Le Mani Sulla Città




La decisione di "de-localizzare" l'intero abitato e' stata imposta dal primo minuto della frana da Guido Bertolaso il "Commissario per l'emergenza di Cavallerizzo di Cerzeto per la frana del 7 marzo 2005." Già dal 8 marzo 2005 Marcello Fiori, il vice capo della Protezione Civile si e' espresso che "non sarà più possibile ricostruire Cavallerizzo" (leggi l'articolo) -gli cosi detti "esperti" della Protezione Civile sono partiti da subito con il loro scrupoloso lavoro di manipolazione verso la gente e poi verso l’intera gestione della situazione. Hanno ripetuto a tutti che a Cavallerizzo non si poteva più tornare e che le prime piogge di autunno avrebbero portato a valle l'intero paese di Cavallerizzo. C’è da sottolineare che la frana del 7 marzo 2005 ha danneggiato solo il territorio di recente espansione di Cavallerizzo, un area dichiarata non edificabile dal 1950. Solo una ventina di case costruite abusivamente sono stati danneggiati. Secondo i dati ufficiali della Protezione Civile solo 11,5% di Cavallerizzo viene interessato dal movimento franoso. Un percentuale piccolissimo, ma sufficiente per la Cricca di forzare una delocalizzazione di un intero abito. Una costruzione nuova, da zero costa molto di più che una ricostruzione, dunque niente e' stato "ricostruito". Intanto tutte le parole sulla situazione geologica vengono dette senza aver fatto alcun studio approfondito su Cavallerizzo o tengono conto di studi fatti male o molto tempo fa, ma solo sul area poi franata. Le cause della frana non sono solo imputabili alla natura del terreno di quel luogo, ma in maniera determinante alle opere artificiali create dall'uomo. C'è stato un grosso abusivismo edilizio che ha bloccato l'acqua che scendeva da monte a valle dai canaloni naturali. Ci sono state opere comunali ed extra comunali come le strade ancora oggi visibili fatte senza i dovuti accorgimenti. Ci mettiamo anche qualche taglio abusivo ed una gestione del territorio montano pari a zero. In fine, come molte voci popolari dicono e basta anche fare un giro per trovare una perdita, anche la condotta idrica "Abatemarco" con qualche zampillo di troppo ha reso fragile quella parte di Cavallerizzo. Per chi non lo sa, sopra Cavallerizzo passa la rete idrica dell'acquedotto "Abatemarco (proprietà della So.Ri.Cal. S.p.A. - Società Risorse Idriche Calabresi), che serve tra le altre la città di Cosenza. Un acquedotto vecchio e fatiscente che causa una grande dispersione di acqua durante il trasporto, tanto che, secondo i dati del rapporto Ecosistema urbano 2007 di Legambiente, la città di Cosenza mantiene il primato italiano con il 70% delle perdite di rete" (L’emergenza idrica in Italia, Il libro bianco di Legambiente, Roma,3 maggio 2007). Non a caso ci sono state altre frane dove passa questo grosso tubo. Perciò, perché non si è indagato sull'acquedotto Abatemarco dal momento che già nel 1978 la stessa frana si era mossa causando perdite nella conduttura? l'Abatemarco è un colabrodo con oltre il 70% di perdite. Poi, dopo ben 4 anni dalla frana del 7 marzo 2005 la Calabria e sopratutto la provincia di Cosenza ha avuto 2 inverni di piogge intense nel 2009 e 2010, dove quasi ogni comune ha subito piccole/medie frane e alcuni hanno avuto danni gravissimi, pero strano che Cavallerizzo che era destinata a "sbriciolare" completamente nell'autunno del 2005 (Profezia falso di Guido Bertolaso) non si e' mosso nemmeno 1 millimetro ne alla parte franata ne al centro storico fuori la zona di frana. Questo e' prova che la frana del 7 marzo 2005 era un disastro causato dal uomo. E come se non bastassero altre prove, tutti si ricordano che subito dopo la frana, la SORICAL ha completato il "bypass" su Cavallerizzo e quel fiume di acqua che usciva dal "costone" di Cavallerizzo ha smesso di scendere quasi istantaneamente. Quindi bisogna pensare un attimo se la frana e' stata veramente causata da madre natura o causata dal uomo. Una nota importante rimane il fatto che il movimento franoso e' iniziato direttamente sotto la rete idrica dell'Abatemarco. Mentre la frana di Cavallerizzo e' classificato come un disastro naturale solo quattro anni prima una frana con simile caratteristiche ha colpito una zona agricola di San Marco Argentano. In un articolo pubblicata il 11/07/2001 sulla Gazzetta del Sud parla di;
"Una frana con un fronte di oltre 200 metri, si è verificata lo scorso 8 luglio [2001] nel Comune di San Marco Argentano, in provincia di Cosenza, causata dalla rottura della condotta idrica dell’Acquedotto Abate Marco.

 Lo smottamento ha costruito il corso del fiume Follone deviandone il normale flusso e causando la formazione di un invaso d’acqua in un terreno adiacente.
 Utilizzando i mezzi di movimento terra con la collaborazione di una ditta privata e liberato il letto del fiume dalla massa di terreno, i Vigili del Fuoco hanno messo in sicurezza la zona interessata dal dissesto, consentendo ai tecnici dell’Autorità di Bacino di procedere alla riparazione della condotta idrica.
 La rottura della tubazione ha causando l’isolamento idrico di Cosenza e di alcuni Comuni limitrofi.
"
Quindi non si può assolutamente dichiarare che la frana del 7 marzo 2005 e' un fenomeno al 100% naturale.
Escludano completamente le perdite dell'acquedotto Abatemarco come una possibile causa della frana del 7 marzo 2005, questo e' conferma che l'analisi della frana di Cavallerizzo, ripeto, fatto dai "geologi" nel cerchio di fiducia della Protezione Civile, non possono essere attendibili. 
Sul sito della Protezione Civile, i tecnici preferiti del PCN continuano a sostenere il pseudo studio fatto su una parte di Cavallerizzo e dicono il seguente; "Dai dati raccolti è emerso che le condizioni di rischio per la popolazione della zona sono estremamente elevate, in quanto l'abitato di Cavallerizzo è interessato per tutta la sua estensione da tre frane posizionate su una deformazione gravitativa profonda di versante. Inoltre, la zona ha una notevole sismicità. L'abitato di Cavallerizzo è infatti interamente attraversato dalla faglia San Fili - Cerzeto - San Marco Argentano che, per le sue caratteristiche geologico-strutturali e geomorfologiche, è da considerarsi capace di generare terremoti." http://www.protezionecivile.it/jcms/it/monitoraggio_cerzeto.wp
Si, Cavallerizzo si trova sulla faglia S.Fili-S.Marco Argentano, lo stesso pure per gli altri 14 comuni come, Cervicati, Cerzeto, Lattarico, Mongrassano, Montalto Uffugo, Rende, Roggiano Gravina, Rota Greca, San Benedetto Ullano, San Fili, San Marco Argentano, San Martino di Finita, San Vincenzo La Costa e Torano Castello.  Infatti il Signor Casagli e Mr. Guzzetti non si fermano qui con le condanne a morte per il nostro paese Cavallerizzo, infatti dicono che "Va anche rilevato che l'area di Pianette si trova ad una distanza dalla faglia regionale San Fili - Cerzeto - San Marco Argentano di gran lunga superiore a quella dell'abitato di Cavallerizzo (posto sulla faglia stessa)." pero evitano a informare che sono ben altri 12 paesi sulla stessa faglia! Quindi se questo "pericolo" eminente esiste, vale ancora di più per questi altri 12 paesi.  Quello che mi rilascia perplessa e' per quale motivo la gente continua a vivere in questi altri paesi se c'era questo pericolo eminente di perdita di vite umane? O forse il pericolo e' riservata solo agli abitanti di Cavallerizzo perché e' conveniente? E come se non bastassero altre prove, nell'inverno del 2009 sono state verificate medie e gravi movimenti franosi in diversi comune sulla "pericolante" faglia s.fili-s.marco argentano;  a San Benedetto Ullano, un paese molto più grande di Cavallerizzo, che e' completamente sulla faglia "apocalittica", ha subito diversi movimenti franosi, infatti la strada provinciale 31, tra San Benedetto Ullano e Montalto Uffugo viene interrotta da un movimento franosa di circa 300 metri, pero il paese e la strada non viene de-localizzato!

Questi geologi scelti della Protezione Civile sono estrani dal nostro territorio Calabrese, quindi non conoscono la zona come lo conosce un esperto di zona. Dunque parliamo del paese di San Martino di Finita, un paese interamente sulla faglia S.Fili-S.Marco Argentano, lontano, 2 chilometri da Cavallerizzo, che secondo i dati del monitoraggio satellite sotto la guida del CNR-IRPI di Cosenza, mostra che nel periodo dal 2008-2010, le velocità di deformazione medie misurate sono state dell'ordine di circa >8cm/anno mentre a Cavallerizzo <1cm/anno. Pero a San Martino di Finita la gente ci abita con addirittura di notevoli rischio per la perdita di vita umana. I dati presi per gli altri paesi sulla faglia S.Fili-S.Marco Argentano dal CNR-IRPI di Cosenza, sono considerati "confidenziali" dalla Protezione Civile e che ancora il CNR non pubblica ufficialmente i dati presi dal monitoraggio AMAMIR tra l'anno 2007-2010 perché mostrano che altri paesi sulla faglia muovono diversi cm in più all'anno rispetto a Cavallerizzo.
E' ovvio che le ragioni della Protezione Civile per la delocalizzazione dell'intero abitato di Cavallerizzo e' stato manipolato per fare crede che la delocalizzazione era l'unica soluzione. Uno dei "geologi" preferiti della Protezione Civile, ritiene ancora oggi "di aver condotto il mio lavoro in scienza e coscienza, sulla base di dati e conoscenze scientifiche e senza alcun condizionamento sul mio operato."-- pero tanti geologi della comunità scientifica nazionale e internazionale, definiscono la conclusione della Protezione Civile irreale perché secondo ciò si dovrebbe delocalizzare 90% dell'Italia.

 

I progettisti per la "Nuova Cavallerizzo" fu lo studio genovese 5+1 Agenzia di Architettura fondato dagli architetti Alfonso Femia e del savonese Gianluca Peluffo in collaborazione con arch. Annalaura Spalla e Pierfilippo Cesarini. Arch. Gianluca Peluffo e' il fratello di Paolo Peluffo, nato a Savona il 26 maggio 1963. Ex capo ufficio stampa di Carlo Azeglio Ciampi presso la Presidenza del Consiglio, poi direttore della comunicazione del Ministero del Tesoro (1996, Ministro Ciampi - passaggio Lira > Euro). Nel dicembre del 1998 fu nominato il dirigente generale del Ministero dell'Economia. Diventa nel marzo del 2006 Consigliere della Corte dei Conti. Paolo e' attualmente il consulente nazionale del presidente del Consiglio per le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità d'Italia. Un incarico conveniente per l'impresa 5+1AA, e non mi pare una coincidenza E non credo che sia solo una coincidenza che alcuni stretti collaboratori e amici di Gianluca come Annalaura Spalla e altri "archistar" hanno avuto incarichi per i lavori del 150Unita. Femia & Peluffo hanno progettato anche il grattacielo più alto dell'Expò di Milano e nei anni recenti, quasi 50% delle grandi opere pubbliche hanno la loro firma sul progetto. Alfonso Femia e' tra gli indagati della max-inchiesta fiorentina su mattoni e tangenti, e da qui partono le inchieste sulla "cricca". L'accusa è di turbativa d´asta. La vicenda è quella che nasce dall'arresto di Arch. Marco Casamonti, finito in manette per un appalto in un comune dell´aretino, Terranuova Bracciolini, gara d'appalto vinto da Europrogetti del gruppo Ligresti. Casamonti e' uno dei progettisti dell'hotel a cinque stelle alla Maddalena. L’architetto, fondatore dello studio Archea, era controllato dai Ros che stavano indagando sull’affare Ligresti. L'intercettazione, Parlava Casamonti: «Ci hanno chiamato per dare una mano per i progetti del G8 alla Maddalena - dice l'architetto nella telefonata registrata ad agosto del 2008 - Perché stanno facendo i lavori e sono nella cacca più nera. Perché hanno dato incarico agli architetti di Berlusconi che non sono in grado...». Casamonti poi andrà alla Maddalena all’improvviso, subito dopo la consegna dei lavori. E infatti il suo studio, Archea, ha firmato il progetto dell’ex ospedale trasformato in albergo. La costruzione dell'albergo per 59 milioni e' stato affidato dalla Protezione Civile alla Gia.Fi. di Valerio Carducci, 60 anni, cavaliere della Repubblica, l'imprenditore fiorentino coinvolto nell'inchiesta di Luigi De Magistris sulla presunta rete di favori tra malaffare e politica nazionale in Calabria, "Why Not?".
"C' è anche l' architetto genovese che ha progettato il grattacielo più alto dell' Expò di Milano, tra gli indagati della maxinchiesta fiorentina su mattoni e tangenti. Il nome è quello di Alfonso Femia, che assieme al collega Gianluca Peluffo è fondatore dello studio "5+1" con prestigiosa sede affacciata in piazza Fontane Marose. L' accusa è di turbativa d' asta. La vicenda è quella che nasce dall' arresto di Marco Casamonti, docente della facoltà di architettura, finito in manette per un appalto in un comune dell' aretino, Terranuova Bracciolini. Secondo il gip Rosario Lupo, Casamonti, con Femia e assieme ad altri due architetti e al funzionario comunale Iole Montefusco «turbavano una gara di appalto relativo ad un project financing finalizzato alla ristrutturazione di un edificio in zona macelli... per la somma di 98mila euro». In una serie di telefonate Casamonti pianifica con la Montefusco la gara, convincendo gli altri colleghi a presentare offerte che garantiscano la vittoria di Pietro Pellegrini, anche lui indagato. Il 4 ottobre, Casamonti comunica l' esito positivo a Pellegrini «...e dio buono scusa...era tutto telecomandato...ci mancava che non vincevi». Il 5 settembre Casamonti aveva chiamato Femia per spiegargli «io ho fatto invitare cinque persone...la gara la dovrebbe vincere Pietro...da voi le gare chi le fa?». Femia fa il nome di Simonetta Cenci, coordinatore generale per 5+1aa: «In modo che voi fate l' offerta economica un po' più alta...vi scoccia?». E Femia: «Ma figurati...lo abbiamo già fatto altre volte per te». E questa è una frase che i pm fiorentini intendono approfondire. In effetti, che tra Casamonti e Femia vi sia un' antica familiarità, non lo testimonia solo il tenore delle telefonate, ma anche i curriculum dei due rispettivi studi che si sono spesso incrociati. Ed anche associati, come nel 2003, quando lo studio Archea di Casamonti, assieme ai "5+1" e allo stesso Pellegrini vincono insieme il concorso per l' ampliamento del porto di Savona. O ancora a Napoli e a Milano. In altre importanti circostanze, invece, sono concorrenti. Come per la nuova sede del Palazzo del Cinema di Venezia, che si aggiudicano nel 2005 i "5+1". Il coinvolgimento di Femia in un' inchiesta che, nelle intenzioni della procura fiorentina, sta rivelando una rete occulta di professionisti che gestivano gli appalti in sinergia con esponenti politici o funzionari pubblici, rappresenta un ulteriore motivo di imbarazzo per la Facoltà di Architettura di Genova e l' Ordine professionale." (ref, articolo: Appalti col trucco, nei guai lo studio genovese dell'Expo di Milano di Marco Preve, pubblicato il 24 dicembre 2008 sul La Repubblica).

Il design della "Nuova Cavallerizzo e' un design riciclato dal progetto per la ricostruzione di San Giuliano di Puglia: comparto residenziale 16RD e spazi pubblici, che gli stessi architetti, Peluffo, Femia e Spalla hanno disegnato/progettato. Quindi, chiedo a loro come si può portare l'identità di Cavallerizzo in un design riciclato? E' assurda che un idea realizzato per un specifico luogo si può portare l'identità di un'altra paese di origini completamente diversi.   Non credo che l'aggiunto di una ventina di tetti a cupola sui vari palazzi popolari fa cambiare l'identità del progetto e rendersene originale per un'altro lavoro altrove. Importare i nomi delle vie e le piazze del antico borgo Cavallerizzo alla costruzione nuova non vuol dire che si e' rispettato l'identità di Cavallerizzo.
Nell'inchiesta "Grandi Opere" di Firenze e Perugia si scopre nell'elenco dei lavori edili effettuati da Diego Anemone, il lavoro della New Town di Cavallerizzo di Cerzeto per 60 milioni di euro, auto gestito dalla Protezione Civile dell'emergenza per la frana di Cavallerizzo. Leggi l'articolo "Oltre sessanta appalti in 6 anni così Anemone creò la sua ragnatela" uscito sul La Repubblica il 14 maggio 2010.

Nell'elenco dei lavori edili di Diego Anemone si nota un lavoro importante, la ricostruzione di San Giuliano di Puglia.  Subito dopo il 7 marzo 2005, il modello San Giuliano di Puglia veniva spesso citato nei confronti dei cittadini di Cavallerizzo come un esempio da imitare. Ora capendo che non solo veniva riciclato il progetto del comparto residenziale 16RD di San Giuliano di Puglia, ideato dai gli stessi progettisti della "Nuova Cavallerizzo", ma anche gli stessi costruttori della ricostruzione di SGP, che e' stato l'impresa Lungarini Spa, impresa riferibile alla famiglia Anemone.  L'impresa Lungarini Spa e' un impresa che partecipa al Consorzio Stabile Centritalia, i costruttori della "Nuova Cavallerizzo".  Francesco Lungarini nato a Fano (PU) il 13.12.1949, i suoi incarichi sono tanti; vice presidente dell'impresa Lungarini Spa, rappresentante legale del Consorzio Stabile Centriitalia, amministratore unico della Nuova Infrastrutture Srl e Impresa Lungarini Spa.
Francesco e' il fratello di Alfredo Lungarini, classe 1947, presidente dell'impresa Lungarini Spa. Guarda caso come se non ci bastassero altre "collegamenti" per indagare sulla cricca, il soggetto attuatore per San Giuliano di Puglia e la "Nuova Cavallerizzo" e' Ing. Claudio Rinaldi. 

Rinaldi e' Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna (braccio destro di Angelo Balducci), viene nominato il 13 giugno 2008 il commissario straordinario per i Mondiali di nuoto 2009 al posto di Angelo Balducci dove si lavorava pure Ing. Paolo Zini, tecnico ufficio per i Mondiali di nuoto, tra i progettisti della piscina parco San Paolo di Pisciscelli.  Zini e' il responsabile per la direzione dei lavori operativa nel cantiere della "Nuova Cavallerizzo" per il Provveditorato Interregionale alle OO.PP. per il Lazio, Sicilia e la Sardegna, ed e' molto importante notare che Zini e' il Responsabile unico del procedimento (RUP) dei lavori per l'aeroporto di Perugia (Sant'Egidio), lavori incorso dagli stessi costruttori della "Nuova Cavallerizzo", Consorzio Stabile Centritalia ScpA - uno delle 6 opere sotto inchiesta dalla procura di Perugia per lo scandalo "Grandi Opere".
Claudio Rinaldi e' indagato per abusivo d'ufficio nella maxinchiesta nazionale denominata "Grandi Opere", la famigerata cricca, che gestiva appalti e favori sull’intero territorio nazionale. Le presunte irregolarità legate agli appalti per la realizzazione di strutture previste per i cosiddetti Grandi Eventi.  Il 13 giugno 2009, Rinaldi era stato nominato commissario per i lavori dei Mondiali in sostituzione di Angelo Balducci,  di cui il disegno per il "Museo dello sport Italiano" o meglio il "Foro Italico" nella città dello sport viene progettato dall'agenzia di architettura di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo 5+1AA www.5piu1aa.com e non manca mai l'aiuto indispensabile da Guido Bertolaso che con ordinanze di "disposizioni urgenti di Protezione Civile" stanzia infiniti milioni di euro (grazie a Gianni Letta) per la Sport City. Grande Opere, il G8 alla Maddalena e le celebrazioni per i 150 anni dell'unita' d'Italia. A Roma l'ingegnere Rinaldi e' indagato per abuso d'ufficio, a Firenze, invece, gli inquirenti gli contestano la corruzione. La posizione di Rinaldi emerge da una lunga informativa dei militari. Nell'ottobre 2008 sarebbe stato infatti destinatario di un'intestazione di alcuni beni. Nell'atto, stipulato a San Marino, beneficiaria risulta la madre di Rinaldi, Mimma Gordiani, disponente Diego Anemone, attraverso il suo commercialista di fiducia.

 San Giuliano di Puglia >>NOMINA AD PERSONAM<< 
il 10 settembre 2004, Claudio Rinaldi, con un'ordinanza “d'imperio” del presidente del Consiglio, viene nominato soggetto attuatore a San Giuliano, scavalcando cosi' il presidente della Regione Molise, Angelo Michele Iorio, precedentemente incaricato come commissario delegato alla ricostruzione per l'intera provincia di Campobasso. In effetti Rinaldi, già provveditore alle opere pubbliche per il Molise, in virtù del suo ruolo e forte delle prerogative derivanti dallo “stato di emergenza”, aveva, tra l'altro, la facoltà di annullare gare di appalto precedentemente indette e di farne di nuove. E subito si avvalse di tali prerogative. Vediamo come.
L'Anas nel piano di manutenzione straordinaria 2003 aveva stanziato 41 milioni di euro per opere destinate all'ammodernamento, miglioramento del piano viabile e risoluzione dei problemi connessi al dissesto idrogeologico della strada statale 87 Sannitica, relativamente alla tratta da Campobasso a Sant'Elia a Pianisi, comune prossimo all'area del cratere.
A seguito del sisma, con la motivazione dell'esigenza di garantire la percorribilità immediata dell'arteria per più efficaci collegamenti viari tra il capoluogo regionale e la zona del cratere, nel 2004 l'Anas trasferisce al presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, commissario delegato per l'emergenza e la ricostruzione, la gestione dei lavori e di tutte le attivita' connesse.
A sua volta Iorio conferisce a Claudio Rinaldi, in qualità di soggetto attuatore (benché al di fuori dell'area del comune di San Giuliano di Puglia), uno specifico incarico. Cosi' Rinaldi, sull'onda dell'urgenza, indice una gara esplorativa, fissando in venti giorni il termine per la presentazione delle offerte. L'invito veniva rivolto a società autonomamente prescelte (con quali criteri di trasparenza e imparzialità non e' dato sapere), affinché presentassero l'offerta a trattativa privata, avvalendosi delle deroghe previste con urgenza dalla protezione civile.
Si arriva al 27 ottobre 2004, quando il primo lotto (circa 30 milioni di euro piu' altri 11 come somme a disposizione dell'amministrazione), viene affidato all'impresa Falcione srl di Campobasso. La ditta aveva risposto all'invito il 19 ottobre, dopo appena dodici giorni, con un ribasso del 6,80%.
E' singolare che alla gara esplorativa “telefonica” fossero state invitate solo cinque imprese: Lauro Cantieri Valsesia spa di Torino, Vidoni spa di Tavagnacco (Udine), Generali Prefabbricati spa di Perugia, Costruzioni Falcione Geom. Luigi srl di Campobasso,
 Lungarini spa di Fano. (tratto da http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=301 )


Come già notato prima, in alcuni giornali ed anche sul 'Il Giornale' e' stato pubblicato la lista completa dei lavori svolti da Diego Anemone, di cui c'è la costruzione di Cavallerizzo su pagina 2 sotto "Anno 2008" al quinto posto "Comune di Cerzeto-Cosenza, cons.sta" (cons.sta = Consorzio Stabile). Leggi l'articolo "Dai ministeri alla Finanza tutti facevano a gara per dar lavoro ad Anemone" pubblicato il 14 maggio 2010.

Le imprese esecutrice per la costruzione della "Nuova Cavallerizzo" sono Costruzioni Zinzi S.r.l. (Capogruppo) in associazione temporanea di imprese con “Consorzio Stabile Centritalia S.C.p.A.” con sede in Via Della Costituzione N.10 - Fano, Pesaro e Urbino 61032 (Partita IVA: 02194980419), un imprese sotto ombrello del gruppo Anemone.
I "lavori urgenti per fronteggiare i danni conseguenti ai gravissimi dissesti idrogeologici con connessi diffusi movimenti franosi verificatesi nel territorio del comune di Cerzeto" viene indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sotto la guida Pietro Lunardi, il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il Governo Berlusconi III. Il contratto viene firmato il 16 maggio 2006 n. rep 754. Dalle indagini dell'inchiesta "Grandi Opere" esce che Lunardi, quando era ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti negli anni tra il 2003 e il 2006, ha avuto intensi rapporti operativi con Diego Anemone, infatti Anemone gli ristruttura la casa in provincia di Parma.

Nella formazione del Governo guidato da Silvio Berlusconi (quinquennio 2001-06), Mario Tassone (nato a Castrovillari, Cosenza), viene nominato viceministro di Pietro Lunardi alle Infrastrutture e Trasporti, incarico

confermato anche dal successivo Governo Berlusconi e attualmente presente nell'amministratore del consiglio comunale di Catanzaro. Il viceministro Tassone ha effettuato un sopralluogo a Cerzeto il 15 marzo 2005 (sette giorni dopo la frana del 7 marzo 2005) prima di partecipare a un'incontro con i funzionari ed i tecnici della Protezione civile. Nella formazione del Governo guidato da Silvio Berlusconi (quinquennio 2001-06), Mario Tassone viene nominato Viceministro di Pietro Lunardi alle Infrastrutture e Trasporti, incarico confermato anche dal successivo Governo Berlusconi.  il 15 marzo 2005, il viceministro Tassone ha effettuato un sopralluogo a Cerzeto, prima di partecipare a un incontro con i funzionari ed i tecnici della Protezione civile.  In una breve intervista dice- "bisogna decidere, in concorso con le comunità e l'amministrazione locale cosa fare nel paese. Se trasferire l'abitato o meno''. Ricordiamo che la frana del 7 marzo 2005 ha danneggiato solo 11,5% dell'abitato di Cavallerizzo, quindi questa frase mi lascia perplessa.  Perché per quale motivo si prenda inconsiderazione un ipotesi cosi radicale di trasferire un intero abitato per un danno di cosi poco rilevante? Capisco un ipotesi come una ri-localizzazione di quel area colpita (11,5%) ma non dell'intero paese, e' sono proprio per queste ipotesi banali che fa capire al pubblico che la frana di Cavallerizzo e' stato dal primo momento un'affare di business.

Agazio Loiero
ha tenuto occhio sulla situazione di Cavallerizzo dall'inizio quando era vice presidente del gruppo della Margherita alla Camera e candidato alla presidenza della regione Calabria per l'Unione. Tra le carte fiorentine dell'inchiesta "grandi eventi" spunta anche l'ex governatore della Calabria, Agazio Loiero, lo stesso coinvolto nell'inchiesta "Why Not?". In un intercettazione nell'inchiesta "Grandi Opere" l’ex senatore democristiano calabrese Franco Covello (Pd), parla con Angelo Balducci: «ti volevo dire...siccome io sono con il Presidente della Regione Calabria...verso le 12,30...se puoi memorizzare...ti chiamo e te lo passo...gliel'ho detto per la figliola...okay? …ti abbraccio». Balducci acconsente: «Come no?...va benissimo...va bene, va bene.».. Annotano gli investigatori: «Parrebbe quindi che, in una cornice di scambio di favori, Covello intenda richiedere a Balducci un favore per la figlia del presidente della Regione Calabria» La Repubblica.

Raffaele Antonio Zinzi, imprenditore dell'azienda "Costruzioni Zinzi S.r.l."
Via T. Campanella 39/A, 88100, Catanzaro, Partita IVA: 01932320797. Cappogruppo dell'ATI per la costruzione della "Nuova Cavallerizzo". Ex Presidente della confindustria Calabrese, tutt'ora parte ancora della Giunta. Da notare che e' un amico intimo del ex governatore calabrese Agazio Loiero e dell’ex Vice Ministro ai Lavori Pubblici Mario Tassone" (Cavallerizzo, il paese fantasma che vuole rinascere di Luigi Guido). Tassone, ne e' stato il suo primo amico del Ministero ai Lavori Pubblici ne sarà il suo ultimo.  Infatti Mr. Zinzi si trovava nel merino dalla Procura di Torino quando nel 1994 la Costruzioni Zinzi era indagato per corruzione nell'ambito di un' inchiesta per 300 milioni di lire che sarebbero state versate ai personaggi vicini all'ex ministro dei Lavori pubblici Giovanni Prandini dal-L'architetto Adolfo Salabè (coinvolto nelle indagini sui fondi neri del Sisde e noto per i suoi rapporti con il Quirinale) per la costruzione del carcere di Vibo Valentia, di cui occupava Costruzioni Zinzi e la Somac di Monterotondo (Roma), Salabè ha ammesso di avere dato il denaro a Carlo Oriani, ex direttore del Provveditorato alle opere di pubbliche di Torino e successivamente dirigente del ministero dei Lavori pubblici, sarebbero poi stati girati da Oriani, che ha confessato, alla corrente di Prandini in occasione delle elezioni del'92. Fonte: Repubblica.it. Forse la Procura di Cosenza dovrà investigare nei modi di cui fa business il Signor Zinzi, perché mi pare che usa troppo le sue amicizie per ottenere questi appalti giganteschi come nel caso del grande carcere di Vibo Valentia e la "New Town" di Cerzeto.

All’inizio degli anni ‘90, Dino Anemone era al centro di un’inchiesta della Direzione Antimafia di Palermo, in questa inchiesta (Operazione Cobra), assieme ad altri costruttori finiti in carcere, era stato indagato Dino Anemone, padre di Daniele e Diego Anemone, viene subito prosciolto nel 2004 in fase preliminare dall’accusa di associazione per delinquere. Purtroppo il figlio Diego Anemone non e' stato cosi fortunato come il padre, e viene arrestato il 10 febbraio 2010 con il presidente del consiglio superiore dei Lavori pubblici, Angelo Balducci, e altri due funzionari. Pero le indagini nel 2004 dimostra la loro fame per conquistare gli appalti pubblici in quanto si associavano tra di loro, costituendo tra l’altro addirittura un consorzio, denominato “Consorzio Stabile Centritalia S.c.p.A” allo scopo di commettere più delitti di abuso in atti d’ufficio e turbata libertà di incanti finalizzata all’illecita acquisizione di pubblici appalti. Ma secondo la Direzione investigativa antimafia dentro il consorzio si nasconderebbe Cosa Nostra. A questo consorzio vi partecipavano di fatto RINZIVILLO Antonio, RINZIVILLO Crocifisso Ineso “Gino”, RINZIVILLO Salvatore, tramite le società di copertura “C.S.G.M. di TOMMASI Rocco”, “PUMA srl”, “COLLURA srl”. (Tratto da Casa della Legalità e della Cultura)


Nella richiesta di arresto nell'inchiesta "Grandi Opere" a carico di Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro Della Giovampaola e Diego Anemone vengono indicati le seguenti appalti oggetto di indagine, tutti assegnati a società riferibili al gruppo imprenditoriale degli Anemone:

1. Il completamento dell’aeroporto internazionale dell’Umbria - Sant’Egidio Perugia. Lavoro aggiudicata alla consortile Sant'Egidio scarl, che e' stata costituita il 4 aprile 2008 dal cappogruppo: Consorzio Stabile Centritalia ScpA e mandante: IGIT Spa, dunque le seguente imprese;
  1. l'impresa Lungarini s.p.A di Paolo Lungarini (P.IVA: 01416510418),
  2. R.ED.IM 2002 Srl di Vanessa Pascucci, moglie di Diego Anemone (P.I. 07166381009)
  3. Nuove Infrastrutture Srl di Francesco Lungarini (P.I. 02151630411),
  4. Marrollo Costruzioni Srl di Cavaliere Calogero Riccardo Marrollo (P.I. 01346820697), 
  5. Società Meridionale Inerti SMI Srl di Cavaliere Calogero Riccardo Marrollo (P.I. 00091960690)  
  6. I.G.I.T. Spa di Bruno Ciolfi, (C.F. 0040 40105 89)

Ciolfi è partner fisso del gruppo Anemone in tanti appalti sospetti è nei consorzi Cosport 2009 e Musport (mondiali di nuoto); nel consorzio Imatec e nella Arsenale Scarl (G8 alla Maddalena).  Impresa Lungarini Spa e' già ampiamente nota alle cronache ed oggi e' impegnata ai lavori di adeguamento ed ammodernamento dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria.  L'aeroporto Sant'Egidio e' uno dei interventi finanziati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con i fondi per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia.

2. la ristrutturazione dello stadio centrale del tennis del Foro italico (mondiali di Nuoto di Roma 2009
) Gruppo Anemone.

3. la realizzazione del nuovo museo dello sport Italiano di Tor Vergata per i Mondiali di Nuoto di Roma 2009, un appalto di grande rilievo vinto dalla Lungarini spa che fa parte del gruppo Anemone in coppia con società riconducibili agli Anemone affidato alla società Musport costituita dalla società Alpi srl e Igit spa. Un lavoro da 19 milioni e 873mila euro  45 per cento, appartiene a Margherita Lungarini.


4, 5 & 6. Le opere G8 della Maddalena che facevano capo al presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici Angelo Balducci e all'imprenditore romano Diego Anemone, ha portato all'attenzione degli inquirenti: La Lungarini costruzioni di Francesco Lungarini. Il quale è legato all'impresa dei fratelli Anemone perché hanno fatto insieme tre lavori importanti, con base d'asta complessiva pari a 100 milioni di euro:  il quarto, quinto e sesto lotto di interventi infrastrutturali e complementari per le opere previste per il G8 della Maddalena. l quinto lotto della Maddalena, residenza dell'Arsenale, affidato alla Consortile Arsenale, società costituita il 6 agosto 2008 (poco prima dell'appalto) con 20mila euro di capitale sociale e costituita da Francesco Lungarini col 55 per cento e da Vanessa Pascucci (moglie di Diego Anemone) col 35 per cento attraverso la società R.ED.IM 2002 srlLa Redim 2002 di Vanessa Pascucci possiede il 70% anche di un’altra impresa, la Minerva Società Consortile, amministrata da Daniele Anemone, titolare al 98% dell’Impresa Anemone Costruzioni: guarda caso proprio la ditta che si è aggiudicata la fetta più grossa del contratto per il G8. Daniele Anemone è anche a capo dell’omonimo Gruppo Anemone che possiede il 55% della Maddalena scarl, l'altra società costituita con lo scopo di fornire manodopera al cantiere dove già lavora l’Arsenale scarl. In altre parole: Vanessa Pascucci nel 2002 mette a disposizione 25 mila euro per la moglie del capo del Dipartimento dello Sviluppo della Protezione Civile, incaricato degli appalti per il G8; con lei nel 2007 condivide una società, e nel 2008 con le aziende del Gruppo Anemone per cui lavora ottiene dalla Protezione civile i superappalti per il G8. Appalti affidati proprio al coordinamento di Balducci. 


La
società consortile "Nuova Cavallerizzo scarl" con sede in Via T. Campanella 39/A 88100, Catanzaro è stata costruita in associazione temporanea d'impresa con le seguenti imprese;
  1. Costruzioni Zinzi S.r.l. (Capogruppo 51%)
    Via T. Campanella 39/A
    88100, Catanzaro
    P. IVA: 01932320797

    Attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici

  2. Consorzio Stabile Centritalia s.c.p.A. (Mandante 49%)
    Via Della Costituzione N.10
    Fano, Pesaro e Urbino 61032
    Partita IVA: 02194980419
    Attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici

Nel settore dei lavori pubblici sono Consorzi Stabili quelli, che siano formati da più di tre consorziati che abbiano stabilito di operare in modo congiunto nel settore dei contratti pubblici di lavori, forniture, servizi, per un periodo di tempo superiore a cinque anni. Proprio per la durata minima di 5 anni il consorzio stabile costituisce una struttura comune di impresa. Partecipano al "Consorzio Stabile Centritalia S.c.p.a." del gruppo Anemone le seguenti imprese:
  1. Impresa Lungarini Spa
    (di Paolo Lungarini, gruppo Anemone)

    Via Della Costituzione N.10
    Fano, Pesaro e Urbino 61032
    P.IVA: 01416510418
    Attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici


  2. R.ED.IM 2002 Srl
    (di
    Vanessa Pascucci, la moglie di Diego Anemone. gruppo Anemone)
    Viale I Maggio N. 140
    Grottaferrata, Roma 00046
    P.I. 07166381009
    Attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici


  3. Nuove Infrastrutture Srl
    (di Francesco Lungarini, gruppo Anemone)
    Via Della Costituzione N.10
    Fano, Pesaro e Urbino 61032
    P.I. 02151630411
    Attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici

  4. Marrollo Costruzioni Srl
    (di Cavaliere Calogero Riccardo Marrollo, Ex Presidente di Confindustria Abruzzo
    )
    Via Andrea Bafile N. 10
    Vasto, Chieti 66054
    P.I. 01346820697

    Attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici
     

  5. Societa Meridionale Inerti SMI Srl
    (Gruppo Marrollo)
    Via Andrea Bafile N. 10
    Vasto, Chieti 66054

    P.I. 00091960690
    Attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici


Sono 13 subappalti che costruiscono la "Nuova Cavallerizzo" abusiva:
  1. S.A.C. Costruzioni S.r.l (aut. N. 17903 del 14/08/2008)
  2. G.A.R.M. S.r.l (aut. N. 17906 del 14/08/2008)
  3. SANTACROCE (aut. N. 53404 del 11/12/2008)
  4. EDIL 3001 Impianti S.r.l. (aut. N. 8420 del 10/02/2009)
  5. S.E.R.I.T (aut. N. 8414 del (10/02/2009)
  6. D.P. Costruzioni (aut. N. 19509 del 07/04/2009)
  7. Tardi Francesco (aut. N. 22977 del 23/04/2009)
  8. Costruzioni Luciano (aut. N. 22955 del 23/04/2009)
  9. Bagnato Raffaele (aut. N. 26794 del 13/05/2009)
  10. ITES S.r.l. (aut. N. 28033 del 20/05/2009)
  11. Bellavista di Smeriglia S.re & C S.n.c. (aut. N. 2253 del 14/01/2010)
  12. SANTACROCE (aut. N. 2225 del 14/01/2010)
  13. ELCOS S.r.l. (aut. N. 2228 del 14/01/2010)





Il progetto strutturale per la "Nuova Cavallerizzo" e' compiuto dalla SEAP Engineering Consulting S.r.l (di Roma e Catanzaro). Tratto dal curriculum della SEAP sul loro sito si legge;
"2006 / 2008 – SOCIETA’ CONSORTILE NUOVA CAVALLERIZZO SCARL, per il progetto di delocalizzazione e ricostruzione di Cavallerizzo di Cerzeto in località Pianete e Colombra. Progetto definitivo ed esecutivo delle strutture in c.a. cat. 1G, responsabile Tecnico: Ing. Paolo Giancotti. Totale importo lavori € 14.000.000,00" (Link).
*4 agost
o 2010, il sito della SEAP e il curriculum sono spariti da internet, dopo pochi giorni dalla ricevuta di un email da Ing. Paolo Giancotti, suggerendomi di "aggiustare il tiro su alcuni bersagli".  Gli e' dato fastidio leggere la verità, il fatto che e' il genero di Zinzi, e voleva chiarire che il suo suocero ha il diritto di affidare il lavoro a chi piace.  Siccome non si sapeva già questo! Ed e' proprio per quel motivo che Paolo deve tenere conto che quei soldi di cui viene pagato sono sempre soldi che provengono dalla casa pubblica. Non si sa esattamente quanti soldi e' stato pagato dal suo suocero per il progetto strutturale, ma diamine, non credo proprio che Giancotti e' stato sotto pagato! Intanto non capisco perché vuole nascondere il fatto di essere il genero di Zinzi, forse per la salvazione di suo ego? o forse perché la sua nomina non e' di certo buona etica aziendale? Di certo ha sbagliato di grande a scrivermi un email. *8 settembre 2010, il sito e il curriculum della SEAP sono bentornati online. Scaricare il curriculum della SEAP qui.

Ing. Paolo Giancotti e' il marito di Raffaella Zinzi, figlia del costruttore Raffaele Zinzi (Costruzioni Zinzi Srl). Questione di nepotismo?
Giancotti e' abbastanza fortunato che sua moglie e' riuscita ad ottenerlo un mega lavoro - forse ricompensato pure bene dal suo suocero e speriamo che i magistrati tengono conto che i soldi con cui si remuneravano i professionisti provenivano dai fondi della Protezione Civile (quindi, fondi pubblici). Forse e' il più bravo ingegnere? troppo bravo simile al cognato di Bertolaso, Francesco Piermarini che lavora al risanamento della Maddalena.
Francesco Piermarini ha forti rapporti con Diego Anemone e soprattutto ricostruiscono l'ascesa di Riccardo Miccichè, 36 anni, che con lui ebbe l'incarico di «rappresentante della struttura» al G8 de La Maddalena. Miccichè risulta essere ingegnere, ma nel suo curriculum c'è la partecipazione alla società Modu's Atelier «che ha come oggetto l'attività di parrucchiere per uomo, donna e bambino». Eppure, dopo aver seguito i lavori in Sardegna, ha ottenuto un altro incarico prestigioso: il 22 dicembre 2009 il ministro ai Beni culturali Sandro Bondi lo ha nominato «direttore dei lavori» per il restauro degli Uffizi con un costo di 29 milioni e mezzo di euro. Non è l'unica «anomalia» denunciata nell'informativa dei carabinieri del Ros. Il fratello di Miccichè è infatti responsabile tecnico dell'impresa di costruzioni Giusylenia srl (un impresa spesso in associazione temporanea di imprese con la Lungarini Spa in vari appalti pubblici, e spesso detto di avere forti legami con Salvatore Ligresti) «inserita in un contesto criminale finalizzato alla gestione dei lavori pubblici» e collegata in passato a Bernardo Provenzano. Ma in base a quali criteri Riccado Miccichè abbia ottenuto due nomine di tale prestigio. In precedenza era stato soltanto «unico componente del consiglio di amministrazione della società "Erbe medicinali Sicilia srl", specializzata nella preparazione dei terreni per la coltivazione delle erbe e piante officinali».

Purtroppo la lunga lista dei membri della "cricca" non finisce qui. Ing. Enrico Bentivoglio e' un'altro membro del famoso “sistema gelatinoso” gestito da Angelo Balducci. Enrico viene nominato Il commissario delegato per il museo fiorentino. Viene intercettato dai Ros di Firenze con De Santis, parlavano della nomina agli Uffizi del «siciliano» Riccardo Miccichè come di uno scandalo: «Siamo proprio dei cazzari…». Pero nel 2009 la "cricca" inizia a preoccuparsi di un indagine della Procura di Roma che porta gli sequestri degli appalti per i mondiali di nuoto.

Anemone (A.), che è titolare del cantiere sequestrato del Salaria Sport Village chiama a Enrico Bentivoglio (E.) chiede se i problemi sono risolti...

E: A dimostrazione della considerazione che hanno della legalità e di coloro che cercano di farla rispettare, se la pigliano nel culo, capito? (ride) Se la pigliano nel culo.
A: Senti Enri', ma tu il provvedimento ce l'hai sotto l'occhio?
E: Che cosa? No, è già sanata. Sanata. Non ce l'ho io, ce l'ha lui, però me l'hanno raccontata.


Infatti, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato un'ordinanza che sana ex post le irregolarità urbanistiche di cui gli appaltatori si sono resi responsabili insieme alla Protezione Civile e spegne l'indagine della magistratura. Visto l'amicizia stretta tra Enrico e Diego, ing. Enrico Bentivoglio viene nominato il responsabile del procedimento per il Soggetto Attuatore per la costruzione della "Nuova Cavallerizzo".

Arch. Annalaura Spalla, Architetto, progettista della "Nuova Cavallerizzo" e del comparto residenziale 16RD di San Giuliano di Puglia, architetto associato all'agenzia di architettura 5+1 di Genova.  Figlia del famoso arch. Giovanni Spalla, Presidente del Comitato Scientifico Legambiente di Liguria e tra le amiche di Annalaura ce la moglie di Guido Bertolaso, Gloria Piermarini architetto paesaggista. Gloria e' la nipote del cardinale e arcivescovo Sergio Sebastiani e che pure tra l'altro Presidente Emerito della Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede. Annalaura & Gloria hanno lavorato insieme sul progetto della Nuova Sede Agenzia Spaziale Italiana a Tor Vergata. Si scopre nell'inchiesta di Firenze e Perugia che la Piermarini ha avuto consulenza affidata da Diego Anemone per i lavori alla Salaria Sport Village.  I progettisti della nuova sede dell'ASI sono Annalaura Spalla e 5+1 il famoso studio architettonico di Alfonso Femia & Gianluca Peluffo. Il direttore generale S.I.I.T. per la nuova sede dell'ASI è Angelo Balducci con il direttore settore infrastrutture SIIT: Claudio Rinaldi, e Enrico Bentivoglio per il progettazione SIIT. Guarda caso chi e' il costruttore, IGIT spa di Bruno Ciolfi - la IGIT e' un impresa riferibile al gruppo Anemone. E' molto difficile credere che Annalaura prende tutti questi incarichi importanti basato su suo talento generico.  "L'archistar" che ha aiutato a depredare l'Italia ha progettato anche il restauro del monumento di Quarto e di riqualificazione dell’area circostante, uno dei tanti interventi inserito nel progetto “I luoghi della memoria”.  Visto che la Spalla, insieme anche a 5+1 sono considerati nel mondo del architettura Internazionale, d'avere una qualità davvero standard (ie. pre moderna) capisce che senza l'aiuto gli amici stretti e parenti nei posto giusti non si potranno mai prendere lavori di questi rilievi. La bugiarda Spalla vanta che il suo progetto per la "Nuova Cavallerizzo" e' stato un progetto ideato con la collaborazione della comunità di Cavallerizzo, ha pure pubblicato un libro pieno di falsità tenendo solo conto dei pareri dei lecchini che davano solo pareri positivi, intorno aspettavano qualche lavoro che non e' mai arrivato. Il clan Genovese in collaborazione con la Spalla, hanno messo in tasca 1milione e 177mila euro per il progetto di Cavallerizzo che in realtà l'avevano già nel archivio dal 2004.  I progettisti avvoltoi hanno applicato il progetto del comparto 16RD di San Giuliano di Puglia per la costruzione della "Nuova Cavallerizzo". E' patetico che ancora oggi la Protezione Civile insieme alla Spalla, dicono d'aver "lavorato" con la comunità di Cavallerizzo sul progetto architettonico quando il progetto e' stata fatto nel 2004, un anno prima della frana del 7 marzo 2005 quando nemmeno ci conoscevamo. Un'altra domanda ai progettisti della schifosa "No Town", visto che Cavallerizzo e' un paese montana collocato in una delle province più sotto sviluppati d'Italia, Cosenza, quindi avete mai preso in considerazione la demografia dei abitanti di questa nuova edilizia popolare? Come potranno vivere gli anziani, e le persone umili, abituati alla vita montana in un quartiere urbano?

Ritorniamo a Cavallerizzo. Purtroppo, ancora oggi, l'esecutrice del progetto della nuova Cavallerizzo arch. Annalaura Spalla  non da una corretta definizione di GJITONIE. Una gjitonia e' uno spazio compreso da tre o quattro case, abitate da famiglie legate da una relazione di stretto vicinato, in alcuni casi di parentela e che condividono una piazzetta. Aggiungo che il Comitato per la delocalizzazione di Cavallerizzo e' cosciente che le Gjitonie son state trasformate in 5 grandi quartieri sul progetto della "new town" stravolgendo il significato puro di Gjitonia. Quindi, assolutamente, non possono usare il termine Gjitonie, tipico dei paesi arbereshe. Faccio un esempio all'arch Annalaura Spalla che in modo molto errato non coglie il significato vero di Gjitonia: un bruco diventa una farfalla, quindi non e' più un bruco ma una ... farfalla. Quindi 5 "stecche" di 20 appartamenti o più, non sono delle GJITONIE! Ma esattamente dei quartieri! Annalaura dice che, "Il progetto prevede la ricostruzione di 264 appartamenti, disposte secondo una tipica forma di petali di un fiore" L'unico fiore che si vede e' quell'ANEMONE, quel fiore raro e prestigioso che sboccia solo sugli appalti pubblici. Pero forse arch. Annalaura Spalla stava cercando imitare il realismo del ghetto di Francesco Di Salvo, le "Vele di Scampia"? (un'altra esperimento fallito).
Visto la lunghissima lista della cricca, non poteva essere abbastanza 50 milioni di euro per fare 264 appartamentini da Hobbit e dare da mangiare ai parassiti della cricca ed in realtà sono stati spesi molto di più rispetto a quanto preventivato nell'appalto iniziale di €28.767.515,31. In una nota pubblicato sul sito della Protezione Civile del 05/03/2010 parla del "nuovo nucleo residenziale, per 564 abitanti, è costituito da 264 unità abitative, 5 locali per attività commerciali da spazi pubblici, spazi verdi ed orti. È prevista anche la costruzione di una scuola e una chiesa...Il costo complessivo dei lavori e degli ulteriori oneri dell'area residenziale è pari a circa 50 milioni di euro. Il costo a mq delle unità abitative, comprese tutte le opere di urbanizzazione, sarà di poco inferiore ai 1.300euro."
La verità e' che quei 50 milioni di euro sono stati già digeriti più di 4 anni fa e con un po di buon senso e una calcolatrice si capisce subito l'impossibilita di quell'affermazione della Protezione Civile. Perché per fare i 33 appartamenti del comparto residenziale 16RD di San Giuliano di Puglia dicono che e' costato ai contribuenti d'Italia 6.418.846,70 euro. Visto che il progetto per San Giuliano di Puglia e' stata riciclata per la costruzione per la "Nuova Cavallerizzo" dai i stessi progettisti e costruttori! Allora e' l'esempio perfetto per fare il calcolo reale:
264 appartamenti (Cavallerizzo) diviso 33 appartamenti (San Giuliano) = 8.
6.418.846,70 euro x 8 = 51.350.773,60 euro


Si infatti 52 milioni e' la cifra solo per gli appartamentini e quindi visto che non abbiamo calcolato le cose non ancora costruite come la scuola, la chiesa, il depuratore, le strade, i spazi pubblici gli "orti" ecc non può essere reale "il costo complessivo dei lavori pari a 50 milioni di euro". Per completare gli altri lavori bisogna aggiungere altri milioni di euro anche perché nel cantiere si parla che la cifra e' superato già ai 200 milioni, che di sicuro non erano tutti spesi sulla costruzione della "Nuova Cavallerizzo". E per arrivare a questa spaventosa cifra il governo ha trasferito soldi destinati inizialmente per affrontare "il rischio idrogeologico nella Calabria" sulla costruzione di una "New Town" abusiva e nelle mani della mafia. Quindi ce un buco di 148 milioni di euro e voglio sapere veramente dove sono andati a finire questi soldi, perché vedendo la qualità scarsa degli appartamenti abusivi, quei soldi extra non sono stati spesi di sicuro nel cantiere della "Nuova Cavallerizzo".

Nessuno dei Cavallerizziotti nati e cresciuti a Cavallerizzo e' contento del disegno del progettista arch. Annalaura Spalla perché e' una edilizia popolare, un design freddo di un carattere ultra urbano e contemporanea costruita in una zona dove regna la natura. E' un vero "Eye Soar", e la gente dei paese limitrofi lamentano che quel mucchio di cemento a rovinato completamente il panorama naturale e favoloso di una volta.

Leggendo le ordinanze del GIP di Firenze e Perugia per l'inchiesta "grandi opere"- le intercettazioni tra Bertolaso e Anemone, mostrano chiaramente il loro rapporto d'affare personale- ed e' ovvio che tutti i costruzioni ideati dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale,  con esiti di gare favorevoli alla famiglia Anemone, devono essere sotto inchiesta e non solo i lavori per i "grandi eventi".

E se non bastassero il fatto che la cricca sta costruendo la new town abusiva per aprire un inchiesta, ce ne una lista infinite d'illegalità intorno alla costruzione, come una montagne di carte falsificate, per la cifra scandalosa della "new town", per l'appalto truccato, o per le procedure illegali della Protezione Civile di cui i giudici del TAR del Lazio sono coscienti, quindi ho fiducia nella Giustizia e credo che verrà il giorno in cui quel cantiere verrà completamente sequestro.

Vi lascio con delle domande. Per quale motivo si e' imposta la delocalizzazione dell'intero paese quando solo 11,5% del paese e' stato interessato dalla frana del 7 marzo 2005? A chi gli faceva comodo questa decisione?

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Stefania Talarico

RESIDENTE di CAVALLERIZZO di CERZETO






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Stefania Talarico,
14 set 2010, 10:34
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Stefania Talarico,
8 mar 2011, 06:58
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