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1947 1° luglio - 31 dicembre



Luglio: Cina, l’Armata popolare di liberazione attacca le forze del Kuomintang e conquista lo Shantung



1° luglio: si riunisce il Comitato centrale del PCI. All’ordine del giorno la discussione sulla situazione internazionale e il clima negativo che caratterizza le relazioni tra URSS e Occi­dente. Sul quadro politico italiano, constatata l’emarginazione delle sinistre dal governo e l’impossibilità di proseguire nella tattica della democrazia progressiva, Togliatti insiste sulla necessità che il PCI mantenga una tattica moderata e si muova all’interno delle regole del gioco democratico, tentando di evitare la rottura dell’unità realizzata durante la Resistenza.

Roma, il governo aumenta le tariffe postali del 33%, le tariffe ferroviarie per i passeggeri del 37,5% e per le merci del 20%.



2 luglio: in diverse città, fra cui Napoli, Reggio Emilia, Brescia, Torino, Milano, Firenze, Genova si svolgono manifestazioni contro il rincaro dei generi di prima necessità.



3 luglio: Roma, l’ambasciatore, James Dunn informa il segretario di Stato Marshall che “di nuovo De Gasperi ha riparlato della critica situazione politica, del bisogno di aiuto e ha sottolineato che il fallimento del suo governo significherebbe aprire in Italia, senza alcun dubbio, le porte ad un governo di estrema sinistra”.



4 luglio: Bologna, 2.000 lavoratori alimentaristi, appartenenti alle categorie merceologiche del gruppo B (concordato per la perequazione delle retribuzioni del 6 dicembre 1945) scioperano per un’ora in segno di protesta per la lentezza con cui procede la trattativa per l’incasellamento nel gruppo A.



5 luglio: Bologna, sciopero alla Sasib per aumenti salariali.



5 – 6 luglio: Milano, due appartenenti alla Volante rossa, Mario Gandini (Mila) e Walter Veneri (Walter), sparano colpi di pistola e lanciano una bomba a mano contro l’abitazione del neofascista Fulvio Mazzetti. Respinta da una zanzariera, però, la bomba a mano ricade in strada ferendo Mario Gandini che è arrestato.



6 luglio: Il Giornale, Risorgimento liberale e La Patria pubblicano la recensione alle Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, scritta da Benedetto Croce che afferma: ”Come uomo di pensiero egli fu dei nostri”.



7 luglio: Frank Gigliotti, dignitario della massoneria statunitense e già in Italia nei quadri dell'Oss (Office of Strategic Services), incontra Giuseppe Saragat in visita a Washington. Tra l'altro gli confida, secondo un'informativa custodita nell'Archivio di Stato statunitense, di avere recentemente incontrato il bandito Salvatore Giuliano in Sicilia e di essere d'accordo "con l'uso dell'illegalità e della violenza impiegata da Giuliano contro i comunisti".
Ma, il ruolo di Gigliotti non piace a tutti nel Dipartimento di Stato. Infatti Walter Dowling, responsabile degli Affari Europei, si chiede da chi sia pagato Gigliotti, oltre che dalla Chiesa evangelica di cui è pastore, e propone al Dipartimento di Stato di indagare per accertare se per caso non abbia alle spalle il controspionaggio militare perché “se le sue relazioni politiche sono quelle che dice, è certo più potente di quanto sia desiderabile”. Inoltre, in un documento strettamente riservato indirizzato al Dipartimento di Stato, sempre Dowling scrive: “Come già specificato ho avuto alcuni giorni fa due lunghi incontri con Gigliotti. Gigliotti ritiene essenziale che Saragat entri nel governo. Ha detto che a tal fine Joe Lupis potrebbe essere di grande aiuto. Ha detto inoltre che Lupis ne ha parlato con Lombardo e che questi è d’accordo. Ha fatto il nome di altri due italiani che possono aiutare ad allineare i partiti non comunisti al governo: Publio Cortini e il colonnello Pacciardi. L’ultima volta che mi ha parlato (per telefono un giorno di questa settimana) ha detto che è al corrente del fatto che in Italia 50 generali si stanno organizzando per un colpo di stato. Ha detto che sono tutti anticomunisti e pronti a tutto e che potrebbe essere fatale se non si interviene a fermarli”. Inoltre, Dowling nel suo rapporto scrive: “temo che stia cercando di riattivare la vecchia banda dell’Oss in Italia come mezzo per combattere il comunismo. Come è noto le attività di quel gruppo, messo in piedi per la maggior parte da italo americani quali Scamporino e Corvo, sono sempre state di dubbio odore e i più sono stati rispediti a casa quando Bob Joyce ha preso la direzione in Italia”.

Roma, la Cassazione stabilisce che non sono causa ostativa alla concessione dell’amnistia Togliatti, perché non sono da considerarsi sevizie efferate “il torcimento dei genitali e l’applicazione alla testa di un partigiano di un cerchio di ferro che veniva gradualmente ristretto”.



8 luglio: con una circolare del capo della polizia, a nome del ministro degli Interni Scelba, si ordina a tutte le Questure di proibire qualunque comizio, manifestazione od assembramento all’interno dei luoghi di produzione.

Roma, l’ambasciatore Dunn invia una nota informativa a Washington per ribadire che il Pci ha un’organizzazione militare, forte di 50.000 uomini, a capo della quale c’è Luigi Longo.



9 luglio: arrestato Francesco Gaglio, detto “Reversin”, componente della banda di Salvatore Giuliano.



10 luglio: Washington, il presidente Truman riforma i servizi segreti: abolisce la Nia e il Cig. Nasce la Central Intelligence Agency (Cia).

Milano, appartenenti alla Volante Rossa lanciano una bomba nella sede del periodico Rivolta Ideale in via Santa Radegonda, mentre è in corso una riunione presieduta da Achille Cruciani. La prontezza di uno dei presenti, che lancia l’ordigno fuori dalla finestra, evita una strage.

Roma, Umberto Salvarezza invia una lettera ad Alcide De Gasperi, ricordando i suoi meriti nella lotta contro il comunismo, per richiedere un provvedimento di grazia. Non otterrà risposta. Nel 1948, comunque, la Cassazione ridurrà la sua pena a 4 anni e 5 mesi di reclusione, consentendone così la scarcerazione.



12 luglio: Palestina, militanti dell’organizzazione ebraica Irgun (Izl), dopo l’arresto di alcuni loro componenti da parte delle autorità britanniche, sequestrano i sergenti inglesi Clifford Martin e Mervyn Paice.



16 luglio: Padova, presso la Procura della repubblica giunge il fascicolo relativo all’eccidio di Spalato, dove i soldati tedeschi avevano passato per le armi 49 ufficiali e 700 soldati italiani.

Emesso un ordine di cattura nei confronti di Salvatore Giuliano per la strage di Portella delle Ginestre. Due giorni prima Girolamo Li Causi aveva svolto un importante intervento alla Castituente.



17 luglio: l’esecutivo della Cgil protesta con la Confindustria nel tentativo di tamponare la politica di licenziamenti senza più freni, sostenendo che deve ancora ritenersi in vigore il blocco per la mancata emanazione di provvedimenti legislativi di regolamentazione della materia.



18 luglio: segnalata una forte presenza nazista in Alto Adige. E’ certa la presenza di Pave­lic il quale dispone a Merano di un forte gruppo di agenti. A Spandigna, in Val Venosta, è se­gnalato il criminale di guerra albanese Naki. A Merano sono segnalati Giampaoli e il capo di Stato maggiore della RSI, generale Navarrini. Esistono raggruppamenti armati di Sosstruppen e gruppi d’azione an­ticomunista a base più ampia.

Una fitta rete di organizzazioni reazionarie e fasciste che riceve aiuto, connivenza e spesso legittimazione dai servizi americani, opera sotto diverse sigle. A quelle già note e citate in precedenza, bisogna aggiungere: Giovane Italia, Fronte Moderato, Partito nazio­nale popolare, Concentrazione italiana, Lega italiana, Partito fusionista. Vi sono, inoltre, altri falsi raggruppamenti, sedicenti comunisti e socialisti, che lavorano, in realtà, per in­quinare la sinistra. Ancora, secondo il Documento OSS n. 86500/33-1047 nel gruppo diri­gente dell’AIL (Armata italiana della libertà), il cui capo vero è il generale Sorice, si con­tano 4 ammiragli, 10 generali e 4 colonnelli.

Washington, l’ambasciatore Alberto Tarchiani scrive ad Alcide De Gasperi informandolo sulle intenzioni americane di “costruire una coalizione mondiale economico – politico - militare” con il proposito, dice, di “impedire un conflitto che si delinea, o in ogni caso di avere la meglio se si dovesse arrivare alle ostilità aperte”. E ancora, riferendosi all'estensione del piano Marshall alla Russia ed ai paesi satelliti, Tarchiani scrive: “Tieni presente che qui avrebbero visto, con estrema preoccupazione, nelle condizioni attuali di fastidio e di diffidenza, una partecipazione dell'Urss e dei suoi satelliti al blocco economico (e quindi politico, a più o meno breve scadenza) dell'Europa”.

Torino, alla Fiat, si raggiunge un accordo sul premio di produzione.



19 luglio: Palestina, come rappresaglia per l’esecuzione capitale di tre dei suoi militanti da parte delle autorità britanniche, il gruppo terrorista sionista Irgun impicca i sergenti inglesi Clifford Martin e Mervyn Paice, sequestrati il 12 luglio e collega i corpi a congegni esplosivi, uno dei quali provoca il ferimento di un ufficiale inglese durante la rimozione dei cadaveri. Il Times commenta: “La bestialità nazista non avrebbe saputo fare di meglio”.



21 luglio: Indonesia, il Movimento di liberazione riprende le azioni antiolandesi. All’ONU India e Australia chiedono provvedimenti contro il governo olandese. Il 1° agosto il Consiglio di sicurezza ordina all’Olanda di interrompere le azioni militari in Indonesia.



24 luglio: la Corte d'Assise di Cosenza condanna a 24 anni di reclusione il bandito Salvatore Giuliano, latitante, per l'uccisione del carabiniere Antonio Mancino che lo aveva sorpreso con due sacchi di grano di contrabbando caricati su un cavallo.

L’Ambasciata americana invia a Washington un rapporto sulle manovre della Dc per controllare la stampa, citando ad esempio l’allontanamento di Tommaso Smith da Il Momento perché ritenuto troppo di sinistra, su richiesta diretta di Mario Scelba e, di contro, la nomina a direttore dell’Ansa del “conte Ludovico Riccardi, democristiano ed editore del Giornale di Trieste”.



25 luglio: il quotidiano della Dc Il Popolo pubblica un articolo sui futuri esperimenti atomici che gli americani faranno nel Pacifico sotto il titolo “Una buona notizia (…) Gli Stati uniti continuano a produrre atomiche”.

E’ accertato che fino a questa data la Croce Rossa ha rilasciato 25.000 “titres de voyage”, documenti utilizzati per far espatriare persone ricercate per collaborazionismo.



27 luglio: Washington, sciolto l’OSS (Office of Strategy Services). Un anno dopo, nel maggio del 1948, George F. Kennan, Capo della politica di pianificazione del Dipartimento di Stato, crea l’OPC (Office of Policy Coordination), un servizio segreto super specializzato, la cui fun­zione esclusiva era di combattere l’URSS e il comunismo nel mondo. Con la Direttiva 10/2 del NSC (il Consiglio di sicurezza nazionale ndr), l’OPC poteva organizzare operazioni coperte ad ogni latitudine e poteva utilizzare squadre clandestine per ribaltare i governi considerati ostili agli Stati Uniti. A dirigere l’OPC venne chiamato Frank Wiesner, giovane e brillante avvocato, ex agente dell’OSS agli ordini di Dulles in Germania.

Roma, siglato il primo contratto nazionale dei giornalisti, nel quale viene ribadita la subalternità del direttore all’editore, stabilendo che “il direttore dovrà agire in conformità con gli accordi presi con l’editore”.

Roma, L’Osservatore Romano, a proposito del piano Marshall, scrive che bisogna stare attenti ad “interventi” ed “aiuti finanziari” che servano “non a regolare, ma a distruggere la libertà economica dei popoli soccorsi”.

Su Vie Nuove Togliatti scrive: ”Se avessimo accettato la sfida della guerra civile, in certi momenti e soprattutto quando la sfida poteva essere accettata, nel periodo cioè che va dal luglio all’ottobre del 1945, quale risultato avremmo ottenuto? Forse ci sarebbe oggi una parte dell’Italia la quale, non essendo controllata da truppe anglo-americane avrebbe uno sviluppo economico e politico più avanzato. Il resto però sarebbe in preda a una nera reazione, e l’Italia non sarebbe più oggi un paese libero, unito, indipendente”.

Forlì, l’assemblea delle segreterie delle Camere del Lavoro della provincia denuncia il massiccio aumento della disoccupazione, “l’aumento incontrollato dei prezzi, la sperequazione fra costo della vita e la misura dei salari”.



29 luglio: Roma, Felice Anzalone è riconosciuto dall’apposita commissione ministeriale come “patriota della banda Neri”.

Torino, comizio sindacale contro la intransigenza degli industriali metalmeccanici nelle trattative per il contratto. Parla il segretario della FIOM Giovanni Riveda.



31 luglio: Roma, l’Assemblea costituente ratifica la firma del Trattato di pace con 262 voti favorevoli, 68 contrari e 80 astenuti.



Luglio: le 18 Corti d’assise straordinarie esauriscono il proprio compito dopo aver esaminato 37.335 casi in istruttoria su 37.800, mentre su 12.000 fascisti detenuti circa 10.000 sono stati rimessi in libertà a seguito dell’amnistia del 22 giugno 1946.

Partitico (Pa), si costituiscono ai carabinieri Giovanni Celestino, di Ravenna; Bruno Trucco, di Genova; e Enzo Forniz, di Udine che si erano arruolati l’anno precedente nella banda di Salvatore Giuliano.

Su Rinascita, Walter Audisio enumera un lungo elenco di gruppi di estrema destra. E per provare il grado di conoscenza del Pci sull’argomento, scrive: ”Intendiamoci: daremo solo alcune delle informazioni a nostra disposizione; ma dovrebbe bastare, almeno a gettare l’allarme”.



Luglio – agosto: Forlì, raggiunto l’accordo tra Federterra e CONFIDA per la forfetizzazione delle giorn
ate lavorative della quota prevista per i lavori di miglioria, corrispondenti al 4 per cento dei prodotti vendibili nell’annata agraria in corso. L’imponibile è calcolato in 1.680.000 giornate lavorative, così ripartite: 700.000 per Forlì e Rocca San Casciano, 700.000 per Cesena, 280.000 per Rimini.

Bologna, entrano in sciopero gli operai delle fornaci contro il possibile reintegro di un ex dipendente della Fornace Gallotti, responsabile di deportazioni e di collaborazionismo con i tedeschi.



Agosto: Bologna, si aprono le vertenze contrattuali di braccianti, metalmeccanici, chimici ed edili.



1 agosto: Trieste, Francesco Macaluso e Glauco Gaber, dirigenti rispettivamente del Circolo Oberdan e del Circolo Umberto Felluga incontrano a Roma il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi a cui chiedono sostegno e finanziamento, ottenendoli. I due Circoli sono organizzazioni paramilitari "in difesa dell'italianità" e compiono anche esercitazioni militari disponendo di armi. Inoltre al Circolo Felluga si rivolgono elementi militari e informativi statunitensi per avere notizie sui comunisti a Trieste.

Agitazioni e fermate dei ferrovieri e postelegrafonici per rivendicare il pagamento degli aumenti salariali decisi in luglio dal Consiglio dei ministri.



3 agosto: arrestato dai carabinieri Vincenzo Sapienza, componente della banda di Salvatore Giuliano.



4 agosto: nel corso di una riunione del direttorio nazionale dei Far (Fasci d'Azione Rivoluzionaria) parte degli aderenti dichiarano l'intenzione di abbandonare l'attività clandestina. Viene quindi formato un nuovo direttorio nazionale, che, tra l'altro, istituisce la Milizia Legionaria, "nerbo delle forze armate della seconda Repubblica Sociale Italiana". Nel frattempo, secondo quanto accerterà l'autorità giudiziaria di Milano, il maggiore del Cic (Counter Intelligence Corp) degli Stati Uniti, Joseph Luongo si sarà attivato perché in caso di "sollevazioni di sinistra" il governo possa avvalersi dei Far, "per il cui potenziamento gli americani avevano speso forti somme". L'organizzazione avrà tuttavia breve vita.

Parma, sciopero dei braccianti – esteso il giorno successivo anche alle stalle – nell’ambito di una vertenza più generale indetta dalla Federterra e che coinvolge anche i mezzadri. Il giorno 8 sarà firmato un accordo che prevede, oltre all’applicazione del Lodo De Gasperi e all’esecuzione delle opere di bonifica richieste, la regolamentazione delle disdette del contratto di lavoro per i salariati fissi. Gli agrari si impegnano inoltre a corrispondere ai mezzadri il 4 per cento del riparto, di cui il 4 per cento da reinvestire in opere di miglioria per dare lavoro ai braccianti disoccupati, ossia ad applicare interamente l’accordo di tregua mezzadrile



7 agosto: Roma, accordo interconfederale che muta la natura delle commissioni interne da organo di contrattazione sindacale a strumento di rappresentanza e tutela del lavoratore.

Bologna, dopo la rottura delle trattative per il rinnovo contrattuale, segreteria della Camera del Lavoro e Confederterra, proclamano lo sciopero dei braccianti. Le richieste riguardano, oltre all’imponibile di manodopera e l’adozione di lavori pubblici, l’applicazione della scala mobile, la corresponsione degli assegni famigliari e il riconoscimento degli uffici di collocamento sindacali. Le modalità dello sciopero bracciantile mettono in pratica il sistema delle alleanze tra le categorie della Confederterra: lo sciopero è attuato contro l’Agraria nelle aziende condotte in economia, mentre al contadino e al coltivatore diretto, viene garantita la manodopera. La lotta è condotta in ogni comune con modalità diverse, il che permette di risolvere singole vertenze con la sottoscrizione di un contratto tariffario.



8 agosto: Roma, la segreteria della Cgil tiene una conferenza stampa per protestare contro il carovita e denunciare le responsabilità governative.

Accordo fra la Export-Import Bank americana e l’Imi per una prima concessione di 23 milioni di dollari a Montecatini, Pirelli e Fiat, alle quali vanno rispettivamente 4, 9 e 10 milioni di dollari.



10 agosto: i carabinieri arrestano Francesco Tinervia, Giuseppe Tinervia, Giuseppe Sapienza e Antonio Terranova, componenti della banda di Salvatore Giuliano.



12 agosto: Roma, ricostituita la Cassa integrazione gestita autonomamente dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps).

Londra, il parlamento britannico in sessione speciale decide il ritiro delle truppe britanniche dalla Palestina, che sarà formalizzato il 20 settembre successivo. Winston Churchill scriverà nelle sue memorie: “I metodi draconiani dell’Izl, per quanto moralmente discutibili, furono decisivi per trasformare l’opzione di evacuazione del febbraio 1947 nella ferma decisione di disfarsi degli oneri del Mandato”.



14 agosto: Calcutta, fallisce un tentativo di pacificazione tra musulmani e indù promosso da Gandhi.

La Cgil chiarisce, con una circolare destinata agli iscritti, le ragioni degli accordi interconfederali, con particolare riferimento a quello del 30 maggio sullo sblocco dei licenziamenti. Tra l'altro si afferma che “La Cgil non relega l’aspetto economico dei rapporti di lavoro nell’angusto quadro puramente salariale (…) l’illuminata tutela degli interessi dei lavoratori reclama una più vasta considerazione di tutti i problemi della travagliata vita economica del Paese: noi siamo interessati a che l’economia si normalizzi, a che sia posto un freno all’inflazione, a che le attività produ
ttive si sviluppino (…).

Milano, il console americano invia al Dipartimento di stato una nota informativa sul Partito comunista, nella quale afferma, fra l’altro: “Togliatti è ufficialmente il dirigente del partito. Ma (...) in realtà il potere decisionale è nelle mani di Secchia, che gode della fiducia del Politburo di cui esegue le istruzioni (...) Longo e Moscatelli sono consiglieri per questioni di natura militare”.

Pubblicata su La Repubblica d’Italia, diretta da Arrigo Jacchia, un’intervista a Palmiro Togliatti fatta da Esule Sella, nella quale il segretario nazionale del Pci esprime “la nostra simpatia per quegli ex fascisti, giovani e adulti, che sotto il passato regime appartenevano a quella corrente in cui si sentiva l’ansia per la scoperta di nuovi orizzonti sociali”.



15 agosto: proclamata l’indipendenza di India e Pakistan.



16 agosto: Bologna, firmato l’accordo tra Federbraccianti e APA che prevede 2.325.000 ore di lavoro in più con conseguente adozione da parte degli agrari di maggiori investimenti nelle aziende, l’adozione della scala mobile e degli aumenti salariali richiesti.



18 agosto: la segreteria della Cgil diffonde una circolare nella quale scrive che “i licenziamenti per riduzione di personale potranno aver luogo nel caso di riduzione o trasformazione di attività o di lavoro.La direzione e le commissioni interne (...) debbono fare ogni sforzo per evitarli, senza costituire un carico improduttivo per l’azienda”.



19 agosto: Bologna, assemblea dei membri delle Commissioni Interne e degli attivisti sindacali per fare il punto sul contratto dei metalmeccanici. E’ presente il segretario generale della FIOM, Giovanni Roveda



22 agosto: Brescia, sciopero per protestare contro il licenziamento di alcuni attivisti sindacali alla Tempini



28 a
gosto: un Appunto sulle "Attività clandestina di Trieste", è inviato alla presidenza del Consiglio. Il documento illustra l'attività di non meglio precisate squadre d'azione: "Le squadre sono composte di cinque gruppi", formate da giovani "che hanno dato prova di indiscussa fede nei destini della patria". L'organizzazione "ha dato ottimi risultati: vedi azione di Udine il giorno della consegna della medaglia d'oro alla città. Nonostante la formidabile organizzazione comunista italo-slava, i nostri giovani hanno saputo imporsi sulla piazza facendo trionfare il tricolore della patria sulle bandiere dei venduti a Tito e a Stalin". C'è anche un rapido conteggio delle spese sostenute: "Per armi e munizioni, per un braccio rotto, per la slogatura di un braccio, per la rottura dei denti".



29 agosto: Napoli, la Corte di Assise assolve l’ex capo fascista della provincia di Genova, Carlo Emanuele Basile. Per protesta, sono indetti scioperi a Genova e Milano.



31 agosto: Ungheria, il Partito comunista vince le elezioni.



Agosto: la Prefettura di Milano stila un rapporto sulla situazione dell’ordine pubblico nel quale sottolinea che le (…) maggiori preoccupazioni per le condizioni dell’ordine pubblico e per i gravi pericoli che ne possono scaturire, sono tuttavia date dall’ininterrotta attività dei partiti e raggruppamenti politici per creare od incrementare formazioni paramilitari clandestine. Fra questa attività ha maggior risalto quella facente capo al Pci che è appoggiata e controllata da elementi slavi, essa dispone di un numero rilevante di adepti inquadrati e sottoposti ad un regime disciplinare che nulla ha da invidiare a quello militare e dispone altresì di importanti aliquote di armi e munizioni (...) E' però opportuno tenere presente che, secondo vari elementi informativi attendibili, i compiti dell’organizzazione militare comunista non hanno finalità rivoluzionarie immediate. All’organizzazione militare clandestina comunista – prosegue il rapporto della Prefettura – fanno da contrappeso organizzazioni militari formatesi o in via di formazione un po’ in tutti gli altri partiti. Fra queste sono particolarmente da citare: a) quella facente capo all’Armata italiana di liberazione (Ail) capeggiata dal maggiore dei granatieri Cesare Carnevale; b) quella dei democristiani che si appoggia alla Avanguardia giovanile cattolica ed ai Boys scouts ed è organizzata e diretta dai gesuiti con a capo l’on. Tupini; c) quella tuttora in fase iniziale e per ora poco consistente dei socialisti saragattiani, nata per iniziativa del deputato autonomista on. Ezio Vigorelli; d) altre formazioni minori, ma notevolmente aggressive facenti parte dei qualunquisti. Ai fenomeni anzicitati si va aggiungendo ora anche quello del neofascismo che sta risorgendo un po’ ovunque, soprattutto per l’aiuto che riceve da fonti che non è stato ancora possibile individuare (…) Centri di appoggio sono, secondo varie indicazioni degne di fiducia, la sede del Partito nazionale italiano (Pni) di piazza Borromeo; la redazione del settimanale Il meridiano d’Italia; la redazione del periodico La rivolta ideale, organo del Movimento sociale italiano (Msi)”.

Palermo, costituita l’Azienda siciliana trasporti (Ast), di cui è nominato direttore e, successivamente, direttore generale Giuseppe Navarra, fratello del boss mafioso di Corleone Michele Navarra.



Settembre: Grecia, Sophoulis forma un governo di coalizione composto da liberali e populisti.

Francia, concessa la cittadinanza francese agli algerini ed istituita un’assemblea locale con poteri amministrativi.



1 settembre: è la data fissata per il ritiro delle truppe americane dopo lo slittamento voluto da De Gasperi nel dicembre 1946, per il timore che il ritiro delle truppe di occupazione favorisse un colpo di mano dei comunisti. La data slitterà ancora, con il pretesto che possono passare 90 giorni dalla firma della ratifica del Trattato di pace.



2 settembre: Ascoli Piceno, nel corso di una manifestazione di disoccupati disciolta bruscamente dalla Celere, è ucciso il partigiano Alvaro Bucci.



4 settembre: Giulio Pastore in un articolo pubblicato sull’organo della Dc, respinge la proposta della prima votazione interna alla CGIL con la formazione di una maggioranza alle cui decisioni avrebbe dovuto adeguarsi la minoranza, secondo i metodi democratici.



5 settembre: la Confida rompe le trattative con la Confederterra dell’alta Italia.

Roma, l’ambasciatore americano Dunn scrive che “esiste una forza anticomunista organizzata su scala nazionale, nota come Armata italiana di liberazione (Ail) che venne creata nella primavera del 1946. Le domande di arruolamento sono state 200.000 anche se il dato viene considerato ottimistico. Il comitato centrale dell'Ail ha sede a Roma, opera attraverso alti comandi regionali, provinciali, comunali. Formata dall’Esercito, dalla Marina e dai carabinieri, è un’organizzazione ancora non bene armata ma potrebbe essere equipaggiata se da parte dei comunisti ci fossero minacce di violenza attiva”.



6 settembre: Forlì, manifestazione provinciale di protesta contro la politica del governo. Si chiede l’applicazione integrale dell’imponibile di manodopera e del Lodo De Gasperi; l’inizio di vasti lavori pubblici; un’azione energica del governo contro la speculazione e l’aumento dei prezzi, attraverso la cessione dei prodotti degli Enti di consumo comunali a prezzi di costo e l’applicazione del tesseramento differenziato; il potenziamento e riconoscimento giuridico dei Consigli di gestione.



7 settembre: Parma, sciopero dei braccianti nell’ambito della vertenza per il rinnovo del contratto. Il sindacato decide di dar vita a forme di lotta articolata, nonostante la contrarietà della componente comunista, che risparmino i coltivatori diretti. L’adesione allo sciopero è massiccia.

Modena, 20.000 ex partigiani delle Brigate Garibaldi sfilano per le vie della città durante una manifestazione organizzata dal Pci.



8 – 19 settembre: Ferrara, scioperano i 100.000 braccianti e salariati agricoli della provincia. L’intransigenza della CONFIDA costringe la Federterra a mobilitare anche i compartecipanti – interrompendo così l’afflusso di barbabietole agli zuccherifici, ai quali si associarono poi anche mezzadri e coltivatori diretti.



8 settembre: Roma, costituito con decreto governativo il Fondo per l’industria meccanica (Fim) la cui presidenza viene affidata a Roberto Tremelloni.

Forlì, riprendono le agitazioni nelle campagne per il rinnovo delle tariffe, migliori orari di lavoro, l’applicazione della scala mobile sulla base di quella applicata ai lavoratori dell’industria e la parificazione dei contributi previdenziali e mutualistici con gli altri settori dell’industria. Il 9 settembre è diffuso un appello ai lavoratori della città per il sostegno morale e materiale della lotta. L’accordo è raggiunto il 19 settembre. Ma già due mesi dopo gli agrari rifiutano la revisione della contingenza “ogni qualvolta viene riveduta nel settore dell’industria”.

In agitazione per 10 giorni i braccianti in Val Padana contro la intransigenza della Confida, che rifiuta ogni trattativa. I braccianti chiedono una tutela rispetto ai licenziamenti, un limite all’orario di lavoro, la scala mobile e aumenti salariali. La vertenza interessa quasi un milione di lavoratori.

Bologna, Pietro Nenni in un discorso afferma: “Sin dal 25 aprile del 1945 avremmo potuto dire ai partigiani: avete liberato il Paese e ora liberate il popolo; ma non l’abbiamo detto ed è stato bene perché ci saremmo trovati dinanzi alla tragica prospettiva greca”.



9 settembre: Roma, Pietro Nenni presenta, a nome del Psi, una mozione di sfiducia nei confronti del governo De Gasperi, imperniata sulla sua incapacità di risolvere i problemi economici del paese. Due giorni dopo anche Togliatti presenta una mozione di sfiducia nei confronti del governo.



13 settembre: l'ex capo del movimento ustascia, il croato Ante Pavelic, ricercato come criminale di guerra, espatria clandestinamente dall'Italia con la protezione degli anglo-americani e del Vaticano. Sotto il falso nome di Pablo Aranyos si imbarca a Genova sul piroscafo italiano Sestriere e giungerà a Buenos Aires il 16 novembre. In Argentina il dittatore Juan Peron lo assumerà come consulente per la sicurezza.

Dopo l’arresto del comandante partigiano Mazzoni, l’Anpi protesta contro “i sistemi che volutamente tentano di porre le azioni di guerra dei partigiani sullo stesso livello delle manifestazioni criminali di volgari malfattori”.



15 settembre: Washington, nasce ufficialmente la CIA.

Washington, presentato al National Security Council il documento “NSC 1/1 The Position of the United States with Respect to Italy” che, nella premessa, afferma: ”L’obiettivo fondamentale è di mantenere condizioni favorevoli in un paese chiave”. L’Italia quindi, deve restare uno “stato indipendente, democratico, amico degli Stati Uniti, e capace di partecipare efficacemente alla resistenza contro l’espansione interna ed esterna comunista”. Nel caso che il Pci prenda il potere nel Paese o in parte di esso, il documento prevede che gli Stati Uniti “dovrebbero riconoscere il legittimo governo italiano ed appoggiarlo attivamente”, disponendo come primo atto “il dispiegamento strategico delle forze armate americane in Italia e in altre zone del Mediterraneo”. Le varie fasi, secondo il piano, dovrebbero essere queste: ”A) il governo italiano dovrebbe informare gli ambasciatori alleati e russo a Roma che non può più esercitare il controllo nel paese, né essere considerato responsabile dell’esecuzione del Trattato di pace. B) Gli Stati uniti dovrebbero subito manifestare il loro rammarico (...) e notificare al governo italiano e all’Onu che dovranno riesaminare la loro posizione rispetto al Trattato stesso. C) Il governo italiano dovrebbe informare quello americano che adotterà le misure di cui è capace per collaborare. Il governo americano dovrebbe rispondergli che chiederà ulteriori basi militari.Dopo l’accordo, dovrebbe utilizzare selettivamente le nuove basi. D) Gli Usa dovrebbero annunciare la sospensione degli aiuti economici ed alimentari alle zone controllate dai comunisti ma continuarli alle zone governative. E) Se il Pci s’impadronisse di parte o di tutta l’Italia prima del 15 dicembr
e del ‘47 l’America dovrebbe sospendere il ritiro delle truppe”. Il documento stabilisce, inoltre, che “sin d’ora, l’Italia dovrebbe metterci a disposizione le basi al fine di addestrare le nostre unità aeree”. E, infine, riferendosi alle elezioni previste per il 1948, afferma: ”Nel caso conducessero a un governo comunista, sarebbe necessario un riesame della politica italiana degli Stati uniti. Questo rapporto dovrebbe essere rivisto non meno di 45 giorni prima del voto, alla luce della situazione che esisterà allora”. Dal documento risulta cancellato il punto relativo alla neutralizzazione della propaganda comunista in Italia. E’ possibile leggere una sola, ma significativa frase, nella quale si fa cenno “al ricorso a qualsiasi mezzo pratico”. Il documento verrà approvato due mesi dopo.

Roma, l’ambasciatore americano in Italia, James Dunn, informa il Dipartimento di Stato che gli jugoslavi hanno comunicato al generale John Lee, comandante delle truppe americane in Italia, la loro intenzione di occupare militarmente Trieste. Dopo una consultazione con l’ambasciatore, Lee risponde che si sarebbe opposto all’occupazione della città, armi alla mano. Nella notte, Henry Truman ordina l’invio di rinforzi.

Entra in vigore il trattato di pace con l’Italia

Rimini, stipulato l’accordo per i lavoratori del mare.

Parma, conferenza provinciale delle Leghe e delle Camere del lavoro comunali



16 settembre: le truppe italiane entrano a Gorizia e Monfalcone, ma gli jugoslavi rifiutano di abbandonare alcune zone d’importanza strategica sul monte Kolovrat.

Washington, l’ambasciatore italiano Alberto Tarchiani confida al sottosegretario di Stato Robert Lovett che è possibile un colpo di Stato comunista nell’Italia del nord, al fine di crearvi una repubblica popolare, “la quale riceverebbe indubbiamente riconoscimento e aiuto da Tito”. Tarchiani, comunque, specifica che questa previsione discende da una sua valutazione personale non avendo ricevuto in merito “nessuna comunicazione diretta da De Gasperi”.

Briga e Tenda passano sotto la sovranità della Francia. Un plebiscito confermerà, successivamente, che questa è l’aspirazione della popolazione: 2.603 sono, difatti, i votanti francofili contro soli 218 contrari.

La Lega araba decide la costituzione di un Esercito di liberazione arabo, composto da volontari palestinesi.



16 – 17 settembre: scioperano i metalmeccanici contro il rifiuto della Confindustria di superare il contratto vigente dal periodo fascista e aprire nuove trattative contrattuali.



17 settembre: alla Conferenza monetaria internazionale di Londra, il Ministro del Bilancio Luigi Einaudi presenta la sua linea di politica economica che punta a ridurre la circolazione monetaria attraverso una stretta creditizia

Roma, la Cassazione stabilisce che
le scudisciate, gli spintoni e i calci non sono sevizie ma forme normali di violenza”.

Roma, l’ambasciatore americano James Dunn, in un telegramma indirizzato al segretario di Stato George Marshall scrive: ”C’era un periodo, non molto tempo fa, in cui io credevo che l’Italia potesse farcela, almeno fin all’inizio del prossimo anno.Questa probabilità non mi sembra che esista più. In poco tempo, forse in pochissimo tempo, il problema non sarà più se questo governo, o anche uno simile ed allargato, potrà sopravvivere.Ma sarà se i comunisti giudicheranno che per i loro progetti generali è utile prendere l’iniziativa, che sta passando nelle loro mani, di assumere il governo in maniera legale. Il governo attualmente esistente, o uno simile, è quello che noi dovremmo appoggiare con aiuti notevoli, se vogliamo evitare che l’Italia diventi comunista. Senza tali aiuti, questo cadrà, e le uniche alternative saranno o una coalizione con i comunisti o un governo di comunisti e socialisti nenniani. Entrambe queste soluzioni significherebbero la fine della democrazia in Italia”.



18 settembre: Roma, il ministri che, al termine, emana un comunicato discute “un’ampia relazione di Scelba sull’ordine pubblico”. Lo stesso Scelba, conversando con i giornalisti, afferma di non ritenere che i comunisti, con la manifestazione indetta a Roma per il 20 settembre, vogliano fare un colpo di forza ma che, in ogni caso, esiste nel governo “una volontà vigile e decisa di contrastarlo, e forze d’ordine sufficienti a rintuzzarlo”.

Milano, assemblea delle Camere del lavoro e delle strutture della Confederterra provinciali.

Siglato un accordo con la Confida che prevede una indennità di disoccupazione in seguito ai licenziamenti e una parziale disciplina dell’orario di lavoro, mentre altre richieste sono state disattese.

Genova, il prefetto segnala che l’Associazione industriali si lamenta che “in questi ultimi mesi, a seguito delle recenti disposizioni emanate dalle autorità centrali, le banche hanno negato qualsiasi finanziamento all’industria ed anzi hanno preteso il rimborso delle somme prelevate in più in confronto ai fidi concessi alle aziende”.



19 settembre: Ferrara, dopo 11 giorni ininterrotti di sciopero, è firmato l’accordo per il contratto dei braccianti. L'accordo raggiunto istituisce e regolamenta: l'indennità di contingenza anche nell'agricoltura; l'orario di lavoro per i salariati fissi; il contratto dei tagliariso.



20 settembre: giornata nazionale di lotta contro il carovita, proclamata dalla Cgil.

Roma, il ministro degli Interni Mario Scelba, nel corso di una conferenza stampa, afferma di essere a conoscenza di un piano del Pci per la conquista violenta del potere.



20 – 21 settembre: Bologna, si radunano 100 mila militanti cattolici per commemorare Giovanni Aquaderni, fondatore della Gioventù cattolica italiana, nel 25° anniversario della scomparsa.



21 – 26 settembre: Roma, congresso dell’Uomo Qualunque. Il movimento aveva vissuto nei mesi precedenti la scissione dell’ala filofascista guidata da Emilio Patrissi. Giannini attacca duramente il governo De Gasperi, ma la contestazione sulla conduzione del partito sono molte. In particolare arrivano dal sindaco di Palermo Gennaro Patricolo e dal monarchico Vincenzo Selvaggi.



22 settembre: Longo e Reale a nome del Pci partecipano a Szlarska Poreba, in Polonia, alla riunione costitutiva del Cominform (Ufficio di Informazione dei Partiti Comunisti ndr). L'incontro, che si protrae fino al 28 settembre, servirà per mettere a punto l'iniziativa, destinata a rappresentare l'organismo internazionale di coordinamento del movimento comunista.

Roma, telex dell’ambasciatore americano Dunn al Dipartimento di stato per raccomandare che le misure a favore dell’Italia, compresi gli stanziamenti per 50-60 milioni di dollari, vengano prese prima del voto di fiducia.

Washington, il segretario alla Difesa americano predispone l’invio in Italia di esperti militari, i quali concluderanno che quanto necessita urgentemente è un invio di armi leggere.

Raggiunto l’accordo per i dipendenti dei pubblici servizi che prevede la giornata lavorativa di 8 ore. Le agitazioni proseguono invece sulla piattaforma salariale.

Serra di Falco (Cl), ferito in un attentato Salvatore Alù, vice presidente della cooperativa agricola locale.



23 settembre: Roma, inizia, in Parlamento, il dibattito sulle mozioni di sfiducia presentate da Pci e Psi contro il governo De Gasperi.

Civitavecchia, arrestato il segretario della Camera del lavoro, Giovanni Ranalli.

La Corte di giustizia di Parigi condanna a 20 anni di reclusione l’ex capitano delle Waffen Ss, Robert Leroy.



24 settembre: Washington, il Policy Planning Staff del Dipartimento di Stato prepara un memorandum su “Possibile azione degli Stati Uniti per aiutare il governo italiano nel caso di una presa di controllo dell’Italia del nord da parte dei comunisti e dell’insediamento in questa area di un governo comunista italiano”. Il memorandum passa in rassegna diverse ipotesi, fra le quali, la prima, è quella che il Pci voglia obbligare la Dc a tornare ad una collaborazione tripartitica; la seconda è che voglia passare all’azione con scopo di ridurre l’Italia “in uno stato di caos, nel quale crollino le amministrazioni locali e quella nazionale, e nelle zone controllate dai comunisti possano essere costituiti dei Consigli del popolo, come espressioni spontanee della volontà popolare (...) Una volta nati, questi Consigli del popolo potrebbero essere uniti in modo da formare un governo nazion
ale comunista, la cui autorità potrebbe coprire in un primo momento gran parte dell’Italia del nord, fino a Firenze”. Il documento poi si sofferma sulle possibili reazioni del governo italiano e degli alleati occidentali, affermando che il problema prioritario sarebbe il mantenimento del controllo di tutto il centro - sud e, al nord, di Venezia “dove i democratici cristiani sono forti, e intorno alla quale si concentreranno probabilmente la maggior parte delle truppe americane ed inglesi in attesa di ritirarsi dalla penisola. E’ evidente che il centro- sud ed i suoi 20 milioni di abitanti non potrebbero reggere economicamente da soli. Ma se gli aiuti degli Stati uniti fossero usati solo per gli abitanti di queste regioni e fossero opportunamente e rapidamente aumentati, una certa forma di stabilità potrebbe essere trovata”. Il memorandum che aveva premesso la certezza che il Pci volesse spostare l’Italia nella sfera d’influenza sovietica, precisa che l’analisi compiuta si ferma fino al 12 dicembre 1947, data prevista per il ritiro delle truppe americane dall’Italia.



25 settembre: Milano, attentato contro la sezione del Pci di Porta Garibaldi.

Roma, Mario Ferrari Aggradi consiglia alla presidenza del Consiglio di negare i finanziamenti alla Sade, impegnata nei lavori del bacino idroelettrico del Piave-Vajont: ”Deve significarsi che la posizione della Sade non è diversa da quella in cui molte altre aziende si trovano attualmente o potranno venire a trovarsi a non lunga scadenza e che tale situazione è in diretta relazione con le note misure restrittive del credito, che rientrano nella linea di politica economica adottata dal governo (...).



26 settembre: Roma, Pietro Nenni illustra in Parlamento la mozione di sfiducia, criticando la politica economica e finanziaria del governo. Palmiro Togliatti attacca duramente il ministro degli Interni Mario Scelba per la repressione in atto nel paese.

Frank Gigliotti scrive all’assistente segretario di Stato americano Norman Armour, da La Mesa (California): “Il capo del controspionaggio mi ha detto l’altro ieri: Diavolo se hai sparato a fondo su quanto sta avvenendo in Italia, riferendosi al mio discorso al Quartier generale durante la riunione confidenziale dei dirigenti dei servizi strategici. Ho appena scritto una lettera a Francis Russel per ricordargli cosa gli avevo detto lo scorso maggio e giugno. Come tu sai ho contribuito a difendere l’America in due guerre. Sono di origine italiana e (…) conosco come lavorano i comunisti da quando sono stato commissario all’Assistenza pubblica del mio paese e ho potuto vedere le loro cellule segrete in azione. Non possiamo acconsentire che ciò avvenga in Italia, ma è proprio questo che avverrà se non faremo qualcosa per i gruppi che sono all’immediata sinistra del centro”. “Tutti i gruppi liberali e sinceramente democratici italiani, anticomunisti quanto il nostro stesso governo, si sentono terribilmente scoraggiati e delusi. Sentono che li abbiamo dimenticati dopo averli messi in piedi, specie quando li abbiamo aiutati a costruire l’Armata italiana della libertà. E non possiamo lasciare che succeda questo, perché dovesse capitare un’altra guerra, e Dio voglia che non capiti, allora finiremmo per guadagnarci in Italia la stessa reputazione che adesso abbiamo in Jugoslavia per aver permesso che Mihailovic venisse impiccato da Tito”.



27 settembre: il quotidiano comunista L’Unità scrive a proposito del III Corpo volontari della libertà: “La sua funzione è anti slovena, ma è anche antipopolare e antidemocratica; non è soltanto contro gli sloveni che il III Corpo agisce ma anche contro gli aderenti ai partiti di sinistra. Le autorità italiane sono a conoscenza di questo terzo Corpo. Il prefetto di Udine, cui spesso si sono rivolti gli esponenti dei partiti democratici locali, ha in passato fatto capire che sapeva, ma non poteva fare niente, non poteva intervenire”.



29 settembre: il console americano a Firenze, Orenbaugh, scrive che “Le Questure costituiscono i canali di informazione più validi, facilmente comprabili con un paio di sigarette. Inoltre, poiché tutte le riunioni p
olitiche vengono controllate e riferite ai carabinieri locali, le loro minute rappresentano il miglior censimento degli avvenimenti politici”.



29 – 30 settembre: Milano, riunione indetta dal prefetto fra i rappresentanti dell’Associazione industriale e della Camera confederale del lavoro. Si legge nel comunicato emesso al termine dell’incontro: “riconosciute le gravi condizioni in cui si trovano le aziende industriali grandi, medie e piccole (...) fanno voti: che per la generalità dei settori di industria venga ampliata la concessione di fidi (...) e che da parte delle Autorità vengano impartite disposizioni di selezione qualitativa del credito, nel senso che venga usato un trattamento preferenziale nei riguardi di quei settori che possono portare più efficace contributo alla produzione nazionale e alla occupazione operaia (...).



30 settembre: ha termine il blocco dei licenziamenti concordato fra Cgil e Confindustria insieme alla “tregua salariale”. I dirigenti sindacali lanciano l’allarme per l’ondata di licenziamenti e l’impennata della disoccupazione nel Paese




Settembre: una delegazione della Cgil si reca in visita in Unione Sovietica. Del gruppo fa parte anche il democristiano Luigi Gui.

In tutta la Valle Padana si sviluppa un grande sciopero bracciantile per il rinnovo del contratto di lavoro, la regolamentazione della giornata lavorativa e l’indennità di disoccupazione. Nel modenese si attua lo sciopero alla rovescia: i braccianti iniziano i lavori di miglioria dei fondi senza aspettare l’autorizzazione, per poi rivendicare dagli agrari il pagamento del lavoro svolto.

Il partigiano Manrico Ducceschi redige una memoria per i servizi americani che avevano deciso di creare una rete di copertura sulla ex Linea gotica in caso di conflitto con la Russia.

Firmato, dopo 10 mesi di trattative, l’accordo per i chimici.

Lazio, contadini e braccianti occupano 30mila ettari di terre incolte.



Fine settembre: Forlì, una delegazione di mezzadri e della Federterra si reca a Roma per protestare contro le innumerevoli denunce fatte dagli agrari nei confronti di contadini che avevano sottratto piccoli quantitativi di grano nella divisione dei prodotti. A fine novembre un’altra delegazione si reca a Roma per ottenere la grazia per i coloni colpiti da forti multe, per la sottrazione del grano.



Ottobre: la costituzione della Saar definisce la regione un territorio autonomo, unito economicamente alla Francia.

Roma, firmato il contratto nazionale dei vari comparti dell’industria alimentare.

Modena, la FIOM ottiene l’applicazione, per il periodo invernale di un imponibile di manodopera del 5% sul totale degli occupati nelle aziende metalmeccaniche. Nonostante gli impegni assunti, le Fonderie Riunite licenziano i 26 lavoratori occupati grazie all’imponibile. Il sindacato, per protesta, decide di applicare la pratica della non collaborazione, provocando una forte riduzione della produzione.

Bologna, la SAVE licenzia due membri della Commissione interna. Sciopero di protesta degli alimentaristi e serrata padronale. Viene deciso lo sciopero generale dell’industria e del commercio.

Bologna, inizia una lunga e dura agitazione alla Barbieri & Burzi contro il licenziamento di un membro della Commissione interna e di un capofficina comunista, e per la nomina di un direttore generale “dalla provata incapacità tecnica” e i “metodi polizieschi da questo instaurati nell’azienda”.




1° ottobre: entra in vigore la normativa che impone alle banche di garantire una riserva del 25% sui depositi presso il Tesoro o la Banca d’Italia



3 ottobre: relazione di James Angleton al Dipartimento di Stato: “Quelli sotto elen­cati sono i Movimenti più recenti di ispirazione reazionaria organizzati in Italia:
Partito Nazionale Popolare - finge di essere di sinistra, in realtà ha tendenze filo­monarchi­che. Leader: il conte Battaglia.
Fronte Moderato Nazionale - nuovo nome della Lega Antibolscevica. Sede a Mi­lano in via Camperio con numerosi aderenti. Fondatore l’avvocato Bianco Giovanni Pietro, ex mem­bro dell'Uomo Qualunque, intimo di Giannini.
Partito Comunista Indipendente - diretto da Paolo Orlando. Ha rapporti stretti con i due movimenti di cui sopra. Pur spacciandosi per organizzazione comu­nista è in realtà finan­ziato dalla destra e ha come compito l’inquinamento della propaganda comunista. Orlando è il fondatore della SPES socialista (Studi politici e sociali). Collabora con il Roma Daily American).
Partito della Giovane Italia - guidato dal generale Nahomi e comprende gio­vani di ten­denze conservatrici; patrocinato da Francesco Saverio Nitti, dal Generale Ben­civenga e da Tito Zaniboni (ex socialista di destra). L’organizzazione ha sede a Roma in via Due Macelli e pubblica il periodico Dio e Popolo.
In generale i neofascisti al Nord sono diretti da un ex militare che opera sotto il nome di colonnello M. Il Movimento, che include il generale Mario Carac­ciolo, si ri­tiene essere le­gato intimamente a certi elementi della Massoneria at­traverso il ge­nerale Viggiani e Alessandro Piazzoni. La maggior parte dei neofascisti del Nord opera su scala minore for­nendo agitatori locali e spora­dici. Tre organizzazioni neofasciste formate di recente sono:
Concentrazione Italiana - fondata dal colonnello Pollini.
Lega Italiana - fondata da Augusto Turati, ex segretario del PNF.
Partito Fusionista Italiano - diretto dal settimanale di Bari Il Manifesto.
Si segnala un ritorno all’attività della X MAS, corpo istituito ai tempi della RSI, quantunque il suo leader, il principe Valerio Borghese, sia ancora sotto vigi­lanza. Il suo membro più at­tivo è Ezio Maria Gray, il giornalista fascista amni­stiato di re­cente dal Tribunale speciale. Il gruppo è finanziato dal marchese Patrizzi, dal com­mendator Luce, da Tudini e Valenti, in­gegneri edili (OSS 86500/3 – 1047).
I rapporti di Angleton con i movimenti di destra e con le formazioni clandestine, hanno sempre avuto un duplice scopo: ricevere informazioni e utilizzare uomini e gruppi per ope­razioni speciali. Molte delle azioni organizzate dalla SSU erano fatte all’insaputa anche del Dipartimento di Stato o dell’Ambasciata. La SSU operava come un vero e proprio corpo separato: il governo statunitense lasciava ampia autonomia con la possibilità di scon­fessarlo in ogni momento se la situazione richiedeva di mettere in risalto l’immagine de­mocratica degli Stati Uniti.
E’ interessante anche il riferimento al Roma Daily American. Fondato nel 1946 da M. Cortese, William De Mesa e Jack L. Begon. Quest’ultimo lo ritroveremo nel 1973 coinvolto in una strana vicenda avente sullo sfondo l’inquietante presenza di Sindona. Nel 1947 il go­verno americano farà arrivare agli editori, "sotto forma di sottoscrizioni", 37.500 dollari. Al giornale collaborano noti giornalisti reazionari tra cui Drew Pearson. Altri finanziamenti ver­ranno trovati dall’allora direttore della CIA Allen Dulles.



3 – 4 ottobre: gli agricoltori rompono le trattative sulla concessione delle terre ai braccianti Dopo la mediazione governativa ed la sospensione dello sciopero proclamato dalla Cgil, si arriva ad una tregua: i braccianti restano sulle terre, mentre saranno esaminate le domande di concessione.



4 ottobre: Roma, Palmiro Togliatti, in sede di replica nel corso del dibattito seguito alla mozione di sfiducia presentata da Pietro Nenni il 9 settembre, accusa il governo di essere subalterno alla volontà dei dirigenti americani.

Roma, durante una riunione del gruppo parlamentare del Fronte dell’Uomo qualunque si verifica una spaccatura al suo interno sulla decisione da assumere in merito al voto di fiducia al governo presieduto da Alcide De Gasperi. 18 parlamentari capeggiati da Selvaggi e Russo Perez si dichiarano contrari a negare la fiducia al governo De Gasperi, contro 13 favorevoli, insieme a Guglielmo Giannini, all’azione antigovernativa. Vista la prevalenza degli oppositori, Guglielmo Giannini si vede obbligato a convenire sull’appoggio al governo De Gasperi. Solo successivamente, il monarchico Achille Lauro, in un libro di memorie, renderà pubblico che era stato proprio lui per conto della Democrazia cristiana, ad acquistare con promesse, lusinghe e denaro il voto dei parlamentari del Fronte dell’Uomo qualunque, che voteranno a favore di De Gasperi.
Si arriva così, nella notte, al voto sulla mozione di sfiducia di Pietro Nenni, che è respinta con 271 voti, 63 astenuti e 178 favorevoli. Anche la mozione di sfiducia di Giuseppe Saragat è respinta con 271 voti contrari, 17 astenuti e 224 voti favorevoli. Determinante per l’esito della votazione il voto di 30 deputati dell’Uomo qualunque.

Milano, Anpi, Pci, Psi, Psli, Partito d’azione, Partito repubblicano, Udi, Associazione reduci e Camera del lavoro chiedono, con un ordine del giorno, lo scioglimento del Msi e dell’Ail perché “organizzazioni armate”.

La Cgil presenta al governo un progetto di legge sulla tutela delle lavoratrici madri.



5 ottobre: Varsavia, come stabilito nella conferenza dei partiti comunisti del 21 settembre, nasce il Kominform, un ufficio di coordinamento dei vari partiti comunisti europei. Ne fanno parte i paesi del blocco orientale e i partiti comunisti di Jugoslavia, Italia e Francia.

Washington, George Kennan invia a Robert Lovett una analisi della conferenza dei partiti comunisti, svoltasi in Polonia, nella quale pone in evidenza come i sovietici stiano sacrificando la politica della moderazione nei confronti dell’Occidente a vantaggio di un’altra più aggressiva sul piano ideologico e propagandistico, nel timore di perdere gradualmente il controllo dei partiti comunisti europei: ”E’ noto - scrive - che, dal loro punto di vista, ridurre l’attivismo del movimento e appellarsi a sentimenti liberali significherebbe permettere all’Italia, alla Francia, alla Cecoslovacchia e a altri paesi satelliti di sfuggire al loro effettivo controllo. Di conseguenza, stanno costantemente sacrificando i loro appoggi in Occidente per aumentare il potere all’Est; e stanno giocando tutto sulla loro capacità di conquistare con la forza Cecoslovacchia, Francia e Italia in un prossimo futuro (...) Tutto indica che avvertono un forte senso di debolezza e di pericolo nel movimento comunista in Europa. Noi dovremmo riuscire ad approfittare utilmente di questa situazione”.



6 ottobre: accordo militare tra USA e Iran. Gli americani possono usare le basi militari dislocate nel paese. Due settimane dopo il governo iraniano annulla gli accordi petroliferi con l’URSS.

Genova, attentato dinamitardo contro la federazione comunista.



7 ottobre: firmato il contratto dei tessili.



10 ottobre: Roma, l’ambasciatore americano James Dunn invia al Dipartimento di stato un telegramma nel quale fa riferimento al “programma di Lombardo per il socialismo italiano” (Ivan Matteo Lombardo - Ndr) senza ulteriori particolari, e poi prosegue spiegando che, in un incontro di qualche giorno fa con i membri del comitato Smith-Mundt (commissione parlamentare americana in visita in Italia - Ndr), il primo ministro ha affermato che il prossimo grosso progetto del suo programma è la frattura dei socialisti fusionisti: "il tempo e le tattiche da adottare devono servire a far sì che la porzione dei socialisti rimasti nel campo comunista sia alla fine più piccola possibile (...).

Washington, la Cia ritiene che il governo italiano è in grado di mantenere l’ordine ma, conclude nel suo rapporto, le forze armate “si troverebbero in difficoltà se dovessero simultaneamente difendere la frontiera e sopprimere un’insurrezione interna”.

Roma, il Msi tiene in piazza Montecitorio il comizio a chiusura della campagna elettorale. scatta la reazione dei militanti di sinistra. Per protestare contro la manifestazione indetta dal Msi dinanzi al Parlamento, il parlamentare comunista Mauro Scoccimarro dichiara: “Se le forze dello Stato non sapranno provvedere, il mio partito provvederà da solo”.



11 ottobre: Milano, la Volante Rossa attacca la federazione del Msi, provocando il ferimento di numerosi aderenti al partito, come risposta ai fatti di Roma del giorno precedente.

Roma, durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative, militanti democristiani si scontrano in piazza Dante con attivisti comunisti. Negli incidenti fra i due gruppi muore il militante democristiano Gervasio Federici.

Gli Stati Uniti rendono pubblico il loro sostegno alla divisione della Palestina in due Stati, così come richiesto dal movimento sionista. Due giorni dopo anche l’Unione Sovietica si allinea alla decisione americana.



12 ottob
re: Roma, si svolgono le elezioni per eleggere il consiglio comunale. Il Popolo titola a tutta pagina: “Tutti alle urne per difendere Roma dai nemici della libertà e della fede” e in basso, in grassetto, L’esito delle votazioni registra una forte avanzata della Dc, che passa da 104.000 a 204.000 voti, a spese dell’Uomo qualunque che passa da 106.000 a 63.000; e una più modesta del Blocco del popolo (Pci-Psi-Pd’a) che passa da 190.000 voti a 208.000. Il Msi, alla sua prima prova elettorale, ottiene 24.620 voti.



13 ottobre: Roma, l’ambasciatore americano in Italia, James Dunn, invia a Washington un rapporto sulle confidenze ricevute da Cesare Merzagora relative all’impressione che il Pci non sia del tutto soggetto a Mosca. Ovviamente Merzagora non condivide questa impressione.

Firenze, il viceconsole Leonard R. Mills invia relazione - classificata “segreta” - all’Ambasciata americana a Roma, nel quale segnala: “Fonti attendibili rivelano che a Firenze i comunisti sono in possesso di circa 300 mitragliette, 10 mitragliatrici pesanti, 1500 carabine e un gran numero di bombe a mano. Benché venga spontaneo supporre che il nucleo dei gruppi di azione comunisti sia formato da ex partigiani, è stato accertato che i dirigenti comunisti non sono inclini a fidarsi completamente del loro controllo sui partigiani, i quali vengono pertanto tenuti come forza di riserva. Il minimo stimato di comunisti in grado di entrare immediatamente in azione si aggira sul migliaio di uomini. Parecchi funzionari sovietici sono stati a Firenze per vari periodi, a volte molti mesi, allo scopo di addestrare queste unità semi militari. Essi si celano sotto varie coperture, come il “Garofano Rosso” che pretende di essere un’organizzazione assistenziale. Altri agenti segreti comunisti visitano periodicamente la città per acquistare approvvigionamenti sul mercato locale, che vengono poi imbarcati per la Jugoslavia. E’ stato accertato che materiale militare rubato agli americani ha talvolta fatto parte di questi carichi. Gli sforzi della polizia di investigare sulle attività di agenti stranieri non hanno avuto particolare successo, in quanto costoro dispongono di documenti contraffatti a volte grazie alla connivenza di pubblici ufficiali in altre parti d’Italia, specialmente a Bologna. Nondimeno si è saputo che poco prima della dimostrazione fissata per il 20 novembre 1947 cinque agenti jugoslavi erano arrivati a Firenze da Trieste per una breve visita”.

Ginosa (Taranto), lanciate bombe contro un corteo di contadini che provocano 1 morto e 6 feriti.

Agitazioni nel gruppo Caproni per protestare contro la mancata corresponsione dei salari, fatto tutt’altro che eccezionale in questo periodo.



15 ottobre: Roma, inizia il processo a Junio Valerio Borghese.

Napoli, arrestato nella sede del Msi e tradotto nel carcere di Regina Coeli l’avvocato Vittorio Ambrosini, con l’accusa di apologia del fascismo per le frasi pronunciate durante un comizio a Gioia del Colle.



15 – 17 ottobre: Roma, il direttivo della Cgil decide lo sciopero generale del pubblico impiegodopo il rifiuto governativo di concedere la scala mobile.



16 ottobre: Washington, la Standard Oil, che aveva ottenuto dalla Dc la promessa di poter acquistare raffinerie e concessioni nazionalizzate durante il fascismo, per superare le difficoltà frapposte al raggiungimento del fine dall’Agip diretta da Enrico Mattei, si rivolge per mezzo del suo dirigente,
George Koegler, al Dipartimento di stato: sottolinea anche che “ogni cosa che il Dipartimento di stato potrà fare per aiutarci in merito alla questione italiana, sarà altamente apprezzata”. Il Dipartimento di stato inoltra copia della lettera alla Cia.

Roma, la direzione del Psi, dopo tre giorni di riunione, emette un comunicato nel quale riconferma l’adesione all’intesa col Partito comunista. Immediatamente Ivan Matteo Lombardo informa l’Ambasciata americana della sua volontà di contrastare, insieme ad altri, la decisione della direzione socialista di mantenere il rapporto di alleanza con il Pci, anche a costo di giungere ad un’aperta rottura.



17 ottobre: Bologna, inizia uno sciopero ad oltranza degli alimentaristi contro il licenziamento di due membri della Commissione Interna del pastificio SAVE.



18 ottobre: Bologna, il Consiglio generale delle Leghe e i direttivi dei sindacati di categoria decidono, di fronte all’intransigenza della SAVE, l’allargamento dell’agitazione ai lavoratori dell’industria e del commercio. Il giorno seguente i licenziamenti saranno ritirati.



19 – 21 ottobre: Roma, il comitato centrale del Partito d’azione approva con 64 voti contro 29 la confluenza
nel Psi, dichiarando cessata “l'esistenza giuridica del partito”. Qualche settimana prima, su incarico dell’ambasciatore James Dunn, John Adams aveva invitato a colazione Lombardi per co­noscerne le intenzioni. In un rapporto confidenziale l’incaricato USA agli Affari economici, dopo aver malignamente notato che con la perdita di La Malfa e Parri, il Partito d’Azione non può più contare sull’aiuto economico della Banca Commerciale, afferma che il rifiuto di Lombardi e di altri leader azionisti di passare al PSLI o, come vorrebbe Pacciardi, al PRI, è chiaro segno “della distanza dal mondo del lavoro e dalle masse di questi due partiti” (86500/10-2247).



21 ottobre: Roma, il senatore comunista Umberto Terracini concede al giornalista americano Kingsbury Smith un’intervista nella quale afferma che, se fosse esploso un conflitto armato, l’Italia si sarebbe schierata “contro l’aggressore, quale che esso sia”.



22 ottobre: Terrasini (Palermo), ucciso Giuseppe Maniaci, segretario della Confederterra e militante del Pci, al quale aveva aderito nel carcere di Porto Longone dove era detenuto per reati comuni.



23 ottobre: Roma, il colonnello dell'aeronautica Ugo Corrado Musco, consegna all'ambasciata Usa di Roma un promemoria riservato contenente l'elenco dei dirigenti dell'Ail (Armata Italiana della Libertà). Tra di essi figurano gli ammiragli Vittorio Tur, Alberto Da Zara, Angelo Parona e Tommaso Panunzio; i generali Valentino Babini, Mario Girotti, Luigi Sabatini, Gustavo Reisoli-Matthieu, Angelo Odone, Ferruccio Ranza e Renato Sandalli; inoltre l'ex senatore Riccardo Motta, Guido Astuti, Nicola De Feo, Piero Operti, Angelo Mastragostino, Mario Verduzio, Giovanni Rusconi e Carlo Scalera. L'Ail, per la quale Musco ha chiesto l'appoggio finanziario degli Stati Uniti, è sostanzialmente un'aggregazione monarco - fascista.

Roma, siglato, dopo una dura trattativa, tra governo e CGIL l’accordo sugli aumenti agli statali che ottengono 1.000 lire in più al mese e 760 lire per ogni familiare a carico.



25 ottobre: Roma, la direzione del Pci chiede l’immediata sospensione dei licenziamenti e l’obbligo per gli imprenditori di “destinare alle esigenze finanziarie delle imprese e allo sviluppo della produzione i profitti realizzati durante il fascismo e la guerra e quelli di gestione, nonché la valuta realizzata mediante le esportazioni”, e inoltre “l’istituzione del controllo delle forze del lavoro sulle industrie e sul credito”.

Lucius Clay, comandante delle truppe americane in Germania ordina al capo dell’Information Service, “di attaccare il comunismo, in qualunque modo e ovunque si manifesti”.



28 ottobre: Cittaducale (Ri), attentato contro la sezione del Partito socialista.



29 ottobre: ratificato l’accordo doganale tra Belgio, Olanda e Lussemburgo. Nasce il Benelux.

Lando Dell'Amico, già appartenente alla X Mas di Borghese e successivamente primo segretario nazionale del Raggruppamento studenti e lavoratori del Msi (Movimento Sociale Italiano), è espulso dal partito. Tra le motivazioni del provvedimento la sua collaborazione a Il Pensiero Nazionale, di cui diverrà caporedattore. Col tempo sarà accertata anche la collaborazione di Dell'Amico con i servizi segreti, sia militari che civili.

Milano, sciopero generale di tre ore indetto dalla Camera del lavoro contro i licenziamenti nella industria e le disdette in agricoltura. Nel corso della giornata, gli uomini della Volante rossa capeggiano un gruppo di almeno 300 persone che devastano la sede del periodico Il Meridiano d’Italia, e lanciano bombe a mano contro la sede del Msi.



30 ottobre: Roma, intervenendo alla Assemblea costituente, il socialista Morandi afferma che sono in corso da 50.000 a 60.000 licenziamenti a Milano, da 30.000 a 40.000 a Torino, 40.000 a Genova.

Forlì, sciopero generale contro “l’incomprensione degli organi governativi e (…) le continue minacce di licenziamento delle Associazioni padronali”. Sugli stessi punti un nuovo sciopero è organizzato il 27 novembre.



Ottobre: ricostruito l'ufficio I dello Stato maggiore dell'esercito, al comando del quale è posto il generale Giovanni Carlo Re.



Novembre: scontri armati tra India e Pakistan.

Roma, decisa l’istituzione di una Commissione speciale (composta da 9 sindacalisti, 9 esponenti della Confindustria, 4 rappresentanti dei ministeri interessati e 5 esperti) con il compito di elaborare la Carta dei Consigli di gestione. Non verrà nemmeno insediata.

Il Partito comunista rumeno assume il pieno controllo del governo guidato da Groza.

Il deputato comunista Scotti, già comandante partigiano, smentisce sul periodico Il pensiero nazionale di aver mai valutato in 300.000 i fascisti uccisi dopo il 25 aprile 1945: “I 300.000 morti esistono soltanto nella fantasia – afferma – dei reazionari e dei provocatori. Trecentomila sono al massimo tutti i caduti della guerra, ivi compresi i morti per bombardamento”.



3 novembre: Trieste, l'informatore della Divisione Affari Riservati del ministero dell'Interno Salvatore Scialpi, già agente dell'Ovra (Opera Vigililanza Repressione Antifascismo), invia un Appunto da Trieste riferendosi al magistrato Manlio Cecovini, in attività in quella città. Scrivr tra l'altro che "L'attività del giudice Cecovini è nefasta ai nostri interessi e la popolazione italiana dice che non è giusto che l'Italia paghi i suoi traditori profumatamente. Un trasferimento non farebbe male a costui e tale provvedimento obbligherebbe al Cecovini o di trasferirsi e abbandonare la sua opera nefasta o di fargli chiedere il collocamento a riposo ed in questo caso il nostro paese se lo sarebbe levato dai piedi".

Carbonia, arrestato il segretario della locale Camera del lavoro.

Roma, in piazza Borghese, si svolge una “adunata” di militanti missini alla quale partecipano, fra gli altri, De Ambris, ex vicesegretario della Confederazione fascista dei lavoratori dell’industria; Arnaldo Fioretti, ex componente del Gran consiglio del fascismo e Augusto De Marsanich.

San Giuseppe Jato (Palermo), è ucciso Calogero Caiola, che avrebbe dovuto testimoniare per la strage di Portella.



3 – 4 novembre: riunione del Comitato di iniziativa per la Costituente della terra con la partecipazione di Santi, Bitossi e Pastore per le tre componenti della Cgil.



4 novembre: Milano, due presunti appartenenti alla Volante Rossa sparano a Ferruccio Gatti e al figlio. Squadrista della prima ora, già generale della Milizia fascista e poi organizzatore dei Far (Fasci di Azione Rivoluzionaria), Gatti morirà nove giorni dopo. La polizia accuserà del delitto, tra gli altri, Dante Vecchio e Sante Marchesi, ex partigiani.

Roma, Almirante deferito al confino: “Il dr. Giorgio Almirante – si legge in un comunicato della Questura – segretario della giunta esecutiva del Movimento sociale italiano, già redattore capo di Il Te
vere e di Difesa della razza, capo gabinetto del ministero della Cultura popolare della pseudo repubblica di Salò, è stato deferito alla Commissione provinciale per il confino quale elemento pericoloso all’esercizio delle libertà democratiche, non solo per l’acceso fanatismo fascista dimostrato sotto il passato regime e particolarmente in periodo repubblichino, ma più ancora per le sue recenti manifestazioni politiche di esaltazione dell’infausto ventennio fascista e di propaganda di principi sovvertitori delle istituzioni democratiche ai quali informa la sua attività, tendente a far rivivere istituzioni deleterie alle pubbliche libertà e alla dignità del paese”. Nonostante il pomposo comunicato, Giorgio Almirante sarà assegnato al confino a Salerno dove si recherà per intrattenersi in amabile conversazione con il questore della città, che gli comunica la sospensione del provvedimento.

Roma, siglato un accordo sulle disdette dei contratti per i braccianti.



5 novembre: Milano, ucciso nella sua abitazionel’aderente all’Uomo Qualunque, Michele Petruccelli.

Roma, eletto sindaco il democristiano Rebecchini, per un solo voto di differenza. Determinanti a suo favore sono i voti dei 3 neoeletti consiglieri comunali del Msi.



6 novembre: l’ambasciatore in Italia, James Dunn, invia un rapporto al Dipartimento di stato per segnalare che Giuseppe Di Vittorio, a suo giudizio, starebbe “perdendo terreno grazie alla superstizione italiana” essendo infatti, dice, considerato uno “iettatore”, tanto che “anche dentro al Pci c’è chi comincia ad averne timore”.

Forlì, sciopero generale contro la sentenza della Commissione arbitrale che, facendo proprie le tesi degli agrari, dichiara la non applicabilità nella provincia del Lodo De Gasperi. Una delegazione sindacale incontra a Roma il ministro di Grazia e Giustizia, Grassi.



7 novembre: il "rappresentante dei patrioti" della provincia di Udine colonnello Prospero Del Din, invia una lettera al ministero dell'Interno per sollecitare il "potenziamento dell'Associazione Nazionale Alpini nelle zone di frontiera e nel Territorio Libero di Trieste". Del Din farà parte della "stay-behind" Gladio.

Marsala, la mafia uccide il vice segretario della Federterra Vito Pipitone. Il sindacalista aveva portato avanti diverse battaglie contro il latifondo ed era riuscito a strappare ai notabili vari feudi, tra cui alcuni in contrada Fiocca, tra Marsala e Mazara del Vallo.



8 – 9 novembre: Roma, 1° conferenza economica del Partito socialista.



9 novembre: San Giuliano Milanese, imboscata ad un gruppo di giovani comunisti che tornano da una festa da ballo. Tre sono feriti dai colpi d’arma da fuoco.



10 novembre: firmato il contratto nazionale per i lavoratori del tabacco.



11 novembre: Washington, in una direttiva impartita dal National Security Council si sottolinea che “fra tutti i mezzi praticabili” per contrastare il comunismo in Italia, bisogna annoverare anche i “fondi non registrati”, cioè i finanziamenti in nero.

Roma, l’ambasciatore americano James Dunn invia un telegramma alla Segreteria di stato, nel quale riporta notiz
ie avute da informatori collocati all’interno del Pci: ”Prassenti, capo della cellula comunista del Banco di Roma, ha detto a un informatore degno di fede che molti comunisti sono seriamente preoccupati per il futuro del partito in Italia e sono rimasti profondamente turbati dalle minacce di violenze fisiche con le quali Terracini è stato costretto a ritirare le sue dichiarazioni (...) E’ stato espresso il timore che atti di violenza possano essere commessi contro i membri del Partito comunista che non hanno ancora fatto la loro scelta”.

Robbiano di Mediglia (Milano), come risposta all’imboscata del 9 novembre, spronati dal sindaco Castellazzi alcune centinaia di operai, fra i quali vi sono uomini della Volante Rossa, si recano a casa dell’agricoltore qualunquista Giorgio Magenes Folli, sospettato di aver preso parte all’agguato contro i giovani comunisti. Magenes apre il fuoco uccidendo l’operaio della Breda Luigi Gaiot e ferendo Luigi Rivolta. Arrestato dai carabinieri, è sottratto e linciato. Ferito anche, in una seconda spedizione punitiva, Ferruccio Dallera, anch’egli ritenuto fra gli autori dell’imboscata del 9 novembre. Per gli episodi saranno incriminati Domenico Rivolta, l’operaio Agostino Bombelli, entrambi condannati in primo grado a 10 anni e 8 mesi di reclusione e il sindaco Castellazzi, condannato a 18 anni.

Roma, Lando Dell’Amico pubblica su La Repubblica d’Italia la sua versione sull'espulsione dal Msi, attaccandone i dirigenti che definisce “due dozzine di gerarchi ottusi, alleati con la Democrazia cristiana, con la monarchia e con gli americani che non vanno confusi con una massa di giovani onesti, disinteressati, leali e repubblicani”.



11 – 13 novembre: Roma, durante i lavori della direzione del Pci, Ruggero Grieco attacca Umberto Terracini:(...) Come meridionale do molta importanza a certi elementi sentimentali perché essi hanno una forza in una organizzazione rivoluzionaria: il compagno Terracini non sente, o almeno non sembra sentire, come sentiamo noi, il legame con lo Stato sovietico, col partito bolscevico, con i capi di quel partito; è distante, il compagno Terracini, dalla Russia, dal partito bolscevico, da quella esperienza, da quei capi: egli è distante, egli è obiettivo, in senso di un borghese radicale; quegli uomini, quei fatti, il partito bolscevico, non sono nel suo sistema circolatorio di rivoluzionario (….).



12 novembre: Milano, nel corso dello sciopero generale, un attentato compiuto da neofascisti – successivamente identificati in Ferruccio Mortari, Ernesto Esposito, Domenico Nodari e nel sedicenne Sergio Mortari – contro la sede del Pci ai bastioni di Porta Garibaldi, provoca la violenta reazione degli scioperanti che devastano la sede del Movimento di resistenza patriottica, quella dell’Uomo qualunque, la redazione de Il Meridiano d’Italia e la federazione del Msi.



12 – 13 novemb
re: grandi manifestazioni popolari a Milano, Torino, Vercelli, Alessandria, Novara, Spezia, Venezia, Livorno e Napoli denunciano la colpevole inerzia del governo sul carovita, i salari e i licenziamenti.

Roma, convegno sindacale nazionale sulla mezzadria, nel corso del quale si esamina la mancata applicazione del lodo De Gasperi in diverse province e dell’accordo di tregua mezzadrile, nonché della stessa normativa dell’ottobre 1944 sul riparto dei prodotti.

Intervenendo all’Assemblea Costituente sugli omicidi politici di dirigenti del movimento contadino, Giuseppe Di Vittorio rileva che “questi delitti avvengono sempre quando è in corso o è minacciata un’occupazione di terre incolte, un’applicazione delle prime leggi sociali della repubblica in agricoltura”.



13 novembre: in un appunto, classificato riservatissimo, per il ministro degli Interni Mario Scelba, sono comunicati dati, forniti dal dr. Cucugliata “della Segreteria del presidente della Regione siciliana” sugli omicidi e i ferimenti di dirigenti comunisti. Nell’elenco sono presenti, fra i morti,
i nomi di Accursio Miraglia; Nicolò Azoti, “il quale sarebbe stato ammazzato per vendetta, secondo gli accertamenti”; Filippo Sciortino, che “risulta ucciso dal fratello per motivi di carattere privato” quando non era più dirigente della Federterra; Maniaci; Vito Pipitone; Santi Milisenna; Filippo Forno, in un “episodio di malavita”; Andrea Raia, “appartenente ad una squadra di controllo sul grano – di professione pirotecnico – risulta soppresso per l’azione vessatoria svolta”; Giovanni Castiglione; Girolamo Scaccia; Giuseppe Casarubia; Vincenzo Loiacono; Pietro Macchiarello, “per interessi privati”; Giuseppe Biondo, ucciso “dal proprietario per questioni concernenti i rapporti di lavoro”; Giuseppe Sferrazza, “dal zolfataio democristiano Lo Nobile Angelo in seguito ad una lite fra avvinazzati”; Giuseppe Puntarello, “per errore di persona”; Giovanni, Vincenzo e Giuseppe Santangelo “pregiudicati – uccisi per vendetta”. Fra i feriti: Giovanni Solerino, “le indagini – dice la nota – escludono peraltro il movente politico, confermando che trattasi di vendetta per rancori privati”; Vincenzo Cucchiara, in “episodio di malavita”; Antonio Mannarà, per “cause inaccertate”; Leonardo Adanno, Salvatore Pitti, Giuseppe Silvia e Gaspare Orgia, “feriti negli incidenti di Partinico”; Benedetta Rizzo, a San Giuseppe Iato; Salvatore Alù.
"Leggendo la nota ministeriale si deve tenere presente che la valutazione che se ne deve ricavare è che il
ministro Scelba, aveva tanto scarso interesse a sapere come stessero le cose che non badava per nulla all´identità di quei militanti uccisi; storpiava, ad esempio, i loro nomi. Mio padre, Casarrubea, veniva indicato  indifferentemente per Carubia, Casarubia o Casabia; Addamo diventava Adanno; Patti si trasformava in Pitti e Salvia in Silvia. Tanto quei nomi non contavano nulla e non contava neanche la loro funzione: da dirigenti diventavano semplici iscritti, mai viceversa. Il ministro giocava al ribasso anche con i morti e naturalmente tutto 
l´ apparato lo sosteneva. E fin qui piangiamo con un occhio. Quello che invece non è tollerabile è che i mafiosi vengano indicati assieme ai dirigenti o militanti politici e sindacali uccisi o feriti. Ad esempio Gaspare Ofria, sul quale pendevano parecchi processi per omicidio, e, se non ricordo male, anche delle condanne, era stato certamente ferito nell´assalto contro la sede del PCI/Camera del Lavoro del 22 giugno 1947 in cui morì anche mio padre. Ma non per la nobile ragione spiegata dal locale commissario di pubblica sicurezza, ma per quella opposta. E cioè Ofria, braccio destro di Ignazio Soresi, membro di spicco della Massoneria locale e nel giro del capomafia Santo Fleres, era nel gruppo di fuoco degli ignoti (rimasti per sempre tali) che presero d´assalto quella sezione; aveva la funzione di riferimento logistico, indicava ai basisti che si accompagnavano con lui (e che evidentemente non erano di Partinico) le vie da percorrere per l´attacco e la fuga. Era stato individuato da un ferito, Leonardo Addamo, mentre questi sostava davanti alla sede del suo partito assieme a mio padre e a Lo Iacono. E l´Addamo, per difendersi, aveva estratto la sua pistola - regolarmente denunciata alla ps- e aveva sparato contro l'aggressore. Il commissario, nel redigere il suo bel verbale fece due operazioni semplici: 1) dichiarò che la pistola dell´Addamo era carica, e cioè, che non aveva esploso nessun colpo; 2) incluse l´Ofria tra i feriti senza per niente distinguere tra vittime e carnefici. Il pubblico ufficiale, depistando le indagini e falsificando gli atti ed omettendone altri, faceva il gioco dei criminali. La cosa peggiore è, però, questa: nella storiografia - anche di sinistra- l´Ofria è passato per ben 50 anni come vittima, e tale sua condizione attraversò pure la fase processuale (processo di Viterbo), per la parte civile. Ma a studiare bene le carte le cose stanno in un modo esattamente rovesciato. La stessa cosa possiamo dire per Portella della Ginestra.
Non parliamo, poi, del fatto che tutti i sindacalisti assassinati in quegli anni sono ancora a oggi senza colpevoli. Per citare solo degli esempi, nel caso di Placido Rizzotto, Luciano Liggio fu sistematicamente assolto. Il corpo del sindacalista ucciso, riconosciuto dai familiari, è per lo Stato italiano inesistente, mai trovato; nel caso di Accursio Miraglia, ucciso il 4 gennaio 1947, non si è mai aperto un processo; senza nomi sono poi gli assassini di Calogero Cangelosi, ucciso il 2 aprile 1948 nel paese di Vanni Sacco. E così possiamo continuare per tutto il ventennio successivo, e molto dopo ancora. Consegnare ai posteri quanto meno la verità storica dei fatti è non solo il compito dello storico, è anche il dovere morale di ogni cittadino di buon senso, purchè non abbia la memoria troppo corta" (Giuseppe Casarrubea).


Napoli, nel corso di una manifestazione indetta dalle forze di sinistra contro il Msi, la polizia arresta due operai. Migliaia di militanti comunisti e socialisti si radunano dinanzi alla Prefettura per esigerne la liberazione, e la polizia apre il fuoco, ferendo l’operaio Pietro Russo e Ciro Seccia, di 13 anni.

Sesto San Giovanni (Milano), ferito a revolverate l’ex partigiano Dario Grassi dal sedicenne Dario Redi che dichiara di averlo fatto dietro istigazione di due ex militi fascisti che gli hanno promesso un compenso in denaro.

Milano, gli uomini della Volante Rossa devastano la sede del Movimento nazionale della democrazia sociale di Luciano Patrissi, ferendo due persone.

Cremona, nel corso di manifestazioni indette da organizzazioni di sinistra sono devastate le sedi dell’Uomo Qualunque, de Il Mattino d’Italia e della Provincia del Po.

Roma, Enrico Tosi, parlamentare democristiano, si reca a una colazione di lavoro con John Adams, funzionario dell’Ambasciata americana, al quale riferisce che sarebbe facile organizzare squadre di “lavoratori cattolici” da utilizzare contro gli “agitatori” ma che “si è però deciso che il momento giusto per passare alla maniera forte non è ancora arrivato (…).



14 novembre: Washington, il National Security Council (NSC, Consiglio per la Sicurezza Nazionale) da poco istituito, vara il suo primo rapporto (Nsc 1/1) su "La posizione degli Stati Uniti rispetto all'Italia". Si afferma tra l'altro: "Non ci può essere dubbio sulle intenzioni reali del Partito Comunis
ta Italiano: il suo scopo è una totale sottomissione dell'Italia al controllo sovietico. L'ascesa al potere del comunismo in Italia minaccerebbe da vicino gli interessi americani". E conclude: "Combattere attivamente la propaganda comunista in Italia attraverso un efficace programma di informazione americano e ogni altro mezzo praticabile".

Roma, nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, nella parte relativa all’emissione di un decreto per l’industrializzazione dell’Italia meridionale ed insulare, alle obiezioni sollevate dai ministri Del Vecchio e Einaudi, De Gasperi “rileva che è in atto da parte dei socialcomunisti una lotta di conquista del Mezzogiorno. E’ necessario perciò anche un diretto intervento dello Stato a favore delle popolazioni meridionali”.

Palermo, durante una manifestazione antifascista, la polizia apre il fuoco ferendo gravemente tre operai.

Milano, militanti della Volante Rossa devastano la sede del Partito liberale.

San Severo, Ascoli Satriano, Manfredonia e Lucera, centri tutti in provincia di Foggia, militanti comunisti assaltano e devastano le sedi della Democrazia cristiana e dei partiti alleati.



15 novembre: Cerignola (Foggia), durante una manifestazione contadina, la polizia apre il fuoco uccidendo Domenico Angelini e Onofrio Perrone. Per reazione, i dimostranti danneggiano il palazzo di un agrario e le sedi di alcuni partiti. Negli scontri muoiono anche due agenti. Denunciati 114 lavoratori.



15 – 19 Novembre: Napoli, durante il secondo congresso nazionale della Dc, Alcide De Gasperi attacca violentemente il Pci definendo un “manifesto di guerra” la risoluzione del comitato centrale comunista del giorno precedente, e aggiungendo di sentire “un puzzo acre di guerra civile”.



17 novembre: Washington, il presidente americano Henry Truman chiede al Congresso uno stanziamento
straordinario a favore dell’Italia. Concessi 176 milioni di dollari.

Roma, il capo della polizia , durante un colloquio con gli uomini della Cia della stazione di Roma, afferma che “il governo italiano prevede seri sviluppi nell'immediato futuro”, ma è “fiducioso che la situazione interna possa essere controllata se non sopraggiungeranno aiuti diretti dalla Jugoslavia”. Esprime anche l’opinione che “i comunisti tenteranno di occupare e tagliar fuori dal paese il nord Italia per prevenire i rinforzi del governo finché non arriveranno gli aiuti diretti dalla Jugoslavia”.

In un rapporto dell’Ambasciata americana a Roma si riporta la risposta ufficiale data al colonnello Musco che aveva “avvicinato sia l’attaché militare che la sezione politica per cercare l’appoggio morale e finanziario degli Stati Uniti”, che “naturalmente (…) la politica del governo americano non consente aiuti politici o appoggi a movimenti politici all’estero. Tuttavia – conclude il rapporto – è stato utile ottenere il massimo di informazioni possibili sul movimento da lui rappresentato”.



18 novembre: Corato (Bari), nel corso di uno sciopero generale, la polizia apre il fuoco contro i contadini uccidendo Diego Masciavè, sindacalista Cgil, il bracciante Pietrino Neri e la contadina Anna Raimondi. Altri 10 manifestanti rimangono feriti.

Anche a Trani la polizia carica i manifestanti, ferendone due.

A Bisceglie la polizia apre il fuoco su una manifestazione di disoccupati che chiedono lavoro.

Il console americano a Torino Richard Haven segnala all’Ambasciata americana a Roma che il prefetto di Torino “allarmato dalle attività eversive locali (la Camera del lavoro di Torino è quasi certamente un deposito di armi del Partito comunista) ha chiesto urgentemente almeno 500 bombe a mano di tipo americano. E’ disposto a farle ritirare con un camion ovunque si trovino in Italia”.

Jay Lovestone, segretario del Free Trade Union Committee, scrive al Dipartimento di stato riferendosi all’attività svolta in Europa: “Coordineremo tutto il lavoro per il sindacato libero e la democrazia, nella battaglia contro il comunismo e tutte le altre manifestazioni del totalitarismo”.



19 novembre: Roma, vibrata protesta dei parlamentari dell’opposizione per le affermazioni dal sosti
tuto procuratore di Napoli, Siravo, nel corso della sua requisitoria a carico dell’ ex capo della provincia di Genova, Basile. Il pubblico ministero aveva, difatti, dichiarato che Basile “non era un collaborazionista e, se pure lo fosse stato, forse avrebbe avuto ragione, se si pensi come i liberatori sono stati ingrati verso il popolo italiano”.



20 novembre: Campisalentino (Lecce) nel corso di una manifestazione di contadini, i carabinieri sparano contro per proteggere alcuni crumiri, uccidendo Antonio Augusti e Santo Niccoli e ferendo altri 7 dimostranti.

Como, arrestati, mentre si apprestano a compiere un attentato su commissione contro un’osteria, Ernesto Esposito, Ferruccio e Sergio Mortari i quali confessano la partecipazione ad attentati politici (v.12 novembre), facendo i nomi dei loro complici.



21 novembre: evade il conte Claudio Antonini, collaboratore del tenente Pietro Koch. Il mezzo usato per fuggire è un auto con targa del Vaticano.

Bitonto (Bari), un corteo di lavoratori è disperso dalla polizia con lancio di bombe a mano.

Gravina di Puglia (Bari), nel corso di una dimostrazione di contadini, il possidente democristiano Felice Clary spara da una finestra della sua abitazione uccidendo il bracciante Ignazio Labbatessa.

Partinico (Palermo), ferito da banditi il tenente colonnello Luigi Geronazzo, che morirà qualche giorno dopo



23 novembre: Milano, si svolge alla Pirelli il Congresso del lavoro con la partecipazione delle commissioni interne e dei consigli di gestione, relatori Longo e Morandi. Il congresso lancia la proposta di un “fronte del lavoro e della pace”.



25 novembre: Bisignano (Caserta), durante una manifestazione davanti alla sede dell’Uomo Qualunque, la polizia apre il fuoco sui dimostranti uccidendo l’operaio Rosmundo Mari, e ferendone numerosi altri.

Roma, lanciate bombe contro le sedi de l’Unità e de l’Avanti!.



26 novembre: Aragona e Favara (Agrigento), la polizia apre il fuoco sui minatori in sciopero. Quattro feriti.



28 novembre: Milano, migliaia di manifestanti, guidati da Giancarlo Paietta, occupano la Prefettura per protestare contro la rimozione di Ettore Troilo, l’ultimo prefetto partigiano, vo
luta dal ministro dell’Interno Scelba nel quadro della violenta offensiva contro la sinistra. Non ci furono particolari incidenti perché la Camera del lavoro e più in generale i leader della sinistra si impegnarono per circoscrivere il movimento di protesta. Troilo ebbe la solidarietà della Giunta di Milano, il sindaco Greppi si dimise (dimissioni respinte), ma alla fine Milano ebbe un nuovo prefetto. L’episodio milanese servì comunque a far crescere le divergenze all’interno della CGIL tra chi stava vivendo con l’insofferenza i rapporti con la minoranza democristiana (criticata perché spesso in sintonia con le posizioni del governo) e gli stessi democristiani della CGIL che giudicavano i fatti di Milano come la prova della persistenza di un pericolo insurrezionale guidato dalle sinistre.La situazione affrontati nel milanese fu affrontata nel Direttivo della GCIL che si riunì alla fine di dicembre e in particolare fu Ferdinando Santi a soffermarsi nel suo intervento, affermando che il caso Trailo “si spiega con le ragioni del profondo disagio economico in cui si trovano i lavoratori”.
Mentre è in corso l’assedio alla Prefettura, è ucciso con un colpo alla nuca Igino Mortari, padre di Sergio e Ferruccio Mortari (v.12 e 20 novembre). Due operai della Pirelli, Celestino Ciceri e Alessandro Donizetti, arrestati successivamente negheranno ogni responsabilità. I manifesti affissi in città dicono “Scelba, capo mafia degli agrari, non occuperà mai Milano”. La città è messa praticamente in stato d’assedio, si dimette il sindaco unitamente a un altro centinaio di sindaci della provincia.



29 novembre: New York, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva la Risoluzione 181 che stabilisce la divisione dei territori palestinesi. Gli Stati uniti ottengono il voto favorevole della Grecia minacciando la fine degli aiuti economici, e della Liberia con l’embargo sulla gomma. Il risultato finale è di 33 voti favorevoli, 13 contrari e 10 astenuti. Gli ebrei hanno ottenuto il 55% del territorio palestinese, pur rappresentando il 37% della popolazione e avendone avuto fino a quel momento la proprietà del 7%.

Lecco, nel corso di un alterco per ragioni sindacali, l’industriale Fabio Codega aggredisce a pugni Gabriele Invernizzi, segretario della locale Camera del lavoro. Per reazione gli operai organ
izzano una manifestazione nel corso della quale devastano le sedi di gruppi neofascisti e, occupato il commissariato di PS, s’impadroniscono di Codega e lo riducono a botte in fin di vita.



30 novembre: Genova, Luigi Longo parla dinanzi a 30 mila partigiani delle Brigate Garibaldi, affermando: “Oggi occorre un governo che rappresenti l’espressione delle migliori tradizioni della nostra guerra di liberazione”.



Novembre: Austria, i comunisti sono estromessi dal governo.



1 dicembre: secondo una dichiarazione di Paolo Emilio Taviani ambienti della Dc attendevano armati l'esito della consultazione elettorale del 18 aprile 1948: "Ero vice segretario nazionale della Dc ed ex comandante partigiano; avevo rapporti continui con Enrico Martini Mauri, Enrico Mattei e Giovanni Marcora. Uomini provenienti dai patigiani autonomi erano ancora, in parte, in possesso di armi. Per il tenore degli eventi che potevano verificarsi dopo le elezioni, cioè di una non accettazione da parte comunista di una sconfitta, sin da metà dicembre del 1947 le armi erano state mantenute".

Roma, la Cassazione, esaminando il ricorso di Dino Grandi, scrive: ”Non cade dubbio che Grandi, reduce dalla guerra 1915-18 da lui combattuta con passione ed eroismo (...) fu in Bologna uno dei fo
ndatori del movimento fascista che a lui come a tanti altri ex combattenti, si presentava quale argine all’estremismo dilagante nel paese ed ostacolo alla mutilazione della vittoria, conseguita con enorme sacrificio di vite umane. Ma è accertato che egli, contrariamente all’atteggiamento di altri esponenti del locale fascismo, quali Arpinati e Baroncini, che pure in avvenire furono suoi ostinati competitori, tendeva all’affermazione del movimento fascista non attraverso azioni di violenza, bensì attraverso una fattiva e fervida propaganda, intesa a convincere che gli ideali fascisti se realizzati avrebbero salvato il Paese dalla rovina, alla quale stavano per portarlo i partiti estremi specialmente con i frequenti scioperi, anche di servizi pubblici ed i non troppo energici governi che si susseguirono al timone dello Stato (...) In attuazione di tale principio organizzò sindacati che attraverso la sua indefessa opera si andarono sviluppando al punto da contrapporsi alle Camere del lavoro socialiste, note per i loro eccessi (...). E, sul ruolo di Guardasigilli ricoperto da Grandi, sottolinea: ”Di tutto egli si occupò: dette al paese nuove leggi civili, quali si confacevano alle sue mutate condizioni etiche, sociali ed economiche; rinforzò l’ordinamento giudiziario e non smise di portare la sua benevola attenzione sui più modesti dei suoi amministratori”.



2 dicembre: sciopero nazionale dei dipendenti degli enti locali.



3 novembre: il governo presieduto da Alcide De Gasperi vara la prima legge di repressione del neofascismo.



4 dicembre: un documento dell’Ambasciata americana a Roma fa riferimento ad un proprio “informatore nell’ufficio del primo ministro”. E’ Paolo Canali, segretario personale di Alcide De Gasperi.

Roma, Il Globo ribadisce la linea assunta dalla Confindustria sul tema dei licenziamenti: ”I peggiori rendimenti si hanno dove c’è esuberanza di personale e dove non si possono fare licenziamenti (...) questo fatto mortifica lo spirito d’iniziativa e limita le nuove assunzioni”.



5 dicembre: Roma, telegramma dell’ambasciatore Dunn al Segretario di Stato Marshall nel quale si riferisce che De Gasperi insiste per il rinvio della partenza delle truppe USA e che è De Gasperi a suggerire la dichiarazione intimidatoria di Truman. Inoltre è proprio il governo italiano a premere su quello statunitense fornendo false informazioni continuando a parlare del pericolo di “aggressioni esterne” (cioè dell’URSS) del tutto inesistenti, contribuendo a spingere la strategia americana sempre più contro gli interessi della pace.

Agrigento, una manifestazione di disoccupati è repressa dalla Celere con l'uso di armi da fuoco. Ucciso un dimostrante e feriti gravemente tre donne e un bambino.

Roma, nel corso di uno sciopero degli edili le forze di polizia aprono il fuoco, nel quartiere di Primavalle uccidendo l’operaio Giuseppe Tanas e ferendone altri due.

Pozzuoli (Napoli), convegno sindacale sulla rinascita del Mezzogiorno.



5 dicembre: Bologna, assemblea dei lavoratori della Barbieri e Burzi contro il licenziamento di un membro della Commissione Interna, la nomina di un nuovo vice direttore generale e per l’assunzione di 40 lavoratori, come previsto dall’accordo siglato.



5 – 6 dicembre: Bologna, convegno nazionale delle cooperative agricole. Decisa la costituzione dell’AICA.



6 dicembre: Roma, la Cassazione, a sezioni riunite, nel ricorso Bottai, Federzoni e Rossoni, afferma che coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche durante il fascismo non sono punibili "per fatti che, se non riferibili a cariche od attività di natura politica, vanno considerati anche in
relazione alle esigenze del momento ed alle condizioni ambientali, cui non potevano non conformarsi tutti i partecipi della vita pubblica. Giacché per nessuno certo può costituire motivo di colpa il non essersi appartato o l’avere, invece, esercitato i propri diritti civili e politici, cooperando anche al Governo più o meno attivamente”.

Roma, 100.000 partigiani partecipano al 1° congresso della Resistenza. Molti ex appartenenti alle brigate garibaldine sono in divisa ed armati.

Sciopero nazionale dei giornalisti per il contratto



7 dicembre: Roma, l’ambasciatore americano Dunn invia a Washington l’elenco delle forniture militari richieste dal governo italiano.



8 dicembre: Bologna, scioperano per due ore i lavoratori della Barbieri e Burzi. La direzione accetta l’allargamento dell’organico.



9 dicembre: l’Ambasciata americana a Francoforte trasmette un messaggio che informa: “L’ufficio del vice direttore dei servizi strategici ha telegrafato oggi al Dipartimento della guerra informazioni di relativo interesse che tendono a confermare l’invasione dell’Italia via Jugoslavia. Data stabilita febbraio-primavera 1948. Le informazioni provengono dai servizi italiani e dal Vaticano”.

L’attaché militare dell’Ambasciata americana a Roma, informa in un rapporto sulla richiesta di armi avanzata dal governo De Gasperi: “Faremo un accordo informale, poiché gli italiani non desiderano mettere niente per iscritto”.



11 dicembre: il segretario della Difesa americana Forrestal conferma che la richiesta di armi avanzata fatta dal governo italiano, è stata inoltrata al Dipartimento delle forze armate.

In un documento dei servizi strategici americani si legge, a proposito dell’Ail, che “il colonnello Musco è solo il titolare. Ma il vero capo è il generale Sorice, ministro della Guerra nel primo gabinetto Badoglio. Anche il maresciallo d’Italia Giovanni Messe è in contatto con il gruppo”.



11 – 12 dicembre: Roma, la GCIL proclama uno sciopero generale provinciale per protestare contro la crescente disoccupazione. La minoranza democristiana prende pubblicamente posizione contro lo sciopero invitando i lavoratori a disertarlo. La presa di posizione della componente democristiana spaccò la maggioranza sull’atteggiamento da prendere. Alla fine prevalse la posizione di chi (Di Vittorio e Santi in particolare) voleva tentare ogni strada per salvare l’unità del sinda
cato. Venne così proposta una sorta di Carta dei diritti e dei doveri della minoranza, la quale riconosceva il “diritto di rendere pubblica la propria opposizione alle decisioni della maggioranza” con il solo vincolo di “non agire contro l’organizzazione”. La minoranza risponde con un articolo di Giulio Pastore pubblicato ai primi di gennaio del 1948 sul Popolo. Le argomentazioni del leader sindacale democristiano sembrano un passo vanti nel mantenimento dell’unità sindacale, ma l’aggravarsi della fase politica che culminerà con le elezioni politiche del 18 aprile 1948, di fatto, impedisce alla minoranza democristiana – per quanto favorevoli fossero le condizioni della proposta – di accettare il modus vivendi proposto.



12 dicembre: Roma, la polizia carica la manifestazione indetta in occasione dello sciopero generale. Picchiati anche numerosi parlamentari presenti.

Milano, l’ingegner Italo Toffanello, dirigente della Falk, è sequestrato e subito rilasciato dalla Volante Rossa.



13 dicembre: Memorandum inviato al Segretario di Stato dal generale D.H. Arnold, della Divi
sione Piani e Operazioni: “il Dipartimento delle Forze Armate è preparato a fornire al governo italiano le seguenti partite di armi e munizioni: proiettili US calibro 30 M 1903 n° 50.000; pistole automatiche calibro 45 M 1911 n° 5000; fucili mitragliatori calibro 45 Thompson n° 20.000; cartucce Ball calibro 30 n: 30.000.000; cartucce Ball calibro 45 n° 20.175.000”. Queste voci fanno parte di una prima partita che il governo statunitense può fornire “senza costo al governo italiano”. Le armi arriveranno via mare a Pozzuoli e via terra, su mezzi di trasporto adeguatamente blindati, via Germania e Brennero. Andreotti ha più volte sostenuto di non aver mai sentito De Gasperi parlare di armi, ma scongiurare “con voce eccitata e commossa” che gli arrivasse grano. Proprio in quei giorni, invece, il governo italiano si impegna a pagare a quello americano 10 milioni di dollari per il completamento della fornitura di armi. Lo comunica l’ambasciatore Dunn, il successivo 25 marzo del 1948: “In conformità all’accordo raggiunto (…) con il comando della Difesa, generale Trezzani (…) viene accettata tramite il pagamento di 10 milioni di dollari (…) dovrà essere pagata prima del 1° luglio 1948 (…) ulteriori accordi vennero stipulati dal generale Trezzani e dal ministro della Difesa Facchinetti”.



14 dicembre: Washington, il presidente Truman,parlando dell'Italia, dichiara: ”Nonostante gli Stati Uniti stiano ritirando le loro truppe dall’Italia in base agli obblighi assunti con il Trattato di pace, il
nostro paese continua ad avere un interesse nel mantenimento di un’Italia libera e indipendente. Se lo sviluppo degli avvenimenti dovesse dimostrare che la libertà e l’indipendenza dell’Italia che sono le premesse su cui sono basati gli accordi di pace, sono minacciate direttamente o indirettamente, gli Stati Uniti, in quanto firmatari del Trattato di pace e in quanto membri delle Nazioni unite, si sentiranno obbligati a chiedersi quali misure possano essere più idonee al mantenimento della pace e della sicurezza”.



15 dicembre: le truppe di occupazione alleate si ritirano dall'Italia

Roma, De Gasperi decide di attuare un rimpasto, facendo nascere un quadripartito con Dc, Pli, Psli, e Pri, che di fatto inaugura l'epoca del centrismo, un'epoca destinata a durare un quindicennio

Roma, emanato un decreto per l’industrializzazione dell’Italia meridionale con esenzioni fiscali e facilitazioni per i finanziamenti da parte delle sezioni di credito industriale del Banco di Napoli e di Sicilia.
Questo decreto (D.L. n. 1598 del 14 dicembre sulla industrializzazione del Mezzogiorno) segna l'inizio della politica dell'intervento straordinario

Forlì, con una grande manifestazione in piazza Saffi, riprendono le agitazioni dei mezzadri per l’applicazione del Lodo De Gasperi. Nei giorni successivi i contadini sospendono l’invio dei prodotti nei mercati della provincia. Dopo otto giorni di agitazioni, il ministro Segni convoca a Roma una delegazione di agrari e contadini, di fronte alla quale ammette l’errore del giudice, invitandoli a riprendere le trattative. Ma solo la proclamazione di un nuovo sciopero per il 15 gennaio induce li agrari a sedersi al tavolo. L’accordo è sottoscritto il 13 gennaio e si concorda “l’applicazione del Lodo De Gasperi nella provincia di Forlì”. Inoltre viene preso l’impegno di applicare l’imponibile per la massima occupazione in agricoltura.
Questo accordo è molto importante perché a Forlì, insieme ad altre sole 12 province, il Lodo è applicato mediante accordi sindacali. In 11 province era stato necessario ricorrere, sia pure con successo, alle decisioni della Commissione Arbitrale. In altre 31, alla fine del marzo 1949, il Lodo non era ancora stato applicato.



16 dicembre: Mosca, in una riunione alla presenza di Malenkov e Zdanov, e a cui interviene lo stesso Stalin, sono consegnati a Pietro Secchia i 600.000 dollari da quest’ultimo richiesti a nome del Pci, come necessari per sostenere l’impegno del partito in Italia

Il vapore argentino "Santa Fé" porta in Italia un carico di generi alimentari e di altri aiuti destinati all'Italia prostrata dalla guerra, "con motivo dell'approssimarsi delle feste di Natale"

Roma, in occasione dello dello sciopero provinciale contro il carovita, la corrente democristiana della Cgil distribuisce un volantino estremamente critico, nel quale si legge: “Non cedete ad imposizioni politiche. Recandovi al lavoro, voi difendete la vostra libertà e contribuirete concretamente a quella ripresa produttiva che sola potrà risolvere i problemi del lavoro e della ricostruzione”.

Camporeale (Palermo), sfugge per puro caso ad un agguato il rappresentante della Federterra, Michele Abbate.

Milano, lanciata una bomba a mano contro l’abitazione di Andrea Gastaldi, segretario del Pnf a Torino dal 1931 al 1934.



17 dicembre: il consiglio della Lega araba respinge la decisione dell’ONU di spartizione della Palestina. Dichiara inoltre di essere pronto ad opporsi con la forza a ogni tentativo di divisione.

Washington, il National Security Council approva una direttiva che autorizza la Cia a “condurre operazioni clandestine di guerra psicologica contro le forze comuniste”.

Bologna, inizia uno sciopero ad oltranza dei lavoratori della Barbieri e Burzi contro il licenziamento per rappresaglia del capo officina Barnabà.



18 dicembre: Roma, il Viminale invia ai prefetti ed ai questori una circolare con la quale s’impone di vigilare per evitare che i dimostranti possano “fraternizzare” con le forze di polizia con il proposito di “disarmarle moralmente”.



19 dicembre: Roma, il Parlamento vota la fiducia governo De Gasperi che ottiene 303 voti a favore, 148 contrari e 14 astenuti. Ugo La Malfa, riferendosi all’ingresso nel governo dei repubblicani e dei socialdemocratici, afferma: “Io spero che questo piccolo rapporto rappresentativo significhi un arresto della marcia antidemocratica del popolo italiano: un arresto che da 2 anni a questa parte non si è mai avuto, sia che al governo vi fosse l’on. Togliatti, sia che vi fosse l’on. Nenni. Spero che si raggiunga lo scopo”.

Palermo e Caltanissetta, la polizia interviene contro manifestazioni operaie: feriti 70 lavoratori.

Partinico (Pa), la banda Giuliano uccide il tenente colonnello dei carabinieri Luigi Geronazzo.

Napoli, si svolge il Congresso del Mezzogiorno, che proclama la lotta contro il “governo asservito alle forze e ai gruppi di monopolio industriale e della reazione agraria, nemica del Mezzogiorno”. I comunisti chiedono che venga dato corso all’esecuzione dell’art.44 e degli “altri articoli della Costituzione destinati al rinnovamento dell’agricoltura”.

Palestina, per vendicare l’uccisione di un colono, militanti ebraici fanno saltare in aria una casa con gli abitanti all’interno, uccidendo 3 uomini, una donna e 4 bambini.



20 dicembre: Treviso, una manifestazione di aderenti ai partiti di sinistra è stroncata dalle forze di polizia che aprono il fuoco provocando numerosi feriti.

Forlì, intervenendo al V Congresso provinciale del PCI, Luciano Lama interviene sulle questioni dell’unità sindacale, affermando tra l’altro: “non abbiamo avuto il coraggio di organizzarci in senso permanete democratico (…) E’ più facile distribuire 100.000 tessere (…) ma quando è necessaria l
a lotta è inutile che abbiamo tante tessere. Se vogliamo resistere all’attacco, che ci sarà, e più duro di quanto voi immaginiate, dobbiamo creare una tale organizzazione capillare e fare sì che i dirigenti e i rappresentanti siano una cosa sola (…) Oggi che si è rotta l’unità politica delle forze democratiche, oggi non esiste che uno strumento unitario: la CGIL. Se non riusciamo a salvare questa unità dal punto di vista sostanziale, legandoci a tutti i lavoratori di tutte le correnti, noi indeboliamo il fronte del lavoro (…) Dobbiamo spogliarci di ogni settarismo ed avvicinarci a tutti i lavoratori di tutte le correnti”.

Rimini, i lavoratori del mare iniziano uno sciopero ad oltranza per l’applicazione integrale dell’accordo firmato il 15 settembre. Gli armatori rispondono con la serrata e con, a partire dal 26 gennaio, la disdetta dell’accordo. Dopo settimane di trattative, si arriva alla firma di un nuovo accordo per tutti i motopescherecci del compartimento di Ravenna e Forlì.



21 dicembre: Canicattì, nel corso di uno sciopero i carabinieri, intervenuti a proteggere la sede dell’Uomo Qualunque, aprono il fuoco uccidendo Giuseppe Amato, Salvatore Lauria e Giuseppe Lupo, ferendo gravemente 9 persone e lievemente altre 11.

Bologna, si riunisce la Costituente della terra, alla quale aderisce la Federazione nazionale dei coloni e dei mezzadri, fondata a Siena qualche giorno prima. Relatori sono Grieco, Miglioli, Cacciatore e Gullo. I due primi sostengono i “comitati per la terra” come organismi capaci di promuovere il rinnovamento delle campagne. Della Costituente fanno parte comunisti, socialisti e, a titolo personale, il democristiano Guido Miglioli. Non aderiscono invece né la corrente cristiana dei lavoratori della terra, né la Democrazia Cristiana.



22 dicembre: Roma, approvato il testo della nuova Costituzione repubblicana che entrerà in vigore dal 1° gennaio 1948. Lo stesso giorno Enrico De Nicola assume a tutti gli effetti la carica di Presidente della Repubblica.

Washington, il direttore della Cia promuove la creazione del Gruppo per le procedure speciali, emanazione dell’Ufficio operazioni segrete (Oso), destinato ad operare in Italia.

Campobello di Licata, nel corso di uno sciopero, la polizia apre il fuoco sui dimostranti: muore Francesco D'Antone.



24 dicembre: Grecia, il leader della Resistenza, Vafiadis Markos, proclama la costituzione di un governo provvisorio.



25 dicembre: Milano, in occasione del consueto discorso di Natale ai milanesi, il cardinale Idelfonso Schuster afferma:  “Quell’unità nazionale che è stata recuperata con tanto sacrificio per escludere il dominio straniero oggi apparisce nuovamente compromessa ed in pericolo da parte di una diversa Unità che ha il suo quartiere generale molte miglia verso gli Urali. Ma che dico lontano, quando invece la loro quinta colonna è palesemente dentro casa ed in palese assetto di guerra?”.



27 dicembre: Henry Tasca, rappresentante del ministero del Tesoro americano in Italia, invia a Washington un rapporto dal titolo “Counter Measures to Policies and Tactics of the Italian Communist Party”, nel quale elenca le misure da adottare per sconfiggere il Pci.

Roma, si riunisce il Direttivo della CGIL. Tra gli argomenti in discussione, è approvata a maggioranza una risoluzione sul Piano Marshall nella quale si afferma che “Il comitato direttivo della CGIL, constata la minaccia di crisi che si fa pesare sul movimento sindacale nazionale e intern
azionale da parte di sostenitori e avversari per Piano Marshall, rileva che tale questione non può e non deve essere motivo d’incrinatura del movimento sindacale e della sua unità. Dal punto di vista sindacale, infatti, le organizzazioni dei lavoratori non hanno alcun obbligo di pronunciarsi pro o contro tale Piano”. Gaetano Invernizzi, segretario della Camera del lavoro di Milano, a proposito del caso Troilo, afferma: “Solo l’opera moderatrice della Camera del lavoro è riuscita ad evitare atti inconsulti”.

Firenze, si riuniscono i rappresentanti dei “Comuni democratici”. Relatori il comunista Celeste Negarville, sindaco di Torino, e il socialista Lucio Luzzato. Nasce la Lega dei Comuni alla quale aderiscono oltre 3000 Comuni.



28 dicembre: Alessandria d’Egitto, muore a 78 anni l’ex re Vittorio Emanuele III di Savoia.

Roma, al Planetario si svolge una manifestazione unitaria con i rappresentanti del Pci, del Psi e delle organizzazioni di massa che prefigura la nascita del Fronte popolare democratico.



30 dicembre: Romania, il re Michele abdica e abbandona il paese.

Haifa, militanti ebrei dell’Izl lanciano bombe a mano contro una piccola folla di arabi in attesa di prendere l’autobus, provocando 6 morti e decine di feriti. In due precedenti attentati compiuti a Gerusalemme il 13 e il 29 dicembre, i militanti agli ordini di Menachem Begin avevano ucciso 80 arabi e ne avevano feriti 37.



31 dicembre: Haifa, le forze ebraiche dell’Haganah e delle Palmah attaccano il villaggio di Balad al-Shaykh con l’ordine di  “uccidere il maggior numero di maschi adulti”. Il bilancio finale è di 60 morti, comprese donne e bambini. Nel villaggio di Hawassa, 16 uomini sono stati uccisi ed altri 10 feriti.

Roma, una direttiva del ministro Vanoni stabilisce di dare in concessione alle cooperative bracciantili i terreni demaniali, adatti prevalentemente a piantagioni arboree e alla pioppicultura, già assegnati dal passato regime a concessionari privati previa corresponsione di un modesto canone, in vista della scadenza delle concessioni per il biennio 1948-1949. La direttiva comporta l’allargarsi delle occupazioni di terra in tutto il Paese da parte di cooperative giovanili, organizzate dalle leghe, e a un conseguente contenzioso penale per le denunce degli agrari e dei prefetti.

Milano, manifestano i disoccupati. Il prefetto emette un decreto che ordina alle aziende a non superare le 40 ore settimanali per favorire nuova occupazione. Il decreto avrà vita brevissima per il veto posto a livello governativo.

Scioperano e manifestano i lavoratori bancari contro la ventilata decurtazione di alcune voci di stipendio.



Dicembre: Milano, arrestati i militanti del Msi Giovan Maria Guasti, Ferdinando Castro, Ferruccio Mortari e Violetta Padroni, accusati di aver organizzato ed eseguito l’attentato contro la sezione del Pci di porta Garibaldi, il 25 settembre.

Siena, si svolge il congresso della Federmezzadri, dove la componente comunista ottiene il 73% e la socialista il 18%.

Sciopero generale nella bassa modenese per ottenere l’avvio dei lavori del canale Sabbiocello.

Nel 19
47 i disoccupati stimati ufficialmente salgono da 1.654.880 del 1946 a 2.025.140.



DURANTE L'ANNO

Genova
, 1° Congresso della Camera del Lavoro: vengono designati gli organismi di fatto dai partiti (10 membri PCI, 6 PSI, 4 DC, 2 Comunisti Libertari, 1 PRI). Si apre lo scontro tra due mozioni su rapporto tra sindacato e la politica, sul diritto di sciopero, sugli uffici di collegamento e sulle serrate

Genova, la ERG inizia a raffinare petrolio. Nel 1950 sarà inaugurata la raffineria in Valpolcevera

Accordo sulle Commissioni Interne. L'accordo prevede apposite procedure per i licenziamenti sia collettivi che individuali. Per la prima volta viene intaccato il principio del licenziamento «ad nutum» sancito dal Codice Civile

Nasce il primo grande movimento pacifista di massa: i Partigiani della pace. Nel movimento confluirono esperienze pacifiste minori come quelle del Movimento cristiano per la pace. Nei Partigiani della pace militavano anche alcune frange cattoliche non allineate, deluse dalla posizione assunta dalla Chiesa, cui appartenevano le Avanguardie cristiane di don Primo Mazzolari
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