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1965

Gennaio Marzo: Ravenna, la Callegari & Chigi attraversa una fase di profonda crisi economico-produttiva. La direzione aziendale tenta di superare l’impasse proponendo ai sindacati una riduzione del premio di produzione di 12 punti e il licenziamento di 200 operai. L’11 gennaio viene sottoscritta una piattaforma d’intesa tra le parti, ma l’azienda mantiene ferma l’intenzione di abbassare il premio di produzione dal 32 al 20%. CGIL, CISL e UIL proclamano unitariamente lo sciopero, occupando gli stabilimenti sparsi nella provincia. Nello stabilimento ravennate il clima si fa incandescente. Il mese di marzo passa senza che le parti trovino una base d’accordo. Il 27 marzo la direzione cede su tutta la linea mantenendo la situazione salariale precedente l’occupazione e definendo i tempi di riassunzione delle maestranze.



2 gennaio: l’Indonesia esce dall’ONU.



2 – 4 gennaio: Roma, visita ufficiale del presidente cileno Edoardo Frei, che si presenta come il rappresentante di una “nuova America Latina”.



8 gennaio: lo Stato maggiore dell’Esercito, in una lettera citata in un appunto della sezione Sad, dichiara di condividere la proposta del Sifar per l’addestramento alla guerra non ortodossa di giovani ufficiali e chiede di fare riferimento ai corsi di ardimento.



8 – 11 gennaio: Napoli, il congresso nazionale del Psdi approva con il 95% dei voti la mozione del segretario nazionale Mario Tanassi per la riunificazione con il Psi.



14 gennaio: Roma, incontro tra i rappresentanti dei sindacati degli statali aderenti a CGIL, CISL e UIL e i responsabili delle amministrazioni dello Stato per mettere a punto lo schema di decreto sul conglobamento per gli statali.



20 gennaio: Agostino Novella, segretario generale della Cgil, si pronuncia contro la politica dei redditi, che definisce “una politica di tregua e di contenimenti salariali, di subordinazione sindacale a scelte di vertice, di conservazione delle strutture economiche attuali”.



24 gennaio: Londra, muore a 91 anni, a causa di una trombosi cerebrale, Winston Churchill.



Gennaio: un’indagine delle Fim, eseguita nelle 20 provincie italiane maggiori, accerta che nel periodo gennaio - novembre 1964 ci sono stati 23 mila licenziamenti collettivi di metalmeccanici, e una diminuzione complessiva di 70 mila occupati, e che il 60% della categoria ha subito riduzioni dell’orario di lavoro.

L’Agenzia D, diretta da Rauti e Giannettini, così commenta i primi corsi d’ardimento istituiti alla scuola di fanteria di Cesano: “i corsi di ardimento tendono a creare un particolare clima psicologico ed etico che si stabilisce fra i frequenta­tori del corso. Que­sto clima ha solo lontani punti di contatto con l’antico spirito de­gli arditi e quello più recente dei paracadutisti (…) Lo Stato Maggiore dell’esercito ha così formato migliaia di uomini particolarmente addestrati contro la guerra sov­ver­siva onde fronteggiare esigenze parti­colari”. Si tenta, in sostanza, di introdurre nell’esercito uno spirito arditistico da sempre estraneo alle nostre forze armate. I corsi sono voluti dal Capo di Stato Maggiore D’Aloja, mas­simo esponente dell’ala più oltranzista e filo atlantica dell’esercito. D’Aloja era convinto che in caso di guerre locali, il substrato ideologico sarebbe stato fondamentale. Era perciò necessario un adeguato addestramento antiguerriglia con l’istituzione di vere e proprie scuole per la guerra psicologica. Sul piano propagandistico si era circondato di giornalisti fascisti come Rauti, Beltrametti, Giannnettini, Finaldi e De Boccard, dotati di una cultura militare che aveva come riferimento l’ideologia elitaria tardo nazista e l’OAS.



Febbraio: Torino, licenziamenti di rappresaglia alla FIAT dopo lo sciopero provinciale contro i licenziamenti e le riduzioni d’orario.



1° febbraio: Oscar della moneta alla lira per la spettacolare ripresa dopo la grave crisi dell’autunno - inverno 1964.



3 febbraio: scioperano per il contratto i lavoratori della gomma.



4 febbraio: lo scienziato Paul Aebersold, che insieme a Enrico Fermi ed a Oppenheimer aveva lavorato al progetto della bomba atomica, tenta il suicidio.

Parigi, il generale Charles De Gaulle ribadisce la necessità di una politica europea autonoma ed indipendente dagli Stati Uniti.



7 febbraio: Pechino, incontro ufficiale tra Mao Tse Tung e Kossighin. I due premier si incotrano di nuovo il 7 marzo, ma le divergenze tra Cina e Urss appaiono insanabili.



11 febbraio: va in scena a Roma Il Vicario, dramma teatrale scritto da Rolf Hochunt. L'opera è particolarmente critica dell’atteggiamento di Pio XII sulla persecuzione nazista degli ebrei. La polizia, su sollecitazione vaticana, interviene e proibisce lo spettacolo allestito dalla compagnia di Gian Maria Volontè.

I cappellani militari in congedo della Toscana diffondono un comunicato nel quale affermano di ritenere “un insulto la cosiddetta obiezione di coscienza che, estranea al comandamento cristiano dell’amore, è espressione di viltà”.



11 – 12 febbraio: Roma, si svolge il convegno nazionale della Confederazione dei coltivatori diretti al quale intervengono Aldo Moro e Mariano Rumor che accentuano l’attacco al partito comunista, definendo il centrosinistra la “trincea più avanzata” contro di esso.



12 febbraio: Roma, intervenendo al Senato, Aldo Moro afferma che la guerra nel Vietnam “non deriva da una volontà di premeditata aggressione degli Stati Uniti, vincolati a dare assistenza al Vietnam del Sud”, ma è un retaggio del conflitto indocinese.

Lo Stato maggiore dell’Esercito accoglie la proposta di norme per regolare il richiamo di personale in congedo, per esigenze eccezionali, avanzata dal Comando generale dell’Arma dei carabinieri il 9 luglio 1964.



13 febbraio: Roma, viene arrestato dalla polizia Nanni Balestrini mentre si reca ad assistere alla rappresentazione teatrale de “Il Vicario”, peraltro già vietata. Viene rilasciato subito per l’intervento di Giangiacomo Feltrinelli.



19 febbraio: il capo dell’ufficio politico della Questura di Milano, Luigi Fargnoli, denuncia alla magistratura 4 militanti missini indicati come responsabili degli attentati in Austria nell’agosto del 1962 e settembre 1963: Giorgio Massara, Sergio Tazio Poltronieri, Luciano Rolando e Maurizio Perito. Nel suo rapporto, scrive che Giorgio Massara si è “rifiutato di indicare a verbale i nomi dei suoi complici, ma dopo aver ottenuto l’assicurazione che le sue dichiarazioni non sarebbero state verbalizzate, li ha indicati in via confidenziale facendo i nomi di Poltronieri, Rolando e Perito”.



21 febbraio: assassinato Malcom X, capo dei Mussulmani neri di New York.



23 febbraio: scioperano per mezza giornata i lavoratori dell’edilizia e dei settori collegati. L’agitazione è promossa dalle organizzazioni di categoria di CGIL, CISL e UIL a difesa dell’occupazione, contro la riduzione degli orari di lavoro e per l’ottenimento di interventi governativi in grado di sanare la grave situazione del settore.



25 febbraio: Algeri, Ernesto Che Guevara critica duramente l’Unione Sovietica per il mancato appoggio ai movimenti di liberazione.



24 febbraio: Madrid, grandi manifestazioni studentesche contro il regime del generale Franco.



28 febbraio: Roma, il 1° congresso nazionale dell'Udnr (Unione Democratica per una Nuova Repubblica) approva lo statuto del movimento. Ne è presidente Randolfo Pacciardi, il comitato nazionale è formato da Raffaele Cadorna, Ivan Matteo Lombardo, Giuseppe Mancinelli, Alfredo Rossi Longhi, Giuseppe Caronia, Mario Vinciguerra, Tommaso Smith, Giacomo (Giano) Accame, Alfredo Morra, Salvatore Sanfilippo. Segretario amministrativo Luigi Ceccherelli, segretario organizzativo Vittorio Sbardella (poi sostituito da Giorgio Vitangeli), presidente del movimento giovanile Enzo Maria Dantini. Responabile del settore giovanile per il Lazio Franco Papitto, attivista del Msi (Movimento Sociale Italiano); per la provincia di Milano l'attivista di estrema destra Paolo Ceruti. Viene istituito anche un ufficio sindacale, affidato a Domenico Paternostro. Più tardi in un suo memoriale il neofascista Paolo Pecoriello, di An (Avanguardia Nazionale) scriverà: quando nacque Nuova Repubblica "si vide subito che poteva fare affidamento su ingenti sovvenzionamenti e Avanguardia Nazionale non si fece sfuggire l'occasione facendovi infiltrare due elementi, Enzo Maria Dantini e Antonio Aliotti, che in brevissimo tempo ottennero cariche di un cero rilievo".

Barbiana (Fi), don Lorenzo Milani risponde con una lettera al gruppo di cappellani militari che, in un loro comunicato, avevano definito l’obiezione di coscienza “estranea al comandamento cristiano dell’amore e espressione di viltà”. E’ denunciato per “apologia di reato”.



1° marzo: Modena, la FIAT annuncia l’assorbimento della Ferrari.



3 marzo: Romail Ministro della Pubblica Istruzione Luigi Gui firma il decreto di istituzione della Libera Università degli Studi "G. D'Annunzio", con sedi a Pescara, Chieti e Teramo



4 marzo: una nota del Viminale, redatta su basi confidenziali, rileva che “i missini, pur non essendo eccessivamente preoccupati per il fatto che l’organizzazione dei ‘Volontari’ sia stata più volte qualificata come dipendente del partito, temono che possano essere attribuite a questa organizzazione – e quindi al Msi – iniziative estremiste”.



5 marzo: Milano, manifestazione al teatro Lirico indetta da CGIL, CISL e UIL per denunciare la grave situazione economica della provincia dove i disoccupati sono 120.000. i lavoratori a orario ridotto 200.000 e i salari sono diminuiti del 15 per cento.



8 marzo: Cile, la Democrazia cristiana del presidente Frei vince le elezioni.



12 marzo: la Camera respinge (329 contrari, 222 a favore e 3 astenuti) la mozione di sfiducia presentata dal PCI, che accusa il governo di “inerzia” ed “assenteismo” in politica estera.



13 – 15 marzo: Brescia, congresso della Fim Cisl.



17 - 19 marzo: Ravenna, VII congresso provinciale della CGIL. Il segretario Costante Manzoni esamina l’avanzamento del processo di industrializzazione e lo sviluppo del capitalismo nelle campagne con l’inasprimento dei rapporti e l’acutizzazione dello scontro sindacale e di classe “dovuti in primo luogo alla indiscriminata offensiva padronale”. Vengono richiamate le lotte dell’industria (ANIC, OMSA, SIR, Callegari) contro la riorganizzazione della produzione e le agitazioni agrarie contro la ristrutturazione delle aziende agricole, la cacciata dei mezzadri e la violazione della legge sui patti agrari. Il reddito netto per abitante è salito e ha portato la provincia di Ravenna dal secondo al primo posto in regione, ma, a partire dal dicembre 1964, ci sono 13.000 posti di lavoro in meno rispetto al dicembre del 1963 e due miliari di salario perduto dai lavoratori in conseguenza dei licenziamenti e delle riduzioni di orario di lavoro. La mozione conclusiva rilancia la contrattazione articolata e ribadisce la necessità “di una programmazione democratica” sintetizzabile nell’accelerata costruzione del nuovo porto; nello sviluppo da parte dell’ANIC-ENI dell’attività manifatturiera: nell’anticipazione e nel potenziamento di tutti i programmi di costruzione di case da parte degli Enti preposti; nell’assegnazione urgente da parte dell’Ente Delta di tutte le terre espropriate con l’esecuzione delle opere di bonifica e di trasformazione; in una politica di riforma agraria che realizzi il passaggio della terra in proprietà a chi la lavora; la nazionalizzazione del monopolio saccarifero; nella riforma del sistema previdenziale e assistenziale. Il congresso auspica la più ampia convergenza sul programma con CISL e UIL.



18 marzo: il cosmonauta sovietico Aleksei Leonov esce dalla capsula spaziale e cammina nel vuoto per una decina di minuti.



20 marzo: lo Stato maggiore dell’Esercito dirama la circolare relativa al richiamo del personale in congedo dell’Arma dei carabinieri.



22 marzo: Parigi, sconfitta dei gollisti alle elezioni amministrative francesi.



25 - 28 marzo: congresso del PRI. La Malfa ribadisce la necessità di una politica dei redditi.



29 marzo: Frosinone, inaugurato uno stabilimento della società Permaflex (produzione di materassi) di proprietà di Giovanni Pofferi. Direttore dello stabilimento è Licio Gelli. Alla cerimonia intervengono numerose autorità, tra le quali il ministro della Difesa Giulio Andreotti e il cardinale Alfredo Ottaviani. Gelli è appena entrato nella massoneria del Goi (Grande Oriente d'Italia). E' stato ammesso alla loggia Romagnosi di Roma e per lui hanno garantito Domenico De Toma, colonnello della Guardia di Finanza, Aldo Peritore, funzionario civile delle finanze e Cesare Del Grande, funzionario del ministero del Tesoro.



30 marzo: Saigon, attentato vietcong all'ambasciata americana: 21 morti e 150 feriti.



31 marzo: nel corso dell’assemblea della Confindustria, il presidente Cicogna attacca il governo di centrosinistra, a suo avviso condizionato da orientamenti marxisti che propugnano un maggiore peso dell’iniziativa pubblica a scapito di quella privata.



1 – 5 aprile: congresso della CGIL, forte e polemico dibattito tra comunisti e socialisti (https://sites.google.com/site/sentileranechecantano/schede/cgil/6-congresso-cgil). Nella sua relazione, Agostino Novella – che sarà confermato segretario – critica il piano governativo di programmazione economica, sostenendo che se non fosse stato modificato si sarebbe tradotto in un elemento atto a incoraggiare “il ricatto delle forze monopolistiche rivolto ad ottenere nuovi interventi di sostegno economico”.



3 aprile: termina, dopo 4 giorni, lo sciopero di professori, assistenti e studenti universitari indetto per chiedere l’avvio di una riforma generale degli studi.



8 aprile: Bruxelles, i sei paesi del Mercato comune firmano un accordo per la fusione degli esecutivi di CEE, CECA ed EURATOM. 
Istituito un unico Consiglio e un'unica Commissione. Il trattato entrerà in vigore il 1° luglio 1967. 



9 aprile: scontri tra l’aviazione cinese e quella americana nel cielo del Vietnam.



10 aprile: il colonnello dei carabinieri, Bruno Benedettini, in forza al comando dell’Aeronautica stila un rapporto sul conto di Camillo Crociani nel quale scrive che, “in quasi tutti gli affari trattati con l’amministrazione militare, il Crociani ha sempre dato adito a dubbi sulla correttezza, tanto che nel 1951 gli fu inibito l’ingresso al ministero della Difesa”, e che, inoltre, “avvalendosi di particolari aderenze nell'ambiente del ministero della Difesa, Crociani riuscì in passato a ottenere varie commesse con rilevante giro d’affari nel settore delle forniture alle forze armate, partecipando alle gare sia in proprio sia mimetizzandosi dietro società di comodo”.



12 aprile: Roma, gruppi di neofascisti provocano incidenti all’Università cercando di impedire una conferenza di Ferruccio Parri. E’ distribuito questo volantino: “Giovani! A voi che rappresentate il futuro della nazione spetta il dovere morale di dire ‘basta’ alla banda di cialtroni che da vent’anni appesta l’aria della nostra patria. Dire ‘basta’ ai rinnegati che ancora oggi celebrano la vittoria di quegli eserciti stranieri che permisero d’instaurare in Italia il più infausto sistema di governo che la nostra storia ricordi! (…) Avanguardia nazionale. Iniziativa rivoluzionaria Msi (via del Pantheon 57)”.



16 aprile: il belga Jean Thiriart, leader dell'organizzazone di estrema destra Jeune Europe, èa Roma per presentare il suo libro Un impero di 400 milioni di uomini, l'Europa. Per l'occasione Thiriart ha una serie di incontri con esponenti di estrema destra, tra i quali Julius Evola, Massimo Costanzo, Pietro Giubilo, Stefano Delle Chiaie, Concetto Pettinato, Pino Romualdi deputato del Msi e Karol Klisinski direttore del periodico Oltreconfine. Nei giorni precedenti, sempre per la presentazione del suo libro, Thiriart ha fatto tappa a Verona, accolto da Primo Siena e Pier Franco Bruschi, a Ferrara, presentato in una manifestazione pubblica da Claudio Orsi e da Giuliano Borghi, e a Firenze. Bruschi e Orsi sono dirigenti di Giovane Europa.



17 aprile: Washington, grande manifestazione studentesca contro la guerra nel Vietnam.

Milano, ottava assemblea del Noe (Nouvel Ordre Europèen) con la presidenza dello svizzero Guy Amaudruz, segretario centrale dell'organizzazione. E' presente anche Stefano Delle Chiaie, di Avanguardia Nazionale. Tra le risoluzioni, anche questa: "L'ultima opera del professor Paul Rassinier, Il dramma degli ebrei, stabilisce definitivamente che la propaganda riguardo i sei milioni di ebrei che si pretende siano stati uccisi nei campi di concentramento, è una favola insostenibile per gli storici seri". Per il segretariato italiano del Noe viene indicato il nominativo di Domingo Monaco, di Milano.



19 – 24 aprile: visita di Aldo Moro ed Amintore Fanfani negli Stati uniti. I due incontrano il presidente Johnson al quale esprimono la “piena comprensione” italiana per l’impegno americano nel Vietnam.



22 – 25 aprile: Roma, V Congresso confederale della Cisl. Partecipano 572 delegati di cui 212 in rappresentanza delle Usp e 360 delle federazioni e sindacati di categoria. Gli iscritti alla Cisl sono 1.515.564. I lavori sono presieduti da Giovanni Canini. La relazione generale è svolta da Storti sul tema congressuale: “La Cisl forza autonoma per il progresso dei lavoratori in una società pluralistica”. Nel corso del dibattito prendono consistenza posizioni, differenti da quelle della segreteria, che si coagulano, in particolare, nelle tematiche portate avanti dalla dirigenza Fim. La mozione conclusiva si sofferma sulla politica governativa che dovrà favorire la ripresa degli investimenti produttivi, soprattutto in direzione delle industrie di base. Per quanto riguarda i rapporti con gli altri sindacati viene auspicato il superamento delle remore ancora esistenti al completo realizzarsi della unificazione tra le centrali sindacali italiane aderenti alla Cisl internazionale. Nei confronti della Cgil viene indicata la linea di azione sindacale, “intesa come strumento di convergenza sulle linee autonomamente elaborate e come alternativa competitiva nei riguardi dei lavoratori”. Il 26 si tiene la terza sessione del Consiglio generale che riconferma nella carica di Segretario generale Bruno Storti. La segreteria è completata con la nomina di Coppo (segretario generale aggiunto), Cavezzali, Armato, Scalia, Cruciani (segretari), Baldini, Fantoni, Marcone (vice segretari).



24 aprile: truppe pakistane sconfinano in India. E’ l’inizio di un conflitto tra i due paesi che richiederà l’intervento dell’ONU.

Santo Domingo, gli Stati Uniti intervengono per sedare una rivolta popolare contro il governo conservatore.



24 – 28 aprile: Firenze, il sindaco Giorgio La Pira organizza un “Simposio internazionale sulla questione vietnamita e del Sud est asiatico”. Al termine, consegna ad una delegazione del Pci in partenza per Hanoi, una lettera per Ho Ci Minh auspicando l’inizio di trattative di pace.



27 aprile: il comandante partigiano, ed ex senatore comunista, Francesco Moranino è graziato, insieme ad altri partigiani e ad alcuni esponenti della RSI, dal Presidente della Repubblica.



Aprile: un rapporto del Viminale rileva che il fondatore dell’Associazione di amicizia Germania federale - Cina popolare è il nazista Wolf Schenke, direttore della rivista Neue Politik finanziata dalla stessa associazione.



3 maggio: rottura delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cambogia.



4 maggio: il democristiano Luigi Gui presenta il primo progetto di riforma universitaria.



5 - 6 maggio: si svolge a Roma il primo convegno di studi politici e militari organizzato dall’Istituto Alberto Pollio, organismo privato da poco costituito in ambienti vicini allo Stato Maggiore della Difesa per iniziativa di due giornalisti di estrema destra, Enrico De Boccard e Gianfranco Finaldi, subito affiancati da un terzo, Edgardo Beltrametti (stretto collabora­tore del Capo di Stato Maggiore della Difesa), che curerà la pubblicazione degli atti del convegno. L’organizzazione del convegno è stata resa possibile da fondi forniti dal SIFAR e in particolare dall’Ufficio REI diretto dal colonnello Rocca. Nella relazione introduttiva del convegno, il Finaldi così ne individua la direzione programmatica con riferimento ai fini ge­nerali dell'Istituto organizzatore: “L’Istituto Alberto Pollio di Studi Storici e Mi­litari (…) è sorto pochi mesi orsono (…) con lo scopo di raccogliere, coordinare e convogliare energie, nel campo culturale, per l’approfondimento di alcuni temi che (…) sono de­stinati ad inci­dere in modo straordinario e diretto sullo sviluppo delle idee e dei pro­blemi del nostro tempo”. Il convegno è presieduto da un magistrato e da due alti ufficiali dell'esercito. Fra i relatori Guido Giannettini e Pino Rauti. Partecipano personalità del mondo imprenditoriale e, come risulta dalla relazione introduttiva “venti studenti universitari che l’istituto ha pre­gato - dopo una sele­zione di merito - di prendere parte ai lavori ap­punto come gruppo”. Tra questi Stefano Delle Chiaie e Mario Merlino. Il convegno ha per oggetto “La guerra ri­vo­luzionaria” e cioè una dottrina che circolava ormai da qualche anno negli ambienti mili­tari, soprattutto sotto l’influsso di anteriori esperienze francesi, ed oggetto infatti di analo­ghi convegni iniziati a Parigi nel 1960. Assunto fondativo era che una terza guerra mon­diale fosse già in atto, non nelle forme tradizionali del conflitto dichiarato, ma condotta “secondo dottrine, tecniche, proce­dimenti, formule e con­cetti totalmente inediti (...) elaborati adottati e sperimentati dai comunisti in termini globali e su scala planetaria” ai cui “principi è ispirata comunque e dovunque la condotta non soltanto degli stati comunisti ma anche dei partiti comu­nisti che ope­rano nei paesi del mondo libero” e per i quali “la competizione politica è in ultima analisi un fatto bellico avente come obiettivo la sconfitta totale dell'av­versa­rio”. Così Finaldi nella già citata relazione introduttiva. L’obiettivo strategico è l’attualità di una terza guerra mondiale combattuta secondo logiche e metodi non conven­zionali. C’è anche un obiettivo più immediato, e quindi tattico, che negli atti del convegno appare individuato con sufficiente precisione; e cioè la necessità di contrastare la ten­denza culturale e politica in atto verso la distensione e la coesistenza tra i due blocchi in­ternazionali contrapposti in una logica di superamento della guerra fredda. In questa pro­spettiva il convegno dell’istituto Pollio è prevalentemente inquadrato come “l’inizio di qual­cosa” e cioè come il momento di formalizzazione di un disegno strategico di contrasto alla distensione, che sarebbe stato attuato in anni successivi. La relazione di Beltrametti af­ferma la necessità di approntare “uno stru­mento ad hoc” per dare “risposta alla guerra sov­versiva, manifestazione caratteristica della guerra rivoluzio­naria”, espresso è il ricono­scimento che “le autorità militari hanno dimostrato sensi­bilità di fronte a questo problema ed hanno conferito la mas­sima im­portanza sia alla flessibilità del dispositivo sia al fattore uomo, alla formazione del suo carattere, al suo addestra­mento, alla sua solidità morale al suo spirito di inizia­tiva individuale e di devozione al dovere”. Sembra quindi indubitabile l'esistenza in ambito militare intorno alla metà degli anni 60 di un dispositivo flessibile volto al contrasto di “sovvertimenti interni”. Si può identificare tale dispositivo con la organizza­zione Gladio. Da ciò l’ulteriore conferma dell’esattezza di un’ipotesi già in precedenza avanzata; e cioè l’impossibilità di ridurre i fini per cui la struttura Gladio era stata costituita allo “stare indietro” nell’ipotesi di occupazione di parte del territorio nazionale da parte di esercito nemico. Ipotesi che veniva riconosciuta dallo stesso Beltrametti come ormai (già nel 1965) estremamente improbabile. A ciò si aggiunga che il convegno, stante l’ampiezza e la qualità della partecipazione, non può ridurre quella che verrà chiamata strategia della tensione a soli episodi di deviazione degli apparati di sicurezza. Gli atti del convegno atte­stano invece una ben più ampia rete di convergenti interessi, che riguardarono non sol­tanto le forze armate nello loro complessiva e articolata realtà, ma anche vasti settori del mondo imprenditoriale, politico e culturale. Parteciparono infatti al convegno tra gli altri un qualificato esponente del ceto industriale come Vittorio De Biase che svolse un intervento dal titolo significativo: “Necessità di una azione concreta contro la pene­trazione comuni­sta”; politici come Marino Bon Valsassina e Ivan Matteo Lombardo, alti ufficiali, un magi­strato chiamato alla Presidenza, giornalisti (oltre ai già ricordati, Pisanò e Falco Accame tra gli altri) e intellettuali: uno spaccato sociale che indubbiamente testimonia la diffusione di una cultura e la conseguente ampia disponibilità ad un impegno operativo comune. Pe­raltro se nella riflessione degli organizzatori del convegno i risultati già raggiunti (nell’approntare un dispositivo flessibile di risposta alla guerra sovversiva) apparivano ec­cellenti, diffusissima ed anzi unanime era la valutazione della necessità di un salto qualita­tivo ulteriore. Mentre sul punto lo stesso De Boccard si spingeva sino a progettare una modifica radicale dell'intero apparato bellico italiano ai fini di una risposta controrivoluzio­naria, in vista cioè di un “pericolo maggiore di un conflitto tradizio­nale”, da altri convegnisti si prospettavano proposte diverse che a lato dell'apparato bellico tradizionale prevedevano di affidare il compito controrivoluzionaria a reti clandestine composte in gran parte da civili, anche se sempre a direzione (almeno prevalentemente) militare. Particolarmente interes­sante la proposta avanzata dal professor Filippani Ronconi (un docente universitario di sanscrito, probabilmente utilizzato dagli apparati di sicurezza in compiti di decodificazione in ragione della sua specifica competenza) di opporre “un piano di di­fesa e contrattacco rispetto alle forze di sov­versione” predisponendo uno “schieramento differenziato su tre piani complemen­tari, ma tat­ticamente im­permeabili l’uno rispetto all’altro”, utilizzando “le tre catego­rie di per­sone sulle quali si può in di­versa misura contare”. Più in analisi: “a) Su un piano più elementare di­sponiamo di individui i quali, seppure ben orientati (...) nei ri­guardi di un’ipotetica controrivoluzione, sono capaci di compiere un'azione pura­mente pas­siva (...) Questa prima, rudimentale rete, potrà servire per una prima conta delle per­sone delle quali si potrà disporre (...) b) Il secondo livello potrà essere costi­tuito da quelle altre persone natu­ralmente inclini o adatte a compiti che impegnino azioni di pressione, come manifestazioni sul piano uf­ficiale, nell’ambito della lega­lità, anzi in difesa dello Stato e della legge concul­cati da­gli avversari. Queste persone, (...) po­trebbero provenire da associazioni d'arma, na­zio­nalistiche, irredentistiche, gin­nasti­che, di militari in congedo (e) dovrebbero essere pronte ad affiancare come di­fesa civile le forze dell'ordine nel caso che fossero co­strette ad intervenire per stron­care una ri­volta di piazza. c) A un terzo livello, molto più qualificato e professional­mente spe­cializzato, dovrebbero costituirsi - in pieno anonimato sin da adesso - nu­clei scelti di pochissime unità, addestrati a compiti di controterrore e di rotture even­tuali dei punti di precario equilibrio, in modo da deter­minare una diversa costella­zione di forze al potere. Questi nuclei, possibilmente l'un l'altro ignoti, ma ben coor­dinati da un comitato direttivo, potrebbero essere composti in parte da questi giovani che at­tualmente esauriscono sterilmente le loro energie, il loro tempo e, peggio an­cora, il loro anonimato in nobili imprese dimostrative che non riescono a scuotere l'indiffe­renza della massa di fronte al deteriorarsi della situazione nazionale”. Sono affermazioni che hanno una notevo­lissima somiglianza (spinta fino alla piena sovrapponibilità) tra tale proposta ed un docu­mento che fa parte della storia della organizzazione Gladio, anche se all'interno di questa non sembrerebbe mai avere avuto pratica attuazione. Ci si riferisce all’Ipotesi su una nuova struttura S/B. Si tratta di un documento di incerta datazione, che si è ritenuto collo­cabile nella metà dei primi anni ottanta, nel quale si prevedeva una ristrutturazione dell'or­ganizzazione secondo tre livelli o sub-strutture (verde, gialla, rossa) che ricalcano la pro­posta Filippani Ronconi formulata circa venti anni prima. Ciò a riprova di una continuità ideale delle vicende di cui Gladio fa parte, ma che in Gladio non si esauriscono. A ciò si aggiunga che allo schema organizzativo proposto da Filippani Ronconi sembra abbia cor­risposto lo strutturarsi concreto di un'altra vasta rete clandestina: i Nuclei di difesa dello stato che avrebbero avuto notevolissima consistenza numerica e diffusione su vasta parte del territorio nazionale. La rete sarebbe stata operativa fin verso la fine del 1973, quando sarebbe stata sciolta per il timore che indagini giudiziarie su avvenimenti in cui la stessa era stata coinvolta, ne potessero consentire la individuazione. La sigla Nuclei di difesa dello Stato compaia per la prima volta in una lettera che sul finire del 1966 fu inviata a molti ufficiali dell'esercito italiano per iniziativa di Franco Freda e Giovanni Ventura. La missiva anonima conteneva un invito pressante e minaccioso ad aderire alla nuova strut­tura, che si affermava costituita “in seno alle forze armate” da “militari di grande prestigio e di autentica fe­deltà” con “il compito di stroncare l'in­fezione prima che essa divenga mor­tale”, partecipando ad una “lotta vittoriosa con­tro la sovversione”. Nei suoi contenuti, quindi, si muove nella logica di Le mani rosse sulle forze armate scritto da Pino Rauti e Guido Giannettini. Si tratta di una struttura occulta nettamente distinta da Gladio e che solo in piccola parte in Gladio sarebbe confluita dopo il suo scioglimento. Diversa sarebbe anche la catena di comando e cioè il punto di riferimento istituzionale, individuato nello Stato maggiore della difesa. Secondo le nuove ammissioni di Spiazzi, invece, che ap­paiono comunque tese a minimizzare i fatti e il ruolo del dichiarante, si tratterebbe di una evoluzione e di uno sdoppiamento della struttura Gladio e quindi ancora di una organizza­zione dipendente dal Servizio di sicurezza militare e volta principalmente ad assicurare la difesa del paese in caso di aggressioni esterne. Secondo altre fonti utilizzate nella più re­cente inchiesta, non solo i Nuclei per la difesa dello Stato sarebbero cosa diversa da Gla­dio, ma altre reti clandestine di­stinte dall'uno e dall'altra sarebbero state operative (così ad esempio il gruppo Sigfried di cui parlano, tra gli altri, Ferro e Digilio). La realtà delle reti clandestine presenti nel paese nella se­conda metà degli anni sessanta non è riconduci­bile, né strutturalmente, né funzionalmente, alla struttura Gladio per come è stata resa nota dal Governo. E’ infatti una realtà di dimensioni ben più ampie riconducibile ad una pluralità di catene di comando di cui restano oscure le mo­dalità di un collegamento. Se­condo quanto afferma la Commissione stragi “trattasi di una realtà che appare non ricon­ducibile, nei suoi ri­ferimenti istituzionali, soltanto agli apparati di sicurezza, bensì ad ambiti ben più ampi, anche in conside­razione della circostanza che la stessa costituiva la tradu­zione in termini operativi di culture e interessi diffusi in strati ancora larghi del ceto diri­gente italiano, anche se indub­biamente più ristretti di quanto fossero in un pe­riodo ante­riore. Anche in ragione di ciò può giustificarsi: - da un lato la maggiore profondità del li­vello sotter­raneo in cui tale realtà venne in concreto ad articolarsi ri­spetto sia a strutture clan­de­stine dell’immediato dopoguerra, sia al livello oggi co­nosciuto di Gladio, - dal­l'altro la non riducibilità al solo PCI di un obiettivo di con­trasto politico, che in­vece ab­bracciava tutte le componenti culturali e politiche e le singole personalità dei vari schieramenti, che ope­ra­vano per una distensione inter­nazionale, ovvero per in­staurare democraticamente nel paesi nuovi e più avanzati equilibri politici. Anche ciò chiarisce un ulteriore aspetto che merita di es­sere sottolineato: la mag­giore inerenza, rispetto a quella verificabile per il li­vello conosciuto di Gladio, di perso­naggi e gruppi della destra eversiva a tale più ampia realtà clandestina. Si è in presenza peraltro, ancora nel periodo considerato, come nel precedente quindi­cennio, di una sostanziale potenzialità opera­tiva e cioè di strutture che non conob­bero forme di attivazione fino a quando il quadro sociale e politico del paese non mutò profondamente per l'esplodere di un fenomeno opposto, (la con­testazione stu­dentesca e operaia), che caratterizzò il finire del decennio”

La presidenza del convegno è composta da Salvatore Alagna, magistrato a Milano, dal generale Alceste Nulli-Augusti e dal colonnello Adriano Magi Braschi, presente per esplicito incarico del capo di Stato Maggiore dell'esercito generale Giuseppe Aloja.


Il 6 maggio, giorno successivo alla chiusura del convegno, il colonnello Magi Braschi invierà una relazione al generale Aloja riferendo sullo svolgimento dei lavori e rilevando che è stato posto l'accento "sulla necessità di un'azione che fronteggi efficacemente nel nostro paese gli sviluppi della guerra rivoluzionaria e sull'opportunità di una stretta collaborazione fra civili e militari".



6 maggio: l’Organizzazione degli stati americani (OSA) invia una forza internazionale a Santo Domingo.



11 maggio: Pietro Cattaneo, ex partigiano e tra i promotori della ripresa di attività del MACI (Movimento avanguardia cattolica italiana), scrive una lettera a Mariano Rumor (all’epoca presidente dell’Unione Ueropea Democristiana) in cui afferma, tra l’altro: “siamo pronti a riprendere la lotta perché il marxismo ateo e collettivista non abbia il sopravvento”. In realtà Cattaneo non aveva mai cessato l’attività. Dopo la ripresa d’iniziativa del MACI nell’immediato dopoguerra, Cattaneo entra in contatto con altre formazioni paramilitari d’ispirazione cattolica (ex Osoppo, ex Fiamme Verdi, ecc.). negli anni sessanta Bianchi (altro esponente di primo piano del MACI) e Cattaneo si schierano con il gruppo Italia Unita che fa capo a Carlo Fumagalli e Raffaello Bertoli, cui aderiscono anche Agostino Greggi, l’avvocato Adamo Degli Occhi e monsignor Pisoni. Tutti questi nomi li ritroveremo poi, qualche anno dopo, tra gli organizzatori della Maggioranza Silenziosa. Cattaneo sarà indagato per l’attività del MAR di Fumagalli e per la strage di Brescia.



12 maggio: normalizzati i rapporti tra Israele e repubblica federale tedesca. Alcuni Paesi arabi rompono le relazioni diplomatiche con la Germania occidentale.



13 maggio: Roma, manifestazione nazionale dei ferrovieri che protestano contro la concessione da parte dell’azienda del“Premio di Pasqua” ai dirigenti.



29 maggio: sciopero di 48 ore dei lavoratori del settore gomma dopo la rottura delle trattative per il contratto.

Il Cairo, durante la Conferenza araba, la Siria annuncia la propria disponibilità ad aprire le ostilità nei confronti di Israele.



31 maggio: il governatore della Banca d’Italia, Guido Carli, nella relazione annuale all’assemblea dell’Istituto segnala la condizione di ristagno dell’economia derivante dalle spinte inflazionistiche provenienti dagli Stati uniti.



1 – 2 giugno: il Consiglio dei ministri corregge il piano di sviluppo, elaborato da Pieraccini, sulla base dei suggerimenti del Cnel relativamente al riequilibrio tra efficienza produttiva, spese sociali e piena occupazione.



3 – 4 giugno: scioperano i lavoratori telefonici aderenti a FIDAT CGIL, SILTE CISL e UILTE contro l’intransigenza della controparte sulle rivendicazioni



5 giugno: muore il generale Viggiani, Allavena capo del SIFAR. Poco dopo De Lorenzo piazza un altro suo fedelissimo, il generale Giraudo, alla segreteria generale della Difesa. Le nomine infrangono l’accordo tra De Lorenzo e D’Aloja (capo di Stato Maggiore dell’Esercito). Inizia la guerra dei generali.

Un fatto clamoroso si verifica al Comitato centrale comunista: per la prima volta la relazione della segreteria raccoglie il voto contrario di Aniello Coppola, Eliseo Milani, Achille Ochetto e Luigi Pintor e l’astensione di Valentino Gerratana, Cesare Luporini e Aldo Natoli.



12 giugno: colpo di stato, con l’assenso Americano, nel Vietnam del Sud. Il generale Kao Ky forma il nuovo governo, alla presidenza della Repubblica sale il generale Nguyen Van Thieu.



12 – 14 giugno: Pescara, 7° congresso del Msi. Il durissimo confronto interno si conclude con un accordo a sorpresa fra Giorgio Almirante e Arturo Michelini che determina la rielezione di quest’ultimo a segretario nazionale.



13 – 14 giugno: la DC perde la maggioranza assoluta nelle elezioni regionali in Sardegna. Avanzano PCI, PLI e PSDI. Arretrano PSI, MSI, PDIUM e Partito sardo d’azione.



18 giugno: Algeria, il generale Boumedienne conquista il potere e depone, arrestandolo, il presidente Ben Bella.



21 giugno: il comandante dei carabinieri generale Giovanni De Lorenzo si reca in visita al Cag (Centro addestramento guastatori) del Sifar (Servizio Informazioni Forze Armate) che sorge in località Poglina, a nord di Capo Marargiu, in Sardegna, dove vengono addestrati gli appartenenti alla "stay-behind" Gladio. Il comandante del Centro tenente colonnello Mario Monaco riferisce: "A 1500 assommano gli uomini inquadrati nelle forze speciali, altrettanti sono disponibili immediatamente per il caso di mobilitazione".



24 giugno: con 9 voti contro 8 la Commissione inquirente respinge la messa in stato d’accusa dell’ex ministro delle Finanze Giuseppe Trabucchi, accusato di aver indebitamente concesso a due società appartenenti ad un ex deputato democristiano, licenze per l’importazione di tabacco messicano, ai fini di illecito finanziamento al proprio partito. La richiesta di messa in stato d’accusa sarà respinta, con una maggioranza risicata, anche dalla Camera.




25 giugno: prorogata fino al 1980 la Cassa per il Mezzogiorno: la legge prevede l’individuazione di localizzazioni specifiche per nuovi interventi straordinari al Sud



27 giugno: Roma, durante un convegno organizzato da Ordine Nuovo, si discute dell’”azione disgregatrice” da compiere nei confronti del Msi.



29 giugno: Lussemburgo, alla riunione dell’Ueo, Amintore Fanfani parlando delle relazioni con l’America latina, afferma: “La presenza politica, economica e culturale dell’Europa nell’America latina deve essere elemento equilibratore e non deve porsi come sostitutiva o concorrenziale alla presenza degli Usa”.



Giugno: Nicola Romeo, Piera Gatteschi, Mario Gionfrida, Pier Francesco Nistri, Nino Del Totto, Stefano Delle Chiaie, Pino Rauti e ‘Lillo’ Sforza Ruspoli creano il ‘Comitato italiano per l’Occidente’ che si propone di “approntare elenchi di combattenti e giovani pronti a fornire un italiano anticomunista per ogni comunista italiano che vada a rafforzare i rossi in qualsiasi parte del mondo (…).



Luglio: il comandante della stazione dei carabinieri di Salemi, definisce Ignazio Salvo “mafioso e figlio di mafio­so”.



1° luglio: Bruxelles, l’ipotesi di costituzione di un Parlamento europeo spacca i Paesi del MEC. I delegati francesi rientrano a Parigi.

Mosca, la Fiat firma “un protocollo di collaborazione tecnico-scientifica in campo automobilistico”.

Roma, nel salone di Palazzo Rospigliosi , Pino Rauti, Eggardo Beltrametti e Gianfranco Finaldi tengono una conferenza sul tema “Come difendersi dall’aggressione comunista”, su invito della principessa Maria Camilla Pallavicini.

Roma, manifestazione, al teatro Eliseo, per “esaltare la figura e l’opera di Pio XII “ denigrata dal film Il Vicario. Partecipano, tra gli altri, i senatori Iannuzzi, Tupini, D’Andrea, gli onorevoli Greggi e Folchi, gli ex sindaci Rebecchini e Cioccetti, oltre a rappresentanti dell’Azione cattolica, di Nuova repubblica e del Msi.



9 luglio: Pasquale Fagiolo, tra i responabili della "stay-behind" Gladio, chiede l'immisione nell'organizzazione dell'estremista di destra Marco Morin, ufficale di complemento dell'Aeronautica Militare. Morin è stato segnalato a Fagiolo dal colonnello Anano Borreo, capo equipaggio del velivolo militare Argo 16.



15 luglio: Grecia, crisi politica. Re Costantino allontana dal governo Giorgio Papandreu. Proteste popolari. Ripetute scissioni nell’Unione di centro finanziate dalla CIA e dalla Co­rona.

Il processo per il disastro del Vajont si conclude con una sentenza di assoluzione per tutti gli imputati. La Commissione parlamentare d’inchiesta accusa la Sade-Enel di essersi servita del ministero dei Lavori pubblici per “nascondere o sottovalutare il rischio per non compromettere il successo dell’opera in corso di realizzazione”.

Inaugurato il traforo autostradale del Monte Bianco: costruito congiuntamente da Francia e Italia, è lungo 11 km, e collega Chamonix e Courmayeur



16 luglio: una deflagrazione devasta un appartamento di uno stabile di Bolzano, a breve distanza dal palazzo di giustizia. All'interno i vigili del fuoco trovano il cadavere dilaniato di Helmuth Immervol, di Innsbruck. Gli è esplosa tra le mani la bomba che stava preparando.



20 luglio: Roma, attentato dinamitardo contro il palazzo di giustizia.




29 luglio: Ginevra, l’Italia presenta alla Commissione per il disarmo una proposta di “moratoria nucleare”, e preannuncia la sua intenzione di lanciare un appello ai Paesi non dotati di armi nucleari per un impegno comune a “rinunciare alle armi nucleari per un tempo determinato, riservandosi di riprendere libertà d’azione se il loro accordo non riuscisse a portare ad intese per il disarmo nucleare”.



Estate: sulla rivista che fa capo all'on. Andreotti, Concretezza, esce un articolo in cui si accenna alla “tendenza delle rivalità tra militari a tradursi in lettere anonime e dossier”. Si forma il gruppo dei militari non legato alla DC o all’estrema destra. Saragat privilegia la marina e l’aviazione a scapito dell’esercito.



2 agosto: Palermo, da Genco Russo a Coppola, ventuno mandati di arresto sono fir­mati dal giudice istruttore Vigneri. Colpite le famiglie che si estendono dall’Italia agli Stati Uniti. L’accusa principale è legata al traffico degli stupefacenti. Il tribunale, però, rigetterà questa im­posta­zione.



3 agosto: in una nota riservata dalla divisione Affari riservati si rileva che “i gruppi della sinistra del Msi, d’intesa con le Federazioni combattenti della Repubblica sociale italiana e delle associazioni d’arma della Milizia e degli Arditi, sarebbero intenzionati a dare vita ad organismi cosiddetti occulti, costituiti da gruppi composti da 5 elementi, denominati Giovani arditi (…) La strutturazione frazionistica dei gruppi ha, appunto, lo scopo di evadere la vigilanza della polizia. La presidenza di tale organizzazione dovrebbe essere affidata al principe Borghese”. Il 22 ottobre così risponderà il questore Di Stefano: “non è risultato che, da parte dei gruppi del Msi d’intesa con la Federazione combattenti della Rsi e con le associazioni Arma milizia e Arditi d’Italia, siano in corso di costituzione cosiddetti gruppi di Giovani arditi (…)" e che il comandante Borghese “sconosce completamente l’iniziativa e già da tempo non svolge più politica attiva”.



9 agosto: Singapore abbandona la Federazione malese e proclama la propria indipendenza.



13 agosto: la Corea del Sud invia un corpo di spedizione in Vietnam.



26 agosto: attentati a Sesto Pusteria in Sud Tirolo. Da poco rientrati nella caserma i carabinieri Luigi De Gennaro e Palmerio Ariu sono uccisi da colpi di arma da fuoco sparati attraverso la finestra. Seguono altri attentati di scarsa rilevanza. A proposito degli attentati il vicecomandante dei carabinieri generale Giorgio Manes scrive sulla sua agenda in data 1 settembre 1965: "Molti attentati in Alto Adige simulati dal controspionaggio. Anche rappresaglie dimostrative dopo recente morte di due carabinieri appaiono di marca controspionaggio". Controspionaggio significa Sifar.



30 agosto: nel bacino di Mattmark, in Svizzera, una parte del ghiacciaio precipita sul cantiere di una diga in costruzione. Muoiono 97 lavoratori di cui 53 italiani.



Settembre: Carpi, inizia una lunga vertenza contro la smobilitazione della Magneti Marelli.



1 settembre: Il generale Manes, vice comandante dell’Arma dei carabinieri, annota nel suo diario: “Molti attentati in A.A. furono simulati dal Cs. Un capitano si interessava a cercare esplosivi (Musumeci ne sentì parlare a mensa, e comprese che avrebbe dovuto servire a scopi del genere). Anche rappresaglie dimostrative dopo la recente morte di due Cc appaiono di marca Cs. Durante un sorvolo con elicottero del comandante generale si verificò nella zona sottostante uno scoppio fatto coincidere con quella visita per dare più colore alla situazione (…) Pistola per uccidere Amplatz era di maresciallo della compagnia di Bressanone”.



2 settembre: Parigi, arrestato Luciano Lutring, il rapinatore noto come il solista del mitra. Era latitante da anni.

In un’intervista a Il Lavoro Nuovo di Genova, Giovanni Mosca (componente socialista della Cgil ndr) afferma che “uno dei più importanti nodi da sciogliere sta nel fatto di portare la Cgil ad operare nel contesto europeo, contesto in cui è inserito il nostro paese”, mentre la Federazione sindacale mondiale “ha il suo epicentro in paesi aderenti il cui sistema sociale ed economico è del tutto diverso da quello in cui dobbiamo operare noi”.



6 settembre: truppe indiane entrano in Pakistan. La Cina si schiera con il Pakistan.

Il generale Aloja invia a Guido Giannettini una lettera per ringraziarlo per il “suo studio sulle tecniche della guerra rivoluzionaria”.



9 settembre: crisi nella NATO. Charles De Gaulle annuncia che il suo paese cesserà, al più tardi nel 1969, la sua partecipazione all’integrazione militare nel quadro della Nato. Il presidente francese afferma solennemente: ”Abbiamo deciso di prendere nelle nostre mani il nostro destino”.

Torino, la FIAT riduce l’orario a 40 ore settimanali. Il 27 ottobre 45.000 operai subiscono una sospensione dal lavoro di 7 giorni per “motivi tecnici”.



14 settembre: Roma, la fonte "Stanislao", gestita direttamente da Federico Umberto D'Amato della Divisione Affari Riservati del ministero dell'Interno, inoltra una nota contenente notizie di carattere privato riguardanti Ada Amendola, figlia di Giorgio e segretaria della sezione del Pci di Monteverde Vecchio. La fonte "Stanislao" è, secondo quello che viene scritto nella Sentenza-ordinanza di rinvio a giudizio del 11 dicembre 1998 redatta dal giudice Mastelloni, Marisa Musu, già appartenente ai Gap (Gruppi di Azione Patriottica) durante l'occupazione tedesca di Roma, già dirigente del Pci, decorata con medaglia d'argento al valor militare. Negli anni Novanta iscritta al Prc.



19 settembre: Bonn, cristiano democratici e liberali vincono le elezioni sui socialdemocratici di Willy Brandt.



20 settembre: Atene, "notte dei fuochi"



21 settembre: Amintore Fanfani eletto segretario generale dell’ONU.



27 settembre: una nota della divisione Affari riservati del Viminale, rileva che il comando operativo dei Giovani arditi del Msi sarebbe affidato a un ex ufficiale del 10° Arditi, Renato Grassi, in contatto con l’ex colonnello Karl Stork e l’ex capitano delle Ss Mayr, rappresentante in Italia dell’organizzazione clandestina “Die Spinne”, composta da reduci delle Ss.



30 settembre: colpo di stato, ispirato dalla CIA, in Indonesia contro il generale Sukarno. Uccisi oltre 600.000 comunisti.



Ottobre: nei primi dieci giorni del mese i cementieri effettuano 72 ore di sciopero per il rinnovo del contratto.



1° ottobre: Giovanni Mosca presenta al direttivo della Cgil un documento della componente socialista nel quale si richiede l’uscita del sindacato dalla Fsm.

Il colonnello Mario De Julio assume la carica di capo di Stato maggiore dell’Arma dei carabinieri. Lo manterrà fino al 31 ottobre 1967.



2 ottobre: Varsavia, si aprono i lavori del congresso della Federazione sindacale mondiale.

Il colonnello Adriano Magi Braschi in un appunto al capo di Stato maggiore dell’Esercito riferisce che nelle conclusioni alle quali è pervenuta l’Ata (Associazione del trattato atlantico) si afferma, fra l’altro, che “se la minaccia militare si è attenuata, è cresciuta, per contro, quella della sovversione interna” e che “alla minaccia sovversiva va contrapposta un’azione unitaria ordinata ed efficace di tutta l’Alleanza atlantica”.

La divisione Affari riservati invia alla Questura di Roma la richiesta di accertamenti sul conto di “Amendola Ada in Martino, di Giorgio”, “a proposito della separazione legale chiesta (…) dal marito della nominata in oggetto”.



4 ottobre: Paolo VI parla all’Assemblea dell’ONU rivolgendo al mondo un appello: “mai più la guerra”.

Inizia l'esercitazione denominata Aquila Bianca (White Eagle) e che durerà due settimane e che vede la collaborazione di personale del Sifar, reparti dei carabinieri e forze speciali alleate. Si tratta di una esercitazione di controguerriglia e che terminerà con la proposta di una più stretta collaborazione tra il comando generale dei carabinieri e il Sifar per la soluzione del problema della "guerra psicologica sul piano strategico".



5 ottobre: Ugo La Malfa si dimette da presidente della commissione Bilancio della Camera per protesta contro la politica economica del governo




7 ottobre: il ministro del Bilancio, Giovanni Pieraccini, in un suo intervento al Senato, afferma: “La differenza fra la pianificazione autoritaria e la nostra consiste nel fatto che noi non intendiamo predeterminare rigidamente il comportamento degli operatori economici e dei sindacati, ma li chiamiamo sulle basi delle scelte espresse democraticamente alla collettività”.



10 ottobre: Torino, venti lavoratori e sindacalisti iniziano uno sciopero della fame contro la chiusura della Vallesusa, i cui ottomila lavoratori non subiscono stipendio dal mese di aprile.



13 ottobre: in Congo è destituito Chombè.



14 ottobre: il Presidente della repubblica Saragat è il primo Capo di Stato a visitare in forma ufficiale la Polonia.



13 – 14 ottobre: sciopero unitario dei lavoratori dell’ENEL per il rinnovo del contratto, scaduto da dieci mesi.



15 ottobre: sciopero di 24 ore dei dolciari per il rinnovo del contratto.



16 ottobre: Bagnoli di Sopra (Padova), Giorgio Freda ed altri estremisti di destra intervengono contro i sindacalisti che stavano organizzando uno sciopero degli agricoltori.



19 ottobre: un gruppo di deputati, giornalisti, avvocati e docenti universitari si rivolge al procuratore generale presso la Corte dei conti e a quello presso la Corte di appello, per richiedere che siano accertati “gli illeciti che potrebbero riscontrarsi nei fatti ai quali si riferisce il volume di Ernesto Rossi intitolato: Viaggio nel feudo di Bonomi (presidente della coldiretti ndr). Tra i firmatari: Gianni Corbi, Eugenio Scalfari, Poalo Sylos Labini, Riccardo Lombardi, Aldo Natoli, Wladimiro Dorigo.



21 ottobre: i carabinieri di Marsala sostengono che “Nino Salvo è indicato dalla voce pubblica quale mafioso e fi­glio di mafioso”.



22 ottobre: Roma, processato l’anarchico Ivo Della Savia per renitenza alla Leva. Della Savia, che si professa obiettore di coscienza, sarà condannato a 5 mesi di reclusione senza condizionale.



25 ottobre: Padova, Giorgio Coen Giordana, presidente dell’Unione agricoltori, invia una lettera di ringraziamento al fascista Giorgio Freda per il ruolo svolto a Bagnoli di Sopra contro i sindacalisti che “volevano imporre uno sciopero agli agricoltori”.



27 ottobre: Brasile, la giunta militare scioglie i partiti e le associazioni politiche.



28 – 30 ottobre: Comitato centrale comunista, Longo denuncia “pericolose tendenze allo spirito di gruppo e di frazione ” riferendosi all’area raccolta attorno alle posizioni di Pietro Ingrao. Pur manifestando un forte dissenso anche gli ingraiani voteranno il documento finale.



30 ottobre: Parigi, Ben Barka, leader della sinistra marocchina, viene rapito e ucciso. Era stato prelevato da agenti della polizia francese il giorno precedente e consegnato ad emissari del governo marocchino.

Torino, va in pensione per raggiunti limiti di età, Sante Losi, dirigente dell’ufficio servizi generali della Fiat. Verrà sostituito dal tenente colonnello dell’Aeronautica, Mario Cellerino, per 18 anni capo del nucleo Sios-Aeronautica a Torino.



31 ottobre: Carrara, iniziano i lavori dell’8° congresso nazionale della Federazione anarchica.



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vembre: nove ufficiali del Sifar, accompagnati dal tenente colonnello Pasquale Fagiolo, partecipano ad un corso presso il Cag (Centro addestramento guastatori) di Poglina in Sardegna, base della "stay-behind" Gladio. Durante il corso sono fornite anche "cognizioni circa le tecniche e i metodi della sovversione politica nonché degli obiettivi e degli scopi cui deve tendere la lotta antisovversiva".



4 novembre: Milano, la polizia arresta alcuni giovani che distribuiscono volantini, in occasione della festa della Vittoria, per chiedere il riconoscimento giuridico dell’obiezione di coscienza.




9 novembre: esce il primo numero del quotidiano milanese economico-finanziario Il Sole 24 ore, nato dalla fusione delle due testate di proprietà della Confindustria



10 novembre: entra in servizio al gruppo di artiglieria nella caserma "Duca" di Montorio Veronese, dove ha sede un reggimento di fanteria, il capitano d'artiglieria Amos Spiazzi. Gli viene affidato l'incarico di "ufficiale I", dove I sta per informazioni, che ha regolari contatti con i servizi di sicurezza. Spiazzi, che è uomo di destra, conosce già i neofascisti veronesi Elio Massagrande, Roberto Besutti e Claudio Bizzarri, tutti di Ordine Nuovo, e li utilizzerà anche per la raccolta di informazioni.

Sei generali dei carabinieri, Vittorio Fiore, Virginio Bianco Mengotti, Domenico Javarone, Giovanni Celi, Giuseppe Cento e Adamo Markert, scrivono una lettera "voluta e ispirata dal generale Giovanni De Lorenzo" al vicecomandante dell'arma generale Giorgio Manes. Lo invitano a lasciare la carica rinfacciandogli un "atteggiamento di ostilità" che costituisce "marcata irrisconoscenza verso S.E. De Lorenzo, che tanto ha fatto per l'arma".



10 – 14 novembre: XXXVI congresso del PSI, i temi centrali saranno la difesa del centrosinistra e la riuni
ficazione socialista. Nenni presidente e De Martino segretario. Pietro Nenni, nel suo intervento, afferma: “A metà dello scorso anno la destra si era addirittura illusa di poter trovare gli appoggi necessari per una operazione di palazzo del tipo di quella riuscita in Grecia nelle scorse settimane”.



11 novembre: le segreterie di Fim, Fiom e Uilm diffondono un comunicato che fissa i punti base delle rivendicazioni dei metalmeccanici: diritti sindacali, parità normativa fra operai e impiegati, riduzione dell’orario di lavoro, modifica delle tabelle salariali.



12 novembre: sciopero nazionale unitario degli edili per il rinnovo del contratto. Scioperano anche i lavoratori dolciari che ritorneranno in piazza anche 19 e il 30.



15 novembre: i giudici di Verona, dopo aver concesso la libertà provvisoria ai militanti missini accusati degli attentati in Austria nel 1962 e1963, emettono un secondo mandato di cattura a carico di Massara, Poltronieri, Rolando, Perito e Panizza. Quest’ultimo sarà il solo a finire in carcere; gli altri si sono dati, nel frattempo, alla latitanza.



17 novembre: New York, la delegazione italiana all’Onu, guidata da Giacinto Bosco, voto contro l’ammissione della Cina popolare. Nel dibattito parlamentare che ne segue in Italia, i socialisti esprimono il loro dissenso dalle decisioni governative.



18 novembre: il Parlamento vara la riforma dei servizi segreti, nasce il SID. Con il dpr nr.1477 si ridefiniscono i compiti del Sifar che continua a dipendere dallo Stato maggiore della Difesa al quale sono assegnati i ruoli di “sovrintendenza” e “ispettivo”.



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9 novembre: Roma, intervenendo alla Camera, Moro afferma che in Vietnam “è in gioco il complesso dei rapporti Est - Ovest”



27 novembre: Washington, il Pentagono dice al presidente statunitense Lyndon B. Johnson, che per far sì che le operazioni pianificate abbiano successo, il numero di soldati americani in Vietnam deve essere incrementato da 120.000 a 400.000



Novembre: inizia lo scontro tra i generali De Lorenzo e Manes

Roma, nel quadro delle iniziative intraprese per contrastare il comunismo, alcuni collaboratori del Sid (Gianfranco Finaldi, fra gli altri) fondano ill cabaret di destra “Il Bagaglino”.



7 dicembre: Paolo VI e il patriarca ortodosso Atenagora I abrogano le rispettive scomuniche, fatte dopo lo scisma d’Oriente del 1054.



8 dicembre: Paolo VI chiude solennemente il Concilio ecumenico Vaticano II.



11 dicembre: intervenendo sui temi dell’unità sindacale, il segretario della CGIL Novella afferma che le proposte avanzate dalla CISL e dalla UIL non hanno nulla per poter essere identificate con un reale e profondo spirito unitario.

Udine, si svolge una riunione degli appartenenti alle Stay behind sui temi della “insorgenza e della controinsorgenza”, nel corso della quale viene chiesta “una azione attiva di contropropaganda”. Il comandante della 8° formazione S/B, “Manlio" (mai identificato) afferma, dopo aver ascoltato le osservazioni dei suoi subalterni, che “ci sono già delle organizzazioni politiche che fanno la contropropaganda anticomunista” e che, pertanto, a loro conviene: “a) approfondire la conoscenza degli elementi avversari – persone e fatti – e segnalarli con i consueti canali al Centro (…); b) qualsiasi azione intimidatoria o dimostrativa contro gli elementi avversari dovrebbe essere fatta non da elementi nostri del luogo (i quali dovrebbero curare la segnalazione) ma da elementi provenienti da fuori; c) compilare e diffondere manifesti e manifestini in risposta a quelli compilati dalla parte avversaria; d) organizzare delle conferenze o comizi per controbattere le idee avversarie”.



13 dicembre: il consiglio nazionale delle ACLI si dichiara favorevole alla costituzione di “una grande centrale sindacale democratica, autonoma rispetto ai pubblici poteri, ai partiti e alle organizzazioni dei datori di lavoro”.

Palermo, si svolge la conferenza della Cgil per il Meridione.




16 dicembre: ufficializzata la fusione fra Edison e Montecatini. Nasce la Montedison e il primo presidente è Giorgio Valerio.

Roma, si svolge il 1° congresso del Psiup.



17 dicembre: Londra, il Times offre una descrizione della repressione anticomunista in Indonesia, dopo il colpo di stato militare che ha portato al potere il generale Suharto: “Armate di coltelli a lama larga chiamati ‘parangs’, bande di musulmani si insinuavano di notte nelle case di comunisti, uccidendo intere famiglie (...) Viaggiatori (...) raccontano di piccoli fiumi e torrenti letteralmente ostacolati (dai cadaveri- ndr).



18 dicembre: esce, come numero unico, il periodico Noi Europa, organo di Ordine nuovo, sul quale scrivono Pino Rauti, Enzo Scalzo, Paolo Andriani e Rutilio Sermonti.



20 dicembre: Parigi, Charles De Gaulle è rieletto presidente, al secondo ballottaggio contro il socialista Francois Mitterand.



21 dicembre: Reggio Emilia, 28 consiglieri comunali esprimono solidarietà a don Milani, il sacerdote incriminato per avere difeso le forme di disobbedienza civile contro il militarismo. Saranno denunciati per “apologia di reato”.



22 dicembre: De Lorenzo viene nominato Capo di Stato Maggiore dell'Esercito al posto di Aloja, che a sua volta diventa Capo di Stato Maggiore della Difesa. Il generale Carlo Ciglieri, assume la carica di comandante generale dell’Arma dei carabinieri.

Pietro Nenni annota nel suo diario: “Andreotti è venuto da me ieri per le nomine dei supremi comandi militari. Era per la nomina del generale Vedovato al posto di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Non si oppone alla nomina del comandante dell’Arma dei carabinieri De Lorenzo, anzi lo ha proposto pur prevedendo alcune reazioni negative. Per De Lorenzo si sono fatti valere da Saragat e da me i suoi titoli partigiani. Andreotti ha approfittato dell’occasione per dirmi che è stato informato da Moro delle mie preoccupazioni per la presenza in Italia, presso le basi americane, di armi nucleari. Mi ha detto che non c’è assolutamente niente di nuovo rispetto alla situazione che si creò tre o quattro anni or sono quando lo smantellamento delle piste di lancio dei missili terra - terra a media gittata venne sostituita con la dotazione alle basi americane di armi nucleari tattiche col sistema della ‘doppia chiave’ ”.



26 dicembre: Franca Viola è la prima ragazza siciliana che rifiuta le “nozze riparatrici”. Il suo gesto desta scalpore in tutta Italia.



28 dicembre: il ministro degli Esteri Amintore Fanfani si dimette dalla carica dopo un’intervista della moglie Biancarosa al settimanale di destra il Borghese, in cui esprimeva giudizi critici nei confronti di Aldo Moro, dei socialisti e del Papa.



Fine dicembre: il Gran maestro aggiunto Roberto Ascarelli presenta l’apprendista Licio Gelli al Gran maestro Giordano Gamberini il quale lo eleva di colpo nei gradi della gerarchia massonica e lo inserisce nella P2.

Misteriosa operazione bancaria di Sindona che trasmette al principe Borghese una forte somma proveniente dall’Opus Dei spagnola.



Dicembre: Torino, la Fim promuove un convegno nazionale sull’automobile, al quale partecipa Carlo Donat Cattin che afferma la necessità, nel settore, di “ridurre il potere del monopolio e potenziare il ruolo dello Stato nella programmazione”.

Secondo le
statistiche dell’Inam, gli incidenti sul lavoro in Italia nel corso dell’anno ammontano a circa 1.400.000. Nel triennio 1963-1965 si sono verificati incidenti mortali con una percentuale di 37 morti ogni 100.000 occupati, contro i 18 della Francia e i 13 degli Usa.

Il generale dei carabinieri, Paolo Gaspari, invia al ministro della Difesa Giulio Andreotti una lettera per protestare per la nomina del generale Giovanni De Lorenzo a capo di Stato maggiore dell’Esercito. Nella lettera scrive: (…) quale generale comandante di una legione militare, avendo dei doveri non solo verso l’alto ma anche verso i dipendenti, mi sento autorizzato ad esprimere il mio disappunto per alcuni recenti avvenimenti che hanno sovvertito i principi di corretta ed oculata scelta del personale causando distorsioni e concentrazioni di potere esiziali al buon andamento delle istituzioni. Mi riferisco alla nomina di un generale dei carabinieri a capo del Sifar, incarico devoluto a ufficiale generale di una Fa. E’ ben vero che il generale dei carabinieri fa parte dell’Esercito ma, per la sua provenienza, per i suoi precedenti di carriera, non possiede la preparazione necessaria all’assolvimento di compiti di coordinamento e d’impiego propri degli ufficiali di Stato maggiore. Inoltre si è venuta a creare una dipendenza del servizio dal comando generale dell’Arma, apparentemente formale, ma più che sostanziale, con conseguente alterazione dei compiti di istituto del servizio stesso. Constato un atto d’imperio per una scelta inopportuna che ha causato un forte senso di sfiducia e di smarrimento nei quadri. A tale provvedimento ha fatto seguito la nomina del generale De Lorenzo a capo di Stato maggiore dell’Esercito. Tale nomina, in spregio ad ogni principio di ordine morale e tecnico costituisce un affronto per i quadri generali, un pessimo esempio per i quadri inferiori ai quali stimola la corsa dell’arrivismo e dell’arrembaggio. Non riconosco al futuro capo di Stato maggiore dell’Esercito le qualità morali e tecniche per ascendere all’alta carica. Per le prime, per aver impiegato il Sifar quale strumento personale di potere, per perseguire inferiori e colleghi, per accentuare rivalità, in un gioco di delazioni e di corruzioni noto e di cui si parla. Per le seconde, non avendo esercitato il comando di grandi unità ed essendo giunto al sommo della gerarchia con provvedimenti speciali ‘alla persona’ che tanto scalpore suscitarono a suo tempo, è unanimemente giudicato il meno indicato e il meno adatto alla carica. Su V.S. pesa la responsabilità di una scelta che potrà avere gravi ed imprevedibili conseguenze sull’Esercito. A tutela del mio prestigio, mancando la fiducia nella gerarchia, non desidero più rimanere nell’attuale incarico. La prego perciò di volermi sostituire”.


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