Questa guida è obsoleta!

Il nuovo indirizzo con la guida riscritta
e aggiornata è questo:


Produzione musicale













Di seguito, per dovere di archivio e per vecchi riferimenti, ecco la vecchia guida, che non viene più aggiornata.


Aggiornato al 22 novembre 2011


Licenza

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Introduzione

Sono sempre di più nel mondo i musicisti che scelgono i sistemi liberi per produrre la propria musica. Oltre a questioni di carattere puramente etico o filosofico, il software libero ha tre grandi vantaggi pratici:
- molto spesso è gratis. Non lo è sempre, ma soprattutto per il singolo utente privato nella stragrande maggioranza dei casi l'open source musicale è davvero software "free", sia nel senso di "libero" sia nel senso di "gratis". In particolare, in questa guida userò solo software gratis, quasi sempre anche libero.
- è trasparente e di tua proprietà: puoi sempre sapere che fine fanno i tuoi dati quando finiscono nei programmi liberi, e quello che produci rimane tuo. Nei programmi proprietari invece, anche se gratis, devi sempre sottoscrivere un contrattino per cui ti impegni a non voler sapere che fine fanno i tuoi dati. E soprattutto: la musica che produci con quei programmi commerciali è regolata dalla licenza dello specifico programma che usi. Potrebbe benissimo accadere che se poi la vuoi vendere o eseguire dal vivo, dovrai scendere a patti con i detentori dei diritti del programma che hai acquistato... Col software libero, nulla di tutto questo!
- non essendoci un'unica grossa suite commerciale che fa tutto, ma un insieme di piccole applicazioni ognuna che fa bene il suo mestiere che poi vengono sincronizzate con un ulteriore programma (l'open source offre la possibilità infatti di avere protocolli standard così che tutte le applicazioni possano comunicare agevolmente fra loro senza problemi di formati proprietari, conversioni e brevetti), se dapprima ci si può trovare un po' disorientati ben presto si capisce che è come essere in una vera sala di registrazione, con migliaia di macchine, strumenti e cavi, tutti da attaccare a piacimento e da sincronizzare con una patch-bay. Insomma, molta più libertà di metodo e modularità.

La musica su GNU/Linux non è più a livello amatoriale: oggi sono molti gli studi di registrazione professionale che si appoggiano su GNU/Linux. Solo in Italia eccone alcuni:
Sonic Studio (Firenze)
T.rex Recording Studio (Milano)
Cricket Studios (Bologna)
Purple Snake Recordings (Roma)
Centogradincantina (Sersale, in Calabria, qui la pagina FaceBook)
Flyingstudio (Roma)

È da sfatare ormai l'idea che nella musica GNU/Linux non possa essere usato dai professionisti. Con ogni probabilità mancano ancora prodotti per la produzione di musica house e techno, ma se si esce dall'ambito DJ, discoteche, remix eccetera, e si entra nell'ambito più specifico di home recording (rock, pop, classica, jazz eccetera) allora sicuramente GNU/Linux non ha più nulla da invidiare ai suoi costosi e/o instabili colleghi commerciali Mac e Windows.

Contatti e risorse

Se volete salutarmi, ringraziarmi, insultarmi eccetera, insomma per ogni cosa che volete dirmi che non c'entri con le questioni tecniche di questa guida, andate nella pagina dei contatti.

Per le questioni tecniche invece ecco dove chiedere e dove trovare risorse interessanti:

Ubuntu-it Forum - Multimedia: Sezione multimedia del forum italiano di Ubuntu, la sezione più adatta per fare domande su singoli software di questa guida, se usate Ubuntu (ho chiuso il thread specifico sul forum italiano di Ubuntu per ampliare o modificare questa guida, dato che ora è meglio concentrarsi sui singoli aspetti senza mettere tutto alla rinfusa in un unico thread).

Linux Daw Music Center: Forum italiano appena nato per parlare di tutte le cose di cui si parla in questa guida, e oltre. Non si parla solo di Ubuntu ma anche delle altre distribuzioni GNU/Linux. L'obiettivo è quello di diventare il forum di riferimento per i musicisti italiani che usano GNU/Linux.

Martjan Planet: Un ottimo blog italiano dedicato alle tematiche trattate in questa guida.

Homestudio Italia: Forum italiano di musica e PC in generale. Non parla molto di GNU/Linux, ma è molto interessante per le tecniche compositive e di registrazione, che son comuni per tutti i musicisti.

Linux Home Recording: Blog in inglese che offre numerosissime dritte su come registrare audio con GNU/Linux.

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1. Preparazione

NOTA BENE:
Queste istruzioni sono per Ubuntu 10.04 Lucid Lynx e
Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot.

Se non l'avete già fatto in precedenza, dobbiamo aggiungere i repository di Medibuntu.

sudo wget http://www.medibuntu.org/sources.list.d/`lsb_release -cs`.list --output-document=/etc/apt/sources.list.d/medibuntu.list; sudo apt-get -q update; sudo apt-get --yes -q --allow-unauthenticated install medibuntu-keyring; sudo apt-get -q update

Quindi:

sudo apt-get dist-upgrade

Infine, installiamo codec proprietari e varie cose che potranno servirci:

sudo apt-get install ubuntu-restricted-extras non-free-codecs fusion-icon libdvdcss2 w32codecs


Se avete ubuntu a 64 bit, scrivete w64codecs invece di w32codecs.

Se vi chiede delle cose in inglese con grafica testuale, dovete premere su "OK" o "Sì" o "Yes" dirigendovici con il tasto TAB della tastiera (quello vicino alla lettera Q) e poi premete invio.

Oltre ai codec, avete anche Fusion-Icon. È un programma per disattivare e riattivare gli effetti 3D del desktop, al volo, nel caso che alcuni programmi non funzionassero con gli effetti 3D (ilcubo rotante eccetera). Per lanciare Fusion-Icon, andate su Applicazioni → Strumenti di sistema → Compiz Fusion Icon. Vi apparirà un'icona blu in alto a destra. Cliccandoci col destro, selezionate "Select Window manager". Scegliendo "Metacity" disattiverete al volo gli effetti 3d, se scegliete "Compiz" li riattiverete.

2. Installare il kernel RT

N.B.: Se avete Ubuntu 10.10 e seguenti, passate direttamente al capitolo 3

È un kernel che abbassa la latenza dell'audio, rendendo però il sistema meno efficiente per usi di rete e server. Se avete una buona scheda sonora e/o un computer abbastanza potente vi conviene installarlo, specie se usate Ubuntu 10.04. Nelle altre versioni di Ubuntu non c'è un kernel a bassa latenza, ma c'è una versione di Jack che abbassa notevolmente la latenza, quindi si può benissimo non installare il kernel RT nelle versioni successive a Ubuntu 10.04.

2.1 - Installazione su Ubuntu 10.04

sudo apt-get install build-essential linux-rt

Se vi chiede di riavviare non fatelo.
Poi, dovreste averli già ma non si sa mai:

sudo apt-get install linux-headers-generic linux-headers-rt

Se vi chiede di riavviare non fatelo ancora. Prima bisogna dare i permessi agli utenti per usare il kernel lowlatency.

Aprite limits.conf:

sudo gedit /etc/security/limits.conf

e prima della riga "#End of file" aggiungete queste linee:

@audio - rtprio 99
@audio - nice -10
@audio - memlock unlimited


Salvate e chiudete il file.

Infine dovete aggiungere i permessi per gestire la scheda audio:
- Sistema → Amministrazione → Utenti e gruppi
- Premete sul vostro utente, "Impostazioni avanzate" e immettete la password.
- Andate su "Privilegi utente" e selezionate "Usare i dispositivi audio"

Poi dovete riavviare.
Ogni volta potete scegliere se partire col kernel "musicale" o con quello che avevate prima: all'avvio basta premere il tasto "Maiucolo" (Shift) per entrare nel menu di grub e scegliere il kernel RT.

2.2 - Installazione su altre Ubuntu

N.B. Il kernel RT o lowlatency non sono necessari sulle versioni di Ubuntu non LTS. Se il vostro è un vecchio PC poco potente o con una schedina sonora integrata, installate Ubuntu 10.04 e diffidate delle versioni sperimentali di Ubuntu! ^_^



3. Installare i programmi e regolare i volumi

3.1 - Installazione del software

Installiamo l'occorrente:

sudo apt-get install ubuntustudio-audio ubuntustudio-audio-plugins lmms hydrogen-drumkits lingot fmit rezound sweep fluid-soundfont-gs ams csladspa jokosher gmorgan zynaddsubfx tuxguitar tuxguitar-fluidsynth tuxguitar-jsa wine jack-rack invada-studio-plugins-ladspa amsynth zita-at1 invada-studio-plugins-lv2 muse monobristol rosegarden vlc vlc-plugin-jack qtractor terminatorx dssi-vst vmpk zynjacku zynadd rakarrack blepvco jack-tools slv2-jack mda-lv2 foo-yc20 lv2vocoder lv2fil wah-plugins wsynth-dssi autotalent freebirth freewheeling horgand composite vocproc ll-scope ghostess sineshaper beast mx44 nekobee

A seconda della versione di Ubuntu che state installando, probabilmente vi dirà che qualche programma non è disponibile. Toglietelo dall'elenco e riprovate. Per esempio, su 11.10 dovete togliere dall'elenco lmms e rezound.

Fra le tante cose che installa, troverete:
- Rosegarden è l'equivalente di Cubase, di Cakewalk, di Sonar, di Finale... È anche più potente e configurabile, ed è gratis.
- Ardour è uno studio di registrazione, molto molto potente. È veramente straordinario per l'audio recording. Qui trovate un ottimo tutorial per usarlo.
- Audacity è un ottimo editor audio, disponibile anche per Windows. Non supporta Jack.
- Qtractor è simile ad Ardour. Se vi piace di più usate questo.
- Bristol è uno stupendo emulatore di tutti i suoni di tutti vari Moog (e non solo)
- Nekobee è un bellissimo emulatore di Roland TB-303
- Jokosher fa più o meno le stesse cose di Audacity, ma ha un'interfaccia più carina per gnome, molto molto user-friendly e non esiste per Windows. Sembra simile ad Ardour, ma non supporta Jack.
- Sweep è un altro editor audio, non multitraccia, può far comodo perché è molto semplice.
- Rezound è un altro editor audio non multitraccia, semplicissimo e coloratissimo, vede tutti i plugin. Io lo metto come default per l'edit delle tracce audio di Rosegarden.
- Tuxguitar assomiglia a Guitar Rig, serve soprattutto per comporre tabulati per chitarra.
- Gmorgan vi permette di pilotare gli accordi "live" da una tastiera esterna, mentre il computer spara fuori l'arrangiamento con lo stile che volete. Fa anche da arrangiatore in stile Band In a Box.
- Qsynth è un programma che permette di prendere dei suoni di strumenti e di usarli con effetti e volumi, trasformando un file di suoni di strumenti musicali in un modulo rack emulato via software. In sostanza vi fa le veci del mio Korg. Anche se avete un modulo rack o una tastiera fichissima piena di suoni, installate lo stesso Qsynth, è sempre utile, e poi non fa solo quello, fa anche mille altre cose strepitose.
- TerminatorX è un sintetizzatore audio in tempo reale. Si lancia da riga di comando (ma è grafico) con questo comando: terminatorX (occhio alla "x" maiuscola)
- jackd è il cuore di tutto: è una patch bay in sostanza, cioè un programmino che vi mostra tutte le entrate e tutte le uscite dei programmi che avete caricato e della scheda sonora, che voi potete collegare graficamente. Cioè, è come uno scatolotto a cui collegare tutti i cavi provenienti dai vostri strumenti, con combinazioni da scienziato pazzo (Anzi da musicista pazzo): il sogno di ogni musicista...
- qjackctl è l'interfaccia grafica di jackd
- hexter è un VST, cioè l'imitazione software di un apparecchio che produce suoni particolari. In questo caso si tratta dell'imitazione perfetta del Yamaha DX7, quella mitica tastiera anni '80 che è diventata famosa per il suono di "The Final Countdown" degli Europe e di "Jump" dei Van Halen, ma in generale è una figata assurda averlo disponibile fra gli strumenti perché un po' tutta la musica degli anni '80 e inizio '90 ha usato i suoni di questa tastiera.
- xsynth-dssi è un altro VST, che vi imita una perfetta macchina da musica elettronica, proprio come i vecchi Moog, con centinaia di manopoline per sperimentare nuovi suoni, e un bel po' di suoni già fatti, tutti elettronicissimi. C'è anche un perfetto imitatore di theremin. Leggenda.
- Flac è un codec (compressione / decompressione audio), molto usato. Senza installarlo peraltro Rosegarden protesta all'avvio.
- lingot è un accordatore per la vostra chitarra
- Hydrogen è una drum machine che, in rigoroso linguaggio tecnico, spacca i culi.
- hydrogen-drumkits sono dei drumkit per hydrogen... che ve lo dico a fare?
- Jack-rack vi permette di rendere disponibili alcuni plugin audio. Sono simili ai dssi, però sono disponibili per tutte le applicazioni e non solo per Rosegarden
- caps è il re di questi plugin (detti LADSPA), perché è quello che vi simula anche in realtime ogni tipo di amplificatore e distorsore. Ci sono delle distorsioni valvolari da paura, e con un po' di pazienza potrete far suonare la vostra chitarra come se aveste un Vox AC-30 in stile Brit-pop o un Marshall da burino del metal.
- lmms è l'equivalente su Linux di FruitLoops su Windows (ma è gratis e open source).
- fluid-soundfont-gs è una banca di suoni.
- ZynAddSubFx è un sintetizzatore che, in linguaggio prettamente tecnico, spacca diversi culi.
- dssi-vst è un plugin straordinario che vi permette di caricare molti VST di Windows
- Rakarrack: vedi l'appendice G
- vocproc è un plugin lv2, serve per ottenere effetti tipo autotune.
- zynjacku è come Jack Rack ma per i plugin LV2. Lo troverete col nome di "Lv2rack".
- Bristol è un sintetizzatore di Moog d'epoca e di tanti altri Synth "Vintage".
- Composite è un tentativo di trasformare Hydrogen in un sintetizzatore/arrangiatore completo, non solo per batteria quindi.

3.2 - Configurare wine

Dobbiamo però anche configurare wine per usare ALSA (il modulo sonoro di Linux) e Jack (un programma la cui funzione vedremo più avanti).
Digitate nel terminale:
winecfg

Andate su "Audio" e mettete la spunta solo a "Jack" e ad "ALSA". Premete "OK".

3.3 - Lanciare e configurare alsamixer

A questo punto è necessario che settiate bene i volumi della vostra scheda sonora. Jack non usa i volumi del sistema (Pulseaudio, quello che trovate normalmente nelle preferenze di sistema) ma ALSA, che è proprio il driver della scheda sonora e sta prima di Pulseaudio.
Per regolare i volumi di ALSA, aprite il terminale e digitate:
alsamixer

Se vi dà errore, vuol dire che la vostra scheda sonora non è completamente supportata da Linux. Vi conviene comprarne una seria e supportata.

Se parte, controllate che si tratti proprio della scheda sonora che volete usare: in alcuni casi, specie se avete una scheda video con uscita HDMI o se avete una scheda sonora aggiuntiva professionale, alsamixer parte con la scheda sbagliata. Lo vedete facilmente perché c'è scritto il nome.


Per uscire premete ESC.

Se avete più schede sonore, premete F6 e selezionare la scheda sonora che volete configurare.

Se volete disattivare per sempre la scheda sonora che vi dà fastidio (per esempio una scheda sonora integrata che non vi serve più a nulla perché avete comprato una scheda professionale) potreste disattivarla direttamente dal BIOS del computer, ammesso che sappiate fare. Ma in certi casi il sistema la vede lo stesso. Quindi la cosa migliore è disattivarla. Per far questo digitate:
cat /proc/asound/modules

e individuate il modulo della scheda da eliminare. Per esempio snd_hda_intel

poi aprite il file della "lista nera":
sudo gedit /etc/modprobe.d/blacklist.conf

E alla fine aggiungete:

# scheda sonora integrata
blacklist
nome del modulo

Per esempio:

# scheda sonora integrata
blacklist snd_hda_intel


Salvate e chiudete. Al riavvio, non vedrete più traccia di quella scheda sonora.

3.4 - Configurare i volumi

Una volta aperto Alsamixer, dovrete premere il tasto TAB (quello a sinistra della lettera Q nella vostra tastiera) per passare dalla vista "Riproduzione" alla vista "Cattura" (registrazione) e viceversa.

Per regolare i volumi passate da uno all'altro con i tasti freccia a destra e freccia a sinistra, mentre per aumentarli e diminuirli premete i tasti freccia su e freccia giù

Nella vista Riproduzione, per ammutolire o ripristinare un volume, premete M

Nella vista Cattura, per attivare un ingresso in registrazione premere la barra spaziatrice.

Regolare i volumi è fondamentale. Tenete sempre aperto Alsamixer mentre state producendo audio o lavorate a un progetto: è da lì che decidete davvero cosa entra e cosa esce dalla scheda sonora.

4. Installare i soundfont

I Soundfont sono i banchi di suoni di strumenti. In pratica sono un'intera orchestra: i file MIDI sono lo spartito, e i soundfont sono gli orchestrali. Ovviamente, orchestre diverse hanno un "sound" diverso. Ne consiglio due in particolare, gratis. Apriamo il terminale e digitiamo (una riga alla volta!):

wget ftp://ftp.personalcopy.net/pub/Unison.sf2.gz
wget ftp://ftp.personalcopy.net/pub/PC51f.sf2.gz
gunzip Unison.sf2.gz
gunzip PC51f.sf2.gz
sudo mv Unison.sf2 /usr/share/sounds/sf2/
sudo mv PC51f.sf2 /usr/share/sounds/sf2/

Inoltre, da qui poetete scaricarne finché volete:
http://www.soundfonts.it/?a=soundfonts
http://www.sf2midi.com/soundfonts/
http://www.orchardoo.com/
http://www.hammersound.net/
Una volta scompattati, vi basta copiarli in /usr/share/sounds/sf2 aprendo il file manager di Ubuntu da amministratore:

sudo nautilus


4.1 - Scompattare i soundfont

Alcuni soundfont si presentano sotto forma di file "sfark" o "sfpack". Per trasformarli in sf2 dovete usare dei programmini free.
Per "sfpack" usate questo: http://www.personalcopy.com/sfpack.htm
È per Windows ma lavora perfettamente sotto wine su Ubuntu.
Per gli "sfark" scaricate sfArkXTc da qui: http://www.melodymachine.com/sfark.htm
È un programma da riga di comando. Se non lo sapete usare, scaricate "sFark" per Windows dalla medesima pagina. Una volta installato funzionerà bene con wine.

Vi ricordo che prima di poter lanciare un programma .exe con wine, bisogna prima cliccarci sopra col tasto destro, proprietà, permessi, "consentire l'esecuzione del file come programma".

Questo procedimento e tanti altri trucchi e posti dove trovare soundfont sono spiegati molto bene nell'ottimo blog di Martjan, qui:  http://martjanplanet.blogspot.com/2011/04/soundfonts.html


5. Soundfont nella wavetable

Questo capitolo è solo per i possessori di una Creative SoundBlaster originale. Se non la possedete, saltate pure al capitolo 6.

Se avete una Sound Blaster della Creative Labs o una scheda sonora che supporti la funzione "Wavetable" (andate qui per vedere se ha tale funzione: http://www.alsa-project.org/main/index.php/Matrix:Main) potete caricare i soundfont direttamente nella memoria della scheda sonora, eliminando la necessità di dover usare QSynth e altre cose che spiego dopo.
Se non avete la funzione Wavetable o avete un sistema a 64 bit, saltate pure al punto 6.

Altrimenti, installiamo asfxload:

sudo apt-get install awesfx

Se volete usarli basta aprire la console e scrivere:

asfxload /usr/share/sounds/sf2/nome_del_soundfont

Oppure se volete averli sempre automaticamente disponibili in Rosegarden andate nelle impostazioni e cliccate "Carica sound fonts all'avvio", mettete asfxload come comando e /usr/share/sounds/sf2/nome_del_soundfont

Per esempio:
asfxload /usr/share/sounds/sf2/Unison.sf2
oppure:
asfxload /usr/share/sounds/sf2/PC51f.sf2

Non sognatevi di farlo con i fluid-soundfont perché sono enormi e ben oltre le capacità della vostra povera Sound Blaster.

Potete mettere uno dei comandi succitati in Sistema → Preferenze → Applicazioni d'avvio, per caricare i suoni direttamente all'avvio.

N.B.: a causa di un fastidioso bug hardware nei chip delle vecchie SoundBlaster, asfxload non funziona sulle versioni dei sistemi operativi a 64 bit.

6. Jack

Ora siamo pronti a lavorare veramente. Tutto si trova sotto Applicazioni → Audio e Video: prima di tutto lanciamo Jack Control e premiamo su "Setup". Con i parametri che vedete in figura a me funziona molto bene, ma siete liberi di provarne altri. Un consiglio: per questo e gli altri programmi impostate sempre la frequenza a 44100 se volete realizzare solo musica, ma se dovete realizzare cose che andranno sincronizzate a del video per finire in un DVD, usate in questo e in tutti gli altri programmi 48000.

N.B.: le schermate qui sotto sono relative al mio sistema, ma per voi potrebbero essere estremamente diverse. Non dovete copiare pari pari le impostazioni e poi andare subito sul forum di Ubuntu a chiedere perché non va. Dovete prima leggere tutto questo paragrafo, capire come funziona Jack e adattarlo alla vostra configurazione.





Jack è il cuore di tutto il sistema. Vi permette di sincronizzare tutte le applicazioni e di fare da super patch-bay. Mi spiego meglio: su Windows in genere avete una suite commerciale costosissima che fa tutto (Acid, Cubase, Sonar, eccetera). Un progetto lo fate con una o con un'altra suite; non è semplice se non impossibile trasportare un progetto da una suite all'altra. Questo all'inizio sembra una buona cosa - appare tutto più semplice - ma in realtà è molto limitante: ci si fossilizza sul modus operandi di una sola suite (quella che si è comprata svenandosi) e quindi capita spesso che si senta subito se un musicista usa questo o quel programma. L'unica libertà è costituita dai plugin (i VST). Con Linux invece abbiamo tanti programmi che si occupano di tante cose diverse. Rosegarden per il MIDI, Ardour per la musica, Hydrogen per la drum machine, eccetera, tutto sincronizzato da Jack. Ma se ci piace usare MusE invece di Rosegarden, nessun problema. Diciamo a tutti i software di usare Jack come clock, e premendo "Play" in un'applicazione a caso, tutte le altre partiranno in sincrono.
Jack è anche un'enorme patch-bay. Immaginate di avere uno studio di registrazione audio professionale: avrete decine e decine di strumenti, apparecchi, mixer, effetti, eccetera. Diventereste pazzi a collegare ogni volta tutti i cavi: molto meglio collegare tutti gli strumenti e gli effetti a un unico apparecchio, che istruirete con varie configurazioni. Questo apparecchio, addetto a collegare "tutto con tutto" secondo varie configurazioni, viene comunemente chiamato "patch bay" e Jack svolge questa funzione: collega l'uscita di un software all'entrata di un altro, dirotta un effetto da un software all'altro, dal microfono a un'applicazione, dall'uscita del mixer di un software alle casse o a un'altra applicazione, eccetera. Lo potete gestire direttamente dalla pagina di configurazione di Jack Control, o altrimenti direttamente dall'interno di Ardour. Più avanti vedremo qualche esempio pratico.

Premendo su "Options" comunque potete smanettare con le opzioni. Fondamentalmente dovete agire su questi parametri:
Driver - Nel caso abbiate una scheda esterna lo imposterete sul driver della scheda esterna. In tutti gli altri casi va impostato su "ALSA".
Realtime - Va selezionato solo se usate il kernel RT. Su maverick (Ubuntu 10.10) si può selezionare anche se non c'è il kernel RT.
No memory lock - Conviene selezionarlo. Deselezionatelo solo se avete problemi.
Soft mode - Questo parametro vi permette di lasciar funzionare jack anche dopo troppi xrun ("battiti" persi, sintomo che il sistema non funziona, fonte di disturbi e interruzioni nell'audio). Conviene deselezionarlo, perlomeno quando registrate.
Monitor - Se lo selezionate, vi crea come ingresso anche due porte "alsa pcm monitor". Serve per registrare tutto quello che sentite, in sostanza. Io ne faccio a meno perché una porta in più così mi fa solo confusione e preferisco avere un controllo chiaro di cosa entra nella scheda sonora e cosa ne esce con alsamixer, e basta.
Force 16bit - Da selezionare solo se la vostra scheda non supporta alcun altro bitrate. In generale lasciatelo deselezionato, e selezionatelo solo se riscontrate problemi.
H/W Monitor - Questo va sempre selezionato, perché è un'ottima funzione che però c'è solo in poche schede audio. Se la vostra scheda audio non la supporta, semplicemente non la userà. Quindi tanto vale lasciarlo selezionato.
H/W Meter - Come sopra
Verbose messages - Conviene selezionarlo, così Jack vi dà più spiegazioni quando qualcosa va storto.
MIDI driver - Va messo su "seq", tranne rarissimi casi di alcune tastiere MIDI che richiedono "raw" per essere riconosciute.
Priority - Su "default" va benone. Se però utilizzate alcuni "tweak" con il kernel RT per migliorare le prestazioni (vedi Appendice E) questo parametro lo potete variare.
Frames/Period - Questo è il parametro più importante. Cominciate con i valori più alte, fate partire e (sempre se parte, altrimenti cercate di risolvere il problema smanettando con altri parametri) poi mettete valori sempre più bassi, finché non comincerete a vedere gli xrun (i numerini verdi sotto "Started" diventano rossi e da zero cominciano a salire). Fermatelo, aumentate il valore e riavviate Jack finché non avrete più xrun (perlomeno finché non li avrete troppo frequenti: diciamo che uno ogni quarto d'ora ci può anche stare). Potete vedere la latenza di Jack crescere e decrescere in basso a destra nella finestra delle opzioni a seconda di quanto variate questo parametro. In genere su una buona scheda e un buon sistema si assesta sui 128 o 256. Su schede scarse (tutte quelle integrate per esempio) o sistemi poco performanti (dal Pentium 4 compreso o Duron in giù) o mal supportati si va sui 1024 o 2048. All'inizio per essere sicuri cominciate con 2048. Poi se tutto funziona andate su 1024, eccetera finché non dà troppi xrun.
Sample rate - 44100 se lavorate per un CD. 48000 se lavorate per fare la usica di un DVD. Comunque sia, anche se vi sbagliate, poi se usate Ardour potete esportare tutto con la frequenza che vi serve.
Periods/Buffer - Qui dipende dalla vostra scheda sonora. Selezionate il più basso possibile che fa partire jack. In genere è 2.
Dither - "None" migliora le prestazioni, e non ho mai riscontrato alcun miglioramento della qualità dell'audio impostando questo parametro diversamente. Probabilmente dipende dalla scheda sonora.
Audio - "Duplex" è fondamentale, altrimenti non riuscite a registrare mentre ascoltate. Ovviamente c'è il caso che abbiate una scheda sonora così scarsa che non supporta il duplex, nel qual caso il consiglio è di buttarla via immediatamente e comprare qualcosa di decente.
Interface - Se avete più di una scheda, è il parametro che vi permette di scegliere quale scheda sonora deve usare Jack: premete ">" (di fianco a "Interface", sulla destra) e selezionate la scheda sonora giusta, quella che volete far usare a Jack. Per visualizzare "Interface" dovete mettere su "Default" sia "Input Device" che "Output device".



Gli altri parametri sono ininfluenti.

Nelle opzioni, andate anche su "Misc" e selezionate:
- Start JACK audio server on application startup
- Enable system tray icon
- Start minimized to system tray
- Save JACK audio server configuration
- Enable ALSA sequencer support

Per resettare completamente Jack:
rm ~/.config/rncbc.org/QjackCtl.conf

7. Soundfont in QSynth

Vediamo come simulare un'intera stazione musicale, un'orchestra in pratica, una di quelle cose che si attaccano al PC per fare i suoni (in genere è un apparecchietto come questo o anche una tastiera-sintetizzatore) e gli effetti su questi suoni, da usare con qualsiasi software come macchina MIDI. Anzi: tutte le orchestre che vogliamo, contemporaneamente.

7.1 - Configurazione

Lanciamo QSynth e premiamo su "Setup". La prima cosa da fare è dirgli dove sono i soundfonts. Li trovate tutti sotto /usr/share/sounds/sf2/
Potete mettere anche una lunga lista, lui userà solo il primo della lista. Ho però notato alcuni comportamenti bizzarri in alcune versioni di QSynth, quindi vi consiglio di lasciare sempre solo una riga:


Nota: ad alcune persone, dopo aver cambiato i soundfont, QSynth sembra funzionare (le lucette si accendono) ma non produce alcun suono. Controllate in questo caso se i collegamenti fra i soundfont e i canali MIDI sono stati fatti, premendo su "Channels".

Spostandoci negli altri settaggi avremo questa configurazione (occhio alla frequenza nel caso del video):



7.2 - Lanciare più istanze di QSynth

Qsynth vi permette di avere più banchi di suoni contemporaneamente, come se aveste tante tastiere synth, o tante macchine MIDI a vostra disposizione, quante ne volete (memoria permettendo).

Per far questo:

- premete il tastino verde "+" a sinistra in basso
- vi si apre la finestra delle opzioni, premete su "Soundfonts"
- caricate i soundfonts che volete.



Potete aggiungere quante istanze volete, ma occhio alla memoria del PC. Più avanti (paragrafo 13.3) vedremo come usarle in Rosegarden.

7.3 - Reset di QSynth

Può darsi che incasiniate Qsynth fino a non farlo più funzionare... Per resettarlo completamente basta cancellare un file, così:

rm ~/.config/rncbc.org/Qsynth.conf

8. Soundfont in Timidity

Questo procedimento è sconsigliato. Timidity non offre molta qualità quando si fanno cose serie. Va molto bene come playback (karaoke, midi file dal riproduttore multimediale, eccetera). Utilizzatelo soltanto se non vi funziona o non avete tempo da perdere con QSynth. Quindi se volete passate pure al capitolo 9.

Timidity fa finta di essere un modulo sonoro, come QSynth con i soundfonts, è più ostico da configurare (bisogna cambiare a mano un file di testo) e spesso ha molta più latenza di QSynth. Fondamentalmente, è una chiavica di software. Quindi perché usarlo? Semplice: in sistemi con una CPU lenta e una scheda sonora ridicola, smanettando nel file di configurazione di Timidity è possibile disabilitare molte funzioni e rendere il MIDI - seppur di scarsa qualità - udibile anche su quei sistemi. È l'equivalente del "Microsoft GS Wavetable", quella cosa che su Windows vi fa sentire i MIDI (in maniera oscena) anche senza configurare nulla, ma che non potete cambiare (l'unico modo di avere dei suoni più belli su Win è quello di comprare un modulo VST, tipo l'Edirol HyperCanvas, e di ascoltare i MIDI file solo attraverso applicazioni che supportino la tecnologia VST).
Timidity quindi è la migliore soluzione per chi non vuole registrare, per chi usa l'audio solo per ascoltare file midi o per fare del karaoke, e ha un computer scarso.

Vi conviene tenere tutto: Timidity, QSynth con certi soundfont e la wavetable (se la vostra scheda sonora la supporta) con altri soundfont. In questo modo potete sempre scegliere l'uscita che volete, in qualsiasi programma che supporti il MIDI. Basta andare nelle impostazioni (da qualche parte ci sono sempre nei programmi che usano il MIDI) e dire quale macchina MIDI vogliamo usare. In alcuni programmi come Rosegarden (cioè nei sequencer MIDI) è possibile scegliere per ogni traccia quale macchina MIDI (QSynth, la wavetable, Timidity, un'eventuale tastiera collegata alla presa MIDI esterna...) e quale strumento di questa macchina usare.

Per installare Timidity basta il solito:

sudo apt-get install timidity

Vi installa anche "freepats", che sono in pratica dei soundfont, purtroppo orribili: cambiamoli. Per far questo apriamo il file timidity.cfg:

sudo gedit /etc/timidity/timidity.cfg

Commentate la riga "source /etc/timidity/freepats.cfg" e aggiungete il path e il nome dei soundfont che volete usare, in modo che alla fine, per esempio coi nostri soundfonts PersonalCopy, la parte finale diventi:

# Disabling some of the Midi Controls can help with the CPU usage a lot.
# The same goes to the VLPF, sample anti-aliasing and effects such as
# reverb and chorus
# By default, try to use the instrument patches from freepats:
#source /etc/timidity/freepats.cfg
soundfont /usr/share/sounds/sf2/PC51f.sf2


Ovviamente cambiate PC51f.sf2 con il soundfont che vi piace di più, fra quelli che abbiamo visto prima. Ma attenzione: più è grande il soundfont, più Timidity su PC scarsi gracchierà e andrà lento o veloce senza rispettare il tempo della canzone.

Salvate, e poi riavviate Timidity:

sudo /etc/init.d/timidity restart

Su Karmic è possibile che vi dia un errore e che non ritorni alla console: niente paura, basta premere CTRL+C e tutto funziona. A questo punto ascoltate la canzoncina con i nuovi suoni. Per ascoltare potete usare un qualsiasi player MIDI (vedi l'Appendice A), dicendo al player di usare Timidity come device MIDI.

Infine, vediamo di cambiare Timidity per le CPU o le schede sonore poco efficienti. Se sentite rallentamenti o rumoracci durante la riproduzione, riaprite il file di prima:

sudo gedit /etc/timidity/timidity.cfg

Vedete che c'è una sezione di cose da attivare se avete una CPU scarsa. Il campionamento, gli effetti, eccetera. Provate a disabilitare qualcosa (togliete il "#" alla riga), salvate il file e riavviate Timidity:

sudo /etc/init.d/timidity restart

(premendo sempre Ctrl+C se non esce)
Ascoltate e decidete se il rapporto fra qualità ed efficienza è buono. Se non lo è, disabilitate qualcos'altro, e via dicendo.

Un altro trucco è quello di avviare Timidity con priorità alta. Quando funziona - e lo fa raramente - fa andare tutto liscio, ma le probabilità che il sistema si impalli completamente e vi vada addirittura tutto in freeze sono parecchio alte. Quindi occhio!
Per la cronaca - e solo per la cronaca! - potete aumentare la priorità di Timidity in questo modo:

Chiudete più programmi possibili, compreso il player MIDI. Poi, fermate Timidity:

sudo /etc/init.d/timidity stop

Quindi riavviatelo con priorità altissima:

timidity --realtime-priority=70 -iAD -B2,8 -Os1l -s 44100

Riaprite il player MIDI e incrociate le dita.

Per ritornare sui vostri passi, chiudete il player e terminate timidity:

killall timidity

Riavviate il vecchio Timidity così:

sudo /etc/init.d/timidity start

E premete sempre Ctrl+C nel caso che vi dia errore e non esca dallo start.

9. Gli effetti LADSPA e LV2

Se usate Ardour (registratore audio multitraccia), potete saltare questo passaggio e andare direttamente al punto 10. Ardour vi permette di aggiungere gli effetti in cascata, prima o dopo il fader di ogni traccia.

Se non usate Ardour e volete fare tutto con Rosegarden, che comunque ha una primitiva gestione dell'audio, allora vorrete registrare qualche effetto, sulla voce per esempio, o sulla chitarra.
Vengono quindi in nostro aiuto Jack Rack e LV2Rack. Sono molto intuitivi e funzionano proprio come dei veri rack multieffetto. Un ottimo settaggio per una chitarra elettrica è, per esempio:
(li trovate premendo "Aggiungi" in Jack Rack)
- Amplitude → Dynamics → Compressors → C* Compress
- Simulators → C* AmpVTS
- Simulators → C* CabinetII
- Simulators → Reverbs → C* Plate



Per collegare questi effetti a Rosegarden o agli altri programmi, useremo Jack. Farò un esempio più avanti, al punto 11. Ma prima carichiamo gli altri programmi.
D'ora in poi parlerò solo di LADSPA, ma gli LV2 sono praticamente identici. Sono solo più recenti e hanno l'interfaccia grafica (assomigliano quindi ai VST come impostazione) e usano LV2rack invece di Jack Rack.

10. dssi-vst

10.1 - Configurazione

I VST sono plugin, molti dei quali free, pensati per Windows ma molto compatibili con Linux grazie a wine. Ce ne sono di splendidi, che suonano benissimo. Su Linux ci sono gli equivalenti, detti "LADSPA" e "LV2" come abbiamo visto sopra, che sono anche superiori ai VST ma che per la maggior parte (tutti i LADSPA) soffrono del terribile difetto di essere completamente sprovvisti di preset. E andare a configurare a mano TUTTI gli effetti, per quanto dovrebbe essere il compito di un vero tecnico audio, è per il principiante un compito allucinante e mostruoso. Se si è abituati coi VST di Windows perciò, o se ne abbiamo comprato qualcuno molto costoso come AmpliTube o Guitar Rig, possiamo comunque usarlo su Linux.

Una volta installato, dssi-vst vi permette di cliccare col tasto su un VST (in genere ha estensione .dll) e di farlo partire perfettamente funzionante dentro a Jack.

Vecchio metodo: Dovete compilare Ardour con supporto VST oppure usare VSThost (sempre compilandolo). Sono due procedimenti piuttosto complessi e un po' instabili. Inoltre non funzionano sulle versioni a 64 bit.
Ho lasciato due vecchie guide, una per ogni metodo. Se non avete Ubuntu 10.10, se avete comunque una versione a 32 bit e volete provare l'ebbrezza di questi due metodi, ecco le guide:
- VSThost
- ArdourVST
Saltate pure quindi al capitolo 11.


Nuovo metodo:
- Se non è ancora installato, fatelo:
sudo apt-get install dssi-vst
- create nella vostra /home una cartella vst (tutto minuscolo) in cui terrete tutti i VST
- installate i vari VST sul vostro sistema. Occorre saper usare un po' wine, ovviamente. Alcuni VST peraltro non vanno neanche installati; basta copiare una .dll nella cartella in cui terrete tutti i VST. Quando invece installate i VST dal programma di setup, a un certo punto vi chiede dove tenete i plugin, e voi dovete indicargli quella cartella
- Andate su Sistema → Preferenze → Menu principale.
- Cliccate su "Altro" e poi su "Nuova voce"
- Tipo: Applicazione - Nome: VSTHOST - Comando: vsthost %f
- Premete su "Chiudi" e ancora "Chiudi"
- Lanciate Jack, Ardour, Rosegarden e tutto quello che volete
- Navigate dentro la cartella dove tenete tutti i VST e individuate il file .dll del VST che volete lanciare.
- Col destro selezionate "Apri con altra applicazione", deselezionate "Ricordare questa applicazione..." e scegliete VSTHOST dall'elenco.
- D'ora in poi potrete selezionare vsthost ogni volta nello stesso modo (click destro, "Apri con altra applicazione", deselezionare "Ricordare questa applicazione..." e scegliere VSTHOST dall'elenco).

Il VST dovrebbe partire con la sua bella interfaccia grafica, e comparire tra le entrate e le uscite di Jack, pronto per essere collegato.

Se per caso avete KDE, seguite le istruzioni di questo post.

10.2 - Visibilità all'interno degli altri programmi

È anche possibile richiamare i VST direttamente da Ardour e da Rosegarden, come se fossero un effetto LADSPA normalissimo. Su Ardour però per alcuni VST non è possibile selezionare il preset e per tutti non si visualizza l'interfaccia grafica. Su Rosegarden invece funzionano perfettamente, ma solo gli effetti: gli strumenti VST mandano in crash il sistema.

Per renderli visibili, posto che li abbiate tutti nella cartella "vst" nella vostra home, vi basta:
- aprire il file bashrc
gedit ~/.bashrc

- In fondo scrivete:
VST_PATH=~/vst
export VST_PATH


E chiudete. Dovete riavviare perlomeno la sessione, e poi avviare Ardour un paio di volte finché non vederete tutti i VST nell'elenco dei plugin. Sono segnati come LADSPA, ma sono VST.

11. Ardour, Rosegarden, Hydrogen

Il cuore di tutto è Jack, dicevo. Ma gli organi vitali sono ovviamente la drum machine (Hydrogen), il sequencer MIDI (Rosegarden) e il registratore audio multitraccia (Ardour).

Carichiamoli tutti e tre, dopo aver avviato ovviamente Jack.
In ognuno andremo a scegliere Jack come trasporto, in modo che i tre programmi vadano insieme, come se fossero un unico programma.

Ardour: In alto a destra vicino al timer, sopra a "Time Master", selezionate "Jack"


Rosegarden: Impostazioni → "Configura Rosegarden..." → Generale → Comportamento. Spuntare la casella "Usa il trasporto Jack".
N.B.: In alcuni sistemi Rosegarden sembra non partire, ma in realtà basta togliere gli effetti 3D (compiz) per vedere che in effetti c'è ed è partito. Per attivare e disattivare compiz al volo consiglio l'uso fusion-icon (vedi Capitolo 1 Preparazione)

Hydrogen: File → Preferenze → Sistema audio. Alla voce "Driver audio" scegliere "Jack".

Premendo play in qualsiasi programma, gli altri due partono.
Ricordatevi di cambiare il metronomo in tutti e tre i programmi, in quanto la sincronizzazione avviene solo per il play/stop/pause, non per tutto il resto.

A questo punto non resta che studiare i programmi che usiamo.

Per Rosegarden: http://www.rosegardenmusic.com/resources/

Per Ardour: http://www.wguitars.it/ardour.php. Un altro splendido manuale (in inglese) che vi porta per mano nella costruzione di una canzone intera, coprendo tutte le funzionalità di Ardour, si trova qui: http://en.flossmanuals.net/ardour/

Per Hydrogen: http://www.hydrogen-music.org/?p=docs

Infine, se non usate Ardour, a questo punto potete anche premere su "Connect" in Jack e divertirvi a collegare gli strumenti. Lo potete fare anche se usate Ardour ma, avendo Ardour una gestione interna di Jack, potete farlo da lì (è più veloce) e visualizzare graficamente quello che avete fatto premendo "Connect" su Jack.

Io in questo esempio bizzarro ho collegato il microfono (Capture in alsa_pcm) a Jack Rack, cioè in sostanza ho detto di collegare la presa della mia scheda sonora (a cui è collegata la mia chitarra elettrica) all'ingresso di Jack Rack, dove c'è una serie di distorsioni, poi ho collegato l'uscita di Jack Rack all'ingresso di registrazione di Rosegarden e alle casse (per sentire in diretta cosa sto suonando). Inoltre ho anche connesso Qsynth alle casse (così sento i suoni delle tracce midi) e ovviamente l'uscita di Rosegarden alle casse per sentire il risultato finale. È solo un esempio, potevo fare tante altre cose: potevo mandare l'uscita record monitor di Rosegarden alle casse invece dell'uscita di Jack Rack, potevo far entrare nella scheda sonora l'uscita del mio Korg e collegarla direttamente alle casse o alla registrazione di Rosegarden per trasformare in file sonoro la base MIDI, eccetera eccetera. Le combinazioni sono infinite e sono tutte da provare.


12. Arrangiare con gmorgan

Attenzione: se non siete su Ubuntu 10.04 ma in versioni seguenti, è possibile che gmorgan dia errore e non parta. Per risolvere questo problema, provate a scaricare a installare questo pacchetto .deb:
32bit: http://packages.debian.org/wheezy/i386/gmorgan/download
64bit: http://packages.debian.org/wheezy/amd64/gmorgan/download

Gmorgan ci permette di testare la nostra canzone prima di costruire la base da zero. Assomiglia, in piccolo, a Band in a Box (che però è a pagamento, per Windows, ma funziona anche su Ubuntu grazie a wine, vedi appendice B). Ossia ha due funzioni:
- decidiamo lo stile (jazz, country, dance, quello che volete), colleghiamo una tastiera MIDI al computer, e mentre con la sinistra suoniamo solo gli accordi, con la mano destra suoniamo lo strumento solista. Gmorgan cambia al volo gli accordi degli altri strumenti: chitarra, basso, piano...
- per ogni battuta della canzone, gli diciamo con quale stile e quale accordo fare. Gli diciamo anche dove ripetere, quando ripetere, quando fare una variazione (per esempio un break o un fill, o un finale, o un'intro) e lui la esegue diligentemente. Se ci piace, la esportiamo come MIDI.

12.1 - Configurazione

La prima che si avvia gmorgan, occorre dirgli un po' di cose, altrimenti non funziona.
Avviatelo e andate su Settings → Global. Otterrete una schermata che va configurata così:

(se non vedete bene, cliccandoci su la renderete più grande).
Lì dove vedete selezionato "Timidity 0", potete ovviamente scegliere quello che volete: QSynth, un rack esterno, la wavetable...
Premete "Save" e riavviate gmorgan.

12.2 - Uso

A questo punto vi si presenterà questa schermata:



Selezionate dall'elenco a destra lo stile che volete (a sinistra ci sono le variazioni di quello stile) e premete "Start/Stop". Sentirete l'orchestrina che comincia a suonare. Se siete collegati con una tastiera MIDI, ora potete fare un accordo con la mano sinistra, e magicamente gmorgan sposterà la tonalità della canzone su quell'accordo, e tutti gli strumenti verranno dietro. Con la destra intanto potete sbizzarrirvi in un assolo. Ed è subito piano bar! ^_^

Ora che vi siete divertiti e avete trovato lo stile giusto per la vostra canzone, fermate premendo su "Start/Stop" e premete, nel menu, "Sequencer". Lì potete mettere gli accordi (ogni quadratino è un quarto della battuta) e lo stile (il numero in alto a destra di ogni battuta corrisponde a uno stile, il cui elenco è in basso a sinistra). Potete anche dirgli anche dove ripetere e dove tornare indietro, e dove terminare. Se non scrivete nulla fa l'accordo e lo stile precedente. Premete "Start/Stop" per ascoltare la vostra creazione. Si capisce meglio con un esempio:

(ovviamente potete cliccarci sopra, così si vede più in grande).

Qui trovate istruzioni molto più dettagliate: http://gmorgan.sourceforge.net/doc.html
In particolare, per quanto riguarda il sequencer: http://gmorgan.sourceforge.net/doc.html#III.H%20-The%20Sequencer%20Song|outline

Ultimata la bozza della canzone, la esportate andando, nella finestra del sequencer, su "File" → "Export MIDI file". A questo punto potete importarla in Rosegarden per modificarla come si deve, per renderla più bella e più varia, per adattarla alle vostre esigenze.

13. Produrre la nostra canzone

Ora che abbiamo configurato Rosegarden, Ardour e Hydrogen e sappiamo come importare ed esportare, possiamo cominciare a registrare la nostra canzone.
Apriamo quindi, in quest'ordine:
- Jack Control. Premete Start e assicuratevi che sia attivo.
- QSynth. Controllate che i soundfont siano caricati. Disattivate chorus e riverbero.
- Eventualmente potete caricare altri QSynth con altri soundfont, memoria permettendo.
- Hydrogen
- Rosegarden
- Ardour

13.1 - Impostazione del progetto

Prima di tutto è necessario fissare il metro e il tempo della canzone, altrimenti i software andranno per conto loro senza sincronia.

Rosegarden:
- Posizionatevi all'inizio della canzone e premete: "Composizione" → "Apri l'editor di tempo e di metro".
- Doppio click sulla riga "Ritmo". Cambiatelo a vostro piacimento. Lo stesso per il tempo. Sarà sempre possibile cambiarli in futuro, e variarli in successivi eventuali cambi di metronomo all'interno del brano.

Ardour:
- Sopra la traccia "master", se ci fate caso, ci sono parecchie righe: Timecode, Meter, Tempo...
- Cliccando col destro su "4/4" e scegliete "Modifica": potrete variarlo a vostro piacimento.
- Lo stesso per il metronomo.

Hydrogen:
Il metronomo di Hydrogen è in bella vista nel player, basta cliccarci sopra.

A questo punto la cosa migliore è comporre una piccola base di batteria con Hydrogen. Basta un tempo base, che andrete a modificare man mano che la canzone procederà.
Per usare al meglio Hydrogen, leggete bene la guida e il tutorial.

13.2 - Impostare gli strumenti musicali

Su Rosegarden:
- Se volete usare solo i soundfont, vedete il paragrafo 13.3. Se volete collegare più macchine MIDI, procedete con la lettura di queste istruzioni:
- "Studio" → "Gestisci dispositivi MIDI".
- Premendo il menu a tendina nella colonna "Connessione" in corrispondenza di "General MIDI device" vedrete un po' tutti gli strumenti di cui disponete.
- Se per esempio avete un modulo esterno collegato via MIDI a una SoundBlaster, imposterete l'uscita su "Emu10k1 MPU-401". Se avete Timidity, lo imposterete su Timidity. Se avete precaricato nella SoundBlaster Creative i soundfont tramite asfxload, imposterete "Emu10k1 Port 0". Se usate i soundfont con QSynth, imposterete "Synth input port".
- Potete anche scegliere più di uno strumento, usando i successivi "out 2", "out 3" e via dicendo, cambiando loro nome.
- Come dispositivo di registrazione, se non digitate a mano le note MIDI ma vi aiutate con una tastiera esterna collegata via MIDI, sceglierete MPU-401. Se usate "Virtual MIDI keyboard" (lo trovate nei repository) imposterete quello.
- Se avete un modulo esterno (rack o tastiera che sia) che vi fa da orchestra MIDI, sotto "Dispositivi di riproduzione" selezionate quel dispositivo e premete "banchi". Nell'elenco, selezionate quel dispositivo e premete "Importazione in corso". Se c'è nella lista, avete anche tutto l'elenco degli strumenti della vostra tastiera.


Ecco un altro esempio:

Come vedete, in questo esempio fra i vari output ho due dispositivi (o "macchine MIDI") che uso:
1) "General MIDI device" collegato al dispositivo QSynth
2) "MIDI software device 2" collegato al dispositivo Timidity

E tra gli INPUT ho:
1) "MIDI hardware input device" collegato alla presa del cavo MIDI IN, che da me si chiama "EMU10K1 MPU-401" ma da voi non so come si chiama perché dipende dalla vostra scheda MIDI.
2) C'è anche la possibilità di avere un ingresso software (per esempio una tastiera virtuale disegnata sullo schermo) che però nell'esempio non ho attivato.

13.3 - Assegnare più istanze di QSynth

Se avete più istanze di QSynth (vedi paragrafo 7.2), vi farò un esempio in cui ho caricato tre istanze di QSynth, ognuna con dei soundfont diversi:
QSynth1 → FluidR3_GM.sf2
QSynth2 → PC51f.sf2
QSynth3 → steinbow_mg.SF2  (ottimo soundfont di pianoforte con soli quattro strumenti)

Cambiate il nome e/o aggiungete dispositivi di riproduzione, assegnando un nome corrispondente all'output giusto.

- Premete su "Banchi..."
- Andate su FluidR3_GM e premete su "Importazione in corso..."
- Nel percorso selezionate /usr/share/sounds/sf2
- Nel "Files of type" selezionate "Fonti di suono (*.sf2 *.SF2)"
- Dall'elenco scegliete FluidR3_GM.sf2 e quindi Open, e infine OK
- Fatelo anche per PC51f e per Steinbow, con i relativi soundfont

Chiudete e andate nella finestra principale di Rosegarden.

A ogni traccia date il nome del soundfont e dello strumento, così da ricordarvi, Nel prossimo paragrafo vediamo come assegnare gli strumenti alle tracce.

13.4 - Assegnazione dei dispositivi e degli strumenti MIDI

Sempre su Rosegarden, assegniamo ora gli strumenti:
- click col destro sui vari "Senza titolo" → scegliete il dispositivo e il canale MIDI di quella traccia
- in basso a sinistra su "Parametri dello strumento" scegliete eventualmente il banco ma soprattutto lo strumento.
- per usare un sintetizzatore DSSI (per esempio Hexter, che è un emulatore di Yamaha DX-7), basta scegliere come dispositivo "Modulo del sintetizzatore". Sotto "Modulo" potete scegliere quello che volete.
- a sinistra, nella finestrona principale di Rosegarden, su "Parametri dello strumento", premete il primo "<nessun modulo>" per aggiungere eventuali effetti (e in cascata altri effetti sugli altri "<nessun modulo>"). Cliccando poi su Editor potete scegliere il preset che volete.

Temete conto che potete avere a disposizione più dispositivi MIDI e che ogni dispositivo ha più strumenti, in genere un centinaio, o più di 100 ma divisi in banchi. Ogni dispositivo ha in genere al massimo 16 canali. A ogni canale si può assegnare un solo strumento.

Alcuni dispositivi sono hardware: sono collegati via USB o via MIDI e possono essere una tastiera sintetizzatore, un modulo Rack tipo Sound Canvas, eccetera. Altri sono software: QSynth, Timidity, la Wavetable della soundblaster, un modulo sonoro VST... Ognuno di loro ha probabilmente almeno un banco di suoni cosiddetti "GM", ossia corrispondenti a uno standard che fa suonare "bene" le basi midi (un banco in cui al preset 1 c'è sempre il piano, al preset 2 c'è sempre il piano bright, e via discorrendo). Alcuni invece hanno solo un banco e uno strumento, sono in genere simulatori di un solo strumento, molto molto ben fatto, che occupa tutta la memoria che potrebbero occupare tutti gli altri strumenti insieme.

Per esempio:

Dispositivo: Korg X3
Canali: 16
Banchi: 2
Strumenti: Piano (banco 1, preset 1); Basso elettrico (banco 1, preset 12), Atmosphere (banco 2, preset 1) e altri 200. Il banco 1 è GM, l'altro banco è fatto di strumenti nuovi solo Korg.

Dispositivo: QSynth con soundfont PC51f
Canali: 16
Banchi: 1
Strumenti: tutti gli strumenti GM (1: Piano, 2: Piano bright, eccetera)

Dispositivo: QSynth2 con soundfont steinbow_mg.SF2
Canali: 1
Banchi: 1
Strumenti: Piano Stainway multicampionato (preset 1), Stainway piano bright (preset 2), Stainway piano saloon (preset 3), Stainway piano elettrico (preset 4)

Dispositivo: Timidity
Canali: 16
Banchi: 1
Strumenti: tutti i suoni GM

Dispositivo: Modulo del sintetizzatore
Canali: 24
Banchi: tutti i sintetizzatori che avete installato
Strumenti: un tot per ogni sintetizzatore.

eccetera.

Il bello è che possiamo assegnare a ogni traccia uno strumento scegliendolo tra i vari strumenti dei dispositivi collegati, e assegnargli un canale MIDI.

Vediamo un esempio pratico:


(cliccateci sopra per ingrandirla)

Descrivo ora un esempio pratico: ci sembra che il basso di QSynth sia migliore. Quindi tasto destro, scegliamo QSynth e un canale a caso (cominciate dal primo. L'unica differenza: se è la batteria, per convenzione prendete sempre il canale 10), poi andiamo a sinistra su "Parametri dello strumento" e scegliamo il basso nel menu a tendina. Io per esempio ho un bellissimo suono di pianoforte nel Korg, nel banco di suoni non GM, quindi clicco col destro sul "Senza titolo" del pianoforte, seleziono il Korg, lo imposto sul primo canale, e poi a sinistra come banco scelgo il suo proprietario e come strumento scelgo "Piano 16".
Naturalmente, se usate più strumenti della stessa macchina MIDI, le assegnerete più canali MIDI diversi. Per esempio: macchina Korg, basso sul canale 1, piano sul canale 2, e così via. Macchina QSynth, violini sul canale 1, sassofono sul canale 2, batteria sul canale 10. Occhio perché i canali MIDI sono in genere al massimo 16 per ogni macchina.
In realtà è molto meno complicato di quello che sembra. E oltretutto, vi fa finalmente capire l'utilità di "MIDI through", sulla cui funzione vi siete - ne sono certo - interrogati per anni. :-)


In questo esempio ho fatto click col tasto destro sulla prima traccia, a cui voglio assegnare lo strumento "Basso elettrico" del dispositivo QSynth. Quindi ho scelto prima il dispositivo "General MIDI device" (che, come avete visto nell'ultimo esempio prima di questo, è collegato a QSynth) e poi gli ho detto di usare come strumento il basso elettrico, che è il numero 34, sul canale MIDI #2 (come sapete, ogni dispositivo ha in genere 16 canali MIDI).

Poi vado con un altro strumento, per esempio il piano, ma lo voglio da Timidity e non da QSynth:


Ingrandite l'immagine cliccandoci su: come vedete, ho cliccato col desto sulla traccia del pianoforte (la terza dall'alto), ho scelto come dispositivo "MIDI software device 2" (a cui è connesso Timidity, vedi sempre l'esempio di due schermate sopra) e come strumento il pianoforte, che è lo strumento #1. L'ho messo sul primo dei 16 canali disponibili.

Se poi ora cliccate sulla REGISTRAZIONE di una traccia (in ogni traccia ci sono due pallini: il secondo abilita la registrazione), senza premere veramente il record/play, abilitate il suono "in diretta". Cioè, se selezionate la registrazione della prima traccia dell'esempio e avete una tastiera collegata via MIDI al PC, suonando con la tastiera sentirete il suono del basso di QSynth. Se invece abilitate la registrazione della terza traccia del mio esempio, suonando la vostra tastiera sentirete il suono del pianoforte di Timidity.

13.5 - Registrare le tracce MIDI

Se ora premete il pulsantone rosso della registrazione, potete anche registrare e riascoltare le vostre performance, magari cambiando strumento successivamente.

Quando si hanno più fonti, è normale che i volumi siano completamente sballati. Andate nel mixer di Ubuntu (o nel terminale digitando alsamixer) ed aggiustateli nella scheda "Riproduzione" finché non ottenete più o meno lo stesso effetto di quando ascoltavate la base con una sola macchina MIDI. Per aiutarvi coi singoli volumi, silenziate le tracce che non vi interessano (il pallino giallo di fianco a "Senza titolo").
Questo passaggio è piuttosto delicato e cambia completamente a seconda della scheda sonora che si ha.
Io per esempio ho una Creative Soundblaster Live Platinum con frontalino esterno: il volume dei banchi precaricati nella memoria della scheda sonora col comando awfxload è determinato dall'ingresso "Synth"; il volume di QSynth è determinato dall'ingresso "Wave"; il volume del Korg collegato ai due PIN nel frontalino esterno è determinato dall'ingresso "LiveDrive 2"; "Wave" e "Synth" sono a loro volta comandati da "PCM"; "PCM" e tutto il resto dipende da "Master", eccetera. È divertente studiare come funziona la propria scheda sonora. Una volta che si è capito come si controllano i volumi in riproduzione, bisogna poi anche capire come si controllano i volumi in registrazione: occhio, perché alcune schede sonore hanno degli interruttori che permettono di registrare un mix di quello che sta entrando, oppure solo singoli ingressi (nel mio caso l'interruttore "Mix").
Naturalmente, una volta decisi gli strumenti, cambiate "Senza titolo" e mettete il nome effettivo dello strumento, magari specificando nel nome la macchina MIDI usata. Per esempio "Basso Korg", "chitarra QSynth", "Batteria Timidity" eccetera.

Modificate la base midi come vi pare, tenendo presente che comunque potrete modificarla e cambiare strumenti anche strada facendo.

Per modificare o immettere a mano le note, utilizzate la guida di Rosegarden:
http://www.rosegardenmusic.com/resources/

Man mano che registrate note, strumenti e tracce su Rosegarden, andate su Hydrogen e modificate la batteria a seconda delle vostre esigenze.

13.6 - Registrare le tracce audio

Ora possiamo registrare le tracce audio con Ardour.

Prima di tutto assicuriamoci di ascoltare davvero quello che vogliamo:
Opzioni → Monitoraggio → Jack does monitoring
Se selezioniamo questa opzione, ascolteremo non tanto quello che viene registrato nella traccia, ma quello che verrà registrato nel mix finale.
Se vogliamo sentire quello che abbiamo registrato effettivamente, senza eventuali effetti che andranno a comporre il mix finale, rimettiamo questa opzione su "Hardware does monitoring".

Ardour è molto complesso ma per i nostri scopi non useremo tutte le sue molteplici funzioni. L'importante è premettere il funzionamento generale di Ardour:
- Il suono proveniente da fonti esterne, detto "System:Capture_1" e "System_Capture_2" (il microfono, Qsynth, la chitarra elettrica tramite un VST come Amplitube, eccetera: tutto quello che avete impostato nella sezione "Registrazione" del mixer di Ubuntu o di alsamixer) si immette in una traccia audio di Ardour.
- L'audio di ogni traccia si può far passare per un effetto LADSPA (riverbero, eco, chorus, flanger, eccetera). Ossia: si prende l'uscita di una traccia audio e la si manda all'effetto, e l'uscita dell'effetto lo si manda a "Master IN".
- Il "Master" prende le fonti che gli mandiamo e ne controlla il volume (e il pan, cioè il bilanciamento sui canali destro e sinistro) e per default manda tutto alle casse o alla cuffia.

Quando esportiamo il risultato finale della nostra composizione, Ardour riproduce velocemente tutto quello che passa per il Master e invece di mandarlo alle casse lo trasforma in un file.

Schematicamente, e in maniera estremamente semplificata, il comportamento minimo di Ardour è:
Fonte sonora → traccia audio → effetti → Master → casse o cuffia

Consiglio lo studio approfondito di Ardour, con questa ottima guida in italiano.

Create qualche traccia audio: mono per la voce, stereo per ogni strumento che registrerete dalle macchine MIDI, stereo per ogni strumento generato da un VST.
Per essere pratici, facciamo un esempio semplice: una traccia mono che chiamerete "Voce", una traccia stereo che chiamerete "Chitarra" e una traccia stereo che chiamerete "Basso".

A questo punto aprite il vero centro di comando di Ardour: il mixer.
"Window" → "Show mixer"

Come potete vedere, ogni traccia (ogni colonna) ha un input, uno spazio vuoto, un cursore per il volume, un altro spazio vuoto e l'output. A destra, c'è il Master.

Nella colonna della traccia "Voce" premete in alto su "input" → "Modifica". Come potete vedere, a sinistra avete gli ingressi selezionati, e a destra quelli possibili. Dovrebbe già essere impostato su "system:capture_1" ma se non lo è selezionatelo da sinistra e mettetelo a destra.
Sempre nella traccia "Voce", selezionate in basso "output" → "Modifica" e scegliete "ardour:master/in 1" e "ardour:master/in 2". È normale che ci sia un solo ingresso e due uscite, in quanto il microfono è mono ma al mixer va un segnale stereo (che poi è il segnale mono automaticamente sdoppiato da Ardour).
A questo punto, a sinistra nella colonna "Master", in basso premiamo "output" → "Modifica" e, se non è già selezionato, mettiamo "system:playback_1" e "system:playback_2"


In pratica abbiamo detto ad Ardour di registrare nella traccia "Voce" quello che proviene dalla scheda sonora e di mandarlo al Master, e quindi abbiamo detto al Master di mandare tutto alle casse.
system:capture → IN "Voce" OUT → IN Master OUT → system:playback

Per capire meglio quello che abbiamo fatto, possiamo premere su "input" in alto nella traccia Master, e constatare che come input sono già selezionate (per default) tutte le tracce audio, compresa "Voce" OUT 1 e 2. Se andiamo su Jack Control e premiamo "Connect" vediamo graficamente quello che abbiamo fatto.

Adesso però dobbiamo dire al nostro computer che cosa effettivamente deve uscire da quel fantomatico "system:capture" (che poi è la nostra scheda sonora) che andrà a finire nella nostra traccia "Voce". In questo caso dobbiamo far uscire soltanto il microfono, perché nella traccia "Voce" bisogna registrare solo la voce: lapalissiano, nevvero?
Collegate quindi il microfono alla scheda sonora. Ora dovete fare in modo di ascoltare la base prodotta da Rosegarden insieme alle altre tracce di Ardour, ma registrare SOLO il microfono.
- Andate in alsamixer, nella scheda Riproduzione e alzate il volume.
- Se la vostra scheda lo permette, potete alzate il volume del microfono nella vista "Riproduzione" se volete sentire il ritorno della vostra voce mentre cantate. Se la vostra scheda non lo permette, potete collegare System:capture a system:playback direttamente nella scheda Connessioni di Jack Control.
- Escludete tutto ciò che non volete sentire.
- Se volete ascoltare anche quello che state registrando, andate su Ardour e premete "Options" → "Monitoring" → "Ardour does monitoring".
- Sempre in alsamixer, andate nella vista Cattura (tasto TAB) e abbassate tutto tranne il volume principale di cattura (in genere "Capture") e il volume del microfono (in genere "Mic", ma nei frontalini esterni delle Creative per esempio è "LiveDrive 1").
- In alcune schede sonore bisogna selezionare una determinata fonte, la quale esclude alcune altre fonti. Un esempio nelle schede Creative Audigy e simili: l'interruttore "Line" permette di registrare dal frontalino, ma poi bisogna anche selezionare "Livedrive 1" e/o "LiveDrive 2" rispettivamente per il microfono o i due pin stereo. Se invece accendete l'interruttore "Mix" allora abiliterete tutti gli ingressi possibili, compreso quello che state ascoltando, rischiando di creare dei loop assordanti.
- spostandovi con il tasto TAB selezionate la riproduzione o la registrazione, spostandovi con le frecce destra e sinistra selezionate la fonte desiderata, premendo "M" la silenziate, premendo la barra spaziatrice la selezionate per la registrazione.




Per vedere se siete pronti per registrare, basta vedere nella finestra principale di Ardour in corrispondenza della traccia "Voce" se la barretta del volume dà segni di vita o meno se parlate nel microfono. Se sì, fate qualche prova urlando nel microfono al massimo volume che pensate possiate raggiungere registrando la canzone, abbassando il volume di registrazione nel mixer di Ubuntu fino a che non vedrete più picchi rossi nell'indicatore del volume di registrazione della traccia "Voce" di Ardour.

A questo punto premete il pallino rosso della traccia "Voce", il pallino rosso in alto a sinistra nel controllo principale di Ardour, e quindi Play per registrare.


Per variare il volume di singole parti della voce, per spezzare l'audio, per cancellare le parti con il silenzio e cose del genere, vi rimando alla guida ufficiale tradotta in italiano in questo sito:
WGuitars

13.7 - Aggiustare le tracce MIDI

Ovviamente durante tutto questo processo, potrete modificare la traccia di batteria spostandovi su Hydrogen, ma è anche probabile che vogliamo cambiare alcuni strumenti della base MIDI, perché quando l'abbiamo composta non abbiamo tenuto conto delle frequenze di voce e chitarra.
Spostiamoci quindi su Rosegarden e cambiamo la base, modificando le note, trasponendo le ottave, cambiando gli strumenti e/o le macchine che li producono, aggiungendo anche eventuali altri strumenti, con la grande comodità di ascoltare sempre la parte audio di Ardour, ben sincronizzata.
Ricordo che per un uso approfondito di Rosegarden potete seguire le varie guide ufficiali: http://www.rosegardenmusic.com/resources/

13.8 - Registrare in audio le tracce MIDI e di batteria

A questo punto bisogna registrare ogni strumento MIDI in una traccia audio diversa di Ardour. È un compito piuttosto ripetitivo e fastidioso, che ci scamperemo quando Ardour avrà il supporto MIDI e non dovremo nemmeno più usare Rosegarden.

Per quanto riguarda Hydrogen, esportate direttamente il file audio: "File" → "Esporta la canzone" e importate il file .wav in una nuova traccia stereo di Ardour.

Per Rosegarden è più dura. Faccio un esempio pratico.
- Creiamo una nuova traccia audio stereo in Ardour (nel nostro esempio ne avevamo già pronta una: "Basso").
- Andiamo in Rosegarden e silenziamo tutte le tracce a parte il basso.
- Andiamo in alsamixer e scegliamo in registrazione la fonte: se è un modulo esterno collegato all'ingresso Line scegliamo "Line", se sono i soundfont della Soundblaster scegliamo "Synth", se è uno strumento VST o QSynth scegliamo "Wave" e/o "PCM", e via dicendo (un consiglio: togliere gli effetti Chorus e Reverb di QSynth o dello strumento VST).
- Mettiamo in registrazione la traccia "Basso" di Ardour e registriamo.
- Lo stesso procedimento va fatto per ogni strumento.

Un esempio pratico per la registrazione su Ardour della traccia di pianoforte eseguita da Rosegarden con QSynth:

1- Su Ardour metto in registrazione la traccia 2, stereo (quindi accendo due pallini rossi, uno vicino ad "Audio 2" e uno vicino ai pulsantoni di Play e Stop). Premo anche Shift+E per visualizzare il mixer di fianco alla traccia (oppure "Vista" → "Mostra Mixer della finestra di lavoro") che è una cosa molto comoda. Su Rosegarden ho silenziato tutte le tracce che non sono del pianoforte.

2- Dico ad Ardour di modificare l'ingresso della traccia 2 premendo su "1/2" nel mixer e poi "Modifica":


3- Clicco sulla scheda QSynth, quindi clicco su l_00 e su r_00 per portarli a sinistra. Se a sinistra c'è qualcos'altro, basta cliccarlo per toglierlo. Posso poi premere "Chiudi".


4- Controllo nelle connessioni di Jack se è tutto ok:


4- Premo Play su Rosegarden o su Ardour, così i due software partono e la traccia 2 si riempie dell'audio tirato su da QSynth,

Se avete capito questo procedimento, potete facilmente registrare anche da altre fonti che non siano QSynth.

13.9 - Effetti e downmix

Ora possiamo chiudere Rosegarden. Non dimentichiamoci di salvare la sessione di Ardour e procediamo a mettere gli effetti.
In sostanza ora abbiamo tutto su audio, ma sono suoni secchi, senza riverbero, chorus, compressore, equalizzatore, echo/delay e via dicendo.
Andiamo nella finestra mixer di Ardour. Vedete che per ogni colonna/traccia c'è uno spazio vuoto tra input e volume, e tra volume e output. È nello spazio vuoto tra volume e output che metteremo gli effetti LADSPA, in modo che il nostro schemino, per ogni traccia, diventi:
system:capture → IN Traccia OUT → effetti → IN Master OUT → system:playback

In un vero studio analogico si usava un passaggio in più: si tenevano da parte gli effetti fissi, e poi per ogni strumento si decideva "quanto effetto" mandare al mixer. La cosa è più intuitiva e meno complessa di avere una cascata di effetti (ognuno da configurare) diversa per ogni strumento, ma lascia molta meno libertà. Visto che possiamo, prendiamoci un po' di tempo e usiamo uno studio in cui abbiamo infiniti effetti da collegare autonomamente a ogni strumento (naturalmente alcune tracce possono essere raggruppate e comportarsi come una singola traccia, e per esempio mandarli a una traccia virtuale di soli effetti, detta "Bus", la cui intensità possiamo variare durante la riproduzione: per tutto questo vedi la guida ufficiale).

Gli effetti li possiamo mettere in due posizioni:
1- tra l'ingresso e la traccia
2- tra la traccia e il master
La differenza tra i due metodi consiste nel variare gli effetti insieme al volume della traccia, o mantenere il volume degli effetti variando solo quella traccia.

Copio direttamente un post dell'utente lorenzogabriele (che ringrazio) del forum italiano di Ubuntu per capire meglio la differenza tra i due metodi:
La differenza sta nel momento in cui si applicano gli effetti, se prima o dopo il passaggio attraverso il fader; mettendo ad esempio un compressore nella zona post fader e agendo sull'automazione del movimento del fader si avranno delle parti (quelle con il fader alto) in cui la traccia risulterà compressa e delle parti (quelle con il fader basso) in cui il basso volume non permetterà al segnale di attraversare la soglia del compressore. Bisogna dunque scegliere se si vuole una voce compressa sempre alla stessa maniera che però cambi di volume oppure una voce che ad alti volumi sia compressa e a bassi volumi mantenga inalterata la sua dinamica. Importante è non confondere l'automazione del guadagno (gain) con l'automazione del fader perché solo con il secondo tipo si avrà questa possibilità... Se si agisce con l'automazione del gain (quella del quarto pulsantino dopo slide edit) si avrà sempre una traccia compressa ad alti volumi e non compressa a bassi volumi.
In ogni caso credo che per un principiante dell'audio la cosa più intelligente da fare sia mettere tutti gli effetti nella zona pre-fader in modo che un cambiamento di volume per motivi diversi non possa fare scherzi sull'impostazione della soglia dei processori dinamici.

In Ardour, graficamente i due metodi sono visualizzati per ogni traccia nella finestra Mixer in questo modo:


Ora che sappiamo la teoria, continuiamo con la produzione della nostra canzone:
Premiamo il tasto destro del mouse in corrispondenza dello spazio vuoto tra il volume e output, e scegliamo "New plugin" → "Plugin manager". Ci appare una lista degli effetti LADSPA.
Quelli più comuni sono quelli che cominciano per "C*". Per la voce, abbiamo bisogno di un riverbero che abbia l'ingresso mono e l'uscita stereo (uno ottimo è "C* Plate"), mentre per gli strumenti abbiamo bisogno di un riverbero con ingresso stereo e uscita stereo (quindi nel nostro esempio "C* Plate2x2"). Occhio che vanno in cascata dall'alto verso il basso, quindi sta a voi decidere se preferite, per esempio, riverberare un suono con del chorus, o mettere il chorus su un suono riverberato. Molto utile è anche l'equalizzatore: "C* Eq" o "C* Eq2x2" sono molto comuni e versatili.
Se avete letto la guida di Ardour, avete visto che si possono cambiare in una singola traccia anche i singoli parametri dei singoli effetti, mettendoli a grafico. Per esempio possiamo aumentare durante un acuto della voce le dimensioni della stanza dell'effetto riverbero, creando un tipico effetto "la stanza diventa uno stadio mentre sto cantando", oppure possiamo aumentare il threashold del flanger, creando quell'effetto di "suono che si sporca e diventa sempre più alieno" usato molto spesso per esempio dai Queen (in "The Miracle" alla fine quando dice "end to war" sulla parola "war").

Se volete usare un effetto VST, lanciatelo con il metodo descritto nel capitolo 10, poi come effetto in Ardour invece di "Nuovo plugin", scegliete "Nuova mandata...". A destra trovate l'effetto VST caricato. Aggiungete ai campi "out 1" e "out 2" i due "in_1" e "in_2" al solito modo.

Quando poi ascoltate il prodotto finale, tenete conto che se sentite dei disturbi essi possono essere dovuti a un difetto nella registrazione o soltanto nella riproduzione. Se sono nella registrazione (per sincerarsene basta mettere in "solo" la traccia che ci sembra faccia difetto e riprodurla più volte per sentire se fa sempre lo stesso difetto nello stesso punto) bisogna registrare di nuovo. Se sono nella riproduzione non c'è problema, in quanto quando faremo l'export del file, Ardour farà tutti i calcoli scientificamente senza affidarsi ai problemi di sync realtime della riproduzione.

Se tutto ci sembra ok, salviamo e andiamo su "Sessione" → "Esporta" → "Esporta la sessione corrente come audio". Il gioco è fatto.
Il file wav prodotto può già essere ascoltato su qualsiasi player, o trasformato in MP3 128k 44100Hz o qualsiasi altro formato da qualsiasi programma come Audacity, Rezound o Sweep.

Appendice A - Il player MIDI

Un bel programma per il karaoke? il migliore è per Windows, è gratis, si chiama "Van Basco" e va benissimo anche su Linux, con Wine.

Scaricate Van Basco da qua:
http://www.vanbasco.com/download.html
Installatelo come si fa con Windows, facendoci doppio clic sopra (o tasto destro, "Apri con Wine").
Il programma parte da solo. Cliccate col destro su una parte libera della finestra del player, e scegliete "impostazioni". Al posto di "MIDI-MAPPER" mettete il primo "Timidity" della lista, o qualsiasi altro strumento (QSynth se l'avete caricato, la wavetable se avete una scheda sonora compatibile con queste funzione, l'uscita MIDI esterna se avete una tastiera o un modulo rack collegato, eccetera) e fate OK.

Se trovate dei player free altrettanto validi e magari nativi per Linux, vi prego di segnalarmeli.

Appendice B - Band in a Box

Questo splendido arranger per Windows, che vale tutti i soldi che costa (ci hanno lavorato davvero tanti musicisti e arrangiatori) funziona perfettamente su Linux. Se l'avete comprato, vi basta creare la vostra canzone, magari con i RealDrums (batteria preregistrata, mostruosamente verosimile).

Prima di installarlo dovete anche installare winetricks e lanciare l'installazione di tutti i codec, di tutti i font e di Windows Media Player 9. Poi lanciate l'installazione di Band In a Box e tutto fila liscio.

Per configurarlo andate su "Opt." -> "MIDI/Audio driver setup" e scegliete "No MIDI sound Input" come input e quello che volete come output (Timidity, la wavetable, Qsynth...) quindi premete su OK.
Arrangiate la vostra canzone e, quando sarete pronti (io in genere arrangio singoli pezzi della canzone, che poi "sommo" importandoli in Ardour e Rosegarden) esportiamo.
Salvate la canzone (File -> Save as...) e ricordate il percorso.
Andate su File -> "Make a standard MIDI file" -> "File on disk", scegliete lo stesso percorso di prima e premete "Salva".
A questo punto chiudete pure Band in a Box.

Se avete usato RealDrums, dirigetevi nella cartella che avete usato per il salvataggio del file MIDI. Lì troverete un file nome_RealDrums.WAV con la traccia di batteria. Purtroppo questo file non è leggibile dai più comuni programmi, ma si può convertire facilmente con VLC.
- Aprite VLC
- "Media" -> "Open file"
- Trovate il file e selezionatelo ma NON premete "Play"
- Vicino a "Play" c'è un bottoncino con una freccetta a triangolino. Premetelo e selezionate "Convert"
- Mettete la spunta a "File", cliccate su "Browse" e digitate un nome, per esempio "OK.wav", e premete su "Save"
- Sotto "Encapsulation" premete su "WAV"
- Sotto "Audio codecs" mettete la spunta a "Audio" e nel menu a tendina selezionate "WAV".
- Premete "Save"

Ora il file può essere letto. Magari convertitelo ulteriormente con Audacity nel caso che abbia una frequenza diversa dal progetto di Ardour che state usando. A questo punto, importate il file audio in Ardour e il file MIDI in Rosegarden.

Appendice C - Pubblicare la propria musica

Una volta che avrete imparato a usare questi programmi, produrrete - immagino - canzoni. Per pubblicarle vi consiglio la licenza Creative Commons, che vi mette al riparo da eventuali plagi (vale in tribunale dalla data di pubblicazione), è gratuita, non necessita dell'iscrizione alla SIAE, permette comunque l'uso per scopi commerciali (ovviamente il prezzo lo fate voi) ma permette sempre l'uso e la copia gratuita della vostra musica non a scopo di lucro, a patto che si dica sempre che è roba vostra.

Per pubblicare, dovete salvare la vostra canzone in due formati:
- WAV non compresso, PCM, 44100Hz, 16 bit.
- MP3, 44100Hz, bitrate costante 128k.
Tenete sempre questi due formati per ogni canzone che avete, perché i vari siti chiedono uno o l'altro.

Per trasformare i formati, usate il software soundconverter, presente nei repository di Ubuntu.

Ovviamente, quando fate un CD audio dei vostri pezzi, usate i file WAV.

I siti migliori che accettano le vostre canzoni e che ci mettono sopra una licenza Creative Commons, sono:

- SoundClick. Per me è il migliore. L'upload è semplicissimo e immediato, il player compatibilissimo per tutti. Pochi fronzoli, molta sostanza.
- Dmusic. Ottimo anche questo. Graficamente offre un po' meno banner, players eccetera ma è davvero ricco di contenuti. L'upload e il tagging non sono molto intuitivi.
- Internet Archive. Qui non c'è solo musica, c'è TUTTO. Dispersivo ma essenziale: è la memoria di internet.
- Jamendo. In italiano. Conosciutissimo, è la migliore vetrina. Ma l'upload è di una lentezza mostruosa (si carica solo album per album, non canzone per canzone, con un client solo per Windows, e si attende anche un mese prima di essere pubblicati).
- Last.fm. Celeberrima radio (di recente passata a pagamento, ma il sito e i singoli pezzi sono ancora gratuiti), vi permette di avere una certa visibilità ma non è molto chiara come licenza. Conviene aver già PRIMA messo la licenza Creative Commons su altri siti, POI mettere la propria musica su Last.fm.

Per sentire alcuni dei risultati ottenuti con i metodi spiegati questa guida, potete ascoltare le mie canzoni presenti nel menu qui a sinistra.

Vi invito a lasciare commenti (anche negativi: non mi offendo!) nei siti in cui ho pubblicato la mia musica:

Soundclick

Jamendo

DMusic

Last.fm

The Internet Archives


Appendice D - Senbee, che scheda audio mi consigli?

Purtroppo non ho modo di provare le schede audio. Io ho la mia, una vecchia Creative SoundBlaster Platinum con frontalino esterno, uscita di produzione, superbamente compatibile e dalle performance accettabili.
Certamente, se fate registrazioni anche solo amatoriali, buttate via la schedina audio integrata alla scheda madre del vostro PC o del vostro portatile. Compratene una PCI con un frontalino, o una esterna, che abbia preferibilmente la funzione "Wavetable" (anche se non credo che ci siano più schede in vendita con questa preziosa funzione), e che soprattutto sia compatibile con Linux.
Qui potete vedere, scheda per scheda, che funzioni ci sono e se sono compatibili con Linux:
http://www.alsa-project.org/main/index.php/Matrix:Main. Anche qui: http://www.ffado.org/?q=devicesupport/list. Come vedete, sono numerose le schede professionali supportate. Occhio: una buona scheda viaggia sui 250€, ma, insieme a un buon microfono, è l'unica spesa importante da fare.

Se volete, ho aperto un thread sul forum di Ubuntu per condividere esperienze sulle schede audio professionali, per segnalare quelle compatibili:
http://forum.ubuntu-it.org/index.php/topic,285007.msg2060054.html#msg2060054
Attenzione: da recenti discussioni sul forum, risulta abbastanza evidente che tutte le schede sonore USB, anche quelle pienamente supportate, non funzionano se avete un computer con le porte USB 3.0. Collegatela, se c'è, alla porta "eSATA/USB" e tutto dovrebbe funzionare. (ringrazio gli utenti el_felix e Pierpo84 in proposito)

Appendice E - Migliorare le prestazioni (SOLO KERNEL RT)

N.B.: Se avete Ubuntu 10.10 e seguenti, passate direttamente all'appendice F

Se sapete cosa sono le interrupt (dette "IRQ") sappiate che il kernel RT ha come fondamentale differenza dal kernel generic il fatto che assegna i driver delle periferiche a precise IRQ a cui quindi potete assegnare la priorità (qui potete avere una bella spiegazione di cosa siano le interrupt).
Questa funzione è fondamentale, perché così potete dire a Ubuntu di usare con massima priorità la scheda audio, facendo "aspettare" tutto il resto, così eviterete ogni tipo di rallentamento, latenza e fastidiose interruzioni dell'audio mentre registrate.

Capire quali siano le interrupt assegnate alla scheda audio e assegnare le priorità degli altri driver conseguentemente è un lavoro un po' difficile ma per fortuna c'è uno script che fa tutto automaticamente (occhio: questo script c'è già in UbuntuStudio, quindi non dovete installarlo se usate UbuntuStudio).

Se usate Lucid Lynx o Ubuntu Studio, saltate il paragrafo dell'installazione.

E.1 - Installazione

Lo trovate qui: http://www.rncbc.org/jack/ verso il fondo della pagina. Si chiama rtirq e ovviamente dovete scaricare il "tar.gz" più recente. Lo scompattate in una cartella, e ci andate dentro col terminale.
Solo la prima volta, lo scompattate in una cartella, e andateci dentro col terminale. Scrivete:

sudo cp ./rtirq.conf /etc/

e poi:

sudo cp ./rtirq.sh /usr/bin

Ogni volta che volete lanciarlo, scrivete:

sudo rtirq.sh start

Ovviamente lo potete disattivare così:

sudo rtirq.sh stop

Quando lo lanciate avrete una risposta simile a questa:

Setting IRQ priorities: start [rtc] irq=8 pid=851 prio=90: OK.
Setting IRQ priorities: start [snd] irq=3 pid=1175 prio=85: OK.
Setting IRQ priorities: start [uhci_hcd] irq=10 pid=1883 prio=79: OK.
Setting IRQ priorities: start [uhci_hcd] irq=11 pid=1255 prio=78: OK.
Setting IRQ priorities: start [uhci_hcd] irq=14 pid=1117 prio=77: OK.
Setting IRQ priorities: start [ehci_hcd] irq=15 pid=1147 prio=79: OK.
Setting IRQ priorities: start [i8042] irq=1 pid=844 prio=75: OK.

E.2 - Uso

Questo script in sostanza ha individuato a quale IRQ è assegnato il driver della scheda audio ("snd", al di là di come si chiama effettivamente il driver) e gli ha assegnato - nell'esempio qui sopra riportato - priorità 85, dopodiché ha assegnato le priorità delle altre cose fondamentali per non far andare tutto in freeze (per esempio il timer di sistema, "rtc", ha priorità più alta).

Per visualizzare su Lucid Lynx le informazioni sulla priorità, digitate:
sudo /etc/init.d/rtirq restart

Siccome la catena è "Il timer di sistema controlla Jack che controlla la scheda sonora che controlla i vari QSynth e Timidity", dovremo adesso impostare la priorità di Jack - seguendo l'esempio riportato or ora - tra 85 e 90 (esclusi gli estremi), e i vari QSynth e Timidity appena sotto l'ultima priorità assegnata dallo script, cioè appena sotto 75.

Impostare la priorità di Jack

A questo punto potete dire a Jack di avere un priorità appena più alta di quelle assegnate dallo script: per esempio 87. Andate quindi su Jack Control, cliccate su Options, e impostate "Priority" a 87. Riavviate Jack e noterete una risposta del sistema molto migliore, specie con il MIDI.

Impostare la priorità di Timidity

Per dare priorità a Timidity, così non farà più quell'orribie difetto di rallentare e velocizzarsi a caso, dobbiamo dire al sistema di NON caricare Timidity all'avvio e farlo partire ogni volta con una priorità da noi decisa (nel nostro esempio, 70).

Per non farlo caricare all'avvio:

sudo cp /etc/init.d/timidity /home/timidity.backup
sudo rm /etc/init.d/timidity


(eventualmente per ripristinarlo all'avvio scrivete sudo cp /home/timidity.backup /etc/init.d/timidity)

Quindi ogni volta lo fate partire così:

timidity --realtime-priority=70 -iAD -B2,8 -Os1l -s 44100

Per arrestare timidity: killall timidity (e controllate che sia veramente terminato in Sistema -> Amministrazione -> Monitor di sistema)

Impostare la priorità di QSynth

Bisogna lanciarlo da riga di comando attraverso il comando chrt (un comando che imposta le priorità dei programmi che girano sul kernel RT):

chrt -f 68 qsynth

Ho messo 68 perché così non fa conflitto con Timidity, ma se non usate Timidity potete mettere la priorità di QSynth a 70.

Appendice F - Bristol, il synth "vintage"

Come dicevamo all'inizio della guida, Monobristol ci consente di avere il suono di bellissimi sintetizzatori vintage.

Attenzione: su Ubuntu 10.04 occorre lanciare singolarmente i synth, mentre nelle altre distribuzioni il bug è stato corretto.

Per lanciare Bristol occorre lanciarlo da terminale:
monobristol

Per far funzionare in maniera integrata i sintetizzatori, occorre prima di tutto dire a Bristol di usare Jack:
- In Bristol, Cliccate sulla scheda "Configure"
- Selezionate "Jack" e "Jack - auto-connect"
- Chiudete e riavviate Bristol

A questo punto troverete l'uscita audio di Bristol nelle Connessioni di Jack, e l'entrata MIDI di Bristol nella scheda "Alsa" delle Connessioni di Jack.

Appendice G - Rakarrack (effetti per chitarra)



Sono effetti splendidi. All'interno c'è pure un modulo che passa da wav a MIDI in diretta (cioè: tu canti o suoni la chitarra, e il computer scrive lo spartito e salva in MIDI). Ha moltissimi preset e i suoni sono buoni (un paio sono davvero belli).
In Ubuntu 10.10 (Maverick Meerkat) Rakarrack è già nei repository.

Oltre a Rakarrack, un lettore (Salvo Inzerilli) ci segnala questo meraviglioso progetto: Guitarix, un amplificatore per chitarra che in futuro potrà decisamente dare del filo da torcere ad applicazioni commerciali come Amplitube2. È ancora a uno stadio piuttosto embrionale poiché mancano preset fondamentali (purtroppo i file .wav campionati dai più famosi amplificatori per modulare il timbro nelle categorie dei preset, non sono liberamente distribuibili e quindi comunque ogni amplificatore open source richiede un minimo di hacking). Se lo volete provare, sul sito di Guitarix ci sono anche i pacchetti installabili con un click per Ubuntu.
Conviene lanciarlo da solo e connetterlo con Jack, perché lanciandolo come plugin da Ardour non parte l'interfaccia grafica e non è disponibile gran parte delle funzioni. Se trovate dei bei preset segnalateli all'autore. Una piccola guida all'uso la trovate qui.

Invece, per installare Rakarrack nelle altre versioni di Ubuntu, abbiamo bisogno di due librerie aggiuntive:

sudo apt-get install autogen autoconf libfltk1.1-dev libxpm-dev

Poi, entriamo nei repository di Rakarrack:

cvs -d:pserver:anonymous@rakarrack.cvs.sourceforge.net:/cvsroot/rakarrack login

Alla richiesta di password, premere invio. Quindi:

cvs -z3 -d:pserver:anonymous@rakarrack.cvs.sourceforge.net:/cvsroot/rakarrack co -P rakarrack2

A questo punto entrate nella cartella:

cd rakarrack2

E, uno dopo l'altro, diamo questi comandi:

./autogen.sh
./configure
make
sudo make install


È compatibile con Jack, quindi lo potete connettere a tutti i software che volete. Funziona molto bene anche dal vivo al posto di una pedaliera. Qui trovate anche altri preset.

Appendice H - Schede sonore multiple

Se avete più di una scheda sonora e volete usarle contemporaneamente, Jack2 vi permette di farlo. Vediamo come.

Per spiegarvi come fare, vi presenterò un esempio pratico. È relativo alla mia configurazione, quindi non seguitelo alla lettera, ma adattatelo alla vostra configurazione.
Nel mio caso uso generalmente una SoundBlaster Platinum, ma ora sono andato nel bios del computer e ho attivato la scheda sonora integrata Intel che avevo disattivato.

Questa guida funziona solo se avete due schede con due ingressi: se avete una scheda con più ingressi questa guida vi attiverà solo due di essi. È utile quindi se avete due schede non molto professionali e volete usarle entrambe.

H.1 - Impostare l'audio di sistema

Prima di tutto occorre dire al sistema quale scheda sonora usare normalmente: è infatti probabile che aggiungendo una scheda sonora all'improvviso le impostazioni generali dell'audio del vostro Ubuntu possano cambiare. Quindi:
- Sistema → Preferenze → Audio → Ingresso, e selezionate la scheda giusta.
- poi cliccate su "Uscita" e fate lo stesso. Chiudete pure.

H.2 - Segnarsi le impostazioni della scheda principale

Prima di tutto dobbiamo aprire Jack Control e selezioniamo la scheda principale:
- Setup → Settings
- A destra di "Interface" premete il tastino ">"
- Selezionate la scheda principale e premete OK
- Ricordatevi bene le impostazioni! Dovrete rimetterle uguali se successivamente le cambierete per la seconda scheda.

Vediamo il mio esempio:

Nel mio caso, vedete, ho tre schede: HDA Intel che è la scheda sonora integrata alla scheda madre (quella che voglio aggiungere), SB Live! 5.1 che è la mia solita scheda che uso sempre, e una terza scheda "HDA Nvidia" che non è altro se non l'uscita audio della scheda video HDMI (questa uscita non è utilizzabile con Jack, fate finta che non esista).

Ora avviate Jack premendo "Start" e controllate che funzioni.

H.3 - Configurare la seconda scheda

Stoppate Jack, ritornate nei settings e scegliete la seconda scheda:

In questo esempio, come vedete, ho selezionato HDA Intel, cioè la scheda sonora integrata.

Ora, premete OK e fate partire Jack. Se non parte tornate nei settings e modificate i vari parametri finché Jack non partirà.
Se modificate i parametri, mi raccomando accertatevi di esservi segnati i parametri che facevano funzionare la scheda principale!

Quando finalmente Jack funzionerà, stoppatelo, premete "Messages" e scorrete in alto fino a raggiungere la stringa di configurazione:


A questo punto dovete segnarvi da qualche parte tutti i parametri che vengono dopo "/usr/bin/jackd". Nel mio caso, la stringa da segnare è:

-v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M

H.4 - Far partire Jack normalmente

Ora abbiamo quasi finito. Torniamo nei settings e rimettiamo tutto com'era prima: sotto "Interface" scegliamo la scheda principale, e rimettiamo tutti i parametri che la facevano funzionare. Premiamo OK e quindi Start.

Premiamo anche "Connect", così vedremo i vari collegamenti quando lanceremo Jack anche per l'altra scheda.

H.5 - Attivare la seconda scheda audio

A questo punto apriamo il terminale e scriviamo:
jack_load -i "PARAMETRI" seasound audioadapter

Per PARAMETRI intendo la stringa che ci eravamo segnati prima, quindi nel mio caso sarà:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter

Salvate in un file di testo il comando, che darete ogni volta che vorrete lanciare la seconda scheda.

Nella finestra Connect ora vedremo una cosa del genere:


"seasound" è la nostra scheda aggiuntiva.
Nel mio esempio, "seasound" non ha gli ingressi "monitor" semplicemente perché non li supporta. In genere li disattivo anche nella scheda principale (vedi il capitolo 6 sulla configurazione di Jack) ma qui vi ho solo messo un esempio per far vedere che si tratta proprio di due schede diverse.

Lanciando Ardour, quando selezionerete gli ingressi per ogni traccia, potrete attivare in cattura anche la scheda aggiuntiva. Per esempio:


Ovviamente, dovete settare i volumi delle due schede separatamente, aprendo alsamixer con parametro "-c" come ho descritto nel paragrafo 3.3

H.6 - Cosa fare ogni volta

Ora che avete configurato per bene le due schede, dovete tenere presente che purtroppo Jack spesso assegna le schede a casaccio e che quindi ogni volta che riavviate il computer dovete scegliere di nuovo prima la scheda principale e poi la scheda secondaria, in questo modo:

- Aprite Jack Control, Setup → Settings → Interface
- Segnatevi in mente a quale numero "hw:" corrisponde la scheda secondaria. Per esempio: 1
- Selezionate la scheda principale, premete OK e lanciate Jack premendo su Start
- Aprite la riga di comando e scrivete quello che avete scritto l'ultima volta per far partire la scheda secondaria, ma cambiando eventualmente il parametro hw:

Per esempio, nel mio caso, se la scheda secondaria HDA Intel un bel giorno è assegnata a hw:1, invece di:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:0 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter
Dovrò scrivere:
jack_load -i "v -m -dalsa -dhw:1 -r44100 -p256 -n2 -m -Xseq -H -M" seasound audioadapter