infine abbiamo una quarta squadretta nostra diprofessionisti milanesi per i lavori più importanti. GAD. Abbiamo in corso, tramite l’avvocato Acciarini, trattative con Edoardo Calleri, che sembrano avviate verso un esito favorevole. Ci sarà affidata la direzione e la propaganda dei Gad, Gruppi aziendali democristiani. Responsabile sarà l’Acciarini, nostro amico. Potremo così avvalerci, anche all’interno degli stabilimenti Fiat, di un’organizzazione fiancheggiatrice, con forti possibilità di penetrazione capillare e di condizionamento nei confronti della Cisl e delle Acli. Abbiamo anche attuato un buon collegamento tra polizia e magistratura, dimostrato anche dall’arresto di tre noti esponenti di Lotta continua e dalla rabbiosa reazione degli estremisti”.

Milano, il pretore Lucio Mazziotti assolve 15 anarchici che erano stati denunciati per “diffusione di notizie false e tendenziose”, per aver contestato la versione poliziesca sulla morte di Giuseppe Pinelli.

Capri, al 18° Festival della canzone napoletana viene bloccata per la censura della Rai la canzone “O divorzio”.



17 luglio: scioperano gli zuccherieri dopo la rottura delle trattative sindacali.



18 luglio: Siena, per iniziativa della Procura, la polizia chiede i nominativi dei medici che hanno partecipato agli scioperi.

Reggio Calabria, dopo la morte di Bruno Labate, la folla tenta l’assalto alla Questura.

Il giudice istruttore di Sondrio trasmette alla Procura della repubblica di Lucca gli atti dell’inchiesta a carico di Gaetano Orlando, Carlo Fumagalli, Giulio Franchi, Armando Carrara, Franco Romeri, Pietro Romeri, Albino Sala Tenna, Franco De Ranieri, Amedeo Birindelli, Raffaello Bertoli, Enzo Salcioli e Gino Bibbi. Sono accusati di “cospirazione politica mediante associazione”.

Palermo, il cantastorie Franco Trincale chiede spiegazioni al ministero dell’Interno dopo che il vice questore dottor Allotta ha interrotto la manifestazione Palermo pop 70, a causa della sua ballata “L’orologio del dottor Guida”. Per il questore offenderebbe la polizia milanese.



19 luglio: Piero Capello scrive sul periodico di destra Il Borghese, che i dimostranti di Reggio Calabria sono “canaglie, teppisti e cialtroni giovanissmi (…) ramazzaglia (…) barboni”.

La Paz (Bolivia), militanti dell’Esercito di liberazione nazionale sequestrano 2 tecnici della Germania federale, che vengono rilasciati in cambio della scarcerazione di 10 detenuti politici. Due giorni dopo è proclamato lo stato d’assedio. Arrestati numerosi sindacalisti e militanti delle organizzazioni di sinistra.



21 luglio: Roma, Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia Nazionale, convocato dal giudice istruttore titolare dell'inchiesta sulla strage di piazza Fontana a Milano, preferisce non presentarsi. Dirà poi: "Fui avvertito da un avvocato che era già stato deciso il mio mandato di cattura. Consigliato dai miei legali, iniziai la latitanza". Sarà emesso un mandato di cattura per falsa testimonianza e Delle Chiaie si rifugerà in Spagna. Avrebbe dovuto essere interrogato sull'alibi di Mario Merlino, infiltrato nel Circolo anarchico 22 Marzo, per gli attentati del 12 dicembre 1969. La sera prima Delle Chiaie lo aveva incontrato in compagnia di Fausto Fabbruzzi.

Savona, scioperano i portuali per le riforme.

Milano, la Sit Siemens denuncia 60 lavoratori. Si tratta, non solo di un provvedimento repressiva, ma anche una forte pressione per far dichiarare illegale la sospensione del cottimo come forma di lotta.

Iniziano i negoziati per l’ingresso della Gran Bretagna nella Comunità europea.

Viene dato l’annuncio ufficiale dell’esproprio dei beni italiani in Libia.



21 – 22 luglio: Milano, nel carcere di San Vittore muoiono 3 detenuti per l’incendio di una branda, pare effettuato per protesta.D opo il fatto dilaga la ribellione, stroncata dalla polizia intervenuta con idranti e lacrimogeni: 31 i feriti, 122 i detenuti trasferiti in altre carceri.



22 Luglio: una carica di tritolo fa saltare un tratto di binario a Gioia Tauro e provoca il de­ragliamento della Freccia del Sud: sei morti e 139 feriti. La strage avviene nel contesto dei "moti" di Reggio Calabria, guidati dal Comitato d'azione per Reggio capoluogo. Il Direttore della Divisione affari riservati del ministero dell'interno Elvio Catenacci si reca sul luogo dell'attentato e conclude che si è trattato di un incidente provocato dalla negligenza del personale ferroviario. Saranno infatti incriminati quattro ferrovieri, poi però prosciolti dal giudice istruttore di Palmi. L'inchiesta sarà archiviata senza colpevoli e senza nemmeno accertare definitivamente le cause del disastro. Soltanto 23 anni dopo due collaboratori di giustizia provenienti dalla 'ndrangheta, Giacomo Lauro e Carmine Dominici (quest'ultimo con un passato in Avanguardia Nazionale), faranno rivelazioni da cui risulteranno i nomi di tre probabili attentatori, nel frattempo deceduti: Vito Salverini, Vincenzo Caracciolo e Giuseppe Scarcella: mandante e organizzatore della strage l'ambiente di Avanguardia Nazionale di Reggio Calabria e del Comitato d'azione per Reggio capoluogo.

Reggio Calabria, le Acli diffondono una nota nella quale definiscono la rivolta come “un momento esaltante di democrazia diretta o partecipativa” in cui “la comunità civile ha preso coscienza della titolarità del suo potere”.

Il presidente dell’Iri, Petrilli, rende noto che Reggio Calabria sarà esclusa dai vantaggi del progettato complesso industriale.

Udo Lemke, accusatore dei fascisti di aver collocato la bomba all’Altare della Patria, è condannato a 3 anni di reclusione.

Pci, Psiup e sinistra socialista (gruppi di Lombardi e Achilli) presentano in Parlamento una proposta di inchiesta parlamentare sulla strage di Milano.

Torino, Mario Cellerino, responsabile del servizio informazioni della Fiat, scrive al ragioniere Mario Berruto: “Le allego 4 note preassuntive relative al personale interessante la sua sezione. Per la circostanza, per incarico del sig. avv. Ferrero, mi permetto di rammentarle la riservatezza delle note in parola, pregandola di voler custodire personalmente e di affidarle ad una sola persona, aggiungendo la precisa raccomandazione circa la conservazione ed il maneggio delle medesime (…)”.

Roma, il Tribunale militare processa il giovane Vito Accardo, membro del comitato anti-leva della Valle del Belice arrestato per aver rifiutato di indossare la divisa. Il comitato chiede di trasformare, per i giovani delle zone terremotate, la leva in servizio civile per la ricostruzione.



23 luglio: Roma, Giulio Andretti rinuncia all’incarico per formare il nuovo governo.

24 luglio: Roma, dopo lo svolgimento di una manifestazione provinciale dei lavoratori metalmeccanici, la Fatme revoca la serrata. Milano, scioperano i lavoratori dell’Alfa e della Borletti, per il ridimensionamento dei cottimi e degli incentivi. Firmato l’accordo aziendale alla Magneti Marelli di Sesto San Giovanni.

Vicenza, la Procura ordina la scarcerazione di Giuseppe e Vincenzo Chioccarello che, in occasione di uno sciopero dei tessili a Torrebelvicino, hanno sparato su un gruppo di operai, ferendone provocando dieci.



25 luglio: Roma, il presidente della Repubblica Saragat affida al democristiano Emilio Colombo l’incarico di formare il nuovo governo

Praiano (Salerno), la polizia fa irruzione a casa di William Berger e di sua moglie Carol Lobravico, attrice del Living Theatre, alla ricerca di droga. Trovati 0,9 grammi di hashish. Carol Lobravico viene rinchiusa prima nel carcere di Poggioreale e poi nel manicomio criminale di Pozzuoli dove morirà per epatite il 5 settembre 1970.

Houston (Texas), la polizia carica una manifestazione di protesta per l’arresto di 2 neri, provocando 7 feriti uno dei quali, Carl Hampton, 21enne leader del Partito popolare militante nero, morirà due giorni dopo in seguito alle ferite riportate. Arrestate 50 persone.

Gli italiani residenti in Libia sono costretti a rientrare in Italia in seguito a provvedimenti di espulsione e di confisca dei beni degli ex coloni, assunti dal governo libico.



25 – 26 luglio: Torino, convegno nazionale di Lotta Continua.



27 luglio: Palermo, la polizia carica gli operai del Cantiere navale in sciopero. Venti feriti e numerosi fermati.

Lisbona, muore Antonio de Oliveira Salazar, dittatore del Portogallo dal 1933 al 17 settembre 1968, quando venne sostituito da Marcelo Caetano, perché colpito da emorragia cerebrale.

Vienna, il governo austriaco invia una nota a 30 paesi europei, agli Stati uniti e al Canada, proponendo la ripresa delle consultazioni per giungere ad una conferenza europea sulla sicurezza.


28 luglio: Milano, sciopera il gruppo Falck perchè la direzione non vuole aprire la vertenza aziendale. Nuovamente in sciopero i braccianti veneti.


Torino, in una “nota esplicativa” inviata all’avvocato Cuttica, Mario Cellerino, responsabile del servizio informazioni della Fiat, scrive che “a seguito delle note vicende la collaborazione con la Questura di Torino, per quanto ci riguarda, è alquanto diminuita; pertanto si è reso indispensabile rivolgerci ad altre fonti, al fine di assicurare il reperimento di notizie a noi necessarie. Pertanto è stata incrementata la preesistente collaborazione con il Sios – Aeronautica, ed inoltre è stata attivata una nuova forma di collaborazione con l’Arma dei carabinieri (…)”.

Il settimanale Oggi pubblica un'intervista a Ugo La Malfa, nella quale tra l'altro afferma che “Una situazione in continuo deterioramento può invogliare a soluzioni di maggior vigore, sia pure restando nell’ambito democratico: e si sente parlare da più parti, per esempio, di repubblica presidenziale, ossia in pratica di maggiore facoltà di intervento per chi ha le massime responsabilità: quindi una variante della nostra forma istituzionale. Perciò i partiti debbono badare di non tirare troppo la corda”.



29 – 30 luglio: Reggio Calabria, nasce il Comitato di azione popolare che guiderà le dimostrazioni. Il giorno successivo, i dimostranti si impadroniscono della Madonnina dell'Eremo, che viene portata simbolicamente in processione in piazza del Duomo.



30 luglio: Trento, una squadra di provocatori di destra aggredisce gli operai che escono dallo stabilimento Ignis di Gardolo e ne ferisce due a coltellate. Contro gli aggressori intervengono immediatamente, oltre ai lavoratori dell'Ignis, numerosi studenti. Due esponenti del Movimento Sociale Italiano, il consigliere regionale Andrea Mitolo e il sindacalista della Cisnal Gastone Del Piccolo, vengono fatti marciare fino a Trento con le mani dietro la nuca e un cartello al collo su cui è scritto:"Siamo fascisti. Oggi abbiamo accoltellato tre operai della Ignis. Questa è la nostra politica pro-operai". A Trento i due saranno liberati e consegnati in Questura. Contro quattro studenti, tra i quali Francesco Zotti di Lotta Continua - che sarà costretto a fuggire in Germania - saranno emesi altrettanti mandati di cattura. Dodici anni dopo, per l'episodio saranno condannati una quarantina di operai, mentre rimarrà senza conseguenze l'aggressione fascista.
Il giorno successivo, i lavoratori della Ignis scioperano per 2 ore. In seguito agli incidenti il questore Amato sarà sostituito da Musumeci, il quale chiama a dirigere l'ufficio politico il commissario Saverio Molino, proveniente da Padova. Avvisi di reato verranno spiccati contro 78 lavoratori.



Luglio: Palermo, summit mafioso all’hotel Sole. La mafia strappa ai marsigliesi il controllo del traffico di droga nel mediterraneo e verso gli Stati Uniti confinando i francesi al ruolo di semplici raffinatori di eroina.

Milano, spiccate 47 denunce contro altrettanti lavoratori della Siemens per “non collaborazione e danni alla produttività aziendale”, nonché sospensioni e diffide a decine di opera. Licenziato anche un componente della commissione interna.

Un rapporto dell’Isco evidenzia un calo della manodopera, soprattutto femminile

Aviano (Pordenone), su indicazione e con l’aiuto di un militante locale di Ordine nuovo e di un iscritto al Msi di Pordenone, l'ordinovista Vincenzo Vinciguerra preleva da un cantiere esplosivo e detonatori.

Roma, l’ultima domenica del mese, Gaetano Lunetta e una ventina di elementi del Fronte nazionale di La Spezia, Genova e Roma compiono una ricognizione, diretta e con la complicità di Salvatore Drago, al ministero degli Interni.

Gianfranco Bertoli entra in contatto con l'Oasi (Opera assistenza scarcerati italiani) di Padova.



Fine luglio: Bologna, la direzione della Ducati Elettrotecnica riduce l’orario a 36 ore in 4 reparti e comincia a parlare di una possibile crisi produttiva, determinata da una riduzione della domanda. I lavoratori, che non vogliono essere penalizzati dagli sbalzi del mercato cominciano a discutere del superamento del cottimo e del passaggio delle voci relative in paga base e di riduzione della produzione per non consentire più sospensioni discriminanti.



Luglio: Ravenna, firmato l’accordo aziendale all’ANIC. E’ superata la job evaluation e viene introdotta la contrattazione aziendale per il nuovo inquadramento professionale. Sono introdotte anche norme sulla nocività e la salute in fabbrica.



1 agosto: Beirut, il ministro degli Esteri Aldo Moro incontra il suo collega libico, Bu Sir, per esaminare la situazione creatasi dopo l’esproprio dei beni italiani in Libia e l’espulsione degli italiani residenti.



2 agosto: il settimanale di destra Il Borghese, riferendosi ai moti di Reggio Calabria, parla di “Stato inesistente, incapace di difendersi”.

Riccione, incendiata la sezione del Pci, in viale Ceccarini.



3 – 6 agosto: Marghera (Ve), ripetuti scontri tra lavoratori e polizia dopo che alcuni crumiri avevano tentato di forzare i picchetti e i blocchi attivi da alcuni mesi. Gli operai di Marghera sono in lotta per l’eliminazione del salario fuori busta, migliori condizioni ambientali, riduzione delle disparità nella corresponsione delle indennità di presenza. La lotta si estenderà in seguito, sull’esempio di Porto Marghera, all’Italsider di Bagnoli.

Trento, nuovamente in sciopero la Ignis.



4 agosto: Bardonecchia, località Forte Foin il Movimento Politico Ordine Nuovo organizza un campo paramilitare che prevede l'addestramento all'uso delle armi, di apparecchi radiotrasmittenti e alla "lotta con il coltello". Il campo è stato battezzato Sigfrido e tra i suoi organizzatori troviamo Salvatore Francia. Tra i partecipanti individuati Alberto Stazzone Isoardo, Dario Fuini, Mario Perra, Giuseppe Dionigi, Fedoro Centenari e Eraldo Capitini. In una informativa del Sid si legge che "Hanno partecipato 40 elementi. Sono stati effettuati tiri con pistole, mitra e fucili mitragliatori". Dell'iniziativa è informata anche la rete della Cia del Triveneto: Lino Franco e Marcello Soffiati, due dei suoi appartenenti, infatti, hanno inviato ai "campeggiatori" due fucili mitragliatori con relative munizioni.

Pecorile, sull’Appennino reggiano, si riunisce quello che diventerà poi il nucleo promotore delle BR.

Reggio Calabria, dopo il divieto di un comizio di Ciccio Franco a Villa San Giovanni, i dimostranti rientrano in città ed iniziano a costruire barricate nel quartiere S.Caterina.



5 agosto: Trento, un gruppo di lavoratori della Ignis organizza una manifestazione davanti alle carceri cittadine per chiedere la liberazione degli operai arrestati dopo la manifestazione del 30 luglio, e l’incriminazione degli accoltellatori. Ma la manifestazione, che non è appoggiata dai sindacati, non riesce. L’operaio Tenuta, uno degli accoltellati che aveva tentato di organizzare la protesta, sarà licenziato 3 giorni dopo.



6 agosto: Roma, Emilio Colombo vara un governo quadripartito DC, PSU, PSI e PRI. De Martino vice presidente, Moro agli Esteri, Restivo agli Interni e Tanassi alla Difesa.

Il ministro della Difesa, con oltre un anno di ritardo, comunica che non esistono negli archivi del Sid le copie delle veline del colonnello Renzo Rocca e che, pertanto, non è possibile verificare l’autenticità delle fotocopie depositate dal generale De Lorenzo presso la commissione Alessi.



9 agosto: il Sid mette agli atti una nota in cui si legge che "Il Fronte Nazionale è stato più volte segnalato come organizzazione diretta a creare le condizioni per attuare un colpo di stato; è collegato con Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, è ritenuto il sodalizio più idoneo a influenzare in proprio favore le forze armate e di polizia, sia per il prestigio di cui godrebbe il principe Junio Valerio Borghese, sia per il programma nazionalista e d'ordine del movimento". Questa nota, come molte altre, sarà trasmessa all'autorità giudiziaria solo dopo alcuni anni.



11 agosto: Roma, lo Stato Maggiore dell’Esercito, con documento del 4° Reparto ufficio servizi, nr. di protocollo 733/182,1701, concede l’autorizzazione allo svolgimento di un campo di “parasoccorso” diretto da Sandro Saccucci.




12 agosto: Mosca, il cancelliere tedesco Willy Brandt e il premier sovietico Kossighin firmano l’accordo sul riconoscimento, da parte tedesca, della frontiera sull’Oder-Neisse.Roma, Giorgio Almirante, parlando alla Camera, invoca misure repressive nei confronti dei rivoltosi di Reggio Calabria.



13 agosto: Roma, l’ufficio servizi del Comiliter, con documento nr.8930/10200 autorizza la consegna del materiale necessario per l’organizzazione del campo di “parasoccorso” di Sandro Saccucci e ne dispone le condizioni per la restituzione.

La Loockheed accetta la lettera d’intenti firmata dal ministro della Difesa, Mario Tanassi, il 3 giugno 1970.



16 agosto: Spagna, nella provincia basca di San Sebastian, entrano in vigore leggi speciali “contro il terrorismo e il banditismo”, che legittimano di fatto la violenza poliziesca contro gli oppositori.



17 agosto: Riccione (Forlì), la polizia carica un gruppo di militanti di Lotta continua che contestano davanti al Grand Hotel le“vacanze dei ricchi”.

Gioia Tauro (Reggio Calabria), attentato dinamitardo contro l’abitazione del consigliere del Psi Rosario Sette.



18 agosto: comincia il cambio di totta missino nei confronti della rivolta di Reggio Calabria. Il quotidiano missino Il Secolo d’Italia saluta in quella di Reggio Calabria “la prima autentica rivolta popolare non organizzata dalla sinistra”.

Il settimanale Oggi pubblica un'intevista a Giulio Andreotti, nella quale si legge: “Credo che esista la necessità di avviare una regolamentazione di fatto e giuridica dei partiti. Si tratta cioè di trovare gli strumenti per rendere efficiente la partecipazione degli iscritti ai partiti nella formazione della volontà politica. Questo stato di cose piuttosto grezzo nella struttura e nella vita dei partiti si riflette senza dubbio anche sul Parlamento”.



19 agosto: una informativa della fonte “Aristo” informa la divisione Affari riservati sugli appelli alla “autodifesa militante”lanciati dai vertici del Msi.




22 agosto: Washington, il governo statunitense annuncia di aver autorizzato l’aviazione ad estendere i bombardamenti dal Vietnam alla Cambogia per fronteggiare l’offensiva dei khmer rossi.



25 agosto: Buscetta, arrestato a New York, ritorna in libertà versando una cau­zione di 75.000 dollari



26 agosto: Washington, le organizzazioni femministe organizzano una giornata di sciopero e mobilitazione, nel 50° anniversario della concessione del diritto di voto alle donne; si manifesta per ottenere l’assistenza alle donne disoccupate, la tutela delle ragazze madri e per protestare contro gli aspetti denigratori della pubblicità commerciale.

Parigi, dopo l’arrivo delle delegazione americana guidata da Bruce, giunge anche quella del Vietnam del Nord, diretta da Xuan Thuy, per l’inizio delle trattative di pace fra i due paesi.



27 agosto: Roma, il governo, presieduto da Emilio Colombo, presenta il decreto legge (il cosiddetto Decretone) con i provvedimenti per fronteggiare la crisi economica: aumentare le entrate fiscali e contenere l’inflazione.



27 – 30: Vallombrosa, incontro di studio delle ACLI su “movimento operaio, capitalismo, democrazia”.



28 agosto: una valigia contenente un ordigno esplosivo è abbandonata su un marciapiede della stazione di Verona. Portata fuori mano esplode senza provocare danni. Conteneva anche giornali austriaci e tedeschi. I responsabili resteranno ignoti. Con nota del 17 dicembre 1976, che il Viminale indirizza al giudice istruttore di Bologna Vito Zincani, si commenta che il gesto appare come “uno dei più impressionanti attentati del periodo successivo alla strage di piazza Fontana (…) perché il luogo prescelto era l’espressione di una volontà criminale tendente ad un eccidio indiscriminato”. Dieci anni più tardi, il 2 agosto 1980, stavolta nella stazione ferroviaria di Bologna, l’attentato viene riproposto con identiche modalità (sala passeggeri e valigia) provocando 85 morti e 200 feriti.Praga, il governo cecoslovacco priva della nazionalità lo scrittore Arthur London, esponente della “Primavera di Praga”, che si era rifugiato a Parigi dopo la defenestrazione di Alexander Dubcek.

I marescialli di Ps Guido De Claris e Giuseppe Ciliberti inviano alla Procura della repubblica di Palmi un rapporto in cui si esclude l’origine dolosa della strage di Gioia Tauro attribuita a cause di natura tecnica del materiale rotabile.



29 agosto: Roma, in un rapporto del Sid si segnala che “il gruppo napoletano del Fronte Nazionale è stato posto in allarme per tre volte nel volgere di pochi giorni; si afferma che l’azione è imminente. Le mobilitazioni, cui non segue alcuna attività concreta, creano malcontento fra gli aderenti”.



31 agosto: Olanda, un commando di trenta ribelli ambonesi occupa l’ambasciata indonesiana de L’Aja, dopo aver ucciso una guardia. I separatisti prendono in ostaggio il personale ma, dopo dodici ore di trattative, si arrendono.



Agosto: un appunto del Viminale rivela che “per quanto riguarda Trento è intenzione del Msi di porre in essere azioni di rappresaglia verso i gruppi estremisti, specialmente arroccati intorno alla facoltà di Sociologia. Promotore dell’iniziativa sarebbe l’on. Tullio Abelli (…) dal maggio scorso commissario della federazione missina di Venezia. L’Abelli avrebbe chiesto la collaborazione del noto estremista Ugo Martinat (…) e di tale Benedetti, sembra da Verona, non meglio identificato”.

Un rapporto del Sid indica in Stelio Frattini, amico del vice questore Mario Purificato e capo del gruppo B di Genova del Fronte Nazionale, e in Angelo Cagnoni, sempre del gruppo genovese, gli elementi che compiono una ricognizione al ministero degli Interni sotto la guida di Salvatore Drago.



Fine agosto: Milano, diffusi manifestini ciclostilati firmati BR alla Sit-Siemens di piazza Zavattari

Al rientro dalle ferie estive, riprendono le agitazioni operaie a Milano e in altre città. Vi è fermento fra l’altro alla Siemens dove ci sono stati un licenziamento e 47 denunce per occupazione di uffici (cortei interni) e non collaborazione. La Magneti Marelli decide di non pagare molte ore lavorate a luglio per uno sciopero prolungato del rendimento. A Bresso, centro dell’hinterland milanese, viene organizzato uno sciopero generale per protestare contro tre omicidi bianchi avvenuti in un cantiere edile. La Snia di Varedo è in agitazione per la morte di un operaio caduto da una scala dissestata. All’Alfa Romeo ci sono sciopei a scacchiera per una settimana con cortei interni, ai quali la direzione reagisce minacciando sospensioni. Situazione analoga in altre città: a Porto Marghera, si svolge una manifestazione che reclama l’assunzione stabile dei lavoratori delle imprese esterne. Entrano in agitazione anche stabilimenti precedentemente non coinvolti, come la Good Year di Latina , dove esplode la ribellione contro un licenziamento e la Pettinatura Biella di Genova, che viene occupata per salvare i posti di lavoro. Si discute nelle fabbriche oltre alle tematiche aziendali, l’aumento delle tasse decretato dal governo Colombo. E si verificano diverse fermate spontanee o indette dalle rappresentanze di base: fra l’altro alla Pirelli di Settimo Torinese, alla Fonderia di Multedo (Ge), all'Alfa Romeo, Imperial (ex Fiar), Olivetti, Ansaldo di Sampierdarena, Tassara di Sestri, Elsag, Nuova San Giorgio, Italsider di Campi (Genova), Sirmac, all’Azienda tramviaria milanese, alla Italsider di Piombino, Iutificio Montedison di La Spezia, Aerfer di Pomigliano, Radaelli di Napoli, Sofer di Pozzuoli. “Colombo vola via, la caccia è aperta”; “governo Colombo, tasse e piombo”, si grida nei cortei.

Bologna, la direzione della Ducati Elettrotecnica cerca di far rientrare l’agitazione contro le riduzioni d’orario in alcuni reparti organizzando un referendum dove votano anche impiegati, guardie e capireparto: ma la lotta prosegue nei reparti colpiti.



Estate: Napoli, la polizia occupa in forze, ripetutamente il centro città nel tentativo di acciuffare Antonio Mellino, il mitico “Agostino o pazzo” che a cavallo della sua Ducati trasforma via Toledo e dintorni in pista per le sue acrobazie, sbeffeggiando i poliziotti. Vengono operati centinaia di fermi, retate nei vicoli e perquisizioni domiciliari: ma gli ‘scugnizzi’ di Napoli sono tutti per Agostino e la polizia è sommersa dal ridicolo.



Settembre: si inasprisce la rivolta a Reggio Calabria. Il ministro degli Interni comunica alla camera il bilancio della sommossa: 3 morti di cui 2 civili e 1 militare, 191 feriti nella polizia e 37 fra i civili, 426 persone denun­ciate, 19 giorni di sciopero generale, 25 cortei, 12 attentati dinamitardi, 32 blocchi stradali, 14 blocchi ferroviari, 1 blocco dell'aeroporto, 2 blocchi portuali, 1 occupazione degli studi radiotelevisivi, 6 assalti alla Prefettura e 4 alla Questura, 23 scontri con la polizia. La rivolta riprenderà in ottobre e si allargherà a tutta la provincia

Settimo Milanese, lancio di manifestini delle BR davanti alla Sit-Siemens



1 settembre: in un Appunto da Milano per Silvano Russomanno della Divisione Affari Riservati del ministero dell'Interno, il maresciallo Ermanno Alduzzi, appartenente alla stessa Divisione, riferisce di un viaggio in Francia compiuto dalla fonte Anna Bolena, che è l'anarchico Enrico Rovelli. In particolare riferisce che Rovelli ha incontrato l'anarchico Robleda Torre che "gli ha preannunciato che all'inizio del prossimo anno il movimento anarchico è intenzionato di effettuare azioni dinamitarde in Italia, Belgio, Svizzera e Inghilterra a sedi consolari e organizzazioni spagnole". Rovelli ha infine riferito "che Ivo Della Savia è in Germania".

Varese, tre militanti del movimento studentesco sono gravemente feriti da un gruppo di missini.



2 settembre: Atene, per un difetto dell'ordigno che stanno trasportando, esploso anzitempo, muoiono la milanese Maria Elena Angeloni e lo studente cipriota Giorgio Christou Tsikouris, universitario a Milano. L'attentato è stato ideato da Corrado Simioni, che aveva chiesto a Mara Cagol, compagna di Renato Curcio, di compierlo. Ma Curcio si era opposto e Simioni ha allora utilizzato la Angeloni e Tsikouris. La vicenda provoca la definitiva rottura, all'interno delle Br, tra Curcio e Simioni.

Milano, i lavoratori di 61 fabbriche milanesi chiedono alle organizzazioni sindacali la proclamazione di uno sciopero generale contro il decretone Colombo, mentre continuano in ordine sparso, proteste e fermate spontanee. Scioperano i lavoratori dell’Alfa Bicocca e Arese.

Milano, muore in un incidente di lavoro l’operaio Valentino Canossi. A suo nome i Gap intesteranno una “brigata”.

Imperia, si svolge una manifestazione contro la scarsità di acqua.



3 settembre: Milano, lanciata una bottiglia incendiaria contro il festival dell’Unità, in via Legnano.

Santiago del Cile, Salvador Allende, candidato unico delle sinistre, vince le elezioni sconfiggendo il candidato conservatore Jorge Alessandri e quello democristiano Radomiro Tomic.



4 settembre: Milano, giornata di lotta dei lavoratori della Siemens. Oltre alle rivendicazioni aziendali, si lotta contro le rappresaglie della direzione.



4 – 7 settembre: Filadelfia, si svolge la “convenzione costituzionale rivoluzionaria” delle Pantere Nere, alla quale partecipano migliaia di persone e nel cui ambito sono organizzati seminari su varie tematiche: autodeterminazione dei gruppi etnici, diritti delle donne e dei bambini, controllo delle forze di polizia, controllo demografico, diritti dei prigionieri politici. Nella notte sono arrestate 17 persone, mentre la polizia si interviene anche a New Orleans con diversi arresti e 1 morto.



5 settembre: Roma, Evelino Loi, accusatore dei fascisti per gli attentati del 12 dicembre, viene arrestato mentre esce dalla stanza del giudice Cudillo.



6 settembre: Ponti sul Mincio (Mn), alla Piccola Caprera si svolge una cerimonia in ricordo “di sua maestà il Re, del principe Amedeo di Savoia e del duca d’Aosta” alla quale partecipano, fra gli altri, Annibale Bergonzoli, Rizzo, Appierto, Angelo Mastragostino, Umberto Corniani, Aldo Perasa, Mario Cabassi, Marcello Rossi, Gaetano Avanzini, Vittorio Organo, Tedoro Pasini, Daniele Lissandrini.

Zarka (Giordania), guerriglieri del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) fanno atterrare 3 aerei (un Boeing 707 della Twa, un Dc-8 della Swissair, un Vc-10 della Boac) sequestrati e dirottati con circa 400 persone a bordo. Un quarto aereo, un Boeing 747 della Panamerican, pure sequestrato, viene fatto esplodere all’aeroporto del Cairo dopo che i passeggeri sono stati evacuati. Il Fplp chiede la liberazione di tre fedayin detenuti nella Germania Federale, di altri 3 ristretti in Svizzera, di Leila Khlaed in Gran Bretagna, e di altri prigionieri in Israele. I governi britannico, svizzero e tedesco accettano lo scambio, rifiutato invece da quello israeliano.



6 – 12 settembre: in Emilia Romagna, il Pci organizza manifestazioni popolari e di produttori agricoli contro la distruzione dei raccolti ed in particolare della frutta.



7 settembre: Napoli, un gruppo di missini in camicia nera aggredisce il sindacalista della Ignis Sud Antonio Costa, procurandogli ferite alla testa per le quali i medici si riservano la prognosi. I sindacati dei metalmeccanici proclamano uno sciopero per l’indomani.

Massa Carrara, entrano in agitazione i marmisti per il rinnovo del contratto.

Reggio Calabria, compiuti quattro attentati dinamitardi.



8 settembre: un’impiegata della Camera del lavoro dichiara al giudice Cudillo che Paolo Zanetov di Ordine Nuovo sapeva in anticipo delle bombe del 12 dicembre, cosa della quale era venuta a conoscenza dal racconto della sua fidanzata. Dopo il confronto, Cudillo accetta la versione di Zanetov. La ragazza verrà licenziata dalla Cgil.



8 – 10 settembre: scioperano per 2 ore i lavoratori della Pirelli Bicocca di Milano, quelli della Piaggio, Siemens di Santa Maria Capua Vetere, Rhodiatoce di Verbania, Om-Fiat, Breda di Venezia per salvare il cantiere, Alfa Romeo contro i cottimi, i metalmeccanici reggiani: ovunque si manifesta oltre che per obiettivi aziendali, contro il decretone Colombo.



9 settembre: scioperano gli edili per il rinnovo dei contratti provinciali e la riforma della casa.

Treviso, durante i lavori dell’Associazione nazionale magistrati, Magistratura Democratica contesta il ministro di Grazia e giustizia Oronzo Reale per l’apertura dell’inchiesta disciplinare a carico di Franco Marrone.

Napoli, attivisti del Msi assaltano la sezione del Pci in piazza Teatro San Ferdinando.

Reggio Calabria, durante tutto il giorno si susseguono scontri tra polizia e dimostranti.

Giordania, iniziano i combattenti ad Amman e nella parte settentrionale del paese fra l’esercito guidato dal generale Mashour Hadisca e i palestinesi.

Togliattigrad (Urss), esce dagli stabilimenti Fiat la prima 124 in versione russa: il suo nome è Zhigulì.


10 settembre: Genova, Riva Trigoso di Sestri Levante (Ge), Ancona e Palermo si sciopera nei cantieri dell’ex Piaggio assorbiti dall’Iri, per ottenere garanzie per i lavoratori.

Reggio Calabria, scontri al termine di una manifestazione antifascista organizzata dai partiti della sinistra. I dimostranti alzano barricate anche in corso Garibaldi e via Marina.

Attentato dinamitardo sulla linea ferroviaria Trento-Verona, rivendicato con un volantino del Movimento di azione rivoluzionaria (Mar). Nei giorni successivi, esplodono ordigni davanti a tre cinema con scritte come “compagni fuori fascisti dentro, ultimo avviso”. Perquisite le abitazioni di diversi militanti dell'estrema sinistra.



12 settembre: Cascia (Perugia), si apre per concludersi il 20 successivo, un corso di aggiornamento politico per giovani dirigenti del Msi. Giorgio Almirante afferma: “I giovani devono prepararsi all’azione prima che gli altri lo facciano (…) Dalla concentrazione dello slancio rivoluzionario, devono conseguire risultati analoghi a quelli acquisiti in altri paesi d’Europa quali il Portogallo, la Grecia, la Spagna”.

Zarka (Giordania), i guerriglieri del Fplp fanno esplodere gli aerei sequestrati il 6 settembre, dopo aver fatto scendere i passeggeri, ma il Fplp viene espulso dal Comitato centrale palestinese che condanna l’azione.



13 settembre: Londra, il duca Edoardo di Kent, a nome della Gran Loggia unita d’Inghilterra, firma il riconoscimento ufficiale del Grande Oriente d’Italia.

Il settimanale di destra Lo Specchio pubblicizza, con un articolo di Ferruccio Albanese, il sostegno dato dallo Stato Maggiore dell’Esercito al campo paramilitare organizzato dal fascista Sandro Saccucci.



14 settembre: Reggio Calabria, la polizia carica una dimostrazione per Reggio capoluogo: 25 dimostranti feriti, 20 arrestati.



15 settembre: Bologna, riprende l’agitazione alla Ducati dove la direzione ha annunciato che tratterrà dalla busta paga una cifra proporzionale alla riduzione del rendimento, lotta che i lavoratori praticavano in alcuni reparti per far rientrare le sospensioni. Si organizzano cortei interni e una manifestazione sulla via Emilia.

Ancora scontri a Reggio Calabria. Circondate e assalite la sede del Psi, l'esattoria e le poste.



16 settembre: Napoli, la polizia carica alcune centinaia di disoccupati che protestano davanti all'ufficio regionale del lavoro in via Vespucci contro la mancanza di lavoro e la precedenza data nelle assunzioni ai profughi provenienti dalla Libia.

Reggio Calabria, per il terzo giorno consecutivo ci sono scontri tra polizia e dimostranti.



17 Settembre: Palermo, rapito e assassinato il giornalista dell'Ora, Mauro De Mauro. Il suo corpo non verrà mai ritrovato. Stava lavorando per conto del regista Franco Rosi ad una sceneggiatura sulla morte di Enrico Mattei. Si parlerà anche di un legame con il golpe Bor­ghese.

Le BR bruciano l'auto del dirigente della Sit-Siemens Giuseppe Leoni. L'incendio è la prima azione firmata dalla neonata organizzazione terroristica segreta, ma non ancora clandestina, che comunque ha già al suo interno provocatori e infiltrati. Tra questi uno dei nomi che sarà ripetutamente proposto è quello di Marco Pisetta. Del resto, trascorsi molti anni, il generale Giovanni Romeo dichiarerà che il Sid (Servizio Informazioni Difesa) ha provveduto all'infiltrazione dell'organizzazione "fin dall'inizio".

Roma, incontro governo e sindacati per le riforme. Le segreterie confederali danno valutazioni positive sul metodo, ma non sugli indirizzi sostenuti dal governo.

Il Fplp viene riammesso nel Comitato centrale palestinese per intervento di Yasser Arafat che, in cambio, pretende ed ottiene il riconoscimento di unico coordinatore dei movimenti di liberazione palestinesi. Gli ostaggi vengono liberati in diverse riprese in cambio dei prigionieri rilasciati dai governi inglese, tedesco e svizzero.

I presidenti egiziano Nasser e sudanese Nimeiry lanciano un appello a giordani e palestinesi perché cessino lo scontro armato. L’invito viene disatteso dalle parti.

Parigi, riunione del Club di Berna. Nella sua relazione Federico D’Amato afferma che “recentemente, su indicazione della polizia italiana, quella svizzera ha scoperto i responsabili di gravi attentati terroristici a Zurigo. Si trattava di un gruppo di anarchici svizzeri ed italiani. Questi ultimi erano già stati assicurati alla giustizia per numerosi attentati e si trovavano in attesa di giudizio”.

Milano, nasce, su iniziativa di Gianfranco Alliata di Montereale, la Confederazione mondiale corrispondenti diplomatici che avrà come portavoce il periodico Stampa Diplomatica.

Bologna, gli operai della Ducati bloccano nuovamente la via Emilia.

Trento, Lotta continua organizza una manifestazione per protestare contro gli attentati ed il clima repressivo instauratosi in città. La polizia carica la manifestazione e compie 2 arresti. Intanto continua l'opera di disinformazione: la stampa attribuisce gli attentati all’estrema sinistra, mentre si scoprirà poi che fanno parte di una ben organizzata provocazione compiuta sotto l'ala del commissario Molino

Reggio Calabria, durante gli scontri, un candelotto lacrimogeno sparato dalla polizia ferisce gravemente il 14enne Carmelo Silio. Ferito anche il carabiniere Giuseppe Morabito, a colpi di arma da fuoco, mentre muore per infarto il brigadiere di Ps Vincenzo Curigliano.


18 settembre: Eugenio Henke lascia a Vito Miceli il comando del SID.

Bologna, i lavoratori sospesi dalla Ducati rientrano in fabbrica, e un corteo interno invade gli uffici per richiedere il pagamento della quota sottratta dalle buste paga. A Verbania, i lavoratori della Rhodiatoce in lotta per obiettivi aziendali e contro il blocco produttivo effettuato dalla direzione, organizzano un blocco ferroviario che però non ha la approvazione del sindacato. Dopo l’iniziativa alla stazione, gli operai organizzano anche un blocco stradale e dei battelli trattenendo per qualche minuto il ministro Viglianesi, ex leader della Uil. La repressione non si fa attendere: 2 arresti e decine di denunce colpiscono i lavoratori più combattivi, tra i quali 2 componenti della Commissione Interna e il segretario della Cgil di Verbania. L’agitazione si estenderà alla Rhodiatoce di Villadossola, che occupa 800 operai, con uno sciopero proclamato dalla sola Cgil.

Reggio Calabria, durante gli scontri, i dimostranti incendiano l'ufficio del Genio civile.

Genova, in piazza Matteotti si dà fuoco per protestare contro il regime dei colonnelli lo studente greco Kostantinos Georgakis . Morirà in ospedale dopo poche ore



19 settembre: il Sid registra lo svolgimento del campo paramilitare a Forte Foin. Nella nota del Sid si legge: “Dal 4 al 20 agosto (vedi, ndr), presso Bardonecchia, in località Forte Foin, si è svolto un campo d’istruzione all’uso delle armi individuali e di reparto. Ad esso hanno partecipato circa 40 elementi destinati a funzioni di capogruppo. Sono stati effettuati tiri con pistola, mitra e fucili mitragliatori. Il gruppo torinese, forte di 510 uomini, dispone di un completo armamento individuale, che ciascuno dei componenti provvede ad occultare. Qualora il Pci dovesse inserirsi nell’area di governo e si profilasse quindi un ‘caso di necessità’, l’armamento del gruppo dovrebbe essere integrato facendo ricorso alle caserme locali”. In una diversa nota, il Sid evidenzia che Carlo Fumagalli ha dichiarato al giornalista Giorgio Zicari di avere avuto contatti con gli uomini di Strauss per creare “un movimento politico il cui fine sarebbe quello di sovvertire legalmente l’attuale sistema governativo”.

Roma, il ministro degli Interni Restivo fornisce i dati relativi alla rivolta di Reggio Calabria dal 5 luglio al 15 settembre 1970: 19 giorni di sciopero generale; 25 cortei; 12 attentati dinamitardi; 32 blocchi stradali, 14 ferroviari, 2 portuali, 1 aereoportuale, 1 radiotelevisivo; 23 scontri con la polizia; 6 assalti alla prefettura, 4 alla questura; 283 persone fermate, 426 denunciate in stato di arresto o a piede libero; 191 feriti tra la polizia, 37 fra i civili; 3 i morti, 2 civili e 1 agente di Ps.

Reggio Calabria, dinanzi alla scuola Vittorino da Feltre adibita a caserma per le forze di pubblica sicurezza. Compaiono anche armi da fuoco.

Giordania, fanno il loro ingresso reparti corazzati siriani che sostengono le forze palestinesi contro l’esercito di re Hussein.



20 settembre: Roma, Agape bianca organizzata da Elvio Sciubba e Lino Salvini per il centenario della breccia di Porta Pia. Tra i presenti anche Loris Facchinetti dell'organizzazione di estrema destra Europa Civiltà, Bruno Di Luia, Flavio Campo e Cesare Perri di Avanguardia Nazionale. Sono stati invitati dal massone Elvio Sciubba.

Roma, la polizia carica un gruppo di radicali che vuole deporre una corona ai piedi del monumento di Porta Pia “alla memoria della sopraffazione clericale”.




21 settembre: Reggio Calabria, arrestato l’esponente missino Francesco "Ciccio" Franco.




22 settembre: Roma, la Camera approva la legge sulla riforma e il riassetto della pubblica amministrazione.

Roma, le segreterie delle federazioni dei tessili aderenti a CGIL, CISL e UIL inviano al governo una lettera per denunciare“l’incontrollato e preoccupante sviluppo del lavoro a domicilio nei settori tessili e dell’abbigliamento”, dove non esiste alcuna garanzia assistenziale, previdenziale e salariale.

Nuovo attentato sulla linea ferroviaria nei pressi di Gioia Tauro. Forti analogie con quello compiuto il 22 luglio.

Milano, attentati incendiari contro le chiese di Santa Maria delle Grazie, San Simpliciano, e contro un ex tempio adibito a museo. Sul luogo del primo attentato viene lasciato un volantino: “Né Dio, né Stato, né servi, né padroni. La chiesa benedice lo sfruttamento. Anonima anarchici”. Neanche la polizia, però, crede all’autenticità della rivendicazione.

Milano, attentato incendiario contro la ditta edile Fratelli Proverbio e Socogen, firmato dai Gap.

Genova, si svolgono i funerali dello studente greco Costantino Georgakis, suicidatosi per protestare contro il regime dei colonnelli. La polizia sottrae al linciaggio un uomo sorpreso a fotografare gli studenti greci presenti al funerale, rifiutando successivamente di renderne note le generalità




23 settembre: Roma, nuovo incontro governo e sindacati. Al termine Cgil, Cisl e Uil elaborano due documenti unitari sulla riforma sanitaria e sugli obiettivi della politica della casa.

Ancora cortei interni alla Ducati di Bologna, con la cacciata dei crumiri. Anche il direttore del personale, Brogi, è spintonato e costretto ad uscire in corteo sulla via Emilia fra gli sberleffi dei lavoratori. Nei giorni seguenti, nuove agitazioni contro la repressione che ha colpito i presunti organizzatori della manifestazione.

Giordania, in seguito al forte intervento diplomatico dell'Urss, le truppe siriane rientrano nel loro territorio, abbandonando i palestinesi. Lo stesso giorno, l’esercito giordano lancia una massiccia offensiva contro i palestinesi.

Pechino, riaperte le Università, chiuse da quattro anni a causa della “rivoluzione culturale”.




24 settembre: Torino, tafferugli tra attivisti della Cisnal, che tentavano di distribuire un volantino, e alcuni lavoratori davanti alla porta 2 di Mirafiori. Due operai licenziati a Rivalta e Lingotto per rappreseaglia, mentre al Lingotto sono trasferiti i lavoratori più combattivi che erano stati alla testa dei cortei spontanei. A Mirafiori, la repressione è più difficile: dopo la fermata di un’ora al montaggio viene trasferito il caporeparto che aveva minacciato di multare i lavoratori in sciopero.

Caterino Ceresa, ex carabiniere addetto al servizio di sicurezza della Fiat, denuncia la società ritenendo illegittimo il suo licenziamento. Da qui partirà un’inchiesta che porterà alla scoperta del sistema di spionaggio e controllo dei lavoratori attuato dalla FIAT.

Santiago del Cile, dopo la vittoria di Salvador Allende alle elezioni presidenziali, l’Episcopato afferma la sua neutralità nella contesa politica ed il suo sostegno a tutte le riforme che potranno migliorare le condizioni di vita dei poveri.

Dopo l’opposizione di Israele al tentativo di conciliazione tentato dall’inviato dell’Onu Gunnar Jaring, il ministro degli Esteri Aldo Moro si appella agli Stati Uniti e all’Unione Sovietica perché intervengano su Tel Aviv, confermando la centralità delle Nazioni Unite “perché sia possibile portare un contributo europeo alla soluzione del conflitto” mediorientale dato che “la sicurezza del Mediterraneo è parte della sicurezza europea”.

I dirigenti de Il Manifesto annunciano che daranno vita ad un partito politico.

Milano, muore Angelo Rizzoli, fondatore dell’omonima casa editrice.




25 Settembre: muoiono in un altro improbabile incidente d’auto, a circa 60 chilometri da Roma, cinque militanti anarchici calabresi - due dei quali testi nel processo per la strage di Piazza Fontana - impegnati in un’inchiesta di controinformazione sull'attentato alla Freccia del Sud. Sono Giovanni Aricò, Angelo Casile, Franco Scordo, Luigi Lo Celso e Annelise Borth. La dinamica dell'incidente lascerà delle zone d'ombra e trascorsi molti anni Carmine Dominici dichiarerà a un magistrato di aver saputo da Felice Genoese Zerbi (già appartenente, come Dominici, ad Avanguardia Nazionale) che la morte degli anarchici era da attribuire ad un attentato di gruppi di destra.

“(…) DERAGLIAMENTO NON ACCIDENTALE. Perciò anche se sono passati 30 anni, forse vale la pena di tornare a parlare della scomparsa di cinque giovani anarchici del Sud, e dei documenti che portavano con loro al momento della morte. In quelle carte, in molti concordano oggi, ci sarebbe state le prove di ciò che oggi è assodato anche da un processo e da una sentenza del giugno scorso, che cioè il deragliamento della Freccia del Sud del 22 luglio 1970, che causò la morte di sei persone, non fu accidentale e neppure fu colpa dell'imperizia dei macchinisti che furono messi sotto accusa in un primo momento. Fu l'ennesimo attentato della 'ndrangheta per conto dei fascisti di Avanguardia nazionale che avevano messo a ferro e fuoco Reggio Calabria.
Luglio 2001. A Striano, brutto borgo nella piana dei pomodori e delle frane - confina con Sarno - alla trattoria "'O spuntino" si mangia il migliore arrosto di pecora della zona. Turisti non ne capitano molti, ma evidentemente bastano i camionisti e i ragazzi della zona per far quadrare i conti, perché il ristorante è ben tenuto e in una palazzina moderna, a dare una mano al proprietario Aniello Serafino, 62 anni, oltre alla famiglia al completo, ci sono un paio di belle ragazze polacche. Il 26 settembre 1970 c'era lui alla guida del camion sotto il quale morirono i cinque ragazzi. Ed è l'unico testimone ancora in vita di ciò che accadde. Tra una pizza e un piatto di stoccafisso il signor Aniello non ha nessuna difficoltà a raccontare quello che ricorda a proposito dell'incidente che costò la vita a quella che lui chiama "la banda Valpreda". Lo dice senza acrimonia, quasi cercando il nome giusto nella memoria. Perché in quegli anni solo conoscere Valpreda era una prova di colpevolezza certa.
Una notte guidava il camion, un Fiat 690 col rimorchio, andava a Milano a vendere pomodori pelati, ne trasportava 300 quintali. Autostrada del Sole, 58 chilometri da Roma, notte stellata, asfalto asciutto, salita, il camion carico arrancava a 45 chilometri orari al massimo. L'incredibile è successo che erano passate da poco le undici, Aniello Serafino guidava e Aniello Ruggiero, il padroncino, dormiva in branda. Una botta orrenda da dietro, Aniello Serafino ha pensato che un autocarro avesse sbattuto forte contro il rimorchio, che infatti subito dopo comincia a oscillare. Freccia a destra e piano piano accosta. Senza lasciare segni di frenata, il camion si ferma sulla corsia gialla. Ma quando esce dalla sua cabina quello che vede è probabile che se lo sia sognato per anni. Cinque ragazzi in parte ancora dentro, in parte sbalzati fuori da una Mini Minor, dopo il trattamento lasciato dal rimorchio sotto cui erano finiti. Di quello che ha provato quando ha visto la strage nel verbale d'interrogatorio dell'epoca non c'è traccia. E neanche nelle sfumature della voce, ma sono passati 30 anni. A voler fare i puntigliosi un segnale ci sarebbe, ma vai a capire oggi se le parola battute a macchina nel "sommario verbale" sono farina del suo sacco o del poliziotto che le ha trascritte. Comunque questo è quanto si legge: "Sceso dal veicolo (…) io non potei che constatare il decesso di tre persone e di altre due che ancora davano segni di vita". Tradotto in termini meno inquietanti si potrebbe dire: quei cinque ragazzi erano comunque spacciati, sia i vivi che i morti. E questo è l'unico punto su cui sono d'accordo tutti, sia quelli che pensano che quest'incidente sia stata una fatalità, sia quelli che giurano che è stato un attentato. E non si tratta solo delle ferite lasciate dal rimorchio; quello che fa più impressione è che Giovanni Aricò, Angelo Casile, Annelise Borth, Luigi Lo Celso e Francesco Scordo la morte ce l'avevano alle calcagna da mesi. Lo sapevano loro e tutti quelli che li conoscevano bene. Ci scherzavano persino. Ma di questo forse è meglio parlare più tardi.

STRANEZZE, IN QUELLA NOTTE. Per adesso è meglio restare all'incidente stradale, perché qualcosa di strano quella notte è successo di sicuro. Nell'ordine: 1) I rapporti dell'incidente della polizia stradale sono firmati da Crescenzio Mezzina che pochi mesi più tardi si precipiterà a Roma per partecipare al golpe di Junio Valerio Borghese. 2) I cinque ragazzi andavano a Roma a consegnare un rapporto che la federazione anarchica aveva loro chiesto di fare sui fascisti reggini. Avevano scattato foto per mesi durante la rivolta per testimoniare la presenza di fascisti greci. In tasca di Angelo Casile c'era ancora il biglietto con il numero di telefono dell'avvocato Eduardo Di Giovanni di Soccorso Rosso. Di quello che trasportavano non è mai stata trovata traccia. 3) Nei rapporti su ciò che la polizia avrebbe trovato sui resti della Mini Minor si parla invece di "due radio ricetrasmittenti marca "Craig", presumesi di fabbricazione estera tipo Solid State Saven" che nessuno è mai più riuscito a rintracciare. Così come non c'è più traccia, al ministero degli Interni, del rapporto che la polizia stradale promette di inviare proprio per trasmettere i documenti e il materiale trovato nell'auto.
Tutto sparito, non arriverà mai niente né al ministero degli Interni e neppure alle famiglie: nessuno perciò ha mai visto né la radio, né le copie dei giornali sovversivi, né le spranghe (probabilmente il bastone a cui si appoggiava Angelo Casile, che aveva avuto la poliomielite da bambino) e neppure ciò che indossavano o le cianfrusaglie che avevano in tasca. 4) Da un'indagine avviata dalla Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria risulta che Angelo Casile e Gianni Aricò erano "sottoposti dal 1969, proprio a causa della loro attività politica, ad assidua vigilanza di Ps". Si spiega così come mai mezz'ora dopo l'incidente stradale, la Digos di Roma è già sul luogo dell'incidente. 5) Dai verbali d'interrogatorio di alcuni pentiti. Dice l'avanguardista Carmine Dominici, in un interrogatorio del settembre 1974: "In merito al noto episodio del decesso in un incidente stradale di cinque anarchici posso dire che Zerbi (il marchese Fefè, morto l'anno scorso, è stato tra l'altro uno dei finanziatori della rivolta di Reggio ndr) mi ha fatto capire che non era altro che l'epilogo delle azioni che gli anarchici avevano compiuto nei nostri confronti. Fu l'unica volta in cui ne parlò. Personalmente ritengo che si sia trattato di un omicidio e non di un incidente e tale opinione è condivisa anche da altri militanti avanguardisti. Non sono assolutamente in grado di indicare chi avrebbe potuto prendere parte alla presunta azione omicidiaria e, peraltro, era illogico che ci si rivolgesse a militanti calabresi in quanto ciò avrebbe comportato un pericoloso spostamento geografico". Più recenti le dichiarazioni di Giuseppe Albanese: "L'avvocato Barbalace di Pizzo Calabro, durante la comune detenzione nel carcere di Lecce, ebbe a confidarmi che i giovani anarchici erano stati uccisi da una squadra che era alle dipendenze del principe Borghese. Aggiunse che quello stesso sistema era stato utilizzato per eliminare una parente scomoda dello stesso Borghese". 6) Nel novembre scorso Aldo Giannuli, consulente della commissione stragi consegna una relazione al tribunale di Brescia: ha identificato una nuova struttura clandestina parallela ai servizi segreti attiva dal dopoguerra fino ai primi anni Settanta, soprannominata "Noto servizio". Fondata da un gruppetto di ex repubblichini raccolti attorno alla figura di Junio Valerio Boghese, recluterà confidenti insospettabili ed esaltati di estrema destra. Tutti ben finanziati da un gruppo di imprenditori milanesi con lo scopo di tenere i comunisti lontani dal governo. Proprio in funzione anticomunista negli anni Sessanta fanno molta pressione sui socialisti e non si fanno scrupoli, quando è il caso, di fermare un avversario o un "affiliato" scomodo. Possono contare su un gruppetto di "specializzati" in grado di simulare incidenti stradali. La rivelazione è stata accolta da un certo scetticismo sia in Parlamento che fuori, per questo Aldo Giannuli è piuttosto prudente, anche se non nasconde che dal novembre scorso ha fatto molti passi avanti: ora può contare non solo su documenti ma su testimoni.

FANTASCIENTIFICO. Le coincidenze sono tante, i nomi che si ripetono pure ma alla fine per capire qualcosa di più sull'incidente di Ferentino non resta che prendere tutte le carte e portarle a un perito, anzi, meglio a un amico, che di questa storia ovviamente non sa niente. Si chiama Massimo Evangelisti, adora i suoi figli e le Ferrari, almeno a giudicare dal numero di foto che si è appeso nello studio. Legge le relazioni della polizia stradale, le fotocopie dei rilievi e quelle delle foto dell'incidente. Alza la testa e dice: "Fantascientifico". "Cosa?". "Fantascientifico è il modo in cui i ragazzi sarebbero volati fuori dall'auto. L'incidente è verosimile, per la violenza dell'impatto, la mancanza di frenata, le conseguenze sulla Mini Minor e sull'autocarro, ma il modo in cui i corpi sono disposti sulla strada, quello è molto, e sottolineo molto strano, anzi non riesco a capire come possa essere successo. Vedi, se fossero stati i due ragazzi seduti davanti a volare via, sarebbe stato naturale, e invece sono gli unici due trovati all'interno". "Ma è possibile simulare un incidente come questo?" "Possibile, ma molto elaborato, e poco sicuro. Ci vogliono almeno due auto, una che li tamponi e li spinga sotto il camion, l'altra che impedisca di sterzare a sinistra. Vedo che la Mini Minor è targata Reggio Calabria, se i ragazzi venivano da lì, per simulare un incidente sarebbe stato molto più facile e sicuro spingerli giù da un viadotto. Sarebbero occorse settimane solo per ritrovarli".

LA BARACCA. Il terremoto che nel 1908 colpì Reggio e Messina fece 100 mila morti, cancellò due città e dette vita alla più straordinaria opera di ricostruzione del secolo scorso. Non accorsero solo da tutt'Italia, si mise in moto la solidarietà internazionale per aiutare le popolazioni locali a riedificare le loro città nel punto esatto in cui si trovavano. Perciò da queste parti qualunque riferimento geografico ha come principale riferimento "prima" e "dopo" il terremoto. Negli anni Sessanta gli alternativi di Reggio si vedevano alla Baracca. Costruita come alloggio d'emergenza subito dopo il terremoto, era, in barba al nome, una deliziosa villetta liberty. Qui c'era lo studio d'arte di Angelo Casile, che era la vera anima di tutto il gruppo, mentre Francesco era il musicista e Gianni Aricò il politico, quello che scriveva per Umanità Nova. È dalla Baracca che la domenica mattina Angelo si muoveva, con terrore delle signore dirette alla messa, portando a spasso amabilmente una gallina. È alla Baracca che venivano ospitati gli amici e soprattutto le amiche conosciute all'estero, in Olanda, in Belgio, in Francia. È alla Baracca che ci si poteva rifugiare quando le incomprensioni in famiglia superavano la linea di sicurezza. È la Baracca che i fascisti presero d'assalto a sprangate quando capirono che quel gruppetto si era spinto troppo avanti. È alla Baracca che si scrivevano testi o venivano in mente le cose da fare, (una manifestazione per protestare al passaggio di navi militari americane la contestazione alla proiezione del film Berretti verdi), per dare uno schiaffo a una città dove proprio in quegli anni i neri e la 'ndrangheta stavano stringendo accordi di ferro. Un patto a cui per molti fu impossibile sottrarsi. Ecco come lo racconta Giacomo Lauro, il pentito che ha permesso di riaprire il processo sull'attento alla Freccia del Sud: "All'epoca io fui costretto (…) diciamo ad aderire a questo patto tra la destra eversiva e la mafia perché nella mia posizione di malandrino non mi potevo permettere di dire di no. A me risulta che la stipula del patto e quindi la richiesta che la mafia aiutasse la destra eversiva che intendeva fare un colpo di Stato, avvenne attorno al millenovecento (…) fine '68 o inizio '69".
Quando non erano all'estero o alla Baracca gli anarchici reggini erano a Roma perché lì c'era il movimento, l'Università, la politica. Erano a Roma anche il 12 dicembre 1969. E infatti furono arrestati insieme a tutti gli altri anarchici del circolo di Valpreda e accusati di aver messo le bombe all'altare della patria. Rimasero in prigione una settimana e quando tornarono a casa erano cambiati. Dopo il 12 dicembre avevano visto con i loro occhi che contro di loro non c'erano solo i fascisti reggini, ma anche la polizia e i giudici e adesso la posta in gioco era troppo alta. Testimoniano a favore di Pietro Valpreda. Il 17 dicembre 1969 Angelo Casile dichiara al magistrato Ernesto Cudillo: "In merito alle bombe, io rifiuto ogni responsabilità sia per quanto riguarda la mia persona, sia per quanto riguarda il movimento anarchico". Una settimana prima, il 9 dicembre, una bomba era scoppiata davanti alla questura di Reggio Calabria, la polizia accusa gli anarchici, saranno invece condannati Aldo Pardo e Angelo Schirinzi, due fascisti di Avanguardia nazionale che avevano partecipato l'anno precedente a un viaggio premio in Grecia organizzato da Pino Rauti. Un viaggio che secondo gli studiosi del periodo servì a istruire i fascisti italiani sulle tecniche di infiltrazione e destabilizzazione. I due fascisti al ritorno dalla Grecia avevano proposto a più riprese al gruppo della Baracca di fondare insieme un circolo XX marzo. Il 12 dicembre Gianni Aricò e Angelo Casile incontrano Schirinzi a Roma, lo ripetono inutilmente ai giudici che li interrogano. Tornano a casa spaventati. Scoppiano i moti di Reggio, scoppiano le bombe sui treni. Il 26 agosto, un mese esatto prima di morire, Angelo Casile si presenta dal giudice Cudillo e chiede sia messo a verbale: che fascisti di Ordine Nuovo nell'autunno 1968 tentarono di costituire a Reggio Calabria un circolo XX marzo. Uno di tali fascisti finì poi in galera per un certo tempo per attentati in Calabria: è Angelo Schirinzi lo stesso incontrato a Roma il 12 dicembre (…)” (tratto da Diario, luglio 2001).



Il Cairo, re Hussein di Giordania e Yasser Arafat firmano il cessate il fuoco che pone fine ai combattimenti fra le truppe giordane e i palestinesi.




Germania Ovest, ripartono le lotte dei metalmeccanici, con particolare vivacità alla Opel di Russelheim e Bochum, alla Krupp e Daimler Benz di Essen, alla Hoesch di Dortmund.




26 settembre: il giudice Occorsio deposita la requisitoria al processo Valpreda, nella quale si legge: “Nell’ultima fase dell’istruttoria è stato messo in atto da una parte della difesa un tentativo di deviare le indagini verso gruppi politici e persone che in realtà non risulta abbiano nulla a che fare con gli attentati del 12 dicembre 1969 (…)”. Il riferimento è alla testimonianza di Guido Lorenzon cheha chiamato in causa la responsabilità di Giovanni Ventura e del gruppo veneto di Ordine Nuovo nella strage.



27 settembre: nuova riunione del Comitato di Resistenza Democratica promosso da Edgardo Sogno nella villa di Guglielmo Mozzoni a Biumo di Varese. All'organizzazione hanno dato la propria adesione anche John Mc Caffery junior, figlio di un dirigente dei servizi segreti britannici durante la guerra, e Edward Scicluna, cittadino maltese che lavora per la Fiat. Il Crd riceve già appoggi dall'alta finanza italiana, europea e americana.

Reggio Calabria, nel corso di incidenti con i manifestanti, la polizia uccide Angelo Campanella.

Roma, la polizia reprime una protesta di giovani di sinistra che manifestano contro la visita del presidente americano Richard Nixon



28 settembre: Il Cairo, muore il presidente egiziano Nasser.

Napoli, la polizia disperde una manifestazione di protesta contro la visita in Italia del presidente Nixon.



30 settembre: Roma, il ministro degli Interni Restivo, riferendo in Parlamento sui fatti di Reggio Calabria, comunica che dal 14 luglio al 23 settembre ci sono stati tredici attentati dinamitardi, sei assalti alla prefettura, quattro alla questura.

Sciopero nazionale per il contratto dei duecentomila lavoratori tessili del settore calze e maglie.



Settembre: Nocera (Sa), si organizzano sindacalmente, per la prima volta, gli operai conservieri. L’agitazione parte dalla Cpc e si estende alla Calipsa, Pecos e Di Leo. Scatta la repressione: alla Calipsa, tre lavoratori sono aggrediti dalle guardie della direzione.

La rivista Aviazione & Marina pubblica, come inserto, un lungo saggio dal titolo “Le ultime 100 ore di libertà” che prevede l’invasione della Jugoslavia dopo la morte di Tito, un successo elettorale del Pci in Italia, una serie di attentati compiuti da neofascisti e servizi segreti, un’infiltrazione massiccia di agenti sovietici in Italia e, infine, a Ferragosto una vera e propria invasione militare.




Ottobre: Lucca, primo congresso del Movimento Politico Ordine Nuovo.




1 ottobre: Verona, per iniziativa del generale in pensione Francesco Nardella e del massone Gianfranco Alliata di Montereale della Gran Loggia d'Italia, nasce il Mnop (Movimento Nazionale di Opinione Pubblica), alla cui presidenza è designato Paride Piasenti, ex parlamentare della Dc (Democrazia Cristiana). Il Movimento stabilisce subito contatti con la Maggioranza Silenziosa milanese di Adamo Degli Occhi e recluta numerosi appartenenti o ex appartenenti alle forze armate tra i quali il maggiore Amos Spiazzi.

L’ammiraglio statunitense Charles K. Duncan succede all’ammiraglio Ephraim P. Holmes al comando supremo alleato dell’Atlantico.

Bologna, manifestano i lavoratori della Ducati contro le rappresaglie dell’azienda.

Nelle principali città e in diverse altre località, si susseguono manifestazioni di protesta contro la visita del presidente americano Nixon, individuato come il maggior responsabile della guerra in Vietnam e Cambogia, degli eccidi in Africa e in America Latina e della repressione contro i palestinesi. Le manifestazioni sono anche l'occasione per protestare contro i provvedimenti economici del governo Colombo e a sostegno delle lotte operaie.

Roma, il Senato boccia, con due voti di scarto, la legge per l’introduzione del divorzio in Italia.



2 ottobre: sciopero generale per le riforme e contro il "decretone" economico del governo Colombo.

Reggio Calabria, il Tribunale condanna per “associazione a delinquere”, con l’esclusione delle aggravanti, 37 degli imputati arrestati il 26 ottobre 1969 a Moltalto, durante un summit della ‘ndrangheta, e ne assolve altri 26 fra i quali i capi riconosciuti dell’organizzazione. La sentenza viene accolta con applausi dal pubblico di parenti ed amici degli imputati


Pavia, si apre il processo contro 26 giovani, quasi tutti di Lotta Continua, arrestati dopo le cariche poliziesche del 24 maggio in occasione della protesta contro il comizio di Almirante in piazza Vittoria.

Milano, lanciata una bottiglia molotov contro la Casa dello Studente, occupata dai giovani del movimento studentesco.

Una nota confidenziale anonima informa la divisione Affari riservati che “Almirante ha disposto l’invio di Anderson in due città (Milano sicuramente) mentre si stanno elaborando disposizioni (…) per fare esercitare un rigoroso controllo sui legami che esistono fra i dirigenti del partito, del Fuan e della Giovine Italia con quelli di Avanguardia nazionale”.

Il presidente americano Nixon, giunto in visita ufficiale nella Spagna franchista, dichiara che questo paese è una fondamentale “colonna occidentale della difesa del Mediterraneo”.



3 ottobre: L’Aquila, si conclude il processo d’appello per il disastro del Vajont, con la condanna di Nino Alberico Biadene, ex direttore delle costruzioni della Sade, a 6 anni dei quali 3 condonati, 4 anni e 6 mesi a Francesco Sensidoni, ex direttore del servizio dighe dei Lavori pubblici. Assolti tutti gli altri ed esonerate la Montedison e l’Enel dalle responsabilità civili.

Milano, scagliata una bottiglia molotov contro la lapide al partigiano, in via Tibaldi.

Padova, Gianfranco Bertoli e Gastone Faccin tentano, senza riuscirci, di rapinare una coppia di anziani affittacamere.




5 ottobre: Genova, rapito Sergio Gadolla, giovane rampollo di una delle più importanti famiglie genovesi. Sarà liberato dopo il pagamento di un riscatto di duecento milioni. Autori del sequestro sono i membri del gruppo XXII Ottobre, un'organizzazione che ha ambizioni rivoluzionarie nata dall'unione di militanti che hanno abbandonato la sinistra, sia ufficiale che extraparlamentare, con esponenti della malavita comune come Gianfranco Astara, Renato Rinaldi e Adolfo Sanguinetti e perfino con un neofascista: Diego Vandelli, già candidato del Msi a Savona, che intascherà una buona parte dei duecento milioni del riscatto. Fanno parte del gruppo anche Mario Rossi e Augusto Viel. Quest'ultimo è elemento di collegamento tra XXII Ottobre e i Gap (Gruppi di Azione Partigiana), organizzazione di cui è ispiratore e animatore l'editore milanese Giangiacomo Feltrinelli. Nel marzo del 1971, durante un tentativo di rapina, un componente del gruppo, Mario Rossi, ucciderà il fattorino dell’Istituto Case popolari, Alessandro Floris. L’identificazione di Rossi porterà all’arresto di tutto il gruppo.



6 ottobre: quattro ore di sciopero dei metalmeccanici. In diversi stabilimenti, lo sciopero è prolungato con manifestazioni esterne agli stabilimenti. A Verbania (No) la polizia interviene contro un’assemblea sindacale indetta davanti ai cancelli della Rhodiatoce per rispondere alla serrata padronale e contro un blocco stradale effettuato dai lavoratori: 48 denunciati. All’Alfa Romeo di Arese, lo sciopero viene prolungato alla notizia che il padronato ha fatto muro sulle richieste dei lavoratori.

Il questore di Roma, Parlato, informa la divisione Affari Riservati del ministero dell'Interno, che “l’on. Giorgio Almirante ha inviato a Napoli ed a Milano il segretario nazionale del raggruppamento giovanile Massimo Anderson, affinché questi prendesse contatti con i responsabili di quelle strutture provinciali dell’Avanguardia (sic ndr) nazionale, proponendo al fine di svolgere una più fattiva azione politica di far confluire nelle file del Msi i loro aderenti (…) Analogo incarico è stato affidato al noto Adalberto Baldoni, recentemente nominato presidente del Fuan-Caravella, in sostituzione di Marco Pirina. A tal fine, il 2 settembre u.s. ha tenuto presso la sede dell’Inspe, una riunione dei responsabili del Fuan, dell’An e del Raggruppamento giovanile missino”.

La Paz (Bolivia), i vertici militari impongono al presidente Candia di rassegnare le dimissioni. Il generale Juan Josè Torres assume la carica di Presidente.

Tripoli, le autorità libiche comunicano che gli italiani residenti in Libia hanno tempo fino al 15 ottobre per lasciare il paese.

Generoso Petrella e Marco ramat, esponenti di Magistratura Democratica sono accusati di “vilipendio alla magistratura” per avere espresso solidarietà al giudice Marrone, incriminato per aver affermato in un’assemblea a Sarzana il carattere di classe dell’operato della magistratura.


Milano, scontri fra appartenenti al Movimento Studentesco e Lotta continua. Il gruppo Ms non tollera la presenza di altre organizzazioni alla Statale, nel movimento che vuole egemonizzare e dal quale ha mutuato il proprio nome.


8 ottobre: Milano, la direzione dell’Alfa Romeo sospende il lavoro in due reparti, dopo che i lavoratori avevano cacciato due capi. A Sciopero a Verbania e nell’alto novarese , dopo le denunce contro lavoratori della Rhodiatoce.



9 ottobre: i Senato approva con 164 voti favorevoli e 150 contrari la legge che istituisce il divorzio.

Milano, si apre il processo per diffamazione intentato dal commissario di Ps Luigi Calabresi contro il direttore responsabile di Lotta Continua, Pio Baldelli. Calabresi ha querelato Lotta Continua per le accuse mosse nei suoi confronti dopo la morte di Giuseppe Pinelli. Baldelli dichiara di aver accettato la direzione del giornale, pur non avendo partecipato alla stesura degli articoli sulla morte di Pinelli perché “al suicidio di Pinelli non crede nessuno, per numerose ragioni fra le quali la figura e il passato di Pinelli; la sua biografia politica è nota e verificata, è la biografia di un militante che ha sempre lottato per gli interessi della classe operaia; l’innocenza legata all’alibi: gli inquirenti proclamarono che l’alibi era franato e invece l’alibi ha retto saldamente alla prova dei fatti; la pluralità di dichiarazioni contraddittorie dei funzionari di polizia; l’orientamento palesemente prestabilito ad incolpare a precipizio gli anarchici italiani; l’esclusione della difesa dalle indagini (...)”.



10 ottobre: Porto Marghera, nuova serrata alla Chatillon.

Udine, una squadraccia di Ordine Nuovo assalta la sede di Lotta continua.



11 ottobre: Lucca, primo congresso nazionale del Movimento Politico Ordine Nuovo. La nuova direzione nazionale è formata da Gaetano Graziani e Mario Tedeschi (segreteria); Augusto Pastore, Elio Massagrande e Tommaso Stabile (periodico "Ora Zero"); Alfonso Della Corte (esteri); Clemente Graziani (ideologia); Leopoldo Morlunghi e Mario Tedeschi (attivismo); Mario Tedeschi (economia). Entrano nel consiglio nazionale Oscar Marino per Sicilia e Calabria, Alfonso Della Corte per la Campania, i dirigenti romani per il Lazio, Renato Smantelli per l'Umbria, Umberto Balistreri per l'Emilia, Claudio Bizzarri per il Veneto, Leone Mazzeo per Lombardia e Piemonte, Agatino Marletta per la Toscana. L’appuntamento di Lucca segue un primo incontro svoltosi nel dicembre del 1969. La nuova struttura organizzativa, più complessa, è co­municata agli aderenti con il Notiziario Riservato del 5 novembre 1070.

Napoli, due bottiglie molotov sono lanciate contro la sezione del Pci di Fuorigrotta. Militanti di Lotta continua e fascisti si scontrano nel centro città. Alcuni studenti missini del liceo Stellini, accusati di aver malmenato fra gli altri, un partigiano, subiscono un "processo popolare" da parte del movimento studentesco.



12 ottobre: Palermo, il democristiano Vito Ciancimino è eletto sindaco. Dieci consiglieri comunali della DC non lo votano perché lo ritengono in contatto con boss mafiosi e responsabile delle speculazioni edilizie a Palermo negli anni in cui era assessore ai lavori pubblici. Anche la commissione antimafia esprimerà riserve sulla sua elezione. Nella giunta è presente Giuseppe Trapani, affiliato alla famiglia di Porta Nuova guidata da Pippo Calò. Le immediate polemiche costringeranno Ciancimino a dimettersi il successivo 8 dicembre.

Reggio Calabria, ancora scontri tra polizia e manifestanti.

All’Alfa Romeo di Arese i carabinieri caricano un picchetto operaio davanti all’uscita "prodotti finiti", sequestrano cartelli e materiali e bruciano la bandiera rossa issata sul pennone. Quattro giorni prima, analogo intervento non era riuscito nell’intento di far uscire i camions per il rifiuto dei camionisti di caricare le merci in uscita.


Scioperano i lavoratori del settore fibre chimiche. I ceramisti iniziano un calendario di fermate che si protrarrà fino al giorno 26.

Torino, dopo la espulsione di 150 studenti dai collegi universitari in applicazione delle nuove graduatorie, viene occupato un collegio che diviene la sede di organizzazione per le agitazioni al Politecnico e per le lotte sulla casa ed i servizi sociali.

Manifestano a Bologna e Milano i coltivatori diretti.



13 ottobre: Nanterre, gli studenti francesi aprono la mensa universitaria a tutti i cittadini. Vengono anche vivacemente contestate le lezioni dell’ex ministro di Giustizia, Foyer. I docenti reagiscono annunciando un proprio sciopero contro le“violenze maoiste”.




14 ottobre: scioperano i lavoratori del gruppo Ignis-Ire.

Stati Uniti, l’Fbi arresta Angela Davis, militante del Partito comunista americano, accusata di aver partecipato ad un tentativo di liberare alcuni detenuti in un carcere della California.




15 ottobre: Napoli, la polizia carica gli operai dell’Enel che manifestano in piazza Municipio.

Reggio Calabria, durante gli scontri un dimostrante, Mario Donato, perde la mano destra nel tentativo di lanciare un ordigno contro una jeep della Celere. Ferito da colpi di arma da fuoco anche l’agente di Ps Aldo Petronalla.

Scioperano i lavoratori della provincia di Venezia contro le rappresaglie alla Chatillon di Porto Marghera.

Bologna, la direzione della Ducati effettua ancora pesanti trattenute sulle buste paga, per recuperare il danno causato dall’autolimitazione del rendimento.



16 ottobre: Pavia, entrano in agitazione i lavoratori della Necchi contro i recuperi di 15 ore per turno e gli straordinari, che vanificano la conquista della settimana corta.

Angelo Battaglia è rieletto sindaco di Reggio Calabria con i voti di Dc, Psu, Pri, Pli e Msi.




17 ottobre: Roma, manifestazione nazionale degli edili in sciopero per l’occupazione e il diritto alla casa


Continuano le agitazioni dei lavoratori della gomma, in lotta per il rinnovo del contratto.

Ferrara, la Montedison è costretta a revocare, per la reazione dei lavoratori, la serrta dello stabilimento

Trento, scontri tra polizia e studenti che manifestano contro un aggressione fascista avvenuta due giorni prima.




18 ottobre: Roma, il generale Vito Miceli è il nuovo direttore del Sid., succedendo all'ammiraglio Eugenio Henke. L'Ufficio D (Difesa) è diretto dal colonnello Federico Gasca Queirazza. Miceli è iscritto alla Loggia Massonica P2. Lo stesso Licio Gelli si vanterà di avere proposto con successo la candidatura di Miceli a capo del Sid al ministro della difesa Mario Tanassi tramite il suo segretario Bruno Palmiotti. Anche Palmiotti è iscrittto alla P2.

L’ammiraglio Gino Birindelli(anche lui nelle liste di Gelli) assume il comando delle forze navali alleate del sud Europa.

La Corte dei conti registra il contratto con la Loockheed per l’acquisto degli aerei da trasporto Hercules.

Francoforte (Germania Ovest), viene strangolato da ignoti sicari Krim Belkacem, esponente del Fronte di liberazione nazionale algerino, espatriato dopo la defenestrazione di Ben Bella e l’insediamento al vertice di Boumedienne.



19 ottobre: raggiunto l'accordo per il contratto dei braccianti. L’accordo prevede l’eliminazione delle discriminazioni esistenti nel sussidio di disoccupazione, nel trattamento della malattia, di maternità, infortuni, malattie professionali, assegni famigliari.

Alla Camera, Pci e Psiup oppongono resistenza, al limite dell’ostruzionismo, alternando interventi di ore contro il decretone governativo e sollevando eccezioni di incostituzionalità.

Roma, le segreterie di CGIL, CISL e UIL si riuniscono congiuntamente per discutere della situazione del Mezzogiorno. Il 6 novembre si svolge a Roma un convegno nel quale viene precisato l’impegno delle tre Confederazioni per il Mezzogiorno, quale momento centrale della battaglia per le riforme.

Milano, inizia una forte mobilitazione all’Autobianchi, dove si fermano il reparto montaggio e alcuni reparti della verniciatura e lastratura; cortei interni “spazzolano” i reparti per espellere i crumiri. Agitazione anche alla Innocenti, dove da tre giorni avvengono fermate spontanee.

Cesare Merzagora si dimette dalla presidenza della Montedison.



20 – 21 ottobre:a Milano e in Toscana scioperano i metalmeccanici. A Pontedera si manifesta per far rientrare i licenziamenti di Luciano Bonsignori, Gianfranco Lazzeretti e Luciano Viviani, arrestati per le lotte dei giorni precedentie. Denunciati anche altri nove lavoratori





20 ottobre: il periodico Sinistra proletaria annuncia la nascita delle Brigate Rosse, "contro le istituzioni e per una nuova legalità e un nuovo potere"

Torino, FIOM, FIM e UILM decidono di non presentare proprie liste per il rinnovo delle Commissioni interne e di generalizzare l’elezione dei consigli di fabbrica.

Roma, scarcerato l’anarchico Emilio Bagnoli, già inquisito nell’ambito dell’inchiesta sugli attentati del 12 dicembre 1969.



21 ottobre: Torino, il capo dell'ufficio sicurezza della Fiat Mario Cellerino comunica ai suoi superiori che il maggiore dei carabinieri Enrico Stettermajer e dirigente del Sid in Piemonte, "ci ha rinnovato l'offerta di una sua proficua collaborazione che a noi potrà risultare certamente interessante, sia per il soddisfacimento delle quotidiane necessità sia per l'acquisizione di notizie di particolare riguardo. In contropartita l'ufficiale ha richiesto un compenso mensile". L'ingegnere Niccolò Gioia, della direzione della Fiat, autorizzerà l'erogazione di 150 mila lire mensili a partire dal 1° gennaio 1971. Cellerino era stato assunto dalla Fiat dopo che per diciotto anni aveva diretto il Nucleo Sios-Aeronautica di Torino.

Nelle valli del Mezzano e del ferrarese (Ravenna e Ferrara), i braccianti occupano le terre per protestare contro l’Ente Delta

Latina, un’assemblea di studenti medi in sciopero viene disturbata da gruppi fascisti che tentano di interromperla. Sono allontanati con l’aiuto dei lavoratori della Goodyear.


22 ottobre: Roma, davanti a Montecitorio si svolge una manifestazione di contadini organizzata dall’Alleanza. Al centro delle richieste una nuova normativi sui patti agrari e il miglioramento dell'assistenza sanitaria per i lavoratori della terra


Ucciso a Santiago del Cile René Schneider, capo di Stato maggiore dell’esercito cileno e considerato molto vicino a Salvador AllendeLe armi sono state fornite dall’addetto militare americano presso l’Ambasciata.




23 ottobre: Porto Marghera, manifestano ancora i lavoratori della Chatillon.



24 ottobre: alla Cattolica di Milano, un’affollata assemblea discute della rivolta di Reggio Calabria, dalla quale i movimenti di sinistra sono interamente esclusi o assenti. La gestione fascista della lotta viene criticata aspramente ma viene espressa solidarietà “alla rivolta di Reggio proletaria” contro l’uso dell’esercito e della polizia e le posizioni legalitarie dei partiti.

Milano, i Gap compiono un attentato incendiario contro i cantieri della ditta edile Torno.



26 ottobre: Firenze, inizia per concludersi il 29, un’assemblea con la partecipazione di 178 rappresentanti della Cgil, 128 della Cisl, 97 della Uil per discutere su “Esperienze, problemi e sviluppo della prospettiva sindacale unitaria”.

Una manifestazione operaia a Porto Marghera si dirige verso Venezia e blocca il cavalcavia, ma viene fermata dalla polizia. Una seconda carica è effettuata a piazzale Roma. Insieme ai lavoratori dei grandi stabilimenti di Marghera, manifestano anche gli operai delle piccole fabbriche e i pendolari.

Milano, i Gap compiono un attentato contro i cantieri della ditta edile Stefi.




28 ottobre: Palermo, all’Ospedale civico è assassinato l’albergatore Can­dido Ciuni, ricoverato per le ferite riportate in un prece­dente agguato. L’omicidio di Ciuni è la conclusione della faida di Ravanusa che dura dal 1946.


29 ottobre: Milano, continua la lotta alla Siemens; il corteo interno poi uscirà per raggiungere lo stabilimento di Monterosa.

Taranto, sciopero sindacale di 24 ore dei lavoratori Italsider.

Genova, gli abitanti di case disastrate dall’alluvione, parte dei quali provvisoriamente alloggiati negli alberghi cittadini, bloccano il traffico e manifestano dinanzi al Municipio.




30 – 31 ottobre: Milano, continuano le fermate alla Siemens. Picchetti contro gli straordinari e blocco dello stabilimento di Castelletto. A Genova Campi, si fermano i lavoratori dell’Italsider per rivendicazioni sull’organizzazione del lavoro, e per contestare i mancati interventi dopo l’alluvione, che ha reso, fra l’altro, non potabile l’acqua.

Ottobre: ripartono in tutt'Italia le lotte operaie. Si organizza negli stabilimenti della Pirelli l’agitazione contro il “decretone” che prevede fra l’altro il lavoro nei festivi, con riposo a scorrimento, l’aumento dei ritmi di lavoro e si discute del rinnovo contrattuale. Particolarmente combattivo è lo stabilimento della Bicocca di Milano, dove il Cub ha esteso la sua influenza fra i lavoratori. Negli stabilimenti della Breda si contestano i ritmi e la nocività del lavoro. Riprende la lotta degli operai delle imprese di Porto Marghera, i cosiddetti “negri” che durante l’estate, avevano tenuto le piazze con tre giorni di manifestazioni. Fra gli obiettivi, premio eguale per operai ed impiegati slegato dalla produttività, 13° mensilità senza trattenute per ore di malattia e di sciopero. In lotta anche l’Alfa Romeo, l’Autobianchi e l'Innocenti. I

In diverse località si accendono lotte nei quartieri contro il caro tariffe, la carenza di abitazioni e di servizi sociali. A Milano e nell’hinterland ad esempio, si segnalano occupazioni di case Iacp: a Baranzate, la lotta parte dallo sfratto di un operaio dell’Alfa, mentre al quartiere Gallaratese l’occupazione di case da parte di famiglie provenienti dal Centro sfrattati di Novate, viene stroncata dallo sgombero forzoso effettuato da 200 poliziotti. Compaiono le prime forme di autoriduzione organizzata defli affitti (Quarto Oggiaro, Porto Marghera e al Pilastro di Bologna) come forma consapevole e autogestita collettivamente, che supera la tradizionale morosità individuale delle famiglie povere. I pendolari si organizzano in comitati per autoridurre i trasporti, si tengono assemblee nei quartieri e nascono come funghi comitati su diverse problematiche (asili, casa, mense sociali, e così via).

Scendono in agitazione alcuni istituti serali di Milano per ottenere la diminuzione dei costi scolastici e delle tariffe. Viene occupato l’istituto Molinari, seguito dall’Einstein, Berchet e Parini.

Mario Calamari, sostituto procuratore della repubblica di Firenze, spicca 7 arresti contro altrettanti operai della Piaggio di Pontedera per presunte violenze. Si tratta degli stessi lavoratori in precedenza sospesi dalla direzione e riammessi con decisione pretorile, che viene così smentita dalla magistratura toscana.

Si svolge, fra gli Stati Uniti e Germania, l’esercitazione Reforger II che vede il trasporto di 11.000 uomini della I divisione di fanteria Usa dal proprio territorio a quello tedesco, con l’impiego di 144 voli dei C-141 e 12 dei C-133.




Novembre: le Brigate Rosse diffondono alla Pirelli un volantino con l'elenco di capi e crumiri da punire.




1 – 7 novembre: Milano, continuano gli scioperi articolati alla Pirelli Bicocca, con fermate nei reparti e prolungamenti dello sciopero sindacale.





2 novembre: Milano, un finto ordigno viene collocato davanti alla sede della Camera del lavoro. E’ costituito da timer, collegamenti elettrici e detonatore, ma privo dell’esplosivo. La rivendicazione fatta con la ‘A’ di anarchia, non viene presa in seria considerazione dalla polizia.




3 novembre: Cinisello Balsamo (Milano), bimbi dell’asilo e delle scuole elementari sfilano coi genitori dietro striscioni “la casa è nostra, l’affitto non si paga”, “papà e mamma insieme a noi nello sciopero della refezione”.




4 novembre: Spagna, le Commissiones Obreras organizzano scioperi a Madrid, Barcellona, Bilbao e nelle Asturie, che sfociano in scontri durissimi con la polizia franchista.

Roma, l’allora colonnello Dalla Chiesa depone davanti alla Commissione Antimafia. Dimostrando di conoscere perfettamente i meccanismi di contiguità tra potere politico e criminale, dichiara che a suo avviso basterebbe “prendere in blocco le 1200 varianti che ci sono state al piano regolatore” approvato dal comune di Palermo per cominciare a fare sul serio. Quelle varianti, sembra intendere, sono già state analizzate dal suo staff ed hanno tutte un minimo comune denominatore in Vito Ciancimino. Due mesi più tardi, il 15 gennaio del 1971, la Legione carabinieri di Palermo trasmette alla Commissione, per cura e per conto di Dalla Chiesa, uno studio rigoroso sulla carriera di Ciancimino, integrandola con tutti i particolari sui legami disinvolti del personaggio.




5 – 6 novembre: Taranto, la direzione dell’azienda di stato Italsider mette in cassa integrazione circa 700 operai fra altoforno, acciaieria e altri reparti. Viene indetto uno sciopero di 2 ore il giorno successivo, mentre l’agitazione si estende ad altre imprese che ruotano intorno al colosso dell’acciaio, come la Cimi e l’Italimpianti.



5 – 10 novembre: sono in corso agitazioni studentesche nel basso Molise e in Irpinia, con scioperi e azioni dimostrative nelle scuole di Larino, Casacalenda, Termoli, Mirabella, Grottaminarda, Carife, Flumeri, Melito. In particolare la lotta prende di mira i rincari delle tariffe scolastiche e dei trasporti.




6 novembre: Milano, i lavoratori della Siemens in sciopero effettuano un corteo interno e cacciano nuovamente i crumiri, scavalcando le direttive sindacali.

L’Italia firma a Parigi un’intesa con la Repubblica popolare cinese per l’avvio di relazioni diplomatiche, prendendo atto che“Taiwan è parte inalienabile della Repubblica popolare cinese”. Taiwan rompe le relazioni diplomatiche con l’Italia.




7 novembre: Milano, quattro ore di sciopero bloccano i reparti gomma della Pirelli Bicocca: 600 operai in corteo percorrono gli uffici, espellendo i crumiri.

I carabinieri fanno brillare, senza darne preventivo avviso al giudice istruttore, l’esplosivo trovato in possesso di Giovanni Ventura.




9 novembre: Avola (Siracusa), il giudice istruttore Dionisio Mangiacasale invia 85 mandati di comparizione ad altrettanti braccianti, per “blocco stradale”, “resistenza a pubblico ufficiale”, “violenza” in conseguenza dei fatti del 2 dicembre 1968.

Torino, militanti di destra aggrediscono alcuni studenti di sinistra al termine di una assemblea al Politecnico occupato.

Colombey les Deux Eglises, muore il generale Charles De Gaulle.




10 novembre: Bologna, un corteo studentesco solidarizzare con i lavoratori della Ducati dopo il licenziamento di due operai la denuncia di altri 20


Londra, firmato l’accordo per la fusione fra i due colossi della gomma, Pirelli e Dunlop.




11 novembre: il comitato centrale del Psi approva la politica degli “equilibri più avanzati” che prevede una maggiore collaborazione con il Pci nelle amministrazioni locali e, in futuro, anche in un eventuale governo. Pietro Nenni vota contro.

Bologna, sciopero cittadino dei metalmeccanici in sostegno alla lotta della Ducati. Al termine della manifestazione davanti alla fabbrica, un corteo studentesco tenta di occupare l’istituto magistrale Laura Bassi, ma è bloccato dalla polizia che effettua 6 fermi e 1 arresto.

Roma, intervenendo in Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia, il segretario regionale del Pci siciliano, Emanuele Macaluso, dichiara: “Lima è stato il primo eletto nelle liste a Palermo, e non certo per le sue qualità politico - culturali. Quest’uomo non ha mai fatto un discorso in pubblico, non ha scritto mai un articolo (del resto come altre suoi colleghi) e ha fatto il sindaco della città in questo periodo. I suoi capi elettori, in tutti i quartieri, se li accaparrava non esclusivamente, ma essenzialmente, sia con le licenze edilizie sia con le varianti e sia con le aree edificabili. Ha avuto più voti del ministro Restivo”.




12 novembre: Bologna, un corteo studentesco manifesta davanti all’Itis per contestare il preside dell’istituto che ha imposto il ripristino delle giustificazioni familiari per le assenze. A Roma, al liceo Tasso un corteo interno interrompe le lezioni per consentire agli studenti di partecipare ad un’assemblea per discutere della selezione. Nella notte, gli studenti occupano il Dante e il Garrone.

La fonte “Aristo” segnala, in un nota informativa alla direzione Affari riservati del ministero degli Interni, che i rapporti che intercorrono fra i giornalisti de Il Tempo di Roma Torchia, D’Avanzo, Rauti e Pasca-Raimondi “con l’addetto stampa dell’Ambasciata Usa risalgono al mese di febbraio 1967” e che “tra la fine del 1967 ed il 1968 il Rauti propose all’addetto stampa di finanziare, sia pure parzialmente, le sue attività politiche (Ordine nuovo, l’Agenzia di stampa e le pubblicazioni di opuscoli vari a carattere politico) e dopo un certo periodo ottenne infatti un primo aiuto economico (...) sino a giungere ai rapporti attuali che consentono al Rauti di godere di un assegno di lire 200 mila mensili (...) l’Ambasciata Usa si è avvalsa e si avvale di Rauti per organizzare talune manifestazioni anticomuniste”.

Roma, visita del ministro degli Esteri sovietico Gromyko. La polizia disperde un corteo di attivisti del Msi che, dopo un comizio di Almirante, protestano contro la visita dell’esponente sovietico.

Lotta Continua lancia la parola d’ordine “prendiamoci la città”. Ciò vuol dire “rovesciare la disgregazione proletaria, il controllo delle masse esercitato attraverso la solitudine, il ricatto economico, l’ideologia borghese, nel suo contrario, non più solo contro la produzione capitalista ma per il diritto collettivo a una vita sociale comunista, libera dal bisogno, sana e capace di felicità”. In questo contesto, le azioni più riuscite saranno il coinvolgimento di centinaia o migliaia di giovani secondo le località di intervento, per autoridurre o non pagare il costo dei trasporti, dei cinematografi e dei concerti. Sullo stesso numero Lotta Continua pubblica un articolo di fondo per dissociarsi dai Gap e in genere dalla scelta di operare nella clandestinità, che alcune frange del movimento stanno discutendo. Questa scelta è un grave errore secondo Lotta Continua, perché “pretende di sostituire con l’iniziativa militare, l’iniziativa politica della lotta di massa. Anche se giustifica le proprie azioni con l’interesse collettivo delle masse, questo tipo di violenza in realtà prevarica la coscienza delle masse, si sostituisce ad esse e si trasforma nel suo contrario”. Il Gap milanese, conclude l’editoriale, è una “caricatura militare della lotta politica degli operai”.




13 novembre: Taranto, la polizia circonda e disoccupa la scuola media inferiore De Carolis, in lotta contro la selettività e il degrado, nonostante la giovane età degli studenti. Altre scuole sono in agitazione per gli stessi motivi, come il D’Acquino. A Roma, la polizia carica i picchetti organizzati dagli studenti per sostenere uno sciopero e sgombera gli istituti occupati durante la notte. Gli studenti rientrano poco dopo al Dante, rinforzati da giovani della Montessori, Valadier e Mameli ma vengono inseguiti e malmenati dai celerini.




14 novembre: il comitato centrale del Pci approva la politica del dialogo con i socialisti e l sinistra della Dc.

La 7° assemblea della Conferenza episcopale esprime sconcerto per la scelta dell’ipotesi socialista da parte delle Acli e per l’introduzione del divorzio nella legislatura italiana.

Reggio Calabria, ancora scontri tra polizia e rivoltosi. Sei arresti.

Roma, la polizia interviene all’interno del liceo Tasso, dopo che studenti di destra si erano opposti all'organizzazione di un’assemblea





16 novembre: Catania, scontri tra polizia e studenti del liceo Archimede. A Bologna, la polizia carica un corteo studentesco diretto verso l’Itis, dove è stato convocato un processo al preside dell’istituto, effettuando 8 fermi. A Roma, scioperano gli studenti di una decina di istituti, poi in corteo raggiungono la facoltà di Architettura per tenervi un’assemblea insieme agli universitari.

Un rapporto segreto del Viminale informa che gli “organi centrali del Msi hanno impartito recentemente delle disposizioni ai responsabili provinciali ed ai segretari giovanili sezionali al fine (…) [di] costituire entro breve tempo, una organizzazione di giovani efficiente e pronta per qualsiasi evenienza…E’ pertanto da prevedere una progressiva accentuazione dell’attività giovanile del Msi (…) soprattutto attraverso la promozione costante di azioni di disturbo e di manifestazioni, anche violente, ogni volta che occasioni contingenti ne diano lo spunto”.




18 novembre: Torino, la polizia impedisce l'occupazione del liceo Cavour.

Esce il primo numero di Unità Operaia, mensile unitario di FIOM, FIM e UILM




19 novembre: Verona, la polizia disperde un corteo contro la repressione. A Roma, scioperano gli studenti in una trentina di scuole e manifestano per le strade della città migliaia di giovani. Il corteo è disturbato da militanti del Msi della sezione Flaminia, che vengono respinti nella loro sede.

Roma, durante l’audizione davanti alla Commissione antimafia, il segretario regionale siciliano del Psiup, Carmelo Motta, afferma che lo scontro fra Lima e Cincimino è una lotta di potere e che non ci sono alternative fra i due. Interviene, poi, il comunista Girolamo Li Causi: ”Ci sono forse minori responsabilità da parte di Lima di quelle che gravano su Ciancimino? Perché, dunque, ve la prendete con Ciancimino e non con gli altri? L’Antimafia, come voi sapete, ha sufficienti elementi con riferimento a quella che è la figura di Lima e alle sue enormi responsabilità di potere per il periodo in cui fu sindaco di Palermo ed ebbe Ciancimino come suo assessore ai Lavori pubblici. Quindi non ci può essere, in seno ai partiti e all’interno della Commissione, una qualche discriminazione tra i due”.



20 novembre: due bombe esplodono a Lisbona danneggiando parte del porto e la biblioteca dell’ambasciata americana. Quattro i feriti. Una terza bomba esplode presso la scuola addestramento della polizia politica portoghese. Nell'esplosione, muore l’attentatore.

Trento, entrano in agitazione i lavoratori della Ignis. Effettuato un corteo interno. Il direttore chiede l’intervento della polizia.



20 – 23 novembre: Roma, 9° congresso del Msi. Giorgio Almirante incita a “stanare il nemico, città per città, borgo per borgo, casa per casa, perché il nemico è ormai in tutte le case degli italiani. Ogni sede comunista è la sede del nemico, è una congiura contro la pace, contro il lavoro, contro lo Stato”.



21 novembre: inizia l'esercitazione militare italo-americana, denominata "Silver Star", che si svolge nel Lazio e in Friuli e che durerà fino al giorno 28. Tra i partecipanti anche il maggiore americano Richard Masters e appartenenti alla "stay-behind" Gladio.

Roma, scontri all’università tra polizia e militanti di destra.

Pisa, manifestazione organizzata da Lotta continua contro la repressione e a sostegno delle lotte



22 novembre: Genova, un’assemblea popolare organizza lo sciopero dell’affitto nella zona di Palmaro. In città sono in corso anche agitazioni dei portuali avventizi per la stabilizzazione del posto di lavoro. In lotta anche gli studenti del Chimico e del Gaslini.

Guinea, l’Italia è l’unico paese occidentale invitato ad assistere alla celebrazione del 3° anniversario del fallito colpo di Stato che aveva come obiettivo il defenestramento del presidente Sekou Tourè.



23 novembre: Torino, la Divisione personale e servizi generali della Fiat compila l’elenco, lunghissimo, dei destinatari“degli omaggi fine anno 1970”. Fra costoro figurano, a Torino, il generale dei carabinieri Michele Vendola, il colonnello dei carabinieri Enrico Ferrari, il questore Filippo De Nardis, il vice questore Giuliano Mastronardi. A Roma, fra gli altri, il questore Umberto Federico D’Amato.

Roma, la polizia disperde militanti di destra che cercano occupare la facoltà di Giurisprudenza.

Paolo VI decide l’esclusione dai futuri conclave dei cardinali che abbiano compiuto gli 80 anni di età.



24 novembre: Roma, nel quadro del riordinamento dei servizi del ministero dell'Interno, un decreto del capo della Polizia Angelo Vicari istituisce, al posto della Divisione Affari Riservati, il Sigsi (Servizio Informazioni Generali e Sicurezza Interna). Ne è nominato direttore il questore Ariberto Vigevano e della struttura continuano a far parte Federico Umberto D'Amato, Giovanni Fanelli, Silvano Russomanno, Umberto Pierantoni, Alessandro Milioni.

Roma, le segreterie confederali di CGIL, CISL e UIL affrontano le questioni legate alla ripresa delle lotte per le riforme. Sono definite alcune proposte unitarie sulla politica economica per lo sviluppo del Sud e la piena occupazione. Denunciano inoltre la vasta offensiva intimidatrice e repressiva in atto da alcuni mesi contro le punte più avanzate dello schieramento sindacale.

Torino, militanti missini aggrediscono con spranghe e catene gli studenti del liceo Segre



25 novembre: Mestre e Venezia, diversi istituti scolastici sono in agitazione. Occupato il Pacinotti, dove gli studenti si impadroniscono dei registri dopo che il preside ha minacciato il 5 in condotta a scopo repressivo.

Roma, nel corso dell'audizione alla Commissione antimafia, il segretario regionale siciliano della Dc, Giuseppe D’Angelo, ricordando le sue dimissioni da presidente della regione Sicilia dopo gli attacchi subiti da socialisti e comunisti, dichiara:”Ebbene, che cosa è accaduto?’ E’ accaduto che io mi sono dimesso da presidente della Regione, però i socialisti, i quali avevano portato avanti con i comunisti questo tipo di battaglia, hanno partecipato all’amministrazione comunale a Palermo, con sindaco Lima, assessore ai Lavori pubblici Ciancimino e, collega di Ciancimino, assessore all’urbanistica, un uomo della sinistra socialista, Anselmo Guarraci. Io non dico che abbiano sbagliato, in quanto avranno fatto in quel momento alcune valutazioni politiche che sono di loro competenza: ma che oggi si venga a ritorcere la polemica nei confronti della Democrazia cristiana, quando invece su un problema che riguardava la spartizione del potere al Comune di Palermo nessuno ha avuto esitazioni nel cambiare le carte in tavola dall’oggi al domani, questo mi pare che sia un fatto eccessivo ed aberrante, almeno per quello che riguarda la mia parte politica”. D’Angelo afferma anche di non aver mai tollerato né consentito, al tempo della sua gestione “della vita regionale che Mattei si facesse rappresentare a Palermo dall’avvocato Guarrasi che io - afferma - considero non idoneo a garantire e a tutelare gli interessi della Sicilia”.

Pisa, gli studenti di Lotta continua occupano la mensa universitaria

Roma, Pietro Nenni è nominato senatore a vita.

Tokio, si suicida lo scrittore Yukio Mishima.



26 novembre: Roma, militanti del Msi aggrediscono alcuni aderenti alla Lid (Lega italiana per il divorzio) che protestavano contro l’ostruzionismo missino nel dibattito parlamentare sulla legge istitutiva del divorzio

Taranto: il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) approva la relazione del Comitato tecnico-consultivo dell'Iri che prevede il raddoppio del IV centro siderurgico. L'anno successivo cominceranno i lavori



26 – 27 novembre: Firenze, la Federazione giovanile comunista e il movimento studentesco indicono scioperi separati. In particolare il Movimento scende in piazza per ottenere la riduzione dell’orario scolastico, contro la selezione e i costi della scuola. Più moderata la piattaforma dei giovani comunisti.



27 novembre: Manila, fallito attentato a papa Paolo VI durante la visita nelle Filippine. Un uomo tenta, senza riuscirci, di colpirlo con un pugnale. Giuseppe Saragat invia a Paolo VI un telegramma per stigmatizzare l’attentato, definendolo “frutto dell’atmosfera di odio che si leva dal mondo degli opposti estremismi”.

Milano, le Brigate rosse incendiano la macchina di Ermanno Pellegrini, dirigente della Pirelli. L’otto dicembre toccherà alla vettura di un altro dirigente della Pirelli, Enrico Loriga.



28 novembre: Varese, militanti di destra irrompono nelle sale di Villa Mirabello dove è in corso un dibattito sindacale, e feriscono alcuni dei presenti fra i quali il consigliere comunista Camaini.



29 novembre: Roma, secondo un "appunto" del Sid (Servizio Informazioni Difesa) nasce a Brescia la Lega marxista-leninista d'Italia. Tra i suoi promotori sono indicati Mario Quaranta, Elio Franzin, Lio Bettin, Elidio De Paoli, Francesco Moisio e il neofascista nonchè collaboratore del Sid Giovanni Ventura, che ne è anche il finanziatore. Quaranta è nominato segretario nazionale, Franzin vicesegretario. Il nuovo movimento, che approffitta delle divergenze affiorate in seno alla già esistente Lega dei Comunisti m-l italiani tra Quaranta e Ugo Duse, entrerà in crisi nel giro di qualche mese.



30 novembre: arrestato a Castelfranco Veneto Gaetano Fidanzati, boss dell’Acquasanta che insieme a tre complicii stava preparando l’omicidio di Giuseppe Sirchia, l’ultimo componente delle cosche Torretta-La Barbera-Cavataio.

Bolzano, il maresciallo Salvatore Saija, addetto all'Ufficio I (informazioni) della Guardia di Finanza di Bolzano presenta al tenente colonnello Angelo Pignatelli, responsabile del Centro di controspionaggio di Trento del Sid (Servizio Informazioni Difesa), i pregiudicati Sergio Zani e Claudio Widmann, confidenti dell'Ufficio I diretto dal capitano Sergio Siragusa. In realtà Zani è già confidente anche del Centro Sid di Trento con nome di copertura "Sartana" e Pignatelli accetta la collaborazione di Widmann, nome di copertura "Lucas". Sono incaricati di raccogliere e fornire notizie sull'attività dagli extraparlamentari di sinistra. Zani e Widmann si qualificheranno rapidamente anche come informatori del comandante del Gruppo carabinieri di Trento colonnello Michele Santoro nonchè della Questura di Trento.

Ravenna, sciopero dei contadini per la riforma dei patti colonici indetto dall’Alleanza provinciale. La vertenza nazionale sui sussidi di disoccupazione ha portato all’estensione dei sussidi per circa mezzo milione di persone, che precedentemente non poteva fruirne per i limiti della normativa.

Napoli, al processo contro Antonio Mellino detto “Agostino o' pazzo” e i “guaglioni” di via Toledo, il pm chiede complessivi 200 anni di reclusione per 52 dei 59 imputati. In occasione del processo, avvengono in città arresti e fermi.



Novembre: le Brigate Rosse cominciano a radicarsi alla Pirelli. Tra le prime azioni, la diffusione alla Bicocca di un volantino con l'elenco di capi e crumiri da punire.

Milano, gli istituti occupati – Molinari, Berchet, Parini, Ennstein – sono tutti sgomberati dalla polizia. Particolarmente tesa la situazione al Parini, dove la tensione è ulteriormente cresciuta per l’attività di un comitato di genitori collegato con i fascisti. Al Feltrinelli, gli studenti si sono organizzati in tre nuclei: uno organizza le agitazioni nell’istituto, uno si occupa del collegamento con le altre scuole, un terzo con le lotte sociali nel quartiere di Rozzano. Analogamente al Molinari, si tengono gruppi di studio alternativi e si discute anche delle lotte operaie.

Napoli, in diverse scuole si sviluppano lotte per la riduzione delle tariffe.

Roma, in una nota del ministero degli Interni si afferma che il presidente americano, Richard Nixon, avrebbe garantito al Msi un finanziamento di 1 milione di dollari per il tramite dell’on. Turchi.

Africo Nuovo (Rc), è incarcerato per tentato omicidio Rocco Palamara, militante della sinistra rivoluzionaria, insieme al fratello e al cugino Salvatore per aver messo in fuga, sparando, un gruppo di fascisti armati che avevano ferito Salvatore. Evaderà un anno dopo dal carcere di Locri.

Per iniziativa di Lotta continua, si svolgono a Milano, Pisa e Trento manifestazioni “per Reggio proletaria”, nelle quali si esprime solidarietà ai dimostranti di Reggio Calabria e si criticano i fascisti e il governo per la sua azione repressiva.

Bologna, gruppi di abitanti del quartiere Pilastro si organizzano per autoridurre l’affitto e resistere agli sfratti.



1° dicembre: il divorzio è legge dello Stato.

Milano, sfilano i cortei degli operai della Falck, delle confezioniste e dei vigili del fuoco. A Gallarate, scioperano i lavoratori della Flexa contro il licenziamento di un esponente sindacale. I lavoratori della Ire-sud, ex Ignis, occupano lo stabilimento contro la smobilitazione.

Piombino, manifestazione sindacale contro lo sfruttamento nelle fabbriche e per le riforme.

Napoli, gli studenti manifestano in corteo a Bagnoli, per la riduzione delle tasse, libri e trasporti gratuiti per i disagiati. In diverse scuole del napoletano - Mazzini, Righi, Fermi ed altre - gruppi di studenti hanno iniziato a salire sui mezzi di trasporto senza pagare: alla occupazione pacifica di un treno della Circumvesuviana, seguono tafferugli con gruppi di fascisti che si sono autoincaricati di mantenere l’ordine. L’agitazione si estende all’Iti di Nocera e di Sarno e al Dante Alighieri di Casolla (Ce), dove il preside reagisce con una denuncia.

Pisa, chiusa la mensa universitaria

Torino, La Stampa pubblica le dichiarazioni rese dal tenente colonnello Buono nel processo per corruzione dei delegati del Pri, nel 1961, a Ravenna. L’ufficiale conferma di aver ricevuto l’ordine dai suoi superiori di prendere contatto con Lando Dell’Amico ma, invitato a fornire ulteriori spiegazioni, si trincera dietro il segreto di Stato.

Napoli, 3 militanti di destra incendiano la sezione del Psi di Montecalvario.

Ferrara, sciopero cittadino per il rinnovo dei patti agricoli e lo sviluppo economico.



2 dicembre: Milano, sfilano i lavoratori della Pirelli davanti alla Rai ("Leopoldo, ti vogliamo in tv a discutere con noi").

Pisa, la polizia interviene alla facoltà di Fisica, occupata dagli studenti per rivendicare il diritto allo studio e protestare contro la serrata della mensa. Occupazioni e interventi polizieschi anche a Novara e Forlì.



3 dicembre: sciopero nazionale unitario del settore gomma e plastica, con manifestazioni in diverse città. A Torino, migliaia di operai gridano “Pirelli, Agnelli, ladri gemelli” e portano la contestazione davanti alla sede de La Stampa.



4 dicembre: Milano, assalto fascista al liceo classico Manzoni. Arrestati quattro squadristi: Giovanni Luttemberger, Edoardo Mannelli, Romeo Sommacampagna, Biagio Pitarresi. Denunciato a piede libero il consigliere comunale missino Franco Petronio.

San Sebastian (Spagna), la polizia carica brutalmente i dimostranti che solidarizzano con gli imputati di Burgos (per sei dei quali è stata chiesta la condanna a morte ndr), sparando e arrestando centinaia di persone. Alcune fabbriche entrano in sciopero nella regione di Burgos. Circa 500 detenuti politiciiniziano uno sciopero della fame.

Firenze, la Squadra 23 invia alla divisione Affari riservati un altro appunto sul conto di don Mazzi: “Allegata fotocopia di una circolare relativa all’agitazione degli alunni della scuola media Bersanti di Firenze strumentalizzata da elementi di estrema sinistra e dal noto ex parroco dell’Isolotto, don Mazzi. Il suddetto volantino è stato ciclostilato presso le baracche di via degli Aceri 1 che, a suo tempo, il Comune aveva dato in consegna al predetto sacerdote per svolgervi attività ricreativa e culturale per tutta la popolazione del quartiere. Detti locali, il cui affitto scade il 31 dicembre c.a., sono in mano ad elementi di estrema sinistra dove vi svolgono intensa attività di contestazione politica e clericale. Tale stato di cose è sfavorevolmente commentato dalle persone democratiche della zona, che vedono nelle predette baracche prefabbricate un pericolo di sovversivismo per i propri figli”.



5 dicembre: Massalombarda (Ra), manifestazione contro la chiusura dell’Eridania, che vuole chiudere lo zuccherificio dopo 70 anni di attività

Si definiscono, negli uffici di Remo Orlandini, i piani per il golpe del 7-8 dicembre. Viene preparato l’appello che il comandante Junio Valerio Borghese lancerà alla nazione: “Italiani, l’auspicata svolta politica, il lungamente atteso colpo di Stato ha avuto luogo. La formula politica che per un venticinquennio ci ha governato e ha portato l’Italia sull’orlo dello sfacelo economico e morale ha cessato di esistere. Nelle prossime ore, con successivi bollettini, vi saranno indicati i provvedimenti più immediati ed idonei a fronteggiare gli attuali squilibri della nazione. Le Forze armate, le forze dell’ordine, gli uomini più competenti e rappresentativi della Nazione sono con noi; mentre, d’altro canto, possiamo assicurarvi che gli avversari più pericolosi, quelli, per intendersi, che volevano asservire la Patria allo straniero, sono stati resi inoffensivi. Italiani, lo Stato che insieme creeremo sarà un’Italia senza aggettivi né colori politici. Essa avrà una sola bandiera: il nostro glorioso tricolore! Soldati di terra, di mare e dell’aria, forze dell’ordine, a voi affidiamo la difesa della Patria e il ristabilimento dell’ordine interno. Non saranno promulgate leggi speciali né verranno istituiti tribunali speciali; vi chiediamo solo di far rispettare le leggi vigenti. Da questo momento nessuno potrà impunemente deridervi, offendervi, ferirvi nello spirito e nel corpo, uccidervi. Nel riconsegnare nelle vostre mani il glorioso tricolore vi invitiamo a gridare il nostro prorompente grido d’amore: Italia, Italia. Viva l’Italia”.

Bologna, arrestati 2 simpatizzanti di Lotta continua, Raffaele Falavigna e Mario Cenacchi, per aver distribuito un volantino ai soldati della caserma Mameli.

Modena, sospesi 700 studenti dell’Iti Guarini per aver fatto scioperi e organizzato incontri con gli operai nella scuola. ACagliari, scioperano gli studenti medi ai quali si uniscono genitori e insegnanti.



6 dicembre: Milano, continuano i preparativi per il colpo di stato di Borghese. Con i finanziamenti di “un comitato ristretto genovese” di cui fanno parte Pietro Catanoso, Ernesto Grosso e Leopoldo Zunino e per tramite del genovese Stelio Frattini, vengono acquistate armi nell’armeria Galli di via Moscova. L'acquisto è fatto da Pietro Benvenuto, Gabriele Di Nardo, Paolo Pinacci, Renato Ridella e Federico Ratti. Il trasporto delle armi a Roma è organizzato da Salvatore Drago.

Roma, manifestazione di solidarietà con Angela Davis, partigiana dei diritti civili e politici dei neri, condannata a morte negli Usa. Dal 1° dicembre è in corso, promossa da numerose associazioni, una raccolta di firme diretta alle autorità, nel tentativo di salvarle la vita.

Cuneo, militanti missini lanciano pietre contro i partecipanti ad un convegno, organizzato dal circolo culturale Lotta di classe sul tema “Processo popolare al fascismo”. A Perugia, militanti di destra aggrediscono i partecipanti ad una veglia antimperialista in piazza IV Novembre.



7 Dicembre: tentativo di colpo di stato guidato da Junio Valerio Borghese e dall’industriale romano Remo Orlandini. L’operazione, chiamata in codice Tora Tora, avrebbe dovuto portare ad un pronunciamento delle alte gerarchie militari. Il tentativo di golpe verrà riduttivamente addebitato al Fn (Fronte Nazionale) di Junio Valerio Borghese, ma che in realtà si giova dell'appoggio e del sostegno di organizzazioni terroristiche di estrema destra (Avanguardia Nazionale, Ordine Nuovo, Europa Civiltà), di massoni appartenenti a logge coperte, di ambienti delle forze armate, dei servizi segreti italiani e statunitensi nonchè dell'interessamento di Cosa Nostra siciliana sollecitata nelle persone dei boss Giuseppe Di Cristina, Gaetano Badalamenti, Luciano Leggio, Salvatore Greco e Tommaso Buscetta. Concentramenti di sostenitori e di simpatizzanti degli eversori avvengono in diverse parti d'Italia: a Venezia, Verona, e nella zona del lago Trasimeno e sulla Sila in Calabria, reparti militari, come quello di Verona di cui fa parte il maggiore Amos Spiazzi, sono mandati a prendere posizione in zone prevedibilmente "calde"; il comando americano di Verona è informato anche tramite il suo collaboratore veneziano Carlo Digilio. Ma l'attività degli eversori, che si diranno in contatto con gli Stati Uniti tramite l'agente della Cia (Central Intelligence Agency) Edward Fendwich, è particolaremente fervida a Roma, nella sede del Fronte Nazionale di via XXI Aprile, nell'ufficio di Mario Rosa in via Sant'Angela Merici dov'è sistemato il coordinamento politico dell'operazione, nel cantiere edile del costruttore Remo Orlandini a Montesacro dove ha sede il comando operativo, nella sede di An (Avanguardia Nazionale) in via Arco della Ciambella, nella palestra dell'Anpdi (Associazione paracadutisti d'Italia) in via Eleniana dove si sono raccolte parecchie decine di persone con la supervisione di Sandro Saccucci. Uno degli obiettivi è l'occupazione e il saccheggio dell'armeria del ministero dell'interno, che secondo l'autorità giudiziaria inquirente di Roma viene raggiunto con successo da Stefano Delle Chiaie e dai suoi di Avanguardia Nazionale con l'assistenza del capitano di pubblica sicurezza Enzo Capanna e di altri (Salvatore Drago, dirigente del Fronte Nazionale, è medico in servizio presso il ministero dell'interno e molto legato alla Divisione Affari Riservati). Altro obiettivo è l'occupazione della sede Rai di via Teulada, affidata a una colonna di 197 guardie forestali comandata dal maggiore Luciano Berti e giunta su quattordici automezzi da Cittaducale. Secondo le ricostruzioni future, l'operazione ha però un blocco inatteso: Borghese impartisce il contrordine e tutti i congiurati rientrano alle basi di partenza e abbandonano il campo. Alcune voci (Alfredo De Felice, Paolo Aleandri, Augusto Cauchi) diranno poi che il contrordine è venuto dal capo della P2 (Loggia Propaganda numero due) Licio Gelli. Mentre l'operazione è ancora in corso tre "osservatori" del Msi (Movimento Sociale Italiano), Gaetano La Morte, Alberto Pompei e Adalberto Monti, informano il segretario Giorgio Almirante. A sua volta il leader di Europa Civiltà Franco Antico, collaboratore del Sid (Servizio Informazioni Difesa), informa il tenente colonnello Giorgio Genovesi capo di uno dei centri di controspionaggio di Roma. Le notizie trasmesse, secondo i magistrati inquirenti, risalgono quindi la scala gerarchica coinvolgendo il colonnello Antonio Cacciuttolo e il colonnello Federico Gasca Queirazza fino al direttore del Sid generale Vito Miceli. Durante la notte Vito Miceli, amico di Borghese e capo del SID, viene avvertito dal capo dell’Ufficio D del SID, Quei­razza, che i golpisti avevano occupato il Viminale e portato via due camion di armi. Il capo del SID ordinò al suo sottoposto di non prendere iniziative, perché avrebbe provveduto lui stesso. Nelle due ore successive, però, non fece nulla e i neofascisti poterono lasciare in­disturbati il Ministero dell’Interno e nulla fu detto alla magistratura. In una relazione conse­gnata a La Bruna, Guido Paglia, giornalista ed ex presidente di Avanguardia Nazionale, racconta dettagliatamente il ruolo svolto dall’organizzazione di Stefano Delle Chiaie e degli strettissimi legami esistenti tra AN e FN. “I rapporti ve­nivano curati da Borghese in per­sona e in sua assenza da Remo Orlandini. Alle riunioni preparatorie avevano preso parte alti ufficiali e personaggi del mondo politico (…) Orlandini e Adriano Monti (medico reatino, membro del Consiglio nazionale del PLI, ndr)sostenevano che c’era l’appoggio davvero in­condizio­nato da parte di carabinieri, polizia e degli stessi ambienti gover­nativi". Borghese aveva stabilito per AN due obiettivi: "1° - far saltare in aria tutte le strade che potrebbero per­mettere ad unità dell’esercito di stanza ad Anzio e Nettuno di arrivare a Roma. I golpisti di­stribuiscono (…) mappe e schizzi ai membri di AN”. Il secondo obiettivo è l’occupazione del ministero dell’Interno da parte “del grosso di Avanguardia Nazionale ufficiale e clande­stina”. Il maggiore Drago aveva fornito “una pianta del Vimi­nale”. Dopo un dettagliato rac­conto delle operazioni svolte nella notte tra il 7 e l’8 dicembre, Paglia avanza forti sospetti sulle intenzioni dei promotori: “i sospetti divennero quasi certezza (…) quando s’apprese che Drago era un fedelissimo del dottor D’Amato”. E avanza l’ipotesi che in realtà sia stata “un’azione provocatoria organizzata dal ministero degli Interni”. Secondo un rapporto di Emilio Santillo, anche Drago è iscritto alla P2. Di questo documento dà conferma anche Vincenzo Vinciguerra chiamando in causa Adriano Tilgher e il padre di quest’ultimo, pure lui iscritto alla P2 (atti inchiesta G.I. di Milano Guido Salvini).

Torino, direzione della Fiat sospende 8.000 lavoratori delle linee 124 e 125 e alle carrozzerie.

Roma, la polizia reprime una manifestazione di giovani di sinistra contro il regime franchista. Bilancio finale, 9 arrestati e 45 denunciati a piede libero.



6 – 7 dicembre: sciopero nazionale dei braccianti per il rinnovo dei patti.



8 dicembre: Trieste, nel corso di una manifestazione contro la visita di Tito in Italia, militanti del Msi aggrediscono cittadini di nazionalità slava e tentano di assaltare la sede del Psi.

Milano, in Viale Abruzzi viene incendiata nottetempo l'auto "1750" di Enrico Loriga, capo del personale della Pirelli-Bicocca. L'attentato è firmato dalle Brigate Rosse.

Inghilterra, scioperano mezzo i lavoratori inglesi contro la nuova legge limitativa dei diritti sindacali.



9 dicembre: manifestazione fascista a Trieste. Aggrediti numerosi cittadini di lingua slo­vena e viene assalita la sede del PSI (cfr. Unità 15.8.72).

Milano, firmato l’accordo aziendale all’Alfa Romeo di Arese.

Pozzuoli (Na), si svolge uno sciopero cittadino con manifestazione contro la disoccupazione e per lo sviluppo della zona. Lo stesso consiglio comunale ha occupato la sede del Municipio per protestare contro la indifferenza delle autorità governative.

Napoli e provincia, la polizia interviene in decine di istituti occupati dagli studenti. Interventi polizieschi si verificano anche a Ferrara, Parma, Roma, Palermo, Varese e Trieste, mentre gli studenti rioccupano 3 scuole a Bergamo. Manifestazioni studentesche si svolgono a Piacenza, Novara, La Spezia.

La Questura di Milano redige una nota informativa sul conto di Eugenio Cefis: “Fonte fiduciaria ha riferito, in forma strettissimamente confidenziale, quanto segue. Le recenti polemiche sulla morte di Enrico Mattei avrebbero indebolito la posizione di Eugenio Cefis, per i sospetti ingenerati dalla sua condotta passata. Sembra che, anche all’interno della stessa Eni, non manchi chi crede veramente che la morte di Mattei sia stata tutt’altro che fortuita e che la responsabilità del Cefis sia molto più diretta di quanto emerso fino a questo punto. Peraltro, la fondazione ‘Mattei’ da poco costituita ad opera di Italo Mattei, fratello del defunto Enrico, sarebbe intenzionata a presentare all’autorità giudiziaria nuova denuncia sul caso. In siffatta situazione, sempre secondo quanto riferito da fonte confidenziale, sarebbero state fatte dal Cefis delle avances verso elementi che, pur facendo parte della suindicata fondazione, operano in ambienti molto vicini alla Montedison. Il Cefis avrebbe sollecitato, pel tramite di tali elementi, un compromesso con gli esponenti privati della Montedison. Tale compromesso comporterebbe le seguenti concessioni: 1) accettazione della nomina dell’avv. Pietro Sette a presidente della Montedison; 2) dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione della medesima società; 3) allontanamento dalla stessa del Girotti; 4) accettazione di una maggiore influenza del capitale privato nella conduzione degli affari del complesso di cui trattasi”.



9 – 10 dicembre: Madrid, nella notte avvengono scontri fra dimostranti che solidarizzano con gli imputati al processo di Burgos, e polizia. Manifestazioni e scontri anche a Barcellona, Bilbao e Salamanca.

10 dicembre: sciopero nazionale del settore gomma, dopo la rottura delle trattative per il contratto. Protestano anche contro l’attacco alle libertà sindacali e ai diritti dei lavoratori.Sesto San Giovanni (Mi), riuniti per la prima volta i Consigli generali di FIOM, FIM e UILM. Decisa l’introduzione in tutti i luoghi di lavoro dei consigli di fabbrica, per giungere alla costituzione del sindacato unitario entro il 1971

Gallarate, migliaia di persone manifestano contro la repressione e per la riassunzione del sindacalista della Flexa licenziato. Ad Arcore, manifestano gli operai della Falck per la vertenza aziendale.

Una circolare repressiva del ministro Misasi provoca agitazioni studentesche in tutte le città accompagnate da cortei e manifestazioni, talvolta molto dure. A Milano, aggressioni di fascisti armati di spranghe e catene contro studenti di sinistra, provocano la reazione di questi ultimi: al Feltrinelli viene fatto sfilare con un cartello al collo un elemento riconosciuto come uno degli aggressori. A Forlì viene sequestrato il preside al Magistrale, a Rimini un professore accusato di simpatie fasciste è processato con un cappio al collo. Ovunque, si verificano interventi della polizia e denunce.

Udine, denunciato per attività sediziosa il soldato Giovanni Beck Peccoz militante di “Proletari in divisa”dal comandante del 114° Rgt. Mantova. Altri arresti di soldati avvengono a Bologna, mentre sono disturbati ed impediti volantinaggi a Torino dinanzi le caserme.

Bari, militanti missini aggrediscono aderenti al movimento studentesco che defluiscono da un'assemblea svoltasi nella facoltà di Giurisprudenza.

Cuneo, si svolge una manifestazione antifascista di protesta contro recenti azioni punitive a danno di esponenti di sinistra.

Parigi, manifestazione di solidarietà con gli imputati di Burgos.



10 – 16 dicembre: si svolgono scioperi generali interregionali di 4 ore per le riforme.

Firmati negli stessi giorni a Pavia, Milano, Brescia, Mantova i nuovi patti bracciantili.



11 dicembre: scioperano i lavoratori del settore grafico.

Il quotidiano socialdemocratico L’Umanità riporta le dichiarazioni di Mauro Ferri: “Credo sia dovere delle forze democratiche o almeno di quelle che hanno maggiore consapevolezza del difficile momento istituzionale che il paese attraversa, procedere a un esame di quanto è ancora valido e di quanto deve essere riveduto nell’assetto rappresentativo, democratico (.. ) vediamo tutti come sia più valido e più facile il funzionamento della vita democratica nei regimi parlamentari laddove, in assenza di un partito comunista, vi è un regime bipartitico sostanziale. Laddove queste condizioni non si verifichino, vedi Francia, vedi l’Italia, il funzionamento della vita parlamentare è più difficile. La Francia, dopo una crisi assai grave, ha trovato una soluzione che quanto meno ha fatto salvi i valori fondamentali delle libertà e della vita democratica”.

Barcellona e Madrid, scontri fra i dimostranti e polizia.



12 dicembre: Milano, durante una manifestazione per il primo anniversario della strage alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana e di protesta per la condanna a morte in Spagna di separatisti baschi, scoppiano gravi incidenti. Un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d'uomo da un agente di polizia colpisce al petto lo studente Saverio Saltarelli uccidendolo. Al Senato il ministro dell'interno Franco Restivo dichiarerà che la morte è stata provocata da "arresto cardio-circolatorio".

Genova, i portuali decidono il boicottaggio delle navi spagnole per solidarizzare con gli imputati di Burgos, cominciando dal transatlantico “Cabo San Vicente”.



13 settembre: Spagna, 300 intellettuali occupano il monastero di Montserrat per protesta contro il processo in svolgimento a Burgos a carico dei 16 separatisti baschi.

Incendiato, a Roma, da un gruppo che si fa chiamare Br 1, lo studio di Junio Valerio Borghese.



14 dicembre: il ministero della Difesa restituisce il nastro esibito dalla difesa di De Lorenzo alla commissione parlamentare sul Piano Solo del Luglio 1964, ma ne proibisce l’audizione perché “(...) coperto da segreto po­litico militare (...)”.

Polonia, violenti incidenti fra operai e forze di polizia si verificano a Gdansk, Gdynia e Sopot, sul Baltico, a causa dell’aumento di prezzo dei generi di prima necessità.



14 – 16 dicembre: Polonia, a Danzica, Sopot e Stettino, studenti e operai scendono in piazza per protestare contro gli aumenti dei generi di prima necessità. La polizia spara sui dimostranti causando quindici morti e centinaia di feriti. Il 26 dicembre, Wladyslaw Gomulka (segretario del Pc polacco), il presidente della Repubblica Spychalski e altri esponenti del Politburo, rassegnano le dimissioni. Edward Gierek, verrà nominato segretario al posto di Gomulka.



15 dicembre: Roma, a una settimana dal tentato "golpe Borghese" il direttore del Sid (Servizio Informazioni Difesa) generale Vito Miceli "ha sul suo tavolo - come scriverà l'autorità giudiziaria inquirente di Roma - un rapporto che contiene una analitica descrizione del fatto insurrezionale, i nomi dei protagonisti, gli obiettivi dell'azione, l'indicazione delle formazioni extraparlamentari coinvolte". Ma il generale evita di trasmettere il rapporto all'autorità giudiziaria.

Roma, la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli eventi del giugno-luglio 1964 e le deviazioni del Sifar (Servizio Informazioni Forze Armate) presieduta dal senatore democristiano Giuseppe Alessi conclude i suoi lavori dopo quasi venti mesi in modo non risolutivo, dato che alla relazione di maggioranza firmata da Alessi si accompagnano altre quattro relazioni che danno un giudizio parzialmente o sostanzialmente diverso da quello genericamente assolutorio della maggioranza, approvata anche dal Psi (Partito Socialista Italiano). La relazione Alessi respinge l'ipotesi di un colpo di stato e sancisce la tesi dell'"eccesso di zelo" da parte del generale Giovanni De Lorenzo, unico colpevole. Nessuna responsabilità di organi politici e militari. Le relazioni di minoranza sono firmate da Umberto Terracini, Ugo Spagnoli, Nino D'Ippolito, Alessandro Galante Garrone e Edgardo Lami Starnuti per il Pci (Partito Comunista Italiano) e Sinistra Indipendente; da Enea Franza per il Msi (Movimento Sociale Italiano); da Alfredo Biondi per il Pli (Partito Liberale Italiano) e da Alfredo Covelli per il Pdum (Partito Democratico Italiano di Unità Monarchica). La Commissione impegna il governo a distuggere i fascicoli illegittimi del Sifar, l'elenco dei 731 "enucleandi" non è stato fornito.

Piero Campilli assume le presidenza della Montedison.

Trento, la polizia irrompe in una scuola occupata per protesta per i fatti di Milano, effettuando pestaggi; nel pomeriggio invade la sede di Lotta continua sequestrando materiali. Sono poi fermati 9 giovani durante la successiva protesta davanti alla sede della Questura. A Milano, una folla di persone manifesta contro la uccisione di Saltarelli. Si manifesta anche a Torino, Savona, Genova, Firenze, Livorno, Ferrara, Brescia, Cuneo e in altre città.

Teramo, militanti missini aggrediscono una manifestazione di protesta contro la morte di Saltarelli e il regime franchista.

Napoli, 4 militanti di destra vengono fermati dalla polizia nel corso di una manifestazione di solidarietà con il regime franchista.

Trieste e Gorizia, si svolgono manifestazioni antifasciste indette dai partiti contro le azioni neofasciste nella zona.



16 dicembre: Polonia, manifestazione di operai e studenti contro l’aumento del prezzo dei generi alimentari di prima necessità. La polizia spara sui dimostranti. Le segreterie confederali di CGIL e CISL esprimono “la deplorazione e la protesta del movimento sindacale italiano per gli aspetti di una situazione che, chiaramente denota, un insufficiente sviluppo della democrazia diretta e di una funzione autonoma del sindacato”.

Sciopero nazionale dei chimici a sostegno delle lotte aziendali.

Palermo, militanti di destra lanciano bombe carta contro la sede della “Lega degli studenti rivoluzionari” in via Nigra, come risposta ad un comizio antifranchista svoltosi poco prima.



17 dicembre: continuano le manifestazioni di protesta per l’uccisione di Saverio Saltarelli a Milano. I sindacati hanno indetto un’ora di sciopero, mentre il Pci ha lanciato una petizione popolare per il disarmo della polizia e lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e paramilitari.

Mestre, militanti di destra accolgono con una fitta sassaiola gli studenti del liceo Zuccante che manifestano per il comportamento della polizia a Milano il 12 dicembre precedente. A Roma, un militante della Giovane Italia ferisce, esplodendogli contro un colpo di lanciarazzi, uno studente del liceo Plinio. A Napoli, militanti missini aggrediscono gli aderenti al Pci che, a Torre Annunziata, hanno indetto un’assemblea aperta a tutti i cittadini.

Milano, il giudice istruttore Giovanni Pastorelli, accogliendo la richiesta del pm Caizzi, assolve il questore Guida dall’accusa di diffamazione mossa dalla vedova di Giuseppe Pinelli, Licia Rognini.



18 dicembre: Roma, le segreterie dei sindacati confederali approvano un documento sulle “indicazioni di una politica di riforme dell’agricoltura”.

Arzignano (Vicenza), occupata dagli operai la Pellizzari, che occupa 1.500 lavoratori in 3 stabilimenti e della quale si dà per imminente la dichiarazione di fallimento.

Milano, gli studenti commemorano Saverio Saltarelli. La manifestazione è disturbata da un gruppo di neofascisti, che vengono circondati e consegnati alla polizia.

Sassari, la Corte di assise condanna Graziano Mesina a 30 anni di reclusione per il sequestro di Paolo Mossa.



18 – 19 dicembre: riunione unitaria dei comitati esecutivi della FILLEA-CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL per una verifica e uno sviluppo del processo unitario tra i lavoratori delle costruzioni.

Firenze, convegno nazionale unitario di FILTEA, FILTA e UILCIV sulle nuove strutture di fabbrica e sulla contrattazione integrativa aziendale.

Milano, convegno delle grandi fabbriche promosso da FIOM, FIM e UILM. Sono fissati gli obiettivi dell’azione per la contrattazione articolata, le riforme e i diritti sindacali e decide di reagire con forza al contrattacco padronale teso a reprimere le rivendicazioni che investono la trasformazione delle condizioni di lavoro nelle fabbriche.



20 dicembre: Milano, dopo due mesi di agitazioni all'Itis Feltrinelli, il preside Nigro aggredisce fisicamente lo studente Giorgio Michelini nel corso di una diatriba con quest’ultimo. La polizia interviene, sgombera la scuola e il Michelini viene sospeso.



22 dicembre: Milano, il prefetto Libero Mazza stila un rapporto in cui denuncia la pericolosità, a suo avviso, delle organizzazioni di estrema sinistra operanti in città.

Roma, scarcerato l’anarchico Emilio Bagnoli, appartenente al circolo “22 Marzo”, perché prosciolto dall’accusa di strage e posto in libertà provvisoria per quella di associazione a delinquere.



23 dicembre: la corte d’appello di Bari condanna all’ergastolo il latitante Luciano Leggio per l’omicidio del boss Michele Navarra e i delitti di Corleone.

Raggiunto l’accordo per i 42.000 lavoratori dei 12 stabilimenti dell’Italsider.

La Pirelli minaccia la decurtazione dei salari mediante la riduzione dei punti di cottimo, per rivalersi della resistenza operaia ad accettare la ristrutturazione seguita alla fusione con la Dunlop.

Nominato comandante generale dell’Arma dei carabinieri il generale Corrado San Giorgio. Sostituisce il generale Forlenza.



25 dicembre: Natale in fabbrica per gli operai della Borletti a sostegno della vertenza aziendale. Alla vigilia, hanno firmato gli accordi sindacali le confezioniste, e i lavoratori di Tibb, Franco Tosi e Italsider, ottenendo fra l’altro la parità di qualifiche fra operai e impiegati.



26 dicembre: Leningrado, al processo contro gli ebrei sovietici accusati di aver progettato la fuga mediante il dirottamento di un aereo, vengono condannati a morte 2 degli imputati, fra i quali il pilota, e altri 9 condannati a pene detentive.



28 dicembre: San Benedetto del Tronto, giornata di mobilitazione per ottenere dalle autorità il recupero dei corpi del motopeschereccio Rodi, incagliato da giorni dinanzi al litorale a causa di un naufragio.

Pizzighettone (Cremona), serrata all’Ata Pirelli, dove è in corso una vertenza per premi, ambiente e parità normativa e salariale. I lavoratori proclamano uno sciopero totale.

Nuove denunce sull’uso, da parte degli americani, dei defolianti in Vietnam provengono dall’agenzia nordvietnamita Vna, che sottolinea le conseguenze: alterazioni nei cromosomi, aborti ed anomalie congenite, danni irreversibili ai terreni e alle colture.

Burgos (Spagna), si conclude con 6 condanne a morte e oltre 700 anni di reclusione per gli altri imputati il processo a carico dei separatisti baschi.

A Roma la polizia disperde una manifestazione antifranchista. Numerosi i feriti, tre gli arrestati. Cortei di protesta anche a Bologna e Milano.



29 dicembre: Modena, viene emessa la sentenza di divorzio che scioglie il vincolo matrimoniale fra Alfredo Cappi e Giorgia Luisa Banassi. E’ la prima in Italia dopo l’entrata in vigore della nuova legge.



30 dicembre: Milano, il maresciallo di Ps Ermanno Alduzzi, in forza all’ufficio Affari riservati e collaboratore di Silvano Russomanno, invia una nota nella quale riferisce di un confidente in ambiente anarchico, con il criptonimo di “Anna Bolena”, che afferma di aver appreso da Augusta Fravo che Nino Sottosanti è implicato nella strage del 12 dicembre 1969.



Dicembre: Verona, si inizia a indagare sul movimento politico Ordine nuovo diretto da Clemente Graziani.



1970 1 gennaio - 30 giugno 







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